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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 31 marzo 2026
di Alessia Candito
La Repubblica, 31 marzo 2026 Dall’autunno scorso Roma ha centralizzato ogni decisione sulle attività. Ai detenuti dell’Alta sicurezza sono state negate le attività in esterna e per gli studenti non è più possibile entrare in carcere. Le associazioni: “Straordinaria occasione persa”. “Nel 2025 abbiamo vinto il premio Costanzo e ci siamo esibiti al Teatro Parioli di Roma. Quest’anno abbiamo partecipato quasi con paura di vincere. Su quel palco non avremmo potuto esibirci”. Se per il Marassi rimasto per la prima volta in 24 anni orfano di Via Crucis, le responsabilità non vanno cercate più in là dell’ufficio della direttrice del carcere, Tullia Ardito, da mesi in tutti gli istituti di pena italiani le attività formative e culturali “sono diventate non una risorsa, ma un problema ed è uno straordinario passo indietro”, dice Mauro Sironi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 marzo 2026 L’articolo 27 della Costituzione dice che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. Lo dice da settantotto anni. In carcere, però, quel principio smette di funzionare. Come ad esempio il diritto alla salute. Non perché le leggi non lo tutelino, ma perché tra la norma scritta e la cella vissuta c’è un abisso fatto di esami rinviati, farmaci esauriti, ambulanze chiamate d’urgenza, risonanze mai eseguite, tribunali che non rispondono. Il caso di Domenico Pappacena è uno di quelli che quel principio lo mette sotto i piedi ogni giorno.
di Valentina Punzo
Il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2026 Quando ogni gruppo di adolescenti protagonista di atti di violenza viene chiamato “gang organizzata”, la risposta istituzionale tende ad adeguarsi: più carcere, meno prevenzione. Quasi due anni fa il decreto Caivano veniva presentato come la risposta dello Stato all’emergenza criminalità giovanile. Oggi gli istituti penali minorili registrano il numero più alto di detenuti dell’ultimo decennio. Eppure i dati raccontano una storia diversa. Sul lungo periodo, le segnalazioni di minori denunciati o arrestati sono diminuite di oltre un terzo in vent’anni e l’Italia resta uno dei paesi europei con il tasso di criminalità minorile più basso. È anche vero che alcuni reati violenti come rapine, risse e lesioni mostrano negli ultimi anni una ripresa preoccupante, ma trasformare questa tendenza parziale in un’emergenza generalizzata significa ignorare deliberatamente il quadro d’insieme. Qualcosa non torna.
di Claudio Bottan*
vocididentro.it, 31 marzo 2026 Si esce dal carcere, ma non dalla pena. Dopo aver finito di scontare il residuo della pena in misura alternativa, ho atteso per quasi due anni che il tribunale di Sorveglianza di Roma dichiarasse estinta la pena stessa: non una formalità, bensì un passaggio fondamentale per ricominciare a vivere da cittadino libero che ha saldato il conto con la giustizia. Poi, finalmente, qualche giorno fa mi è stato notificato quel provvedimento che attendevo con ansia: “Declaratoria di estinzione della pena” leggo in intestazione. L’emozione era tale da far scivolare velocemente lo sguardo alle ultime righe tralasciando il resto: “Visto l’esito positivo dell’affidamento in prova al servizio sociale, si dichiara estinta la pena e ogni altro effetto penale della condanna”. Era quello che attendevo. “Grazie ispettore, dove devo firmare?”.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 31 marzo 2026 L’appello Arci, Anpi, Acli, Libera e Pax Christi: “Ci preoccupano la diffusione della corruzione, la presenza pervasiva delle mafie, lo stato indecente delle nostre carceri”. “C’è un tema prima di tutto: serve aprire una discussione sulla giustizia perché con il referendum non è accaduto. D’altronde la legge è uscita dal parlamento tale e quale a come ci era entrata dal consiglio dei ministri”, dice Walter Massa, presidente dell’Arci. All’indomani dell’esito referendario che ha bocciato la riforma Nordio, insieme ad Anpi, Acli, Libera e Pax Christi hanno rivolto un appello ad aprire un tavolo per una riforma della giustizia senza che il tema vada in soffitta: “Ci preoccupano la diffusione della corruzione, la presenza pervasiva delle mafie, lo stato indecente delle nostre carceri dove quotidianamente operiamo, le crescenti diseguaglianze sociali”.
di Claudio De Fiores
Il Manifesto, 31 marzo 2026 L’esito del referendum non è stata una vittoria dei partiti d’opposizione, ma nemmeno dei giudici. Non si è trattato di un atto di fedeltà verso i pubblici ministeri. E nemmeno di un voto di soccorso a difesa degli istinti corporativi della magistratura italiana. L’offensiva scatenata dalle destre su questo terreno è stata quanto mai insidiosa. La legge di revisione era stata incardinata, anche cronologicamente, tra due “pacchetti sicurezza” che stanno sfigurando i diritti costituzionali. E all’interno di questa cornice autoritaria, la riforma è stata, correttamente, interpretata, soprattutto dal voto giovanile. Se questo è stato, bisogna allora evitare che l’euforia post-referendaria, abbandonata a se stessa, degeneri in un nuovo populismo giudiziario.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 marzo 2026 Rinnovamento, autoriforma, miglioramento della giustizia: la magistratura archivia da vittoriosa il referendum e guarda avanti. Lo fa innanzitutto eleggendo Giuseppe Tango a nuovo presidente dell’Anm, che prende il posto lasciato vuoto da Cesare Parodi, dimessosi perché “chi mi ha dato la vita ora ha bisogno di me”. Classe 1982, giudice e pure del lavoro, secondo chi lo ha eletto Tango rappresenta quella nuova generazione di magistrati avulsa dai rischi di un ancoraggio alle vecchie logiche del correntismo finite sotto accusa in seguito alla vicenda Palamara. È stato eletto con l’appoggio di tutti i gruppi associativi e una solo astensione, senza la presenza dei capi corrente nei corridoi della Cassazione, a testimoniare una scelta più dal basso che per giochi di potere.
di Liana Milella
Il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2026 La giudice di Milano Maccora: “Mancano i magistrati, così è impraticabile”. Sul calendario del ministro c’è una nuova data “nera” dopo quella del referendum: è il 25 agosto, giorno in cui dovrebbe entrare in vigore la legge che introduce i tre giudici per le indagini preliminari. Ma non ce ne sono abbastanza: “Quasi impossibile mantenere i tempi dei procedimenti garantiti fin qui”. Sul calendario di Carlo Nordio c’è un’altra data “nera” per lui dopo quella del 22 e 23 marzo, la sconfitta netta sulla separazione delle carriere. È l’ormai prossimo 25 agosto, quando dovrebbe entrare in vigore il gip collegiale, cioè tre giudici anziché uno solo a valutare, e dare il via libera, alle misure cautelari chieste dal pm.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2026 L’aggravante è infatti legata alle modalità della condotta e non rileva la prova dell’esistenza di una consorteria specifica, ma non va confusa con l’agevolazione “mafiosa” che va provata in base al contributo all’associazione. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 11780/2026 - ha confermato la misura cautelare personale degli arresti domiciliari al ricorrente che era stato incolpato oltre che di illegale porto d’arma di lesioni personali aggravate dall’uso del metodo mafioso. E proprio sull’aggravante contestata il giudice di legittimità ribadisce che non è necessaria la prova che il soggetto sia intraneus a una specificata organizzazione criminale “mafiosa”.
di Marina Mingarelli
Il Messaggero, 31 marzo 2026 Maurizio Moauro, 64 anni, è deceduto dopo 48 ore di ricovero all’ospedale “Spaziani”: disposta l’autopsia. Un malore improvviso, il trasferimento d’urgenza in ospedale, poi una lunga attesa carica di speranze e, infine, la notizia più drammatica: la morte. Tanti gli interrogativi sulla morte di Maurizio Moauro, 64 anni, detenuto nel carcere di Frosinone, deceduto dopo essere stato al pronto soccorso dell’ospedale “Fabrizio Spaziani”. Secondo le informazioni raccolte, l’uomo, che stava scontando un cumulo di pene, lo scorso 24 marzo sarebbe stato colto da un improvviso malore mentre si trovava all’interno della sua cella. Dopo una prima visita da parte del medico del carcere, considerate le condizioni del detenuto, sarebbe stato disposto il trasferimento urgente presso il pronto soccorso dello Spaziani.
di Mariangela Pala
L’Unione Sarda, 31 marzo 2026 “Chiediamo giustizia per nostro figlio, vogliamo la verità”. Cinzia e Giuseppe, i genitori di Mario Siffu, il 32enne di Porto Torres, deceduto nel pomeriggio di martedì 24 marzo per una setticemia all’ospedale del Santissima Annunziata, sono stati sentiti dagli inquirenti. La Procura ha aperto una inchiesta sul caso del giovane, detenuto nel carcere di Bancali da circa sei mesi e giunto ormai a fine pena. I Nas, il reparto specializzato dell’Arma dei carabinieri, stanno procedendo nelle indagini su delega del pm Paolo Piras, titolare dell’inchiesta. Sottoposto ad un intervento chirurgico d’urgenza la notte dopo il ricovero, avvenuto la sera del 23 marzo, il 32enne è morto l’indomani nel reparto di Rianimazione.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 31 marzo 2026 I fatti contestati sarebbero avvenuti durante la rivolta dell’8 marzo del 2020. Sono 90 i poliziotti indagati. L’udienza per l’archiviazione slitta a metà aprile. Dopo la seconda opposizione presentata dai legali di alcune presunte vittime dei pestaggi, era attesa ieri la decisione del Gip rispetto all’archiviazione o meno del fascicolo per tortura e lesioni, che vede indagati ben novanta poliziotti penitenziari del Sant’Anna. Ieri, però, l’udienza è stata rinviata al 14 aprile a causa di una omessa notifica ad uno degli indagati. Il fascicolo era legato alla tristemente nota rivolta in carcere del marzo 2020, in cui persero la vita nove detenuti.
di Marco Birolini
Avvenire, 31 marzo 2026 Una sezione del carcere di Bollate è diventata una centrale operativa che contrasta i crimini informatici. La sicurezza digitale affidata alle mani dei detenuti. Sembra un paradosso, ma non è altro che la sfida quotidiana portata avanti nel carcere di Milano Bollate, dove è stato allestito un pionieristico laboratorio tecnologico che rappresenta un caso quasi unico nel panorama penitenziario internazionale. I detenuti non si limitano infatti a partecipare a corsi di formazione informatica, ma lavorano su infrastrutture digitali reali, monitorando reti e contribuendo alla sicurezza informatica di aziende esterne.
Corriere del Trentino, 31 marzo 2026 Corsi riservati alle detenute sostenuti da Soroptimist. L’idea di un laboratorio permanente. Corsi di arte bianca e di gelateria, riservati ad alcune detenute della casa circondariale di Trento, che attraverso questo percorso cercano di ripartire. Un modo per ricominciare. Si è concluso ieri il corso di arte bianca, riservato ad alcune detenute della casa circondariale di Trento. Una possibilità garantita ad una ventina di donne che, attraverso questo percorso, cercano di ripartire, chiudere un capitolo e formarsi per aprirne, il prima possibile, uno nuovo.
camerepenali.it, 31 marzo 2026 Il diniego dell’ingresso della tradizionale via crucis nel carcere di Marassi rappresenta l’ennesimo sfregio alla Costituzione. La nota della Giunta e dell’Osservatorio Carcere. La notizia dell’irragionevole diniego alla sosta della via crucis cittadina all’interno del carcere di Marassi per un momento di preghiera e di meditazione, dopo una continuità di oltre 24 anni, rappresenta l’ennesimo segnale di irragionevole e incostituzionale isolamento del carcere rispetto alla società esterna. Come abbiamo avuto modo di ribadire in un incontro di alcuni mesi fa al ministero della Giustizia in occasione della famigerata circolare del DAP sui “provvedimenti autorizzativi degli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo presso gli Istituti Penitenziari” ...
La Sicilia, 31 marzo 2026 Altro passo in avanti verso l’avvio del progetto “Rerum Natura - La carovana di Iaso”, voluto dal nuovo direttore della Casa di reclusione, Andrea Calareso e che punta al reinserimento sociale dei detenuti. Nel weekend si è svolto l’incontro aperto alle associazioni e alle istituzioni coinvolte a cui ha partecipato anche la responsabile Inail di Siracusa Claudia Villari, proprio per fare il punto della situazione sugli aspetti legati alla parte assicurativa per i detenuti che svolgeranno le attività all’esterno.
di Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2026 “Fossi nato con più possibilità, forse sarebbe stato tutto diverso”. “Qui il mio tempo è proprio perso”. “Il mio desiderio più grande è essere vista. Se non ci prendiamo cura dei minori, che hanno tutta la vita davanti, ci ritroveremo con una società che cade a pezzi, piena di risentimento e astio”. Queste sono alcune delle voci che arrivano dagli istituti penali minorili italiani (ipm), raccontati nel podcast “Figli nostri. Vite e voci dalle carceri minorili italiane” di Radio24 e che fotografano una generazione di adolescenti e giovani adulti, tra i 14 e i 24 anni, con un disagio profondo. Un disagio che trova riscontro nei numeri: nel 2024 oltre 38mila minori tra i 14 e i 17 anni sono stati segnalati o arrestati, dato più alto almeno dal 2010.
di Stefano Montefiori
Corriere della Sera, 31 marzo 2026 Sulla continua protesta sulla “libertà di espressione negata” ha costruito la sua fortuna, in Francia, un canale televisivo che ha rivolto parole pensanti contro il neoeletto sindaco (di origini maliane) di Saint Denis. “La cultura del piagnisteo” è il notevole saggio, pubblicato in Italia da Adelphi con il sottotitolo “La saga del politicamente corretto”, con il quale Robert Hughes nel lontano 1995 prendeva in giro gli eccessi dell’ossessione progressista, dal generico sospetto verso la categoria del “maschio eterosessuale bianco” a certe ridicole premure linguistiche. Quel libro rappresentò per molti una specie di primo liberatorio urlo contro la polizia del pensiero e della parola.
di Alessandro D’Avenia
Corriere della Sera, 31 marzo 2026 Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori. “Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese”. Così dichiarava il tredicenne, mercoledì 25, prima di compiere il crimine ideato nel dettaglio grazie a un fenomeno sempre più diffuso: il Nihilistic Violent Extremism (Nve: Estremismo Nichilista Violento).
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 31 marzo 2026 Il disagio dei ragazzi di Padova dopo il suicidio di due compagne. I rappresentanti di sei licei hanno scritto un appello pubblico e promosso un incontro per rompere il silenzio sul disagio giovanile. Al centro: solitudine, ansia e bisogno di ascolto. Davide, Simone, Riccardo, Anna, Lorenzo, Matteo, Tommaso, Giovanni, Benedetta, Massimo, Anisia, Alessandro, Francesca, Sofia. Sono ragazzi che frequentano a Padova gli ultimi due anni di sei licei, tra i più qualificati della città: il Fermi, il Marchesi, il Tito Livio, il Nievo, il Galileo, il Newton-Pertini. Li ho incontrati un pomeriggio nel liceo Nievo, con la presenza discreta e partecipe del dirigente, ai miei tempi preside, Carlo Marzolo.
di Virginia Della Sala
Il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2026 Le testimonianze: “Meglio passare per pazzo che per debole”. Da Bergamo a Perugia, emergono nuovi casi di aggressioni da parte dei giovanissimi. Alcuni di loro si raccontano nelll’ultimo rapporto di Save The Children: “Se non reagisci, perdi rispetto e sei finito”. È il 16 gennaio del 2026: a La Spezia, nei corridoi dell’Istituto professionale “Einaudi Chiodo”, uno studente impugna un coltello e uccide un suo coetaneo, il diciottenne Youssef Abanoub. Pochi giorni dopo, a Bologna, un quindicenne viene trovato con un machete nello zaino. A Milano, nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2025, in Corso Como, un ragazzo di 22 anni, studente della Bocconi, viene circondato da cinque ragazzi poco più giovani di lui.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 31 marzo 2026 A metà marzo la giudice per le indagini preliminari di Milano, Sara Cipolla, ha accettato la richiesta di archiviazione dei pubblici ministeri Tiziana Siciliano e Luca Gaglio nei confronti di Marco Cappato. Cappato era indagato per avere accompagnato in Svizzera Elena e Romano ad agosto 2022 e a novembre 2022. Elena e Romano avevano deciso di morire, o meglio avevano deciso di non voler più vivere nelle condizioni in cui la malattia li aveva costretti. La questione principale riguarda il cosiddetto trattamento di sostegno vitale e la sua interpretazione. È una condizione necessaria per il suicidio assistito e, soprattutto, cosa significa? Quando la Corte con la sentenza 242 del 2019 ha dichiarato illegittimo l’articolo 580 in determinate circostanze, tra quelle c’era l’avere un trattamento di sostegno vitale.
di Gabriele Segre
La Stampa, 31 marzo 2026 Chi può fare la guerra, prima o poi la fa. È la prima e più antica legge della politica: da Machiavelli in avanti, se riempi gli arsenali, presto o tardi troverai anche una buona ragione per svuotarli. Del resto, non ha senso lasciare la potenza in magazzino. Accanto a questo principio, però, ne esiste un altro, meno intuitivo, meno citato nei manuali, ma proprio per questo più rivelatore della folle spirale bellica nella quale stiamo precipitando: chi è convinto di avere il futuro dalla propria parte, la guerra preferisce rinviarla a data da destinarsi. Certo, non è filosofia da Nobel per la pace. È puro calcolo, più psicologico che militare, ma non per questo meno strategico.
di Daniela Fassini e Nello Scavo
Avvenire, 31 marzo 2026 La denuncia dell’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla Libia: un intero Paese è in mano ai gruppi armati, il ritorno di Almasri dall’Italia dice che la giustizia è irrilevante. A denunciare l’ennesima tragedia del mare è ancora una volta la Ong Mediterranea Saving Humans che conferma gli allarmi e i timori allertati solo due giorni fa da Alarm Phone: un naufragio al largo della Tunisia con 19 corpi recuperati e almeno 21 dispersi. “Si trattava di una imbarcazione partita dal porto tunisino di Sfax la mattina del 28 marzo con 56 persone a bordo e che si è imbattuta nel mare in tempesta non appena allontanatasi dalla costa” spiega la Ong. “Sul posto è intervenuta la Guardia nazionale tunisina che ha soccorso e riportato a terra solo 16 sopravvissuti - aggiunge la Ong - Mentre la barca Safira continua la sua ...
di Eliana Riva
Il Manifesto, 31 marzo 2026 Il Parlamento approva la legge voluta da Ben Gvir e appoggiata dal premier: impiccagione e nessuna possibilità di appello. Violenza e suprematismo sono i due principi fondamentali su cui si regge la legge approvata ieri dal parlamento israeliano. Quel cappio che i deputati e le deputate hanno esibito con orgoglio dai banchi della Knesset è il sigillo legale di un sistema che valuta le vite dei palestinesi meno di niente e che, soprattutto, attribuisce allo Stato ebraico un primato etico tale da permettergli di formulare norme rimanendone però immune.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Articolo. "Carcere: materiali per una riforma", di Glauco Giostra
"Astrolabio", il giornale del carcere di Ferrara. Anno 20, numero 29, marzo 2026
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 5 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI