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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 18 aprile 2026
lettera aperta di Ristretti Orizzonti e Coordinamento Carcere Due Palazzi di Padova
Ristretti Orizzonti, 18 aprile 2026
A Carlo Nordio, Ministro della Giustizia; Stefano Carmine De Michele, Capo del DAP; Ernesto Napolillo, Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento
L’importanza delle declassificazioni
“C’è una scelta tra far del carcere la sede di un servizio e farne invece la sede di una severità simbolica, che si impone a chi è dentro le mura.” Sono parole di Alessandro Margara, magistrato di sorveglianza e, per un breve periodo, straordinario capo del DAP: persona nobile e profonda, particolarmente per chi, come noi, si occupa di carcere da decenni trovandosi ora, in tutta evidenza, controcorrente. Lo citano due garanti delle persone private della libertà, Paolo Allemano di Saluzzo e Domenico Massano di Asti in una lettera al dottor Napolillo, direttore Generale dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, relativa alla mancata autorizzazione di iniziative e progetti teatrali e culturali realizzati nelle sezioni di Alta Sicurezza con il coinvolgimento della comunità esterna, in particolare scuole, “con significativi riscontri positivi e senza problemi di sicurezza negli anni precedenti”. La lettera dice: “Tali iniziative, non solo contribuiscono concretamente alla realizzazione di quella tensione rieducativa della pena costituzionalmente prevista, ma sono occasioni per parlare di giustizia e legalità ed hanno una preziosa funzione preventiva ed educativa, soprattutto per i giovani, oltreché culturale per la comunità tutta.”
di Giovanni Ribuoli
Il Domani, 18 aprile 2026 Oggi qualcuno vorrebbe di nuovo un carcere minorile fatto per nascondere in cella chi ha ricevuto una condanna ma soprattutto caricarlo del pesante insulto della società. Una copia in miniatura del carcere degli adulti. Ma “proteggere l’infanzia e la gioventù”, come richiede la Costituzione, anche quando è autrice di reati, significa soprattutto portarla al più presto al di fuori dalle logiche criminali. Nell’inchiesta della procura di Roma che coinvolge dieci agenti del reparto della polizia penitenziaria in servizio a Casal del Marmo, due di loro sarebbero accusati di tortura. Senza nulla togliere alla presunzione di innocenza, il dato è molto preoccupante. Non solo perché sembra un’eco sinistra dell’inchiesta milanese, arrivata a stampa e giornali nel 2024, che contesta gli stessi reati. È di questi giorni la celebrazione del processo con più di quaranta indagati tra il personale dell’Istituto penale per i minorenni (Ipm) Cesare Beccaria.
di Cesare Burdese*
L’Unità, 18 aprile 2026 Una composita brigata del “Viaggio della Speranza”, promosso da Nessuno tocchi Caino, tra il 25 e il 27 marzo ha visitato la Casa Circondariale di Cuneo, la Casa di Reclusione di Saluzzo e la Casa Circondariale di Brissogne, presso Aosta. I sopralluoghi hanno confermato un sistema penitenziario lontano dai principi costituzionali. Le criticità più evidenti sono la carenza di organico e supporto psicologico, la scarsa offerta formativa e lavorativa, i deficit nell’assistenza sanitaria, l’ozio forzato, lo spaccio e il consumo di droga, la fatiscenza delle strutture. A queste si aggiungono la mancanza di informazione sui diritti dei detenuti e del regolamento interno, particolarmente grave a Brissogne, con conseguenze che comprimono le garanzie e ostacolano percorsi rieducativi concreti.
di David Maria Riboldi*
Avvenire, 18 aprile 2026 Lettera aperta del cappellano del carcere di Busto Arsizio, dove si è tolto la vita un ragazzo: “La cella non era il posto dove dovevi stare. Avevi più bisogno di galera o più bisogno di cure?”. Caro Denis (nome di fantasia), perdonaci: i nostri occhi non sono arrivati in tempo a vedere quel male, che certo hai nascosto molto bene in questi anni o forse solo in questi ultimi tempi. O addirittura in quei pochi, irrevocabili attimi. Certo, tu non hai proprio dato modo di poterci accorgere che qualcosa andasse storto. O chissà, forse neanche tu ti sei realmente reso conto dell’oscurità che stava in agguato, alla porta del tuo cuore.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 aprile 2026 Agenti di polizia penitenziaria che entrano in carcere con un’identità falsa, si mescolano tra i detenuti e raccolgono informazioni sui reati compiuti dentro le mura. Ma possono anche istigare i reati stessi. Questa è la norma che il governo ha infilato nell’ennesimo decreto sicurezza e che la commissione Affari costituzionali del Senato ha deciso di mandare direttamente in aula senza finire di esaminarla. Con un’aggiunta che ha fatto alzare più di qualche sopracciglio tra giuristi e difensori penalisti: uno scudo penale che li mette al riparo da conseguenze giudiziarie per gli atti compiuti durante l’operazione sotto copertura.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 aprile 2026 Oltre il labirinto dei calcoli. Dietro le sbarre, il tempo non è solo una sequenza di giorni, ma un calcolo complesso fatto di attese, scadenze e speranze. Spesso, però, la burocrazia della pena trasforma la durata della condanna in un labirinto inestricabile per chi la sconta e per i suoi familiari. In questo spazio grigio tra certezza del diritto e incertezza del futuro si inserisce “FinePena”, un progetto che trasforma la tecnologia in uno strumento di dignità e consapevolezza. Si tratta di strumento digitale gratuito che consente di calcolare i termini dell’esecuzione penale, a partire dai dati della condanna. Un progetto che nasce con lo scopo di supportare detenuti, familiari e operatori del settore legale che hanno necessità di comprendere con chiarezza la durata effettiva della pena e le principali scadenze previste dall’ordinamento penitenziario.
di Ugo Maria Tassinari
L’Unità, 18 aprile 2026 È stata riconosciuta come una ragione valida la necessità di assistere un familiare bisognoso di cure particolari: un precedente importante. Me la ricordo ancora la prima tessera di Nessuno tocchi Caino. Doveva essere gennaio 1994. Per una fantastica coincidenza mi ero iscritto subito dopo (o subito prima: il particolare l’ho dimenticato, il dato essenziale no) di Pierluigi Concutelli, un Caino che il grande cuore radicale non aveva abbandonato alla morte lenta del carcere più duro. Le mie ragioni erano più vaghe. Non avendo una particolare sensibilità sulla missione specifica del gruppo ma un discreto attivismo sulla condizione dei detenuti mi sentivo, in qualche modo, obbligato. Perché, salvo rare eccezioni di sinistra (Majolo in parlamento, D’Acunto in Campania), se c’era bisogno di entrare nelle carceri dalle quali arrivavano richieste disperate di aiuto a fronte di brutalità, abusi e violenze della custodia, gli unici a cui attaccarsi erano i radicali.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2026 Il testo passa ora alla Camera per la conversione in legge che scade il 25 aprile, Critiche le opposizioni: approccio propagandistico. Con 96 voti favorevoli e 46 contrari, l’aula del Senato ha approvato il decreto sicurezza dopo la maratona di ieri durata 10 ore. Il testo passa ora alla Camera per la conversione in legge che scade il 25 aprile. Varato dal governo il 24 febbraio, è stato duramente contestato dal centrosinistra con oltre 1.000 emendamenti proposti in commissione Affari costituzionali e quasi altrettanti in Aula. Tra le modifiche approvate c’è il potenziamento del Daspo urbano, che potrà essere applicato anche a specifiche aree individuate e in caso di reiterazione, quando la condotta comporti un pericolo per la sicurezza durante il periodo di validità del provvedimento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 aprile 2026 Approvato ieri al Senato, con 96 voti favorevoli e 46 contrari, il ddl di conversione del decreto Sicurezza. In Aula la votazione è stata accompagnata da una protesta dei partiti di opposizione che hanno mostrato cartelli con su scritto “governo Meloni: zero risorse, zero sicurezza”. In particolare, per il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, il decreto è “un’alluvione legislativa panpenalistica totalmente inefficace. Siamo al quarto decreto sulla sicurezza ma è del tutto evidente il fallimento delle politiche del governo in quest’ambito”. Critico pure il leader di Italia viva Matteo Renzi: “Dicono che è la loro priorità, ma la presidente del Consiglio non c’era, il ministro dell’Interno non c’era, nessuno era in Aula”.
di Angela Stella
L’Unità, 18 aprile 2026 È stato approvato ieri al Senato, con 96 voti favorevoli e 46 contrari, il ddl di conversione del decreto Sicurezza. In Aula la votazione è stata accompagnata da una protesta dei partiti di opposizione che hanno mostrato cartelli con su scritto “Governo Meloni: zero risorse, zero sicurezza”. In particolare per il presidente dei senatori del Partito democratico, Francesco Boccia, il decreto “è una alluvione legislativa panpenalistica totalmente inefficace. Siamo al quarto decreto sulla sicurezza ma è del tutto evidente il fallimento delle politiche del governo in materia di sicurezza. Quattro decreti ma questo paese non è più sicuro: questo provvedimento è solo un manifesto di propaganda, che restringe solo i diritti, che rende le carceri ancora più invivibili, che trasforma il paese in un Far west”.
di Marianna Caiazza*
Il Riformista, 18 aprile 2026 Sin dal suo insediamento a fine 2022, l’attuale Governo ha avuto un fine preciso: garantire la sicurezza nel Paese. E per capire cosa significhi, in questa legislatura, questa parola, basta guardare all’attività legislativa che l’ha accompagnata, il più delle volte con il tanto abusato strumento del decreto legge. Il primo è il c.d. Decreto “Rave” (D.L. 162/2022), approvato a pochi giorni dal giuramento. Il decreto ha mirato alla minaccia del momento, i temibili Rave Party, colpendoli con l’introduzione - tanto per cambiare - di un nuovo reato: quello di “Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi”.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 18 aprile 2026 Intervista a Marco Boato, già deputato con Radicali e Verdi. Con il resto del partito si oppose al fermo di polizia nell’81. Parlò per 18 ore di seguito: “Un anno dopo il governo non rinnovò la norma. Me lo disse il ministro dell’Interno Rognoni: “Se non rivendichi la vittoria lo togliamo, è inutile e dannoso”. Erano le 20 del 10 febbraio 1981 quando nell’aula di Montecitorio prese la parola Marco Boato, allora deputato del Partito Radicale. Con i suoi diciassette colleghi si stava opponendo alla proroga di un anno del fermo di polizia previsto dal decreto Cossiga. Allora l’ostruzionismo era un’arte: Boato smise di parlare 18 ore dopo, alle 14.05 dell’11 febbraio.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 18 aprile 2026 Ancora non ha passato il vaglio parlamentare, ma il nuovo decreto sicurezza, applicabile da quando lo scorso 24 febbraio è apparso in Gazzetta ufficiale, ha già mandato in tilt sia la questura sia la procura di Roma. Il battesimo del fermo preventivo, sperimentato da 91 anarchici ai quali domenica 29 marzo è stato impedito di commemorare al parco degli Acquedotti Sandro Mercogliano e Sara Ardizzone - uccisi dieci giorni prima dallo scoppio di un ordigno che loro stessi stavano preparando - svela nei suoi sviluppi diverse criticità già individuate dai tecnici (da ultimo il perplesso parere rilasciato dal Csm tre giorni fa) ma del tutto ignorate dalla maggioranza, che non ha voluto presentare emendamenti sul punto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 aprile 2026 La denuncia della Società italiana di criminologia (Sic): “Basta star in tv che criticano i giudici senza averne i titoli”. La nuova frontiera dei processi paralleli in tv e sui social network sono i “criminologi mediatici”: lo denuncia la Società italiana di criminologia con un documento di dieci pagine. “La Sic ha per lungo tempo osservato quanto stava accadendo - ci spiega il presidente Alfredo Verde - e dopo un approfondito dibattito interno abbiamo deciso di fornire un parere pubblico” per stigmatizzare “lo scempio” a cui stiamo assistendo.
di Simona Musco
Il Dubbio, 18 aprile 2026 Deliri “pedosatanisti” e l’accusa di “rapire i bambini”: in tutta Italia si moltiplicano gli attacchi agli assistenti sociali. Che una narrazione mediatica e politica ha ormai trasformato in “nemico pubblico”. Le facce degli assistenti sociali tappezzano i muri di Arezzo, con svastiche impresse sulla fronte e fumetti che farneticano di “élite pedosataniste”. Poi a Vasto, nelle vicinanze della casa famiglia che ospita i bambini della “famiglia nel bosco”, sulle pareti del Tribunale e dei Servizi, compare l’accusa infamante: “Gli assistenti sociali rapiscono i bambini”. A Sansepolcro il registro vira sulla negazione della sovranità: “Se i figli sono dello Stato è dittatura”. Infine Barco di Bibbiano, epicentro di una demonizzazione mai sopita dopo l’inchiesta “Angeli e Demoni”, la sede dei servizi sociali è stata imbrattata con l’accusa “giudici e assistenti sociali nazisti”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2026 Per la Consulta, sentenza n. 54/2026, è illegittima la mancata previsione della conversione, in caso di insolvenza, nella detenzione domiciliare sostitutiva. Con la sentenza numero 54, depositata oggi, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 102 della legge numero 689 del 1981 e 660, comma 3, del codice di procedura penale, nella parte in cui, in caso di insolvenza nel pagamento delle pene pecuniarie principali, non prevedono la conversione della pena anche nella detenzione domiciliare sostitutiva.
TERRITORIO
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 18 aprile 2026 Suicidio in carcere a Busto Arsizio: un 34enne è stato trovato morto in cella. “È stato il mio compagno a lanciare l’allarme”, ha riferito a Fanpage.it la compagna di uno dei detenuti. “Nessuno si è accorto di lui, è giusto che si sappia”. Si è verificato un altro suicidio in carcere: nel corso di ieri pomeriggio, giovedì 16 aprile, un uomo di 34 anni è stato trovato senza vita all’interno della propria cella, nella terza sezione del carcere di Busto Arsizio (Varese). “Si è impiccato con i lacci delle scarpe”, ha riferito a Fanpage.it la compagna di un detenuto, recluso nella stessa sezione dove si sono verificati i fatti.
di Valentina Moro
La Stampa, 18 aprile 2026 La famiglia chiede di fare chiarezza sulla morte dell’elettricista, affetto da problemi di tossicodipendenza in carcere a Quarto. “Vogliamo capire cos’è successo in quelle ore prima della morte di Christian. Non chiediamo vendetta, ma sapere com’è andata e avere giustizia”. Alessia Guercio, sorella del giovane che il 28 dicembre si è ucciso in carcere, spiega così la nascita del comitato “Verità e luce per Christian”. A costituirlo sono famigliari e amici, lo scopo è fare luce sui passaggi che hanno portato Guercio, elettricista e dj noto con il nome di Guè, a finire nell’istituto penitenziario di Asti dove si è ucciso nella sua cella a tre giorni dall’arresto. “Quello che noi chiediamo - continua Alessia, di professione educatrice - è che questa cosa non ricapiti più a nessuno. Chi è tossicodipendente deve essere curato, non messo in carcere”.
novaradio.info, 18 aprile 2026 Un decesso e un tentativo di fuga tra ieri ed oggi nel carcere fiorentino di Sollicciano. Il decesso, che risale a ieri, è avvenuto per arresto cardiaco. La vittima, si spiega dalla direzione del carcere, aveva circa 40 anni ed era originario dell’Est Europa, recluso in una sezione giudiziaria a seguito di una condanna in primo grado. L’uomo è descritto come un detenuto “tranquillo”. Era inserito nel gruppo dei detenuti della “MOF”, la Manutenzione Ordinaria del Fabbricato, addetti alle piccole riparazioni in carcere. Si tratta della seconda morte in carcere dall’inizio dell’anno a Sollicciano. La salma è stata consegnata all’autorità giudiziaria, che ha aperto un fascicolo di indagine. Sarà disposta un’autopsia per stabilire se la morte sia dovuta a cause naturali o - come spesso in questi casi - all’abuso di sostanze.
parmatoday.it, 18 aprile 2026 Il legale chiede l’intervento del Dap: “Situazione delicata, serve un trasferimento”. Intanto a Modena si discute la richiesta di archiviazione per una novantina di agenti. Un detenuto che aveva denunciato presunte torture subite nel carcere di Modena nel marzo 2020 è stato recentemente trasferito nell’istituto penitenziario di Parma. Una situazione che solleva preoccupazioni, perché nella stessa struttura lavora, con funzioni di comando, anche uno degli agenti della polizia penitenziaria indagati nel procedimento.
di Giuseppe Fin
Il Dolomiti, 18 aprile 2026 In Trentino si chiede da più parti la regionalizzazione del servizio del Dipartimento di amministrazione penitenziaria, Paola Demagri (Casa Autonomia): “Senza questo passaggio, continueremo a subire un sovraffollamento determinato anche dai trasferimenti provenienti da altre province”. Il presidente della Camera Penale di Trento e Rovereto, Roberto Bertuol: “In questo momento il numero di detenuti nella struttura di Trento si avvicina a 400 e il problema non è più emergenziale, ma strutturale. Se non si interviene, è destinato ad aggravarsi”.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 18 aprile 2026 La direttrice incontra la sindaca Cittadin. “I detenuti mai fuori dalla struttura”. Entro il prossimo mese di maggio è previsto un aumento del numero di agenti penitenziari al carcere minorile “Vivaldi” in via Verdi. Inoltre i detenuti non usciranno dalla struttura per nessun motivo. Tutte le attività degli ospiti si svolgeranno all’interno del carcere, senza alcuna presenza all’esterno. Sono queste le informazioni date dalla direttrice del “Vivaldi”, Roberta Ghirelli, alla sindaca Valeria Cittadin nell’incontro dell’altro ieri al quale ha partecipato anche l’assessora comunale al Sociale Dominga Milan.
cuneodice.it, 18 aprile 2026 L’intervento di Giulia Marro (Avs): “Basta ridurre i percorsi e le possibilità riabilitative. Non va mai perso di vista che dentro ai muri non ci sono numeri ma persone”. “Un presidio a Roma per ribadire l’ovvio: se le carceri non rieducano, ma disumanizzano ed emarginano ulteriormente le persone detenute, a cosa servono se non a creare ulteriore insicurezza e condizioni insostenibili per detenuti e personale carcerario?”, spiega Francesca Druetti, segretaria Possibile, presente oggi al presidio in piazza Cairoli.
bellunopress.it, 18 aprile 2026 Inizia sabato 18 aprile a Lozzo di Cadore il ciclo di incontri dal titolo “Liberare il carcere” organizzati dai quattro presidi di Libera del territorio provinciale (Cadore, Agordino, Valbelluna e Bellunese Orientale) in stretta collaborazione con l’associazione Antigone (Veneto ed Emilia-Romagna). Si tratta di un’iniziativa frutto di un confronto fra i membri dei presidi iniziato nel 2025 e volto a concertare e concentrarsi su un tema comune nel corso del 2026. La scelta è caduta sul mondo delle carceri e sul valore della giustizia riparativa (o rigenerativa), argomento quest’ultimo già affrontato in passato dal coordinamento provinciale dell’associazione che ha portato in provincia “Amunì”, un progetto di Libera rivolto ai ragazzi sottoposti a procedimento penale da parte dell’autorità giudiziaria minorile e impegnati in un percorso di riparazione.
di Cristina Savi
Messaggero Veneto, 18 aprile 2026 Domenica 26 aprile lo spettacolo di Finazzer Flory in piazza della Motta trasforma le mura del castello-circondariale in scena digitale. Un evento simbolo per TU27 verso la Capitale della Cultura: detenuti e cittadini uniti dalla tecnologia e dal genio di Leonardo. Agrusti: “Abbattiamo l’isolamento con la cultura”. “Leonardo in castello” inaugura domenica 26 aprile, a Pordenone, alle 20.45, il Teatro urbano in piazza della Motta, ai piedi del castello che oggi è anche casa circondariale. È da questa contiguità fisica e simbolica che prende forma la performance curata da Fondazione Pordenonelegge e promossa con Comune di Pordenone e Regione, affidata a Massimiliano Finazzer Flory, presentata ieri a palazzo Badini e scelta per aprire il cartellone di TU27, il nuovo dispositivo culturale che trasforma lo spazio pubblico in scena, nell’ambito delle iniziative verso Capitale della Cultura 2027.
cronacacomune.it, 18 aprile 2026 Il 7 maggio 2026 alle 20:00 al Teatro Comunale di Ferrara, C.A.R.P.A. aps presenta al pubblico “Where Have All The Flowers Gone?”, ultima creazione del regista Marco Luciano insieme agli attori-detenuti della Casa Circondariale Costantino Satta di Ferrara. Esito del Laboratorio Permanente di Creazione Teatrale in Carcere che l’associazione conduce in collaborazione con la Direzione e l’Area Pedagogica del Carcere e del Coordinamento Regionale Teatro Carcere Emilia Romagna, realizzato con il contributo dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Ferrara e del Ministero della Giustizia.
di Daniela Solito
La Repubblica, 18 aprile 2026 La decisione della giunta di Milano su proposta del forzista De Chirico a dieci anni dalla sua morte per l’area verde di piazzale Aquileia. Un giardino intitolato a Marco Pannella, per ricordare il leader dei Radicali protagonista di tante battaglie per i diritti. Fra queste, anche quelle per i detenuti, tanto che il giardino di Milano si trova a due passi dal carcere di San Vittore, in piazzale Aquileia. Un omaggio che arriva a dieci anni dalla morte di Pannella, il 19 maggio 2016. La giunta comunale ha approvato ieri l’intitolazione, accogliendo favorevolmente la proposta avanzata con una mozione dal consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico ed approvata dal Consiglio Comunale il 25 novembre del 2021.
AFFARI SOCIALI
di Mario Della Cioppa*
Il Fatto Quotidiano, 18 aprile 2026 Da una parte la concretezza dell’azione di chi opera sul campo, con dedizione e sacrificio. Dall’altra dati esibiti in ogni occasione come unica prova di efficacia. Ho trascorso una vita a misurare e gestire la sicurezza sui fatti, mai sulle parole e ho imparato una cosa semplice: la sicurezza non si racconta, si dimostra. Per questo, oggi, avverto un senso di netto scarto tra la sicurezza che ho governato nella realtà quotidiana, in tutta Italia, e quella che viene rappresentata all’esterno da una politica che ne fa sempre più strumento di propaganda, senza riuscire a migliorarla.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 18 aprile 2026 Con un emendamento al dl sicurezza, il governo interviene sul testo di conversione per aumentare i rimpatri volontari. Laddove risulti difficile convincere gli stranieri ad aderire ai programmi, si incentiveranno gli avvocati a far presentare loro domanda dietro pagamento. Accordo col Cnf: un premio economico agli avvocati che convinceranno i loro assisti a lasciare il Paese. Non c’è scritto chiaro e tondo da nessuna parte. Ma surrettiziamente, con un emendamento firmato da tutta la maggioranza, il decreto Sicurezza approvato ieri in Senato introduce una norma che ha il sapore della “remigrazione”, sdoganata a destra da diverso tempo.
di Giuliano Balestreri
La Stampa, 18 aprile 2026 L’imprenditore: “I migranti sono necessari. L’attenzione vada su energia, dazi e inflazione. Rischiamo la recessione”. Energia, dazi, inflazione. E poi salari e rischio recessione. Per gli imprenditori le priorità sono chiare. Abbastanza per definire “surreale” il Remigration Summit organizzato per oggi dalla Lega di Matteo Salvini. Enrico Carraro, una vita al vertice di Confindustria Veneto, imprenditore a capo di un gruppo da 800 milioni di fatturato l’anno non ha dubbi a definire “fuori contesto” l’iniziativa: “Il governo dovrebbe dedicare tutto il suo tempo a rilanciare l’economia, a sostenere le imprese e ad avviare riforme strutturali di medio lungo periodo. Non a manifestazioni di corto respiro che servono solo a fare di tutta l’erba un fascio. Ma non sono sicuro che questa iniziativa del Remigration Summit abbia il sostegno di tutto l’esecutivo”.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 18 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 20 al 26 aprile 2026
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI