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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 10 aprile 2026
dire.it, 10 aprile 2026 Sostegno al reinserimento sociale e ampliamento delle Misure di comunità: domande entro il 30 maggio 2026. Il Ministero della Giustizia, attraverso il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Puglia e la Basilicata di Bari, ha pubblicato lo scorso 30 marzo 2026 un importante avviso pubblico finalizzato alla creazione di un elenco nazionale di strutture residenziali destinate all’accoglienza e al reinserimento sociale delle persone detenute adulte. L’iniziativa, prevista dal Decreto ministeriale 24 luglio 2025, n. 128, rappresenta un passo significativo nel rafforzamento delle politiche di inclusione e nel sostegno alle misure penali di comunità, offrendo nuove opportunità a soggetti in condizioni di fragilità socio-economica e privi di un domicilio adeguato.
Il Riformista, 10 aprile 2026 Nel 2026 oltre 3.600 persone potranno beneficiare gratuitamente dei 26 progetti selezionati e sostenuti dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale con Fuoriclasse. Il bando è promosso e sostenuto dal Fondo, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) e il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. L’obiettivo è favorire il reinserimento sociale delle persone detenute attraverso percorsi di formazione digitale, contribuendo a ridurre il rischio di recidiva, grazie all’assegnazione complessiva dei 10 milioni di euro stanziati.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 aprile 2026 La garante: “Ha bisogno di cure, non del carcere”. La storia di un uomo rinchiuso nel carcere di Uta. La Garante Testa: “Non può stare qui, serve una struttura”. Ha cinquant’anni, ma la sua mente si è fermata molto prima. In carcere chiede l’orsacchiotto. Non per finta, non come provocazione: Teddy - questo il nome del peluche - era il suo compagno di notte quando dormiva nel letto insieme al padre, nell’appartamento di Cagliari, una casa che già di per sé racconta molto di una vita segnata dalla fragilità. V., questo è tutto quello che diremo del suo nome, è rinchiuso da mesi nella Casa circondariale di Uta, la “E. Scalas”, l’istituto più grande della Sardegna. E la sua storia è diventata una questione che la garante regionale dei detenuti, Irene Testa, non intende lasciare nel silenzio.
GIUSTIZIA
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 10 aprile 2026 Ieri la presidente del Consiglio ha definito il No al referendum “un’occasione storica persa per l’Italia”. Ha aggiunto che il cantiere sulla giustizia non sarà abbandonato, e che questo governo è fiero di rappresentare un’anomalia - quella di chi preferisce incidere piuttosto che sopravvivere. Prendiamo in parola la presidente. Perché c’è un numero che nessuno cita, e che dovrebbe essere la bussola del cantiere. 4%. È la percentuale di elettori del No che, secondo l’instant poll YouTrend per Sky TG24, ha votato contro la separazione delle carriere in quanto tale. 4. Non 40, non 30. Il 61% ha votato No per non modificare la Costituzione. Il 39% per contrastare il sorteggio. Il 31% come voto di opposizione al governo. Solo il 4% era contrario alla separazione nel merito.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 10 aprile 2026 Nella palude economica in cui è finito l’esecutivo, e con il dramma di rapporti internazionali che dovevano dare lustro alla premier e si sono rivelati un boomerang, per ripartire non restano altro che le certezze. Su tutte, due battaglie identitarie della destra e di Meloni: sicurezza e immigrazione. Il primo annuncio la premier lo ha dato parlando alla Camera: “Intendiamo incrementare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Stiamo lavorando per introdurre la figura dell’ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio”.
di Vincenzo Scalia
L’Unità, 10 aprile 2026 Sin dagli anni Ottanta, fare politica a colpi di casi giudiziari, costituisce una triste rapsodia, che scandisce i tempi del discorso pubblico, contribuendo in modo decisivo a deteriorarlo. Un certo tipo di giornalismo, autodefinitosi di inchiesta punta a recitare un ruolo moralizzatore, non avvedendosi della scivolosità e della pericolosità del terreno su cui sceglie di impostare l’ordine del discorso. Il caso dei selfie del primo ministro con un ex-camorrista, adesso collaboratore di giustizia, reso pubblico da una nota trasmissione televisiva, rientra appieno in questa casistica.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 10 aprile 2026 La tentazione, dopo il confronto-scontro tra il Sì e il No nel referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, è quella di mantenere una certa rigidità. E quindi, da una parte quella di sedersi nel proprio angolo con un po’ di broncio per l’offesa ricevuta dagli elettori, e dall’altra di mostrarsi disponibili sul piccolo cabotaggio ma in realtà mantenersi sordi a qualunque vera ipotesi riformatrice. Parliamo dell’eterno problema di un vero dialogo tra chi, il Parlamento, il governo e i partiti che lo sostengono, ha il compito di mettere a punto le leggi, e coloro, i magistrati, che hanno il dovere di applicarle.
di Alberto Iannuzzi*
Il Fatto Quotidiano, 10 aprile 2026 Inserire un passaggio preventivo che avvisa di fatto chi è sotto indagine significa sterilizzare proprio quelle esigenze cautelari che la legge dichiara di voler tutelare. Come si fa a non essere d’accordo con la premier Meloni allorquando, in occasione dell’informativa alla Camera sull’azione di Governo, nel commentare l’esito del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, ha auspicato che il tema non venga abbandonato? Meloni ha anche affermato: “I problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione con la magistratura”.
Il Sole 24 Ore, 10 aprile 2026 Lo ha stabilito la Corte costituzionale, sentenza n. 49/2026, affermando che ciò non equivale a un’attribuzione di responsabilità penale. Non viola la presunzione di innocenza l’articolo 578-bis del codice di procedura penale, nella parte in cui stabilisce che, quando è stata ordinata la confisca in casi particolari prevista dal primo comma dell’articolo 240-bis del codice penale e da altre disposizioni di legge o la confisca prevista dall’articolo 322-ter del codice penale, il giudice d’appello, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione, decide sull’impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell’imputato.
di Paolo Guido Bassi
lombardianotizie.online, 10 aprile 2026 Centinaia di giocattoli sono stati donati da Regione Lombardia alle carceri lombarde per predisporre o migliorare gli ambienti destinati ad accogliere la presenza di minori. L’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha consegnato i giochi al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Lombardia, Maria Milano Franco d’Aragona, presso l’Arena Experience di Palazzo Lombardia. Hanno partecipato all’evento anche Lia Sacerdote, presidente dell’associazione Bambini Senza Sbarre; Genesio Rocca, presidente di AssoGiocattoli e il sottosegretario regionale con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi.
di Filippo Piccolo
lafune.eu, 10 aprile 2026 Il fatto ha portato a un intervento di Stefano Anastasia, al secolo garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Lazio, che ha parlato di “condizioni detentive incompatibili con il quadro clinico dell’uomo”. Muore all’interno del reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa un detenuto di 69 anni. Un decesso avvenuto nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 aprile. Il fatto ha portato a un intervento di Stefano Anastasia, al secolo garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Lazio, che ha parlato di “condizioni detentive incompatibili con il quadro clinico dell’uomo”.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 10 aprile 2026 La Cassazione dopo le condanne a 10 agenti in primo e secondo grado. “Non ci fu tortura nel carcere di San Gimignano”. Così ha deciso la Cassazione che ha annullato e disposto un processo d’appello bis per dieci agenti della polizia penitenziaria accusati di aver preso a botte e umiliato un detenuto tunisino in carcere per droga durante un trasferimento da una cella all’altra, al Ranza nell’ottobre 2018. Un anno fa, la Corte d’appello di Firenze aveva confermato la condanna, inflitta un primo grado in abbreviato, ai dieci poliziotti con pene comprese tra 2 anni e 3 mesi a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Ieri è stata accolta la richiesta del procuratore generale Nicola Lettieri che aveva sollecitato l’annullamento della sentenza “per assenza di elementi sufficienti a pervenire alla certa affermazione di responsabilità” in merito al reato contestato.
di Luca Monaco
La Repubblica, 10 aprile 2026 Il progetto “Libri liberi” al carcere minorile con il film sul poeta. Il saluto del ministro Nordio. Tutto questo è per voi - esordisce il capo del dipartimento per la Giustizia minorile del ministero della Giustizia, Antonio Sangermano - è un atto di gentilezza, di dolcezza, perché la letteratura è vita e nella vita c’è anche il dolore. Ma bisogna superarlo attraverso la speranza e noi abbiamo il compito di darvi la speranza”. Nella biblioteca dell’istituto per minorenni di Casal del Marmo ieri la speranza ha preso forma nel sorriso dell’attrice Benedetta Porcaroli, che ha cercato la comunicazione diretta con i circa venti ragazzi e ragazze venuti ad assistere alla proiezione de Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli. L’iniziativa è stata moderata dalla caporedattrice di Repubblica Laura Pertici e rientra nel progetto “Libri liberi: i grandi classici raccontati nelle carceri”, promosso dalla Fondazione De Sanctis con il patrocinio del ministero della Giustizia e della Rai.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 10 aprile 2026 Riparte dall’Istituto penale per i minorenni di Roma “Casal del Marmo” la rassegna Libri Liberi, il progetto che porta i grandi classici della letteratura e del cinema alle persone recluse, promuovendo la cultura come leva di crescita e consapevolezza. Dopo le dodici tappe dello scorso anno, l’edizione 2026 si apre con un nuovo ciclo di incontri, inaugurato dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla presenza del Sottosegretario Andrea Ostellari e del capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Antonio Sangermano.
di Giada Fusi
gazzettinodelchianti.it, 10 aprile 2026 Il racconto di don Stefano Casamassima. Il parroco di San Pancrazio descrive questa sua esperienza (“Dovrebbe essere come un ospedale, dovrebbe guarire”). E racconta due prossimi eventi in cui la comunità sosterrà chi vive in carcere. Da un anno e mezzo don Stefano Casamassima, parroco di San Pancrazio, è anche cappellano del carcere di Sollicciano, a Firenze. Un’esperienza forte, complessa, che il sacerdote accetta di raccontare. Un’esperienza a sostegno della quale, in particolare delle profonde povertà che ospita, ha coinvolto e sta coinvolgendo anche la sua comunità, quella di San Pancrazio.
di Giulia Addazi
Il Domani, 10 aprile 2026 Dopo l’attentato alla scuola media e l’arresto del diciassettenne di Pescara, il pezzo rap di Trucebaldazzi, che spopolava su Youtube nel 2010, si colora di una luce inquietante. Le storie di esclusione e di traumi non sono un fenomeno raro. Per includere non basta produrre documenti, serve sentirsi davvero parte di una comunità. Era il 2010 e su Youtube spopolava il video di un ragazzo che cantava così: “Odio la scuola e gli insegnanti”, “Vendetta vera non finirò in galera”. Questi versi sono la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto la maglietta che il tredicenne della provincia di Bergamo ha realizzato e indossato il giorno del tentato omicidio alla sua professoressa, con la scritta rossa “Vendetta”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 10 aprile 2026 L’Associazione Coscioni lancia cento piazze per riaprire il dossier, fermo da mesi al senato dopo il braccio di ferro con le Regioni. Un’altra legislatura si avvia alla fine con un nulla di fatto sul suicidio assistito. Per una volta Marco Cappato e il governo Meloni vogliono la stessa cosa: far sparire la legge sul fine vita che stagna da mesi a Palazzo Madama. Ma per ragioni molto diverse, s’intende. Il primo chiarisce le sue con la mobilitazione nazionale lanciata in settimana dall’Associazione Luca Coscioni, di cui è tesoriere: cento piazze in tutta Italia per dare una scossa sul tema e chiedere all’esecutivo di ritirare il ddl del centrodestra. Quello di cui sono relatori Pierantonio Zanettin (FI) e Ignazio Zullo (FdI) e che ormai - dice l’Associazione - è diventato un intralcio per lo stesso Parlamento, ostaggio di un testo che non convince nessuno.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 aprile 2026 “Sull’immigrazione avevamo promesso un cambio di passo e certamente il cambio di passo c’è stato, anche se non ci basta. Abbiamo siglato accordi internazionali che prima non esistevano, abbiamo ridotto gli sbarchi, aumentato sensibilmente i rimpatri, rafforzato il controllo delle frontiere, combattuto i trafficanti di esseri umani e, soprattutto, abbiamo ridotto le morti nel Mediterraneo. E grazie all’Italia è cambiato anche l’approccio dell’intera Europa al governo dei flussi migratori”. Giorgia Meloni lo ha detto guardando i colleghi dritti in faccia, rivendicando una svolta che avrebbe portato a un netto miglioramento della situazione. Un quadro che, però, si scontra violentemente con i numeri e con la cronaca.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 10 aprile 2026 Accolto il ricorso di un 17enne del Burkina Faso, verrà risarcito con 6.500 euro. La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha condannato l’Italia per aver trattenuto di fatto un minore nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Sant’Anna, a Isola di Capo Rizzuto nel crotonese, e per averlo costretto a vivere in condizioni inumane e degradanti. Le autorità italiane hanno violato l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che proibisce la tortura e il 5 che tutela la libertà personale.
di Angela Nocioni
L’Unità, 10 aprile 2026 “Si sapeva che la stiva era piena di profughi”. Parla l’ammiraglio Carannante, consulente della Procura, e svela una gigantesca catena di omissioni e di colpe. Frontex aveva avvisato Varsavia e Roma. Smentita Meloni. I motoscafi della Finanza tornarono indietro per il mare forte. Ma in quelle condizioni potevano tranquillamente navigare. Tribunale di Crotone. Processo sull’omissione di soccorso al caicco Summer Love schiantatosi all’alba del 26 febbraio 2023 davanti alla costa calabrese, 94 morti e decine di dispersi tra i quali moltissimi bambini. Imputati per gli assurdi ritardi nell’intervento sono quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera, accusati di omicidio e naufragio colposo.
di Martina Pennisi
Corriere della Sera, 10 aprile 2026 Il problema non sono le singole fake news da prevenire o sfatare, ma la maggiore circolazione sulle piattaforme di contenuti che minacciano la democrazia. Gli ultimi 20 giorni di dichiarazioni di Trump sono il perfetto esempio del caos, anche informativo, che stiamo vivendo: attacchi, minacce, dietrofront, pause, ancora minacce. Un rapporto appena pubblicato dal Joint Research Centre della Commissione europea e firmato anche dal docente della Sapienza Walter Quattrociocchi, spiega - senza fare riferimento al presidente Usa - come l’economia dell’attenzione abbia contribuito a portarci fin qui.
di Raffaella Chiodo Karpinsky
Avvenire, 10 aprile 2026 La decisione della Corte Suprema vieta quel che resta dell’organizzazione, già chiusa a ridosso dell’invasione in Ucraina. L’appello: “La società civile si ribelli”. Perquisita “Novaya Gazeta”. Le premesse c’erano tutte: da oggi l’associazione Memorial insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022, e fondata dal fisico e Premio Nobel Andrej Sakharov per ricostruire e mantiene la memoria della repressione staliniana, è ufficialmente “organizzazione estremista” e dunque vietata in tutta la Russia. Fu proprio Memorial la prima Ong ad essere chiusa forzatamente a ridosso dell’invasione dell’Ucraina.
DOCUMENTI
Articolo. "Il popolo è un nome collettivo", di Michele Passione
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 4 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al al 12 aprile 2026
"Svuota la vetrina". I libri saranno donati alle due carceri veneziane (Venezia, dal 10 aprile 2026)
Convegno. "Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile" (Roma, 15 aprile 2026)
Presentazione libro. "L'emergenza negata", di Gianni Alemanno e Fabio Falbo (Roma, 16 aprile 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI