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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 9 aprile 2026
di Eleonora Tiribocchi
Il Riformista, 9 aprile 2026 Il sistema penitenziario vive un sovraffollamento strutturale che produce insicurezza La compressione degli spazi penalizza i programmi rieducativi e alimenta la recidiva. Le carceri italiane ospitano più di 60mila detenuti a fronte di una capienza di circa 46mila unità, con un tasso di sovraffollamento del 138,5% e 72 istituti oltre il 150% di capienza. Uno scenario di affaticamento strutturale e sistemico che mina il bisogno di sicurezza della collettività, che dovrebbe esprimersi proprio nella detenzione prolungata, poiché il sovraffollamento erode la funzione deterrente della pena, riducendo l’accesso ai programmi rieducativi e aumentando i tassi di recidiva. Mantenere in detenzione soggetti per i quali la legge prevede misure alternative produce un paradosso: consuma le scarse risorse disponibili senza generare sicurezza aggiuntiva.
di Felice Manti
Il Giornale, 9 aprile 2026 Il progetto “Kairos” potrebbe partire tra poco: tre istituti in Sardegna, il no del Pd. Chi vuole sabotare il piano sul 41bis? La domanda è lecita dopo la fiammata di ipotesi e suggestioni che accostano questa maggioranza alla mafia, proprio alla vigilia dell’adozione di una riorganizzazione del sistema carcerario e il potenziamento del carcere duro: regime che boss, terroristi e anarchici odiano sin dagli anni Ottanta, quando fu chiaro a tutti che i mafiosi riuscivano comunque a impartire ordini da dietro le sbarre e dunque andavano allontanati.
di Sofia Fabiani
ilpost.it, 9 aprile 2026 “Per capire perché una ragazza di 29 anni potrebbe avere questo desiderio dopo esserci stata due volte, dobbiamo preliminarmente chiederci: a chi interessa davvero la libertà?”. Nel 2024 un’operatrice della Fondazione Severino, con cui un anno dopo, a seguito di diverse fatiche burocratiche, avrei organizzato delle masterclass di pasticceria nella cucina del carcere femminile di Rebibbia, mi ha detto che l’indomani sarebbe uscita B. dopo otto anni di “esemplare detenzione”: “Ti va di conoscerla? Secondo me andreste d’accordo, ha un caratteraccio, ma credo che potreste fare qualcosa insieme, è brava in cucina”. Io e B. ci siamo incontrate qualche mese dopo: aveva una mano fasciata, non mi guardava in faccia e quando le ho chiesto cosa le fosse successo, mi ha risposto: “So’ cascata”.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 9 aprile 2026 La resa del viceministro: “È inutile lanciarsi in riforme spericolate che non raggiungono l’obiettivo”. Niente più “grandi riforme spericolate” ma solo “piccoli interventi chirurgici”, da concordare con la magistratura nell’ambito di un “new deal”, un nuovo corso nei rapporti tra politica e toghe. Nel primo incontro pubblico di peso dopo la batosta referendaria, Francesco Paolo Sisto annuncia il ridimensionamento delle ambizioni del governo in tema di giustizia. A un forum organizzato a Roma dal quotidiano Il Dubbio, il viceministro di via Arenula si confronta con Giuseppe Tango, neo-presidente dell’Associazione nazionale magistrati, auspicando una “nuova stagione di sinergie consapevoli” e chiedendo di “riannodare i fili” del dialogo, spezzati da una campagna “agonisticamente importante”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 9 aprile 2026 L’Anm e i partiti aprono al “tavolo” proposto dal viceministro Sisto. Greco: “Disponibilità da accogliere con favore, l’avvocatura darà il proprio contributo”. Doveva essere uno scenario post bellico. Solo macerie. Il garantismo come sfida persa e impraticabile. Ma non è così, e a dimostrarlo è il dialogo ravvivato questa mattina, all’incontro promosso dal Dubbio e dal Cnf alla Sala Capranichetta di Roma nel quale avvocatura, magistratura e politica hanno risposto a un quesito: “Quale giustizia dopo il referendum”. Alla fine, c’è una certezza: tutte le parti sono pronte a sedersi attorno a un tavolo. “E il ministero potrà essere il luogo del confronto”, assicura il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Il guardasigilli Carlo Nordio promuoverà questa nuova fase, sarà lui a dettare i tempi, e posso dare per scontato che lo farà immediatamente”.
di Elisa Messina
Corriere della Sera, 9 aprile 2026 Manifestazione davanti al Senato contro il testo Bongiorno. Prima riunione oggi del comitato ristretto che deve mediare tra maggioranza e opposizione per arrivare al nuovo testo. La bozza della senatrice Unterberger che tenta una sintesi. È stato composto e presentato oggi in Commissione Giustizia del Senato il comitato ristretto proposto dalla presidente Giulia Bongiorno, per arrivare a un testo condiviso sul ddl stupri, per modificare “l’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso”. Ne fanno parte, oltre alla presidente Bongiorno, relatrice del testo, Erika Stefani per la Lega, Susanna Donatella Campione per FdI e Pierantonio Zanettin per Fi, mentre come rappresentanti delle forze di opposizioni ci sono Valeria Valente (Pd), Ada Lopreiato (M5s), Ilaria Cucchi (Avs) e Ivan Scalfarotto per Iv.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 9 aprile 2026 Davanti al Senato la protesta dei centri antiviolenza e delle reti femministe. Il vasto mondo di associazioni studentesche e femministe e dei centri antiviolenza lo aveva promesso: ci sarebbe stata una mobilitazione in ogni tappa che avrebbe portato all’approvazione del ddl stupri. E così è stato: dopo le manifestazioni di febbraio e i cortei dell’8 marzo, anche ieri, in diverse città italiane si sono dati appuntamento per protestare contro “la legge sul dissenso” delle destre. A Roma un presidio di circa 400 persone si è tenuto davanti al Senato. La giornata di mobilitazione era stata indetta da tempo, quando sembrava che il testo rivisto dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno potesse arrivare in Aula senza intoppi, così come da calendario.
di Andrea Dallatomasina
lapostadelsindaco.it, 9 aprile 2026 Si ha motivo di ritenere che il cittadino straniero detenuto abbia diritto all’iscrizione anagrafica anche se privo del permesso di soggiorno, in quanto il provvedimento del Tribunale che ordina la detenzione (o la misura alternativa al carcere) contiene in se stesso la caratteristica di autorizzazione al soggiorno; anzi, con la sentenza di condanna, il detenuto straniero è “obbligato” a soggiornare in Italia, dunque non si può certamente considerare come irregolarmente soggiornante. Ovviamente dopo l’espiazione della pena, come tutti gli altri cittadini stranieri dovrà presentare domanda per il rilascio del nuovo permesso di soggiorno in quanto la mancata acquisizione del permesso di soggiorno lo porrebbe in una condizione di clandestinità.
di Massimiliano Rambaldi
La Stampa, 9 aprile 2026 Per il tribunale non ha preso il sussidio indebitamente. Era il Caf che doveva controllare meglio la domanda. Presenta la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza in un Caf di Cairo Montenotte, durante un permesso premio (era detenuto in carcere) e il centro fiscale la accoglie finché l’aiuto economico non gli viene effettivamente erogato. Solo che la normativa di allora prevedeva che se qualcuno del nucleo familiare del richiedente fosse stato in regime di limitazione penale della libertà, non era possibile avere accesso al contributo statale. Il caso ha visto al centro un uomo di Cairo che ieri mattina è finito davanti al collegio dei giudici del tribunale di Savona. Dopo il dibattimento è stato assolto dall’accusa di aver indebitamente percepito il sussidio, perché il fatto non costituisce reato.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 9 aprile 2026 Infatti l’esame biologico può risultare positivo anche per assunzione pregressa di sostanze stupefacenti mentre la fattispecie richiede che sia provata la guida sotto l’effetto drogante e non discende dalla gravità dell’incidente. La Corte di cassazione - con la sentenza n. 12779/2026 - ha ribadito che il reato previsto dall’articolo 187 del Codice della strada o l’aggravante sancita dal comma 2 dell’articolo 590 bis del Codice penale scatta solo se si prova che il conducente abbia guidato sotto l’influenza di sostanza stupefacente. Ciò significa che non è prova del reato l’esame clinico che dimostri l’avvenuta assunzione di droga sic et simpliciter. Infatti, il risultato positivo dell’analisi può esistere anche per la pregressa assunzione di stupefacente senza che ciò dimostri lo stato di alterazione psicofisica al momento della guida.
lospiffero.com, 9 aprile 2026 “Nella conferenza dei capigruppo odierna abbiamo sollecitato per la terza volta nelle ultime settimane la convocazione di una seduta aperta del Consiglio regionale sulla situazione delle carceri piemontesi. Si tratta di un impegno che la stessa maggioranza aveva assunto nella precedente legislatura, in cui era stato approvato un atto di indirizzo con il quale si prevedeva una volta all’anno la convocazione di una seduta aperta come momento permanente di monitoraggio e ascolto dei rappresentanti dei lavoratori della Polizia penitenziaria per monitorare salute e sicurezza all’interno delle carceri”. Così la capogruppo Avs in Regione, Alice Ravinale, con le consigliere del gruppo.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 9 aprile 2026 Per le persone detenute con dipendenze da sostanze, le terapie long-acting sono efficaci? Le strutture penitenziarie in Italia che le utilizzano sono 24 su 190, tra cui la casa circondariale di Roma: “Il nostro modello prevede una serie di innovazioni, dai trattamenti motivazionali all’utilizzo della realtà virtuale”. Dialogo con Adele Di Stefano, responsabile unità operativa semplice dipartimentale Salute mentale e Dipendenze in ambito penale del dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 1. Dalla Relazione al Parlamento 2025 sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia risulta che, nel corso del 2024, le persone tossicodipendenti entrate in carcere sono state complessivamente 16.890 (8.700 nel primo semestre e 8.190 nel secondo), il 39% dei 43.489 ingressi totali.
di Luigi Lamma
notiziecarpi.it, 9 aprile 2026 È passato poco più di un mese dal convegno modenese sul tema della giustizia riparativa dal titolo eloquente “Educare al bene all’ombra del male - Quali vie di giustizia sono possibili oggi?”. Quando si parla di “vie di giustizia” si fa riferimento innanzi tutto ad una responsabilità sociale che ha come presupposto e fine la dignità di ogni persona detenuta, da qui la denuncia della situazione drammatica conseguente al sovraffollamento delle carceri con tutto ciò che ne consegue. C’è però anche la “via di giustizia” delle opere, della solidarietà, della vicinanza concreta alle persone.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 9 aprile 2026 L’iniziativa in occasione delle festività pasquali. “Vesti la speranza. Svuota l’armadio, riempi il cuore”. È l’iniziativa che ha portato i giovani avvocati novaresi dell’Aiga, in collaborazione con il Comune di Bellinzago, a raccogliere abbigliamento e calzature maschili da portare ai detenuti della casa circondariale di Novara, in occasione della festività pasquali. Qualche giorno fa una delegazione compostadalla presidente Federica Airò Farulla, da Federica Barbero, delegata dell’osservatorio nazionale Aiga Carceri, e dalla segretaria del direttivo novarese Simona Pontini, ha effettuato la consegna in occasione di un incontro con l’attuale direttore in via Sforzesca, Mario Peraldo Gianolino, e con la comandante della polizia penitenziaria Maria Lupi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 aprile 2026 C’è un ragazzo morto nel bagno di un cinema di Palermo, nel 1979. Vent’anni, forse meno. Una siringa accanto al corpo, la felpa strappata, il pugno chiuso. Nessuno lo reclama, nessuno sa come si chiami. Massimiliano Iervolino apre con questa immagine il suo “Il Contagio” della Marlin Editore, e fa bene a farlo, perché in quel corpo abbandonato c’è già tutto il senso del libro: la mutazione silenziosa di Cosa Nostra, il modo in cui un’organizzazione criminale arcaica ha cambiato natura grazie all’eroina, diventando qualcosa di molto più pericoloso di quanto chiunque avesse immaginato. Prima di entrare nel merito del libro, vale la pena dire una cosa che Iervolino, ex segretario dei Radicali Italiani, non dice esplicitamente ma che il libro impone di pensare.
di Gigi Riva
Il Domani, 9 aprile 2026 In “Dieci parole tradite” Venanzio Postiglione sembra suggerire che ci sono alcune parole chiave da reinterpretare, riscoprire, rispolverare soprattutto in questi tempi tristi in cui si è smarrita la bussola della convivenza. E attraverso le quali trovare i correttivi per raddrizzare il “legno storto della storia”. Delle “Dieci parole tradite”, che Venanzio Postiglione vicedirettore del Corriere della Sera ha scelto per raccontare in un libro come si è corrosa la lingua e dunque l’interpretazione del mondo, forse la più soggetta agli equivoci è “misura”. Perché si porta appresso, soprattutto quando si è giovani dunque piromani, una serie di sinonimi o di assonanze che alludono a una assai poco aurea mediocrità. La misura è il centro politico ai tempi del fanatismo ideologico dominante, è l’equilibrio tra fazioni, il né né, o, se volete, il “ma anche”.
di Niccolò Della Seta Issaa
Il Manifesto, 9 aprile 2026 Nell’esordio di Davide Angiuli le storie di Agust e Donato, tra crimine e voglia d’evasione. Un film può parlare di marginalità, con un punto di vista contemporaneo, anche senza essere per forza ambientato a Roma o Napoli. È il primo pensiero che ho avuto dopo aver visto il brillante esordio del regista barese Davide Angiuli, “Cattiva Strada”, uscito nelle sale il 26 marzo e presentato in anteprima all’ultima edizione del Bif&st. Donato (Malich Cissè), un diciottenne di origini africane, lavora a Bari come guardiano in un parcheggio sotterraneo. Un impiego precario e pagato una miseria, ma che gli serve disperatamente per le medicine della nonna adottiva malata di Alzheimer. Una sera, mentre sta per staccare da un turno, all’improvviso dal sedile posteriore della sua auto sbuca un uomo che gli punta un coltello alla gola.
di Ilario Lombardo e Francesca Paci
La Stampa, 9 aprile 2026 Il ministro: c’è un valore morale a prescindere dalla qualità del documentario. Gli toccherà anche questa volta mettere una toppa, o quantomeno provarci. Al Question Time di oggi il ministro della Cultura Alessandro Giuli disconoscerà una decisione presa dalla commissione che risponde alla Direzione Cinema del suo stesso dicastero. Perché la discrezionalità dei membri è una scusa che non regge di fronte all’evidenza: e cioè, come lo stesso Giuli ha confessato a suoi, che la storia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso a Il Cairo dai servizi segreti egiziani, “possiede un intrinseco valore culturale, sociale, politico, morale, internazionale, a prescindere dalla qualità artistica dello specifico documentario che ancora non ho visto”.
AFFARI SOCIALI
di Don Antonio Mazzi
Oggi, 9 aprile 2026 L’urgenza di recuperare le parole è oggi un imperativo morale, perché sono le prime vittime di questo modo inspiegabile di vivere. L’esperienza di Exodus ci ha permesso di cogliere l’importanza della “parola”, facendone uno dei valori portanti e strumenti educanti. Oggi, purtroppo, abbiamo sottovalutato la potenza che va ridata alla Parola. L’errore più grave sta nell’aver costruito un ripostiglio ideologico dove archiviare i termini per usarli a piacimento. In questo periodo, ad esempio, ci fa gioco tirare fuori la parola “violenza” e manipolarla secondo convenienza: ora in chiave scientifica, ora educativa, ora ricreativa, ora puramente repressiva. Per molti, la parola “violenza” è diventata l’unico metro di giudizio per giustificare una deriva pericolosa: quella di confondere la giustizia con la vendetta-violenza ...
di Martina Pennisi
Corriere della Sera, 9 aprile 2026 Fractured reality, il rapporto pubblicato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea firmato dall’italiano Quattrociocchi, ricostruisce le dinamiche dell’informazione online ed evidenzia i nuovi rischi. Ribaltare l’approccio usato in passato (con i social media) per affrontare un presente ancora più incalzante e impegnativo (con l’Intelligenza artificiale). E difendere la democrazia. È quello che si propone, e propone, di fare Fractured reality, il rapporto pubblicato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea. Fra gli autori anche l’italiano Walter Quattrociocchi, professore di Informatica alla Sapienza Università di Roma, dove dirige il Center of Data Science and Complexity for Society.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 aprile 2026 L’Associazione Coscioni organizza “oltre 100 appuntamenti tra piazze, università e luoghi pubblici, fino al 19 aprile, in 80 città distribuite in tutte le Regioni italiane. Banchetti e iniziative con l’obiettivo di informare e raccogliere adesioni all’appello pubblico”. Ha subito stop and go, lunghi periodi di oblio e improvvise accelerazioni a seconda delle esigenze politiche della maggioranza di governo. Ora il ddl sul Fine vita - di fatto in stallo da nove mesi nelle commissioni Giustizia e Sanità del Senato per incapacità del centrodestra di trovare una sintesi tra posizioni divergenti - calendarizzato in Aula in questi giorni di aprile, formalmente attende ancora il parere della commissione Bilancio.
La Repubblica, 9 aprile 2026 Prima dell’inizio del conflitto le autorità iraniane hanno arrestato migliaia di persone, tra cui molti minori, dissidenti politici, difensori dei diritti umani, avvocati e operatori sanitari. I prigionieri delle carceri iraniane oggi si trovano ad affrontare una doppia minaccia: la violenza per mano delle autorità, che hanno una lunga storia di massacri e torture all’interno delle prigioni, e i bombardamenti statunitensi e israeliani, scrivono Human Rights Watch (HRW) e Kurdistan Human Rights Network. Per decenni Teheran ha imposto detenzioni arbitrarie su larga scala in totale impunità, con prigionieri tenuti in strutture segrete gestite dagli organi di intelligence.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 9 aprile 2026 Mancano le parole per definire l’ultima offensiva di guerra. Così Beirut, senza interessi economici da difendere e con il pesante fardello di Hezbollah che l’ha trascinata nel conflitto, rischia di essere la vittima predestinata della tregua. Alla geopolitica mancano i termini. E il dramma libanese è specchio della penuria semantica. Per descrivere la condizione in cui è intrappolato il piccolo Paese mediorientale - teatro da decenni di guerre da importazione -, le categorie vanno mutuate dal repertorio economico e socio-ambientale. Sono trascorsi 53 anni da quando l’Accademia nazionale delle scienze americana ha coniato l’espressione “zona di sacrificio” per definire gli effetti a lungo termine lasciati dall’estrazione del carbone negli Stati occidentali degli Usa.
DOCUMENTI
Articolo. "Il popolo è un nome collettivo", di Michele Passione
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 4 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al al 12 aprile 2026
"Svuota la vetrina". I libri saranno donati alle due carceri veneziane (Venezia, dal 10 aprile 2026)
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Presentazione libro. "L'emergenza negata", di Gianni Alemanno e Fabio Falbo (Roma, 16 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI