|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di domenica 29 marzo 2026
di Antonio Nesci
firenzeora.it, 29 marzo 2026 Nel tempo della polarizzazione, parlare di dignità dei detenuti sembra quasi un atto di coraggio. Eppure, dovrebbe essere semplicemente un atto di civiltà. La nostra Costituzione non lascia spazio a interpretazioni: la pena non può mai consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. Questo principio non è un lusso per pochi, ma un fondamento democratico per tutti. Difendere i diritti di chi è in carcere non significa sminuire il dolore delle vittime. Significa, al contrario, ribadire che la giustizia non può mai trasformarsi in vendetta. Che lo Stato non deve somigliare a chi ha infranto la legge, ma deve essere migliore, più giusto, più saldo nei suoi valori.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 29 marzo 2026 Da Ancona a Salerno, dal Veneto al litorale siciliano colpito dal ciclone Harry: sono solo alcune delle località alla cui pulizia si sono dedicate, nella giornata di sabato 29 marzo, le persone detenute che hanno aderito alla campagna promossa da due realtà del Terzo settore. Guanti alla mano, palette e ramazze, sacchi da riempire, tanta voglia di pulizia. In tutti i sensi. Per restituire bellezza a spiagge, strade, piazze. Ma anche a se stessi, un passo in più verso una vita nuova.
di Elisa Campisi
Avvenire, 29 marzo 2026 Ti devi dispiacere se vedi qualcuno buttare della plastica, ti devi sentire responsabile del tuo ambiente. È una cosa che ti riguarda. Ecco come l’iniziativa di Plastic Free e Seconda Chance si inserisce in un processo formativo che sta a monte di tutto ed è una delle tante opportunità di creare un ponte tra il dentro e il fuori... sta poi a noi avere il coraggio di attraversarlo”, a parlare è Pierdonato Zito, 67 anni, ergastolano in semi libertà del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), che nella vita ha provato a trasformare lo spazio detentivo in uno formativo, per sé e per i suoi compagni di cella, diventando sociologo e ricercatore proprio su temi carcerari: un percorso che ieri l’ha portato a guidare la delegazione di detenuti in permesso premio che hanno ripulito dai rifiuti l’Oasi di Variconi a Castel Volturno.
di Roberto Cataldi*
studiocataldi.it, 29 marzo 2026 Quando lo Stato punisce il disagio che non sa curare e il codice penale sostituisce le politiche sociali. La prima. Un corridoio di scuola media a Trescore Balneario. Un tredicenne con pantaloni mimetici, una maglietta con la scritta “vendetta”, un coltello e uno smartphone al collo per la diretta su Telegram. Accoltella la professoressa di francese. La seconda. Un’aula di commissione al Senato. Si discute il decreto sicurezza. Trentatré articoli. Nuovi reati, pene più severe, sanzioni ai genitori. Poco o niente per la prevenzione. Poco o niente per combattere la povertà educativa.
di Raffaele Marmo
La Nazione, 29 marzo 2026 La contraddizione del Palazzo. Garantista a difesa di se stesso, giustizialista contro la piazza. C’è una contraddizione che governo e maggioranza non riescono più a nascondere: ed è una contraddizione prima culturale che politica. Non si può invocare il garantismo quando il diritto penale lambisce i piani alti dello Stato, le élite amministrative, i ceti dirigenti, e poi riscoprirsi inflessibilmente securitari quando il bersaglio è la piazza, il disagio sociale, la marginalità, il conflitto. Il garantismo, se vuole essere credibile, non può essere intermittente. A fine febbraio il governo ha approvato un decreto-legge in materia di sicurezza pubblica e immigrazione che introduce nuovi reati e amplia i poteri di prevenzione e controllo nelle manifestazioni.
di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2026 Il ricercatore dell’università di Bologna sui tanti under 35 anni che hanno votato per il NO il 22 e 23 marzo: “Partecipazione intensa, ma selettiva e intermittente”. Nessuno li stava contando davvero. Giovani tra i venti e i trent’anni, ragazze e ragazzi, sotto rappresentati nei sondaggi e quasi certamente anche dalla politica, si sono presentati in massa ai seggi il 22 e 23 marzo. Hanno dato un contributo decisivo alla vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia, con un’affluenza che Youtrend per Sky ha stimato al 67% tra gli under 35.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 29 marzo 2026 Intervista al neoeletto capo dell’associazione dei magistrati: “Dobbiamo ricostruire la strada del confronto”. Presidente Giuseppe Tango, lei è stato votato all’unanimità alle elezioni Anm. Fu uno dei primi della sua corrente, un anno fa, a dire: “Aderirò allo sciopero contro la riforma”. Davvero non si aspettava questa elezione? “Onestamente no. Girano sempre più nomi, poi le scelte finali dipendono da tanti fattori, è giusto così. Adesso c’è l’emozione, sono onorato. Cercherò di dare il massimo, e sono fortunato a cominciare questo percorso dopo un referendum che, in qualche modo, ha rinnovato il patto di fiducia con i cittadini. È un tributo di cui noi tutti dobbiamo essere all’altezza. Una gioia che ci carica di ulteriori responsabilità”.
TERRITORIO
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 29 marzo 2026 I detenuti da giorni segnalavano difficoltà nell’accesso alle cure mediche e criticità legate alle condizioni igienico-sanitarie della struttura. Tensione nel carcere di Pavia, dove nella giornata di venerdì è scoppiata una rivolta che è stata contenuta solo dopo ore grazie all’intervento della polizia penitenziaria. Secondo le prime ricostruzioni, alla base della protesta ci sarebbero le lamentele dei detenuti, che da giorni segnalavano difficoltà nell’accesso alle cure mediche e criticità legate alle condizioni igienico-sanitarie della struttura.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 29 marzo 2026 Una morte su cui si chiedono risposte. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione alla Camera e al Senato dopo il decesso, avvenuto nei giorni scorsi nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, del collaboratore di giustizia Bernardo Pace. La morte è stata qualificata come suicidio ed è avvenuta alla vigilia di un’udienza del processo “Hydra”, l’inchiesta sul presunto consorzio di mafie attivo a Milano. Secondo quanto riferito, Pace stava fornendo elementi ritenuti rilevanti nell’ambito dell’indagine.
brindisireport.it, 29 marzo 2026 I giovani avvocati ricordano come la casa circondariale operi con un organico significativamente inferiore rispetto a quello previsto, ma nonostante i problemi, sono varie le attività svolte all’interno della struttura. Anche nel Brindisino prosegue l’impegno dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) sul tema del sistema penitenziario. Nell’ambito delle attività promosse dall’Osservatorio Nazionale Carceri (Onac), ieri (venerdì 27 marzo 2026) si è svolta una visita presso la casa circondariale di via Appia, con l’obiettivo di favorire una conoscenza diretta delle realtà detentive e contribuire al miglioramento del sistema.
genovaquotidiana.com, 29 marzo 2026 Dopo il sindacato interviene anche la Camera Penale ligure. Dopo il no al tradizionale passaggio della Via Crucis nel carcere di Marassi, che si ripeteva da 24 anni, si allarga la polemica. Alla dura presa di posizione della Uil Fp Polizia Penitenziaria si aggiunge ora quella della Camera Penale regionale “Ernesto Monteverde”, che chiede di riesaminare con urgenza la decisione e di chiarirne le ragioni. La decisione di fermare, dopo ventiquattro anni, il tradizionale passaggio della Via Crucis dentro il carcere di Marassi continua a provocare reazioni e ad allargare il fronte delle contestazioni.
L’Unione Sarda, 29 marzo 2026 Iniziativa per gli operatori che lavorano nel mondo dei penitenziari nell’ambito del progetto Liberi dentro per crescere fuori. Esiste un confine sottile dove la chimica del cervello incontra la forza dei legami affettivi, un territorio in cui l’abuso di sostanze smette di essere un dato clinico per trasformarsi in un ostacolo al diritto di essere padri e madri.
di Gigliola Alfaro
difesapopolo.it, 29 marzo 2026 Ci rendiamo conto un po’ tutti che le maglie sono sempre più strette, è molto più difficile fare delle attività perché la sicurezza è sempre più debole”, racconta al Sir don Adamo Affri, cappellano del carcere di Piacenza. Nelle carceri italiane si registrano diffuse difficoltà nello svolgimento delle attività trattamentali (cioè lavoro, istruzione, formazione, attività sociali e rieducative). Le cause sono sovraffollamento, carenze strutturali e mancanza di personale. Questi fattori compromettono uno degli obiettivi fondamentali del sistema penitenziario: la rieducazione del detenuto.
tusciaup.com, 29 marzo 2026 Inclusione e reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro: questo il tema dominante di un evento organizzato alle ore 15.00 di lunedì 30 marzo presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi della Tuscia. Si tratta della prima fase di un progetto più articolato, qualificato da un saldo ancoraggio ai principi della Costituzione, primo fra i quali l’art. 27, il cui obiettivo precipuo è quello di restituire speranza ai detenuti che si rivelino meritevoli nel compimento del percorso di rieducazione e che, proprio in quanto tali, possano essere selezionati dall’istituzione penitenziaria.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 29 marzo 2026 L’opera intende creare un ponte da carcere e città, trasformando le difficili condizioni di detenzione a Canton Mombello in opportunità concrete di dialogo, inclusione e lavoro. La (doppia) “Porta della Speranza” è realtà. L’opera, promossa dalla Fondazione Gravissimum Educationis con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione dello Stato Vaticano e realizzata a Brescia dall’Architetto Stefano Boeri, è un unicum all’interno del progetto internazionale che intende unire arte, formazione e inclusione sociale: una porta è stata infatti allestita all’interno del carcere di Canton Mombello e una seconda invece collocata in piazzale Arnaldo, uno dei simboli della vita sociale notturna della città.
AFFARI SOCIALI
di Franco Vaccari
Avvenire, 29 marzo 2026 Non la minaccia ma la protezione: rendere inefficace l’aggressione, limitarne l’impatto e rilanciare un dialogo globale sulla neutralizzazione della violenza armata. Con un ruolo decisivo dell’Europa. Siamo arrivati all’ultima parola: armi o, meglio, riarmo. Se il percorso fatto fin qui ha un senso, allora questa parola non può essere il centro del discorso. È una parola subordinata, l’ultima, che acquista significato soltanto dentro una concezione e una pratica rigorosa della difesa. Va detta una cosa con chiarezza, senza ambiguità: una difesa vera può richiedere anche l’uso delle armi. Negarlo sarebbe astratto. Ma ammetterlo non significa accettare la logica della deterrenza, né tantomeno l’escalation come destino.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 29 marzo 2026 L’appuntamento sotto il Colosseo per la marcia che anticipa il grande corteo. Hanno scalpitato per far emergere nel percorso No Kings le questioni migranti e alla fine gli “invisibili” si sono presi un pezzo del percorso della grande giornata di mobilitazione romana. Si sono dati appuntamento alle 12, due ore prima del concentramento ufficiale, sotto al Colosseo per una marcia in nome dei morti nel Mediterraneo, dei lavoratori stranieri sfruttati nel comparto agricolo, delle persone recluse nei Cpr in Italia e in Albania, dei truffati dal decreto flussi.
di Giovani Zavatta
vaticannews.va, 29 marzo 2026 Con un comunicato, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea è intervenuta per commentare la votazione del 26 marzo al Parlamento Europeo sulle nuove politiche di rimpatrio dell’UE in materia di migrazione. Sollevano “seri interrogativi sull’effettiva salvaguardia dei diritti umani e sul rispetto della dignità di ogni persona” le misure che facilitano i rimpatri, ampliano la detenzione o esternalizzano le responsabilità a paesi terzi”.
ESTERI
di Paolo Virtuani
Corriere della Sera, 29 marzo 2026 Persa la rotta, rimasti senza acqua e cibo. Le vittime buttate in mare. Salvate altre 26 persone al largo di Creta. Almeno 22 migranti partiti dalla Libia con un gommone sono morti dopo sei giorni alla deriva nel Mediterraneo. I loro corpi sono stati gettati in mare, hanno indicato i sopravvissuti alla Guardia costiera della Grecia. Le vittime sono di nazionalità imprecisata. I migranti avrebbero versato agli organizzatori del viaggio tra 7.100 e 8.500 euro ciascuno, secondo quanto riportato dal quotidiano greco Ekathimerini.
di Pasquale Ferrara
Avvenire, 29 marzo 2026 L’offensiva contro Teheran mostra che la superiorità militare non garantisce risultati politici: tra improvvisazione americana e strategia offensiva israeliana, il conflitto rischia di lasciare instabilità duratura, colpire l’economia globale e trasformare il Paese in un fattore permanente di crisi. Se c’è una lezione da trarre sinora dall’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran è che la supremazia militare non assicura necessariamente la vittoria. Se c’è, il più delle volte si tratta della classica vittoria di Pirro. Molto spesso l’asimmetria di potere (in questo caso evidente e conclamata, per le forze impari in campo) sfocia in un’area grigia, che fa seguito alla proclamazione del trionfo della parte più potente.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Articolo. "Contro l’archiviazione della strage al carcere di Modena", intervista a Luca Sebastiani
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 30 marzo al 5 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI