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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 4 aprile 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 aprile 2026 In un anno, i tribunali italiani hanno dato ragione a 5.837 persone detenute che sostenevano di subire trattamenti inumani o degradanti in carcere. Sono numeri che superano quelli che nel 2013 portarono l’Italia alla condanna davanti alla Corte di Strasburgo con la sentenza Torreggiani, che all’epoca sembrò l’inizio di una stagione di riforme. Quella stagione si è chiusa molto prima del previsto. È da qui che bisogna partire per capire il senso del report annuale di Antigone, intitolato “In difesa dello Stato di diritto”. Non è un bilancio contabile e non è da confondersi con il consueto rapporto che l’associazione presente a metà e a fine anno. È il racconto di un anno di lavoro dentro le carceri italiane, accanto alle persone che ci vivono, a partire dalla consapevolezza che il sistema è di nuovo senza respiro.
osservatoriorepressione.info, 4 aprile 2026 C’è un passaggio nel nuovo decreto sicurezza che segna un salto di qualità inquietante nella trasformazione dello Stato penale: l’ingresso ufficiale delle operazioni sotto copertura dentro le carceri. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una scelta politica precisa. Dopo aver già ampliato i poteri dei servizi segreti fino a consentire infiltrazioni - e persino direzioni - di organizzazioni criminali e terroristiche, il governo Meloni estende ora la stessa logica all’universo penitenziario. Il carcere non è più pensato come luogo di esecuzione della pena, né tantomeno come spazio - almeno formalmente - orientato alla rieducazione. Diventa un territorio operativo, un campo di intervento delle forze di polizia, un ambiente da penetrare, controllare, manipolare.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 aprile 2026 Il Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha incontrato ieri presso l’Ipm di Palermo i rappresentanti sindacali di quasi tutte le sigle della polizia penitenziaria. Il Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha incontrato ieri presso l’Ipm di Palermo i rappresentanti sindacali di quasi tutte le sigle della polizia penitenziaria - Sappe, UilPa, PolPen, Con.Si.Pe., Uspp, Fns Cisl - in agitazione da giorni per le “pesanti criticità che gravano sugli istituti minorili siciliani e sui Nuclei di Polizia Penitenziaria dell’esecuzione penale esterna”.
di Roberto Oliveri del Castillo*
Il Foglio, 4 aprile 2026 Dagli organici alla revisione della geografia giudiziaria, fino alle carceri. Serve un confronto tra governo, magistratura e avvocatura sui necessari aggiustamenti per rimettere al centro la funzionalità del processo, penale e civile: aspetti trascurati nei lunghi mesi della campagna referendaria. Lo tsunami del referendum è passato, ma resta qualche interrogativo in più sulle tante criticità del servizio-giustizia, variamente emerse in questi mesi di dibattito referendario. Serve un confronto tra governo, magistratura e avvocatura sui necessari aggiustamenti per rimettere al centro la funzionalità del processo, penale e civile, aspetti negletti e trascurati nei lunghi mesi della campagna referendaria.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 4 aprile 2026 Sconfessata la linea della difesa governativa nella procedura d’infrazione: Palazzo Spada riconosce il ruolo dei magistrati onorari come lavoratori subordinati. Una sentenza rivoluzionaria? Se non lo è, poco ci manca. Il Consiglio di Stato con la pronuncia n. 2716/2026 del 2 aprile, accogliendo l’appello di una ex Giudice di Pace a riposo dal 2019, ha riformato una precedente decisione del Tar per il Lazio e si è conformato pienamente al diritto dell’Unione europea. È stata così riconosciuta la primazia e la vincolatività delle sentenze della Corte di Giustizia.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 4 aprile 2026 La Cassazione, sentenza n. 8214 depositata ieri, afferma che il codice antimafia non prevede alcun automatismo; va fatta una valutazione concreta di incompatibilità tra mansioni e profilo del lavoratore. I precedenti penali non autorizzano l’impresa a derogare all’obbligo di assunzione previsto da una clausola sociale del Contratto collettivo, chiamando in causa i vincoli posti dal Codice antimafia. La Corte di cassazione, sentenza n. 8214 depositata oggi, ha così bocciato il ricorso di una Srl contro la conferma da parte della Corte di appello di Napoli della costituzione del rapporto di lavoro (ex art. 2932 c.c.) presso la società subentrata in un appalto di pulizie presso un ospedale, con attribuzione del IV livello del CCNL Pulizie Multiservizi e condanna al pagamento delle retribuzioni maturate.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 4 aprile 2026 L’adozione oltre il termine di un anno sei mesi della decisione di appello contro il reclamo del prevenuto è vizio endoprocessuale che non impedisce il nuovo provvedimento che stabilisce la misura ablatoria. In materia di prevenzione patrimoniale non opera il principio dell’intangibilità della decisione, in quanto non può verificarsi una situazione di “cosa giudicata” in senso proprio. Per cui - come afferma la Cassazione penale con la sentenza n. 12671/2026 - se sussistono “nuovi” elementi di pericolosità può essere instaurato un nuovo e diverso procedimento da cui conseguano il sequestro e la confisca dei beni della persona indiziata della commissione di reati. É quindi legittimo il rinnovo in base a una nuova considerazione dei fatti sia sotto il profilo personale che patrimoniale.
TERRITORIO
di Alessia Rosolen
triesteprima.it, 4 aprile 2026 “Accogliendo la proposta delle Università di Trieste e di Udine, la Regione ha deciso di sostenere un progetto che riconosce il valore primario dei principi costituzionali in materia di istruzione e formazione e intende garantire questi diritti fondamentali anche alle persone in esecuzione penale. L’iniziativa, sviluppata in stretta sinergia con il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, punta ad assicurare alle persone detenute e a quelle sottoposte a misure penali di comunità l’effettivo esercizio del diritto allo studio e l’accesso ai percorsi universitari, attraverso azioni integrate di orientamento, tutorato, didattica, accompagnamento e facilitazione amministrativa”.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 4 aprile 2026 Sul decesso di Luca Modonato, originario di Copertino, si indaga per omicidio colposo a carico di ignoti: la salma è stata sequestrata e, nelle prossime ore, verrà eseguita l’autopsia. Detenuto 29enne muore nella notte, poche ore prima di beneficiare di un permesso premio. Sul decesso di Luca Modonato, originario di Copertino, la procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’indagine con l’accusa di omicidio colposo a carico di ignoti. La salma è stata sequestrata e, nelle prossime ore, verrà eseguita l’autopsia. Il corpo del detenuto è stato ritrovato ormai cadavere da un compagno di cella all’alba di mercoledì 2 aprile. Il decesso, come detto, nella notte. A nulla sono serviti i soccorsi forniti dal personale medico del carcere che non ha potuto far altro che constatare la morte del ragazzo.
di Nadia Cossu
La Nuova Sardegna, 4 aprile 2026 Il 33enne di Porto Torres, detenuto a Bancali, era deceduto dopo un intervento in emergenza all’ospedale di Sassari. L’autopsia ha dato le prime informazioni sulla morte di Mario Siffu, il 33 di Porto Torres detenuto nel carcere di Bancali e deceduto lo scorso 24 marzo. Secondo le prime risultanze, il giovane sarebbe morto per uno shock settico provocato da un fecaloma. Il fecaloma è una massa di feci molto compatta che si accumula nell’intestino, spesso a causa di stitichezza cronica non trattata. Può causare un’occlusione intestinale e, nei casi più gravi, portare a infezioni severe: quando i batteri intestinali passano nel sangue, si può sviluppare uno shock settico, una condizione critica che comporta il collasso degli organi e può risultare fatale se non trattata tempestivamente.
di Valentina Moro
La Stampa, 4 aprile 2026 Il Dap risponde alla lettera dei Garanti di Asti. Per la Direzione generale dei detenuti e del trattamento la partecipazione degli studenti agli spettacoli in carcere “non è opportuna”. Così il direttore Ernesto Napolillo ha risposto a una lettera inviatagli dai garanti dei detenuti di Asti, Domenico Massano, e di Saluzzo, Paolo Allemano. Il confronto è nato da un rifito. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) non ha autorizzato lo spettacolo che si sarebbe dovuto svolgere in carcere per gli studenti maggiorenni delle superiori e dell’università astigiane.
rainews.it, 4 aprile 2026 L’ennesima denuncia arriva dall’associazione Antigone. Il Garante dei detenuti Caforio: “Difficoltà nell’assistenza sanitaria”. Celle pollaio, detenuti ammassati anche negli spazi per la socialità, nelle ex cabine telefoniche o nei locali che ospitavano congelatori e frigoriferi. Reparto di osservazione psichiatrica non operativo e trasformato in un dormitorio. Questa la situazione che gli osservatori di Antigone, associazione che vigila sul rispetto dei diritti nel sistema penale, si sono trovati davanti nel carcere di Spoleto pochi giorni fa. Anche l’istituto considerato fiore all’occhiello tra i quattro penitenziari umbri, risente degli effetti del sovraffollamento. 529 i reclusi a fronte di una capienza massima di 456 posti.
di Silvia Andretti
La Sicilia, 4 aprile 2026 I sindacati della polizia penitenziaria dell’istituto penale per minori “Malaspina”, che da tempo lamentano gravi carenze in organico, si dicono soddisfatti dell’incontro di ieri con il capo del dipartimento Giustizia minorile Antonio Sangermano che ha ascoltato le rivendicazioni di chi in carcere lavora spesso in condizioni critiche. Sappe, Uilpa Polpen, Uspp e Fns Cisl avevano deciso di cancellare un sit-in di protesta già programmato proprio dopo l’arrivo della notizia che Sangermano sarebbe stato in città. “Per cortesia istituzionale”, avevano scritto in una nota.
La Sicilia, 4 aprile 2026 La compagnia “Gli ir-ritati in Catarsi” si prende la scena. Promosso e pensato dall’associazione La Poltrona Rossa Ets ha regalato momenti speciali a genitori e figli. L’importanza di sognare e di non perdere mai la speranza è l’essenza del personaggio di Peter Pan, l’eterno bambino creato da James Matthew Barrie all’inizio del Novecento ed è anche il tema dello spettacolo andato in scena alla casa circondariale di Bicocca. “Peter Pan e l’ombra che non sapeva volare”, riadattamento del classico di Barrie, è stato interpretato dalla compagnia Gli ir-ritati in Catarsi, composta da attori detenuti, con la regia di Ivana Parisi, presidente dell’associazione La Poltrona Rossa Ets.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 4 aprile 2026 Bollate, domani e lunedì torna l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola” organizzata da Catena in Movimento. Pranzo organizzato dai reclusi per le famiglie dell’esterno. “Così costruiamo fiducia e cuciamo relazioni”. Questa volta non sono i volontari che entrano in carcere per portare qualcosa, ma 30 detenuti del settimo reparto della casa di reclusione di Bollate che preparano il pranzo e accolgono le famiglie dall’esterno. Una Pasquetta diversa, che inverte in modo simbolico il concetto di accoglienza.
di Francesco Veneziano
Il Manifesto, 4 aprile 2026 Il carcere raccontato attraverso un podcast che dà voce all’umanità nascosta dietro le sbarre, tra errori, amicizie e riscatto. In uno dei miei film preferiti si racconta di un uomo che precipita da un palazzo di cinquanta piani. E mentre cade continua a ripetersi: “Fino a qui tutto bene… fino a qui tutto bene”. Ma il problema non è la caduta. È l’atterraggio. Quell’uomo ero io. Lo sono stato per anni. E alla fine mi sono schiantato. Per molto tempo ho vissuto come se le conseguenze delle mie azioni non esistessero davvero. Mio padre era un contrabbandiere e sono cresciuto ascoltando le sue storie come fossero avventure. Forse è lì che ho iniziato a deformare la realtà, a costruirmi una lente che rendeva tutto meno grave.
AFFARI SOCIALI
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 4 aprile 2026 La questione minorile, nuovo capro espiatorio del panico morale all’italiana, da almeno un lustro viene interpretata come espressione di gruppi giovanili, possibilmente appartenenti agli strati marginali. La questione minorile, nuovo capro espiatorio del panico morale all’italiana, da almeno un lustro viene interpretata come espressione di gruppi giovanili, possibilmente appartenenti agli strati marginali. Per i quali, l’unica risposta plausibile, sarebbe una stretta repressiva. In questo solco si collocano i decreti anti-rave, quello cosiddetto Caivano, e, più recentemente, il cosiddetto provvedimento anti-maranza.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 4 aprile 2026 In forte aumento i casi di giovani segnalati. Maria Carla Gatto, magistrata di grande esperienza, che ha guidato prima il Tribunale dei minorenni di Brescia, poi quello di Milano fino allo scorso luglio, commenta: “Tanti di questi ragazzi non si rendono conto della gravità delle loro azioni, augurandosi perfino la morte della vittima che lotta per la vita in ospedale. Il coltello - spiega - viene portato con sé come arma di difesa, quasi rassicurante, contro una società adulta che appare minacciosa, ma in realtà esprime una profonda fragilità interiore e l’incapacità di gestire emozioni forti, come rabbia, solitudine, frustrazione. L’unico linguaggio che conoscono per sentirsi vivi e fare gruppo è la violenza.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 4 aprile 2026 Arrestato un 25enne che pubblicava su Instagram manuali sulla fabbricazione di armi in casa. Il giudice lo paragona a Unabomber. La pista anarchica: 200mila follower, meme e proclami contro il “sistema tecnologico”. Aver pubblicato sui social manuali, saggi, prontuari e volantini su come costruire armi e ordigni dentro casa è costato l’arresto a G.N., 26 anni ancora da compiere, originario della provincia di Teramo. Non solo questo: per gli inquirenti - l’inchiesta l’ha fatta la procura dell’Aquila - il giovane sarebbe un anarco-primitivista, un accelerazionista, un emulo di Theodore Kaczynski, ai più noto come Unabomber. Un potenziale pericolo pubblico, insomma.
di Glauco Giostra
Avvenire, 4 aprile 2026 Politiche securitarie, retoriche violente, richiami religiosi distorti: assistiamo a una deriva che banalizza la vita umana e legittima la brutalità istituzionale. Con un cappio giallo appuntato sulla giacca, il ministro israeliano Itamar Ben Gvir e i parlamentari del suo partito hanno discusso il disegno di legge per introdurre la pena di morte per i palestinesi che uccidono cittadini israeliani, sostenendo che costituisca un efficace deterrente e una adeguata forma di giustizia per le vittime. Il cappio - ci ha tenuto a chiarire - è solo “una delle opzioni attraverso le quali applicheremo la pena di morte per i terroristi. Certo, c’è l’opzione della forca, della sedia elettrica e anche l’opzione dell’iniezione letale”. Aggiungendo: “con l’aiuto di Dio, approveremo questa legge e faremo sì che i terroristi vengano messi a morte”.
di Giuseppe Gagliano
Il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2026 La legge porta il segno di Itamar Ben Gvir e sancisce un principio preciso: lo Stato dimostra la propria forza non nella superiorità del diritto, ma nella capacità di infliggere la morte. La legge approvata dalla Knesset sulla pena di morte non rappresenta soltanto un irrigidimento giudiziario. È il segnale politico di uno Stato che, immerso nella guerra permanente, trasforma l’eccezione in norma e la vendetta in strumento di governo. Pur senza nominare esplicitamente i palestinesi, la struttura della legge rende evidente il bersaglio: chi compie attacchi mortali contro Israele potrà essere condannato all’impiccagione da un tribunale militare con semplice maggioranza e con esecuzione entro novanta giorni.
di Luisa Canciello
Il Manifesto, 4 aprile 2026 Nel centro di detenzione nel deserto del Naqab, i prigionieri palestinesi detenuti dalle forze israeliane sono sottoposti a torture sistematiche e a condizioni che trasformano la detenzione in una forma quotidiana di annientamento. Khaled M. è il primo avvocato a cui è stato permesso entrare in questi centri. Dopo anni in questo campo, afferma di aver assistito a un livello di violenze senza precedenti. Lo incontriamo a Ginevra, al Palais de Nations, durante la presentazione del rapporto della relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Khaled racconta di un uomo di 67 anni stuprato mentre aveva mani e piedi legati, filmato e deriso. Di un ragazzo di 20 anni spogliato e sottoposto a waterboarding.
di Serena Convertino
L’Espresso, 4 aprile 2026 Non si esclude che la decisione del governo sia un tentativo di ottenere aperture o concessioni da parte di Donald Trump. Il governo di Cuba ha concesso la grazia a oltre 2mila detenuti nelle sue carceri: si tratta del più grande rilascio degli 10 ultimi anni. La morsa dell’amministrazione Trump si stringe sul paese al largo dei Caraibi anche se la notizia dei rilasci riportata da Granma, il giornale ufficiale del Partito Comunista al potere, non ha fatto menzione di un ruolo degli Stati Uniti nella scelta del governo cubano, che - spiega il quotidiano - avrebbe concesso il suo perdono sulla base della buona condotta dei detenuti, sul loro stato di salute e sulla natura degli atti da loro commessi.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
"In difesa dello stato di diritto". Report annuale dell'Associazione Antigone
"Cronisti in Opera". Periodico dal carcere di Milano Opera. Anno 4°, numero 1, marzo 2026
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 6 al 12 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Presentazione libro. "L'emergenza negata", di Gianni Alemanno e Fabio Falbo (Roma, 16 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI