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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 25 marzo 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 marzo 2026 Andrea Delmastro ha passato tre anni a gestire le carceri con il pugno duro, introducendo nuovi reati, blindando il 41-bis, resistendo a sentenze e polemiche. Ha tenuto il punto su tutto. Ora è caduto per una cena in un ristorante sulla via Tuscolana. Non per le politiche carcerocentriche, non per lo stallo con il Quirinale che ha lasciato il Dap senza guida per cinque mesi. Non per il piano edilizio che non riesce a tenere il passo con il sovraffollamento. Ma per una foto. Tre anni e mezzo di gestione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sono stati sufficienti a produrre un record di suicidi in carcere, uno stallo istituzionale con il Quirinale sulla nomina del Capo del dipartimento, due capi del Dap avvicendati e uno scandalo giudiziario che ha investito direttamente il sottosegretario con delega alle carceri.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 marzo 2026 La richiesta di alcuni sindacati: “Via anche i vertici del Dipartimento, costruito a sua immagine”. Con otto agenti di Polizia penitenziaria condannati per falsità materiale e ideologica a pene che vanno dai 18 mesi ai 20 mesi di reclusione, si conclude il primo grado del processo - lungo e difficile - per le violenze avvenute all’interno del carcere di Ivrea tra il 2015 e il 2016. Il reato di lesioni è ormai prescritto, ma il fatto è comunque molto rilevante perché, come spiega l’avvocata Simona Filippi che nel procedimento ha rappresentato l’associazione Antigone come parte civile, il falso è non a caso considerato un “reato sentinella” di violazioni ben più gravi.
di Sabrina Panarello
agenparl.eu, 25 marzo 2026 Non c’è retorica sovranista che tenga quando l’aria manca e le mura trasudano abbandono. Dietro le sbarre non si canta l’inno italiano, e il motivo è di una semplicità atroce: perché in questo inferno non vince mai nessuno. Non vincono i detenuti, schiacciati in un assurdo 254% di sovraffollamento a Lucca o al 250% di San Vittore, e non vincono gli uomini e le donne della Polizia penitenziaria, trasformati in ammortizzatori sociali di un fallimento politico senza precedenti. Entrambi sono i “truffati” dalle manovre di un Palazzo che ha smesso anche solo di fingere di avere una soluzione.
di Laura Ghiandoni
trendsanita.it, 25 marzo 2026 In Italia circa il 30% dei detenuti ha un background migratorio. L’etnopsicologia, con interventi multidisciplinari, aiuta a comprendere e supportare queste persone in carcere. “L’altissima presenza di persone con background migratorio ha spinto la direzione della casa circondariale di Sollicciano, in provincia di Firenze, a chiederci di organizzare una proposta che favorisse una più efficace presa in carico da parte dei detenuti extracomunitari tenendo conto delle specificità culturali, degli aspetti geopolitici e del percorso migratorio”. Lelia Pisani, etnopsicologa del Centro Studi Sagara, racconta l’avvio del lavoro d’équipe che intreccia il supporto psicologico nel contesto carcerario, supportando i migranti nella comprensione delle complesse procedure burocratiche che lo caratterizzano e facilitando la possibilità di accedere ai vari servizi.
GIUSTIZIA
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 25 marzo 2026 Nella reazione di Meloni alla pesante sconfitta c’è un sorprendente sovraccarico emotivo che francamente non ci aspettavamo. Ma l’errore che si sta compiendo, da entrambe le parti in queste ore, è di ritenere il risultato del referendum un test del tutto attendibile sui rapporti di forza tra i due schieramenti. La sconfitta è stata pesante, ma forse la reazione di Giorgia Meloni è persino eccessiva. C’è un sorprendente sovraccarico emotivo che francamente non ci aspettavamo. Quando si è abituati a quattro anni di successi, un passo falso appare come l’affacciarsi impaurito a un burrone. Meloni era abituata troppo bene. La presidente del Consiglio attribuisce al voto referendario un significato politico, indubbiamente rilevante, persino superiore a quello che, esultando fuori misura, ritengono all’opposizione. Come il patrimonio di No non è un’esclusiva del cosiddetto campo largo (i cui confini sono incerti) allo stesso tempo anche la platea dei sì non appartiene al centrodestra e non ne costituisce il limite.
di Guido Camera
huffingtonpost.it, 25 marzo 2026 Il referendum lascia un dato chiaro: la vittoria del No non risolve i problemi della giustizia, ma li lascia aperti in tutta la loro complessità. Per di più, rischia di tradursi in un omaggio alla conservazione, rendendo ancora più difficile affrontare le riforme necessarie. L’azione della magistratura si è infatti rivelata “salvifica” politicamente per un’opposizione che ne esce rigenerata e che dovrà inevitabilmente tenerne conto. Il voto, inoltre, non è stato trasversale. È stato in larga parte polarizzato, accentuando appartenenze e schieramenti. E proprio per questo il risultato non può essere letto come una chiusura del tema, ma come la conferma della difficoltà di risolverlo.
di Angela Stella
L’Unità, 25 marzo 2026 Il ministro aveva puntato tutto sulla separazione delle carriere (“la madre di tutte le riforme”), congelando le misure per limitare l’utilizzo del trojan e la carcerazione preventiva. Dopo la sconfitta, avvisa, la strada è in salita. In nome della riforma della separazione delle carriere il Governo non solo ha esautorato il Parlamento, impedendo persino alla maggioranza di presentare emendamenti, ma ha pure congelato tutte le riforme sulla giustizia. In particolare, stiamo parlando di quella sull’abuso della custodia cautelare, quella sulle intercettazioni, quella sui trojan, quella della prescrizione. Tutte modifiche la cui discussione era stata già avviata in Parlamento o erano contenute nei lavori della Commissione ministeriale Mura, istituita per volere del Ministro della Giustizia Carlo Nordio a maggio 2023 e i cui lavori sono terminati lo scorso ottobre.
di Flavia Perina
La Stampa, 25 marzo 2026 La ramazzata di Giorgia Meloni è arrivata all’improvviso. Via Andrea Delmastro, via Giusy Bartolozzi, quasi-via Carlo Nordio, spedito davanti ai microfoni per un pubblico autodafé (“mia la legge, mia la responsabilità”) con annuncio di pensionamento a fine legislatura. Licenziata anche Daniela Santanchè, che con il referendum c’entra poco ma con i suoi pasticci giudiziari è da tempo spina nel fianco della destra. È un atto di forza e al tempo stesso di astuzia politica che risponde a un preciso obbiettivo: ripristinare l’immagine della leader forte, ricordare agli italiani che l’imprinting legalitario della destra esiste ancora ed agisce anche nei confronti degli amici. La ramazzata serve, anche, a stroncare sul nascere (o a provarci) la resa dei conti interna che segue ogni sconfitta e che avrebbe avuto come ovvi bersagli gli uomini e le donne del melonismo. Fratelli d’Italia spazza il suo campo e si mette in condizioni di giudicare quello altrui.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2026 Lo schiaffo del referendum non frena la destra sulla giustizia. Anche il leghista Romeo preme per “ripartire dalla giustizia”. L’azzurro Calderone punge Fratelli d’Italia: “Poche garanzie per il cittadino, in compenso abbiamo approvato rave party e maternità surrogata”. Due provvedimenti targati Meloni. E l’Anm torna già sotto accusa. Neppure la sconfitta al referendum sulla separazione delle carriere, mitiga le ambizioni di riforma del centrodestra. La retromarcia sulla giustizia sembra esclusa, anzi la maggioranza prova subito a ripartire rilanciando su intercettazioni e carcerazione preventiva.
ansa.it, 25 marzo 2026 Alla Camera anche la nuova legge che regola il sequestro degli smartphone. La riforma della Giustizia è naufragata con il referendum ma altri provvedimenti, che in questi mesi erano rimasti congelati in attesa degli esiti della legge costituzionale, sono arenati in Parlamento. Come ha precisato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, non si tratta di elementi non più governativi, quindi saranno le Camere a decidere quale sarà il perimetro di queste eventuali leggi.
GIURISPRUDENZA
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 25 marzo 2026 Lo ha stabilito la Cassazione, sentenza n. 11058/2026, dichiarando inammissibile il ricorso del Pm. Per quanto riguarda la coltivazione industriale della cannabis, ai fini dell’integrazione del reato di produzione di stupefacenti non basta la presenza delle infiorescenze, essendo invece necessario che esse assumano la forma di “prodotto” lavorato o destinato alla filiera commerciale. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 11058 depositata oggi, dichiarando inammissibile il ricorso del Pm contro l’annullamento del sequestro di una azienda agricola. Nel caso concreto, infatti, erano stati trovati solo dei “residui vegetali”, fuori dall’ambito della norma penale, anche dopo l’ultimo “Decreto sicurezza”. Il Dl 48/2025, che incide sulla legge del 2016 sulla canapa, vieta infatti il commercio, la detenzione, la lavorazione e altra attività ma solo di “prodotti costituiti da infiorescenze”, non della pianta in sé.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 25 marzo 2026 La disciplina del 2017, che prevede solo periodi contenuti e non la totale sospensione dopo la sentenza di primo grado, continua ad applicarsi a fatti commessi nel suo vigore, perché legge più favorevole rispetto a quelle successive. Non è in contrasto con il principio di legalità né con il principio di ragionevolezza l’interpretazione delle Sezioni unite della Cassazione, secondo cui il regime della prescrizione risultante dalla legge 103/2017 continua ancor oggi ad applicarsi ai fatti commessi tra la sua entrata in vigore (il 3 agosto 2017) e l’entrata in vigore della legge 3/2019 (1° gennaio 2020). Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n, 38/2026, depositata oggi, con la quale sono state dichiarate non fondate le relative questioni, sollevate dalla Corte d’appello di Lecce.
di Antonino Ravanà
La Sicilia, 25 marzo 2026 Organico ridotto a fronte di un sovraffollamento sempre più preoccupante, ma anche un’intensa attività operativa con arresti, denunce e sequestri. La presenza media (gennaio 2025 - febbraio 2026) è di 360 detenuti (315 uomini e 45 donne). Basta un dato per fotografare la situazione alla Casa circondariale Pasquale Di Lorenzo, istituto penitenziario diretto da Anna Puci: la Polizia Penitenziaria, guidata dal commissario capo Aurora Monica Mirabile, nel 2025 ha fronteggiato la gestione di 1.584 eventi (con una media di 4 al giorno), la gran parte classificati “critici”, per violazioni di norme penali consistenti in atti di violenza, minacce, resistenza, oltraggi, danneggiamenti, atti di autolesionismo e manifestazioni di protesta, nonché è stata impegnata nella gestione di gravi criticità a rischio della propria incolumità subendo aggressioni fisiche ma anche intervenendo in liti tra gli stessi detenuti.
umbria24.it, 25 marzo 2026 A Perugia le celebrazioni del 209/o anniversario di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria. Si è svolta nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori, a Perugia, la celebrazione del 209/o anniversario di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria, alla presenza dei funzionari e dirigenti dell’amministrazione penitenziaria e delle più alte autorità civili, militari e religiose di Umbria e Marche. La cerimonia ha assunto quest’anno un significato particolare, poiché rappresentativa di tutti gli istituti penitenziari del distretto del nuovo Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, operativo dal 12 gennaio 2026 con sede proprio a Perugia.
di Massimo Lensi*
Corriere Fiorentino, 25 marzo 2026 581 persone detenute a fronte di 366 posti disponibili: il tasso di affollamento dell’istituto fiorentino di Sollicciano supera così il 160 per cento. I numeri che accompagnano questo dato non sono meno eloquenti: centinaia di episodi di autolesionismo, decine di tentativi di suicidio, aggressioni, tre vite perdute. Non è soltanto una sequenza statistica: è la rappresentazione concreta di una tensione strutturale. Quando il comandante della polizia penitenziaria definisce il carcere come “il reparto oncologico del diritto” (Il Tirreno, 23 marzo), non ricorre a un’immagine retorica: segnala il punto in cui la malattia dell’intero sistema giuridico diventa visibile e difficilmente eludibile.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 25 marzo 2026 Botte, umiliazioni, violenze fisiche e psicologiche erano coperte da verbali redatti dagli agenti. La stanza “Acquario”, o “stanza liscia”, all’interno del carcere di Ivrea era diventata la sala di punizione per i detenuti che sono stati ospitati nel penitenziario negli anni a cavallo tra il 2016 e il 2018. Botte, umiliazioni, violenze fisiche e psicologiche coperte da verbali redatti dagli stessi agenti che raccontavano di “detenuti scivolati sul pavimento bagnato”, o protagonisti “di gesti autolesionismo”. In alcuni casi le cartelle cliniche e i diari sanitari dei singoli detenuti sparivano del tutto.
romatoday.it, 25 marzo 2026 Al via gli incidenti probatori sull’inchiesta che vede indagati dieci agenti della polizia penitenziaria. Sono in corso al tribunale di piazzale Clodio a Roma le udienze dedicate agli incidenti probatori nell’inchiesta sulle presunte violenze ai danni di detenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo. In aula, alla presenza dei magistrati e del gip, vengono raccolte e fissate le testimonianze dei ragazzi coinvolti. Dai racconti sarebbero emerse ipotesi di reato molto gravi, che descrivono agenti sotto effetto di alcol e droga, tra cui cocaina e crack, usare violenza sui giovani detenuti. Ma la procura ha anche avviato un’indagine parallela su una presunta rete di spaccio interna e sulla circolazione illecita di telefoni cellulari tra i detenuti.
di Marco Grasso
Corriere dell’Irpinia, 25 marzo 2026 Punire non basta, riparare è possibile: questo il messaggio trasferito agli studenti dell’Istituto Ipseoa “Manlio Rossi-Doria” di Avellino durante l’incontro organizzato stamane nella sala convegni, nell’ambito della manifestazione “Inclusioni e Relazioni” promossa dall’istituto alberghiero guidato dalla Dirigente Scolastica Maria Teresa Cipriano. Al centro del confronto, durante il quale è stato proiettato il documentario “Un altro modo è possibile” realizzato nelle carceri irpine, il tema della giustizia riparativa. “Il messaggio che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi - precisa Giuseppe Centomani, coordinatore tecnico dell’Associazione “Il lampione della cantonata” - è che un altro modo di fare giustizia è possibile.
gazzettadiparma.it, 25 marzo 2026 Bando per due giovani dai 18 ai 29 anni. Candidature entro l’8 aprile alle 14. Si chiama “Fili di cura” il progetto condotto dall’associazione Per Ricominciare rivolto a persone ristrette in carcere e ai loro famigliari. Sarà un anno che arricchirà la vita di chiunque vorrà partecipare, perché rafforzerà la sua responsabilità civica e il legame con la comunità. Raffaele Crispo, operatore locale del progetto, ricorda che c’è tempo fino all’8 aprile alle 14 per partecipare al nuovo bando di servizio civile dell’associazione Per Ricominciare, che è coordinata per tale progetto da Csv Emilia. Sono aperte le selezioni per due posti destinati a giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni (non compiuti) che hanno il piacere di impegnare un anno della propria vita svolgendo un’attività altamente formativa e dal grande valore sociale.
di Ivana Di Giugno
gnewsonline.it, 25 marzo 2026 “Sono sempre persone, anche se hanno sbagliato”, proclama ad Eleonora Panseri, per Fanpage del 16 febbraio 2026, Alfonso Di Nicola, membro del Movimento dei Focolari, fondatore di un progetto che sostiene i detenuti, gli ex detenuti, e le loro famiglie. L’iniziativa nasce circa trent’anni fa, con la proposta di un magistrato, amico del focolarino. “Mi ha chiesto di aiutare alcuni detenuti che avevano bisogno, ma per cui non poteva esporsi in prima persona”, spiega Di Nicola. È l’inizio di un percorso che si chiamerà Sempre Persona. Non c’era ancora l’intenzione di creare un intervento strutturato: “io non volevo fondare proprio niente, dico la verità”, continua il focolarino.
di Società di San Vincenzo De Paoli Odv
Ristretti Orizzonti, 25 marzo 2026 Si è conclusa la conferenza stampa di presentazione della mostra “I volti della povertà in carcere”, che sarà ospitata sino al 12 aprile all’Oratorio del Gonfalone di Fabriano. L’esposizione è tratta dall’omonimo volume con fotografie di Matteo Pernaselci e testi di Rossana Ruggiero, pubblicato da EDB - Edizioni Dehoniane Bologna. L’evento è stato promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv. La mostra offrirà ai visitatori uno sguardo profondo e lontano dagli stereotipi sulla realtà carceraria: volti, storie e frammenti di vita restituiti attraverso immagini capaci di cogliere silenzi, solitudine, ma anche momenti di umanità e condivisione. Un racconto visivo che mette in luce un’umanità sospesa tra il peso del passato e la speranza di un futuro diverso.
agr.regione.basilicata.it, 25 marzo 2026 Un luogo colorato, accogliente, pensato per i bambini, è stato inaugurato nella Casa circondariale del capoluogo. Il progetto è promosso dal Rotary Club Potenza per sostenere la genitorialità in ambito detentivo e rendere più umano il momento dei colloqui familiari. Alla Casa Circondariale di Potenza è stato inaugurato lo “Spazio con papà”, progetto promosso dal Rotary Club Potenza per sostenere la genitorialità in ambito detentivo e rendere più umano il momento dei colloqui familiari. Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili, giudiziarie e militari, insieme ai rappresentanti del mondo rotariano e a numerosi ospiti.
AFFARI SOCIALI
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 25 marzo 2026 Era stata istituita in memoria dell’assassinio dell’arcivescovo di San Salvador, Oscar Romero, ammazzato il 24 marzo 1980 per il suo impegno in difesa dei Diritti umani. Ma la Giornata mondiale per il diritto alla verità moltiplica il suo significato in questa epoca di realtà distorta e fake news. Appello dei docenti universitari: “Serve un’alleanza tra educazione, istituzioni, media”. La “Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime” - questo il titolo completo - è stata indetta dalle Nazioni Unite nel 2010 e si celebra in tutto il mondo il 24 marzo di ogni anno.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 25 marzo 2026 Alla destra i giovani italiani non piacciono. È una diffidenza che non nasce oggi, dopo che l’analisi del voto al referendum sulla giustizia ha evidenziato il ruolo degli under 40 nella sconfitta. Era evidente fin dai primi giorni di insediamento che il governo Meloni non solo non amasse la partecipazione giovanile ma aveva proprio un piano: “umiliarli”, per usare una delle prime espressioni infelici di Valditara, che esordì così alla guida del ministero dell’Istruzione (e merito). Tre anni e mezzo dopo si può affermare che tutte le politiche per la gioventù, sostantivo che la destra preferisce, del governo si possono riassumere con una parola: repressione. I bambini vanno rieducati con la Bibbia, gli adolescenti sono in nuce criminali, gli universitari devono essere puniti. Se di origine straniera di più, come dimostra, da ultimo, anche la cosiddetta legge anti maranza, razzista sin dal nome.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 25 marzo 2026 Discussi i rinvii pendenti. La Commissione Ue si contraddice. La prima sentenza potrebbe arrivare entro giugno, quando entrerà in vigore il Patto Ue. Mentre in Italia le urne referendarie restituivano un’imponente vittoria del No, in Lussemburgo iniziava la prima udienza sui rinvii pregiudiziali pendenti davanti alla Corte Ue per i centri in Albania. In un significativo uno-due, i giudici europei hanno piazzato lunedì la discussione del procedimento partito dalla Corte d’appello di Roma nel novembre scorso e martedì quella sul procedimento trasmesso dalla Cassazione a maggio 2025.
di Agostina Pirrello
Il Manifesto, 25 marzo 2026 A seguito di denuncia da parte dell’ong Ligue des droits de l’homme, la Corte d’Appello di Parigi ha avviato un’indagine su Fabrice Leggeri, direttore dal 2015 al 2022 dell’Agenzia Europea delle frontiere Frontex, oggi eurodeputato del Rassemblement National, accusato di tortura e di crimini contro l’umanità ai danni delle persone migranti. L’apertura dell’indagine segna la prima volta in cui una corte nazionale si accinge ad accertare l’eventuale responsabilità penale di un ex funzionario dell’Unione europea per le pratiche abominevoli che da anni si consumano nel Mediterraneo. Secondo la denuncia, Leggeri avrebbe dato direttive ai suoi dipendenti per facilitare i respingimenti in mare ad opera delle autorità greche verso la Libia, luogo tristemente noto come un inferno in terra per i migranti, sistematicamente sottoposti a detenzioni arbitrarie, torture e abusi sessuali.
di Diana Ligorio
Il Domani, 25 marzo 2026 “Nell’immaginario collettivo l’Italia è il paese delle piazze. Ma nel mio progetto di ricerca ho scoperto che, per molti migranti provenienti dallo spazio post-sovietico, Roma non inizia per strada, ma sullo schermo di uno smartphone”. Con queste parole Liubov Iashchenko presenta la sua indagine antropologica sulle chat di Telegram come risposta all’immobilità burocratica: reti digitali di solidarietà che si trasformano in strumenti indispensabili di cittadinanza e sopravvivenza urbana. Dopo una laurea in Storia all’Università di Prem’ in Russia, ora Iashchenko continua i suoi studi in discipline etno-antropologiche presso la Sapienza di Roma. “Durante le interviste in profondità, i miei informatori mi hanno spesso raccontato che il trasferimento in Italia dai paesi appartenenti alla ex Unione Sovietica è un percorso solitario”.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Interrogazione parlamentare di Rachele Scarpa (Pd) sul trasferimento dei detenuti di Alta sicurezza e 41 bis e risposta del Ministro della Giustizia
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 21 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
Evento di formazione. "Psicologia in carcere: luci e ombre sui muri" (Genova, 28 marzo 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 29 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI