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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 2 aprile 2026
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 aprile 2026 Nuove linee guida per la prevenzione. Secondo Parisi e Napolillo, i casi si realizzano “in assenza di sovraffollamento”. Tra i 14 suicidi dall’inizio dell’anno di persone detenute in carcere ce n’è uno in particolare - quello del collaboratore di giustizia Bernardo Pace trovato impiccato nella sua cella dell’istituto Lorusso e Cutugno di Torino - su cui, oltre all’indagine aperta dalla procura, “occorre approfondire” anche in Commissione antimafia. È quanto affermato ieri, a conclusione di una visita nella casa circondariale torinese, dai senatori dem Verini e Giorgis. Una faccenda “molto seria e inquietante” che lascia numerosi interrogativi aperti, e non solo dal punto di vista giudiziario. Il problema infatti è che, come sottolineano i due parlamentari, “al di là di questa vicenda, non si può e non si deve morire in carcere”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 aprile 2026 Il magistrato di sorveglianza di Spoleto solleva questione di legittimità: al centro la legge del 2022 che “sottrae” la valutazione al giudice. La Corte Costituzionale dovrà occuparsi di una delle questioni più delicate che riguardano il carcere duro: i detenuti al 41 bis possono presentare istanza di permesso premio e ottenere una risposta nel merito, oppure la loro richiesta va respinta a prescindere, senza che nessun giudice la esamini? Dal 2022 la legge del Governo Meloni, quella che teoricamente ha abolito la preclusione assoluta ai benefici come sancito dalla Corte Costituzionale (ergastolo ostativo), dice la seconda. Ma il magistrato di sorveglianza ha ritenuto che quella risposta debba essere verificata dalla Consulta. L’ordinanza porta la firma di Fabio Gianfilippi, magistrato di sorveglianza di Spoleto, ed è scaturita dall’istanza dell’avvocata Barbara Amicarella, del foro dell’Aquila, che assiste un detenuto recluso al carcere duro da oltre undici anni.
di Pasqualino Trubia
Gazzetta Sarda, 2 aprile 2026 Il Cnop interviene sulle nuove linee guida del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il dito puntato contro la mancanza di risorse e il precariato degli specialisti che lavorano dietro le sbarre. Morire dietro le sbarre non è quasi mai il gesto imprevedibile di un singolo individuo fragile. È l’effetto finale di un sistema che cede. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop) interviene a gamba tesa sul dramma dei suicidi nelle carceri italiane, commentando le nuove direttive emanate dal Ministero della Giustizia. Il bersaglio delle critiche non è la teoria, ma la pratica. Le recenti istruzioni diramate dal Dap indicano percorsi corretti per arginare il rischio suicidario, ma rischiano di rimanere inchiostro su carta senza uomini, fondi e stabilità contrattuale per applicarle. I documenti citano continuamente il Dap. Cos’è? È il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ovvero l’ente statale (che risponde al Ministero della Giustizia) incaricato di gestire fisicamente le prigioni in Italia, il personale di Polizia Penitenziaria e il trattamento dei detenuti.
di Angela Stella
L’Unità, 2 aprile 2026 Il Capo del Legislativo non è una toga (ed è la prima volta). Nicola Selvaggi succede ad Antonio Mura, nominato capo di gabinetto di Nordio dopo le dimissioni di Bartolozzi. Le deleghe di Delmastro a Sisto e Ostellari. Nicola Selvaggi è il nuovo capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia. Già Vicecapo nell’ufficio di diretta collaborazione, succede ad Antonio Mura, nominato dal Ministro Carlo Nordio per rivestire il ruolo di Capo di Gabinetto, dopo che Giusi Bartolozzi è stata “dimissionata”. “Anche tenendo conto delle ragioni dell’opposizione” ha spiegato una nota di Via Arenula, “per la prima volta la scelta è caduta su una figura che non proviene dalla magistratura”. Nicola Selvaggi ha infatti intrapreso la carriera universitaria: dal 2021 Professore ordinario di Diritto penale presso l’Università mediterranea di Reggio Calabria, ha rivestito il ruolo di Ricercatore nella medesima materia sin dal 2008 e dal 2015 quello di Professore associato.
di Dario Lucisano
L’Indipendente, 2 aprile 2026 opo avere concesso ai membri dei servizi segreti di assumere il comando di organizzazioni criminali e terroristiche, il governo Meloni punta alle carceri. Un articolo del nuovo decreto sicurezza estende infatti i casi in cui gli ufficiali della polizia giudiziaria possono condurre operazioni “sotto copertura”, aprendo alle missioni di infiltrazione nelle strutture detentive. Il decreto - che oggi si trova in esame presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato - permette agli agenti coinvolti in inchieste relative a diversi reati, tra cui quelli legati ai casi di terrorismo e droga, di ricevere, acquistare, nascondere, e ostacolare l’individuazione di denaro e beni legati alle indagini; tale intervento, “rischia di acuire la conflittualità, alimentando diffidenza e sospetto generalizzato tra detenuti e operatori”, osserva l’associazione Antigone. “Il risultato è la trasformazione dell’istituzione penitenziaria in un presidio di sicurezza interna, dove la gestione delle tensioni assume i tratti dell’intervento di polizia più che del governo trattamentale”.
GIUSTIZIA
di Serena Sileoni
La Stampa, 2 aprile 2026 L’esito di un voto popolare, che si tratti di elezioni o di referendum di qualsiasi tipo, non solo è influenzato, ma è determinato dalle campagne elettorali che gli intermediari della politica, cioè i partiti ancora e nonostante tutto, vogliono fare. Se un insegnamento generale si può trarre, anche stavolta, è che, al di là della retorica che lo sovrasta, il referendum è uno strumento più di partito che di popolo. Il referendum sulla giustizia ormai è alle spalle, il governo e le opposizioni ne hanno già tratto le conseguenze e si stanno riassestando ognuno a suo modo, le analisi politiche del voto si sono consumate. Sembra il momento propizio per una considerazione più generale. Uno dei commenti comuni è stato che gli italiani litigano su tutto e nulla sembra interessarli davvero, eccetto la difesa della Costituzione.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 2 aprile 2026 A distanza di una settimana dal voto referendario è possibile una valutazione che a caldo, subito dopo il risultato, era arduo poter dare. La valutazione è complessa ma molto importante per renderci conto delle situazioni del nostro paese e dei movimenti che avvengono all’interno della società. Da parte mia la prima valutazione è che il voto contro le modifiche della Costituzione dimostrano che la Costituzione è più amata dai cittadini di quanto non si immagini, perché è radicata nell’animo degli italiani, a volte anche in maniera inconsapevole, e quindi l’elettore la protegge. La carta Costituzionale è riconosciuta come una garanzia per la democrazia e non si ritiene di modificarla a cuor leggero.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 2 aprile 2026 Il testo deve essere convertito in legge entro il 25 aprile, pena la decadenza, è non è detto che ci arrivi. Il governo sta perdendo terreno sulla sua misura spot per eccellenza: il decreto sicurezza bis. Il testo deve essere convertito in legge entro il 25 aprile, pena la decadenza, è non è detto che ci arrivi, anche se da ieri sono partite le sedute in notturna per sveltire il processo. Non pesa solo l’ostruzionismo delle opposizioni ma anche i pasticci combinati dalla stessa maggioranza in fase di scrittura. Martedì la discussione in commissione Affari Costituzionali sugli emendamenti (oltre mille quelli presentati dal centrosinistra) è saltata perché mancavano i pareri della commissione Bilancio. La riunione tra governo e maggioranza è servita però alla destra per fare il punto della situazione: l’impianto del provvedimento non si tocca ma alcune norme vanno riviste, a cominciare dal confuso art.1 sul possesso di coltelli.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 aprile 2026 Un gruppo di toghe sta valutando di creare un nuovo sindacato della magistratura, alternativo all’Associazione nazionale magistrati, per ribellarsi alla sua trasformazione in vero e proprio partito politico. Spunti, timori e il precedente storico dimenticato. Creare un nuovo sindacato della magistratura, alternativo all’Associazione nazionale magistrati. E’ questa l’idea che, come risulta al Foglio, un gruppo di toghe sta valutando per reagire all’involuzione vissuta dall’Anm, che negli ultimi mesi si è trasformata in un vero e proprio soggetto politico. Le scene di giubilo viste dopo la vittoria del No al referendum, con balli e cori da stadio rivolti da magistrati contro la premier Meloni e i colleghi che si erano schierati per il Sì, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso nella mente di tanti pm e giudici. Che ora pensano di dare una scossa alla magistratura.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 2 aprile 2026
Il testo è impantanato al Senato. Le opposizioni e i centri antiviolenza non raccolgono l’invito: “Deve rimanere il consenso”. Non ci sono solo le sconfitte plateali, come quella sul referendum e i casi da prima pagina come l’affare Delmastro/Senese a preoccupare Giorgia Meloni. Sdrucciola anche il terreno sotto partite apparentemente minori, come la legge della destra sugli stupri che inizialmente si era intestata la stessa presidente del Consiglio. Le modifiche apportate in Senato dalla presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, che su pressione del suo partito ha espunto il concetto di consenso (necessario per il recepimento della Convenzione di Istanbul) per sostituirlo con quello di “volontà contraria” hanno scatenato la proteste nelle piazze. E l’arrivo del testo in Aula è stato ancora una volta rinviato. Prima per la riapertura delle audizioni, ora perché Bongiorno ha deciso di convocare un comitato ristretto per tentare una mediazione che le opposizioni ritengono impossibile.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 2 aprile 2026 Il presunto suicidio non convince i dem: “Portiamo il caso in Parlamento”. Il boss aveva iniziato a svelare gli intrecci tra clan e politica. C’è un filo rosso, anzi nero, che collega i corridoi del carcere di Torino ai palazzi del potere romano. Quel filo si è annodato tragicamente il 16 marzo nel bagno di una cella, dove Bernardo Pace, boss di Castelvetrano e pezzo da novanta dell’inchiesta milanese Hydra, è stato trovato impiccato. Un suicidio a cui molti, negli ambienti investigativi di Milano e Torino, faticano a credere. Pace aveva iniziato a collaborare con la giustizia da meno di un mese. Stava squarciando il velo sulla “mafia a tre teste”, un consorzio criminale dove Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra smettono di sparare per iniziare a governare l’economia e, soprattutto, a infiltrare la politica.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 2 aprile 2026 Il rapporto tra mafie e politica resta il nodo irrisolto. Accendiamo una luce su questa drammatica evidenza, che evoca il nostro peggiore passato. “Perché sono pentito per tutta questa faccenda e voglio dissociarmi di tutto e per tutto, per ripulirmi la coscienza, per i miei figli, per i miei nipoti, per tutto, tirarmi fuori da tutta questa…”. È la risposta messa a verbale il 19 febbraio da Bernardo Pace, condannato a 14 anni di carcere nell’abbreviato del processo Hydra a Milano per mafia, quando la P.M. dott.ssa Cerreti gli chiede perché abbia deciso di collaborare con la giustizia e quando gli chiede se questa scelta fosse stata condivisa innanzitutto dalla moglie, Bernardo Pace aggiunge: “Certamente, certamente”.
di Alessia Guerrieri
Avvenire, 2 aprile 2026 Lo spazio gioco servirà a dare continuità affettiva alla relazione tra genitori detenuti e minori. Un progetto realizzato dalla fondazione Versace. Gualtieri: i bambini non meritano di scontare la pena di stare lontano dai genitori. Uno scivolo, un’altalena, altri piccoli giochi e due tavoli in legno con delle sedute per far chiacchierare in intimità padri e figli lontano dalle celle. È un parco pensato per i bambini, dentro il carcere, per restituire normalità e relazione a un legame spesso spezzato dalla detenzione, quello tra padri e figli, garantendo continuità affettiva.
di Ivana Di Giugno
gnewsonline.it, 2 aprile 2026 “Un’occasione per un saluto, un ringraziamento, un pensiero positivo per una donna già nota, o una tra le tante donne che non sa ancora di essere speciale, per un affetto che non c’è più, per una figura femminile che ha lasciato un segno indelebile nella storia, nella cultura, nello sport e nella nostra vita”. È presentato così il concorso letterario Scrivile, promosso dall’Associazione Francesca Fontana, con il contributo di numerose entità territoriali e delle testate giornalistiche Il Resto del Carlino, Il Corriere di Romagna, e Cervianotizie.it. Giunto alla sua dodicesima edizione, prevede, per il 2026, una sezione speciale, riservata alla Casa Circondariale di Ravenna e alla Casa Circondariale di Forlì.
di Isabella De Silvestro
Il Domani, 2 aprile 2026 Termina la seconda stagione dell’indagine del nostro giornale sulle carceri. La storia esige un’assunzione di responsabilità. Dalle torture in Libia a San Vittore. Il viaggio del giovane migrante è il simbolo del fallimento di un sistema che calpesta la Costituzione. Un lavoro giornalistico d’inchiesta e di reportage richiede molti mesi di ricerca e preparazione, ore di interviste, riflessioni e scrittura. Non è facile, nel corso di quei mesi, prevedere come verrà accolto una volta finito, quali effetti avrà sulle persone che incontreranno la storia che hai scelto di raccontare. Gattabuia è un podcast sul carcere, giunto alla seconda stagione. Dopo aver raccontato le condizioni di vita delle oltre 64mila persone detenute nei penitenziari italiani, abbiamo deciso di completare la narrazione spostando lo sguardo sui ragazzi del carcere minorile. Come farlo? È una domanda che mi sono posta con molta serietà.
AFFARI SOCIALI
di Enrica Landi
Ristretti Orizzonti, 2 aprile 2026 Cosi titolava nei giorni scorsi una popolare trasmissione televisiva nel presentare il proprio servizio intorno ad un tema che negli ultimi mesi è entrato con forza all’interno del dibattito pubblico, ma che è diventato un argomento di confronto anche all’interno delle nostre famiglie e tra i banchi di scuola. E laddove si attiva un confronto si incontra la possibilità di crescita. È tuttavia necessario andare oltre a quella che purtroppo è diventata un’etichetta generalizzante, che vuole inserire un fenomeno complesso all’interno di una parola-contenitore. E cosi il termine “maranza” evoca indistintamente disagio, devianza, criminalità e pericolosità sociale, diffondendo allarme collettivo e andando in cerca di consenso pubblico.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 2 aprile 2026 Hanno ragione tutti: docenti, genitori, pure quelli del Pd. Ma da insegnante di scuola primaria sono costretto a svelarvi alcune cose che vi scandalizzeranno. Hanno ragione i docenti italiani: ma quale empatia? Perché formarsi sulle nuove forme di comunicazione? Sul conflitto? Già ci obbligano a fare i corsi sulla sicurezza, a sapere quanto dev’essere larga la porta della classe e cosa contiene un estintore; a fare i corsi sul primo soccorso, sulla privacy, sulle nuove indicazioni nazionali, su come stendere un Pei, un Pdp e un Ptof. Basta corsi! Hanno ragione i genitori: maestri e professori di oggi non scrivono più sul diario ma solo sul registro elettronico e poi c’è chi da troppi compiti, chi ne da pochi e chi li da persino facoltativi. Può essere mai? Questi insegnanti che non sanno più essere autorevoli e si lasciano accoltellare così!
di Caterina Malanetto
La Stampa, 2 aprile 2026 La 14enne bada ai fratelli più piccoli e da Torino va a scuola a Frossasco: “Sono contenta ma vorrei diventare più autonoma”. La mattina, per arrivare a scuola, Lidia (nome di fantasia) cammina. Più di tre chilometri, ogni giorno. Alle sette avanza sul ciglio della strada mentre le auto dei pendolari le sfrecciano accanto. Prima, però, la giornata è già iniziata. Appena si sveglia, la casetta mobile in cui vive è piena di voci e richieste: prepara la colazione, veste i quattro fratellini, sistema gli zainetti. Nel casotto degli attrezzi, adattato a bagno comune, si lava il viso e si lega i capelli in una coda di cavallo. Saluta i nonni, dà un bacio alla mamma ed esce. Lidia ha il cammino nel sangue, prima ancora che nei piedi: è una ragazza rom.
di Diego Motta
Avvenire, 2 aprile 2026 L’ultima strage di Lampedusa ripropone le immagini di tante vie crucis del mare dimenticate, in cui affiorano i volti distrutti dei vivi a fianco delle bare in legno dei morti. Bisogna avere la forza di aprire gli occhi e di rompere il silenzio d’omertà, che accomuna l’Italia all’Europa. Guardate questi volti, per favore. Guardateli. Parlano da soli. Una ragazza viene accompagnata dai volontari: intorno ha una coperta grigia, è spaventata e ha freddo. A Lampedusa questa mattina non era ancora primavera, persino i mezzi della Guardia costiera avanzavano a fatica. Una donna all’improvviso si accascia, cade a terra, come svenuta: viene sorretta da tre persone. Guardate i volti dei volontari: uno di loro ha le lacrime agli occhi, porta in braccio un bambino. Tutti corrono, la vita che sopravvive alla morte è in quei fremiti, negli sguardi allucinati di chi soccorre e di chi è soccorso.
di Luca Celada
Il Manifesto, 2 aprile 2026 Se la modifica dovesse prevalere, potrebbe impattare su 250mila neonati all’anno e, anche se ufficialmente non retroattiva, non potrebbe che aprire la porta a possibili future revisioni. Il dibattimento della Corte suprema sullo ius soli è stato trasmesso in diretta da molte emittenti e in tempo reale sui siti dei principali quotidiani. In aula un ospite d’eccezione, Donald Trump che è diventato il primo presidente della storia nazionale a presenziare un procedimento del massimo tribunale. Messaggio inconfondibile di un presidente che ha apertamente criticato i giudici per mancanza di fedeltà a “lui che li ha nominati”.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
"In difesa dello stato di diritto". Report annuale dell'Associazione Antigone
"Cronisti in Opera". Periodico dal carcere di Milano Opera. Anno 4°, numero 1, marzo 2026
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 5 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI