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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 28 aprile 2026
di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 28 aprile 2026 Gli 800 posti previsti concentrati in sette penitenziari: così il piano “Kairos” per rafforzare la sicurezza. L’avvocato Brucale: segregazione batte riabilitazione. Il Governo ha avviato il piano “Kairos”, una strategia di riorganizzazione complessiva del regime di 41-bis che mira a concentrare gli oltre 800 posti previsti per i detenuti in regime di carcere duro in sette “super penitenziari” altamente controllati distribuiti su tutto il territorio nazionale.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 28 aprile 2026 “I disagi, correlati alle elevate temperature, potrebbero causare un aumento del rischio suicidi”. Il dirigente responsabile della direzione generale dei detenuti e del trattamento, dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Ernesto Napolillo scrive ai provveditori regionali, al capo e vice del dipartimento e al direttore generale per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria. “Con l’approssimarsi della stagione estiva ed i possibili disagi ad essa correlati, al fine di migliorare le condizioni di vita detentiva, negli anni passati sono state impartite dalla direzione generale disposizioni utili a dotare ciascuna struttura penitenziaria dei presidi necessari e ad assumere mirate iniziative in grado di fronteggiare la calura stagionale.
Il Dubbio, 28 aprile 2026 Il segretario della Uil-Fp Polizia penitenziaria lega il caso Alemanno al sovraffollamento strutturale e denuncia organici carenti, aggressioni e assenza di riforme. Il caso Gianni Alemanno riporta per qualche ora il carcere al centro del dibattito pubblico, ma per Gennarino De Fazio il punto vero è un altro: non il singolo detenuto eccellente, bensì una crisi penitenziaria ormai strutturale che continua a essere affrontata senza risposte concrete. Il segretario generale della Uil-Fp Polizia Penitenziaria parla apertamente di contraddizioni del governo e lega lo sconto di pena riconosciuto all’ex sindaco di Roma a un fenomeno molto più ampio, che ogni anno coinvolge migliaia di detenuti costretti a vivere in condizioni ritenute inumane e degradanti.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 aprile 2026 Nel caos i vertici del Dap. Una circolare del capo Dipartimento contraddice il direttore generale Napolillo. Entrano i telefonini, i pizzini e le droghe, qualche volta perfino le armi. Ma i frigoriferi nelle celle giammai. Nel paradosso delle carceri sovraffollate e dei tribunali vuoti che per carenza di personale mettono in stand by i processi meno urgenti (vedi Gip di Milano), il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria individua una nuova potenziale arma contundente da sottrarre a quei detenuti che eventualmente volessero gentilmente servire le rivolte per le quali un anno fa il governo Meloni ha creato la apposita fattispecie di reato ma che poi nei fatti scarseggiano.
di Enrico Sbriglia*
La Repubblica, 28 aprile 2026 A scriverla è il Coordinatore nazionale della Dirigenza Penitenziaria e Garante dei diritti della persona nella Regione Friuli Venezia Giulia. Cara Presidente, nell’Amministrazione delle carceri sembra che domini una cecità che neanche la lungimirante sensibilità di José Saramago avrebbe immaginato. Delle recenti e discutibili disposizioni dipartimentali hanno previsto che, mentre ci avviciniamo all’estate, calda sia sul fronte delle guerre che delle temperature meteo, vengano rimossi - là dove ci sono - i frigoriferi che servono per custoditi i pochi generi alimentari consentiti, acquistati o ricevuti dai familiari dei detenuti, che vivono in celle sovraffollate, dove nei mesi estivi si raggiungono temperature insopportabili.
di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 28 aprile 2026 Con tutti i problemi che le carceri hanno, e che immaginiamo abbia anche chi deve dirigerle, dal centro come dalla periferia, tre giorni fa il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avuto tempo di firmare una nota indirizzata ai provveditori regionali in cui gli spiega che i pozzetti frigo “di nuovo acquisto” (quelli vecchi no, evidentemente, beati loro e chi li usa) dovranno essere posizionati “in una stanza l’uopo dedicata”, e non più nei corridoi delle sezioni, dove spesso stanno perché, come il capo dipartimento dovrebbe sapere, di stanze da dedicare all’uopo non ce ne sono tante con 17mila detenuti più della capienza regolamentare effettivamente disponibile.
di Angela Stella
L’Unità, 28 aprile 2026 Stefano Anastasia, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Lazio, in una nota di qualche giorno fa indirizzata ai Provveditori regionali il capo del Dap spiega che i pozzetti frigo “di nuovo acquisto” dovranno essere posizionati “in una stanza l’uopo dedicata”, e non più nei corridoi delle sezioni. Inoltre “in nessun caso i pozzetti frigo e/o frigo potranno essere collocati nelle camere di pernottamento”, visto che vi si possono occultare “oggetti o sostanze non consentite”.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2026 Alcune misure hanno una loro razionalità ma il problema è l’impianto: la sicurezza diventa un contenitore emotivo dove finiscono fenomeni diversissimi. La stagione dei decreti sicurezza del governo Meloni ha un tratto comune: ogni emergenza sociale viene tradotta in risposta penale. Rave, immigrazione, Caivano, occupazioni, proteste, carceri, centri per migranti, criminalità minorile, tutela delle forze dell’ordine: materie diverse, ma una grammatica unica. La sicurezza non viene trattata come politica pubblica complessa, fondata su prevenzione, dati, organizzazione amministrativa e capacità investigativa, ma come produzione continua di nuovi reati, aggravanti, divieti e inasprimenti. Facciamo un riepilogo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 aprile 2026 A ventiquattr’ore dall’incontro fra l’Anm, il Cnf e il guardasigilli Carlo Nordio, prende sempre più corpo la possibilità di un rinvio della norma sul gip collegiale. Lo ha detto lo stesso ministro della Giustizia sabato scorso in un’intervista al Corriere della Sera: “È ormai legge e non si discute. Dovremmo considerare le compatibilità con gli organici presenti e semmai rimandare l’entrata in vigore a quando, presumibilmente entro la fine dell’anno, saranno superate le eventuali criticità grazie all’assunzione dei nuovi magistrati”. Ipotesi non smentita dal numero due di via Arenula, il viceministro Francesco Paolo Sisto, che ci dice: “La norma c’è e non si torna indietro. Quindi si farà”, ribadisce l’esponente forzista, “ma senza creare disfunzioni al sistema”, non escludendo quindi un rinvio di qualche mese.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 28 aprile 2026 Il presidente dell’Anm: “Domani siederemo di nuovo al tavolo del confronto con il ministro con spirito costruttivo”. “La prima riforma della giustizia? “Deve essere la più semplice: adeguare personale e risorse alla media europea”, dice Giuseppe Tango. Da un mese esatto nuovo presidente dell’Anm, domani incontrerà, con la giunta, il ministro Nordio.
di Gabriele D’Angelo
romatoday.it, 28 aprile 2026 Nelle due Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Palombara Sabina mancano personale e cucina, e le ore d’aria si fanno al chiuso. Ma il vero problema sono le liste d’attesa per entrare. E per uscire. L’unico spazio aperto è una terrazza circondata dalle sbarre. Più che un cortile è una sala fumatori. Prima domanda: “Ma devo chiamarvi detenuti o pazienti?”. “Pazienti” risponde uno, “detenuti”, ribatte un altro. Un altro ancora dice che “siamo entrambe le cose”.
garantedetenutilazio.it, 28 aprile 2026 Pregiudizi e carenze del sistema di salute mentale territoriale rallentano il deflusso e il reinserimento nella società dei pazienti non pericolosi delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. “Il problema delle Rems è fuori dalle Rems, in un eccesso di input, legato a vecchi pregiudizi nei confronti della malattia mentale, e in un difetto di output, dovuto dalla sofferenza del sistema territoriale di salute mentale che non riesce a garantire l’ordinario deflusso delle persone prive di reale pericolosità sociale e che potrebbero uscire dalle Rems molto prima di quanto non riescano a fare”.
cagliaritoday.it, 28 aprile 2026 La presidente della Regione dopo il sopralluogo a Nuoro: “Non ci spaventa il regime di sicurezza per i boss mafiosi, ma l’idea di tre istituti dedicati”. “La sostanza è che non vogliamo un carcere dedicato: essendo una struttura dentro la città, vogliamo fare la nostra parte senza perdere il diritto del detenuto di scontare la pena in prossimità”. Sono le parole della presidente della Regione, Alessandra Todde, al termine della sua visita ispettiva nel carcere di Badu ‘e Carros a Nuoro, accompagnata dal sindaco di Nuoro Emiliano Fenu e accolta dalla direttrice dell’istituto Daniela Marras, dal provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Sardegna, Domenico Giuseppe Arena. All’incontro ha partecipato la Garante dei detenuti del carcere nuorese, Giovanna Serra.
sardiniapost.it, 28 aprile 2026 Il corso di scrittura creativa coinvolgerà venti donne invitate a riflettere sulla poetica del cantautore genovese. Trentaquattro anni fa, nel 1992, in totale segreto e anonimato, Fabrizio De André ha effettuato una visita ai detenuti della Casa di Reclusione di Is Arenas, parlò con loro e, contravvenendo alla regola che si era imposta di non cantare, prese tra le mani una chitarra e interpretò alcuni brani del suo repertorio. Un’esperienza che ha segnato la vita dei presenti di allora e che l’ associazione Socialismo Diritti Riforme e la fondazione Faustino Onnis intendono ripetere spiritualmente in una giornata speciale per Sa Die de sa Sardigna.
AFFARI SOCIALI
di Chiara Francini
La Stampa, 28 aprile 2026 Leggere, oggi, è un atto di resistenza. Nel senso concreto, fisico, quasi muscolare. Restare dentro una pagina quando tutto ci spinge altrove è una scelta. Non si tratta di opporsi alla tecnologia, si tratta di non delegarle tutto. Perché il rischio non è diventare meno intelligenti, è diventare meno liberi. E la libertà, senza la capacità di pensare, è solo una parola che non sappiamo più leggere. Immagino un futuro in cui leggere un libro intero, dall’inizio alla fine, sarà un atto di lusso, non economico, ma mentale, un privilegio silenzioso, come il tempo, come il sonno senza interruzioni. Un futuro in cui la concentrazione non sarà più facoltà diffusa, ma competenza di classe.
di Francesco Riccardi
Avvenire, 28 aprile 2026 È la nostra liberazione che ricordiamo, è la nostra resistenza. E tutti abbiamo diritto di scendere pacificamente in piazza, dietro all’unica bandiera che ci unisce davvero: quella italiana. La soluzione più semplice e giusta l’ha indicata su La Stampa Edith Bruck, sopravvissuta alla Shoah: “Alla manifestazione del 25 aprile si portino solo le bandiere dell’Italia”. E ciò risolverebbe sul piano pratico buona parte dei problemi che si creano, da 30 anni ormai, a ogni ricorrenza della Liberazione. Tra contestazioni pesanti, provocazioni e da ultimo esclusioni arbitrarie dai cortei e dalle piazze. La questione da dirimere, però, è più profonda. E riguarda quella che potremmo definire la “privatizzazione” di una Festa che invece per sua stessa natura dovrebbe essere pubblica.
di Alberto Iannuzzi
Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2026 Nel dossier si parla di deriva sociale, che sta divorando intere comunità, impoverendo famiglie e arricchendo clan. Perché lo Stato consente al sistema di crescere? Si rimane sempre più increduli nel leggere le cifre da capogiro contenute nell’ultimo dossier di Libera sul gioco d’azzardo nell’anno 2025. Lo sbigottimento si tramuta in indignazione, se esaminiamo le implicazioni economiche e culturali del fenomeno, ma soprattutto constatando l’inadeguatezza delle risposte date sino ad ora a quella che ormai è una vera e propria emergenza sociale. Il dato complessivo è eloquente: oltre 165 miliardi di euro la spesa complessiva in Italia, con un aumento del 9% del gioco online rispetto al 2024.
di Francesco Dandolo
Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile 2026 Appello al governo per fermare la realizzazione di un centro per il rimpatrio dei migranti a Castel Volturno (Ce). Non si avverte la necessità di una struttura di reclusione che imita espressamente quelle carcerarie nel separare i migranti dalla popolazione locale in un territorio che tra difficoltà e sostanziale assenza di un sostegno da parte delle istituzioni, realizza da decenni un laboratorio di integrazione. È dal sangue versato per l’uccisione di Jerry Masslo e per la strage di San Gennaro, vicende ineludibili della memoria della nostra Repubblica, che le strutture educative e la rete associativa suppliscono alle palesi inadempienze di chi dovrebbe essere preposto alla tutela delle persone fragili.
di Elisa Campisi
Avvenire, 28 aprile 2026 Il rapporto del Sipri sugli investimenti degli Stati nella difesa fotografa un balzo del 2,9%, con un’impennata europea (+14%) e un calo per gli Usa (-7,5%) dopo lo stop agli aiuti militari all’Ucraina. “Gli Stati hanno risposto a un altro anno di guerre, incertezza e sconvolgimenti geopolitici con massicci programmi di riarmo”: così Xiao Liang, ricercatore del programma sulla spesa militare e la produzione di armi dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri) ha dato una lettura dei nuovi dati diffusi ieri dall’Istituto sulla spesa militare globale, che nel 2025 è aumentata nuovamente - del 2,9% in termini reali rispetto al 2024 -, arrivando a un nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari complessivi.
di Enzo Cannizzaro
Il Riformista, 28 aprile 2026 La crisi di cui si parla in tutto il mondo, è soprattutto la crisi del divieto dell’uso o della minaccia della forza: la norma fondativa del diritto internazionale dei nostri tempi. Questo divieto è stato stabilito in un momento storico eccezionale: quello immediatamente successivo alla Seconda guerra mondiale. L’eccezionalità è ben descritta nella prima frase della Carta dell’ONU: “Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità…”. Questo evento storico ha certamente contribuito a realizzare un obiettivo che fino ad allora era stato evocato solo nella letteratura utopica, e, cioè, codificare la pace come il bene supremo dell’umanità.
Il Dubbio, 28 aprile 2026 Prigioni bloccate in tutta la Francia per le proteste del sindacato, che chiede misure urgenti contro sovraffollamento e carenza di personale. Ma il guardasigilli dice no allo “svuota-carceri”. Prigioni bloccate per protestare contro il sovraffollamento penitenziario. È la protesta lanciata oggi in diversi istituti francesi dal sindacato degli agenti penitenziati, Ufap-Unsa, che chiede misure urgenti contro le celle strapiene e la carenza di personale. Secondo gli ultimi dati ufficiali, al primo marzo il tasso di sovraffollamento era del 137,5%, con 87.126 detenuti a fronte di 63.500 posti disponibili. E alla stessa data si contavano 7mila materassi posti sul pavimento in assenza di letti disponibili.
ansa.it, 28 aprile 2026 Una nuova legge elimina la possibilità di scarcerazione anticipata per reati gravi commessi da minori, suscitando forti preoccupazioni sui diritti umani e la riabilitazione. È entrato in vigore il 26 aprile 2026 in El Salvador un controverso pacchetto di riforme penali promosso dal presidente Nayib Bukele che prevede l’ergastolo per i minorenni. Il testo introduce la condanna alla pena perpetua per i reati di omicidio - compreso il femminicidio - stupro e appartenenza a bande criminali, considerate gruppi terroristici, negando il diritto alla libertà condizionale o alla scarcerazione anticipata. Organizzazioni come la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (Cidh) e Human Rights Watch (Hrw) denunciano tuttavia che tali misure sono incompatibili con gli standard costituzionali internazionali.
di Manfredo Pavoni Gay
Il Manifesto, 28 aprile 2026 Nel sovraffollatissimo carcere di San Pedro, a La Paz, in Bolivia, i detenuti si autogestiscono e i parenti possono stare con loro. Ma all’interno la vita è regolata dalle dure leggi del capitalismo. Se l’America latina è il continente del realismo magico, sicuramente il carcere di San Pedro ne è una delle tante dimostrazioni. E forse solo la Bolivia, il paese meno occidentale e più radicato nella cultura indigena dell’America latina, poteva ospitare un carcere così particolare. Un Paese che ha la più alta percentuale di popolazione indigena dell’America latina, uno Stato plurinazionale che riconosce costituzionalmente 36 nazioni indigene, la cui architettura politica si basa sul pluralismo etnico, anziché sullo Stato Nazione.
DOCUMENTI
Comunicato Si.Di.Pe. Sindacato Direttori Penitenziari. "Il sonno della ragione genera mostri"
Articolo. "Case di lavoro. Dove nessuno vuole guardare", di Paola Cervo
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 26 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 27 aprile al 3 maggio 2026
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI