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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di lunedì 30 marzo 2026
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
La Repubblica, 30 marzo 2026 Il caso di Domenico Pappacena e la lettera di sua figlia: “Non è un uomo da cui la società deve difendersi ma una persona fragile che oggi avrebbe bisogno, prima di tutto, di essere curata”. Quando il cuore non riceve un sufficiente apporto di sangue e ossigeno si ha, di norma, una condizione medica patologica denominata cardiopatia ischemica. È una malattia assai comune e la causa più frequente è un’ostruzione delle arterie che nutrono il cuore, ossia le coronarie. Quando l’ostruzione è graduale si ha una condizione cronica, quando è improvvisa si ha l’infarto miocardico.
di Nando Pagnoncelli
Corriere della Sera, 30 marzo 2026 Ecco che cosa gli italiani pensano dell’esito del referendum sulla magistratura: per un elettore su 5 è “una sconfitta per il governo e i partiti di maggioranza”, ma solo il 5% pensa che la premier si sia esposta troppo. Il referendum appena concluso, caratterizzato da una partecipazione inaspettata e da una vittoria netta dei No, sta provocando importanti ripercussioni, con una catena di dimissioni nell’esecutivo e fuori, preludio di un riassetto mirato ad affrontare a ranghi serrati l’ultimo anno e mezzo di governo.
di Ernesto Lupo
Il Domani, 30 marzo 2026 Il ministro ha riconosciuto la propria responsabilità per la sconfitta della maggioranza referendum, ma ha scelto di non fare un passo indietro. Le questioni irrisolte della giustizia italiana intanto rimangono: per affrontarle con metodo e contenuti nuovi occorrono persone diverse da quelle che sono state bocciate dal voto popolare. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha riconosciuto la propria responsabilità politica per la sconfitta della maggioranza nel recente referendum sulla riforma costituzionale. Il termine responsabilità comporta la sottoposizione a una sanzione, di carattere giuridico o politico a seconda del tipo di responsabilità.
di Silvana De Mari
La Verità, 30 marzo 2026 Lo scandalo degli innocenti in galera e dei magistrati impuniti è troppo grande per non porvi rimedio. Ogni giorno, in Italia, tre persone innocenti finiscono in carcere. Non si tratta di casi isolati o eccezionali, ma di una realtà che si ripete con inquietante regolarità, tre casi al giorno, 30.000 negli ultimi 30 anni. Parliamo di individui che vedono la propria vita spezzata: mesi, talvolta anni, prima che la loro innocenza venga riconosciuta, quando ormai il danno è irreparabile. Relazioni compromesse, carriere distrutte, reputazioni cancellate. E, aspetto forse ancora più sconcertante, senza che quasi mai qualcuno sia chiamato a rispondere per questi errori.
di Sandro Marotta
La Stampa, 30 marzo 2026 Boom di domande dalle strutture di Asti e Saluzzo per l’unico spazio per colloqui intimi che si trova però a Torino. Ci sono decine di detenuti delle carceri del Piemonte che hanno fatto richiesta per usufruire della stanza dell’affettività della Casa circondariale di Torino, ma al momento non hanno ancora ricevuto un riscontro. Solo 50 provengono dal carcere di Saluzzo, un istituto di alta sicurezza con circa 350 detenuti. Il dato è confermato dal garante saluzzese Paolo Allemano: “Hanno fatto domanda in massa, come class action - spiega. Non si può negare che sia un bisogno reale, al momento però non si è ottenuto alcun via libera”.
di Anna Foti
ilreggino.it, 30 marzo 2026 Sono i due strumenti con cui vorrebbe intervenire sugli istituti calabresi la provveditrice regionale che auspica unità d’intenti. “Sovraffollamento e carenza di agenti penitenziari? Criticità nazionali”. “Sono ottimista sulle attività e su quello che si può organizzare nella regione Calabria, partendo da esperienze come quella della donazione della palestra alla sezione femminile Nausicaa del carcere Giuseppe Panzera di Reggio Calabria da parte del Soroptimist Italia. Fondamentale è il coinvolgimento della società civile, che ci deve dare una grande mano”.
di Dafne Roat
Corriere del Trentino, 30 marzo 2026 Il senatore Patton: “Sono un carcere”. FdI: “Accoglienza, ma nella legalità”. La Corte Costituzionale sui Cpr: con pericolo di fuga o reati, il questore può trattenere i migranti anche senza convalida della Corte d’Appello. C’è chi parla già di una sconfitta dei magistrati pro migranti. In realtà la Corte Costituzionale invita il Parlamento a modificare l’attuale legge per “uniformarsi agli obblighi dell’Unione Europea”. Ma la sentenza della Consulta, che ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione, arriva in un momento di forti tensioni e polemiche sui Cpr che in Trentino hanno travolto anche l’arcivescovo Lauro Tisi. La Corte ha stabilito che il questore può adottare un provvedimento di trattenimento per altre 48 ore di uno straniero in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), anche se la Corte d’appello non lo ha convalidato, se c’è un rischio di fuga e o “abbia commesso gravi reati”, scrivono i giudici.
di Rosario Pasciuto
Gazzetta del Sud, 30 marzo 2026 L’autopsia eseguita sul corpo di Francesco Capria, il detenuto messinese morto nel carcere di Augusta, ha evidenziato un quadro clinico complicato. L’esito dell’esame si conoscerà fra tre mesi. Intanto la Procura di Siracusa starebbe per effettuare le prime iscrizioni sul registro degli indagati. Un quadro clinico generale piuttosto precario. È quanto emerso dall’autopsia eseguita sul corpo del 41enne messinese Francesco Capria morto lo scorso 18 marzo nel carcere di Augusta. A disporre l’esame la sostituta procuratrice Violetta Leonardi che sul decesso di Capria ha aperto un fascicolo al momento ancora contro ignoti ma sarebbero imminenti le prime iscrizioni sul registro degli indagati. Ad eseguire l’esame autoptico il medico legale incaricato dalla Procura di Siracusa alla presenza della consulente di parte, la professoressa Daniela Sapienza.
di Arianna Carminati* e Roberto Rossini**
Giornale di Brescia, 30 marzo 2026 In Consiglio comunale si discute la relazione annuale sui diritti delle persone private della libertà, partendo da un dato: a Canton Mombello c’è un tasso di sovraffollamento del 212%. Il Consiglio comunale di Brescia si appresta a discutere la relazione annuale sui diritti delle persone private della libertà, un documento che restituisce una fotografia periodica della situazione penitenziaria cittadina: una realtà riguardante l’intera città. La relazione è stata presentata nel corso di una seduta della Commissione Servizi alla persona che, diversamente dall’ormai consolidata tradizione, non ha potuto svolgersi alla Casa circondariale Nerio Fischione, Canton Mombello.
di Valentina Moro
La Stampa, 30 marzo 2026 Interrogazione parlamentare della senatrice Pd Cecilia D’Elia: “Queste decisioni sono una macchina per le recidive”. I cancelli del carcere di Asti non si apriranno per gli studenti, stesso destino di molti altri istituti dopo la direttiva del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) che ha limitato le attività culturali nei regimi di alta sicurezza. “Decisioni come queste sono una macchina per la recidiva”, l’accusa netta della senatrice del Partito Democratico Cecilia D’Elia, capogruppo alla Commissione cultura, che sulla questione ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Iniziative culturali che coinvolgono i ragazzi da un lato hanno una grande funzione educativa e civica per gli studenti che entrano in carcere e conoscono quella realtà, dall’altro sono una risorsa fondamentale per la rieducazione dei detenuti, per loro significa lavorare su se stessi”, spiega D’Elia.
di Marco Lignana
La Repubblica, 30 marzo 2026 La scelta, che per ora resta immotivata, è contestata dal sindacato della polizia penitenziaria, dalla Camera penale e dal Garante regionale dei detenuti. Prima ha protestato la polizia penitenziaria. Poi è toccato alla camera penale ligure. Adesso anche il garante regionale dei detenuti, Doriano Saracino, esprime il suo sconcerto per una scelta ancora del tutto immotivata: interrompere, dopo 24 anni, il passaggio della Via Crucis nel carcere di Marassi. Da quasi cinque lustri, ormai, il vicariato garantisce almeno una stazione nell’intercinta dell’istituto penitenziario (l’area fra le mura e lo spazio detentivo), “un momento che ha il suo significato non soltanto in una prospettiva religiosa”, spiega lo stesso Saracino.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 30 marzo 2026 La protesta dell’altra sera a Torre del Gallo riporta alla mente la rivolta, più grave per conseguenze e numero dei coinvolti, dell’8 marzo 2020. Quella sera, in piena emergenza Covid, i detenuti del carcere di Pavia, sull’onda delle proteste andate in scena in diverse carceri italiane, organizzarono una sommossa contro il blocco dei colloqui e, in generale, le condizioni di detenzione e sovraffollamento delle celle durante l’emergenza sanitaria, che avrebbero aumentato il rischio di contagio. Alla fine alcuni detenuti riuscirono a salire sui tetti del carcere e, infine dopo una difficile mediazione, tornarono nelle loro celle.
di Stefania Prato
La Provincia Pavese, 30 marzo 2026 In 34 hanno partecipato alla giornata voluta da Plastic Free. Nell’operazione pulizia coinvolti anche sei detenuti. Hanno raccolto rifiuti e raccattato mozziconi di sigarette i 34 volontari che hanno preso parte alla giornata di pulizia che si è svolta a ridosso del castello. Giornata organizzata dall’associazione Plastic Free, nata nel 2019 e presente a Pavia dal 2021, che si pone l’obiettivo, spiega il referente Davide Barbieri, di sensibilizzare i cittadini ad un uso razionale e intelligente della plastica per salvaguardare il mondo dall’inquinamento. L’iniziativa, che si è svolta in collaborazione con l’associazione Seconda Chance, che si occupa di trovare lavoro ai detenuti, ha visto la partecipazione di sei detenuti del carcere di Torre del Gallo.
monzatoday.it, 30 marzo 2026 Ezequiel, Reda, Mappa, Yandre, Cuba e Falco Cash: i cantautori in carcere che grazie alla musica diventano liberi. Un progetto unico quello realizzato nella casa circondariale di Sanquirico. Come scaricare e ascoltare i brani scritti da questi autori molto speciali dove sono raccontate storie, ma anche sogni e la certezza che la vita ci offre sempre una seconda opportunità. Proviamo a chiudere un attimo gli occhi e a farci trasportare solo dalla musica e dalle parole. Un tuffo tra brani ed emozioni diverse: rabbia, amore, paura, solitudine, voglia di ribellione, ma anche l’aspirazione ad avere una vita normale come tanti amici e coetanei.
Corriere del Mezzogiorno, 30 marzo 2026 All’iniziativa prendono parte gli ospiti degli istituti di pena di Poggioreale, Carinola e Santa Maria Capua Vetere. Covelli: “Pensiamo a una vetrina permanente”. I prodotti pasquali realizzati dai detenuti in vendita al Palazzo di Giustizia “Alessandro Criscuolo” di Napoli. Fino alle 14 di oggi, lunedì 30 marzo, il tribunale di Napoli ospita i Mercatini di Pasqua, un’iniziativa che coniuga tradizione, solidarietà e impegno sociale. I mercatini sono stati aperti stamattina in Piazza Coperta, dove sono esposti e messi in vendita prodotti pasquali realizzati all’interno di istituti penitenziari del Distretto di Napoli.
antigone.it, 30 marzo 2026 Nasce “Il carcere e la memoria”, la nuova collana editoriale promossa da Antigone. Un progetto che affonda le sue radici in un’idea precisa: per comprendere il presente del sistema penitenziario, è necessario tornare a interrogare il passato. La collana nasce infatti con l’obiettivo di recuperare e rendere accessibili opere oggi difficilmente reperibili, ma fondamentali per leggere criticamente il carcere. Non si tratta solo di un’operazione editoriale, ma di una scelta politica e culturale: pubblicazioni online, gratuite, pensate per abbattere le barriere alla conoscenza e ampliare il più possibile il pubblico. Il primo volume è la ripubblicazione di “Inchiesta sulle carceri” di Emilio Sanna, uscita originariamente nel 1970. Un lavoro pionieristico che, attraverso un approccio a metà tra reportage giornalistico e analisi sociologica, entra nei luoghi della detenzione per restituire voce a chi ne è escluso.
di Margherita Sermonti
treccani.it, 30 marzo 2026 “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere”, a cura di Brunella Lottero e Cinzia Morone. Prefazione di Claudio Sarzotti. La Maddalena, Paolo Sorba Editore, 2025. L’esperienza del carcere è, prima di tutto, un’esperienza di separazione: dai luoghi, dagli affetti, dal tempo, dalla vita ordinaria. È un isolamento fisico, evidente, che si traduce in spazi chiusi, corpi contenuti, movimenti limitati. A questo isolamento se ne affianca un altro, meno visibile e forse ancora più profondo: l’isolamento della parola. Chi è recluso non è soltanto separato dal mondo, ma spesso è anche escluso dalla possibilità di raccontarlo e di raccontarsi.
di Simona Spaventa
La Repubblica, 30 marzo 2026 Il drammaturgo e regista ha lavorato con nove agenti di polizia della Casa di reclusione di Vigevano e si è ispirato all’Iliade per “Agenti”. Il suo teatro si fa soprattutto fuori dalla scena, e nasce dall’incontro con mondi ai margini, disabili, tossicodipendenti, adolescenti difficili, anziani, migranti, pazienti psichiatrici, con cui porta avanti un lungo lavoro laboratoriale che ha come risultato finale gli spettacoli. Napoletano di nascita ma radicato da decenni in Lombardia, Mimmo Sorrentino dal 2014 con la sua cooperativa Teatroincontro fa teatro anche all’interno del carcere di Vigevano. Con i detenuti ha realizzato diversi spettacoli, ma questa volta ribalta la prospettiva e porta sul palcoscenico i secondini.
comune.fi.it, 30 marzo 2026 Un’isola-carcere, ultima colonia penale agricola d’Europa a 19 miglia da Livorno, con una novantina di detenuti in un percorso rieducativo basato sul lavoro, dalla cura del bestiame alle attività nei campi. Lunedì 30 marzo 2026, alle ore 21.00, il Cinema Astra di Firenze, in piazza Beccaria, ospita la proiezione del film “Gorgona” di Antonio Tibaldi per un nuovo appuntamento della rassegna “Tracce di Invisibili” promossa dall’Associazione Progetto Arcobaleno in collaborazione con Amnesty International Firenze, Arci Firenze, Arca cooperativa sociale, Fondazione Stensen e Gruppo Giovani Amnesty Firenze.
AFFARI SOCIALI
di Andrea Malaguti
La Stampa, 30 marzo 2026 Piccolo memorandum per riassumere un voto referendario che contraddice alcune supposte certezze capaci di accompagnare il racconto pubblico di questi anni turbolenti. Primo punto: l’Italia non concede pieni poteri a nessuno. La prospettiva non piace neppure agli elettori di destra. Con un esecutivo che, molto prima di Meloni, ha soppiantato di fatto il Parlamento, l’idea, non scritta, puramente teorica, eppure pervasiva, di una scelta che avrebbe portato i pubblici ministeri sotto il controllo di Palazzo Chigi, ha prodotto lo sbilanciamento del voto verso il No. Non è stata bocciata la riforma della giustizia in sé (scritta male, incompleta, scivolosa, imposta e non condivisa), è stato bocciato il germe di un’ipotetica rivoluzione illiberale, che incarna lo Spirito del Tempo, ma non quello più diffuso nel Paese.
di Myrta Merlino
Corriere della Sera, 30 marzo 2026 Dal referendum agli oltre quattromila giovani di 140 Paesi che “Change the World Academy” ha radunato alle Nazioni Unite a New York. La “Generazione Z”: attiva, coinvolta e desiderosa di incidere. “A cosa serve l’utopia?”. Partiamo dalla risposta dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano: “Lei è all’orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare”.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 30 marzo 2026 I ragazzi sono usciti dall’astensionismo per dire al governo che la situazione è diventata intollerabile. Qualche considerazione si può forse trarre dal recente referendum, che non si limiti soltanto a circostanze occasionali, errori tattici o di comunicazione. Certo la Destra del Sì non avrebbe potuto condurre una campagna più scriteriata. Forse sarebbe bastato l’allontanamento immediato di Nordio dopo la battuta sul Consiglio Superiore, in compagnia del suo sottosegretario, tanto innocente e ingenuo, poverino, da non verificare chi sia il padre della socia diciottenne, per decidere a favore dei Sì. Forse - perché non solo di errori nella propaganda e di generosa comprensione da parte della premier nei confronti di ingombranti sodali si è trattato.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 30 marzo 2026 Il caso del tredicenne della Bergamasca che ha ferito la professoressa. Non posso non osservare la distanza siderale tra la scuola come era intesa nel trapassato remoto nel quale l’ho frequentata io, e l’istituzione sbiadita di adesso. È necessario ristabilire un po’ del rispetto sociale e generazionale verso i professori. Della mia prof di chimica del liceo bastava il soprannome, “Hitler”, perché durante la sua ora non volasse una mosca. Non era per me un modello, come lo sarebbero diventati quello di matematica e fisica e quella di filosofia. Del primo, Josetto Manconi, ricordo le lenti spesse degli occhiali, che malcelavano l’invincibile tristezza per la scomparsa della sorella Gina, sequestrata e mai restituita dall’Anonima Sarda.
di Massimo Recalcati
La Repubblica, 30 marzo 2026 Se la violenza dilaga nella scuola è perché trova legittimazione nei discorsi dei grandi, dove l’altro è un nemico da annientare. La recente aggressione alla professoressa di Bergamo da parte di un suo giovanissimo alunno mostra una realtà inquietante: la violenza entra sempre più frequentemente nel cuore della scuola, ovvero nell’istituzione che più di ogni altra sarebbe deputata a prevenirla e a contrastarla. Il grande compito educativo della scuola sarebbe infatti quello di offrire alla vita delle nuove generazioni la via della parola come alternativa alla spinta feroce e distruttiva della violenza. Essa non può limitarsi alla trasmissione di nozioni o competenze più o meno specializzate, ma dovrebbe favorire la trasmissione della legge della parola senza la quale non c’è alcuna educazione possibile, né civile, né affettivo-sessuale.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
"Astrolabio", il giornale del carcere di Ferrara. Anno 20, numero 29, marzo 2026
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 30 marzo al 5 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI