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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 19 aprile 2026
lettera aperta di Ristretti Orizzonti e Coordinamento Carcere Due Palazzi di Padova
Ristretti Orizzonti, 19 aprile 2026
A Carlo Nordio, Ministro della Giustizia; Stefano Carmine De Michele, Capo del DAP; Ernesto Napolillo, Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento
L’importanza delle declassificazioni
“C’è una scelta tra far del carcere la sede di un servizio e farne invece la sede di una severità simbolica, che si impone a chi è dentro le mura.” Sono parole di Alessandro Margara, magistrato di sorveglianza e, per un breve periodo, straordinario capo del DAP: persona nobile e profonda, particolarmente per chi, come noi, si occupa di carcere da decenni trovandosi ora, in tutta evidenza, controcorrente. Lo citano due garanti delle persone private della libertà, Paolo Allemano di Saluzzo e Domenico Massano di Asti in una lettera al dottor Napolillo, direttore Generale dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, relativa alla mancata autorizzazione di iniziative e progetti teatrali e culturali realizzati nelle sezioni di Alta Sicurezza con il coinvolgimento della comunità esterna, in particolare scuole, “con significativi riscontri positivi e senza problemi di sicurezza negli anni precedenti”. La lettera dice: “Tali iniziative, non solo contribuiscono concretamente alla realizzazione di quella tensione rieducativa della pena costituzionalmente prevista, ma sono occasioni per parlare di giustizia e legalità ed hanno una preziosa funzione preventiva ed educativa, soprattutto per i giovani, oltreché culturale per la comunità tutta.”
di Luca Cereda
Ristretti Orizzonti, 19 aprile 2026 Le tavole illustrate da Ilaria Urbinati per il fumetto “Morire in carcere”, scritto dal giornalista Luca Cereda con la collaborazione dei detenuti di Ristretti Orizzonti, hanno ricevuto il terzo premio della giuria all’Annual 2026 di Autori di Immagini, durante la Bologna Children’s Book Fair. Una storia nata dentro il Due Palazzi di Padova che ha raggiunto l’Italia intera, e ora sale sul podio dell’illustrazione professionale. C’è una cosa che non sopporto dei premi: quando finiscono per raccontare più di chi li assegna che di chi li riceve. Ma questa volta è diverso. Questa volta il premio dice qualcosa di importante su di voi, su di noi, su ciò che ancora si rifiuta di restare in silenzio dentro e fuori da queste mura.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 aprile 2026 I dati attestano una crescita della popolazione carceraria anche per effetto delle ultime scelte di politica criminale, dal decreto Caivano in poi. Aumenta il numero di detenuti minorenni in Italia. I giovani finiti negli istituti penali sono cresciuti del 24% in 10 anni, passando da 462 nel 2016 a 572 nel 2025, del 37% comprendendo le comunità. In aumento anche il numero di minorenni e giovani adulti in carico agli Uffici di servizio sociale, da 21.848 a 23.932. Un effetto evidente l’hanno avuto le ricorrenti intenzioni di affrontare il nodo della criminalità minorile attraverso il ricorso al diritto penale: l’aumento significativo del numero di ragazze e ragazzi assoggettati a misure di detenzione.
di Samuele Ciambriello*
Ristretti Orizzonti, 19 aprile 2026 Una forte e motivata preoccupazione in merito alla conversione del decreto sicurezza. Mi preoccupa in particolare l’articolo 15, che introduce la possibilità per ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti ai nuclei investigativi del Corpo di polizia penitenziaria di svolgere operazioni sotto copertura negli istituti penitenziari. Si tratta di una previsione estremamente delicata, che interviene in un contesto già oggi segnato da sovraffollamento, tensioni, sofferenza psichica, carenza di personale e profonde difficoltà organizzative, in crescente distanza dal dettato dell’articolo 27 della Costituzione. Il provvedimento amplia anche i poteri investigativi della Polizia penitenziaria sui reati più gravi commessi in carcere.
GIUSTIZIA
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 aprile 2026 “Avvocati pagati per convincere i migranti al rimpatrio”. L’emendamento, a firma del centrodestra, prevede che ogni avvocato che abbia fornito assistenza per compilare le carte del rimpatrio volontario venga pagato 625 euro “ad esito della partenza dello straniero”, attraverso il Consiglio nazionale forense. Che ha risposto: “Noi non siamo stati coinvolti” e chiede di non essere chiamato in causa perché l’attività “non rientra tra le competenze istituzionali”. Ma il decreto va convertito entro il 25 aprile. Avvocati pagati per convincere i migranti al rimpatrio volontario.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 19 aprile 2026 Le opposizioni: “Taglie da Selvaggio West. A un passo dall’Ice di Trump”. “Servirà una riflessione” ammette la maggioranza. Magi (+Europa) scrive a Mattarella. Il pasticcio è servito. L’emendamento al decreto Sicurezza, segnalato ieri dal manifesto, che riconosce un contributo economico ai legali che assistono i migranti nelle procedure di rimpatrio assistito è scritto male e andrà rifatto. Lo sa la maggioranza, tradita dalla fretta e dalla smania della rincorsa a destra. E lo sa il mondo forense che ritiene la norma inaccettabile e lesiva del diritto e della dignità professionale, da cancellare. D’altronde, è roba da remigrazione.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 19 aprile 2026 Avviati nel 2011 sono entrati, con poche differenze, nelle proposte sulla remigrazione. La vera partita, per ora, si gioca dall’altro lato del Mediterraneo. “Volontari e assistiti”. Così lo Stato e le organizzazioni coinvolte definiscono i rimpatri che presentano come “buoni”. Li hanno avviati nel 2011 e non riguardano i destinatari di espulsione. L’”elemento fondamentale è la volontarietà: la decisione di tornare in patria espressa dal cittadino del Paese terzo deve essere libera e spontanea”, si legge nel Manuale operativo pubblicato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Questi rientri prevedono assistenza prima e dopo il viaggio, con sostegno psicologico e monitoraggio della reintegrazione (spesso inesistente). A incentivarli ci sono anche 615 euro per affrontare “le prime necessità”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 19 aprile 2026 La massima istituzione dell’avvocatura interviene sul Dl sicurezza, votato venerdì a Palazzo Madama, che le attribuirebbe compiti fuori dalla Costituzione: “Mai informati, ipotesi fuori dalle nostre competenze”. Un incidente e forse si potrebbe dire un mistero. Di sicuro la norma inserita nel decreto sicurezza che attribuisce al Consiglio nazionale forense l’onere di pagare gli avvocati disposti a trasformarsi in agenzia per il rimpatrio di migranti, ecco, sa di assurdo giuridico e costituzionale già solo a raccontarla. Ma ieri, il provvedimento, l’ennesimo, che restringe le maglie dei diritti e che stavolta lo fa soprattutto a danno delle persone di origine extra Ue, ha ottenuto il via libera in aula al Senato con dentro la misura che “premia” i legali disponibili a incoraggiare il cittadino immigrato a lasciare l’Italia, e che pretende di attribuire appunto alla massima istituzione dell’avvocatura il compito di pagare tali “professionisti”.
di Rocco Vazzana
Il Manifesto, 19 aprile 2026 Dopo l’emendamento al dl sicurezza sui rimpatri favoriti dai legali parla Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense. All’indomani dell’approvazione al Senato del decreto sicurezza che chiama in causa il Consiglio nazionale forense tra gli attori protagonisti in materia di rimpatri volontari, il presidente del Cnf Francesco Greco si sente “in un frullatore”. L’organo istituzionale che presiede è stato inserito nel testo “senza che io ne sapessi nulla”, garantisce.
di Angelo Greco
laleggepertutti.it, 19 aprile 2026 La Cassazione equipara il ritardo nella scarcerazione alla mancata concessione dei domiciliari, aprendo alla riparazione per ingiusta detenzione. Esiste una differenza profonda, non solo quantitativa ma soprattutto qualitativa, tra lo scontare una pena all’interno di una cella o tra le mura della propria abitazione. La privazione della libertà subita in un istituto penitenziario incide sulla vita dell’individuo in modo molto più afflittivo rispetto alla detenzione domiciliare. Per questo motivo, ogni giorno trascorso ingiustamente in carcere quando si avrebbe diritto a stare a casa deve essere oggetto di riparazione economica. La Corte di cassazione ha stabilito che l’ingiusta detenzione non si configura solo quando una persona è del tutto innocente, ma anche quando l’autorità giudiziaria o gli uffici di cancelleria ritardano ingiustificatamente l’adozione o l’esecuzione di un provvedimento che dispone il passaggio dal regime carcerario a quello dei domiciliari.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 19 aprile 2026 Una detenuta di 41 anni, ternana, è stata trovata senza vita, ieri mattina, nella sua cella nel reparto femminile del carcere di Capanne. Ad accorgersene l’agente di Polizia penitenziaria addetta alla vigilanza, riferisce Angelo Romagnoli della segreteria regionale della Uilpa - che, appurato che la donna, ancora a letto, non respirava più, ha immediatamente attivato i soccorsi. Il personale sanitario ha cercato di rianimare la donna, senza però riuscire nell’intento. Sul posto si è subito recato il magistrato di turno e il medico legale. Gli accertamenti sono ancora in corso.
di Samuele Ciambriello
Ristretti Orizzonti, 19 aprile 2026 Mohamed D., un detenuto di 42 anni originario del Bangladesh, è morto nella prima mattinata di ieri nell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era arrivato il 17 marzo dal carcere di Poggioreale. Ai familiari residenti in provincia di Napoli le nostre condoglianze e la nostra vicinanza. In Italia dall’inizio dell’anno nelle carceri 64 morti, di cui 15 suicidi.
di Sarah Valtolina
ilcittadinomb.it, 19 aprile 2026 La novità scaturisce dalla consapevolezza delle crescenti difficoltà che si incontrano per gli ingressi nel penitenziario. Sollecitata una riflessione sulle condizioni detentive. Una quindicina di associazioni e realtà del terzo settore che operano nella casa circondariale di Monza hanno sottoscritto un appello alleanza per denunciare “la riduzione della concreta possibilità di relazione con il territorio che indebolisce ulteriormente la logica costituzionale della detenzione come percorso di reinserimento sociale già fortemente compromessa dalla natura stessa del carcere e dalle condizioni di sovraffollamento”, si legge nel documento. Un appello che fa seguito all’allarme lanciato dal cappellano del carcere, don Tiziano Vimercati, “perché la cittadinanza ne sia consapevole e perché gli sforzi che il volontariato, le istituzioni, le persone che lavorano nella casa circondariale compiono non venga vanificato da norme e regolamenti che vanno nella direzione opposta a quel che servirebbe”.
di Alice Muri
Il Resto del Carlino, 19 aprile 2026 Un momento del convegno a Palazzo Gradari per la presentazione dei progetti e delle attività di “Bracciaperte”. Laboratori formativi in carcere dedicati al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti, ma anche attività di formazione nelle scuole e assistenza alle famiglie in difficoltà, alle quali vengono consegnati generi di prima necessità. Sono queste le principali attività realizzate nel 2025 dall’associazione Bracciaperte, presente a Pesaro da oltre dieci anni, che ieri mattina ha organizzato a Palazzo Gradari una presentazione del proprio operato e dei progetti per il futuro. Il presidente, Mario Di Palma, ha aperto la giornata di presentazione: “Io ero un artigiano - dice - e avevo il desiderio di creare dei laboratori formativi all’interno del carcere, tanto che ho iniziato portando una lavatrice o un frigo da mettere a disposizione dei detenuti per fare dei lavori di riparazione.
di Cristina Lacava
Io Donna, 19 aprile 2026 I detenuti di diversi Ipm (Istituti penali minorili) hanno reinterpretato con la Fondazione Rava il cartone della Scuola di Atene di Raffaello, in un’opera collettiva che ha permesso loro di ritrovare la fiducia e sperare. Così come altri progetti che li preparano dalle carceri minorili al “dopo”. Hanno cominciato da Hakimi, calciatore marocchino del Paris Saint-Germain. Via via, hanno disegnato gli altri: Mandela con Rosa Parks, Bob Marley, Marco Pannella, Shakira, Fabri Fibra, Sponge Bob e Homer Simpson. Tra personaggi reali e protagonisti dei fumetti, ci sono anche frammenti di vita vissuta, uno pneumatico a ricordare il lungo viaggio da clandestini verso l’Europa, l’autoritratto di un minorenne che si nasconde il viso con la mano, i messaggi in bottiglia come: “Il perdono con se stessi rende liberi” e il commovente Sos lanciato alla mamma: “Tra pochi mesi vieni a prendermi”.
gnewsonline.it, 19 aprile 2026 Ago e filo come strumenti di libertà. Un gruppo di aspiranti sarti detenuti nel carcere di Secondigliano sono stati insigniti del premio sociale “Ilario Piscioneri”. Il riconoscimento, si legge nel comunicato dell’iniziativa, riguarda “progetti che utilizzano l’artigianato come via di riscatto sociale, in continuità con la visione di Ilario Piscioneri”, storico presidente dell’accademia nazionale dei sartori. La sartoria è arte non nuova nei penitenziari. A Santa Maria Capua Vetere, grazie a una collaborazione con lo storico marchio Marinella, i detenuti confezionano cravatte per le divise della Polizia penitenziaria. La casa circondariale di Biella ospita un laboratorio industriale condotto da Ermenegildo Zegna Holditalia Spa.
AFFARI SOCIALI
di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 19 aprile 2026 Mentre a sinistra si discute di primarie, campo largo, coalizioni, necessità di un programma comune, si riaffaccia il fantasma del gazebo. Il chiosco da giardino inglese - il cui etimo deriva dal verbo to gaze (contemplare) e dal suffisso latino -ebo, tipico del futuro - da creazione ludica è diventato la trincea dei rassegnati, la garitta di strategie populiste, un ingombro stradale, rifugio della retorica demagogica dei social. La politica è altra cosa: è carisma, determinazione, progetto, acume, militanza, anche spietatezza.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 19 aprile 2026 Formazione, sostenibilità e solidarietà si intrecciano nel progetto “Sartorie Sociali di Periferia A/R” di Made in Carcere e Fondazione Conad Ets. In una prima fase, offrirà una seconda opportunità a 20 donne di Cagliari, Lecco, Udine, Palermo e Lecce un periodo intensivo di formazione sartoriale. Via a un progetto nazionale di Fondazione Conad Ets e Made in Carcere per l’autonomia delle donne vittime di sfruttamento, violenza ed emarginazione. Per molte donne, la libertà comincia dal lavoro. Ed è da questa convinzione che prende vita “Sartorie Sociali di Periferia A/R”, che sarà realizzato da Made in Carcere, impresa sociale impegnata da quasi 20 anni nella creazione di opportunità lavorative per donne detenute o provenienti da contesti di vulnerabilità.
di Glauco Giostra
Avvenire, 19 aprile 2026 Perché siamo in una situazione così angosciante e umanamente intollerabile? Si tratta del potere conquistato da alcuni con la forza, da altri illudendo un popolo con promesse non mantenute. “Il mondo è devastato da una manciata di tiranni” è la dolorosa constatazione di papa Leone XIV: parole sacrosante, è proprio il caso di dire. Ma perché siamo in una situazione così angosciante e umanamente intollerabile? Nel caso in cui si sia dinanzi a tiranni-dittatori la spiegazione è agevole: si tratta del potere conquistato da alcuni con la forza, che con la forza vogliono ribadirlo ed espanderlo. I tiranni democraticamente eletti, invece, dovendo il loro potere ad un popolo che si è lasciato abbacinare dalla loro promessa di magnifiche sorti e progressive, devono trovare in obiettivi esterni al loro Paese la distrazione e la compensazione rispetto agli insuccessi interni.
di Fabio Carminati
Avvenire, 19 aprile 2026 Il vignettista etiope, inviso al regime del dittatore Isaias, è stato liberato il mese scorso: non ha mai potuto vedere i familiari, come altri diecimila detenuti politici. Quindici anni, tra quattro mura e una finestra, senza sapere perché l’avevano rinchiuso lì. Per 5. 478 giorni, Biníam ha solo visto la tazza di ferro smaltato, infilata in una feritoia della porta al mattino e ritirata la sera. Per 131. 490 ore si è sforzato di passare in rassegna, per non dimenticare, i tratti del viso della donna che amava, dei genitori, degli amici e di chi conosceva prima di finire in quel buco della storia. Alla fine, però, anche i ricordi erano diventati indistinguibili, confusi in un volto sopra l’altro, come i 473 milioni di secondi trascorsi rinchiuso in un “carcere criminale” nel cuore del quartiere vecchio di Asmara, la capitale dell’Eritrea.
di Sabrina Panarello
agenparl.eu, 19 aprile 2026 Oltre 360 giornalisti, operatori dei media e attivisti per i diritti umani hanno sottoscritto una lettera aperta esprimendo profonda preoccupazione per la sorte dei reporter detenuti in Afghanistan, chiedendone il rilascio immediato e incondizionato. I firmatari hanno attribuito alle autorità di Kabul la piena responsabilità per la salute e la sicurezza dei giornalisti in carcere, denunciando le dure condizioni di detenzione. Nel documento, indirizzato alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e alle principali organizzazioni internazionali di vigilanza sui media, vengono citati i nomi di diversi reporter prigionieri, tra cui Shakeeb Ahmad Nazari, Bashir Hatef e Hamid Farhadi. Secondo quanto riportato dai firmatari, le condizioni di salute di Nazari e Hatef sarebbero in costante peggioramento.
DOCUMENTI
Comunicato stampa FSI-USAE: "Fare retromarcia prima che tutto precipiti"
Comitato del Consiglio d'Europa per la prevenzione della tortura (CPT): rapporto annuale del 2025
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 18 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 20 al 26 aprile 2026
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI