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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di lunedì 13 aprile 2026
di Errico Novi
Il Dubbio, 13 aprile 2026 L’Anm e i partiti aprono al “tavolo” proposto dal viceministro Sisto. Greco: “Disponibilità da accogliere con favore, l’avvocatura darà il proprio contributo”. Doveva essere uno scenario post bellico. Solo macerie. Il garantismo come sfida persa e impraticabile. Ma non è così, e a dimostrarlo è il dialogo ravvivato questa mattina, all’incontro promosso dal Dubbio e dal Cnf alla Sala Capranichetta di Roma nel quale avvocatura, magistratura e politica hanno risposto a un quesito: “Quale giustizia dopo il referendum”. Alla fine, c’è una certezza: tutte le parti sono pronte a sedersi attorno a un tavolo. “E il ministero potrà essere il luogo del confronto”, assicura il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Il guardasigilli Carlo Nordio promuoverà questa nuova fase, sarà lui a dettare i tempi, e posso dare per scontato che lo farà immediatamente”.
di Antonio Patrono
Il Fatto Quotidiano, 13 aprile 2026 Il risultato più soddisfacente dell’esito del referendum è che per parecchi anni almeno non sentiremo più parlare della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, mantra ossessivo di alcuni avvocati convinti che quando i giudici danno ragione ai pm lo fanno perché condizionati da loro, e di alcuni politici convinti che ciò sia anche alla base delle condanne pronunciate contro di loro. E però, poiché tutti, vincitori e non, dichiarano a gran voce che comunque la giustizia ha bisogno di riforme, il che è certamente vero, conviene capire in che direzione debbano andare per essere efficaci nell’interesse dei cittadini. Lascia perplessi la circostanza che l’attenzione continua ad essere focalizzata su riforme future che riguardano non la giustizia ma i magistrati, come se fossero loro il problema.
di Simona Musco
Il Dubbio, 13 aprile 2026 Decisione rinviata dopo la richiesta del ministero: al centro gli obiettivi Pnrr e le scoperture negli uffici. Via libera per due magistrati del settore penale. Mettete via le valigie: per i magistrati che sognano un posto al ministero della Giustizia la strada si fa in salita. Almeno fino al 30 giugno, data cruciale per gli obiettivi del Pnrr, via Arenula sembra intenzionata a tirare il freno a mano sui fuori ruolo. Il senso del rinvio di cinque pratiche per altrettanti magistrati, per i quali il ministero della Giustizia aveva chiesto il collocamento fuori ruolo presso Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi del ministero (Manuela Andretta), il Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia (Valeria Spagnoletti), l’Ispettorato generale (Alessandro Cento e Caterina Condò) e il Dipartimento per gli affari di giustizia (Maria Francesca Cerchiara) è tutto qui: non si possono svuotare i tribunali civili mentre l’Europa ci chiede di correre.
di Stefania Aoi
La Repubblica, 13 aprile 2026 L’esperienza al Lorusso e Cutugno e in altri istituti penitenziari messa al servizio di Palazzo civico con una consulenza. Favaro: “Contrastare la recidiva e favorire in reinserimento aumenta la sicurezza in città”. Palazzo di Città arruola l’ex direttore del Lorusso e Cutugno, Pietro Buffa. Obiettivo: riorganizzare i percorsi di inserimento sociale e lavorativo dei detenuti a fine pena o di quelli sottoposti a misure alternative. La vicesindaca Michela Favaro spiega a Repubblica: “Troppo spesso i detenuti, una volta fuori, tornano a delinquere. E questa è una questione sociale ed economica e non contribuisce a creare un clima di sicurezza nella nostra città”.
abruzzosera.it, 13 aprile 2026 L’ultimo episodio di cronaca registrato all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni dell’Aquila, dove tre giovani detenuti hanno ingerito pile e frammenti di ceramica, non può essere derubricato a un semplice incidente di percorso o a una protesta strumentale. Il Centro Giustizia Minorile (Cgm) per Lazio, Abruzzo e Molise, con giurisdizione diretta sulla struttura aquilana, ha opportunamente parlato di una “forma di espressione del disagio”, una definizione che, se letta in profondità, apre una voragine di riflessioni sulla natura stessa della detenzione per i minori. Quando la parola viene meno e lo spazio vitale si restringe alle pareti di una cella, il corpo diventa l’ultimo territorio di confine su cui proiettare una sofferenza che non trova altri canali di sfogo. Ingerire oggetti estranei è un atto estremo che rompe il “silenzio” istituzionale per gridare una fragilità che l’ordinaria restrizione della libertà, pur necessaria dal punto di vista giudiziario, rischia di esasperare.
di Marina Lucchin
Il Gazzettino, 13 aprile 2026 Il Comitato per l’ordine e la sicurezza è chiamato a valutare le criticità dopo la tentata evasione di sabato. Pegoraro (Cgil): “Promesso un carcere modello senza adulti invece sono stati i primi a essere trasferiti: lo avevamo detto”. Dopo la rivolta di sabato al carcere minorile, il caso approda ora sul tavolo della Prefettura. La gestione dell’ordine pubblico e, soprattutto, l’organizzazione interna della struttura saranno al centro del prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, chiamato a fare il punto su quanto accaduto e a valutare eventuali correttivi. Il bilancio, al momento, è quello di una sommossa con tentativo di evasione rientrata solo dopo ore di tensione, grazie a una trattativa. Ma a pesare sono le modalità con cui si è arrivati a quel punto, a partire dalla presenza dei cosiddetti “giovani adulti” all’interno di una struttura minorile inaugurata da poche settimane come modello organizzativo.
di Giacinto Carvelli
Quotidiano del Sud, 13 aprile 2026 A Crotone un 22enne con grave patologia psichiatrica detenuto in carcere condizioni considerate incompatibili, l’appello di Nadia Di Rocco, referente di “Quei bravi ragazzi family”. Ha accoltellato un ciclista: condannato per tentato omicidio. “La malattia non si arresta ai cancelli del carcere e lo Stato ha il dovere di farsene carico, soprattutto quando si tratta di soggetti così fragili”. Queste le parole di Nadia Di Rocco, referente dell’associazione “Quei bravi ragazzi family”, a proposito di un ragazzo di 22 anni, affetto da una grave patologia psichiatrica e riconosciuto invalido al 100% con diritto all’accompagnamento, che si trova detenuto nel carcere di Crotone in condizioni che, secondo gli stessi dirigenti dell’associazione, risultano del tutto incompatibili con il suo stato di salute.
di Dario Crippa
Il Giorno, 13 aprile 2026 Osteopata, biologo e massofisioterapista: “Lancio un appello per trovare attrezzi gratuiti di cui dotare la palestra”. Un personal trainer dietro le sbarre. Quando ha deciso di entrare nella casa circondariale di via Sanquirico a Monza per offrire sostegno pratico alla popolazione carceraria, sapeva che non bastava rivolgersi ai circa 750 detenuti rinchiusi lì dentro. Se si volevano fare le cose per bene, bisognava occuparsi anche di chi fra quelle mura trascorre gran parte della propria vita anche se per lavoro. Massimo Messina, “iron man” nel corpo (ne ha già corsi diversi) e nello spirito, un curriculum sterminato come personal trainer, ma anche una laurea in Scienze motorie, preparatore atletico, osteopata, massofisioterapista, biologo nutrizionista.
di Aniello Palumbo
Gazzetta di Salerno, 13 aprile 2026 “L’Ipm, l’Istituto Penale per i Minorenni, è la misura più grave che può essere comminata a un adolescente. È un tempo, uno spazio, un luogo di custodia dove il minore può permanere quando è stato condannato in via definitiva per un reato che ha commesso o quando è in custodia cautelare”. A spiegare le caratteristiche principali degli Ipm, che a differenza dei carceri ordinari sono focalizzati sul percorso rieducativo dei detenuti, garantendo loro: istruzione, formazione professionale, il mantenimento dei legami affettivi e un trattamento che mira alla responsabilizzazione e alla crescita personale del minore, non solo alla punizione, è stata la dottoressa Eleonora Cinque, Dirigente Penitenziario e Consulente per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale per la Giustizia Minorile e Riparativa ...
parmatoday.it, 13 aprile 2026 Il capogruppo della Lega Tommaso Fiazza denuncia la mancanza di operatori socio-sanitari nella casa circondariale di Parma e chiede interventi urgenti. Proposta anche la formazione per i detenuti. “Nel carcere di Parma si registra da tempo la totale mancanza di operatori socio-sanitari e la Regione non può continuare a far finta di niente, perché l’organizzazione dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari rientra nelle sue competenze”. Così il capogruppo regionale della Lega, Tommaso Fiazza, annuncia un’interrogazione alla Giunta sulla situazione della Casa circondariale di Parma.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 13 aprile 2026 Le restrizioni Dap mettono a rischio le attività in istituti dove vi siano reparti di alta sicurezza. Una recente serie di limitazioni imposte dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha creato forti restrizioni alle attività teatrali nelle carceri italiane dove insiste un reparto di alta sicurezza (niente a che vedere con regime di 41bis), con un impatto significativo però su tutti progetti portati avanti. A fare notizia è stato soprattutto il caso del carcere romano di Rebibbia, dove opera il regista, attore, docente universitario, Fabio Cavalli, cofondatore del Teatro Libero di Rebibbia.
di Maresa Palmacci
banquo.it, 13 aprile 2026 Nisida, con il suo carcere, è dipinta come un’enclave, un’isola in cui la bellezza può insinuarsi nella meschinità e nei dolori dell’esistenza e dove la luce può far tornare a splendere il buio, nel film “La Salita”, diretto da Massimiliano Gallo, al cinema dal 9 aprile. Il lungometraggio, prodotto da Panamafilm, F.A.N, Rai Cinema, segna l’esordio alla regia dell’attore partenopeo che fonde la Storia e le storie sullo sfondo di una Napoli di 40 anni fa e del carcere minorile maschile di Nisida, in cui nel 1983 vengono momentaneamente ospitate alcune detenute del carcere femminile di Pozzuoli, chiuso a causa di lesioni dovute al bradisismo. Nello stesso anno, Eduardo De Filippo attua dei progetti a favore dell’istituto penitenziario napoletano, portando il teatro in carcere con gli attori della sua compagnia che metteranno in scena lì con i detenuti, per la prima volta, uno spettacolo teatrale.
AFFARI SOCIALI
di Benedetta Cosmi
Corriere della Sera, 13 aprile 2026 Generalizziamo sui giovani, facendo credere loro che esista solo un modo di esserlo - essenzialmente frivolo - e pensiamo sia congenito alla modernità il loro distacco dalle istituzioni e dall’associazionismo. Le otto generazioni che (co)abitano in Italia, non ci sono dappertutto. E neanche i giovani del mondo che abbiamo inventato: sempre in vacanza con qualche volo low cost, a scattare selfie, il loro dominio e domicilio sul web, senza impegno o “fatica”, che hanno girato le spalle alle istituzioni del passato. Come mai non li vediamo gli altri? Studentesse iraniane che studiano e lavorano da noi, non possono comunicare con le loro famiglie, sono le famiglie che acquistano in loco pacchetti di telefonate solo via “cavo”, e attendono le chiamate, “internet” non esiste più.
di Elisa Forte
La Stampa, 13 aprile 2026 La psichiatra Stefania Andreoli e il romanzo sulla violenza giovanile: “La famiglia dialogante ha falle significative”. Le baby gang seminano paura nelle città. Le coltellate sono arrivate in aula, fino ai banchi di scuola. E le famiglie normali? Dalla realtà alla finzione. Vi portiamo in una storia stile Adolescence. Qui, il coltello viene usato in una villetta con il giardino curato, in una famiglia che tutti avrebbero indicato come la migliore del quartiere. Stefania Andreoli, psicoterapeuta dell’adolescenza tra le più ascoltate d’Italia, ha smesso di aspettare e ha scritto un romanzo. Si chiama Un’ottima famiglia (Rizzoli). Ed è più inquietante della cronaca. Perché i Costa, i protagonisti, sono “esemplari”. Non picchiano. Non trascurano. Amano. Male.
di Nicoletta Labarile
Il Sole 24 Ore, 13 aprile 2026 Contare per rendere visibile ciò che rimane nell’ombra. Contare per indirizzare le politiche e fare dell’inclusione una pratica concreta. La notte del 26 gennaio più di 6mila volontari hanno contribuito alla realizzazione di “Tutti contano”, il primo censimento delle persone senza fissa dimora in quattordici città italiane. Realizzata da Istat in collaborazione con Fio.Psd-Ets, la federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora, la rilevazione segna un primato in Italia e restituisce numeri e storie di chi vive ai margini: uomini, donne e giovani che hanno fatto di un portico, un giaciglio di stracci, un cartone o una tenda la loro casa.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 13 aprile 2026 La pena di morte non muore mai. Anzi: in alcuni stati il numero delle esecuzioni continua a crescere. E si allunga persino la lista di Paesi che applicano la condanna più dura. Da ultimo con la legge appena approvata in Israele, che prevede la pena di morte per i soli palestinesi condannati per “terrorismo”. E prima ancora con il cambio di rotta degli Stati Uniti, che dopo la flessione impressa dall’amministrazione Biden hanno rimesso in moto la macchina della morte appena Donald Trump ha messo piede alla Casa Bianca.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 13 aprile 2026 “La pena capitale è uno strumento essenziale per scoraggiare e punire coloro che commetterebbero i crimini più atroci e gli atti di violenza letale contro i cittadini americani”. È così che si apre l’ordine esecutivo pubblicato dalla Casa Bianca il 20 gennaio 2025 dal titolo: “Ripristinare la pena di morte e tutelare la pubblica sicurezza”. “Eppure”, prosegue, “per troppo tempo, i politici e i giudici che si oppongono alla pena di morte hanno sfidato e sovvertito le leggi del nostro Paese”. Il documento quindi si premura di chiarire che “la politica degli Stati Uniti è quella di garantire che le leggi che autorizzano la pena capitale siano rispettate e fedelmente attuate e di contrastare i politici e i giudici che sovvertono la legge ostacolando e impedendo l’esecuzione delle condanne capitali”. In base a questo indirizzo politico “il Procuratore Generale dovrebbe perseguire la pena di morte per tutti i crimini di gravità che ne richiedono l’uso”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 13 aprile 2026 Macabri festeggiamenti si svolti nel Parlamento israeliano due settimane fa quando è stata approvata la legge che autorizza i tribunali militari a ricorrere alla pena di morte con impiccagione per gli atti terroristici commessi (solo) dai palestinesi in Cisgiordania. Nella Knesset la controversa legge ha ottenuto 62 voti a favore - compreso quello del premier Benjamin Netanyahu -, mentre i voti contrari sono stati 48. Un successo per il ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra, Itamar Ben Gvir. Il suo partito, “Otzma Yehudit”, si è battuto a lungo per far passare in via definitiva il provvedimento. La legge ha ottenuto il sostegno del partito di opposizione di Avigdor Lieberman.
di Simona Musco
Il Dubbio, 13 aprile 2026 Sin dalla sua fondazione nel 1979, la Repubblica Islamica dell’Iran ha eletto la pena di morte a pilastro della propria architettura politica. Sebbene la Carta fondamentale non la citi esplicitamente, l’articolo 4 della Costituzione stabilisce che la legge islamica sia la fonte suprema di ogni legislazione. È la Shari’a, la “giusta strada”, a tracciare i confini tra la vita e la morte, punendo con il patibolo non solo crimini violenti, ma anche blasfemia, apostasia, adulterio, omosessualità e “cospirazione contro il governo”, qualunque cosa significhi. Oggi, questo sistema ha portato l’Iran a essere il primo boia al mondo, con autorità che mostrano un totale disprezzo per la vita umana.
DOCUMENTI
Fondazione Esodo. "In cammino dalla reclusione alla libertà". Report 2026
Articolo. "Passi di avvicinamento verso il Modello Educativo di Esodo", di Francesca Rapanà
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 10 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 13 al 19 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Presentazione libro. "L'emergenza negata", di Gianni Alemanno e Fabio Falbo (Roma, 16 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI