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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 19 marzo 2026
di David Ruffini
Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2026 Lo stato delle carceri italiane si conferma di sovraffollamento: quasi il 90% degli istituti versa in tale situazione, con valori passati dal 134% di giugno 2025 al 138% di marzo 2026, delineando un andamento generale in crescita. La media nazionale nasconde singole situazioni ancora più gravi, con istituti che presentano valori di sovraffollamento prossimi al 250%, come quelli di Lucca e di Milano San Vittore, che rappresentano carceri con più del doppio dei detenuti rispetto alla loro capienza. Una delle cause è anche il numero di posti non disponibili, che riduce di molto la capienza effettiva di ciascun carcere e fa aumentare il tasso di sovraffollamento.
di Maurizio Zoppi
blogsicilia.it, 19 marzo 2026 Ogni volta che si parla di carcere in Italia, il dibattito pubblico torna sempre sulle stesse parole: sicurezza, pena, legalità, rieducazione. Eppure basta guardare i numeri per capire che la domanda più onesta è un’altra: siamo davvero sicuri che il carcere italiano riabiliti? Proprio mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito i suicidi dei detenuti “una sconfitta dello Stato” e ha riconosciuto le difficili condizioni in cui operano gli istituti penitenziari, i dati raccontano una realtà molto più dura di quella evocata dalla retorica sulla funzione rieducativa della pena. Nel 2025, secondo il Garante nazionale dei detenuti sulla base dei dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nelle carceri italiane si sono registrati 254 decessi, di cui 76 suicidi.
di Anastasia Marrapodi
Corriere della Calabria, 19 marzo 2026 Un’analisi approfondita del Garante mostra come i suicidi nelle carceri rivelino un malessere strutturale che richiede interventi urgenti, coordinati e responsabili da parte di tutto il sistema. Il suicidio in carcere è diventato uno dei segnali più chiari del malessere che attraversa il sistema penitenziario italiano. Nei primi sei mesi del 2025, dal 1° gennaio al 7 luglio, trentasette persone detenute si sono tolte la vita. Il dato, contenuto nel report del Garante nazionale, non è un episodio isolato né un picco momentaneo: è parte di una tendenza che negli ultimi anni non accenna a diminuire. Nel documento si ricorda che “il suicidio costituisce un evento sentinella… una morte potenzialmente evitabile”, e proprio questa evitabilità mancata è ciò che rende il fenomeno così urgente per chi opera nelle istituzioni e per chi osserva il carcere dall’esterno.
di Adriano Sansa*
Famiglia Cristiana, 19 marzo 2026 Che senso ha la severità delle pene o la maggiore possibilità di arrestare se poi la persona viene cacciata in un carcere disumano, capace solo di peggiorarla definitivamente? Tanto più quando si tratta di minori, cui va applicato come a tutti i detenuti il tentativo di rieducazione; con l’aggiunta però di una specifica esigenza di ricupero, sancita dalle leggi e ancor prima dall’intelligenza e dalla speranza verso la vita. Degrado e sovraffollamento di molte carceri sono un difetto del nostro Paese; ma quando emerge che è un carcere minorile a essere teatro di pestaggi e perfino torture e traffico di droga, luogo di ricatti e traffici sporchi tra detenuti e polizia penitenziaria, allora l’allarme diventa vergogna
di Stefano Cangiano
ictsecuritymagazine.com, 19 marzo 2026 I jammer nelle carceri rappresentano davvero una soluzione efficace e sicura? Dopo l’adozione di questi dispositivi nel 2018, promossa come risposta rapida al problema delle comunicazioni illecite dei detenuti, emergono oggi criticità così gravi da mettere in discussione l’intera strategia. I disturbatori di segnale, progettati per bloccare le comunicazioni cellulari attraverso l’emissione di disturbi radio, si sono rivelati non solo inefficaci ma potenzialmente pericolosi per la sicurezza operativa e la salute delle persone. L’impiego di apparati jammer, seppur concepito come soluzione “rapida” per bloccare le comunicazioni non autorizzate in carcere, si è dimostrato in diverse occasioni né selettivo né affidabile. Oltre all’efficacia limitata in contesti fortemente schermati come quelli penitenziari, i rischi associati al loro utilizzo superano di gran lunga i benefici attesi.
GIUSTIZIA
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 marzo 2026 C’è un silenzio che pesa più degli altri nelle carceri italiane ed è quello che avvolge le urne elettorali. Ogni volta che si avvicina un appuntamento con il voto, si ripete la stessa scena: un labirinto di moduli, timbri e comunicazioni smarrite che finisce per soffocare il diritto più elementare di chi sta dietro le sbarre. Questo fine settimana il Paese è chiamato a esprimersi sul referendum costituzionale per la riforma della giustizia e per chi vive in una cella, magari in attesa di un giudizio che non arriva mai, questa consultazione non è un esercizio teorico. È qualcosa che tocca la carne e il futuro di migliaia di persone. Eppure, le probabilità che un detenuto riesca effettivamente a mettere quella croce sulla scheda rimangono basse, intrappolate in una burocrazia che sembra disegnata apposta per scoraggiare.
di Giovanni Innamorati
Il Manifesto, 19 marzo 2026 Più di cento depositati ieri dai quattro partiti di maggioranza. Pesa il clima incerto prima delle urne e la spinta di Vannacci. Il cammino del decreto sicurezza, all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato, diventa in salita. A preoccupare il governo sono gli oltre 1.100 emendamenti dei gruppi di opposizione ma, da un punto di vista politico, sono i 128 depositati dai gruppi di maggioranza. Ieri a mezzogiorno è scaduto il termine per depositare in commissione le proposte di modifica del decreto e i dati non sono incoraggianti per l’esecutivo, sia dal punto di vista numerico che politico. Anche perché queste pietre di inciampo arrivano dopo la stroncatura della scorsa settimana del Comitato per la legislazione per il quale il decreto manca dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza; per non parlare degli inviti dell’Ufficio studi di Palazzo Madama a “chiarire” le norme più controverse.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 19 marzo 2026 Il pericolo più attuale di fronte alle mafie oggi? “La sottovalutazione stessa rispetto alla “zona grigia” dentro la quale le mafie prosperano”. E poi “c’è una tendenza a “depenalizzare” i reati dentro la propria coscienza. A praticare una legalità che non risponde al senso di giustizia, ma alle convenienze personali. Io spero che la piazza del 21 marzo possa dare una scossa a chi rimane indifferente. L’energia dei giovani, il dolore delle famiglie delle vittime, la responsabilità dei tanti amministratori locali presenti, devono dare il segno che un cambiamento è possibile e necessario”. Eccolo qui don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che dopodomani porta memoria e antimafia in piazza a Torino, epicentro nazionale del giorno in ricordo delle vittime.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2026 Scatta il perimetro della norma incriminatrice quando sia intercorsa una relazione affettiva stabile anche se non connotata dalla scelta di condividere l’abitazione. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 10255/2026 - ha respinto il ricorso di un uomo che condannato per maltrattamenti in famiglia contestava la sussistenza del presupposto del reato che è se non la convivenza in senso stretto la condivisione di vita. La condanna si fondava sul presupposto che le sistematiche violenze erano state perpetrate nell’ambito di uno stabile rapporto di coppia, essendo irrilevante - ai fini della sussistenza della convivenza - la mancata condivisione della stessa abitazione. Di fatto l’approdo raggiunto dall’interpretazione è che il convivente - al di là della coabitazione - è la persona legata da “un rapporto affettivo stabile”.
di Anna Marino
Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2026 La mancata comparizione del querelante, chiarisce la Corte con sentenza 10260 del 2026, può assumere valore dismissivo solo se esprime in modo univoco la volontà di non insistere nella pretesa punitiva. La mancata comparizione del querelante non produce effetti automatici quando il contesto processuale lascia emergere un dubbio serio sulla volontà abdicativa. La Corte di Cassazione, Quinta Sezione Penale, con sentenza 10260 del 2026, chiarisce che per la remissione tacita in caso di assenza all’udienza serve univocità, e rispetto alla riforma Cartabia (modifica dell’art. 142 disp. att. cpp) precisa che la nuova disciplina sulla mancata comparizione del querelante non consente automatismi e impone comunque al giudice di verificare la reale volontà di remissione in presenza di elementi dubbi.
di Daniele Cristofani
Il Centro, 19 marzo 2026 Quasi 2.300 detenuti in regione, ma la capacità massima complessiva è 1.800. Si salva solo il carcere di Vasto: è l’unico, tra gli otto penitenziari d’Abruzzo (escludendo l’istituto dell’Aquila, dove sono trattenuti i detenuti in regime di 41-bis) in cui non si registra sovraffollamento. Un problema endemico a livello nazionale a cui la nostra regione non fa eccezione: anche qui il numero di detenuti supera sistematicamente la capienza massima delle strutture. I dati sul 2025 evidenziano due case circondariali in cui la situazione è particolarmente problematica. La prima è l’istituto San Donato di Pescara: a fronte di 276 posti letto, sono ospitati 400 detenuti; l’altro è il penitenziario di Teramo, dove il quadro appare ancora più grave: 255 posti letto e ben 460 persone dietro le stesse sbarre.
Ristretti Orizzonti, 19 marzo 2026 In relazione agli articoli pubblicati dalla stampa locale in queste ore, che chiamano in causa la cooperativa AltraCittà nell’ambito di una vicenda oggetto di indagine, riteniamo doveroso precisare alcuni elementi essenziali. Abbiamo letto titoli e ricostruzioni che parlano della nostra realtà in modo non corretto o impreciso. La persona citata negli articoli non è socio della cooperativa, non ha mai avuto ruoli di responsabilità, direzione o gestione e non “gestisce” in alcun modo la cooperativa. Si tratta di un lavoratore dipendente con mansioni operaie, privo di incarichi decisionali o di rappresentanza. La cooperativa AltraCittà si dichiara estranea ai fatti oggetto dell’indagine.
di Marta Zatta
medianordest.it, 19 marzo 2026 Dopo la scoperta di un ingente traffico di droga e cellulari all’interno del carcere Due Palazzi di Padova, interviene ai nostri microfoni il Presidente del cda della Cooperativa AltraCittà: “Non facciamo di tutta l’erba un fascio, il nostro onesto impegno con i carcerati continua”. Un traffico di droga e dispositivi elettronici all’interno del carcere, con un giro d’affari da decine di migliaia di euro. È il vaso di Pandora scoperchiato grazie all’indagine della polizia penitenziario Due Palazzi di Padova, dove cocaina, cellulari e sim venivano introdotti e distribuiti tra i detenuti.
di Silvia Calvi
Corriere della Sera, 19 marzo 2026 Il Garante dei detenuti Pagano: “Non può essere la soluzione per chi non ha nessuno”. Luigi Pagano, già direttore di Bollate e San Vittore, dallo scorso settembre, è il “Garante dei detenuti” per il Comune. “Forum Welfare 2026” organizzato dal Comune dal 25 al 27 marzo a Base, tra gli 80 relatori introdotti dal sindaco Beppe Sala e dall’assessore Lamberto Bertolé ci sarà Luigi Pagano, già direttore di Bollate e San Vittore e, dallo scorso settembre, attuale “Garante dei detenuti” per il Comune.
di Federico Malavasi
Il Resto del Carlino, 19 marzo 2026 “Un detenuto rimane una persona”. Sulla morte la procura ha aperto un’inchiesta. Il figlio di rivolge all’avvocato Anselmo: “Un vuoto che pesa”. Muore soffocato da un boccone di carne mentre sta cenando all’Arginone, ma la famiglia viene informata soltanto tre giorni più tardi. A segnalarlo è Gaetano Ferrigno, figlio di Arcangelo, il 54enne deceduto in carcere la sera del 14 marzo. Una circostanza che il giovane ha comunicato all’avvocato Fabio Anselmo (al quale ha chiesto assistenza legale) e alla senatrice di Avs Ilaria Cucchi, spiegando di aver chiesto chiarimenti al carcere (prima telefonicamente, poi via mail) ma senza risultati.
daily.veronanetwork.it, 19 marzo 2026 Al via il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa del Comune di Verona, un luogo dedicato al dialogo, alla responsabilità e alla ricostruzione delle relazioni tra vittime, autori di reato e comunità. Ieri sottoscritto il primo accordo inter-istituzionale con l’Ordine degli Avvocati di Verona. Al primo piano dell’edificio di piazza Madonna di Campagna 1/a, all’interno della “Cittadella della Giustizia sociale”, nasce il primo Centro per la Giustizia Riparativa del territorio scaligero, uno spazio pensato per mettere in rete diversi servizi dedicati alla tutela dei diritti, al supporto alle vittime di reato e alla gestione dei conflitti. Con tale iniziativa, l’Amministrazione comunale compie un passo concreto per rendere effettivo un nuovo modello di giustizia orientato alla responsabilità, alla riparazione del danno e al reinserimento sociale.
di Stefano Gabbiano
lapiazzaweb.it, 19 marzo 2026 La Fondazione Esodo celebra in questo modo i 15 anni di attività. Oggi Verona ospiterà un importante convegno dal titolo “Impronte - dalla reclusione alla libertà. Da 15 anni in cammino con chi cerca una vita più giusta”, organizzato dalla Fondazione Esodo, che da 15 anni si impegna per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale. L’evento, che segna il quindicesimo anniversario della fondazione, si terrà con la collaborazione delle diocesi e delle rispettive Caritas diocesane di Verona, Vicenza, Belluno-Feltre, Venezia, Vittorio Veneto, Adria-Rovigo, e con il sostegno della Fondazione Cariverona.
siracusapress.it, 19 marzo 2026 L’associazione di volontariato penitenziario ha siglato oggi l’accordo con l’istituto netino per costruire percorsi concreti di inclusione attraverso il coinvolgimento del territorio e del tessuto produttivo locale. L’associazione di volontariato penitenziario Onesimo OdV ha sottoscritto oggi un protocollo d’intesa con il carcere di Noto. L’accordo consolida la presenza dell’associazione nel territorio della provincia di Siracusa e rafforza il ruolo di collegamento tra le istituzioni penitenziarie e la società civile che Onesimo svolge da anni in diversi istituti della Sicilia e di altre regioni italiane. L’intesa si colloca all’interno di un disegno più ampio che l’associazione sta sviluppando su scala provinciale, regionale e nazionale, con l’obiettivo di costruire una rete strutturata di interventi a favore delle persone detenute.
di Edoardo Iacolucci
lacapitale.it, 19 marzo 2026 Il silenzio spesso pesa più delle parole, soprattutto quello che avvolge le storie di chi non ce l’ha fatta dietro le sbarre. Si è svolto il 16 marzo a Villa Altieri, a Roma, l’evento “Oltre le Sbarre. Prevenire il suicidio e custodire la memoria, perché nessuno sia dimenticato”, promosso da Città metropolitana di Roma Capitale insieme a Co.N.O.S.C.I aps. L’iniziativa ha rappresentato un momento di riflessione su un tema sempre più urgente, quello dei suicidi in carcere, ma anche sulle condizioni complessive della detenzione, in un contesto in cui le istituzioni faticano ancora a individuare risposte adeguate e strutturali.
di Massimo Biliorsi
La Nazione, 19 marzo 2026 “Un bar di paese”, l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro, vince il Premio teatrale Maurizio Costanzo nelle carceri 2026 e sarà rappresentata al Teatro Parioli-Costanzo il 20 maggio alla presenza di prestigiose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Un prestigioso riconoscimento che investe tante persone, dagli stessi detenuti al personale, dai volontari, il direttore Graziano Pujia al comandante della polizia penitenziaria Marco Innocenti.
rai.it, 19 marzo 2026 Un progetto sonoro che mostra come l’arte diventa percorso di crescita nei penitenziari italiani attraverso la realizzazione dell’arazzo collettivo creato da cento detenuti e ispirato alla Scuola di Atene: da giovedì 19 marzo su RaiPlay Sound è disponibile il nuovo podcast original “Raffaello in Carcere”, un progetto audio in tre puntate per raccontare la nascita di un’opera d’arte collettiva realizzata da detenuti e detenute di sei istituti penitenziari italiani. Il podcast è realizzato e curato da Andrea Borgnino. Supervisione del suono e montaggio Alexandra Genzini. Si ringraziano per la collaborazione la Fondazione Francesca Rava - NPH Italia e Mattia Cavanna.
AFFARI SOCIALI
Ristretti Orizzonti, 19 marzo 2026 Il 25 marzo 2026, alle ore 11.00, presso la Sala Stampa dell’Istat, si svolgerà una Conferenza stampa di presentazione dei primi risultati della Rilevazione sulle Persone Senza Dimora realizzata nelle giornate 26, 28 e 29 gennaio 2026, nelle 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio di Calabria, Roma, Torino, Venezia). Per partecipare in presenza o seguire online la Conferenza stampa serve registrarsi al form: https://forms.office.com/e/KuVQwwDeJM entro le ore 19.00 del 24 marzo.
di Christina Psarra*
Il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2026 L’accordo, presentato come misura per ridurre la migrazione verso l’Europa, ha invece intrappolato migliaia di persone in campi sovraffollati, esponendole ad abusi e sofferenze. Dieci anni di accordo tra Unione Europea e Turchia possono riassumersi in un resoconto brutale: depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico, disturbi del sonno e pensieri suicidi tra le persone migranti intrappolate sulle isole greche. Nei campi sovraffollati, le condizioni igienico-sanitarie inadeguate contribuiscono alla diffusione di infezioni cutanee, malattie respiratorie e disturbi gastrointestinali. Spesso le malattie croniche non vengono diagnosticate né curate, e le donne incinte, con complicazioni legate alle mutilazioni genitali femminili, così come le vittime di violenza sessuale, restano senza assistenza medica ...
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Articolo. "Jammer nelle carceri: limiti, rischi e alternative", a cura di Stefano Cangiano
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 17 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
Incontro-dibattito. "Lavoro e teatro per rieducare il detenuto" (Sottomarina-VE, 20 marzo 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 22 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI