|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di venerdì 27 marzo 2026
di Roberto Rampi
L’Unità, 27 marzo 2026 Questo non significa giustificare, non significa negare che le azioni abbiano conseguenze, anche drammatiche. Significa però fare uno sforzo di comprensione: capire le ragioni per cui una persona ha compiuto certe azioni, comprenderne il contesto, la condizione, l’effettiva libertà o meno delle sue scelte. Parliamo di responsabilità individuale, ma troppo spesso non ci domandiamo quanta libertà reale vi fosse nel compiere quell’atto che poi comporta una punizione individuale. Davvero quella persona era nelle condizioni di comportarsi diversamente? Davvero non era costretta dal contesto, dagli eventi, dalle occasioni che la vita le ha dato o non le ha dato?
di Adriano Sofri
Il Foglio, 27 marzo 2026 Chi aveva a cuore lo stato di civiltà del proprio paese attraverso la condizione delle galere, non poteva rassegnarsi a quel voto. L’assalto vendicativo alle aperture penitenziarie condotto dal governo vigente e l’occasione data dal referendum ai giovani di impadronirsi di un monosillabo senza concedersi a un partito. Ho ascoltato ieri la relazione del Presidente Giovanni Amoroso alla riunione straordinaria della Corte Costituzionale, e il lungo dibattito con la stampa. Aveva un peculiare interesse, venendo a ridosso del referendum. Si è trattato anche di carcere, ribadendo piuttosto rapidamente, nella relazione, principii e raccomandazioni, quanto alla liberazione anticipata, e, nelle risposte, su punti più drammatici.
di Sabrina Panarello
agenparl.eu, 27 marzo 2026 Il sistema penitenziario italiano è in emergenza. Il sovraffollamento è ormai strutturale in molti istituti, e riorganizzazioni interne o interventi tampone non bastano più: servono misure straordinarie e mirate, capaci di ridurre rapidamente la pressione sulle carceri. Tra gli strumenti previsti dalla legge, l’indulto rimane il più efficace. Consente di ridurre le pene residue di una parte dei detenuti, alleggerendo immediatamente la pressione sugli istituti. L’ultimo intervento risale al 2006, con la legge n. 241, che permise il rilascio anticipato di circa 25.000 persone.
Il Dubbio, 27 marzo 2026 Alla Camera il ministro della Giustizia illustra il programma da 900 milioni contro il sovraffollamento: indice medio al 135 per cento. Il piano carceri Nordio entra nel dibattito parlamentare con numeri che il governo presenta come la risposta strutturale all’emergenza del sovraffollamento. Intervenendo al question time alla Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spiegato che gli istituti penitenziari italiani registrano oggi un indice medio di affollamento del 135 per cento e che, per affrontare questa situazione, l’esecutivo ha approvato una programmazione triennale fondata su un investimento complessivo di circa 900 milioni di euro.
centrosannicola.com, 27 marzo 2026 Le leggi italiane riconoscono - come sottolinea anche la Corte costituzionale - la particolare vulnerabilità del tossicodipendente o dell’alcolista che stanno scontando una pena in carcere, ma poi non sono in grado di trasformare questa sensibilità in un aiuto concreto. Le strutture dedicate esistono, ma sono troppo poche e per assurdo vengono sottoutilizzate. I servizi per le dipendenze mancano in decine di istituti. Il governo ha presentato una proposta di legge che però è ferma da mesi. E nel mezzo, ogni giorno, ci sono 20.000 persone - forse più - che attendono un trattamento che il sistema promette ma stenta a garantire.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 27 marzo 2026 Il partito della premier ha portato avanti una campagna energica contro la magistratura, che ha disorientato gli elettori storici. Le dimissioni, chieste e ottenute nel giro di poche ore, segnano uno spartiacque. Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè escono di scena uno dopo l’altro, in una sequenza che ha il sapore di una scelta politica prima ancora che di una gestione di casi singoli. È la risposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla sconfitta referendaria sulla giustizia: rapida, visibile, soprattutto inequivocabile. Ma sotto la superficie del gesto, c’è un movimento più profondo che riguarda la postura complessiva di Fratelli d’Italia. Perché il punto non è soltanto aver “fatto pulizia” per evitare distrazioni, come spiegano i vertici della maggioranza.
di Francesca Basso
Corriere della Sera, 27 marzo 2026 “Batosta per Nordio”. “No, totale falsità”. Le polemiche sull’interpretazione e i nodi su due articoli. La presidente Metsola: “Spero venga applicata, Roma ha votato a favore in Consiglio”. Il Parlamento europeo giovedì ha approvato a larghissima maggioranza - 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni - la nuova direttiva anticorruzione che istituisce per la prima volta un quadro giuridico penale armonizzato per prevenire e combattere il fenomeno in tutta l’Unione, criminalizzando di fatto anche l’abuso di ufficio che il governo Meloni ha abolito due anni fa con il ddl Nordio. Questo però non significa che Roma dovrà automaticamente reintrodurre il reato. L’Italia dovrà allinearsi al diritto dell’Ue ma trattandosi di una direttiva e non di un regolamento Roma avrà libertà sulle modalità di recepimento.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 27 marzo 2026 Non è vero che la direttiva anti corruzione approvata dal Parlamento europeo obbligherà l’Italia a reintrodurre il reato di abuso d’ufficio. Il giurista Stortoni: “Nel nostro sistema penale vi sono già fattispecie penali che soddisfano gli obblighi previsti dalla direttiva”. No, non è vero che la direttiva anti corruzione approvata giovedì dal Parlamento europeo obbligherà l’Italia a reintrodurre il reato di abuso d’ufficio. È questa la vera notizia sul provvedimento adottato a Bruxelles, attorno al quale si è invece scatenata un’opera surreale di disinformazione e strumentalizzazione politica. Chi pensava che il periodo delle fake news in materia di giustizia fosse finito col referendum è costretto a ricredersi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 marzo 2026 “Separazione delle carriere e Csm sono due tracce che possono adesso essere al centro di valutazione ma con lo spirito di confronto e non di contrapposizione”: in modo sorprendente, ieri, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso ha rimesso sul tavolo una materia che l’esito referendario sembrava aver cancellato. Lo ha fatto durante la conferenza stampa con i giornalisti dopo aver illustrato la sua Relazione annuale e rispondendo a Repubblica che gli chiedeva da dove si riparte in materia di giustizia. La sua frase appare un implicito segnale rispetto al sorteggio come unico vero aspetto problematico da accantonare senza escludere una riapertura del dossier, con però maggioranza e opposizione parlamentare in modalità dialogante.
TERRITORIO
di Federico Gottardo
La Repubblica, 27 marzo 2026 L’allarme è scattato intorno alle 22,30 nella quinta sezione del secondo piano. Gli agenti sono intervenuti immediatamente insieme al personale sanitario, avviando le manovre di rianimazione. Ancora un detenuto morto nel carcere di Torino: Benedetto Costa, 51enne di origine siciliana, è stato trovato privo di sensi dal compagno di cella intorno alle 22.30 di ieri. È subito scattato l’allarme ma per il detenuto non c’è stato niente da fare, in una notte segnata anche da altri episodi critici, tutti nel padiglione B del penitenziario: “Denunciamo da tempo le gravi difficoltà gestionali di quell’area - segnala Leo Beneduci, segretario del sindacato Osapp - Ci auguriamo che qualcuno intervenga prima che accada qualcosa di irreparabile”.
di Gabriella Mazzeo
fanpage.it, 27 marzo 2026 Il 32enne Mario Siffu è morto nell’ospedale di Sassari dopo un’operazione chirurgica fatta d’urgenza. I genitori del detenuto hanno chiesto lo svolgimento dell’autopsia per appurare le cause del decesso dell’uomo. Siffu lamentava dolori addominali da diverso tempo nel carcere di Bancali dove era detenuto per alcuni furti. È stata aperta un’inchiesta sulla morte di Mario Siffu, il giovane 32enne di Porto Terres deceduto per una grave setticemia dopo un intervento chirurgico nella notte di martedì nell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Il reparto specializzato dell’Arma dei carabinieri Nas sta procedendo negli accertamenti su delega del pubblico ministero, titolare dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica.
di Andrea Vivaldi
Venerdì di Repubblica, 27 marzo 2026 Cimici, celle fatiscenti, suicidi. L’istituto fiorentino è un caso. Un ricorso ora potrebbe fare scuola. Esiste un limite alle sofferenze, e anche al degrado di un carcere. Un confine che in questi anni, nel penitenziario di Sollicciano a Firenze, è stato tante volte superato, ignorando i diritti di detenuti e lavoratori. Adesso la situazione dell’istituto, attanagliato da problemi di infiltrazioni, sovraffollamento, cimici, muffa, e anche noto per violenze e suicidi, sarà valutata dalla Corte Costituzionale. Il tribunale di sorveglianza di Firenze ha sollevato infatti una questione di legittimità, accogliendo la richiesta di un detenuto marocchino che, condannato per omicidio (uscirà nel 2042), chiede “il rispetto della sua dignità”.
di Sandro Marotta
La Stampa, 27 marzo 2026 I timori dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” dopo un’ispezione all’istituto penitenziario del Cerialdo. “La decisione di chiudere il 41 bis è giusta, ma con quali agenti si governerà nella fase successiva?”. È la domanda di Sergio d’Elia, segretario dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” presieduta da Rita Bernardini, entrata nel carcere di Cuneo per un’ispezione accompagnata dal direttore della struttura, dall’educatore e dal responsabile dell’area educativa. Tra i 18 partecipanti c’erano avvocati, rappresentanti di associazioni e politici sia di destra che di sinistra. Un passo indietro. La sezione dove sono recluse le persone condannate per terrorismo e mafia verrà chiusa perché i suoi 45 detenuti saranno probabilmente trasferiti ad Alessandria.
vaticannews.va, 27 marzo 2026 In occasione dell’evento “Esodo, impronte dalla reclusione alla libertà”, il Pontefice ricorda come sensibilità, attenzione ai bisogni degli altri e rispetto siano essenziali per curare le ferite di chi è recluso. In 15 anni di attività della Fondazione Esodo, organizzatrice dell’incontro, quasi 5.000 persone sono state accompagnate attraverso percorsi che integrano accoglienza, formazione, lavoro e interventi educativi. “Quando si custodiscono, pur in condizioni difficili, la bellezza dei sentimenti, la sensibilità, l’attenzione ai bisogni degli altri, il rispetto, la capacità di misericordia e di perdono, allora dal terreno duro della sofferenza e del peccato sbocciano fiori meravigliosi e anche tra le mura delle prigioni maturano gesti, progetti e incontri unici nella loro umanità”.
di Laura Curella
La Sicilia, 27 marzo 2026 La Casa circondariale diventa uno spazio di incontro. Alcuni giochi combinati con attività creative e momenti di riflessione. La casa circondariale per una mattinata si è trasformata in uno spazio di incontro tra padri e figli grazie a “Sotto sopra show - Gran festa del papà”. L’iniziativa, promossa dal progetto Labirinti, ha combinato giochi, attività creative e momenti di riflessione, coinvolgendo anche l’artista di strada Giuseppe Buggea, creando un’atmosfera di leggerezza e vicinanza emotiva. Partner del progetto il Comune di Ragusa, presente con gli assessori ai Servizi sociali e alla Pubblica istruzione. “Eventi come questo - ha dichiarato l’assessore ai Servizi sociali Elvira Adamo - rappresentano un momento di grande valore umano e sociale per la nostra comunità.
korazym.org, 27 marzo 2026 Il carcere, nell’immaginario collettivo, resta il luogo del fallimento definitivo: lo spazio del giudizio senza appello, dove la persona finisce per coincidere con il reato commesso. Un mondo che si osserva da lontano, con sospetto, come se oltre quelle mura non potesse più nascere nulla di buono. Eppure, per don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova da 14 anni, è vero l’opposto: “Per chi crede, non esiste cattedrale più bella del carcere per contemplare le capriole della Grazia di Dio. È il luogo dove il bene, quando accade, scandalizza più del male”. Pozza è stato ospite dell’incontro “Oltre le mura. La libertà di un pensiero che non si arrende”, promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV nell’ambito del progetto ...
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 27 marzo 2026 L’analisi di Swg mostra come circa il 25% degli astenuti alle ultime elezioni europee sia andato alle urne, con un aumento di affluenza significativo soprattutto tra i giovani: “Il clima generale del Paese è peggiore di quello che si pensa. Non solo per la guerra e le sue conseguenze economiche e geopolitiche, ma anche per le preoccupazioni legate agli effetti dell’Intelligenza artificiale sul lavoro del futuro”. L’esito netto del referendum ha avuto molte motivazioni del tutto estranee alla natura del quesito. E, infatti, di separazione delle carriere dei magistrati non parla più nessuno, nemmeno per analizzare le conseguenze del voto sull’esercizio dell’attività giudiziaria. Era del tutto prevedibile che un referendum si trasformasse in un test complessivo sullo stato d’animo del Paese, pardon Nazione.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 27 marzo 2026 Hanno dato la sveglia al Paese ricordando l’importanza di una Costituzione venuta fuori dalle sofferenze di una guerra atroce, dopo vent’anni di un regime fascista. Qualche parola sul sorprendente esito del referendum. Gli amici erano pessimisti, pensavano che il Paese fosse ormai insensibile alle ragioni della democrazia. Che la nuova proposta di un governo internazionale di ricchissimi tecnocrati che comanda su un popolo di sudditi fosse riuscita ad affascinare i giovani persi nel gorgo dei social. E invece proprio i giovani hanno dato la sveglia al Paese ricordando l’importanza di una Costituzione venuta fuori dalle sofferenze di una guerra atroce, dopo vent’anni di un regime fascista che aveva eliminato il voto, la parola libera, la stampa autonoma, la magistratura indipendente e si era alleata con il più orrido e perverso regime basato sul razzismo e la violenza.
di Beatrice Aimi*
Il Domani, 27 marzo 2026 Di fronte a episodi di violenza nelle scuole, il dibattito pubblico si concentra sull’inasprimento delle sanzioni. Ma è davvero questa la risposta che può incidere sulle cause? È una reazione comprensibile: di fronte a fatti gravi, la risposta immediata tende a essere quella di rafforzare i dispositivi di controllo e punizione. Ma il punto è se questa risposta sia anche quella (più) efficace. Perché intervenire a valle, quando il problema è già esploso, rischia di lasciare intatte le condizioni che lo generano. La domanda, allora, non è solo come reagire alla violenza, ma cosa la precede: quali contesti educativi, quali dinamiche relazionali, quali mancanze di senso e di regolazione si accumulano nel tempo fino a trasformarsi in comportamenti estremi. È su questo terreno che si gioca la partita. Ed è qui che il ruolo della scuola torna ad essere centrale.
di Stefania Garassini
Avvenire, 27 marzo 2026 La sentenza di Los Angeles conferma che il “mezzo è il messaggio” come diceva McLuhan. Adesso tocca a genitori e insegnanti prendere in mano le redini dell’educazione digitale dei ragazzi. La tecnologia non è neutrale, non è un semplice strumento che si piega ai nostri desideri. Al contrario, ci condiziona e influenza il nostro comportamento, come aveva a suo tempo sintetizzato Marshall McLuhan, il padre degli studi sui media, con la celebre espressione: “Il mezzo è il messaggio”. Più il mezzo è complesso, più il suo impatto su di noi è rilevante. E chi lo gestisce ne è responsabile. È una delle lezioni che possiamo trarre dalla storica sentenza di Los Angeles che condanna Meta e YouTube per aver consapevolmente diffuso prodotti in grado di creare dipendenza e non aver allertato a dovere i propri utenti ...
di Fabrizio Floris
Il Domani, 27 marzo 2026 Sono 10.037 le persone senza dimora nei 14 principali comuni metropolitani italiani. L’ultima indagine dell’Istat restituisce l’immagine di un fenomeno strutturale, caratterizzato da forti disuguaglianze territoriali e da una crescente pressione sui servizi di accoglienza. Numeri e dati da cui partire per trovare soluzioni. È una notte fredda di fine gennaio. Nelle stazioni, sotto i portici, lungo i marciapiedi delle grandi città italiane, c’è chi si prepara a dormire all’aperto. Coperte di fortuna, cartoni, sacchi a pelo. Alcuni trovano riparo nei dormitori, altri restano fuori. In quella stessa notte - il 26 gennaio 2026 - l’Istat, insieme ai volontari della fio.PSD (Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora), ha contato queste presenze, trasformando l’invisibile in numeri: 10.037 persone senza dimora nei 14 principali comuni metropolitani italiani.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 marzo 2026 La legge dice tre giorni. Tre giorni lavorativi dalla manifestazione della volontà di chiedere asilo per formalizzare la domanda. Non settimane, non mesi. Tre giorni, con la possibilità di arrivare a tredici solo in presenza di arrivi consistenti e ravvicinati. Le Questure di Venezia e Vicenza ci mettevano in media novanta, quando non centottanta. Il Tar Veneto ha detto basta. Con due sentenze pubblicate il 18 marzo scorso, la Terza Sezione ha accolto i ricorsi collettivi presentati dall’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), Emergency, Lungo la Rotta Balcanica e Cadus contro la Questura di Venezia, e da Asgi e Cadus contro quella di Vicenza. Le pronunce sono la prima applicazione della “class action pubblica” - lo strumento del decreto legislativo 198 del 2009 - presentata da sole associazioni ...
di Francesca Ghirardelli
Avvenire, 27 marzo 2026 I residenti che abitano vicino al centro raccontano la vita di tutti i giorni. “Non sappiamo quante persone ci siano là dentro, sappiamo solo che sembrano arrabbiati”. La storia di suor Alma: “Siamo contro i Cpr, ma proviamo a creare lo stesso comunità”. Scende dalla bici e si ferma a poche centinaia di metri dal Cpr italiano, tra i campi e alcune case sparse. Il signor Jozef, che vive a Gjader, dice di non sapere granché di chi è trattenuto lì dentro. “Man mano che arrivano, li fanno andare via. In un periodo il centro è stato quasi vuoto, gli operai dei dintorni erano senza lavoro. Ora si è riattivato”. Poi, aggiunge: “Le persone all’interno urlano a volte, di notte e di giorno. È così che sappiamo se c’è qualcuno. Sembrano arrabbiati”. Dall’apertura nell’ottobre del 2024, quando si prevedeva soprattutto il ...
di Diego Mazzola
L’Unità, 27 marzo 2026 Sarebbe interessante andare a fondo dei motivi che hanno indotto a mettere in Costituzione l’articolo 27, che testualmente ci dice che la responsabilità penale è personale, che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva e che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. È su queste basi che si costruisce la sacralità del processo penale? A questo proposito il professor Klaus Lüderssen ebbe a dire che “la presunzione di innocenza ci vieta, in effetti, anche soltanto di pensare che i fini della pena possano essere realizzati già attraverso il processo”.
di Giansandro Merli e Mario Di Vito
Il Manifesto, 27 marzo 2026 Il monito della Consulta. La Carta può costituire un controlimite alla normativa europea. “L’articolo 10 della Costituzione è un chiaro parametro ed è possibile si ponga una questione di costituzionalità (del nuovo Patto Ue su immigrazione e asilo, ndr) con riferimento alla conformità della normativa interna. La nostra Costituzione in questo caso può costituire un parametro di riferimento della normativa europea quanto ai cosiddetti controlimiti, che evocano il concetto di principi fondamentali”, ha detto ieri nella conferenza stampa annuale della Consulta il presidente Giovanni Amoroso. La risposta è nata da una domanda del manifesto sul nuovo Patto dell’Unione che, tra le varie norme, prevede la possibilità di stipulare accordi con paesi terzi considerati “sicuri” dove deportare qualsiasi richiedente asilo sbarcato in Italia. Senza alcun vincolo soggettivo.
di Lorenzo Ceva Valla
linkiesta.it, 27 marzo 2026 Dalle carceri bielorusse alle proteste iraniane, a Milano le testimonianze dei dissidenti riportano al centro il ruolo dell’Unione europea, e del Premio Sakharov, nella tutela dei diritti umani. In Europa molte persone finiscono in carcere per aver esposto uno striscione, indossato un braccialetto o intonato un coro contro il governo, o per motivi simili. In Belarus arresti di questo tipo sono cronaca quotidiana da diversi anni. “Per noi il 25 marzo è il giorno della libertà, conquistato nel 1918, oggi non siamo liberi ma continuiamo a celebrare questa giornata nella speranza di poter riavere quello che ci è stato tolto”, dice Yuliya Yukhno, attivista belarusiana incarcerata solo perché indossava un braccialetto bianco-rosso-bianco, cioè i colori della bandiera della Belarus indipendente.
di Beatrice Guarrera
L’Osservatore Romano, 27 marzo 2026 Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla guerra in corso in Iran e in Libano, in Israele martedì sera la Commissione per la Sicurezza nazionale della Knesset ha votato a favore del controverso disegno di legge della coalizione di governo che prevede la pena di morte per i prigionieri palestinesi condannati per terrorismo. La votazione si è svolta dopo una lunga sessione parlamentare a cui ha partecipato anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il cui collega del partito di estrema destra Otzma Yehudit, il deputato Limor Son Har-Melech, ha promosso la legge. Secondo un comunicato dello stesso partito, il disegno di legge dovrebbe passare la prossima settimana alla seconda e terza lettura alla Knesset, necessarie all’approvazione definitiva.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Articolo. "Contro l’archiviazione della strage al carcere di Modena", intervista a Luca Sebastiani
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
Evento di formazione. "Psicologia in carcere: luci e ombre sui muri" (Genova, 28 marzo 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 29 marzo 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI