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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 4 marzo 2026
Ristretti Orizzonti, 4 marzo 2026 Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl) ha pubblicato sul suo sito il Report sui decessi in carcere riferito al 2025, che segue quelli pubblicati a cadenza periodica nei mesi scorsi e che offre un’analisi sistematica con l’auspicio di fornire una base conoscitiva utile per comprendere l’entità e le caratteristiche del triste fenomeno. Tutti i dati che il Garante nazionale utilizza per lo studio e l’analisi, sono tratti dagli applicativi del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap). Il Report contiene anche grafici esplicativi e distingue i decessi in cinque categorie principali: suicidi; decessi per cause naturali; decessi per cause da accertare; decessi accidentali; omicidi.
di Antonio Nastasio
L’Opinione, 4 marzo 2026 Tra denunce di violenze, aggressioni, tensioni quotidiane e i non pochi suicidi che coinvolgono detenuti e appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, la domanda se esiste ancora l’agente di reparto nelle carceri italiane non è retorica. È una domanda strutturale. Perché tocca il punto più esposto e insieme più identitario dell’istituzione penitenziaria: l’agente di reparto. Eppure, il Corpo possiede un simbolo che ne definisce con chiarezza la missione. Con decreto del 31 maggio 1999 è stato adottato lo stemma araldico moderno: scudo con tre fiamme azzurre, fascia rossa, corona turrita, fronde d’alloro e di quercia e il motto latino Despondere spem munus nostrum, (“garantire la speranza è il nostro compito”). Non è un dettaglio ornamentale. È una dichiarazione di identità: sicurezza e rieducazione come funzioni inseparabili, onore e responsabilità come fondamento del servizio.
GIUSTIZIA
di Raffaele Palumbo
Corriere Fiorentino, 4 marzo 2026 Una politica fatta da chi ha un senso della giustizia legata al “mettere in galera e buttare le chiavi”, si esprime necessariamente attraverso queste parole e non altre. Chi pensa che per governare il fenomeno migratorio serva sparare sui barconi carichi di migranti, non ha altre parole per dirlo. C’è però una differenza di peso e di potere. È molto raro imbattersi in cattivi linguaggi a fronte di classe dirigente fatta da politici abili, autorevoli, colti e capaci di una visione. Di solito, i periodi storici che producono élite di alto livello, lasciano sul tappeto un florilegio di citazioni di cui ci nutriamo per i decenni successivi.
di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 4 marzo 2026 Gli effetti del pacchetto approvato l’11 aprile 2025 arrivano in queste ultime settimane sotto forma di lettere di verbali e denunce alle porte degli attivisti che hanno manifestato per la Palestina lo scorso autunno. Lo scorso aprile il governo Meloni ha approvato il decreto legge che ha introdotto 11 nuove fattispecie di reato e altrettante aggravanti. Tra queste la riformulazione del blocco stradale, tornato a essere reato, con una pena fino a due anni nel caso di manifestazione. Tenere traccia dei provvedimenti che piovono non è semplice. I primi sono arrivati nei piccoli centri: Massa Carrara, Catania, Brescia, Pisa, Livorno, Ravenna, Taranto. Poi Bologna con oltre 100 denunce e Genova con 80. L’ultima in ordine di tempo è Cagliari, con un’inchiesta che ha portato a 90 denunce.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 4 marzo 2026 “Non è criminalizzando la povertà o restringendo il diritto di manifestare che si migliora la vita delle persone. Sicurezza è presidio dei territori ma anche riqualificazione delle periferie, politiche sociali contro marginalità e degrado”. Dalla guerra in Medio Oriente alla sfida referendaria, dal ddl sicurezza e a quello sui migranti allo stato di salute del Partito Democratico. Quello che si dice una intervista a tutto campo, e senza reticenze. La parola a Chiara Gribaudo, parlamentare, Vicepresidente del Partito democratico.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2026 La capo gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, convoca i presidenti dei Tribunali dei minori e invita a processare per direttissima i ragazzini sorpresi con armi da taglio. Ma loro rifiutano. Processare per direttissima e mandare subito in carcere i ragazzini trovati con un coltello addosso. È l’input arrivato dal ministero della Giustizia in una riunione con i presidenti dei Tribunali per i minorenni di tutta Italia, tenuta giovedì scorso in videoconferenza dalla capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, e dal capo dipartimento della Giustizia minorile Antonio Sangermano.
di Angela Stella
L’Unità, 4 marzo 2026 Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Roma, qualche giorno fa l’associazione Antigone ha reso noto l’VIII Rapporto sulla giustizia minorile dal titolo “Io non ti credo più”. In generale cosa ci dice? Che il numero di minori rinchiusi continua a crescere e che la crescita è stata spaventosa negli ultimi anni.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 4 marzo 2026 Italia viva a favore, Pd e M5S astenuti, Avs contro. Si è consumata l’ennesima spaccatura ieri in commissione Affari costituzionali in Senato sul ddl antisemitismo, arrivato poi in Aula dopo il voto sul mandato al relatore, la leghista Daisy Pirovano. Nel momento in cui scriviamo è in corso la discussione generale, ma è in Commissione che si è consumato il “solito”, verrebbe da dire, psicodramma in casa Campo largo. Non solo, perché si è assistito anche a uno scambio piuttosto acceso tra il capogruppo dem in Senato, Francesco Boccia, e quello di Forza Italia, Maurizio Gasparri. Ma andiamo con ordine.
di Niccolò Carratelli
La Stampa, 4 marzo 2026 Oggi al Senato il via libera alla legge, opposizioni divise. Nel 2025 registrati quasi mille episodi di odio e violenza. Gli episodi di antisemitismo in Italia sono in forte crescita. Ben 963 registrati nel 2025. E la politica resta divisa su una legge che punta a contrastarli e che oggi al Senato non verrà approvata all’unanimità. C’è stato un aumento dei casi del 100% rispetto al 2023 e del 400% in confronto al 2022, secondo il rapporto presentato ieri dalla Fondazione Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea). Diffamazioni, minacce, con un picco di discriminazioni e aggressioni fisiche. L’ultima domenica scorsa a Milano, dove due studenti argentini, sono stati insultati e presi a pugni da un gruppo di circa dieci persone perché portavano la kippah, il copricapo ebraico.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 marzo 2026 C’è un momento preciso, nelle quasi trecento pagine di motivazioni della sentenza d’appello sul depistaggio di via D’Amelio, in cui la realtà sembra capovolgersi. È quando la Corte di Caltanissetta, nel dichiarare prescritte le accuse per l’ex dirigente Mario Bò e gli ispettori Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, disegna un profilo quasi leggendario di Arnaldo La Barbera. Lo chiamano il “dominus”. Il superpoliziotto che, da solo, avrebbe orientato l’intera macchina investigativa verso la falsa pista di Vincenzo Scarantino, il “pupo vestito” per coprire i veri esecutori della strage del 19 luglio 1992.
GIURISPRUDENZA
di Tommaso Nutarelli
ildiariodellavoro.it, 4 marzo 2026 Per la Cgil Roma Centro Ovest Litoranea, che lo ha assistito, si tratta di una vertenza “dal forte valore politico”. La vicenda di A.D. è una storia che racconta di come la legalità e i diritti possano ancora emergere. Di come ci possa essere una sorta di lieto fine, anche se per una singola persona, nell’annosa vicenda del sovraffollamento delle nostre carceri. Secondo i dati dell’ultimo bilancio dell’associazione Antigone a fine 2025 erano detenute nelle carceri italiane 63.868 persone, quasi 2.000 in più rispetto a un anno fa, a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti, 700 in meno di quelli effettivi di inizio 2025.
di Antonino Ravanà
La Sicilia, 4 marzo 2026 È stato soccorso dagli agenti della polizia Penitenziaria e in ambulanza si è tentato, senza successo, di rianimarlo. Un detenuto cinquantenne, residente in un comune della provincia di Caltanissetta, si è tolto la vita all’interno della sua cella. È successo nella Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. Senza che nessuno se ne accorgesse ha preso i lacci delle sue scarpe e le ha usate come corda. È stato soccorso dagli agenti della polizia Penitenziaria non appena si sono accorti di quanto stava accadendo: hanno chiamato l’ambulanza e provato a rianimarlo. Ma l’uomo non ce l’ha fatta. Si tratta dell’ennesimo suicidio avvenuto in un istituto di pena Italiano.
di Lorenzo Padoan
Corriere del Trentino, 4 marzo 2026 “Il carcere è sotto stress, il 67% dei detenuti è straniero”. Il Garante dei detenuti Pavarin lancia un nuovo allarme: “Pochi agenti”. Il carcere di Trento non è un carcere per trentini. Dalla relazione del garante dei detenuti, Giovanni Maria Pavarin, emerge un dato sorprendente: a Spini di Gardolo, per ogni recluso nato in provincia ce ne sono più di sei nati all’estero. I detenuti registrati il primo giorno di marzo sono 410: 135 italiani di cui 45 trentini e ben 275 stranieri. Una quota straniera pari al 67%, che si di scosta nettamente dalla media nazionale, stabile da anni attorno al 30%. Pavarin lo dice chiaramente: “Questa composizione crea problemi organizzativi, problemi di lingua e problemi culturali”.
genovaquotidiana.com, 4 marzo 2026 Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la proposta del Pd (primo firmatario Enrico Vassallo) per attivare un progetto di accoglienza abitativa temporanea rivolto a detenute ed ex detenute in uscita dalla casa circondariale femminile di Pontedecimo, con percorsi di accompagnamento all’autonomia, utilizzo di spazi comunali e ricerca di fondi dedicati. La discussione in aula si è chiusa con un voto unanime e con un messaggio: il reinserimento non può restare una formula di principio, deve tradursi in strumenti concreti, a partire da un tetto sopra la testa. È questo il cuore della mozione “Progetto comunale di housing sociale per detenute ed ex detenute del carcere di Pontedecimo, proposta di attivazione”, presentata dal gruppo Partito Democratico e approvata oggi dal Consiglio ...
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 4 marzo 2026 Migliorare la vita delle donne attraverso la consapevolezza, il sostegno e l’azione è la mission di Soroptimist International, associazione mondiale nata nel 1921 negli USA e diffusasi in 132 paesi, tra cui l’Italia, con 3.000 Club e oltre 75.000 socie, provenienti da categorie professionali diverse. Dall’ottobre 2017, Soroptimist Italia promuove il progetto “Si sostiene…in carcere” per fornire un’alternativa concreta alla detenzione e sostenere le detenute tramite percorsi di formazione professionale e lavorativa all’interno delle carceri italiane, in collaborazione con le direzioni degli istituti penitenziari, grazie al protocollo d’intesa con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero Giustizia.
di Pietro Luca Oddo*
La Sesia, 4 marzo 2026 Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento. La relazione 2025 del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà di Vercelli, Pietro Luca Oddo, restituisce una fotografia nitida della Casa Circondariale di Billiemme. Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento che, tuttavia, non riescono ancora a compensare il peso del sovraffollamento e della carenza di personale. Nel 2025 sono stati effettuati interventi significativi: il rifacimento di coperture e infissi in alcune sezioni, la ristrutturazione del secondo piano destinato al trattamento intensificato, l’avvio dell’adeguamento dell’impianto elettrico e l’allacciamento alla rete fognaria pubblica.
di Nicola Cendron
trevisotoday.it, 4 marzo 2026 La medaglia d’oro di canoa ad Atlanta nel 1996 e l’oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney, a Treviso per il progetto “Olimpiadi in carcere” ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda Chance. Anche all’interno del carcere di Santa Bona a Treviso, proprio nel giorno dedicato al passaggio della fiamma paraolimpica, si respirerà l’atmosfera di Milano-Cortina 2026. Fa tappa nella casa circondariale di Treviso il progetto “Olimpiadi in carcere” ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda Chance, associazione che da anni si occupa in tutta Italia e anche in Veneto di formazione e reinserimento lavorativo di detenuti e detenute grazie ad un protocollo con il Dap. Il progetto gode del patrocinio del C.O.N.I. della F.I.C. e della F.I.C.K e della Fondazione Cortina.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 4 marzo 2026 “Basta conquistarne alcuni, che alcuni smettano di pensare di buttar via la chiave. Far ragionare la gente è uno dei nostri obiettivi”. A dirlo a gNews è Esther Sibylle von der Schulenburg, che da dieci anni porta avanti diversi concorsi riservati ai detenuti: per scrittori, per cuochi, per pittori. È tra i premiati dal Presidente Sergio Mattarella con l’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, per il suo impegno nei penitenziari. “Un suggello del lavoro che abbiamo fatto finora”, dice. Sibylle fonda l’associazione Artisti Dentro onlus nel 2015; i concorsi per i reclusi partono tra il 2014 e il 2016. L’idea alla base è stimolare resilienza e un sano agonismo. Lo spirito competitivo punta infatti a “risvegliare le energie sopite dei detenuti”, spiega. Per l’edizione 2025 sono state inviate 598 candidature: oltre 200 per “Scrittori dentro”, 104 per “Cuochi dentro”, 280 per “Pittori dentro”.
AFFARI SOCIALI
di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2026 Ignorata la mozione approvata all’unanimità in Regione a luglio scorso. La denuncia: “Il danno non è solo simbolico, ma sostanziale: si produce un ulteriore svuotamento delle poche garanzie esistenti”. Da oltre due anni e mezzo, al Cpr di Ponte Galeria, manca un presidio che dovrebbe essere ordinario in ogni luogo di privazione della libertà: lo sportello del Garante delle persone private della libertà personale. È chiuso da circa trenta mesi, nonostante una mozione approvata all’unanimità a fine luglio scorso dal Consiglio regionale del Lazio impegnasse la giunta guidata da Francesco Rocca a rinnovare il protocollo d’intesa con la Prefettura di Roma per garantirne la riattivazione. Da allora, però, nulla si è mosso.
di Katia Poneti
Il Manifesto, 4 marzo 2026 La Corte costituzionale, con la sentenza 21/2026 del 26 febbraio, ha affermato che “la Costituzione non impone di escludere o diminuire la pena in caso di ‘disturbi da dipendenza’ da sostanze stupefacenti”. La decisione ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 95 del codice penale, confermando il vigore delle norme esistenti, e ha ricomposto il quadro di riferimento declinando una figura di persona tossicodipendente libera di agire e, al tempo stesso, vulnerabile. La Corte ha accolto l’invito, arrivato con il ricorso promosso dal gup del Tribunale di Bergamo, a rivalutare la disciplina dell’imputabilità della persona tossicodipendente alla luce di possibili nuove circostanze di fatto o di diritto; tra queste, nello specifico, la sentenza riguardante i gravi disturbi di personalità (Cass. 9163/2005) che ha ampliato in modo notevole lo spazio di applicazione della non imputabilità per vizio di mente.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 4 marzo 2026
Dietro le sbarre della famigerata prigione di Teheran continua a resistere quel popolo di dissidenti che il regime ha sbattuto in cella. Ma è su di loro, si teme, che potrà abbattersi la vendetta. Da sempre per i regimi il carcere rappresenta il luogo in cui scaricare i dissidenti e gli oppositori politici, uno strumento per stritolare il dissenso e un monito per chi, da cittadino libero, osa esprimere le proprie opinioni e contestare chi governa. Nella Repubblica islamica dell’Iran la struttura centralizzata che si avvale dell’autorità clericale, rafforzata da reti di intelligence, tribunali rivoluzionari islamici e prigioni, ha tenuto per decenni la popolazione sotto lo schiaffo.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 4 marzo 2026)
Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 3 marzo 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'8 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI