|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di mercoledì 8 aprile 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 aprile 2026 Ai primi di aprile il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha firmato una nuova circolare sulla prevenzione dei suicidi: “Ulteriori linee guida per la prevenzione degli autolesionismi in ambito penitenziario”, a firma di Ernesto Napolillo e Massimo Parisi. Il documento contiene un lavoro serio: un gruppo multidisciplinare ha analizzato per due anni i 74 suicidi del 2025, ha visitato gli istituti più critici, ha incrociato i dati. Ma c’è un passaggio che non torna e rischia di far deragliare tutto il ragionamento. La circolare elenca le caratteristiche ricorrenti dei suicidi del 2025: circuito della media sicurezza, popolazione maschile matura, case circondariali di medie e grandi dimensioni. Poi arriva l’affermazione che lascia perplessi: i suicidi maturano prevalentemente “in assenza di sovraffollamento della stanza”. Nella cella dove la persona si è tolta la vita era sola o in pochi. Il Dap sembra voler dire, senza dirlo apertamente, che il sovraffollamento non c’entra con i suicidi.
di Adriano Moraglio*
Avvenire, 8 aprile 2026 In Italia esiste una forma di strabismo per un verso voluto, per un altro non consapevole: lo Stato premia con incentivi le imprese e le cooperative sociali di tipo B (quelle che fanno produzione) quando offrono lavoro ai detenuti internati negli istituti penitenziari, ma esclude da questi aiuti (crediti d’imposta e sgravi contributivi) gli imprenditori che accettano di portare dentro la propria azienda una persona che sta scontando all’esterno la pena residua della sua condanna. Questa è la fase più difficile e rischiosa del ritorno in società di un carcerato: quando è quasi-libero, quando letto e cibo non sono più assicurati dall’istituto penitenziario, ma occorre guadagnarsi da vivere.
di Giuseppe Guastella
Corriere della Sera, 8 aprile 2026 A Salerno è incapace di intendere e di volere, a Milano no. L’uomo ha la sindrome di Asperger, è tossicodipendente ed è stato condannato per reati sessuali: ha adescato due ragazzine. Le perizie di due Procure danno esiti diversi: per quella di Milano il vizio di mente è parziale e dunque rimane a San Vittore. La madre: “Una condizione incompatibile con la sua salute”. È autistico, è tossicodipendente ed è stato condannato per reati sessuali. Paolo (nome di fantasia) non è esattamente un paziente “facile”, su 15 comunità di cura solo una è disponibile ad occuparsi di lui, se e quando si libererà un posto. Fino ad allora rimarrà in una cella di San Vittore, non proprio l’ambiente migliore per chi soffre della sindrome di Asperger e ha tentato di suicidarsi.
di Guido Camera
huffingtonpost.it, 8 aprile 2026 Per questo il tema non è chiuso con il referendum e non può essere messo sotto il tappeto facendo finta che la Costituzione più bella del mondo sia salva e che siano perciò finiti i problemi. La Pasqua è alle spalle e il referendum si allontana. Ma non possiamo permetterci di archiviare i tanti problemi che stanno alla base della domanda di cambiamento che ha rappresentato. Perché la giustizia in Italia continua a non funzionare. E non è solo perché non stiamo al passo delle nuove tecnologie. Il motivo più serio è che è un sistema incerto nei ruoli, nelle regole e nei limiti. Non lo dicono soltanto le statistiche. Lo hanno detto, in modo inequivoco, gli oltre dodici milioni di italiani che hanno votato Sì.
di Giorgio Merlo
Il Riformista, 8 aprile 2026 Tra le molte cose che si potrebbero elencare e dire dopo il voto di domenica e lunedì, ci sono due elementi che emergono in modo netto, chiaro ed inequivoco. Il primo è la netta vittoria politica ed elettorale dei magistrati. E, nello specifico, dell’Anm. Un dato, questo, che parla da solo e che non merita neanche di essere eccessivamente approfondito e sviscerato talmente è evidente. Del resto, proprio l’Anm è stata in prima linea in questa campagna elettorale e, di conseguenza, ha giocato un ruolo politico decisivo e determinante rispetto al voto finale. Un ruolo che ha portato la stragrande maggioranza dei magistrati ad essere la leva aggregante attorno alla quale si è ricompattato lo schieramento della sinistra italiana nelle sue diverse e multiformi espressioni.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 8 aprile 2026
Il dibattito politico e pubblico sulla riforma della giustizia ha occupato per mesi il centro della scena, sollevando questioni altissime, quasi teoriche, sull’assetto dei poteri e sugli equilibri costituzionali. Temi nobili, certo, ma allo stesso tempo non esattamente sovrapponibili a ciò che accade giornalmente nei tribunali, negli uffici, nelle cancellerie. In penombra è rimasta la realtà più semplice e urgente: nel quotidiano la giustizia italiana fatica a funzionare. Prima ancora dei modelli teorici di equilibrio tra poteri, esiste la realtà concreta della macchina-giustizia.
di Giuseppe Deiana
Il Sole 24 Ore, 8 aprile 2026 La recente vicenda pone interrogativi centrali per il diritto penale: la tenuta delle categorie dell’imputabilità minorile, la configurabilità dell’istigazione a delinquere in contesti digitali diffusi e i limiti dell’attuale sistema repressivo rispetto a fenomeni di radicalizzazione nichilista. Il recentissimo episodio verificatosi a Bergamo, da cui è emerso come il tredicenne che ha accoltellato in diretta social una insegnante fosse connotato da sfumature ideologiche estremizzanti e latamente riconducibili all’oscuro sostrato culturale sintetizzabile nel più ampio fenomeno “No Lives Matter” (NLM), impone una riflessione che travalica la mera qualificazione giuridica del fatto.
GIURISPRUDENZA
di Alessandro Casano
terzultimafermata.blog, 8 aprile 2026 Il minore che non ha ancora imparato a parlare può partecipare ai colloqui? Eppure, è proprio nel carcere che il diritto rischia di smarrire sé stesso: accade quando la punizione diventa un fine e l’umanità un ostacolo. Negare a un padre detenuto la possibilità di accedere a colloqui più frequenti con la propria figlia neonata, sul presupposto della sua incapacità di parlare, non è un semplice errore interpretativo, ma un sintomo di indifferenza verso la persona e i suoi affetti. Il difensore di un indagato sottoposto a custodia cautelare in carcere richiedeva al GIP, ai sensi dell’art. 37, comma 9, del D.P.R. n. 230/2000, l’autorizzazione affinché il detenuto potesse svolgere colloqui “straordinari” con la figlia di appena due mesi. Il giudice rigettava la richiesta sul presupposto che la disciplina di favore prevista dalla norma dovesse ritenersi applicabile solo nei confronti di minori in grado di partecipare al colloquio, escludendo dunque i neonati, incapaci di instaurare una comunicazione verbale.
TERRITORIO
di Andrea Joly
La Stampa, 8 aprile 2026 Oltre a sovraffollamento e mancanza di personale il sindaco Lo Russo denuncia: “Nel nostro carcere servono più percorsi rieducativi”. C’è il tema del sovraffollamento, con 1.467 detenuti in una struttura che ne può ospitare massimo 1.113. C’è la grave carenza di personale, con 225 di agenti di polizia penitenziaria che mancano. E ancora: la diffusione senza controllo di droga e telefoni, le ripetute risse e le rivolte come quella di settimana scorsa. Ma, oltre all’allarme lanciato da La Stampa di ieri, nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino c’è un’altra emergenza. A parlarne è il sindaco Stefano Lo Russo, nel suo tradizionale collegamento con ToRadio del martedì mattina: “Serve investire molto di più nei processi di rieducazione civica dei detenuti”.
di Claudio Coli
Corriere di Siena, 8 aprile 2026 Sarà discusso il ricorso dei dieci agenti che scelsero l’abbreviato. In Appello la conferma in blocco delle condanne da 2 anni a 3 mesi fino ai 2 anni e 8 mesi e della sussistenza del reato autonomo di tortura. Terzo e ultimo atto, domani a Roma in Corte di Cassazione, per la vicenda giudiziaria legata al rumoroso caso del pestaggio di un detenuto tunisino nell’ottobre 2018 durante un trasferimento di cella al carcere di Ranza a San Gimignano, che vede complessivamente coinvolti 15 agenti di Polizia Penitenziaria accusati a vario titolo di tortura e lesioni. Sarà discusso infatti il ricorso all’ultimo grado di giudizio dei dieci agenti che scelsero il rito abbreviato, e per cui la Corte di Appello di Firenze, un anno fa, ha negato lo sconto di pena, confermando in blocco le pene da 2 anni a 3 mesi fino ai 2 anni e 8 mesi, per tortura e lesioni aggravate, già comminate a Siena nel febbraio 2021.
catania2000.com, 8 aprile 2026
Il Consiglio comunale di Catania ha dato il via libera al regolamento per l’istituzione del Garante cittadino dei diritti dei detenuti, per la vigilanza sulle condizioni di vita delle persone private della libertà personale. “Un segnale concreto e inequivocabile di civiltà giuridica, capace di colmare un vuoto istituzionale e rafforzare il legame tra carcere e comunità”, come commenta la Cisal provinciale, che si è battuta affinché anche la città di Catania si dotasse di questa importante figura professionale. “Nessuno” - scrive il segretario provinciale, Giovanni Lo Schiavo- “deve essere lasciato indietro, nemmeno, e soprattutto” - sottolinea - “chi vive una condizione di restrizione della libertà”.
gnewsonline.it, 8 aprile 2026 Nell’ambito di una collaborazione tra la Direzione della Casa di reclusione di Onanì-Mamone, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e la Direzione regionale Sardegna dell’Agenzia del demanio è stata posizionata una rete sismica locale e una stazione meteo nel sito carcerario sardo, che segue la posa di una stazione magnetica e metallurgica di un paio di settimane fa. Obiettivo del progetto è lo studio del campo elettromagnetico naturale terrestre e della caratterizzazione geofisica profonda del territorio. Queste attività rappresentano un tassello fondamentale per sostenere la candidatura italiana a ospitare il Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali.
di Valeria Ottolenghi
Gazzetta di Parma, 8 aprile 2026 Il 14 maggio l’incontro conclusivo. Al termine, scarpe in mano - segno speciale di questo spettacolo, simbolo di cambiamento - passi accennati di danza, azione scandita, tutti in proscenio al ritmo di “Walk on the wild Side” con una gioia speciale, il gusto della leggerezza dopo una grande impresa, quel tocco prezioso che in qualche modo attraversa tutto lo spettacolo, nel rigore la disponibilità a lasciar trapelare modi di essere, di sentire, che regalano immediatezza comunicativa anche a una delle maggiori opere tragiche.
milanotoday.it, 8 aprile 2026 Il disco si intitola “Free for music vol. 1” e fa parte di un progetto finanziato da Orangle Records. Dopo le visite di Emis Killa, Jake La Furia, Fedez, Lazza e Camilla Ghini, il progetto sviluppato da Orangle Records nel carcere di Monza ha dato alla luce ‘Free for music vol. 1’, l’album realizzato proprio dai detenuti della Casa circondariale Sanquirico nell’ambito del laboratorio supervisionato da Paolo Piffer. L’idea di fondo è trasformare l’arte in una competenza spendibile anche oltre il periodo di detenzione. Il disco non è una ‘parentesi filantropica’, ma la prova tangibile che è possibile rientrare nel mondo da un punto diverso rispetto a quello in cui il percorso di vita si era interrotto.
aise.it, 8 aprile 2026 La cultura come spazio di libertà, la lettura come strumento di consapevolezza e rinascita. Riparte da Roma, dall’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo, la nuova edizione di “Libri Liberi”, la rassegna che porta i grandi capolavori della letteratura all’interno delle carceri, trasformando ogni incontro in un’esperienza di condivisione, riflessione e dialogo. Il primo appuntamento, in programma il 9 aprile, propone la proiezione di Zvanì - Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, film diretto da Giuseppe Piccioni. A seguire, un momento di confronto aperto vedrà protagonista l’attrice Benedetta Porcaroli, interprete del film, in dialogo con la giornalista Laura Pertici. Un’occasione per intrecciare cinema e letteratura, memoria e attualità, in uno spazio in cui le storie diventano strumenti di crescita personale.
di Enzo Ciconte
Il Domani, 8 aprile 2026 La storia di Giuseppina Pesce è raccontata in un volume di Danilo Chirico, La figlia del clan. Un cognome da nascondere un destino da riscrivere. Una storia tragica e avvincente, raccontata come un romanzo, che si inoltra nei luoghi più misteriosi di una delle famiglie più potenti della ‘ndrangheta. Una suggestione, nient’altro che una suggestione, ma è singolare che la denominazione delle mafie sia tutta al femminile: la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra, la sacra corona unita, la stidda. Non so perché ciò sia accaduto. So che la questione donna è più che mai attuale. Nella ‘ndrangheta, fino a non molto tempo fa, le donne erano evanescenti, come se non esistessero; presenze silenziose, invisibili, protette da un bozzolo che li collocava in un cono d’ombra.
di Angelo Zaccone Teodosi*
Il Manifesto, 8 aprile 2026 Il sostegno negato al doc sullo studente ucciso impone una revisione. L’opposizione presenta un’interrogazione, lasciano Mereghetti e Galimberti. Riemerge prepotente, a seguito dell’esclusione del documentario su Giulio Regeni, ritenuto dagli esperti nominati dal ministro Alessandro Giuli non meritevole di ricevere alcun finanziamento pubblico, il tema dell’eccesso di discrezionalità e del deficit di trasparenza nella gestione della res publica culturale italiana. La “meritocrazia” tanto invocata dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni svanisce sempre più in decisioni che appaiono influenzate dal “capitale relazionale” piuttosto che dalla valutazione di professionalità.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 8 aprile 2026 Lo scivolone è di quelli che lasciano il segno, senza speranza di redenzione. Il riferimento è alle scelte davvero incredibili fatte dall’apposita commissione del Ministero della cultura (Mic) in merito ai cosiddetti contributi selettivi per film e documentari. Sono tutti film, aggiungerebbero gli esperti. Se si guardano le scelte, viene spontaneo un urlo sdegnato accompagnato da rabbia e incredulità. Per chiunque viva nel nostro benedetto Paese il caso di Giulio Regeni è in cima all’elenco dei misfatti che hanno attraversato la storia italiana, con acclarata subalternità dei governi alla logica dei rapporti commerciali con l’Egitto oppressore del giovane ricercatore torturato e ucciso. La difesa delle persone e dei diritti umani è lasciata al dì di festa, per sparire nel resto delle giornate.
di Leonardo Becchetti
Avvenire, 8 aprile 2026 Dalle rivolte urbane alle scelte energetiche, ci sono segnali di risveglio collettivo contro le élite e i conflitti. La diplomazia e le rinnovabili come svolta possibile e concreta. “Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti de la gente che se scanna per un matto che commanna”. La famosa poesia di Trilussa scritta agli inizi dalla Prima guerra mondiale sembra straordinariamente attuale. Trilussa coglieva con lucidità amara un tratto ricorrente della storia: i conflitti nascono spesso dai capricci e dagli interessi di pochi potenti, mentre i popoli che non li vogliono ne pagano il prezzo. A distanza di un secolo, questa intuizione riemerge nelle tensioni contemporanee, dalle proteste di Minneapolis fino alle narrazioni musicali di Bruce Springsteen, che raccontano fratture sociali e disillusione.
di Elisa Sola
La Stampa, 8 aprile 2026 La procura apre un fascicolo dopo la denuncia di un recluso poco prima di Natale. La presunta vittima è un tunisino liberato qualche settimana dopo. Dopo tre mesi dalla presunta aggressione denunciata da un uomo trattenuto nel Cpr, la procura ha indagato il direttore. Il funzionario è stato sospeso dal ruolo, temporaneamente. L’ipotesi di reato, per ora, sono le minacce aggravate. Ma l’inchiesta, coordinata dal pm Francesco La Rosa, potrebbe allargarsi. Sia relativamente alle contestazioni ipotizzate, sia riguardo al numero delle persone indagate. Ci sono altre figure, che hanno lavorato nel Cpr insieme al direttore, su cui il faro degli inquirenti è puntato. Si valuta. Ma è presto per tirare le somme. L’indagine è in corso.
di Elisa Sola
La Stampa, 8 aprile 2026 “Non ho mai minacciato quell’uomo. Ma l’ho sgridato, con veemenza, perché aveva avuto un atteggiamento sbagliato. Vivere e lavorare dentro al Cpr non è affatto facile”. Si è presentato spontaneamente davanti al pm Francesco La Rosa per farsi interrogare, il direttore del Centro di permanenza per i rimpatri di Torino. Si chiama Vincenzo Salvo e per 18 anni, prima di fare il direttore, ha lavorato come ispettore di polizia superiore in corso Brunelleschi. “Dunque, è un professionista che conosce molto bene quel posto”, afferma il suo avvocato difensore, Giuseppe Portigliotti, che precisa: “La scelta della sospensione temporanea di Salvo dal suo incarico non è stata da lui subita, ma è stata presa dal mio assistito insieme all’ente che gestisce la struttura per garantire che, in attesa della fine dell’indagine, non si creasse un clima ancora più ostile verso i lavoratori all’interno dello stesso Centro”.
di Paolo Nencini
Il Manifesto, 8 aprile 2026 Il fallimento del proibizionismo sulle droghe è descritto da una vasta letteratura scientifica e riconosciuto, spesso solo a fine carriera, anche da autorevoli esponenti politici. Le alternative fin qui avanzate si possono ricondurre a tre filoni: la liberalizzazione, nella sua versione neoliberista o individualista; la legalizzazione regolata di alcune sostanze; la decriminalizzazione, che mantiene l’illecito ma rinuncia alla sanzione penale del consumo. Le ultime due opzioni si presentano come compromessi pragmatici tra proibizionismo e laissez faire, ma proprio per questo faticano a consolidarsi, spesso percepite come soluzioni provvisorie. In questo stallo teorico e politico acquista interesse la proposta avanzata dai giuristi statunitensi David Pozen e Matthew Lawrence in due articoli su Harvard Law Review e Science.
ESTERI
di Maurizio Delli Santi
La Notizia, 8 aprile 2026 Le giustificazioni offerte dal governo si sono rivelate fallaci. Il fermo del ricercato andava comunque eseguito. Il caso della liberazione del l caso della liberazione del torturatore libico Almasri colpito da un mandato di arresto della Corte penale internazionale è destinato ad alimentare altre polemiche. È stata formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio per ‘false dichiarazioni al pm’ del responsabile della struttura tecnica del Ministero della Giustizia, mentre è stata anticipata la contestuale sollevazione di un conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale: la maggioranza di governo ritiene che la sua posizione debba essere equiparata a quella dei ritiene che la sua posizione debba essere equiparata a quella dei ministri, per i quali segue un altro procedimento e potrebbero essere evocate eccezioni di procedibilità e immunità.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 4 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al al 12 aprile 2026
"Svuota la vetrina". I libri saranno donati alle due carceri veneziane (Venezia, dal 10 aprile 2026)
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Presentazione libro. "L'emergenza negata", di Gianni Alemanno e Fabio Falbo (Roma, 16 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI