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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 12 aprile 2026
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 aprile 2026 La mobilitazione del No ha vinto con appelli alla “pancia dell’elettorato”. ma l’agenda dei penalisti non cambia: priorità a carceri e carriere separate per via ordinaria. Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere penali, da dove si riparte dopo la sconfitta referendaria? Da un congresso straordinario come chiesto dalla Camera penale di Roma? La sconfitta referendaria è un dato di fatto politico imprescindibile con il quale iniziare una riflessione per il futuro, non solo perché quella della separazione delle carriere era e rimane una battaglia identitaria dell’Unione, ma perché se non si colloca correttamente questo passaggio nella storia complessiva dell’Unione si corre il rischio di disperdere tutte quelle energie che le nostre 129 Camere penali hanno speso per informare i cittadini sul significato e sui contenuti della riforma della giustizia.
di Giuseppe Spadaro*
Il Dubbio, 12 aprile 2026 L’ascolto del minore non nasce nelle aule di giustizia, ma si inserisce in una dimensione più ampia che attraversa la famiglia, la scuola e la società nel suo complesso. Vi sono giornate che, più di altre, impongono a chi opera, come il sottoscritto, nella giurisdizione minorile da molti anni non soltanto di esercitare una funzione, ma di interrogarsi sul senso più profondo del proprio agire e la giornata dedicata all’ascolto del minore celebrata per la seconda volta oggi 9 aprile 2026, entra certamente nel novero di questa categoria. Essa costringe a tornare a ciò che, a mio avviso, dovrebbe essere l’origine stessa del nostro compito di adulti prima ancora che di operatori del diritto, che è quello di dare voce a chi, troppo spesso, voce non ha o non riesce ad esercitarla in modo effettivo.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 12 aprile 2026 Parte dal caso-Scarpinato la sensibilizzazione sulle tante cause alle testate. Tra civile e penale, provano a far tacere l’informazione: in piazza il 25 aprile. Non c’è solo l’ennesima querela di un potente ex magistrato, Roberto Scarpinato, oggi esponente del Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte in Senato. I giornalisti italiani, scivolati nelle parti basse della classifica della libertà di stampa secondo Reporter Sans Frontières, devono fare il loro lavoro di inchiesta quotidiana dribblando continue minacce. Quelle delle querele temerarie e intimidatorie che provano a scoraggiare chi scrive, certo.
Gazzetta del Sud, 12 aprile 2026 I giudici di legittimità annullano il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. Si profila un nuovo giudizio dopo il monito della Corte Europea. La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha rimescolato le carte sul destino detentivo di Teodoro Crea, lo storico boss della ‘ndrangheta di Rizziconi. I giudici di piazza Cavour, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Pasquale Loiacono, hanno annullato l’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano aveva confermato la permanenza del detenuto al regime di 41-bis nel carcere di Opera. Al centro della disputa legale non c’è la caratura criminale dell’uomo, considerato il vertice indiscusso dell’omonima consorteria, ma il bilanciamento tra le esigenze di sicurezza dello Stato e il diritto alla salute.
di Damiano Tormen
Il Gazzettino, 12 aprile 2026 Raffaele Riposi: “Quella struttura ha cento anni e non è mai stata migliorata”. Tante le segnalazioni per sovraffollamento e servizi carenti. “Nel carcere di Baldenich le condizioni ambientali sono disastrose. I detenuti sono costretti a vivere in condizioni precarie. Come gli animali, se non addirittura peggio”. È una considerazione amara e insieme una manifestazione di protesta, quella di Raffaele Riposi, che da qualche settimana è il nuovo garante dei diritti delle persone private della libertà personale (una figura istituzionale creata e voluta dal Comune capoluogo).
di Giovanna A. de’ Manzano
Il Piccolo, 12 aprile 2026 In occasione dell’anniversario della costituzione del Corpo della Polizia Penitenziaria il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha colto l’occasione per sottolineare “il senso del dovere, la consapevolezza del delicato ruolo affidato e la lealtà nei confronti delle istituzioni” che caratterizzano l’opera della Polizia Penitenziaria, il cui compito è tutelare i diritti e la dignità delle persone detenute in un’ottica di funzione rieducativa della pena.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 12 aprile 2026 Ad appena tre mesi dall’inaugurazione dell’8 gennaio scorso, ieri sera è arrivata la prima rivolta al nuovo carcere minorile “Vivaldi” del Triveneto, in via Verdi in pieno centro città, con tentativo di fuga di cinque detenuti sui 22 anni frustrata dall’intervento delle Forze dell’ordine. La rivolta è scoppiata dopo le 19, promossa da cinque giovani detenuti, un italiano e quattro stranieri. Il quintetto, dopo aver creato disordine rompendo vetri e danneggiando suppellettili, ha cercato di fuggire scavalcando il muro di cinta della struttura che ora ospita 20 detenuti su un massimo previsto di 31. Le urla dei “rivoltosi” sentite fino in strada, fino a notte tutte le strade chiuse attorno al carcere minorile. Il tentativo bloccato dall’intervento degli agenti penitenziari, poi aiutati da personale di Questura e carabinieri.
La Sicilia, 12 aprile 2026 Il progetto mira all’uso consapevole del denaro e dell’accesso al credito. Ha preso il via nel carcere di Pagliarelli il progetto “Riparto dai miei conti e dai miei diritti”, promosso dall’associazione donne giuriste Italia (Adgi) e da Codacons Donna. L’iniziativa è rivolta alle donne detenute e nasce con l’obiettivo di fornire strumenti concreti di conoscenza dei propri diritti, educazione finanziaria e crescita personale, al fine di favorire percorsi di autonomia e reinserimento sociale. Il progetto è coordinato dall’avvocata Federica Prestidonato e si basa su un approccio multidisciplinare innovativo grazie al contributo di una task force composta da esperte dell’area economico finanziaria Anna Maria Garofalo dell’area sociale Chiara Ferotti e Veronica Tranchida, dell’area giuridica avvocate Serena Romano, Alessia Mezzatesta, Tiziana Pantina, Irene Di Stefano, Girolama Cinzia Manzella, Giovannella Licari, Claudia Naccari, Maria Mannino, Alessandra Inguaggiato, Rosa Elvira Dattolo e Rosa Salemi.
La Sicilia, 12 aprile 2026 Una rete interistituzionale creata nel tempo è costellata di molteplici progettazioni di inclusione sociale per l’abbattimento del pregiudizio, la riparazione e la prevenzione della recidiva, come significative finalità espresse nell’art. 27 terzo comma della Carta Costituzionale. In questa direzione si inquadrano i protocolli d’intesa stipulati sull’attività riparativa dei ristretti a favore della società esterna e lo sportello-famiglie, fra l’istituto penitenziario di via Foscolo a Giarre, rappresentato dal direttore Giorgia Gruttadauria, che ospita una sezione a custodia attenuata per soggetti tossicodipendenti, l’ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna (Udepe) con la direttrice Maria Pia Fontana e il Comune di Giarre, rappresentato dal sindaco Leo Cantarella.
di Mattia Aimola
Corriere della Sera, 12 aprile 2026 Nato nell’ex Jugoslavia, pallanuotista di Serie A, è stato anche convocato dalla nazionale serba. Poi i problemi con la giustizia in Italia. In carcere ha svolto l’intero corso di studio, oggi coordina un magazzino del Banco alimentare. “Mi ricordo i professori che venivano a fare lezione in carcere. Con il freddo, con la neve, la pioggia, sempre. Era un momento difficile della mia vita, ma quella presenza mi ha fatto capire che potevo ancora avere autostima, che qualcuno credeva in me”. Vladimir Bijelic ha 48 anni e oggi ha le chiavi del magazzino in cui lavora. Le tiene strette come un simbolo: fiducia, responsabilità, seconda possibilità.
di Riccardo Tempestini
Il Tirreno, 12 aprile 2026 L’iniziativa della Camera penale per sensibilizzare sulla difficile condizione dei detenuti alla Dogaia. Tanti pratesi, alcuni con i figli in carrozzina, ma anche molti avvocati, tra cui Matteo Biffoni e Simone Mangani, hanno visitato la cella carceraria a grandezza reale, allestita oggi, 11 aprile, in piazza delle Carceri, dove sono venuti anche il presidente della Provincia Simone Calamai e l’onorevole Christian Di Sanzo. “La cella in piazza” è un’iniziativa della Camera penale per avvicinare i cittadini alla realtà della detenzione.
La Sicilia, 12 aprile 2026 Prima un laboratorio di scrittura, poi l’attività teatrale due volte a settimana, infine le riprese e il montaggio di un cortometraggio che sintetizza il lavoro intenso di mesi. Si chiama “Dall’alba al tramonto” ed è stato presentato nei giorni scorsi proprio all’interno della casa circondariale di Piazza Lanza. La regia è di Cinzia Caminiti e i testi delle detenute della sezione femminile. Il tutto è stato realizzato nell’ambito del progetto “Koinè Restart”, di cui è capofila la cooperativa Prospettiva. Si tratta di un “presidio per la Giustizia di comunità della Sicilia Orientale”, cofinanziato da Casse delle Ammende - ente viglilato dal Ministero della Giustizia - e dall’assessorato regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro.
Il Sole 24 Ore, 12 aprile 2026 La vita raccontata da chi la trascorre dietro le sbarre. Nei diversi Paesi dell’Ue nelle carceri vengono pubblicati dei giornali, settimanali, mensili o con altra periodicità, realizzati dai detenuti. A raccontare questa realtà è un servizio pubblicato su El Confidencial nell’ambito del progetto internazionale Pulse. Il servizio parte dal racconto dal carcere di Villanubla a Valladolid, e dai detenuti che, nella biblioteca dalle pareti gialle, discutono dell’ultimo numero della rivista “Desde el Paramo” (Dalla Terra Desolata).
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 12 aprile 2026 Dalle ferite dell’anima alla grammatica dei conflitti: perché il bisogno di essere riconosciuti dagli altri è la vera base su cui poggia l’intera architettura della società. Che cosa ci fa dire che qualcosa è ingiusto? La tradizione filosofica moderna ha spesso risposto a questa domanda muovendo dai principi e partendo dall’alto dell’astrazione. Come la geometria euclidea muove dagli assiomi per ricavare i teoremi ed avvicinarsi progressivamente alla realtà del mondo, così le teorie della giustizia, in genere, partono dall’enunciazione di diritti e regole e da questi derivano i criteri di equità. La giustizia, in questa prospettiva, è qualcosa che si stabilisce prima e che poi si prova ad applicare, sperabilmente, alla realtà.
di Sibilla Ottoni
giustiziainsieme.it, 12 aprile 2026 Il 25 gennaio 2011, Piazza Tahrir al Cairo è lo scenario delle proteste contro il regime del Presidente Hosni Mubarak. Cinquantamila persone si riversano nella piazza, destinate a crescere nei giorni successivi fino a raggiungere il milione di manifestanti pacifici, che accusano il regime di non avere a cuore gli interessi della popolazione. La rivoluzione, nonostante i tentativi di repressione nel sangue, conduce l’11 febbraio 2011 alle dimissioni di Mubarak. Il 25 gennaio 2016, cinque anni dopo, Piazza Tahrir, ossia piazza della liberazione (dal Regno Unito che occupava Egitto e Sudan fino al 1919), è blindata. Il Presidente al-Sisi, che dal 2013 con un colpo di Stato militare ha rovesciato il governo Morsi ed ha preso il potere, teme che l’anniversario della rivoluzione porti nuove proteste. Il Cairo pullula di polizia, di militari, di agenti in borghese dei servizi di sicurezza.
AFFARI SOCIALI
di Angelo Picariello
Avvenire, 12 aprile 2026 Il ritorno al voto (dei giovani soprattutto) riporta al centro la partecipazione. Mentre il dibattito sulla legge elettorale e i meccanismi di premio rischiano di comprimere rappresentanza e ruolo del Parlamento, rafforzando l’esecutivo. L’”occasione storica” di riformare la giustizia, lamenta Giorgia Meloni, è stata mancata perché un tema così complesso e delicato è diventato, con il referendum, una contesa tutta politica. In realtà le esperienze pregresse avrebbero dovuto avvertire che ciò era inevitabile, sarebbe quindi servito un accordo ampio in Parlamento che invece non si è nemmeno cercato.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 12 aprile 2026 A giugno entrerà in vigore il nuovo Patto, che prevede una nuova visione della gestione dei flussi: il pericolo è che la cosiddetta “difesa delle frontiere” vada a schiacciare la protezione umanitaria. Dopo decenni di tensioni fra le cancellerie degli Stati membri, le politiche migratorie dell’Unione Europea stanno entrando in una nuova fase. Una sliding door, varcata la quale, comunque la si pensi, non sarà semplice tornare indietro. A giugno il Patto su migrazione e asilo - presentato dalla Commissione Europea e approvato da Parlamento e Consiglio nel 2024 - entrerà pienamente in vigore. I dieci fascicoli del pacchetto includono vari regolamenti e una direttiva su una quantità di aspetti: gestione dell’asilo, procedure di frontiera, rimpatri, condizioni di accoglienza, cooperazione con Paesi terzi e sistema informativo Eurodac.
di Edoardo Albinati
Corriere della Sera, 12 aprile 2026 L’Alto Commissario Onu per i rifugiati, al termine del suo secondo mandato, traccia un bilancio delle tante emergenze che attraversano il mondo. “Le regole delle Nazioni Unite vanno riviste: perché il sistema tenga, servono maggiori rinunce a una parte di sovranità, il che non mi sembra oggi nelle corde dei singoli stati”. Dialogo con uno scrittore, cinque anni dopo il primo faccia a faccia. Filippo Grandi ha da poco terminato il suo secondo quinquennio come Alto commissario Onu per i rifugiati. Alla fine del suo primo mandato, nel gennaio del 2021, lo avevamo intervistato per il Corriere: sarebbe dovuto restare altri due anni e mezzo soltanto, ma le continue crisi hanno fatto sì che egli fosse in qualche modo obbligato a restare e a completare anche il secondo mandato con l’Unhcr.
di Enzo Risso
Il Domani, 12 aprile 2026 Complessivamente il 76 per cento del Paese è orientato a una visione costruttiva della pace e va oltre il silenzio delle armi (24 per cento). Per l’89 per cento del paese l’uso della forza da parte delle superpotenze è il vero problema, non la soluzione. I conflitti in corso, dall’Ucraina alla Palestina, dall’Iran al Libano, alimentano un senso di indignazione per le vittime civili, per delle guerre che vedono potenti eserciti scatenati contro la popolazione inerme. Non c’è più neanche la foglia di fico delle vittime collaterali. In tutti i conflitti si bombardano impunemente case, palazzi, ospedali, scuole ecc.
di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 12 aprile 2026 Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio: “I regimi non si abbattono con le bombe”. “La guerra ha finito per trasformare l’Iran da oppressiva teocrazia khomeinista in regime repressivo e affaristico. Le alleanze sono diventate minuetti in cui si cambia continuamente partner e nessuno è più in grado di garantire la sicurezza internazionale”, dice Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, promotore dei corridoi umanitari dall’Africa e dal Medio Oriente, già ministro per la Cooperazione internazionale e mediatore di pace in Mozambico, Guatemala, Costa d’Avorio. “La terza guerra mondiale a pezzi sta diventando un’unica guerra globale che mette in pericolo la sopravvivenza dell’umanità”.
DOCUMENTI
Articolo. "Il popolo è un nome collettivo", di Michele Passione
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 10 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 13 al 19 aprile 2026
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Presentazione libro. "L'emergenza negata", di Gianni Alemanno e Fabio Falbo (Roma, 16 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI