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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 21 marzo 2026
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 21 marzo 2026 In fondo lo ha ammesso anche chi l’ha scritta. Questa riforma “non influisce sull’efficienza della giustizia”, è una frase detta un anno fa dal ministro Carlo Nordio a un convegno organizzato da Noi Moderati. Ma, d’altra parte, aggiunse, “nessuno lo ha mai preteso”. Anche Giulia Bongiorno, che di tribunali se ne intende parecchio, a gennaio, è arrivata a conclusioni simili. Così in aula al Senato: “Chi è che ha detto che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia? Un ignorante può pensare una cosa del genere”. Difficile darle torto. Anche se quello dei tempi è il primo, più grave e ormai cronico problema della giustizia italiana.
di Samuele Ciambriello*
La Repubblica, 21 marzo 2026 Questa non è una riforma della giustizia. Non lo dico io: lo ha detto lo stesso ministro Nordio, che ha chiarito più volte che questo intervento non è esaustivo e non serve a riformare davvero la giustizia, né tantomeno il sistema penitenziario e carcerario. E allora partiamo da qui: se non è una riforma complessiva, perché viene raccontata come la soluzione ai mali della giustizia? Si dice: separiamo le carriere così i giudici saranno più imparziali, così non finiranno innocenti in carcere, così migliorerà tutto. Ma questa è una narrazione semplicistica, un grimaldello comunicativo.
di Franco Corleone
L'Espresso, 21 marzo 2026 Una brutta storia. Il referendum sulla separazione delle carriere è stato utilizzato da tanti mozzaorecchi del diritto e dagli inventori dei decreti sicurezza e di norme di emergenza per alimentare paure incontrollate, e spacciato come una occasione unica per la riforma della giustizia. Un falso sesquipedale e poche sono state le risposte chiare, limpide e comprensibili. I garantisti che storicamente hanno sostenuto il principio della distinzione tra magistrati inquirenti e giudicanti avevano chiara la posta in gioco: ridurre il potere dei pubblici ministeri, incontrollato, insindacabile e senza sanzioni per gli errori a danno della libertà dei cittadini.
di Gilda Maussier
Il Manifesto, 21 marzo 2026 Sì o no, come votano i detenuti? Se i sindacati di polizia penitenziaria sono quasi tutti sonoramente schierati per il sì, tranne qualche eccezione come la Uilpa che non ha dato indicazioni di voto, è lecito chiedersi quale potrebbe essere l’orientamento di chi vive dall’altra parte delle sbarre, finito in carcere per decisione di un giudice. Ma se è ovvio che l’interrogativo non può che rimanere aperto, la lettera scritta a questo proposito da una quindicina di reclusi nel carcere romano di Rebibbia può essere un ragionevole indizio. L’intervento, firmato dai “detenuti della redazione di Radio Rebibbia/Jail House Rock”, andrà in onda lunedì prossimo proprio dai microfoni della trasmissione che Patrizio Gonnella e Susanna Marietti curano e conducono da una quindicina d’anni su Radio Popolare.
di Nicola Petruzzelli
L’Unità, 21 marzo 2026 Al congresso che si è svolto a Milano nel teatro del carcere Cesare Beccaria sono intervenuti anche un direttore di istituto penale per i minorenni e un detenuto che è stato sia nelle carceri minorili sia in quelle per adulti. Il direttore e il detenuto sono oggi uniti da Nessuno tocchi Caino a cui sono iscritti: uno è alla ricerca di qualcosa di meglio del carcere, l’altro in carcere è diventato un uomo migliore. Dopo quarant’anni di navigazione tra i tribunali e le carceri, per adulti e per i minorenni, posso dire di avere scoperto una vocazione diversa. Dirigo l’Istituto Penale per i Minorenni “Nicola Fornelli” di Bari.
di Raffaele Stolder
L’Unità, 21 marzo 2026 Io vengo da Napoli centro, dal quartiere di Forcella. Sono cresciuto senza papà. Vivevamo tutti insieme in un “basso”. Oggi li chiamano “caratteristici”, li descrivono come posti pittoreschi e turistici, ma lì si mangiava e si dormiva, e basta. A due passi da casa c’erano le fogne, che poi sono diventate il mio habitat, perché da ragazzo ci scendevo dentro, scavavo tunnel, mi arrangiavo, non avevo paura dei topi. Io ho cinque figli, dieci nipoti e due pronipoti. Sono stato salvato da una grande donna, e non è facile incontrarne una così. È lei che ha cresciuto la famiglia: tutti i miei figli si sono laureati, nonostante la mia assenza per quasi tutta la loro vita.
TERRITORIO
stampalibera.it, 21 marzo 2026 Francesco Capria, 41 anni, non avrebbe dovuto rimanere in carcere: secondo i familiari, necessitava di cure adeguate che la detenzione non poteva garantirgli. Dopo un primo rigetto della richiesta di scarcerazione, si attendeva una nuova decisione da parte del giudice. Tuttavia, il procedimento non è mai arrivato a conclusione: l’uomo, originario di Messina, è deceduto all’interno della casa circondariale di Augusta prima che la sua situazione venisse riesaminata. I parenti, sconvolti dall’accaduto, si sono immediatamente recati ad Augusta appena appresa la notizia del decesso. Una volta giunti sul posto, però, non è stato loro consentito vedere il corpo, posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Raccontano di aver atteso fuori dall’obitorio, uniti nel dolore e in cerca di risposte che, al momento, non sono ancora arrivate.
Gazzetta del Mezzogiorno, 21 marzo 2026 I reclusi lamentano un clima di tensione. E chiedono il rispetto delle giuste misure premiali e alternative: “Non si può fare di tutt’erba un fascio”. Nei giorni scorsi si sono incontrati il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bari, dott.ssa Rubino, ed una delegazione di otto detenuti insieme con il Garante regionale dei detenuti, dott. Rossi. Tale incontro era stato sollecitato con una lettera inviata qualche settimana prima a firma di tutti i detenuti della Casa di Reclusione di Turi. In tale lettera invitavano la dottoressa Rubino a prendere atto delle problematiche alla base del malcontento che regna tra i reclusi, soprattutto a causa di un atteggiamento eccessivamente sanzionatorio e giustizialista da parte del magistrato di sorveglianza assegnato alla Casa di Reclusione di Turi.
parmatoday.it, 21 marzo 2026 Il bilancio della Polizia penitenziaria evidenzia carenze di personale ma anche un’intensa attività operativa: 181 reati segnalati, sequestri di droga e cellulari e migliaia di traduzioni. Un anno complesso, segnato da numeri elevati e da una costante emergenza legata alla carenza di personale. È il quadro che emerge dal bilancio 2025 degli istituti penitenziari di Parma, dove la Polizia penitenziaria ha gestito una popolazione di oltre 2mila detenuti, operando in condizioni di sotto organico. L’attività quotidiana ha puntato soprattutto alla riduzione delle tensioni interne: sono stati 209 gli episodi di autolesionismo registrati, mentre ben 40 tentativi di suicidio sono stati sventati. In calo anche le aggressioni, con 32 episodi di violenza diretti verso operatori penitenziari.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 21 marzo 2026 Dopo la denuncia di Fanpage.it sulle presunte violenze e i soprusi avvenuti nel carcere di Opera alla Vigilia di Natale, il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, ha annunciato l’intenzione di voler presentare un’interrogazione al ministro Nordio, per chiedere di fare luce sui fatti denunciati. “Un articolo di Fanpage.it riferisce che un gruppo di detenuti sarebbero stati picchiati e lasciati a lungo nudi al freddo nelle celle”, ha spiegato Mirabelli. “Sarebbe non solo un fatto gravissimo, ma anche l’ennesimo sopruso denunciato nel carcere di Opera. Le violenze sarebbero state una ritorsione per la lettera, firmata da 150 detenuti, che denunciava la continua violazione dei diritti più elementari a Opera. Sarebbe l’ennesimo fatto che racconta di violenze e violazioni dei diritti umani nelle carceri italiane e di un clima di impunità crescente che il governo deve contrastare”.
di Vincenzo Rutigliano
Il Sole 24 Ore, 21 marzo 2026 La cooperativa sociale voluta dalla diocesi di Andria, che è il cuore di una storia di food e solidarietà diventata impresa, e cresciuta, fino a raggiungere 500mila euro di fatturato nel 2025, in aumento nel 2026. Un prete, un ex-magistrato impegnato nel sociale, una vecchia masseria in agro di Andria, nella Bat, con sullo sfondo Castel del Monte, e dieci tra detenuti ed ex-detenuti, età media 35 anni, che producono taralli dal marchio che è anche un manifesto: “A mano libera”. Che è anche il nome della cooperativa sociale di recupero di detenuti ed ex-detenuti, voluta dalla diocesi di Andria, che è il cuore di una storia di food e solidarietà diventata impresa, e cresciuta, fino a raggiungere 500mila euro di fatturato nel 2025, stimati in aumento per quest’anno fino a 600mila.
garantedetenutilazio.it, 21 marzo 2026 Il Garante regionale, Anastasìa, e la Garante di Roma Capitale, Calderone, in visita di monitoraggio all’istituto penale per i minorenni di Roma. Con loro anche il consigliere Valerio Novelli, membro dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio. A distanza di una settimana dalla notizia dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma sull’Istituto penale per i minorenni di Roma Casal del Marmo, in cui dieci agenti della Polizia penitenziaria sono finiti nel registro degli indagati, accusati, a vario titolo, di tortura, lesioni e falso ideologico, ai danni di alcune persone detenute.
di Graziano Tomarchio
calabriareportage.it, 21 marzo 2026 Un confronto concreto, nel solco di un dialogo già avviato negli anni, che oggi si rafforza e guarda al futuro. La sezione bruzia dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA Cosenza) guidata dall’Avv. Giuliano Arabia ha avviato un dialogo con la nuova direttrice della Casa Circondariale di Cosenza, Dott.ssa Roberta Filomena Toscano, con l’obiettivo di avviare una nuova fase di collaborazione istituzionale.
di Francesco Stati
La Provincia Pavese, 21 marzo 2026 Nella Casa circondariale va in scena lo spettacolo teatrale tappa del Festival dei diritti “Vogliamo rompere lo stigma e il pregiudizio verso i detenuti”. Portare “un’iniezione di vita” in carcere. Questo l’obiettivo dell’evento teatrale Fronte del palco, che si è tenuto ieri al teatro della Casa circondariale di Pavia. L’iniziativa, parte dell’evento Festival dei diritti organizzato dal Centro di Servizio per il Volontariato (Csv) di Cremona, Lodi, Mantova e Pavia, è stata occasione di incontro tra detenuti attori e un pubblico di giovani curiosi.
di Nicoletta Masetto
difesapopolo.it, 21 marzo 2026 Padova, 26 marzo. Seconda edizione della Via Crucis con il carcere, dal circondariale alla chiesa di Montà: cinque tappe con il vescovo Cipolla. “Anch’io sono un uomo” è il titolo della Via Crucis con il carcere, in programma giovedì 26 marzo alle 19 con la presenza del vescovo Claudio Cipolla. Una dichiarazione di dignità che attraversa le mura, entra nelle storie e chiede alla città di cambiare sguardo. Perché riconoscere l’umanità - il messaggio di questa seconda edizione - è il primo passo per ogni autentica giustizia.
di Francesca Sforza
La Stampa, 21 marzo 2026 Un altro Salone del Libro sta per cominciare e mentre le sue porte si stanno preparando all’apertura per la trentottesima volta - quest’anno dal 14 al 18 maggio - diverse piccole case editrici stanno chiudendo le loro, senza sapere se mai potranno riaprirle. Solo negli ultimi mesi è stata la volta di Hoepli, di Carbonio editore, di Logos (i migliori illustrati della nostra vita), e voci di chiusura si addensano su almeno un altro paio di storiche realtà editoriali. Per questo è stato giusto, ieri, raccontare le novità del prossimo Salone torinese tra gli stand del Book Pride, a Milano, alla presenza dei piccoli e medi editori. Perché le realtà piccole hanno bisogno di quelle grandi, ma anche quelle grandi hanno bisogno delle piccole.
di Andrea Gatta e Giada Lo Porto
La Repubblica, 21 marzo 2026 Un fiume di persone, colori e voci scorre nel centro di Torino per il corteo della “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, che ha trasformato le strade del centro in uno spazio collettivo di ricordo. Da piazza Solferino fino a piazza Vittorio Veneto, il lungo serpentone unirà studenti, familiari delle vittime, associazioni, istituzioni e cittadini in un cammino scandito da striscioni, nomi e silenzi carichi di significato.
di Daniela Marcone
Avvenire, 21 marzo 2026 Dal dolore per l’uccisione di mio padre la nascita di un impegno civile con Libera e non solo: così la memoria delle vittime di mafia diventa forza collettiva per la verità, la giustizia e il cambiamento. Il 21 marzo 1996 partecipai alla prima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dalla neonata rete associativa “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, a Roma, in Piazza del Campidoglio. Vivevo, da quasi un anno, giorni drammatici: mio padre, Francesco, era stato ucciso il 31 marzo dell’anno precedente, nello stesso periodo in cui nasceva la rete di Libera.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
"Non tutti sanno", notiziario della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia. Numero febbraio 2026
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 17 marzo 2026)
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La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 23 al 29 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
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