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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 21 aprile 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 aprile 2026 Nelle carceri italiane è tornato il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt). Dal 1 al 12 settembre 2025, una delegazione del Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha visitato cinque istituti penitenziari: Avellino, Sollicciano a Firenze, Foggia, Marassi a Genova e Santa Maria Capua Vetere. Il rapporto non è ancora stato pubblicato. Ma il contesto in cui questa visita si inserisce, ricostruito nel 35esimo Rapporto generale del Cpt appena uscito, è tutt’altro che rassicurante. Il documento copre le attività svolte nell’arco del 2025: 22 visite in 20 paesi, 208 giorni di lavoro sul campo, 182 strutture esaminate. Fra queste, 69 erano strutture delle forze dell’ordine. Il quadro che emerge contiene un segnale preciso: in molti Paesi dove negli anni precedenti si era registrata una riduzione dei maltrattamenti, questi stanno tornando a emergere.
di Alessandro Malpelo
mondosanita.it, 21 aprile 2026 La sanità penitenziaria è lo specchio di una società alle prese con dipendenze, disagio psichico, violenza e vulnerabilità economica. Dietro le sbarre il medico trova di tutto: patologie croniche, malattie infettive, psicosi, disturbi alimentari e deficit metabolici. In questo scenario, la capacità del sistema di garantire i fondamentali in tema di prevenzione, diagnosi e cura assume un valore strategico non solo per la tutela dei detenuti, ma per l’intera collettività. Un sistema sotto pressione. I dati più recenti del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale delineano una situazione strutturalmente critica. Nel 2025, nei 189 Istituti Penitenziari italiani sono state accolte 103.866 persone, con livelli medi di sovraffollamento superiori al 150%. Nello stesso anno si sono registrati 254 decessi in carcere, di cui 76 suicidi; negli ultimi cinque anni i suicidi complessivi sono stati 370.
di Giunta e Osservatorio Carcere Ucpi
camerepenali.it, 21 aprile 2026 Da giorni circola insistentemente la notizia della intenzione di procedere ad un riassetto, attraverso un decreto ministeriale, delle funzioni della nuova “Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria”, istituita con Dpr 189/2025, direzione che avrebbe, fra l’altro, il compito di coordinamento delle attività del Gruppo operativo mobile, del Nucleo investigativo centrale, del Gruppo di intervento operativo creato per le rivolte in carcere, di altri reparti speciali del Corpo, del servizio traduzioni e piantonamenti. Secondo queste voci, nel DM in cantiere si stabilisce che le citate articolazioni operative stiano direttamente alle dipendenze della nuova Direzione generale e non più alla gestione diretta del capo del Dap.
di Francesco Malfetano
La Stampa, 21 aprile 2026 Dubbi sul bonus per gli avvocati, Mantovano corre al Quirinale. A notte salta la trattativa di mediazione. Pd: cercano lo scontro. Il pasticcio è di quelli che fanno rumore. E lasciano il segno. Il decreto Sicurezza, quello del fermo preventivo fino a dodici ore prima dei cortei e delle norme anti-maranza, rischia di saltare a un passo dalla scadenza. Il timer corre verso la mezzanotte del 25 aprile. E a farlo impazzire è un emendamento della stessa maggioranza che ha imbizzarrito l’ultimo miglio dell’iter: il “bonus” da 615 euro destinato agli avvocati che seguono pratiche di rimpatrio volontario. Una toppa inserita al Senato che si è trasformata in falla. E che ora minaccia di trascinare a fondo l’intero provvedimento. O, peggio, di farsi miccia di uno scontro frontale con il Colle. Il punto non è solo politico. È, prima di tutto, istituzionale.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 21 aprile 2026 Nel mirino la norma sui 615 euro agli avvocati per i rimpatri volontari. Timori per la controfirma di Sergio Mattarella e ipotesi di intervento correttivo in extremis. Allarme al Colle sul decreto sicurezza, con il governo impegnato a correre ai ripari. Nel mirino c’è la norma che introduce un incentivo da 615 euro per gli avvocati impegnati nelle pratiche di rimpatrio volontario. Anche solo l’ipotesi che Sergio Mattarella possa rifiutare la controfirma in assenza di modifiche rilevanti mette in agitazione la maggioranza. In un primo momento si fa trapelare l’intenzione di presentare un emendamento in commissione per correggere la disposizione contestata, ma in serata tutto si blocca per il timore dell’ostruzionismo delle opposizioni, che potrebbe far decadere il provvedimento.
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 aprile 2026 Le obiezioni di Mattarella sugli “incentivi ai legali” spingono il governo verso il dietrofront. Il no del Cnf e del mondo forense. Una via stretta. Strettissima. La maggioranza ha rischiato il corto circuito sugli “incentivi” agli avvocati, cioè per l’impasse sulla norma ad alto tasso d’incostituzionalità inserita nel decreto sicurezza. Sull’ormai famigerato emendamento approvato venerdì scorso a Palazzo Madama, il Capo dello Stato Sergio Mattarella non transige. Per l’intera giornata, Palazzo Chigi e alcuni ministri della primissima linea hanno lavorato a diverse exit stategy dallo strafalcione incriminato. La misura prevedeva per i legali un compenso di 615 euro (erogati per giunta dal Cnf) a condizione che si riciclassero in “agenzie” per il rimpatrio dei migranti.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 21 aprile 2026 Per il presidente dell’Unione camere penali, Francesco Petrelli, dalla norma del decreto sicurezza “discende un condizionamento dell’indipendenza del difensore che determinerebbe una violazione del principio costituzionale di uguaglianza”. Intanto il Quirinale esprime dubbi e aspetta una “soluzione”. “Gli avvocati rivendicano una funzione al servizio dello stato di diritto, delle garanzie della difesa in ogni luogo, stato e grado della giurisdizione e all’interno di ogni procedimento autoritativo che possa vedere compromessa non solo la libertà ma anche la dignità della persona. In caso contrario, verrebbe a determinarsi una violazione del principio costituzionale di uguaglianza”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 21 aprile 2026 Avvocati in rivolta non solo sulla ormai proverbiale norma sul rimpatrio “volontario” dei migranti. A non convincere c’è anche la stretta sugli stupefacenti, mentre tra gli emendamenti approvati spunta il sequestro dei contenuti online del profilo social personale. Per le Camere penali è a rischio di incostituzionalità la previsione introdotta all’ultimo al Senato che, per i reati di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, esclude la lieve entità quando, per l’allestimento di mezzi o strumenti o per le modalità dell’azione, le condotte sono poste in essere in modo continuativo e abituale.
di Eriberto Rosso
Il Riformista, 21 aprile 2026 È in questi giorni in discussione al Senato per la sua conversione il Decreto-legge 24/02/2026. Si tratta dell’ennesimo pacchetto sicurezza che ormai il Governo sforna senza soluzione di continuità, di chiara e drammaticamente rivendicata impronta populista. Un insieme di norme illiberali, connotate da ipertrofia sanzionatoria, illusoria risposta a fenomeni sociali complessi da una parte, e simbolica presa di posizione a fronte di episodi drammatici di cronaca dall’altra. Questa volta, però, sono proprio le premesse a smentire qualsiasi utilità dell’iniziativa normativa. La stretta repressiva, infatti, riguarda fenomeni di marginalità sociale, i minori, i migranti in condizione di illegalità, il mondo carcerario, tutti ambiti sui quali si è intervenuti con i precedenti Pacchetti Sicurezza, quattro di questo ultimo Governo, da quello contro i rave al Decreto Cutro, al penultimo con la criminalizzazione della resistenza passiva in carcere.
di Sofia Ciuffoletti*
Il Riformista, 21 aprile 2026 Il nuovo decreto legge, cosiddetto “Sicurezza”, n. 23 del 24 febbraio 2026, porta avanti la strategia del “prisma invertito” della giustizia penale minorile (dalla tutela per i minori alla tutela dai minori) e in generale dei princìpi ispiratori della tutela minorile. In una sorta di superfetazione normativa, infatti, il nuovo decreto legge interpola nuove norme repressive all’interno del testo del cosiddetto Decreto Caivano. La scelta e le tempistiche di questi interventi normativi, analizzati attraverso l’angolo di osservazione della giustizia (e della tutela) minorile, sono guidati dai fatti di cronaca che coinvolgono minorenni o giovani adulti (in questo ultimo caso dalla vicenda dell’omicidio del diciottenne Aba Youssef, ucciso da un compagno di scuola con una coltellata o, ancora, dalla vicenda, intervenuta successivamente ...
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 21 aprile 2026 Nell’intervista “A tu per tu speciale carceri” traccia un quadro del sistema penitenziario calabrese: numeri contenuti e potenzialità positive, ma gravi criticità sul fronte sanitario e della collaborazione istituzionale. Un sistema che può funzionare solo attraverso sinergia e responsabilità condivisa. Prosegue il focus sul mondo delle carceri con una nuova puntata di “A tu per tu speciale carceri”, che accende i riflettori sulla realtà calabrese, spesso percepita come distante ma in realtà parte integrante della società. Ospite dell’intervista è la provveditrice dell’amministrazione penitenziaria della Calabria, Lucia Castellano, insediatasi da pochi mesi ma già in grado di offrire una visione ampia e concreta del sistema.
Ristretti Orizzonti, 21 aprile 2026 Il 22 aprile 2026 alle ore 10:00, presso la sede del Consiglio regionale della Campania, isola F13 del Centro Direzionale di Napoli (Sala “G. Siani”), si terrà la presentazione della “Relazione annuale 2025”, a cura del Garante campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello. All’incontro prenderanno parte magistrati, direttori degli istituti penitenziari, operatori, cappellani e presidenti di tribunale. Dalla Relazione annuale emerge un quadro segnato da criticità persistenti. In Campania si registrano circa 7.800 persone detenute a fronte di poco più di 6.100 posti disponibili, con un esubero di oltre 1.600 detenuti, dato che conferma il grave problema del sovraffollamento negli istituti di pena regionali.
cagliaritoday.it, 21 aprile 2026 La presidente di Socialismo Diritti Riforme, Maria Grazia Caligaris, denuncia il rischio di un’attuazione silenziosa dei piani del Dap. Sotto i riflettori la concentrazione di detenuti in regime di massima sicurezza a Cagliari-Uta e Nuoro, mentre manca il dialogo tra Governo e Regione. Il rimpasto di deleghe e il silenzio istituzionale seguito alle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro non devono tradursi in un calo di tensione sulla gestione dei regimi penitenziari nell’Isola. È questo il monito lanciato da Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme (Sdr), in merito alla massiccia presenza di detenuti sottoposti al regime di 41-bis nelle carceri sarde.
di Maria Ducoli
La Nuova Venezia, 21 aprile 2026 La carenza di personale si ripercuote sulla popolazione carceraria. Bressani: “Ogni educatore segue cento persone, impossibile aiutarli”. Da una parte gli uffici, le procure e i tribunali senza personale amministrativo e di cancelleria. I tempi biblici dei procedimenti, le pendenze, i rallentamenti. Dall’altra, le carceri senza personale. Le fragilità lasciate a loro stesse e il tasso di recidiva alle stelle. Due facce della stessa medaglia, quella di un sistema giudiziario in affanno, a tutti i livelli.
ilpost.it, 21 aprile 2026 Il ministero della Giustizia ha svuotato il San Michele di Alessandria e bloccato le attività culturali senza dare spiegazioni, per farlo diventare un carcere per il 41-bis. Il carcere “San Michele” di Alessandria, in Piemonte, è considerato un carcere virtuoso: al suo interno lavorano da tempo diverse cooperative e associazioni che si occupano del reinserimento delle persone detenute, una delle quali è anche stata premiata, l’anno scorso, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da qualche mese però i progetti educativi, formativi e professionali sono stati interrotti per volere del ministero della Giustizia, perché il carcere è stato in parte svuotato per essere convertito al regime di detenzione 41-bis, il cosiddetto “carcere duro”. Non sono state date spiegazioni sui motivi di questa decisione.
di Martina Piazza
openlibri.it, 21 aprile 2026 Il sistema penitenziario italiano è spesso al centro di dibattiti e discussioni dovuti a criticità per ciò che riguarda le condizioni interne e le poche risorse, anche umane, necessarie a garantire ciò che è stabilito dalla Costituzione (art.27) e dalla legge sull’Ordinamento Penitenziario. Si inserisce in questo contesto una figura importante e poco conosciuta, il Garante dei Detenuti, o più correttamente, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. La figura del Garante è istituita con Decreto Legge 23 dicembre 2013, n. 146 (art. 7), convertito con modificazioni dalla Legge 21 febbraio 2014, n. 10.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 21 aprile 2026 Un detenuto del carcere di Opera con una grave patologia ha denunciato “forti dolori e depressione”. La Ong bon’t worry iNGO ha segnalato il caso a Fanpage.it, parlando di “abbandono istituzionale” e di un contesto “incompatibile con le sue condizioni cliniche”. Sto cadendo in depressione. Ogni giorno che passa sto sempre peggio”. A parlare è Fabio M., detenuto nel carcere di Opera e affetto da una grave patologia pancreatica con dolori continui dovuti a un intervento al pancreas al quale è stato sottoposto lo scorso 3 febbraio, che ha comportato diverse complicanze post-operatorie. Nonostante questo, come emerge dalla corrispondenza tra il detenuto e la Ong bon’t worry iNGO che Fanpage.it ha visionato, continua a essere recluso in un contesto “incompatibile con le sue condizioni cliniche”.
regione.emilia-romagna.it, 21 aprile 2026 Il progetto, promosso da Fare Impresa in Dozza con Granarolo, coinvolge imprese, terzo settore e istituzioni. È un processo di trasformazione che riguarda prima di tutto un prodotto, il latte, che da liquido diventa solido e arriva sulle tavole di chi vive oltre le sbarre. Ma riguarda anche il tempo, lo spazio, il futuro: l’attesa che si trasforma in opportunità, quella di imparare un mestiere e costruire un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro. Nel caseificio della casa circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna, quella che tutti chiamano ‘La Dozza’, a fare il formaggio - caciotta, e di qualità - sono i detenuti: persone le cui vite sono sospese, cristallizzate in una dimensione altra rispetto a quella che, oltre le mura, si evolve.
di Aurora Nicosia
Città Nuova, 21 aprile 2026 Si è svolto a Parma, presso la prestigiosa sede del Palazzo del Governatore, un convegno sulle carceri, organizzato dalla rivista Città Nuova, dal titolo: “Percorsi di dignità e inclusione: costruire futuro insieme”. “Abbiamo respirato un’aria rigenerante”. “È emersa la passione di tanti per il bene comune e la consapevolezza che solo insieme si può essere efficacemente incisivi”. Due dei tanti commenti che ben descrivono quanto vissuto lo scorso 15 aprile a Parma nel corso di un convegno organizzato da Città Nuova sul tema: “Percorsi di dignità e inclusione: costruire futuro insieme”, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di favorire l’inclusione lavorativa dei detenuti ed ex detenuti.
unisalento.it, 21 aprile 2026 Riflessioni intorno al romanzo “Se fioriscono le spine” di Glauco Giostra (ed. Menabò, 2025). Il 23 aprile 2026, ore 15.00, presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Lecce, si terrà un incontro di studio su “Carcere e riscatto”. L’iniziativa consentirà di riflettere intorno al romanzo “Se fioriscono le spine” (ed. Menabò, 2025) di Glauco Giostra, Emerito di Diritto processuale penale nell’Università di Roma “La Sapienza”, già Coordinatore degli Stati Generali sull’Esecuzione Penale e Presidente della Commissione ministeriale per la riforma dell’ordinamento penitenziario, nonché attuale Componente (già Presidente) del Collegio garante della Costituzionalità delle norme della Repubblica di San Marino.
di Anna Nelli
cronachedi.it, 21 aprile 2026 Un’iniziativa di agricoltura sociale ha trasformato un’ampia area del carcere di Capanne, a Perugia. Dodici ettari di terreno, un tempo incolti, sono stati convertiti in un rigoglioso orto-frutteto gestito interamente dai reclusi. Il progetto rappresenta un modello virtuoso di come il lavoro agricolo possa diventare uno strumento di recupero e formazione all’interno del sistema penitenziario. L’iniziativa si inserisce in un contesto nazionale complesso, quello delle carceri italiane, spesso caratterizzato da sovraffollamento e dalla carenza di attività trattamentali significative. In una realtà dove l’ozio forzato può alimentare tensioni e peggiorare le condizioni psicofisiche dei reclusi, offrire opportunità concrete di impegno è diventato fondamentale per un percorso di rieducazione efficace, come previsto dalla Costituzione.
uisp.it, 21 aprile 2026 Correre per sentirsi libere; muoversi per sentirsi parte di qualcosa; festeggiare l’arrivo per essere riconosciute, apprezzate e valorizzate per lo sforzo fatto e l’impegno messo in campo. Tutto questo è Vivicittà-Porte aperte, l’edizione speciale della corsa Uisp che ogni anno si tiene all’interno degli istituti penitenziari e minorili di decine di città italiane. Quest’anno la corsa nelle carceri ha fatto da prologo all’edizione classica, che si è corsa domenica 12 aprile, con ben tre appuntamenti, iniziati venerdì 10 aprile a Roma, nella sezione femminile della casa circondariale di Rebibbia, proseguiti sabato 11 aprile a Brescia Verziano e Firenze Gozzini.
AFFARI SOCIALI
di Anna Mastromarino
La Stampa, 21 aprile 2026 Sarà per ironia della sorte che uno dei disegni di legge a più alto contenuto di incostituzionalità degli ultimi tempi si affretta a concludere il suo iter di approvazione proprio alla vigilia del 25 aprile? A leggere tra le righe del testo del Decreto sulla sicurezza, che la maggioranza si ostina a voler convertire nonostante le sue chiare e sempre più evidenti incostituzionalità, sembra che dovremmo davvero rinunciare a credere che questa sia una festa per tutti e tutte, dal momento che disprezzare i limiti che la Costituzione impone significa ripudiare il senso della Festa della Liberazione.
di Mattia Feltri
La Stampa, 21 aprile 2026 Ho perduto il conto di quanti decreti sicurezza abbia emanato il governo Meloni, nei tre anni e mezzo del suo regno. Ora ne sta per essere prodotto un ennesimo, poiché come è risaputo in Italia c’è l’emergenza criminalità, e niente la ferma, nemmeno una tale profusione di decreti, di nuovi reati, di pene aggravate, di carceri riempite. E a furia di occuparsi di questa emergenza, non c’è proprio tempo di occuparsi di un’altra, quella dei vaccini, anche perché nessuno o pochissimi paiono allarmarsi. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala che in Europa, per mancata vaccinazione, il 2024 è stato l’anno record per contagi da pertosse e da morbillo.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 21 aprile 2026 Sarà di questi giorni la presentazione alla Camera del volume curato da Paola Binetti e Maria Grazia de Marinis, dal titolo “L’approccio della medicina palliativa: Oltre i confini della guarigione”. Su di analogo tema a Bologna si tiene un convegno sulla relazione di cura e famiglia e sulla personalizzazione della cura. La Libreria editrice vaticana per iniziativa della Pontificia Accademia per la Vita e della Conferenza episcopale lombarda presenta il 29 aprile alla Camera il “Libro Bianco per la promozione delle cure palliative in Italia”.
di Chiara Martinoli
it.insideover.com, 21 aprile 2026 L’incubo di Daniela nasce da un’infanzia difficile e problemi familiari. Fin dall’adolescenza fa uso di droghe pesanti. A 18 anni scappa di casa e vive per strada, ma continua il liceo: dorme in stazione, al mattino va a scuola con i libri. È brava, ha ottimi voti e potrebbe diplomarsi. Tuttavia la dipendenza e il bisogno di procurarsi le sostanze prendono il sopravvento. Si immerge nella vita di strada, con tutti i rischi. A 22 anni viene arrestata, senza sorpresa. “Io facevo una vita di strada molto ai limiti - ci racconta - anche l’esperienza che ho avuto con le sostanze non è mai stata un’esperienza realmente ludica, cioè era un uso massiccio che poi mi ha portato ad avere un sacco di problemi di salute.
di Francesca Ciavarella
torinocronaca.it, 21 aprile 2026 Nel giorno simbolo del 20 aprile, iniziative di +Europa e Radicali riaccendono lo scontro su cannabis light, lieve entità e nuove restrizioni. Al centro il rischio di più sanzioni e carceri già al limite. Nel giorno simbolo del 20 aprile, dedicato a livello internazionale alla cannabis, il tema torna al centro del dibattito politico italiano con un’iniziativa destinata a far discutere. Alcuni esponenti di +Europa e dei Radicali Italiani hanno scelto di portare la questione direttamente davanti e dentro il Parlamento, con azioni dimostrative pensate per attirare l’attenzione sulle recenti modifiche normative.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 aprile 2026 Oltre la mancetta agli avvocati pro-rimpatri. Attraverso cavilli e burocrazia lo Stato nega a migliaia di persone l’accesso ai diritti fondamentali. La mancia di 615 euro agli avvocati che convincono i migranti a tornare a casa e la soppressione del regime speciale per il gratuito patrocinio nei ricorsi contro le espulsioni sono parte dell’inferno amministrativo a cui l’Italia condanna senza processo i migranti. Lo testimoniano i dati sui decreti flussi, le file davanti alle questure per le richieste d’asilo o gli infiniti tempi d’attesa per l’esito delle domande di protezione. Fenomeni strutturali che con il nuovo governo si sono ulteriormente aggravati. Veri e propri abusi, a volte sanzionati dai tribunali, che rendono le vite dei cittadini stranieri impossibili, complicano i processi di integrazione, impediscono l’accesso a sanità, istruzione e lavoro dignitoso.
di Francesca Ghirardelli
Avvenire, 21 aprile 2026 Il report del Picum, la Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti irregolari, ha contato almeno 110 persone sottoposte a procedimento per essere state solidali. Tra questi, anche avvocati, psichiatri e interpreti. Lungo confini che ormai sono veri e propri percorsi a ostacoli di violenza e sopraffazione, c’è chi sceglie di offrire soccorso, muovendosi in controtendenza rispetto alle strategie respingenti dei governi e dell’Unione. “Nell’Europa di oggi si possano rischiare processi, multe e persino il carcere solo per aver aiutato chi è in difficoltà, è una realtà distopica” ed “è la logica conseguenza di politiche che in primo luogo puniscono la migrazione”, fa notare Silvia Carta del Picum di Bruxelles, la Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti irregolari. È l’autrice del rapporto presentato ieri sulla criminalizzazione della solidarietà.
DOCUMENTI
Articolo. "Giornate di ordinaria follia", di Antonio Bincoletto
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 26 aprile 2026
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI