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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 26 aprile 2026
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 26 aprile 2026 Sono 63.940 le persone detenute in Italia, il 4,38% sono donne. Gli istituti di pena sono sovraffollati, in media, al 138%, un anno fa lo erano al 134%. Sono 25 i bambini in carcere con le loro madri. Sono alcuni dei dati del Report del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale. Sono 61.142 uomini e 2.798 donne (il 4,38%) gli adulti detenuti in Italia, per un totale di 63.940 persone, ad aprile 2025 erano 62.445. Il 68,53% (43.618) sono cittadini italiani, e il 31,47% (20.124 persone) sono stranieri, di questi la componente extracomunitaria è l’86,6%.
ansa.it, 26 aprile 2026 Sbriglia: “C’è volontà esasperare per giustificare i Gruppi di Intervento Operativo?”. “Mentre l’Italia si prepara alla calura estiva e i meteorologi lanciano i primi allarmi, al Largo Luigi Daga, sede del Dap, il più qualificato centro decisionale del sistema carcerario, che dovrebbe ‘confortare e sostenere’ chi opera nelle prigioni, spira un vento che raggelare ogni logica gestionale, ma non certo le bottiglie d’acqua dei detenuti”. A sostenerlo è il Coordinatore nazionale del Fsi-Usae, Federazione Sindacati Indipendenti dei dirigenti penitenziari di diritto pubblico, Enrico Sbriglia, contestando la decisione del Capo del Dipartimento di compiere una “stretta sull’uso di frigoriferi nelle celle detentive”.
di Enrico Sbriglia*
Ristretti Orizzonti, 26 aprile 2026 Abbiamo appreso, increduli, della recente nota, firmata dal Capo del Dipartimento, riguardante la stretta sull’uso di frigoriferi nelle celle detentive. In diversi istituti, infatti, dei lungimiranti direttori ne hanno consentito da tempo l’impiego; si tratta di elettrodomestici di contenute dimensioni dove i detenuti stipano le bottiglie di plastica di acqua e bibite (tra l’altro vi sono realtà dove l’acqua manca o è non potabile), insieme a quei generi alimentari freschi che acquistano, se va bene, due volte alla settimana, altrimenti una sola, e dove ripongono le pietanze “gourmet” somministrate dall’amm.ne, oppure le vettovaglie consentite e controllate portate dai familiari in visita.
GIUSTIZIA
di Lorenzo Spadacini
Il Manifesto, 26 aprile 2026 Non è stata soltanto un errore, o un pasticcio corretto in extremis, la vicenda del decreto sicurezza e della norma sugli avvocati pagati per favorire i rimpatri, è stata un precedente. Che, come ha ben colto ieri l’editoriale di Andrea Fabozzi, riguarda il modo in cui le regole costituzionali possono essere piegate e poi riassorbite senza costi politici per chi le viola. È noto come, a partire almeno dalla presidenza Ciampi, la cosiddetta “moral suasion” si sia progressivamente affiancata all’esercizio dei poteri formali. Interlocuzioni preventive, richiami informali, correzioni sollecitate prima della promulgazione: strumenti utili, in molti casi, a evitare conflitti istituzionali e gli strappi costituzionali più evidenti. Inizialmente, tuttavia, essa ha svolto una funzione complementare, non sostitutiva.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 26 aprile 2026 Parla l’ex pm di Mani Pulite: “La conseguenza saranno carceri ancora più piene. Errori su fermo preventivo e flagranza”. “La nuova legge sulla Sicurezza? A mio parere, le norme che presentano profili su cui dovrebbe pronunciarsi la Corte costituzionale sono più d’una”. Gherardo Colombo, già pm di Mani Pulite, il magistrato che svelò l’esistenza della P2, da quasi venti anni si occupa di sociale, è impegnato con i giovani e con le persone detenute. E non nasconde lo stupore rispetto a quanto avvenuto nel grave pasticcio sul dl Sicurezza.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2026 Il ministro ammette che la norma non potrà entrare in vigore ad agosto a causa delle carenze di organico. Mercoledì l’incontro con l’Anm: le toghe chiederanno l’abrogazione. Dopo la sconfitta al referendum, Carlo Nordio alza bandiera bianca anche sui tre giudici per gli arresti. In un’intervista al Corriere della sera, il ministro della Giustizia riconosce per la prima volta che la norma sul gip collegiale, contenuta nella sua riforma del 2024, non potrà entrare in vigore il prossimo 25 agosto come previsto, ma dovrà essere rinviata almeno fino alla fine dell’anno per non mandare in tilt i tribunali.
di Gianfranco Amendola*
Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2026 Pochi giorni fa è stata depositata una sentenza del Tribunale di Rovigo: “Non è vietato il ricorso alle nuove tecnologie, non venga trascurata la necessaria supervisione umana”. Tutto inizia il 22 giugno 2023 quando la Corte del distretto meridionale di New York emette un’ordinanza motivata con cui irroga a due avvocati una sanzione di 5.000 dollari per avere, in una causa di risarcimento danni, depositato a favore del loro cliente atti giudiziari citando precedenti di giurisprudenza elaborati, peraltro con termini giuridicamente inappropriati, da un sistema di intelligenza artificiale, completamente inventati e quindi inesistenti senza desistere neppure quando i legali della controparte ne avevano dimostrato, appunto, la inesistenza.
palermotoday.it, 26 aprile 2026 L’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, ha destinato quattro milioni per il reinserimento sociale e lavorativo di soggetti con dipendenze patologiche. In attuazione della legge Regionale 26/2024 è stato pubblicato l’ Avviso a valere sul Pr Sicilia Fse+ 2021-2027, che promuove percorsi rieducativi e formativi multi livello che consentano ai soggetti che presentano profili di fragilità, tra i quali i detenuti, di acquisire, oltre a competenze professionali, un equilibrio psico-fisico che favorisca benessere integrale e sviluppo cognitivo ed emotivo, con particolare attenzione per coloro che per età, condizioni sociali o mediche presentano profili di maggiore criticità.
di Stella Bonfrisco
Il Resto del Carlino, 26 aprile 2026 Il 35enne georgiano doveva scontare una pena inferiore a cinque anni. Sarebbe stato spostato alla Rems a causa di gravi problemi psichiatrici. Si è suicidato venerdì sera, intorno alle 21, nel carcere della Pulce, un uomo di nazionalità georgiana. Aveva 35 anni. Si trovava nell’articolazione per la tutela della salute mentale (Atsm), dove era rientrato da un paio di giorni dopo essere stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio. Il prossimo 27 aprile avrebbe avuto l’udienza con il giudice di sorveglianza per il trasferimento in una Rems. L’uomo aveva da scontare una pena lieve, inferiore ai cinque anni.
sassaritoday.it, 26 aprile 2026 Il ministero della Giustizia, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e la direzione della casa circondariale di Sassari hanno presentato ricorso in Cassazione contro l’autorizzazione che consentiva ad Alfredo Cospito di ricevere libri e cd musicali. L’anarchico, detenuto in regime di 41 bis nell’istituto di Bancali, resta per il momento senza i materiali richiesti, nonostante il tribunale di sorveglianza si fosse espresso a favore della consegna. Fino alla decisione della Suprema Corte, il divieto rimane in vigore.
ondatv.tv, 26 aprile 2026 L’accusa è quella di omicidio colposo in concorso per aver “omesso di adottare gli opportuni e tempestivi accertamenti in presenza di un quadro clinico tale da consentire una sicura insorgenza di complicazioni cardiache”. È questa la contestazione che il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Stefano Iafolla ha formulato nei confronti di tre medici del carcere di massima sicurezza di Sulmona che il prossimo 7 luglio dovranno comparire davanti al giudice per le udienze preliminari. Un caso di presunta responsabilità sanitaria all’interno della casa di reclusione di Sulmona che riguarda il decesso di Pietro Guccione, avvenuto a seguito di gravi complicazioni cardiache che, secondo l’accusa, avrebbero potuto essere prevenute con accertamenti tempestivi e adeguati.
Quotidiano di Sicilia, 26 aprile 2026 “Non ascoltano neanche chi li rappresenta sul territorio. Da anni proponiamo la chiusura della nona sezione della casa di Reclusione Ucciardone, in quanto fatiscente e sovraffollata da soggetti con gravi problemi di salute mentale e con persone con problematiche disciplinari, art.14 bis. Nel tempo si era riusciti ad alleggerire la presenza nella sezione da circa 60 persone a 25, ieri sono tornato alla nona, su richiesta di alcuni detenuti e la situazione è nuovamente appesantita. Di colpo sono arrivati anche 14 persone detenute con art.14 bis (soggetti puniti) con problematiche complesse”. Lo dice Pino Apprendi, garante dei diritti delle persone private della libertà di Palermo.
di Viviana Braia
suditaliavideo.it, 26 aprile 2026 Come un libro, che segna la fine di un progetto, può iniziare a segnare la coscienza collettiva. Lo scorso 22 aprile, a Matera, presso la sala convegni della Caritas diocesana Matera-Irsina, è stato presentato il libro “Coltivare umanità. Manuale involontario di botanica umana”, di Ilaria De Vanna. L’autrice, già mediatrice e formatrice esperta di Giustizia Riparativa, nonché vice presidente della Cooperativa C.R.I.S.I., ha raccolto in parole i fiori sbocciati nell’ambito di un progetto per il recupero e il reinserimento dei detenuti presso la Casa Circondariale di Matera.
AFFARI SOCIALI
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 26 aprile 2026 Per l’ennesima volta, si registrano tensioni e contrasti nei cortei per la Festa della Liberazione. Da Milano a Bologna fino a Roma, c’è chi ritiene di negare ad altri il diritto a sfilare. È il frutto malato di una nazione in cui certa politica continua a dividere anziché favorire il confronto, spesso per calcoli elettorali. E impedisce di celebrare tutti insieme una Festa che, ammonisce il presidente Mattarella, va onorata “per amor di Patria” e non per ideologia. C’era qualcosa di profetico e anticipatorio negli interventi dei deputati che venerdì, nell’Aula di Montecitorio prima del voto sul decreto sicurezza, rappresentavano il 25 aprile come momento, ancora e purtroppo, “divisivo”.
di Thomas Bendinelli
Corriere della Sera, 26 aprile 2026 Lo storico Conti: tanti italiani faticano a riconoscersi nella Carta. Professor Davide Conti, come sta la nostra Costituzione nata dalla Resistenza? “Anche col recente voto, soprattutto di tanti giovani, gli italiani hanno voluto dire che la Costituzione è meglio tenersela così com’è. Gli scenari generali ci mostrano un’ascesa dei populismi, la messa in discussione del diritto internazionale, di organismi come le Nazioni Unite e di tutto quell’assetto nato dopo il secondo conflitto mondiale. Oggi vediamo una crisi delle democrazie liberali, incapaci di dare una risposta al grande tema delle disuguaglianze. Ebbene, la nostra non è una democrazia liberale, bensì costituzionale, che mette al centro proprio la questione sociale e quindi impone di combattere le disuguaglianze.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 26 aprile 2026 25 Aprile Da Roma a Milano, la ricorrenza diventa una chiamata all’azione contro il decreto sicurezza e la militarizzazione. La coincidenza dell’approvazione del decreto sicurezza a 24 ore dalla Festa della Liberazione ha tolto la patina di ricorrenza alla data. Gli appuntamenti del 25 aprile quest’anno sono diventati una chiamata alla mobilitazione contro la repressione e le tentazioni autoritarie del governo, di cui l’ultimo pacchetto securitario è l’epifenomeno. Oltre agli appuntamenti istituzionali, si terranno cortei per la difesa della Costituzione dai tentativi di modifica delle destre, dopo l’assalto fermato con il No al referendum sulla giustizia.
di Francesco Musolino
La Stampa, 26 aprile 2026 Vi è mai capitato di prendere il telefono per rispondere ad una notifica, per poi aprire in automatico TikTok o Instagram e iniziare a scrollare reel dopo reel, perdendo di vista la cognizione del tempo? E poi, quando finalmente metti giù il telefono, ti rendi conto che è trascorsa mezz’ora, un’ora o magari due. A me è successo, succede ancora oggi. Kaley, una ragazza californiana che online usava il nickname KGM, ha raccontato ai giudici di Los Angeles la sua storia: alle elementari ha iniziato a vedere cartoni animati su YouTube, approdando a Instagram alle medie, arrivando a passare sedici ore al giorno online mentre il suo corpo rispondeva in modo inequivocabile a quegli stimoli, manifestando ansia, depressione e un disturbo da dismorfismo corporeo.
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 26 aprile 2026 Il 25 aprile 2016 il medico e ricercatore iraniano veniva arrestato a Teheran per spionaggio. Da allora la comunità si batte per la sua liberazione, a cominciare dai suoi colleghi dell’Upo. Per giorni non si era saputo nulla di lui, né dove fosse né perché. Il 25 aprile 2016 il medico e ricercatore Ahmadreza Djalali, 54 anni, era stato arrestato con l’accusa di essere una spia al soldo di Israele, ipotesi poi diventata una condanna a morte. Sono passati dieci interminabili anni da quel giorno e lui è sempre rinchiuso a Teheran in una cella del carcere di Evin, sezione 7 dei detenuti politici, dove le sue condizioni di salute peggiorano sempre, come dimostra l’ultima immagine del suo viso diffusa nei giorni scorsi.
DOCUMENTI
Scheda di presentazione del libro: "Due condannati pentiti e morti", di Sonia Porta
Articolo. "La ragionevole previsione di condanna: lettura e sistematica", di Riccardo Bianchi
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 25 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 27 aprile al 3 maggio 2026
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI