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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 16 aprile 2026
lettera aperta di Ristretti Orizzonti e Coordinamento Carcere Due Palazzi di Padova
Ristretti Orizzonti, 16 aprile 2026
A Carlo Nordio, Ministro della Giustizia; Stefano Carmine De Michele, Capo del DAP; Ernesto Napolillo, Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento
L’importanza delle declassificazioni
“C’è una scelta tra far del carcere la sede di un servizio e farne invece la sede di una severità simbolica, che si impone a chi è dentro le mura.” Sono parole di Alessandro Margara, magistrato di sorveglianza e, per un breve periodo, straordinario capo del DAP: persona nobile e profonda, particolarmente per chi, come noi, si occupa di carcere da decenni trovandosi ora, in tutta evidenza, controcorrente. Lo citano due garanti delle persone private della libertà, Paolo Allemano di Saluzzo e Domenico Massano di Asti in una lettera al dottor Napolillo, direttore Generale dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, relativa alla mancata autorizzazione di iniziative e progetti teatrali e culturali realizzati nelle sezioni di Alta Sicurezza con il coinvolgimento della comunità esterna, in particolare scuole, “con significativi riscontri positivi e senza problemi di sicurezza negli anni precedenti”. La lettera dice: “Tali iniziative, non solo contribuiscono concretamente alla realizzazione di quella tensione rieducativa della pena costituzionalmente prevista, ma sono occasioni per parlare di giustizia e legalità ed hanno una preziosa funzione preventiva ed educativa, soprattutto per i giovani, oltreché culturale per la comunità tutta.”
di Nello Trocchia
Il Domani, 16 aprile 2026 “La situazione è pessima, ci sono i problemi di sempre che peggiorano di giorno in giorno. Il sovraffollamento, ma anche il fantomatico piano carceri che è totalmente campato in aria mentre le strutture detentive cadono a pezzi e gli agenti sono sottoposti a caporalato di stato”. L’analisi è di Gennarino De Fazio, sindacalista che si prepara alla rielezione come segretario della Uil penitenziaria. Domani lo ha raggiunto al telefono. Il congresso che si è aperto in queste ore è l’occasione per stabilire priorità dopo il crollo di credibilità che ha colpito i vertici con le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, che aveva la delega alla penitenziaria.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 16 aprile 2026 Il provvedimento, in queste ore al Senato, consente ai poliziotti di agire sotto copertura per scovare reati (anche quelli ordinari) in cella, ma rischia di diventare esplosiva in un contesto pieno di problemi, a partire da un inarrestabile sovraffollamento. Il parere di Scandurra (Antigone) e di De Fazio (Uilpa Polizia penitenziaria). Nelle carceri sempre più sovraffollate arriva una misura che, vestita con i panni della caccia al crimine, porterà ancora più caos. Si tratta dell’agente di polizia penitenziaria infiltrato. La norma è in vigore da quasi due mesi, ma è passata sotto silenzio. Tenuta lontana dal dibattito pubblico concentrato sul divieto di acquisto di coltelli e sulle misure contro i manifestanti, è già pienamente operativa e di qui a fine mese sarà legge.
di Emanuele Bonini
eunews.it, 16 aprile 2026 Il Comitato per la prevenzione della tortura chiama in causa anche l’Italia: “Situazione preoccupante in tutta Europa, abusi soprattutto al momento dell’arresto e durante gli interrogatori informali. Cresce l’impunità”. In Europa gli abusi su fermati e detenuti aumentano, con insulti e percosse anche prima del loro ingresso in penitenziario. Il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa lancia l’allarme: dentro e fuori le carceri la situazione sta precipitando, con l’Italia chiamata in causa. La relazione annuale 2025 è stata stilata al termine di visite che hanno visto la delegazione dell’organizzazione internazionale anche nelle carceri di Avellino, Foggia, Firenze Sollicciano, Genova Marassi, Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 16 aprile 2026 È passata una settimana da Pasqua, tre dal Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, è tempo di riaprire un tavolo di confronto sulle emergenze della Giustizia italiana e tra queste anche su quella a più grave impatto umano: l’emergenza del sovraffollamento delle carceri italiane. Sono trascorsi anche 9 mesi dal Consiglio dei Ministri del 22 luglio 2025 specificatamente dedicato, per volere del Presidente Meloni e del Ministro Nordio, agli interventi contro il sovraffollamento delle carceri. Da quel giorno non un solo nuovo posto in cella è stato creato del Commissario straordinario per il “Piano carceri” dott. Marco Doglio, mentre il sovraffollamento è passato dal 130% all’attuale 138%.
di Francesca Fulghesu
Il Domani, 16 aprile 2026 Diciassette progetti, 3.000 ragazzi, 370 enti del terzo settore insieme agli Uffici di servizio sociale per i minorenni e i servizi sociali territoriali, per un importo complessivo di 14,5 milioni. A Roma il convegno sui risultati del bando “Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile” promosso da Con i Bambini. Nel lessico familiare di Elena Ferrante c’è un termine che dà il titolo anche a un suo saggio: la parola che sua madre pronunciava per descrivere le impressioni contraddittorie che a volte fanno sentire lacerati. La “frantumaglia” è il deposito del tempo senza l’ordine di una storia, di un racconto.
di Sergio Segio
L’Unità, 16 aprile 2026 La caccia a Elia Del Grande. Mai come in questi anni in Italia il giornalismo mainstream sta dimostrando il suo punto più basso. Non è solo questione di asservimento, autocensura, pressapochismo: è proprio la propensione a scrivere e commentare (e giudicare, etichettare, additare, esecrare, mobilitare i peggiori sentimenti) senza sapere e senza documentarsi. Nel caso di Elia Del Grande, che ha riempito per giorni e giorni telegiornali e pagine di quotidiani in un crescendo di allarmismi, per evitare imprecisioni o vere e proprie sciocchezze sarebbe stato sufficiente avere memoria e leggere qualcosa. Non necessariamente corposi libri, come il fondamentale “Un ossimoro da cancellare,” a cura di Giulia Melani, con scritti di Franco Corleone, Katia Poneti e Grazia Zuffa (edizioni Menabò, 2023).
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 aprile 2026 Dall’Aula del Senato a quella del Csm: ieri le polemiche sul dl sicurezza si sono duplicate tra Palazzo Madama e quella che in molti definiscono la Terza Camera. Partiamo proprio da Palazzo Bachelet chiamato ad esprimere in plenum un voto sul parere fornito dalla Sesta Commissione (tre voti favorevoli - Cosentino, Papa, Laganà - due contrari - Nicotra e Porena - una astensione - Cilenti). Il provvedimento, come già spiegato nell’articolo di due giorni fa su questo giornale a firma di Simona Musco, solleva criticità su più fronti, come illustrato dal relatore di Unicost Laganà. Dalla tenuta costituzionale del fermo preventivo alle ricadute sull’attività giudiziaria, fino al rischio di compressione delle libertà fondamentali nelle manifestazioni pubbliche. Il punto più attenzionato è proprio il fermo preventivo.
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 16 aprile 2026 Il disegno autoritario di repressione e criminalizzazione del dissenso non risente dell’onda lunga del No al referendum. Prova ne è la corsa, senza rispetto alcuno del dibattito parlamentare, a convertire l’ennesimo decreto (23/2026) in materia di sicurezza pubblica. Sicurezza intesa, ça va sans dire, come ordine pubblico. Un decreto che, come il precedente (ora legge 80 del 2025), è incostituzionale nella forma e nella sostanza. Ancora una volta, la violazione dei presupposti è resa palese dai riferimenti tautologici che non motivano la necessità e l’urgenza; ad acclarare la loro mancanza interviene, inoltre, il lungo lasso di tempo che intercorre tra l’annuncio in consiglio dei ministri (5 febbraio) e l’adozione (23 febbraio).
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 aprile 2026 In arrivo il testo ministeriale che istituisce una nuova gerarchia per gli agenti del carcere: non saranno più dipendenti dal capo Dap. Il provvedimento modifica il Dpr del 2025. Serracchiani: “Va ritirato”. Un corpo di Polizia penitenziaria dotato di una propria autonomia, con una struttura gerarchica formata da personale in divisa proveniente dai medesimi ranghi, come avviene per la Polizia di Stato. Agenti che operano all’interno delle carceri ma non più sottoposti al controllo del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (generalmente un magistrato) e dei direttori civili degli istituti. È questo l’obiettivo del nuovo decreto ministeriale firmato dal guardasigilli Nordio la cui bozza sarebbe già in fase avanzata di discussione e avallata dal Gabinetto di Via Arenula.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 aprile 2026 La procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione per l’inchiesta che cercava di capire come era stato gestito il dossier mafia appalti e il suo “doppione” di Massa Carrara, ritenuto tra le cause dell’accelerazione della strage di via d’Amelio. Ma quello che i magistrati nisseni hanno scritto tra le righe, in quasi 400 pagine firmate dal procuratore Salvatore De Luca con il procuratore aggiunto Pasquale Pacifico e i sostituti Nadia Caruso, Davide Spina e Claudia Pasciuti, è una condanna morale e professionale per un intero sistema di potere dell’allora Palazzo di Giustizia di Palermo. Il quadro che emerge dal documento depositato è quello di un isolamento scientifico, quasi chirurgico, di un uomo che stava cercando di finire il lavoro del suo amico Giovanni Falcone e che si è ritrovato circondato da silenzi, omissioni e manovre di corridoio. La parola che ricorre di più nell’atto giudiziario è “anomalia”.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 16 aprile 2026 Interrogazioni di Pd e FI in Parlamento. Trasferiti i cinque autori della protesta. Arrivano in Parlamento i gravi fatti degli ultimi giorni al carcere minorile Antonio Vivaldi, dalla protesta di sabato al tentato suicidio dell’altra sera. Intanto, sono stati trasferiti ieri in un’altra struttura fuori regione i cinque responsabili della protesta. Si tratta di due ragazzi moldavi, un ucraino, un bulgaro e un italiano tra 18 e 24 anni, arrivati a fine febbraio da Treviso. Sempre ieri è stato dimesso dall’ospedale il detenuto minorenne che ha tentato di impiccarsi in cella venendo salvato dagli agenti penitenziari. Fatti questi che hanno spinto la deputata Pd Nadia Romeo a presentare un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 16 aprile 2026 Nuove lettere dal carcere di Opera nelle quali si denunciano nuovi presunti abusi e si contesta l’operato del Garante di cui si chiedono le dimissioni. I detenuti chiedono trasparenza, prove e interventi immediati. C’è una distanza evidente, quasi abissale, tra le parole istituzionali e quelle che arrivano dalle celle del carcere di Opera. Da una parte dichiarazioni prudenti, fatte di formule note come “verifiche in corso da parte dell’autorità giudiziaria”, dall’altra accuse dirette di violenze e abusi dei più basilari diritti umani. Questo divario emergerebbe dalle nuove lettere dei detenuti che Fanpage.it ha ricevuto negli ultimi giorni.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 16 aprile 2026 Il coordinamento delle associazioni specialistiche forensi ha organizzato a Firenze un convegno intitolato “I diritti della persona. Il contributo del coordinamento delle Associazioni Specialistiche Forensi”. Appuntamento domani presso l’Auditorium del nuovo Palazzo di Giustizia con inizio alle 9.30. I lavori, che proseguiranno fino alle 18.30, saranno aperti dal presidente del Cnf Francesco Greco. Seguiranno i saluti istituzionali di Sergio Paparo (presidente dell’Ordine degli avvocati Firenze) e di Tatiana Biagioni (presidente Agi), Claudio Cecchella (presidente Ondif) e Anton Giulio Lana (presidente Uftdu) in qualità di componenti del coordinamento.
di Mattia Cecchini
dire.it, 16 aprile 2026 Lo costruiranno i detenuti per accogliere i felini che non possono tornare alle colonie o trovare una casa. Il Comune stanzia i soldi, i veterinari ringraziano. Un rifugio per gatti al carcere di Padova: una struttura per ospitare almeno 60 felini, in particolare gatti adulti con problemi sanitari che non possono tornare alle colonie feline o non possono essere adottati; una struttura organizzata con spazi adeguati agli animali al personale e agli interventi veterinari. Il tutto grazie ad una collaborazione fra Comune di Padova, direzione del carcere, Servizi veterinari dell’Ulss 6 e l’associazione Granello di Senape. Conclusa la progettazione tra istituzioni e terzo settore, lunedì il Consiglio comunale discuterà la variazione di bilancio che stanzia le risorse per realizzare il rifugio e metterlo in funzione: circa 280.000 euro per la prima struttura di questo tipo che ‘risolve’ la gestione a dei gatti randagi e offre un’occasione “preziosa” di volontariato, tirocinio o altre forme di lavoro in carcere.
leccotoday.it, 16 aprile 2026 In cosa consiste l’iniziativa green che sta proseguendo nella Casa circondariale. Prosegue e si rafforza la collaborazione tra Silea e la Casa circondariale di Lecco per promuovere pratiche ambientali anche all’interno dell’istituto penitenziario di via Cesare Beccaria. Il progetto ha preso il via nel 2025 con la realizzazione di laboratori pratici dedicati al riuso dei materiali, affiancati da interventi mirati al miglioramento dell’organizzazione della raccolta differenziata nella struttura. A queste proposte si è recentemente aggiunto un ulteriore momento formativo: un incontro di educazione ambientale durante il quale gli operatori di Silea hanno coinvolto i detenuti in una lezione articolata e partecipata sui temi dell’economia circolare e della corretta gestione dei rifiuti.
ivg.it, 16 aprile 2026 Evento nell’ambito del progetto della Diocesi di Savona-Noli “Oltre le mura”. Domani, giovedì 16 aprile, alle ore 9 al Liceo Della Rovere il garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive delle libertà personali Doriano Saracino incontrerà gli alunni. L’evento si terrà nell’ambito del progetto della Diocesi di Savona-Noli “Oltre le mura”, finalizzato alla sensibilizzazione degli studenti e della cittadinanza ai problemi delle carceri. Le classi che parteciperanno seguono lezioni di diritto nei loro programmi di formazione. In particolare le classi 1Y e 2Y del Liceo del Made in Italy stanno approfondendo lo studio dell’economia e del diritto, dedicando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali e all’analisi degli scenari storici, geografici, artistici e culturali che sono alla base del tessuto produttivo italiano.
di Ciro Troise
Corriere del Mezzogiorno, 16 aprile 2026 Qualche ora tra gli ultimi, i detenuti del carcere di Poggioreale per portare la propria esperienza dentro il progetto “Pensieri di libertà” promosso dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Campania Luigi Vanvitelli. Nessun commento sul suo futuro o sull’interesse della Nazionale ma uno sguardo umano molto intenso con le risposte sia agli studenti che a rappresentanti dei detenuti dei padiglioni Firenze, Milano e Genova. Antonio Conte è partito dalla sua infanzia, quando giocava sui campi della periferia di Lecce con suo padre insieme ad altri coetanei che avevano talento, voglia di emergere e c’erano le sirene della strada da cui non farsi ammaliare, poi ha spesso usato il calcio come metafora della vita per dirla alla Jean Paul Sartre.
di Rachele Donnini
Il Domani, 16 aprile 2026 Attraverso questo sistema di allenamento cognitivo, i detenuti riflettono sui movimenti giusti, nel gioco e nella vita. Juan Antonio Montero, psicologo e presidente del Club Magic Extremadura: “Non si impara solo a muovere le pedine, ma si formano autostima, pazienza, lavoro in squadra”. Un approccio esportato in Messico, ma anche a Foligno: “Non è un passatempo né vogliamo formare dei campioni, ma fornire basi utili per il reinserimento nella società”. Dal 2021 gli scacchi in carcere sono anche parte di una competizione internazionale. Juan Antonio Montero si trova davanti a una scacchiera a muro, posta al centro della stanza, e indica con una mano le 64 caselle. Oggi si trova nel carcere di Badajoz, in Estremadura, con cui collabora da 15 anni, tenendo due sessioni settimanali da un’ora e mezza. Ai detenuti, seduti davanti alla scacchiera, viene chiesto di collaborare con alcuni esercizi: imparare a memoria le posizioni dei pedoni, spostarli di casella e riposizionarli dove erano prima.
AFFARI SOCIALI
di Alessandro Tolomelli*
Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2026 Ogni volta che un fatto di cronaca mette in scena la violenza agita da ragazzi molto giovani, il dibattito pubblico imbocca quasi sempre la scorciatoia più rassicurante: dare la colpa all’adolescenza. A parte il fatto che la scelta di inchiodare gli autori di reati a un’unica categoria comune, è una scelta mediatica che ne nasconde altre. Gli autori di questi reati sono infatti quasi sempre maschi, oltre che giovani. Ma la scelta di stigmatizzare e generalizzare una caratteristica ricade sempre sull’aspetto anagrafico, mentre molto più raramente ci si concentra sui modelli di mascolinità egemoni in cui l’aspetto della prevaricazione e della violenza giocano un ruolo determinante. L’adolescenza diventa così una parola-ombrello buona per spiegare tutto e, proprio per questo, incapace di comprendere davvero qualcosa.
di Nina Fresia
La Stampa, 16 aprile 2026 Con il ddl immigrazione, la Lega chiede una stretta ai ricongiungimenti familiari ed espulsioni più veloci: “Se un minore straniero commette un crimine deve cessare l’accoglienza”. “Padroni a casa nostra”. È lo slogan con cui la Lega, sotto l’ombrello dei Patrioti europei, scenderà in piazza sabato 18 aprile a Milano. Anche se la manifestazione ha ora assunto anche altre sfumature (su tutte, la richiesta di una pace in Medioriente e caro energia), è da quando è stato annunciato che si prefigura un evento incentrato su sicurezza e contrasto all’immigrazione. Tanto che inizialmente si usava il nome “Remigration Summit” per riferirsi alla piazza leghista. Termine, quello di “remigrazione”, che continua a far storcere il naso al centrosinistra milanese, con il sindaco Beppe Sala a contestare “il lessico” scelto dal Carroccio.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 16 aprile 2026 La massiccia sanatoria di Madrid tra diritti umani e necessità economiche: il piano da realizzare entro la fine di giugno. In un’Unione europea sempre più orientata al controllo e alla restrizione dei flussi migratori, la Spagna sceglie una strada diversa, del tutto controcorrente. Il governo guidato dal socialista Pedro Sánchez ha infatti annunciato un vasto piano di regolarizzazione straordinaria che potrebbe coinvolgere fino a mezzo milione di persone prive di documenti, segnando una delle sanatorie più ambiziose nell’ultimo scorcio di storia europea. La regolarizzazione è stata approvata dal Consiglio dei ministri sotto forma di decreto reale.
di Gabriele Segre
La Stampa, 16 aprile 2026 I conflitti sono come polmoni: si espandono, si contraggono, si infiammano. A volte sembrano sul punto di collassare, altre di esplodere. Da sette settimane il Medio Oriente intero tossisce sangue. La polmonite geopolitica innescata dagli attacchi americani e israeliani si è rapidamente estesa oltre il focolaio iniziale, propagandosi nella regione con riverberi globali sempre più intensi e pericolosi. Come in ogni crisi seria, il decorso resta incerto: tra escalation improvvise e tregue intermittenti, choc energetici e blocchi navali degni di un Risiko giocato male, restiamo sospesi a osservare ogni rantolo del conflitto, chiedendoci una cosa sola: si contrarrà, o continuerà ad espandersi?
di Lorenzo Dellai
Avvenire, 16 aprile 2026 La presa di distanza della presidente del Consiglio Meloni dal presidente americano è un fatto positivo. Ora i nostri rappresentanti in Parlamento devono chiarire bene che non perseguono trame identitarie legate alla strumentalizzazione della fede per farsi propaganda. La premier Meloni e tutti gli esponenti della destra italiana hanno preso le distanze dall’inaudito attacco rivolto a papa Leone dal presidente Trump. Bene. Sarebbe stato clamoroso se non lo avessero fatto. Ma è legittima una domanda. Hanno preso le distanze dal “modo” inaudito col quale Trump si è espresso oppure dalla sostanza vera delle sue dichiarazioni e dalla loro radice di pensiero?
di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 16 aprile 2026 Ogni martedì i detenuti politici nel braccio della morte fanno lo sciopero della fame, da questo luogo nascosto inizia il processo di liberazione. Come in Sudafrica con Mandela, in India con Gandhi. Per non parlare della resistenza in Europa. Dove vive oggi la resistenza iraniana? Dove è sempre vissuta la resistenza: innanzitutto in carcere. La resistenza iraniana vive oggi nel braccio della morte dove ogni martedì i detenuti politici conducono una straordinaria azione nonviolenta di sciopero della fame contro le esecuzioni giunto proprio ieri alla sua 116ma settimana e che si è esteso a 56 prigioni di fronte alle ormai quasi 650 esecuzioni compiute in Iran da inizio anno secondo il monitoraggio di Nessuno tocchi Caino e alle oltre 2.000 dell’anno scorso.
DOCUMENTI
Carcere: materiali per una riforma. "Donne e carcere", di Laura Cesaris
Contenuti e profili problematici del decreto-sicurezza 2026 nel parere del CSM
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 10 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
Presentazione libro. "L'emergenza negata", di Gianni Alemanno e Fabio Falbo (Roma, 16 aprile 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 19 aprile 2026
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI