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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 17 marzo 2026
di Coordinamento Carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 17 marzo 2026 Succede anche a Padova. Ci è stato comunicato in questi giorni che all’iniziativa “Incontro di formazione per gli studenti e presentazione dello spettacolo Babele” di TeatroCarcere Due Palazzi, programmata (con largo anticipo e prevista per il 26 marzo 2026 in collaborazione con l’I.I.S. Atestino di Este (per le classi terze) non potranno partecipare gli studenti minorenni. Chiediamo quali siano le motivazioni di questa esclusione di 35 alunni su 50. L’attività di TeatroCarcere Due Palazzi (Amici della Giotto) coinvolge in particolare la fascia di persone detenute giovani (giovani adulti) la cui presenza negli istituti penitenziari è in costante aumento e rappresenta una crescente criticità; si tratta di persone particolarmente fragili e con specifiche difficoltà di adattamento alla vita detentiva.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 marzo 2026 I suicidi in carcere sono “una sconfitta dello Stato”. Lo ha detto Sergio Mattarella ieri pomeriggio al Quirinale, ricevendo una rappresentanza della Polizia Penitenziaria per il 209° anniversario dalla fondazione del Corpo, guidata dal capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele. Prima del saluto ufficiale c’era già stato un incontro riservato tra i due. Mattarella lo ha ricordato subito, aprendo il suo intervento davanti alla sala: “Poc’anzi abbiamo avuto un colloquio e abbiamo affrontato diversi problemi e trattato le prospettive per l’attività di questo importante reparto e dell’attività del corpo penitenziario”.
interris.it, 17 marzo 2026 In occasione del 209esimo anniversario della costituzione del Corpo di polizia penitenziaria, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto una delegazione di rappresentanza e, dopo l’intervento del Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, ha tenuto un discorso in cui ha ricordato le difficoltà che affliggono il sistema carcerario italiano, dal sovraffollamento alle condizioni strutturali degli edifici penitenziari fino alla carenza di personale. Il presidente ha inoltre definito i suicidi dei detenuti in carcere “una piaga che non si attenua” e una “sconfitta dello Stato cui sono affidate le vite dei detenuti”. Mattarella ha infine ribadito la necessità di lavorare sul reinserimento e sul recupero delle persone detenute non solo perché previsto dalla Costituzione, ma anche come scelta di civiltà e investimento sulla sicurezza perché perché l’opera di recupero, quando svolta, conduce a una recidiva estremamente bassa”.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 17 marzo 2026 Se il carcere è degradato, insalubre, privo degli standard minimi di vivibilità, lo Stato non sta “gestendo male” l’istituto: sta violando la Costituzione. Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze chiede alla Corte di introdurre il differimento della pena. 1. Per chi chiede legalità dietro le sbarre sono sempre tempi duri. Durissimi nell’attuale Legislatura, in cui le Camere si apprestano a convertire in legge un terzo “decreto-sicurezza” che già introduce nuovi reati, nuove aggravanti, nuova detenzione. Sbarrata la via parlamentare, residuano i canali alternativi che la Costituzione prevede quali possibili correttivi all’indirizzo politico di maggioranza. Tra essi, il controllo di costituzionalità delle leggi che disciplinano l’esecuzione penale.
di Paolo Borgna
Avvenire, 17 marzo 2026 Qualunque sarà l’esito della consultazione referendaria, l’amministrazione giudiziaria rimarrà un campo di battaglia, almeno fino a quando non sarà esercitata autenticamente “in nome del popolo”. Quando, mesi fa, il direttore di Avvenire mi propose di scrivere sulla separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri, gli risposi che ero troppo coinvolto in questo tema per poterne parlare serenamente. Sono stato magistrato per quaranta anni: ho svolto, nella stessa città, le funzioni di pubblico ministero, poi quelle di giudice e, infine, nuovamente quelle di pubblico mistero. Non solo: prima dell’ingresso in magistratura fui, per due anni, giovane avvocato.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 17 marzo 2026 La battaglia campale è tra due giustizialismi simili e contrapposti. La discussione sul merito non è ancora iniziata. Le fake news dominano la scena. La presidente del Consiglio ha detto che se vinceranno i No la magistratura scarcererà gli stupratori e i clandestini. Ha detto proprio così, mettendo sullo stesso piano chi violenta una donna e un profugo che chiede asilo. Terribile. Meloni per vincere punta sul giustizialismo. Il magistrato più famoso d’Italia, che è il portabandiera del fronte del No, ha minacciato un giornalista del Foglio, informandolo che dopo il referendum gliela farà pagare. Per la precisione ha detto: “faremo i conti, tirerò una rete”, riferendosi probabilmente alle sue famose retate, nelle quali arresta due o trecento persone e poi circa i quattro quinti finiscono prosciolti o assolti. Sono solo due cattivi esempi di come non si fa una campagna elettorale.
di Alfonso Celotto
La Stampa, 17 marzo 2026 A favore della Casta. Contro la Casta. Per una magistratura più autonoma e indipendente. Per evitare che la magistratura perda autonomia e indipendenza. Scorrendo gli slogan della campagna referendaria, sembra che sia utilizzato uno specchio deformante: le parole d’ordine utilizzate sono spesso sorprendentemente simili per quanto opposte, sia a favore del SI sia a favore del NO. Non solo. Il dibattito si è riempito di metafore e riferimenti pop, spesso lontani dalla questione giuridica. Si è arrivati perfino a evocare Sal Da Vinci e la sua “Per sempre sì”, come se una canzone potesse diventare una sorta di argomento politico.
di Livio Pepino
Il Manifesto, 17 marzo 2026 Questa separazione delle carriere non è né ben fatta né garantista. Chi in linea di principio la sostiene ricorda il personaggio di Manzoni che negava la peste e ne morì. Si dice da parte di alcuni, lo hanno scritto anche alcuni avvocati in una lettera al manifesto, che il principio della separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri “trova nella sinistra garantista e progressista suoi storici sostenitori”. È vero, e - aggiungo - non da oggi, anche se ci sono, nello stesso campo, altrettante posizioni contrarie. Ma nell’attuale scadenza referendaria, non è questo il problema. Ammettiamo, per semplificare, che la separazione delle carriere sia, di per sé, un valore. Ma davvero, per realizzarla, è necessario modificare la Costituzione e prevedere due Consigli superiori separati (che esalteranno il corporativismo delle categorie) ...
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 17 marzo 2026 Nel 2020, l’allora deputata del “gruppo Misto” (eletta con Forza Italia) proponeva una riforma costituzionale con criteri di priorità stabiliti dal Parlamento su iniziativa del Governo. Nel confronto sul referendum sulla giustizia c’è una domanda che resta al centro delle polemiche: chi decide le priorità dell’azione penale. Per il fronte del “Sì” il tema è slegato dalla riforma. Per il fronte del “No”, al contrario, è proprio questo il rischio: che la politica finisca per orientare le priorità della giustizia penale. In questo contesto diventa interessante un precedente parlamentare della passata legislatura.
La Stampa, 17 marzo 2026 Presentato a Firenze il volume curato da Stefano Guarnieri e Giordano Biserni. L’ex Premier Renzi: “Nata dal dolore della famiglia di Lorenzo Guarnieri”. Dieci anni fa, esattamente il 25 marzo 2016, entrò in vigore una legge attesa che inasprì un tipo di omicidio che ha cambiato la vita a migliaia di famiglie. Ogni 24 secondi, nel mondo, una persona viene uccisa sulla strada. È una guerra silenziosa, che rappresenta la prima causa globale di morte per bambini e giovani dai 5 ai 29 anni. Ma il 94% degli scontri stradali è dovuto a comportamenti evitabili messi in atto da chi guida, non sono ‘incidenti’, non è un caso. Si tratta invece di violenza stradale, è questo quello che accade sulle strade del mondo, dove ogni anno vengono uccise 1.300.000 persone e ne vengono ferite decine di milioni.
di Simone Marcer
Avvenire, 17 marzo 2026 L’accusa di omicidio premeditato al poliziotto Carmelo Cinturrino per la morte di Mansouri, il cosiddetto pusher di Rogoredo, e il coinvolgimento di altri due agenti consegnano all’opinione pubblica un quadro inquietante di responsabilità e azioni da parte delle forze dell’ordine. C’è un lungo elenco di messaggi minatori che apre la richiesta di incidente probatorio chiesta dal pm Giovanni Tarzia, nell’ambito delle indagini della Squadra Mobile, sull’omicidio di Abdrerrahim Mansouri, detto “Zak”, il pusher di Rogoredo ucciso dal poliziotto Carmelo Cinturrino, che ha poi provato a inscenare una sparatoria per legittima difesa. “O ti arresto o ti ammazzo”. “Di’ a Zack che se lo becco io lo uccido”. E ancora: “Mi raccomando, ricorda a Zack che se lo prendo lo ammazzo”.
di Marta Mastrocinque
torinocronaca.it, 17 marzo 2026 Un detenuto di 62 anni, Bernardo Pace, è stato trovato morto nel tardo pomeriggio di lunedì 16 marzo 2026 all’interno della Casa circondariale Lorusso e Cutugno, alle Vallette di Torino. L’uomo, originario della provincia di Trapani e condannato in via definitiva per reati di mafia, è stato rinvenuto dagli agenti della Polizia penitenziaria in servizio. Secondo le prime informazioni, non vi sarebbero dubbi sulla natura volontaria del gesto. Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 18.30, al piano terra del blocco E della struttura. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto.
di Davide Soattin
Corriere di Bologna, 17 marzo 2026 Nonostante l’immediato intervento del personale sanitario e della Polizia penitenziaria ogni tentativo di salvargli la vita è stato inutile. Tragedia nel carcere di Ferrara, dove un detenuto 55enne di nazionalità italiana è morto dopo aver ingerito un boccone di carne. Il drammatico fatto è avvenuto durante la serata di sabato 14 marzo, a orario di cena, in una cella della casa circondariale “Costantino Satta” di via Arginone. Stando a una prima ricostruzione della tragica vicenda, ora al vaglio degli inquirenti, il 55enne avrebbe perso la vita, soffocato, non riuscendo fatalmente a deglutire quello che aveva appena preso dal piatto con la propria forchetta.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 17 marzo 2026 Sedici tentati suicidi in un anno. Un medico solo fino al pomeriggio. Trenta agenti che mancano. Ciambriello e Mele hanno visitato Ariano, Sant’Angelo e Bellizzi Irpino. Una donna detenuta. Alta sicurezza. Le controllano il cuore mentre è in piedi, perché un lettino non c’è. Questo è successo nel carcere di Bellizzi Irpino, ad Avellino, nel 2026. Il Garante regionale Samuele Ciambriello e il Garante provinciale Carlo Mele ci sono entrati oggi, accompagnati dalla vice-direttrice Samuela Scardino. Prima di loro, avevano già visto le altre due strutture della provincia - Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi. Mille e novantatré detenuti in tutto. Alla fine, hanno parlato ai giornalisti. Quello che hanno detto non lascia molto spazio all’ottimismo.
di Mattia Bufi
Il Mattino, 17 marzo 2026 Un momento di incontro tra detenuti e istituzioni è avvenuto ieri all’interno del carcere di Secondigliano per festeggiare insieme la recente Giornata della donna. In occasione della ricorrenza dell’8 marzo, le cento recluse provenienti dalla casa circondariale di Pozzuoli evacuate nei giorni critici del bradisismo e trasferite a Secondigliano, si sono riunite nella palestra del carcere per un momento di svago e divertimento. Ad esibirsi per loro, il comico napoletano Lino D’Angiò e la cantante Francesca Marini che insieme hanno alleggerito per qualche momento la difficile condizione che queste donne vivono.
garantedetenutilazio.it, 17 marzo 2026 Presentate le “Ricette in libertà” di alcuni detenuti della Casa circondariale: l’iniziativa rientra nell’ambito dei progetti di terza missione di Unitelma Sapienza. “Non credo che l’articolo 27 della Costituzione sia una responsabilità attribuita dai costituenti al solo ministero della Giustizia, un’entità autarchica nel centro di Roma, bensì attribuisce a tutti noi una responsabilità repubblicana. Non si persegue la finalità rieducativa della pena, cioè non si riesce a far sì che tutte le persone che entrino per qualsiasi ragione nell’esecuzione penale abbiano l’aspettativa di uscirne in condizioni di autonomia e legalità, di poter vivere fuori la propria vita, a partire dalle proprie competenze, risorse, capacità, se non si mettono in moto le energie di tutte le istituzioni, pubbliche e private, ma anche dei singoli cittadini”.
milanotoday.it, 17 marzo 2026 Il valore del tempo, la gestione dell’errore e la possibilità di ricostruire un percorso professionale e personale. Sono stati questi i temi al centro del terzo appuntamento di ‘Free for music’, il laboratorio musicale ospitato all’interno del carcere di Monza. L’iniziativa, promossa da Orangle Records con la supervisione socio-educativa di Paolo Piffer, ha visto la partecipazione dei rapper Jake La Furia ed Emis Killa, insieme alla conduttrice radiofonica Camilla Ghini. L’incontro segue quelli già avvenuti nei mesi scorsi con artisti come Lazza e Fedez. La giornata si è divisa in due fasi. Nella prima, gli ospiti hanno dialogato con un gruppo di detenuti su concetti quali il giudizio sociale, la responsabilità individuale e il senso della libertà.
AFFARI SOCIALI
di Sarantis Thanopulos
huffingtonpost.it, 17 marzo 2026 Dopo il “decreto Caivano” è aumentato del 50% il numero delle persone detenute nelle carceri minorili. L’uso degli psicofarmaci al Beccaria è aumentato del 110%. Due settimane fa la senatrice Sandra Zampa del Pd ha richiamato l’attenzione del governo e della Garante nazionale dell’infanzia sui dati dell’ottavo rapporto dell’Associazione Antigone sulla giustizia minorile italiana (25 febbraio 2026). Dopo il “Decreto Caivano” (la risposta frettolosa del governo all’orrore collettivo suscitato dallo stupro di due ragazzine nella periferia napoletana) è aumentato del 50% il numero delle persone detenute nelle carceri minorili. L’uso degli psicofarmaci al Beccaria (l’Istituto penale per minorenni di Milano) è aumentato del 110%. Le risorse destinate ai SAI (Servizi accoglienza e integrazione), sono state del tutto insufficienti, così, pur funzionando bene, essi possono ricevere solo un quarto dei 23.000 minori stranieri non accompagnati presenti nel territorio italiano.
di Daniele Aristarco
Il Domani, 17 marzo 2026 Il ministro ha detto che il personaggio di Collodi è un modello educativo fondato su “ascolto, rispetto e impegno”, sostenendo che il burattino “diventa un bambino vero quando comincia ad ascoltare”. Non è proprio così. L’11 marzo, alla Fortezza da Basso di Firenze, durante l’inaugurazione della tredicesima edizione di Didacta Italia, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha proposto una lettura di Pinocchio che ha fatto rapidamente il giro dei giornali. L’edizione della fiera è dedicata a Carlo Collodi, nel bicentenario della nascita, e nel suo intervento il ministro ha indicato nel personaggio collodiano un modello educativo fondato su “ascolto, rispetto e impegno”, sostenendo che Pinocchio “diventa un bambino vero quando comincia ad ascoltare”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 17 marzo 2026 La sentenza riconosce il diritto della società civile di ispezionare i centri in Albania. All’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), e più in generale alle organizzazioni della società civile che si occupano di migranti, non può essere impedito l’accesso alle strutture detentive di Shengjin e Gjader. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo del Lazio. La sentenza è stata pubblicata venerdì scorso, ma è circolata ieri. Il procedimento era nato dal rifiuto della prefettura di Roma, per conto del ministero dell’Interno, di autorizzare un’ispezione nei centri in Albania. Il nulla osta all’ingresso non era stato concesso con la seguente motivazione: “L’attuale clamore mediatico che coinvolge i centri di permanenza per il rimpatrio sconsiglia, al momento, l’ingresso nei suddetti centri, onde evitare rischi sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
ESTERI
di Riccardo Redaelli
Avvenire, 17 marzo 2026
Teheran resiste ai bombardamenti, Washington resta invischiata nel conflitto, il Golfo vacilla. Intanto Mosca incassa e Pechino guadagna tempo e prestigio. Che la guerra scatenata contro l’Iran non stia andando come sperato da Usa e Israele è ormai evidente. Che la Repubblica Islamica, nonostante i durissimi colpi ricevuti, non solo stia resistendo, ma abbia mostrato una capacità di adattamento strategico molto efficace, lo è altrettanto. Così come il fatto che i costi di questo conflitto siano pagati non solo dagli iraniani, ma anche dalle monarchie del Golfo e dalle economie di Europa e Asia. Sempre che Trump avesse una strategia, entrando in questa guerra illegale e mal progettata, ne assistiamo oggi al suo sostanziale fallimento; del resto, l’idea che il radicato sistema di potere iraniano potesse essere “riverniciato” come fatto in Venezuela con la sola eliminazione del leader era del tutto puerile.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Articolo. "L'esecuzione penale dello straniero tra funzione rieducativa della pena e norme sull'espulsione dal territorio nazionale", di Elena Fiorini
Comunicato stampa. "La Fondazione Mamre guarda ai giovani di Barriera: al via la Carica dei 101. Il progetto entra nel vivo"
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 17 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
Incontro-dibattito. "Lavoro e teatro per rieducare il detenuto" (Sottomarina-VE, 20 marzo 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 22 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI