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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 1 aprile 2026
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 1 aprile 2026 Andrea Piazzoli, consigliere dell’Ordine degli Psicologi della Toscana: “Bisogna ripensare il carcere e iniziare a considerarlo come un ecosistema umano. Servono investimenti sugli spazi e sul supporto psicologico”. Il sovraffollamento “non è solo un problema logistico, ma un fattore che alimenta la violenza e il disagio mentale all’interno degli istituti penitenziari. Se non si interviene in modo strutturale non potrà che peggiorare”. “A rischio anche la salute mentale di chi lavora in carcere, non solo dei detenuti. Servono investimenti sugli spazi e su supporto psicologico”.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 1 aprile 2026 Rafforzare la prevenzione del suicidio in carcere attraverso un approccio multidisciplinare, una maggiore integrazione tra operatori e un potenziamento degli strumenti di sostegno psicologico. È questo l’obiettivo delle nuove linee guida per la prevenzione degli autolesionismi in ambito penitenziario emanate il 9 marzo scorso dal dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, che aggiornano e integrano le strategie già in vigore. L’analisi dei dati relativi al periodo 2015-2025 - svolta dal gruppo di lavoro multidisciplinare per la prevenzione del rischio suicidario in ambito penitenziario - evidenzia un andamento complessivamente crescente dei suicidi e dei tentativi di suicidio, indipendentemente dal numero dei detenuti.
Il Dubbio, 1 aprile 2026 Pd, Azione, Avs e M5s chiedono chiarimenti al ministro della Giustizia sulla posizione di due dirigenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. L’informativa sul Dap chiesta a Nordio diventa il nuovo terreno di scontro politico alla Camera, dove le opposizioni hanno chiesto al ministro della Giustizia di riferire con urgenza sulla posizione di due dirigenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. A sollevare il caso, intervenendo sull’ordine dei lavori in Aula, è stata la deputata del Pd Debora Serracchiani, che ha chiamato in causa direttamente il direttore generale dei detenuti e del trattamento Ernesto Napolillo e la sua vice Lina Di Domenico.
di Massimo Donini
L’Unità, 1 aprile 2026 Cari amici del “no”, avete paventato il vento della destra, come se fosse in gioco la democrazia e avete fatto una cosa utile, ma non avete risolto il problema fondamentale, perché diritto e politica non sono la stessa cosa. La vittoria del “no” si è abbattuta sul governo con la forza delle cose che accadono. Il carattere totalmente politico del dibattito massmediatico ha annullato la percezione collettiva già debole dei profili tecnici dei quesiti e il risultato travolgente le politiche del Ministro Nordio può essere valutato a posteriori per gli aspetti prevalentemente positivi che reca con sé, stemperando il clima di odio che si era creato. Tuttavia, sul piano giuridico e costituzionale l’appuntamento è stato mancato dagli italiani, che non hanno votato sul tema specifico del governo della magistratura, delegittimando forse definitivamente l’istituto del referendum, che è diventato uno strumento di lotta politica generale.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 1 aprile 2026 Mancano i pareri della commissione Bilancio sugli emendamenti al Dl sicurezza e la seduta della commissione Affari costituzionali, prevista per ieri sera, per questa sera è stata sconvocata. Se ne riparlerà quindi stamattina a partire dalle 9 mentre alle 14 dovrebbe cominciare in commissione il confronto sui testi, a partire dall’articolo 1 del provvedimento sui “coltelli”.Al termine della riunione di ieri il presidente nonché relatore al provvedimento Alberto Balboni di FdI ha letto le dichiarazioni di inammissibilità e improponibilità: circa 150 sui 1.215 emendamenti (di cui 120 della maggioranza) sono stati cassati. In particolare, soltanto un emendamento sarebbe risultato inammissibile in quanto privo di portata modificativa.
di Andrea Colamedici e Maura Gancitano
Vanity Fair, 1 aprile 2026 Ogni volta che un adolescente fa qualcosa di violento, la reazione dell’opinione pubblica è quella di chiedere pene severe e metal detector nelle scuole, perché una volta i giovani ubbidivano, mentre adesso non sono in grado di stare al mondo. Il tredicenne di Trescore Balneario che ha accoltellato la sua professoressa filmandosi con il telefono al collo ha prodotto in poche ore l’intero copione, generando indignazione, la richiesta di punizioni esemplari e la promessa di tolleranza zero da parte dello Stato. Eppure, la repressione e il controllo non rappresentano affatto una via efficace per comprendere le ragioni di questa violenza, né per evitare che accada di nuovo. Negli ultimi tre anni, dal decreto Caivano, i minori detenuti negli istituti penali sono aumentati di oltre il 50 per cento e per la prima volta nella storia italiana gli Istituti Penali per i Minorenni sono sovraffollati, ma la violenza non è calata.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 1 aprile 2026 Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 10970/2026. Ai fini della riparazione per l’ingiusta detenzione, va considerato anche il ritardo nell’applicazione dei domiciliari, considerata l’evidente differenza qualitativa tra l’esecuzione della pena all’interno od all’esterno di un istituto penitenziario. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 10970/2026, accogliendo, con rinvio, il ricorso di un uomo trattenuto per un periodo di tempo in carcere mentre aveva diritto ai domiciliari. Il ricorrente era stato condannato per bancarotta fraudolenta e, mentre stava scontando una pena ai domiciliari, la Procura generale aveva chiesto la revoca della misura, facendolo trasferire in carcere. Successivamente, la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna perché il reato era prescritto. A quel punto, la difesa ha chiesto il ripristino dei domiciliari, che è avvenuto alcuni giorni dopo.
Il Sole 24 Ore, 1 aprile 2026 Con la sentenza n. 45, depositata oggi, la Corte ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 628, secondo comma, del Cp, sollevata dal Tribunale ordinario di Firenze, per contrasto con l’articolo 3 della Costituzione. Non è irragionevole l’articolo 628, secondo comma, del codice penale, che configura la fattispecie della rapina impropria, nella parte in cui, diversamente da quanto stabilito nel primo comma per la rapina propria, non esige, ai fini della consumazione del reato, l’impossessamento della cosa altrui.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 1 aprile 2026 I dati del Garante sulle carceri toscane. La maggior parte dei detenuti nelle carceri toscane resta inattiva dal punto di vista lavorativo, con appena l’8% impegnato in attività per datori di lavoro esterni. È quanto emerge dall’ultimo rapporto del Garante dei detenuti della Toscana Giuseppe Fanfani. La situazione riguarda sia le strutture penitenziarie maschili che femminili. Nello specifico, al 30 giugno 2025, in Toscana su 3.295 detenuti, solo 1.498 persone (45%, leggermente meno dell’anno precedente) erano coinvolte in qualche attività lavorativa. Di queste, la stragrande maggioranza (81%, cioè 1.213 persone) lavorava alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, mentre appena 285 detenuti (8,6%) erano impiegati per aziende o cooperative esterne.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 1 aprile 2026 Ha trascorso un anno del carcere di via Burla a Parma. L’associazione Associazione Yairaiha Ets si sta mobilitando per far emergere il suo caso. La parlamentare Stefania Ascari dei 5 Stelle ha presentato un’interrogazione ai Ministeri di Giustizia e Salute: “È affetto da un gravissimo e complesso quadro clinico pluripatologico”. Grave ipovitaminosi e neuropatia tossico-carenziale, dumping syndrome, complicanze neurologiche degenerative, una condizione urologica altamente instabile con elevato rischio infettivo, idronefrosi con insufficienza renale, anemia correlata e ipertensione arteriosa farmaco-resistente. Sono solo alcune delle patologie certificate per Marco B. detenuto di 48 anni, il cui fine pena è previsto per il 3 marzo del 2048. La sua situazione sanitaria molto grave e complessa.
di Associazione Antigone Campania
L’Unità, 1 aprile 2026 Assolti i poliziotti filmati durante l’aggressione ai detenuti a Santa Maria Capua Vetere. E le spese legali toccano agli aggrediti. Si è concluso giovedì scorso, davanti alla Corte di Appello di Napoli, il giudizio di secondo grado nei confronti di due agenti di polizia penitenziaria, già assolti in rito abbreviato dalle accuse di tortura per i fatti avvenuti il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. I fatti - resi noti da videoriprese che hanno fatto il giro del mondo - erano stati definiti dal giudice delle indagini preliminari “una orribile mattanza”. Il giudice di primo grado non aveva ritenuto bastevoli le prove a carico dei due agenti fornite dal comandante di polizia penitenziaria, da alcuni testimoni e da conversazioni telematiche; elementi che secondo l’accusa erano sufficienti a dimostrarne la responsabilità.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 aprile 2026 Nel carcere di Marassi, a Genova, il Venerdì Santo non suonerà più come un giorno di confine aperto tra il mondo dei liberi e quello dei reclusi. Per la prima volta in ventiquattro anni, la direzione dell’istituto ha negato l’autorizzazione al passaggio della Via Crucis cittadina, quel rito che dal 2002 attraversava le mura del penitenziario trasformando il portone in una sorta di Porta Santa. Lo scorso anno l’arcivescovo Marco Tasca aveva partecipato di persona, dando all’evento un peso simbolico che andava ben oltre la preghiera. Quest’anno, per la Pasqua 2026, non ci sarà nemmeno la croce.
di Erica Manna
La Repubblica, 1 aprile 2026 La proposta di passare davanti all’ingresso invece che all’interno è stata respinta dal parroco. Il cappellano don Gatti: “È in atto un giro di vite su tutto”. Le porte del carcere di Marassi sono “sempre più chiuse”. A renderlo evidente non c’è solo l’episodio “sgradevole e mortificante” della via crucis negata all’interno delle mura, per la prima volta in ventiquattro anni. Ma molti altri “giri di vite” da parte dell’amministrazione penitenziaria: attività trattamentali per il reinserimento e il recupero sociale ostacolate da “sempre crescenti difficoltà, limitazioni, pastoie burocratiche”. Tali da rendere più tortuosa persino “l’organizzazione dei pranzi di Natale della Comunità di Sant’Egidio” e “l’attività religiosa, stretta tra limitazioni e burocrazie”.
di Francesca Novelli
Il Gazzettino, 1 aprile 2026 “Note di libertà e speranza. 1986 2026: Buon Compleanno Giotto!”: è questo il titolo del concerto che si terrà l’8 aprile alle 21 nella Sala Giotto della Fiera. L’evento, interamente gratuito, celebra i quarant’anni di attività della cooperativa sociale Giotto, realtà padovana impegnata nel reinserimento lavorativo dei detenuti e oggi modello di riferimento nazionale ed internazionale. Non a caso, il concerto sarà trasmesso in diretta in numerose città italiane tra cui il comune siciliano di Alcamo, con cui la Cooperativa collabora attivamente da anni e anche all’estero, in Paesi come il Brasile, il Venezuela e gli Stati Uniti.
AFFARI SOCIALI
di Caterina Soffici
La Stampa, 1 aprile 2026 I governi di cinque Stati membri dell’Ue stanno minando “in modo sistematico e intenzionale” lo Stato di diritto. C’è anche l’Italia nella lista della vergogna indicata di Liberties, la principale organizzazione europea per la difesa delle libertà civili. Siamo in buona compagnia: insieme a Bulgaria, Croazia, alla Slovacchia autoritaria e filorussa e ovviamente all’Ungheria di Viktor Orbàn, capofila di tutte le nefandezze e da 16 anni campo di sperimentazione politica del concetto di “democrazia illiberale”. Il rapporto 2026 è stato pubblicato lunedì 30 marzo, ottocento pagine di fatti e dati forniti da oltre 40 Ong in 22 Paesi. Liberties (Unione per le libertà civili in Europa) descrive i governi di Bulgaria, Croazia, Ungheria, Italia e Slovacchia come “demolitori” che stanno attivamente indebolendo lo Stato di diritto.
di Pietro Pellegrini
Il Manifesto, 1 aprile 2026 Nell’arco di poco tempo, per la seconda volta la Corte costituzionale viene interessata rispetto alla legge 180 poi inserita nella riforma sanitaria, la 833 del 1978. Infatti, con l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 29 dicembre 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - Corte costituzionale n. 9 del 4 marzo 2026 - è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 35 della legge n. 833/1978 in materia di trattamento sanitario obbligatorio (Tso) in quanto non prevede esplicitamente la presenza di un difensore di fiducia nel ricorso che l’interessato ha facoltà di presentare al Giudice tutelare.
di Niccolò Nisivoccia
Corriere della Sera, 1 aprile 2026 La Corte costituzionale ha esplicitamente invitato il Parlamento, già più di una volta, ad adottarne una. È necessaria, una legge sul fine vita? Si può dire di sì almeno per tre ragioni. Innanzitutto per una ragione istituzionale: perché è la stessa Corte costituzionale ad aver esplicitamente invitato il Parlamento, già più di una volta, ad adottarne una. E diciamo allora che il corretto funzionamento del sistema vorrebbe che il legislatore prendesse sul serio gli inviti della Corte, secondo quel “costituzionalismo collaborativo” di cui parla anche Marta Cartabia in un suo recentissimo libro, Custodi della democrazia. Non è mai bello che un invito della Corte rimanga inascoltato, più o meno a lungo, proprio perché a venire in gioco è l’architettura costituzionale, la collaborazione fra le istituzioni, la condivisione delle responsabilità.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 1 aprile 2026 Il Governo non ha ancora comunicato (come invece prescrive la legge) i dati ufficiali su quanto gli italiani hanno “buttato” nel 2025 nel gioco d’azzardo. E niente. E niente. E niente. Non passa giorno senza che chi è preoccupato per la piaga della ludopatia, dopo aver inutilmente presentato più interrogazioni parlamentari, controlli se per caso il governo ha finalmente deciso di rispettare la legge e cioè di comunicare i dati ufficiali su quanto gli italiani hanno “buttato” nel 2025 nel gioco d’azzardo. Eppure quella legge non rispettata, ricordano i deputati democratici Virginio Merola e Stefano Vaccari, fu voluta e votata proprio dal governo Meloni: “In base all’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, recante disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi ...
di Elisa Forte
La Stampa, 1 aprile 2026 La psicologa Chiara Volpato: “I giovani si ispirano a questi modelli sperando d’essere visti, ma noi continuiamo a non guardarli”. “Questi ragazzi vogliono essere visti. E noi continuiamo a non guardarli”. Lo dice Chiara Volpato, professoressa senior di Psicologia sociale all’Università Milano-Bicocca, mentre analizza il caso del 17enne di Pescara che pianificava una strage scolastica. Deumanizzazione, mascolinità tossica, Covid, guerra, solitudine, videogiochi violenti. Ecco l’anatomia dell’odio.
ESTERI
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera, 1 aprile 2026 Il segnale che arriva da Sigonella. Il governo Meloni frena gli Usa: tra difficoltà interne e nuova linea estera. La nota di Palazzo Chigi e le dichiarazioni pubbliche del ministro della Difesa Guido Crosetto, che sottolineano il “rispetto dei trattati con gli Stati Uniti” nella scelta di negare l’atterraggio agli aerei da guerra nella base di Sigonella, rappresentano una svolta importante. Perché è vero che il governo tiene a ribadire come i rapporti con l’alleato americano siano “solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Ma è pur vero che dopo la decisione analoga adottata dalla Spagna e la posizione della Francia che ha negato agli aerei diretti in Israele il sorvolo del proprio territorio, l’Italia ha mostrato una presa di distanza importante e necessaria in un momento di gravissima crisi internazionale.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 1 aprile 2026 Stavolta gli americani non potevano immaginare che favore hanno fatto a Meloni, uscita assai ammaccata dal referendum anche per colpa delle sue posizioni sulla guerra in Iran: quel “non condivido né condanno” percepito da tutti come segno di difficoltà nel prendere le distanze dall’amico Trump. Ma siccome la vittoria del No (e la corrispondente prima vera sconfitta di Meloni nelle urne) è stata determinata in buona parte dal voto dei ragazzi Propal che tutto quest’inverno avevano marciato contro la guerra, la premier non poteva trovare occasione migliore per far ripercorrere al ministro della Difesa Crosetto le orme del Craxi di quarantuno anni fa. Quando il leader socialista e capo del governo, proprio a Sigonella, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 1985, fece schierare i carabinieri contro i marines ...
di Domenico Quirico
La Stampa, 1 aprile 2026 Le missioni di pace sono fastidi nel mondo dove la violenza è legge. L’Onu: lo si sfoglia come un carciofo, e lo si lascia vivo, ma innocuo e quasi nudo come si è fatto con altre istituzioni riverite, che esistono, ma non possono nulla. L’Onu è una Dulcinea del Toboso orfana perfino di don Chisciotte. Nell’epoca di Trump, di Netanyahu, di Putin, nel tempo in cui l’odio è diventato l’insegnamento ufficiale, a cosa servono i caschi blu, i soldatini della pace con i loro blindati immacolati che mostrano le insegne qua e là ma con il divieto di intervenire a fucilate, di immischiarsi? A nulla. Forse c’è stata una epoca in cui vederli sfilare era un gesto protettivo che ispirava speranza ai derelitti della geopolitica.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 1 aprile 2026 La nuova legge israeliana reintroduce la pena capitale per terrorismo. Nel mirino però ci sono gli estremisti palestinesi. Le critiche dell’Onu e dei giuristi. “La morte va contrastata, non inflitta. Ho visto troppa morte nella mia vita. Ho incontrato troppe persone che, nella mia vita, hanno inflitto la morte. (…) Con ogni cellula del mio essere e con ogni fibra della mia memoria, mi oppongo alla pena di morte in tutte le sue forme”, scrisse Elie Wiesel nel 1989. Erano trascorsi quarantaquattro anni da quando l’autore e Nobel per la Pace era stato liberato da Auschwitz. Da quell’11 aprile 1945 e fino alla sua morte, nel 2016, aveva scelto di custodire e diffondere la memoria del “male assoluto” della Shoah. Affinché “mai più” potesse ripetersi.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 1 aprile 2026 La storica commenta la legge appena approvata dalla Knesset: “È la pietra tombale di una democrazia già molto in bilico”. Macabri festeggiamenti nel parlamento israeliano, dove lunedì è stata approvata la legge che autorizza i tribunali militari a ricorrere alla pena di morte con impiccagione per gli atti terroristici commessi (solo) dai palestinesi in Cisgiordania. Nella Knesset la controversa legge ha ottenuto 62 voti a favore - compreso quello del premier Benjamin Netanyahu -, mentre i voti contrari sono stati 48. Un successo per il ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra, Itamar Ben Gvir. Il suo partito, Otzma Yehudit, si è battuto a lungo per far passare la legge sulla pena di morte.
di Antonella Mariani
Avvenire, 1 aprile 2026 Lezioni clandestine o tra pari, corsi su piattaforme digitali, trasmissioni radiofoniche, tutoraggi a migliaia di chilometri di distanza… Così, nonostante i divieti, migliaia di ragazze tengono viva la fiaccola della conoscenza. Anno quinto dell’era dei sogni spezzati. Giovedì scorso, nel silenzio pressoché totale del mondo, il governo dell’Emirato islamico dell’Afghanistan ha celebrato solennemente l’avvio del nuovo anno scolastico. Il quinto consecutivo in cui le aule sono rimaste chiuse per le ragazze dopo il sesto anno delle elementari, l’ultimo. Vietate le medie, vietate le superiori, vietata l’università.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Articolo. "Carcere: materiali per una riforma", di Glauco Giostra
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 5 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI