|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di venerdì 24 aprile 2026
CARCERI
di Sara Sedici
ilmirino.it, 24 aprile 2026 Tra crescita della popolazione detenuta, sovraffollamento e aumento di eventi critici come suicidi e atti autolesivi, il carcere si configura sempre più come lo specchio di una società attraversata da marginalità, dipendenze e disagio psichico, oltre a un luogo dove si concentrano patologie croniche, psichiatriche e infettivologiche. Interventi di prevenzione sono previsti, ma restano ancora applicati in modo disomogeneo. Di questi temi si è discusso nel XXVI convegno nazionale “Agorà Penitenziaria 2026” della Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria - SIMSPe. Intitolato “Tutela della Salute ed Esecuzione Penale”, che si è svolto il 21 e 22 aprile a Roma presso l’Aula Agostini dell’Istituto Nazionale Salute Migrazioni e Povertà, Via di S. Gallicano 25/A.
di Vinicio Marchetti
today.it, 24 aprile 2026 I direttori degli istituti penitenziari italiani attendono il primo contratto di categoria dal 2005. Ora una riforma li trasforma in esecutori. Il Coordinamento Nazionale Dirigenti Penitenziari insorge. C’è un modo per distruggere uno Stato senza sparare un colpo. Basta riscrivere un decreto. Basta cambiare i nomi degli uffici, spostare le dipendenze funzionali, trasformare chi governa in chi esegue. E farlo di notte, in silenzio, con il linguaggio burocratico che addormenta le coscienze e nasconde la violenza dentro i subordinati di una circolare ministeriale. È quello che sta accadendo nelle carceri italiane. O meglio: è quello che si vuole fare alle carceri italiane.
Ristretti Orizzonti, 24 aprile 2026 La salute è un diritto umano e la Costituzione italiana la tutela come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività: come garantirla alle persone detenute è uno dei grandi temi che affronta quotidianamente chi opera a qualunque titolo, anche da volontario, in carcere. Nato da un’idea e dalla collaborazione tra Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia ETS e Coordinamento Nazionale Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane APS, è rientrato nel progetto nazionale “Costruire il Domani”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e si svilupperà in 11 incontri online su piattaforma ZOOM.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 24 aprile 2026 Per il 24 aprile è in programma uno spettacolo a Rebibbia, ma dei 20 attori “di alta sicurezza” solo 4 potranno accedere al teatro. Non per lo spettacolo di un’ora, ma per 20 minuti: “Continua la negazione del valore della libertà di espressione”. A Genova laboratorio autorizzato, con ritardo. Cannata (direttrice artistica): “Quando lo spettacolo sarà pronto, speriamo di poterlo fare davanti a un pubblico”. A Rebibbia del teatro dell’alta sicurezza resta solo un simulacro. E lo stesso vale ad Asti. A Monza, un festival lungo un mese tutto dedicato al teatro in carcere è stato completamente ripensato, perché bisognava escludere i detenuti dell’alta sicurezza.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 24 aprile 2026 In occasione della Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore (ieri, 23 aprile) vogliamo ricordare come lettura e scrittura siano state due attività sempre fondamentali per l’”universo carcere”: molti sono, infatti, i romanzi (e non) che mettono questo tema al centro, le voci da dentro che lo raccontano, e sempre di più le esperienze trattamentali che utilizzano la scrittura autobiografica come strumento di riscatto per i detenuti. Approfondimento della vita in condizioni di privazione della libertà personale, revisione critica del proprio vissuto, ma anche un modo per coltivare la speranza: sono tante e diverse, nella storia, le motivazioni che hanno portato i detenuti a scrivere, guidati, consapevolmente o meno, dal potere catartico della scrittura che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 24 aprile 2026 Oggi il voto finale della Camera sul primo dl, poi ci sarà un Consiglio dei ministri per varare il testo “ad hoc” con le correzioni sugli incentivi ai rimpatri. Il presidente della Consulta, Amoroso: un esame della Corte è possibile. Intanto, la premier ha incassato il parere positivo dell’avvocato generale della Corte europea sui Cpr in Albania. C’è già chi lo ha soprannominato il venerdì dei due decreti. E di fatto, la giornata politica odierna potrebbe essere segnata da un doppio intervento legislativo sull’asse Montecitorio-Palazzo Chigi: da un lato la Camera sarà impegnata nel voto finale sulla conversione in legge del pacchetto sicurezza; dall’altro il Consiglio dei ministri, subito dopo, dovrebbe varare il testo “correttivo” della contestata norma sull’indennizzo agli avvocati che seguono le pratiche di rimpatrio dei migranti.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 24 aprile 2026 Il termine del 25 aprile, pena la decadenza, si sta avvicinando e la maggioranza alla Camera sta correndo per l’approvazione finale della legge di conversione del decreto Sicurezza. Le sedute fiume dovrebbero portare al via libera al provvedimento non prima delle 11:30 di venerdì. Poi il passaggio del testimone al Consiglio dei ministri che si riunirà per mettere una toppa all’emendamento attenzionato dal Quirinale. L’ipotesi sempre più accreditata è quella di un decreto legge per correggere l’articolo 30 bis, la norma sui compensi agli avvocati che portano a compimento il rimpatrio volontario di un cittadino straniero.
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 24 aprile 2026 Il Comitato per la legislazione di Montecitorio, organo chiamato a verificare la qualità dei testi normativi, la loro chiarezza, il corretto ricorso alla decretazione d’urgenza e altro, ha formulato diversi rilievi critici alla legge di conversione del decreto Sicurezza. Eppure, il testo arriva al voto finale della Camera stessa blindato dalla fiducia. Un paradosso. Le osservazioni formulate dal Consiglio superiore della magistratura sul decreto Sicurezza sono state ignorate. Le critiche del Consiglio nazionale forense e dell’Unione delle camere penali circa il compenso riconosciuto al difensore in caso di adesione del migrante al rimpatrio volontario assistito sono state bollate dal governo come quelle di chi non aveva compreso la norma. I dubbi di costituzionalità espressi dal Colle sulla stessa disposizione sono stati definiti dal ministro Matteo Piantedosi come una questione di diversa “sensibilità”.
di Valeria Valente*
Il Dubbio, 24 aprile 2026 Il provvedimento approvato dalla maggioranza viene descritto come risposta al disagio urbano, ma secondo le opposizioni riduce garanzie e libertà senza risultati reali. Per anni la destra ha costruito parte della propria identità politica sulla sicurezza. Non come una politica pubblica tra le altre, ma come il terreno su cui giocare un’eterna campagna elettorale e rivendicare una presunta superiorità rispetto alle forze di opposizione. Oggi, a quasi quattro anni di governo Meloni, quella promessa si misura con la realtà. E la realtà racconta altro: la sicurezza non è aumentata, mentre cresce la percezione di insicurezza nelle città e si riducono libertà e garanzie. L’ultimo decreto sicurezza, che sarà approvato proprio oggi in via definitiva dalla maggioranza alla Camera, rappresenta il punto più avanzato - e più grave - di questo fallimento. Non solo non risolve i problemi che dichiara di affrontare, ma segna un salto di qualità nella compressione dei diritti.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 24 aprile 2026 Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 14575/2026. Nei procedimenti di estradizione verso l’estero, la requisitoria del procuratore generale non deve essere necessariamente tradotta. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 14575/2026, chiarendo che l’atto che avvia la procedura non è tra quelli per cui la legge impone la traduzione obbligatoria. Non è infatti essenziale affinché l’imputato conosca le accuse. Il caso era quello di un cittadino cinese fermato a Malpensa di cui gli Stati uniti avevano chiesto l’estradizione per una serie di reati.
TERRITORIO
di Floriana Guerriero
Corriere dell’Irpinia, 24 aprile 2026 “La politica continua a non occuparsi delle carceri, semplicemente perché non garantisce consenso”. A sottolinearlo il Garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello nel corso del confronto “Oltre le sbarre”, tenutosi questo pomeriggio a Palazzo Caracciolo. Un confronto che diventa anche l’occasione per lanciare delle proposte concrete: “È tempo di smetterla con il ricorso costante al carcere, come unica risposta possibile alla violazione delle leggi. Il decreto sicurezza approvato dal Senato ha previsto l’introduzione di 19 nuovi reati, introducendo la figura del poliziotto penitenziario infiltrato, che rappresenta un problema innanzitutto per gli altri poliziotti e lo stesso direttore. Il rischio è quello di trasformare il carcere in una bomba ad orologeria.
di Francesca Morandi
laprovinciacr.it, 24 aprile 2026 La denuncia di Camera penale e Nessuno Tocchi Caino. La mattina la visita in carcere, il pomeriggio la conferenza a Palazzo comunale per denunciare non solo “il sovraffollamento”: 599 detenuti contro la capienza regolamentare di 384; dei 599, 360 sono fragili (problemi psichici o di tossicodipendenza). Ma anche la “carenza endemica di personale, educatori, agenti di polizia penitenziaria”. E il “degrado”. Padiglione vecchio. Quando, stamattina, Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, è entrata nella sezione infermeria di Cà del Ferro, “mi si è stretto il cuore: abbiamo trovato il degrado più totale.
di Mauro Ferri
goodmorningpiacenza.it, 24 aprile 2026 Più persone in galera non significa più sicurezza per chi sta fuori. Nel 2025 sono stati 230 i detenuti delle Novate che hanno beneficiato della misura dell’affidamento in prova al servizio sociale, in aumento rispetto ai 172 dell’anno precedente. Tuttavia sono ancora troppo pochi. Scontare la pena fuori dalle mura del carcere abbatte infatti il rischio di ricadere nella spirale dei reati, i dati del Ministero della Giustizia parlano chiaro: per chi ha svolto misure alternative alla detenzione il tasso di recidiva si attesta al 19-20 %, contro 69-70 % di chi resta chiuso in una cella. A sottolineare la scarsa efficacia riabilitativa dell’istituzione penitenziaria ci sono inoltre i dati puntuali del Rapporto Antigone.
ilpiacenza.it, 24 aprile 2026 In carcere nascono nuove possibilità: due pomeriggi alla settimana viene organizzato un laboratorio di sartoria per otto persone. Tra ago e filo, nella Casa Circondariale di Piacenza, ha preso forma un’esperienza che va oltre la semplice attività manuale. È un percorso fatto di tempo, pazienza e apprendimento, ma soprattutto di possibilità di cambiamento. Da circa due anni è attivo un laboratorio di sartoria nato dalla collaborazione tra la Direzione dell’Istituto, l’Associazione Oltre il Muro, la Caritas Diocesana e il Comune di Piacenza, che ha contribuito a sostenerne i costi. Si tratta di un progetto che mette in rete istituzioni e terzo settore attorno a un obiettivo comune: offrire strumenti concreti per il reinserimento sociale delle persone detenute.
di Sofia Coletti
La Nazione, 24 aprile 2026 Un nuovo capitolo, l’ottavo, del prezioso progetto che attraverso il teatro vuole contribuire al recupero dell’identità personale e alla risocializzazione dei detenuti. Torna “Per Aspera Ad Astra - riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza” promosso da Acri, realizzato con il sostegno di Fondazione Perugia e prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria: il risultato è lo spettacolo “Dalla costola di una colomba - Assemblea poetica” della regista Vittoria Corallo, liberamente ispirato da ‘Le tre ghinee’ di Virginia Woolf e in scena giovedì 14 maggio alle 18 alla Casa Circondariale di Capanne e lunedì 18 maggio alle 19.30 al Teatro Morlacchi, a ingresso libero.
monzatoday.it, 24 aprile 2026 È questo Ri-Creo, progetto dedicato al reinserimento e alla rieducazione attraverso la lettura e il confronto il cui primo appuntamento si è tenuto il 23 aprile nella casa circondariale di Monza e che si inserisce nell’iniziativa promossa da Orangle, realtà discografica già ideatrice del progetto Free For Music ovvero il primo laboratorio musicale in Italia realizzato proprio all’interno del carcere monzese. Protagonista dell’incontro - dove è stato presentato il libro “La legge del processo”, opera che racconta un percorso di trasformazione personale - l’autrice Luisa Belmonte Ingargiola, cofondatrice della realtà Parola della Grazia Milano, da anni impegnata in attività sociali, culturali e spirituali rivolte al sostegno delle persone in contesti di fragilità.
AFFARI SOCIALI
di Marzio Breda
Corriere della Sera, 24 aprile 2026 È la data fondativa del Paese e va festeggiata perché sta alla base della scelta repubblicana e della Costituzione. La linea ovviamente non cambia: il 25 aprile è la data fondativa del Paese e va festeggiata perché sta alla base della scelta repubblicana e della Costituzione, costituendo la base morale della nostra democrazia. Questa la posizione che il presidente ha sempre manifestato e che vale per tutti gli italiani e chiunque abbia responsabilità pubbliche non può starne fuori. A maggior ragione se ha responsabilità di governo. Non si discosterà da questi concetti l’intervento che il capo dello Stato svolgerà sabato a San Severino Marche per onorare l’anniversario della Liberazione.
di Renato Balduzzi
Avvenire, 24 aprile 2026 Basterebbe riandare alla storia e al senso della Festa della Liberazione per trarre motivi e argomenti utili a deflazionare la ricorrente spirale della corsa normativa e per rafforzare la coesione nel corpo sociale, premessa per la vera sicurezza pubblica. Sarà una mera coincidenza, ma anche quest’anno, a ridosso della Festa della Liberazione, il dibattito pubblico ci consegna l’ennesima discussione sul cosiddetto decreto-legge “sicurezza”. Anche quest’anno, se possibile in misura più marcata, il tema cruciale è la legittimità costituzionale di alcune clausole di tale decreto. E siccome sarebbe del tutto stravagante pensare che la Costituzione repubblicana non abbia a cuore il bene sicurezza, sorgono spontanei alcuni dubbi: non è che si scambiano per attinenti alla sicurezza pubblica contenuti normativi ...
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 24 aprile 2026 Una democrazia senza voce. E il declino della parola si riflette nell’incapacità di prendere decisioni efficaci e coraggiose. “Non potendo mobilitare più soldati, Churchill mobilitò la lingua inglese e la mandò in battaglia contro Hitler”. Non si sa bene chi l’abbia detto (spesso la frase è attribuita a John Kennedy) ma di sicuro è un’evocazione efficace non solo delle straordinarie capacità oratorie del grande primo ministro inglese ma di qualcosa di più importante: del valore che ha nella politica dei regimi democratici la parola, il discorso. Beninteso però se si tratta della parola detta - impugnando al massimo un foglietto di appunti da sbirciare ogni tanto o magari imparata a memoria - non già della parola detta solo in apparenza ma in realtà letta quasi parola per parola, gettando disperatamente l’occhio ogni pochi secondi su un testo scritto.
Il Dubbio, 24 aprile 2026 Dall’adulterio all’affettività in carcere, passando per la libertà di sciopero e l’aborto. La Corte festeggia e ricorda le sue decisioni storiche, oltre quattromila pronunce di illegittimità costituzionale dal 1956. La Corte costituzionale è “sempre stata al di qua della sottile linea di demarcazione tra le valutazioni di legittimità costituzionale e le scelte politiche riservate al legislatore”. A sottolinearlo è stato il presidente Giovanni Amoroso nel suo intervento alla cerimonia al Quirinale per i 70 anni di attività della Consulta.
di Errico Novi
Il Dubbio, 24 aprile 2026 Il “tavolo” post referendum di via Arenula può servire ad arginare l’erosione delle tutele. Il più è fatto. L’obbrobrio costituzionale è cancellato. L’articolo 30 bis del decreto sicurezza sarà modificato, stamattina, in modo che l’assistenza, anche stragiudiziale, dell’avvocato al cittadino straniero non sia più condizionata da un “vincolo economico di risultato”. Il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco lo ha detto con chiarezza nell’intervista pubblicata due giorni fa da Repubblica: “Sarà rimosso ogni legame tra l’esercizio dell’attività di difesa svolta dall’avvocato e l’esito della sua assistenza”, ed era questo “uno degli aspetti su cui abbiamo mosso delle osservazioni critiche”. Naturalmente l’avvocatura guarda all’ispirazione complessiva del decreto sicurezza, al coinvolgimento in quanto tale della professione forense nelle pratiche di rimpatrio volontario.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 aprile 2026 Il parere dell’avvocato generale Nicholas Emiliou: nessun divieto ai centri fuori territorio, ma lo Stato di diritto deve essere effettivo. Il Protocollo e la relativa normativa italiana sui Cpr in Albania sono compatibili con il diritto dell’Unione europea, a condizione che i diritti individuali e le garanzie riconosciuti ai migranti ai sensi del sistema europeo comune di asilo siano pienamente tutelati. A dirlo è Nicholas Emiliou, nel parere non vincolante che anticipa la futura sentenza dei giudici di Lussemburgo. Il parere apre dunque uno spiraglio giuridico, ma allo stesso tempo traccia una linea molto chiara: il modello dei centri in Albania non è di per sé contrario al diritto europeo, ma resta subordinato a una condizione decisiva, il rispetto pieno e verificabile dei diritti fondamentali delle persone coinvolte. Non basta, cioè, che tali diritti siano previsti sulla carta.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 24 aprile 2026 Il Centro dovrebbe occupare un’area naturalistica pregiata, i lavori saranno effettuati in deroga. Si individua un’area naturalisticamente pregiata, una zona umida gestita dal reparto Carabinieri per la biodiversità, preziosa per il transito degli uccelli migratori e meta degli appassionati di birdwatching. La si cementifica in deroga a qualunque norma urbanistica e paesaggistica e senza neanche la preventiva valutazione di impatto ambientale, poi la si trasforma in una sorta di carcere per 120 stranieri che siano stati sorpresi senza i permessi per stare in Italia. Per realizzare tutto ciò si spendono oltre 40 milioni di soldi pubblici che avrebbero potuto essere destinati a centri di accoglienza, trasporti, servizi, infrastrutture, difesa della costa o bonifiche.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 aprile 2026 La visita del pontefice alla prigione della Guinea Equatoriale, nota per detenzioni arbitrarie e torture. Sotto una pioggia torrenziale che si è abbattuta su Bata nel tardo pomeriggio di mercoledì, più di seicento detenuti vestiti di arancione e verde oliva hanno accolto Papa Leone XIV cantando e ballando nel cortile della prigione. Capelli rasati, sandali di plastica ai piedi, alcuni con la mascherina sul volto. Sul palco allestito per l’occasione, tappeto rosso, bandiere vaticane e altoparlanti che diffondevano musica festosa. Le autorità guineane avevano ridipinto le pareti e messo in scena la migliore versione possibile di un luogo che i rapporti internazionali descrivono da anni come uno dei più duri e opachi del continente africano.
DOCUMENTI
Scheda di presentazione del libro: "Due condannati pentiti e morti", di Sonia Porta
Articolo. "La ragionevole previsione di condanna: lettura e sistematica", di Riccardo Bianchi
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 26 aprile 2026
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI