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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di lunedì 20 aprile 2026

di Martina Ciai

La Repubblica, 20 aprile 2026 Detenuti, il ritorno al sistema chiuso: trasferimenti improvvisi e interruzioni dei cicli educativi. L’accusa di Ristretti Orizzonti in una lettera aperta: gli spostamenti e l’isolamento vanificano la delicata e complessa funzione rieducativa. Il portale di Ristretti Orizzonti ha pubblicato una lettera aperta, assieme al Coordinamento Carcere Due Palazzi, indirizzata al ministro della Giustizia Carlo Nordio e ai vertici del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), per denunciare gli effetti della riorganizzazione dei circuiti di Alta Sicurezza: trasferimenti improvvisi, interruzione dei percorsi trattamentali e un progressivo ritorno a un sistema chiuso che ignora le dimensioni rieducative.

 

di Emilia Corea*

cosenzachannel.it, 20 aprile 2026 “La situazione in cui si trova oggi il sistema penitenziario, rischia di trasformarsi in una vera e propria “bomba”, rendendo le Case circondariali ancora più invivibili”. Ci sono stanze in cui lo spazio si misura a passi corti. Tre passi in avanti, due indietro. Il resto è occupato da letti, oggetti accatastati, corpi che cercano una posizione. Le giornate si organizzano attorno a questa prossimità continua, fatta di rumori, attese, piccoli attriti. Negli istituti italiani questa condizione è diffusa. Il numero dei detenuti supera la capienza prevista, e la gestione quotidiana si regge su soluzioni provvisorie.

 

ansa.it, 20 aprile 2026 Sbriglia: “Ritirare bozza decreto, non si svuota figura del Direttore”. Il dibattito sulla gestione del sistema carcerario italiano si accende dopo le recenti posizioni espresse dai dirigenti penitenziari in merito alle nuove proposte governative. Il Coordinamento che riunisce i vertici amministrativi degli istituti di pena ha manifestato una profonda preoccupazione nei confronti di una bozza di decreto che, se approvata, rischierebbe di alterare profondamente gli equilibri interni alle strutture detentive. La critica principale, mossa attraverso le dichiarazioni di Sbriglia, punta il dito contro quello che viene definito un eccessivo securitarismo. La richiesta rivolta alle istituzioni è netta: è necessario ritirare la bozza del decreto per evitare che la figura del Direttore venga privata delle sue funzioni centrali e della sua autonomia gestionale.

 

di Edmondo Bruti Liberati

La Stampa, 20 aprile 2026 La vorticosa alternanza tra pulsioni securitarie senza garanzie per alcune categorie e garantismo irrealizzabile per altre produce solo inefficienze di sistema con il risultato complessivo: né sicurezza né garanzie. “La velocizzazione della giustizia transita attraverso una forte depenalizzazione quindi una riduzione dei reati. Occorre eliminare il pregiudizio che la sicurezza o la buona amministrazione siano tutelate dalle leggi penali”. Nordio il 22 ottobre 2022 all’insediamento come Ministro della Giustizia. Unica depenalizzazione quella, in controtendenza rispetto alle direttive anticorruzione dell’Unione europea, su abuso di ufficio e traffico di influenze. Invece più “decreti sicurezza” e leggi che hanno introdotto nuovi reati.

 

di Lucia Risicato*

Il Riformista, 20 aprile 2026 Si calcola che, dal 2022 ad oggi, siano state 48 le fattispecie delittuose di nuovo conio e di alterne fortune, per un totale di oltre 400 anni di carcere variamente comminati. Beninteso, la tendenza al panpenalismo precede di molto il 2022, generando da anni - quasi sempre per decreto - nuovi delitti sanzionati sempre e soltanto con pesantissime pene detentive, sulla scia di un’idea vendicativa del carcere contemporaneo. Analizzando i provvedimenti normativi nell’arco temporale compreso tra il 1° gennaio 1993 e il 31 dicembre 2024, Roberto Cornelli ha osservato che “l’espressione governing through crime appare concettualmente ed empiricamente appropriata anche per il contesto italiano: si assiste… ad una tendenza sempre più marcata all’utilizzo della legislazione penale e della sicurezza come strumento di governo di fenomeni sociali eterogenei, spesso privi di una reale matrice penalmente rilevante”.

 

di Luigi Ferrarella

Corriere della Sera, 20 aprile 2026 Nei provvedimenti si delinea l’identikit di un avvocato che va bene soltanto se rema nella stessa direzione della maggioranza Per le ammaccature delle automobili incidentate resta improponibile, perché l’avvocato dell’automobilista non può prendere soldi dall’assicurazione per convincere in conflitto di interessi il cliente ad accettare la soluzione proposta dalla compagnia, invece per le ammaccature delle vite degli esseri umani extra Ue si potrà fare: se alla Camera entro il 25 aprile nella legge di conversione del decreto legge sicurezza resterà l’emendamento fatto approvare al Senato dai partiti della maggioranza, l’avvocato che fornisca a uno straniero assistenza nella richiesta di rimpatrio volontario assistito (675 casi l’anno scorso sul totale di 6.772 rimpatri fra 66.617 migranti sbarcati) riceverà dallo Stato un incentivo di 615 euro una volta accertato l’avvenuto rimpatrio dello straniero.

 

di Serena Sileoni

Il Dubbio, 20 aprile 2026 La decisione del governo di pagare gli avvocati per il buon esito delle pratiche di rimpatrio volontario è sbagliata sul piano politico e su quello etico. La novità, secondo la quale il Consiglio nazionale forense e gli avvocati diventano soggetti attivi nel settore dei rimpatri assistiti, è contenuta in un emendamento estemporaneo al decreto sicurezza, che deve essere convertito in legge entro questa settimana. Il Consiglio nazionale forense ha precisato di non sapere nulla di una norma che lo riguarda direttamente, poiché lo chiama all’esercizio di un’attività pubblica finora svolta dal governo con la collaborazione di organizzazioni internazionali e non governative. L’avvocato Francesco Greco, che lo presiede, ha negato che l’Ordine sia stato mai consultato o ascoltato.

 

di Francesco Machina Grifeo

Il Sole 24 Ore, 20 aprile 2026 L’Ocf proclama lo stato di agitazione permanente e il Cnf prende le distanze. Le Camere penali contestano una difesa piegata agli obiettivi dello Stato. Anche l’Anm esprime sconcerto. Non si fermano le polemiche sulla norma, inserita nel decreto sicurezza, che prevede un “premio” per gli avvocati collaborativi nei procedimenti di rimpatrio degli immigrati. Il Consiglio nazionale forense, che pure figura tra gli enti coinvolti, afferma di non saperne niente. L’Organismo congressuale forense dichiara lo stato di agitazione. Le opposizioni sono sugli scudi e la maggioranza non sembra intenzionata a rivedere la norma, anche considerati i tempi strettissimi per la conversione del decreto. Unica apertura viene da Noi Moderati: Per il responsabile Giustizia Gaetano Scalise: “Si tratta di una forzatura normativa.

 

di Errico Novi

Il Dubbio, 20 aprile 2026 Nei lunghi mesi che hanno preceduto il referendum ci siamo impegnati con ogni sforzo possibile nel presentare la separazione delle carriere come un’occasione pacificatoria. Non solo all’interno del processo, fra accusa e difesa, ma anche rispetto alla vita democratica complessivamente intesa. Riportare su un piano di equilibrio l’attuale strapotere del pm, con una riforma che liberasse il giudice dal timore di una carriera condizionata dal partito delle Procure, egemone nell’Anm e dunque nel Csm: abbiamo cercato, da queste pagine, di ricordare che cogliere un obiettivo del genere avrebbe fatto bene alla democrazia, perché avrebbe cominciato a stemperare la degenerazione mediatica della giustizia penale, e la conseguente delegittimazione della politica per via giudiziaria. Ne sarebbe derivato, forse nell’arco di decenni, un migliore equilibrio fra politica e magistratura e, quindi, fra politica e opinione pubblica.

 

di Errico Novi

Il Dubbio, 20 aprile 2026 Di solito il Dubbio considera Giovanni Maria Flick un interlocutore privilegiato. Lo interpella ogni volta in cui c’è da riflettere su grandi questioni che infiammano il dibattito sulla giustizia, e ha la fortuna di trovarne spesso la generosa disponibilità. Il rapporto dialettico con il presidente emerito della Consulta attraversa fin dall’inizio la storia di questo quotidiano, che pochi giorni fa ha raggiunto il traguardo dei primi dieci anni. È il motivo per cui potrà sembrare paradossale che nei mesi del più intenso dibattito pubblico sviluppatosi nel nostro Paese, attorno alla giustizia e al processo penale, dai tempi di Mani pulite, il Dubbio non abbia mai incrociato, con un’intervista per esempio, la posizione di Flick. Ma è quest’ultimo che ha voluto tenersi ai margini della contesa.

di Claudio Cerasa

Il Foglio, 20 aprile 2026 Come riconoscere un’inchiesta giudiziaria basata su prove documentali da una costruita su giudizi morali. Come difendersi dalle esondazioni di certe procure e dal processo mediatico che ne deriva. Una chiacchierata con Sabino Cassese. Se non siamo riusciti a separare quelle carriere, cerchiamo almeno di separare le altre. Quello che segue non è un semplice articolo di giornale ma è un piccolo manuale difensivo per provare ad avere qualche strumento in più, la mattina, quando aprite un giornale, quando ascoltate un notiziario, quando scorrete una testata online, per capire quando di fronte ai vostri occhi si palesa in modo minaccioso un’inchiesta giudiziaria figlia dell’esondazione di una procura.

 

di Francesco Machina Grifeo

Il Sole 24 Ore, 20 aprile 2026 La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili, per difetto di motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 76, co. 4-bis, del Dpr n. 115/2002. Con la sentenza numero 55, depositata oggi, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili, per difetto di motivazione sulla rilevanza, le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 76, comma 4-bis, del decreto del Presidente della Repubblica numero 115 del 2002, recante “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)”, per come introdotto dall’articolo 12-ter, comma 1, lettera a), del decreto-legge numero 92 del 2008, convertito, con modificazioni, in legge numero 125 del 2008, nella parte in cui, tra coloro per i quali si presume il possesso di un reddito superiore ai limiti di legge ai fini dell’accesso al patrocinio a spese dello Stato, ricomprende i condannati con sentenza definitiva per i reati previsti dall’articolo 73 del d.P.R. numero 309 del 1990, diversi dall’ipotesi del comma 5, ove aggravati ai sensi del successivo articolo 80, comma 1.

 

di Sara Del Corona

marieclaire.it, 20 aprile 2026 Abbiamo parlato con la direttrice, due giovani detenute e la comandante della Polizia penitenziaria. Se vi capita di andare a Pontremoli, a parte i testaroli - facile - dovete assolutamente provare gli amor: doppia cialda di wafer con una crema fresca e burrosa in mezzo, ogni pasticceria li fa a modo suo. Danno dipendenza. Don Giovanni Perini, il cappellano dell’unico Ipm (Istituto Penitenziario Minorile) esclusivamente femminile d’Italia (in Europa ne esiste solo un altro, in Belgio), ne ha sempre portati molti vassoi alle ragazze dentro. Una volta una è scappata, e quando l’hanno ripresa gli ha detto “don, ho battuto tutte le pasticcerie di Milano ma ci credi? Non avevano neanche un amor”.

 

La Nazione, 20 aprile 2026 Giovedì 23 aprile, alle 18:30, il Teatro Virginian di Arezzo ospiterà l’incontro pubblico “Liberi di ricominciare - Sicurezza, dignità e reinserimento”, un momento di confronto dedicato al sistema penitenziario e al suo rapporto con la sicurezza e la società, promosso da Azione Arezzo. L’iniziativa nasce dalla volontà di affrontare un tema complesso come quello delle carceri con un approccio fondato sull’analisi e sull’ascolto, privilegiando il contributo degli attori direttamente coinvolti: istituzioni, operatori, professionisti e realtà impegnate nei percorsi di reinserimento.

 

secolo-trentino.com, 20 aprile 2026 Si è svolta sabato 18 aprile, nella sala conferenze dell’Hotel America di Trento, la presentazione del libro di Gianni Alemanno e Fabio Falbo “L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane”. Secondo quanto riferito nel comunicato diffuso dagli organizzatori, l’incontro ha registrato una partecipazione superiore alla media e una presenza significativa di giovani interessati al tema delle criticità del sistema penitenziario. La serata, presentata da Martina Cecco, direttrice di Secolo Trentino, ha visto gli interventi di Raimondo Frau, coordinatore regionale del movimento Indipendenza, Carlo Melodia, coordinatore provinciale dei giovani del movimento, e Andrea Mazzarese, segretario regionale del Si.N.A.P.Pe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria.

vastoweb.com, 20 aprile 2026 Il progetto “Il Ponte: Diritto, Società e Responsabilità Oltre le Mura”, ideato e coordinato dal professor Vito Evangelista (docente di Diritto ed Economia Politica), segna una nuova tappa nel percorso di dialogo tra scuola e realtà penitenziaria. Nei giorni scorsi, una delegazione della redazione del giornalino del LES LESsico Croccante - che coinvolge le classi del professor Evangelista - ha varcato nuovamente i cancelli della Casa Circondariale di Vasto per un incontro dedicato all’arte. L’iniziativa, che vede la preziosa e fattiva collaborazione della professoressa di Religione Giuseppina Cianciosi, ha permesso a un gruppo di studenti (due alunni della 3B e due della 5A del Liceo Economico Sociale) di partecipare a un confronto diretto con il laboratorio di pittura astratta della struttura.

 

di Vera Gheno

Il Domani, 20 aprile 2026 Il linguaggio e le metafore belliche hanno un ruolo nell’abituarci (lentamente) alle atrocità. Ad analizzare questo meccanismo si è dedicato Federico Faloppa in “Disarmare il discorso”. Esiste un verbo inglese, to weaponize, che viene sovente tradotto come armare; più sottilmente, in determinati contesti, significa piuttosto trasformare in arma, rendere arma, usare come arma. Tutto può venire weaponized, ma in particolare accade frequentemente che a essere trasformate in armi, a essere militarizzate, siano le parole. Poiché gli strumenti della lingua sono potenti, da sempre c’è chi decide scientemente di usarli in maniera belligerante; quando questo accade, esiste di fatto un’unica contromisura: quella di diventarne consapevoli e di rigettare, quindi, determinati usi della parola.

 

di Maurizio Ambrosini

Avvenire, 20 aprile 2026 Parola d’origine incerta, adottata dall’estrema destra, diventa proposta legittima nel dibattito pubblico. Tra espulsioni, rimpatri volontari e restrizioni, resta oscura e alimenta ostilità e discriminazione. Remigrazione è la parola del giorno del fronte sovranista più radicale in Europa. Parola d’incerta origine, è stata adottata dall’estrema destra francese di Génération identitaire e, soprattutto, dopo un’iniziale titubanza, dall’Afd tedesca, quindi è tracimata in Italia. Ha offerto inizialmente alla Lega di Salvini - negli ultimi giorni a dire il vero molto più cauto sul tema specifico - l’occasione per riaffermare il suo posizionamento politico sulla destra più radicale, cercando di togliere spazio al nuovo competitore Vannacci. Non contenti delle parole d’ordine ormai usurate della chiusura dei porti, dell’asilo come immigrazione illegale, della lotta alle Ong, i cultori della purezza etnica stanno alzando i toni della propaganda. Non è più soltanto questione di fermare i nuovi ingressi, ma di rimpatriare chi si è già inserito nella nostra società, magari da anni.

 

di Pier Francesco Caracciolo

La Stampa, 20 aprile 2026 La Rete torinese contro tutti i Cpr, costituita da 32 realtà cittadine, chiede il rispetto della sentenza del Consiglio di Stato. Più attenzione alle condizioni dei trattenuti, soprattutto sul piano sanitario, sociale e dell’incolumità fisica. È il nodo sollevato dalla “Rete torinese contro tutti i Cpr”, che riunisce 32 realtà tra enti e associazioni cittadine, sul Cpr di corso Brunelleschi, dove oggi sono ospitate 66 persone.

 

di Francesca Fulghesu

Il Domani, 20 aprile 2026 Dopo una rissa avvenuta il 7 aprile, in cui sono rimasti feriti tre migranti, il sindaco di Forza Italia Roberto Dipiazza ha promesso di chiudere Piazza della Libertà. Una narrazione emergenziale, coerente ad altre misure repressive, rilanciata anche del presidente della regione Massimiliano Fedriga. Ma piazza della Libertà, grazie alle associazioni, è la “piazza del mondo” in cui i migranti in strada trovano assistenza. Quando il sole è alto e i turisti arrivano in stazione, il primo incontro con Trieste è in piazza della libertà. Attraverso quel giardino i viaggiatori si dirigono a grandi falcate al teatro romano o al canal grande. Alla sera, però, tutto è diverso. Piazza della libertà diventa la piazza del mondo, così chiamata da chi la frequenta abitualmente: migranti e associazioni.

 

di Riccardo Noury*

Il Fatto Quotidiano, 20 aprile 2026 La direttrice generale dell’Associazione per la promozione del diritto alla differenza è sotto processo insieme ad altre sette persone. Durante le indagini non è emersa alcuna prova. Saloua Ghrissa, difensora dei diritti umani della Tunisia, direttrice generale dell’Associazione per la promozione del diritto alla differenza, è sotto processo insieme ad altre sette persone che fanno parte di questa ong per infondate accuse di natura finanziaria. Dal 2023 Kais Saied, l’autoritario presidente tunisino molto amico del governo italiano, sostiene che la società civile stia usando finanziamenti dall’estero a scopo di riciclaggio e colludendo con potenze straniere per danneggiare la Tunisia. A essere presi di mira, con campagne diffamatorie a mezzo stampa e poi procedimenti giudiziari, sono stati inizialmente i gruppi che si occupano d’immigrazione.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Giornate di ordinaria follia", di Antonio Bincoletto

Articolo. "Dal legal aid alla remigration. Nel d.l. sicurezza compensi agli avvocati in caso di rimpatrio volontario e limiti al gratuito patrocinio nelle impugnazioni dei provvedimenti di espulsione. Sconcerto nei comunicati di avvocatura e magistratura"

Articolo. "Particolare tenuità del fatto e condotta seguente al reato: l’assenza di un comportamento riparatorio - ripristinatorio esclude l’applicazione dell’art. 131 bis c.p.?", di Carolina Russo

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 aprile 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 19 aprile 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 4 aprile 2026)

Raccolta di tesi di laurea sul carcere (concesse dagli autori per la libera consultazione: n. 229 elaborati, all'8 marzo 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 20 al 26 aprile 2026

Corso di formazione. "Il disagio psichico. I rei e i folli. Il racconto nei media" (Roma, 20 aprile 2026)

Incontro-dibattito. "Lavoro sfruttato e caporalato: diritti negati, tutele, garanzie e dignità" (Verona, 21 aprile 2026)

Ciclo di incontri. "Voci dal carcere. Uno sguardo transfemminista verso l'abolizionismo" (Torino, 21 aprile 2026)

Convegno nazionale SIMSPe. "Agorà Penitenziaria 2026. Tutela della Salute ed Esecuzione Penale" (Roma, 21 e 22 aprile 2026)

Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)

Incontro-dibattito. "Urla oltre le sbarre. Disagio mentale e condizioni carcerarie" (Bologna, 23 aprile 2026)

Spring School. "Il giudizio universale: alle origini della generatività della giustizia" (Milano, dal 25 al 27 maggio 2026)

Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, dal 15 aprile al 12 maggio 2026)

Evento di Teatro-Carcere: "Babele, sentiero di speranza" (Monastero di Cellole - San Gimignano, 26 aprile 2026)

Presentazione del libro: "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Mantova, 27 aprile 2026)

Incontro-dibattito. "Dei delitti e delle pene: che ne facciamo delle carceri?" (Roma, 28 aprile 2026)

Spettacolo di Teatrocarcere Due Palazzi: "Babele. La parabola della decostruzione della violenza" (Bologna, 28 aprile 2026)

Seminario. "Studiare per ricominciare: il diritto all’istruzione nei luoghi di detenzione" (Verona, 29 aprile 2026)

"Porte aperte alla salute". Corso formazione sulla sanità in ambito penitenziario e nelle misure alternative (Online, dal 30 aprile al 10 luglio 2026)

Corso di formazione e aggiornamento: "Viaggio di Conoscenza e Formazione sul Carcere" (Firenze, fino al 12 maggio 2026)

Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)

Formazione online rivolta agli ETS interessati ad accogliere persone in misure di giustizia di comunità (CSVnet Liguria, 19 e 26 maggio 2026)

"Visioni riparative tra dentro e fuori". Incontri tematici per promuovere una visione di Comunità Riparativa (Bologna, 27 maggio 2026)

Corso di formazione per volontari attivi nelle strutture penitenziarie di Marassi e Pontedecimo (Genova, fino al 27 maggio 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio Teatro Carcere "Sandro Baldacci", istituito dall’Associazione Teatro Necessario Aps (Candidature entro il 30 aprile 2026)

Concorso per il Premio Nazionale Claudio Puoti. "Parole e immagini che narrano la solidarietà" (Scadenza 15 giugno 2026)

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 luglio 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)