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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 3 aprile 2026
di Maria Brucale
Il Domani, 3 aprile 2026 Secondo le Norme Penitenziarie Europee “La cooperazione con i servizi sociali esterni e, per quanto possibile, la partecipazione della società civile alla vita penitenziaria devono essere incoraggiate.” La quotidianità dei detenuti, insomma, deve restare ancorata ai valori positivi del mondo esterno. È l’unico modo per garantire che chi sconta una pena continui a sentirsi parte della collettività. In stridente contrapposizione con tali principi - declinati appieno dall’ordinamento penitenziario nel solco del progetto costituzionale di ogni pena - però, nell’ultimo anno, una fitta rete di circolari ministeriali ha tracciato un muro invalicabile attorno ai circuiti di Alta Sicurezza.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 aprile 2026 Per la Cassazione conta soltanto il comportamento dentro le mura, non la storia criminale del condannato. Ci è voluta una lunga battaglia legale, portata avanti dall’avvocata Pina Di Credico del foro di Reggio Emilia, per arrivare a una sentenza che mette ordine su uno dei punti più controversi nati dopo la pronuncia della Corte costituzionale sull’affettività in carcere. La Prima sezione Penale della Cassazione, con la sentenza n. 11603 depositata il 26 marzo, ha stabilito un principio chiaro: per negare a un detenuto il diritto a un colloquio intimo con il partner, non basta tirare fuori i suoi presunti legami con la criminalità organizzata. Quel che conta è il comportamento attuale dentro le mura del carcere, non la storia criminale passata o le informative di polizia che descrivono un’altra epoca.
GIUSTIZIA
di Franco Corleone
L’Espresso, 3 aprile 2026 Dal 25 febbraio è in vigore un nuovo decreto sicurezza che raccoglie in 33 articoli svariate norme assai discutibili, a cominciare dalla mancanza dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza. Ennesimo provvedimento: va, infatti, ricordato il precedente decreto che già l’anno scorso peggiorava il codice Rocco prevedendo l’incarcerazione per le madri incinte o con bambini di meno di un anno, la criminalizzazione persino della protesta nonviolenta in carcere e la possibilità per i servizi segreti non solo di infiltrare, ma di promuovere organizzazioni terroristiche. L’inventiva del governo Meloni nel produrre norme di pura propaganda è senza fine.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 aprile 2026 È scontro al Senato tra maggioranza e opposizione sul dl Sicurezza. E sembra un copione già visto rispetto ad altri provvedimenti con la prima che soffoca il confronto costringendo poi l’altra a presentare migliaia di emendamenti. “C’è un ostruzionismo accanito che vuole impedire in tutti i modi che venga approvato il decreto, una posizione ideologica e pregiudiziale con più di mille emendamenti al solo scopo di far perdere tempo”, ha affermato il presidente della commissione Affari Costituzionali, Alberto Balboni di Fratelli d’Italia, al termine dei lavori nella mattinata di ieri. L’esame del provvedimento è proseguito al ritmo di circa tre emendamenti ogni ora, con interventi a raffica dei senatori del centrosinistra.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 3 aprile 2026 Dal 25 agosto può entrare in vigore la nuova disciplina sulle misure cautelari: obiettivo garantista, ma restano dubbi su tempi, organici e coerenza del sistema. A meno di una proroga nelle prossime settimane, il 25 agosto entrerà in vigore la tanto attesa riforma del giudice delle indagini preliminari prevista della legge 114 del 2024. Il punto principale della riforma è l’introduzione della “collegialità”. La misura, come disse il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nasce con una chiara finalità garantista: rafforzare le tutele dell’indagato nelle fasi più delicate del procedimento, in particolare quando si tratta di disporre misure cautelari personali che incidono sulla libertà individuale.
di Elisa Messina
Corriere della Sera, 3 aprile 2026 Il confronto tra le parti che dovrà sciogliere il nodo politico deve partire avendo un orizzonte di riferimento comune. E questo non può che essere la Convenzione del Consiglio d’Europa. “Abbiamo deciso di fare un comitato ristretto per cercare di trovare una sintesi tra le parti e per cercare di arricchire il testo. Quindi auspico che ci sia un accordo su testi di così grande importanza”. Con queste parole la senatrice Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia del Senato, ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro per arrivare finalmente a un testo definitivo che riscriva l’articolo 609-bis del Codice Penale sul reato di violenza sessuale.
ius.lefebvregiuffre.it, 3 aprile 2026 La Corte costituzionale, con la sentenza 17 marzo 2026, n. 31, ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate con riferimento agli artt. 33, 39 e 40 della legge n. 354/1975, concernenti l’isolamento del detenuto sottoposto alla sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività comuni. Nel caso di specie il detenuto era stato tratto a giudizio per danneggiamento seguito da pericolo di incendio, in quanto, mentre si trovava in isolamento disciplinare per esclusione delle attività comuni, aveva appiccato il fuoco al materasso e al cuscino in dotazione della camera di detenzione. Il Tribunale di Firenze aveva censurato nel merito gli artt. 33, 39 e 40 della legge n. 354/1975, assumendo che l’isolamento del detenuto, “realizzando una separazione coattiva del medesimo dalla comunità di cui fa parte”, fosse misura sproporzionata ai fini disciplinari, contraria alla finalità rieducativa della pena e dannosa per la salute psicofisica della persona.
lavocediasti.it, 3 aprile 2026 Domenico Massano e Paolo Allemano scrivono al direttore generale Ernesto Napolillo, contestando la decisione che blocca i progetti teatrali e scolastici finora realizzati con successo. Una netta e inaspettata chiusura che rischia di vanificare anni di prezioso lavoro rieducativo all’interno delle carceri piemontesi. È quanto denunciano i garanti dei diritti dei detenuti di Asti e Saluzzo, rispettivamente Domenico Massano e Paolo Allemano, in una vibrante lettera aperta indirizzata a Ernesto Napolillo, direttore della Direzione Generale dei detenuti e del trattamento presso il Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria).
laprovinciacr.it, 3 aprile 2026 Il Torriani di Cremona porta gli studenti alla Casa circondariale per uno spettacolo teatrale. Un’esperienza che stimola riflessioni sulla legalità, responsabilità e inclusione. Il Progetto scuola-carcere dell’IIS Torriani di Cremona ha come finalità quella di mettere in relazione la realtà della scuola e quella del carcere attraverso riflessioni e attività condivise che sviluppino negli alunni un’attenzione partecipata verso la condizione dei detenuti, verso il tema della legalità, nell’ottica della formazione di cittadini attivi e solidali. Così il 31 marzo, presso la Casa circondariale di Cremona, cinque classi quinte dell’IIS Torriani di Cremona (5alsa,5clsa, 5binfo, 5bmem, 5cmem) hanno assistito ad uno spettacolo teatrale realizzato dai detenuti, dal titolo Hanno arrestato la letteratura. Sulla base dei testi letterari Novecento ed Aspettando Godot il senso dell’attesa, tra il dubbio, la trepidazione, la paura, la speranza è stato espresso dalle voci recitanti dei detenuti, all’interno di una sceneggiatura originale e suggestiva.
di Chiara Daffini
fanpage.it, 3 aprile 2026 Al via a Monza il Festival di teatro nelle carceri “Secondo Atto”. I direttori artistici a Fanpage.it: “L’obiettivo è creare una rete tra carcere e territorio”. Monza ospiterà, dal 15 aprile al 12 maggio, la prima edizione del Festival di Teatro nelle Carceri “Secondo Atto”, cinque spettacoli che andranno in scena nei teatri e nella Casa Circondariale della città mettendo al centro il dialogo tra arte, inclusione e percorsi di reinserimento sociale. La rassegna, sostenuta dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, dal Comune e dalla Casa Circondariale di Monza, si pone l’obiettivo di collegare due mondi apparentemente distanti tra loro: quello della cultura e quello degli istituti di detenzione.
di Silvia Bini
La Nazione, 3 aprile 2026 Hanno cucinato, allestito i tavoli e servito le pietanze. Il momento più emozionante è stato quando alcuni di loro si sono raccontati spiegando le difficoltà personali e il timore di perdere i contatti con la famiglia e gli amici. Un’accoglienza impeccabile e piatti cucinati con creatività e cura. No, non sono le caratteristiche dell’ultimo ristorante di grido ma lo stile che ha caratterizzato la cena “galeotta” che, all’interno del carcere della Dogaia, ha visto ospiti la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Diana Toccafondi, con numerosi componenti del cda e del consiglio di indirizzo, e la direttrice della Società della Salute, Lorena Paganelli.
AFFARI SOCIALI
di Ida Palisi
Corriere della Sera, 3 aprile 2026 Il procuratore generale di Napoli Aldo Policastro: “La risposta non può essere legata solo alla repressione, così si rischia di perdere una generazione intera”. Il magistrato parla di “cattivismo” dilagante e chiede l’intervento delle istituzioni, facendosi promotore di incontri pubblici come quello previsto per il prossimo 20 aprile all’Arciconfraternita dei Pellegrini (dove ci saranno anche la procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato e il direttore del dipartimento di Salute mentale della Asl Napoli 1 Andrea Fiorillo).
di Leonardo Fiorentini
L’Unità, 3 aprile 2026 Nel 2016 l’ultima Sessione speciale dell’Assemblea generale ONU sul tema, salutata da molti come uno spartiacque. Da allora zero passi avanti e qualcuno indietro, sempre all’insegna del proibizionismo. Il bilancio? Più consumatori, più morti, più detenuti. A dieci anni dall’ultima Sessione speciale dell’Assemblea generale ONU sulle droghe, è tempo di fare un bilancio di quello che molti avevano salutato come uno spartiacque. Per la prima volta, il tema dei diritti umani entrò nel linguaggio del sistema internazionale di controllo delle droghe, da sempre impermeabile a qualsiasi interferenza esterna. La dichiarazione finale riconobbe inoltre la flessibilità delle convenzioni, aprendo lo spazio alla regolamentazione legale.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 3 aprile 2026 Sovraffollamento, carenza di personale educativo, medico, di polizia penitenziaria e di attività formative continuano a pesare sul carcere torinese “Lorusso e Cutugno”. Lunedì scorso gli agenti hanno fatto fatica a sedare l’ennesima rivolta in una sezione dove alcuni detenuti hanno appiccato un’incendio nelle celle. Il fatto è accaduto proprio mentre presso la Fabbrica delle “e”, la sede del Gruppo Abele in corso Trapani 91/b, si teneva un’assemblea pubblica sul tema “Cpr istituzioni totali”, a partire dal secondo rapporto di monitoraggio sui Cpr (Centri per il rimpatrio) italiani tra cui quello di Torino in corso Brunelleschi.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 3 aprile 2026 Il Parlamento Ue ha votato la possibilità di sottoporre anche i minori non accompagnati alla deportazione verso paesi terzi, ipotesi che la stessa Commissione aveva escluso. Il 26 marzo scorso in seduta plenaria il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza la propria posizione sulla proposta di regolamento presentata dalla Commissione (COM(2025) 101 final) per l’adozione di un nuovo regolamento sui rimpatri di cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione Europea. Prima di divenire norma dell’Unione il testo finale andrà discusso con il Consiglio Europeo che aveva a sua volta approvato un suo testo, ma l’accordo dovrebbe essere facile e veloce in quanto non ci sono forti differenze tra i due testi.
ESTERI
di Maurizio Ferrera
Corriere della Sera, 3 aprile 2026 Democrazie sotto assedio. La guerra invisibile della disinformazione all’Europa: trasparenza minacciata da fake news veicolate da Paesi stranieri. Norberto Bobbio diceva che le democrazie sono case di vetro. I loro processi decisionali sono guidati da principi di trasparenza e legalità, la contesa per il sostegno degli elettori si svolge in una sfera pubblica aperta, ma disciplinata da regole ed eventuali sanzioni. In pratica, sappiamo che i vetri non sono sempre puliti, in alcuni Paesi ci sono più macchie che in altri. Ma se i pesi e contrappesi funzionano, ciò che succede all’interno delle case democratiche può essere osservato e controllato. La crescente aggressività dei regimi autoritari espone la natura aperta e trasparente della democrazia a nuove serie minacce. La principale è la manipolazione delle informazioni dall’esterno. Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale hanno enormemente facilitato la fabbricazione e diffusione di fake news, allo scopo di condizionare il cuore del processo democratico, le elezioni.
di Marco Aime
Il Domani, 3 aprile 2026 La risoluzione dell’Onu non ha valore giuridicamente vincolante, ma definisce la tratta “il più grave crimine contro l’umanità” e invita gli stati membri ad avviare percorsi di riparazione. È quindi un segnale politico importante che riporta i paesi africani al centro della storia. Il 25 marzo 2026, con 123 voti favorevoli, tre contrari e 52 astensioni, l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha approvato ieri una risoluzione che definisce la tratta degli schiavi “il più grave crimine contro l’umanità” e, per la prima volta nella storia, invita gli Stati membri ad avviare percorsi di riparazione come “passo concreto per rimediare alle ingiustizie storiche”. Da un lato non si può che essere soddisfatti del riconoscimento storico del più grande atto criminale avvenuto nella storia, dall’altro, però viene da dire: “Era ora!”. Era ora che si riconoscesse l’entità e la violenza di una pratica durata tre secoli e troppo spesso occultata nei testi di storia.
di Davide Assael
Il Domani, 3 aprile 2026 Nella notte fra il 30 ed il 31 marzo la Knesset ha approvato la nuova legge sulla pena di morte. Un obbrobrio giuridico che approfondirà ulteriormente le spaccature nel Paese e nell’ebraismo tutto. Come mi conforta in un’intervista a Daniel Reichel, pubblicata sul sito del’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane), moked.it, il giurista italo-israeliano Michael Sierra, la legge sulla pena di morte approvata nella notte fra il 30 e il 31 marzo dalla Knesset, con 62 voti a favore e 47 contrari, è talmente oscena da andare incontro ad una più che probabile bocciatura della Corte Suprema, per poi, aggiungo io, usare l’ormai strutturale conflitto fra poteri dello Stato che da anni immobilizza la democrazia israeliana, nella campagna elettorale in atto ormai da mesi. Perlomeno da quando il governo Netanyahu è, di fatto, diventato un governo di minoranza in conseguenza delle rotture con i partiti charedim, o ultraortodossi.
di Simona Musco e Errico Novi
Il Dubbio, 3 aprile 2026 L’allarme sui social della figlia Mehraveh Khandan: sequestrati i dispositivi elettronici suoi e del marito. Ma nessuno sa dove si trovi. Il legale di Nasrin, Mohammad Moghini, contattato dal Dubbio, dice: “Il regime usa la guerra come pretesto per reprimere i suoi oppositori”. L’ultimo messaggio inviato al Dubbio da Nasrin Sotoudeh, l’avvocata iraniana simbolo dei diritti umani, risale a lunedì. “Stiamo bene, anche Reza (Khandan, il marito in carcere a Evin, ndr) sta bene”. Poche parole. Essenziali. Quasi trattenute, come se ogni frase potesse costarle qualcosa. L’impressione è che centellinasse l’essenziale per non finire stritolata da quella repressione che, con ostinato coraggio, non ha mai smesso di denunciare. Oggi l’arresto.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
"In difesa dello stato di diritto". Report annuale dell'Associazione Antigone
"Cronisti in Opera". Periodico dal carcere di Milano Opera. Anno 4°, numero 1, marzo 2026
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 5 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Presentazione libro. "L'emergenza negata", di Gianni Alemanno e Fabio Falbo (Roma, 16 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI