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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 22 marzo 2026
di Sabrina Panarello
agenparl.eu, 22 marzo 2026 Il sistema carcerario italiano sembra ormai aver smarrito la sua funzione rieducativa per trasformarsi in una gigantesca operazione di logistica giudiziaria. I detenuti, spogliati della loro identità, finiscono per diventare il contenuto dei depositi di una giustizia che non sa più, o non vuole più, gestire ciò che ha prodotto. Non si tratta di espiazione della pena, ma di puro accatastamento. Celle sovraffollate come unità di carico, dove l’umanità viene compressa in attesa di una scadenza che, nel piano ideale della Costituzione, dovrebbe restituire alla società uomini e donne pronti a riappropriarsi del proprio ruolo civile.
di Pasquale Cardillo Cupo
ilgraffio.net, 22 marzo 2026 Il sistema carcerario italiano vive una crisi senza precedenti che tocca ogni aspetto della giustizia penale, dalle condizioni disumane di detenzione agli errori giudiziari che costano milioni di euro alle casse dello Stato. I numeri parlano chiaro: al 31 gennaio 2026, nelle carceri italiane erano rinchiuse 63.734 persone a fronte di una capienza regolamentare di 51.271 posti, con un sovraffollamento che in 76 istituti penitenziari raggiunge il 150%, costringendo tre persone a vivere in spazi progettati per due. La situazione è drammatica e le conseguenze si misurano in vite umane: nel 2025 sono stati registrati 238 decessi tra i detenuti, un dato che evidenzia le condizioni critiche all’interno delle strutture penitenziarie.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 22 marzo 2026 Era già stata brutta la campagna referendaria. Ma forse è finita peggio. Con scambio di accuse sui social, violazioni del silenzio elettorale inclusa quella del vicepremier Matteo Salvini, segnali allarmanti come il danneggiamento dell’auto del capo dell’Anm Parodi (un finestrino rotto). E persino minacce di morte al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, postate sotto un suo appello al voto su Facebook. Ma da oggi la parola passa agli elettori. Alle sette le urne si apriranno per offrire a 45 milioni di elettori in Italia la possibilità di dire Sì o No alla riforma Nordio: quella della separazione delle carriere, del doppio Csm per soli giudici e soli pm, dell’alta l’Alta corte disciplinare, dei membri togati scelti per sorteggio “secco” e dei laici per sorteggio “temperato”, vale a dire estratti da una lista bloccata compilata dal Parlamento.
di Marco Iasevoli e Danilo Paolini
Avvenire, 22 marzo 2026 Dopo una campagna elettorale poco edificante, si va al voto oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15. Si decide su sette articoli della Costituzione riguardanti la magistratura. Il derby della politica è (finalmente) finito. Una delle peggiori campagne elettorali della storia recente cede oggi e domani il passo all’unico gesto che lascia davvero il segno: il voto dei cittadini. Con il referendum confermativo, si decide se dire Sì o No alla riforma costituzionale che porta un nome tecnico: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, e che nella sostanza incide sull’organizzazione della magistratura.
di Mauro Palma
Il Manifesto, 22 marzo 2026 Il Parlamento è stato di fatto esautorato dalla sua titolarità del confronto. Questa premessa riassume la connotazione culturale di cui la riforma è figlia. La disputa tecnica non ha significato se non si è in grado di leggere la valenza politica di questa riforma, in una fase densa di penalità securitaria. Nessun testo, in uno Stato laico è teoricamente esente dalla doverosa continua lettura di congruità con i mutamenti rapidi del presente. È invece una questione di rappresentatività effettiva di tale lettura e, quindi, del ruolo centrale da riservare al Parlamento quale luogo della rappresentanza della collettività che attorno a quella Carta si riconosce.
di Fabio Anselmo*
Il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2026 Il nostro governo ben si guarda dal dire di aver subito l’ennesima condanna dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo sul gratuito patrocinio e i ritardi biblici nei pagamenti. Come fanno i cittadini a difendere i propri diritti nelle aule giudiziarie se non hanno soldi da spendere? La legge dovrebbe essere uguale per tutti ma cosa accade a chi non è in grado di difendersi? La legge sul gratuito patrocinio prevede che sia lo Stato a pagare per loro, che si tratti di vittime dei reati oppure indagati, accusati di averli commessi. Lo Stato si fa carico - come deve - della tutela della loro difesa. Tantissimi sono gli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato. Il loro ruolo è fondamentale per la tenuta del nostro sistema Giustizia. Sono veri e propri eroi dei nostri tribunali. Lavorano quotidianamente per pochi soldi, perché le tariffe liquidate per la loro attività professionale sono a dir poco esigue.
di Alberto Giulini
Corriere di Torino, 22 marzo 2026 Don Ciotti: “L’omertà è uccidere la verità e la speranza”. Letti i nomi di 1.117 “vittime innocenti”. Nel capoluogo piemontese la 31esima edizione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” promossa da Libera. I familiari delle vittime: “Fame di verità e giustizia”. “I protagonisti sono i familiari delle vittime innocenti della violenza criminale e mafiosa. L’80% di loro non conosce la verità. Il diritto alla verità è importante e fondamentale e per fare questo è necessario scuotere un pochettino di più ognuno per la propria parte, perché la memoria non può andare in prescrizione”.
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 22 marzo 2026 “Fui arrestata e tentai il suicidio, pesavo 44 chili. Poi incontrai la pm e le raccontai del bunker dello zio. Avevo 5 anni quando mio nonno sparì nel nulla. Fu allora che cominciai a respirare aria di morte. E la sua fu vendicata”. Giuseppina Pesce vive sotto falsa identità, in una località segreta. È figlia, nipote, sorella, moglie di ‘ndranghetisti. Peppe, il fratello di suo nonno, e Antonino, il fratello di suo padre Salvatore, sono stati i capi di uno dei clan più importanti, i Pesce. E lei li ha fatti arrestare tutti. Nel computer appare via zoom un volto che dimostra meno dei suoi 46 anni, e non ha nulla dello stereotipo della donna di mafia. In mano ha le bozze del libro che ha scritto con un giornalista coraggioso, attivista anti-ndrangheta, Danilo Chirico. Si intitola “La figlia del clan”, esce dopodomani.
di Raffaella Mari
laleggepertutti.it, 22 marzo 2026 Una pena che calpesta la dignità umana perde la sua funzione legale e rieducativa. Da questa premessa parte l’iniziativa del tribunale di sorveglianza di Firenze, che ha sollevato una questione di legittimità costituzionale per permettere il rinvio della pena quando il carcere non garantisce standard minimi di civiltà. Attualmente, la legge consente di sospendere l’esecuzione della condanna solo in casi tassativi, come la grave malattia fisica, ma non prevede nulla per chi vive in celle infestate da insetti o in spazi troppo angusti. L’obiettivo è trasformare il rinvio della pena in uno strumento di tutela universale: se lo Stato non può garantire una detenzione dignitosa, l’esecuzione della sanzione deve fermarsi. La dignità del condannato diventa così il parametro invalicabile per la legittimità della detenzione stessa, stabilendo un principio che supera il singolo caso per abbracciare l’intero sistema carcerario.
di Giampaolo Piagnerelli
Il Sole 24 Ore, 22 marzo 2026 Nel caso de quo si era registrato un ritardo di oltre 200 giorni nella scarcerazione. Per la Cassazione si tratta di una grave violazione dei doveri di diligenza che decreta la responsabilità del togato. La Cassazione mette un punto su una vicenda che tocca uno dei principi più delicati dello Stato di diritto: la tutela della libertà personale. E allora con la sentenza n. 6556/26 le Sezioni Unite hanno confermato la responsabilità disciplinare di un magistrato di un tribunale campano, ritenuto colpevole di non aver disposto tempestivamente la cessazione di una misura cautelare.
studiocataldi.it, 22 marzo 2026 La Corte Costituzionale dichiara inammissibili le questioni sollevate dal tribunale di Firenze sull’isolamento disciplinare del detenuto. Con la sentenza numero 31/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Firenze nei confronti degli articoli 33, 39 e 40 della legge numero 354 del 1975, relativi all’isolamento del detenuto sottoposto alla sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività comuni, norme che il rimettente ha censurato per difetto di proporzionalità, contrarietà alla finalità rieducativa della pena, lesione della salute psicofisica della persona e inosservanza delle riserve di legge e giurisdizione in materia di restrizioni alla libertà di comunicare.
La Sicilia, 22 marzo 2026 Nella Casa di reclusione di Augusta si è registrata la morte di un altro detenuto. Francesco C., 41 anni, messinese, stava scontando la pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione e secondo i familiari necessitava di cure adeguate che la detenzione in carcere non poteva garantirgli. Dopo un primo rigetto della richiesta di scarcerazione, si attendeva una nuova decisione da parte del giudice, ma nel frattempo il detenuto non ce l’ha fatta.
di Siham Ouzif
Corriere della Sera, 22 marzo 2026 Per anni la politica ha promesso di risolvere l’emergenza sovraffollamento. Donatella Albini evidenzia la mancanza del ricambio d’aria e la luce artificiale costante. “Entro 15 giorni troverò una soluzione per Canton Mombello”. Era il 21 ottobre 2013 quando Anna Maria Cancellieri, l’allora ministro della Giustizia (già prefetto a Brescia) prometteva una svolta per il carcere di Brescia. Sono passati più di dieci anni, ma le promesse sono rimaste ferme. Ad oggi, la situazione della Casa circondariale Nerio Fischione, nota ai bresciani come Canton Mombello, rimane drammatica: 379 detenuti a fronte di 182 posti regolamentari. Un sovraffollamento del 208%.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 22 marzo 2026 Dopo la denuncia di Fanpage.it sui presunti pestaggi nel carcere di Opera alla Vigilia di Natale, è intervenuta anche la Commissione speciale in tutela dei diritti delle persone negli istituti penitenziari: “È il fallimento della politica”. Sembra un racconto dell’orrore. Gli spazi detentivi non possono essere luoghi di tortura”. A parlare è Luca Paladini, Consigliere di Regione Lombardia (Patto Civico) e vicepresidente della Commissione speciale in tutela dei diritti delle persone negli istituti penitenziari, che dopo la denuncia di Fanpage.it sulle presunte violenze e i soprusi avvenuti nel carcere milanese di Opera alla Vigilia di Natale, ha deciso di intervenire sull’argomento, parlando di un “fallimento totale della politica”.
rainews.it, 22 marzo 2026 Nell’ispezione dei garanti dei detenuti emerge lo stato di abbandono e di degrado in cui versa l’istituto. Alcune parti del carcere sono ospitate in container. Una settimana fa la notizia dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma. Dieci agenti di Polizia Penitenziaria sono al centro dell’indagine su presunti casi di violenze e torture a cui sarebbero stati sottoposti almeno tredici giovani detenuti nell’istituto. Otto dei dieci agenti coinvolti sono ancora in servizio nell’Ipm, ancorché fuori dalle sezioni detentive. È quanto hanno riscontrato il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, che si sono recati in visita di monitoraggio nell’istituto.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 22 marzo 2026 “Un’altra gang in città: trasformare la trasgressione in crescita” è il progetto che durerà per tutto il 2026 finanziato da Ats Pavia e realizzato dall’associazione Gli Sdraiati con la collaborazione della rete scolastica pavese e delle istituzioni della giustizia minorile per prevenire comportamenti a rischio e promuovere appartenenze sane. L’idea nasce per intercettare gli adolescenti prima che le trasgressioni diventino comportamenti stabilizzati. Accanto a loro, il progetto coinvolge le famiglie, spesso disorientate o isolate di fronte a comportamenti improvvisi e difficili da gestire.
di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2026 Sono, le frontiere, uno degli specchi del nostro tempo. Dipendono dall’abito che si porta perché esso, malgrado tutto, fa il monaco. Dipendono ancora e soprattutto dal colore della pelle e i tratti somatici. Dipendono dai documenti che si possiedono o da quelli abbandonati nel viaggio. Dipendono dalle circostanze favorevoli o meno del destino. Dipendono da dove ci si trova e in quale momento, giusto o sbagliato. Dipende dalla classe sociale alla quale si presume si appartenga. Dipende dalla direzione del viaggio. Dipendono, molto banalmente, dall’attenzione e la buona volontà di chi si trova a decidere. Dipende dalla differenza, sempre labile, tra i meritevoli di fiducia e gli impraticabili. Dipende, infine, dai nuovi strumenti di controllo, programmati per eludere la coscienza umana.
di Gabriele Santoro
ansa.it, 22 marzo 2026 La denuncia degli attivisti corre sui social, “detenuti in trappola in caso di crolli”. Chi entra a Evin non può e non deve uscirne più. E se un missile colpisse il famigerato carcere dove gli ayatollah rinchiudono gli oppositori, questi muoiano come topi assieme al carcere, sepolti sotto le sue macerie. La denuncia dell’ennesimo orrore legato alla prigione più tristemente famosa della teocrazia di Teheran arriva dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Ncri), che segue da vicino le vicissitudini dei prigionieri e in particolare delle 200 donne recluse.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
"Non tutti sanno", notiziario della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia. Numero febbraio 2026
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 21 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
Spettacolo di Teatrocarcere Due Palazzi: "Da Babele alla Città Celeste" (Padova, 22 marzo 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 23 al 29 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI