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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di lunedì 16 marzo 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 marzo 2025 Alla fine di gennaio il carcere Due Palazzi di Padova si è svegliato con una notizia che nessuno voleva dare. Pietro Marinaro, settantaquattro anni, detenuto in alta sicurezza, era stato trovato senza vita nella sua cella. Si era impiccato. La sera prima aveva saputo che l’indomani sarebbe stato trasferito altrove, in un altro istituto, in un’altra città. Una prospettiva che non ha retto. Gli altri ventidue detenuti dell’alta sicurezza del Due Palazzi sono partiti lo stesso, qualcuno verso Parma, qualcuno verso L’Aquila, qualcuno verso Nuoro. In ventiquattr’ore hanno fatto le valigie e sono andati via da un posto dove alcuni di loro vivevano da venticinque, trenta, in certi casi più di quarant’anni.
di Società di San Vincenzo De Paoli
Ristretti Orizzonti, 16 marzo 2025 “Il volontariato è essenziale per restituire senso alla pena”. Il tema sarà al centro della prossima edizione del Premio letterario Carlo Castelli. Le carceri italiane vivono una crisi strutturale che colpisce adulti e minorenni, con effetti che travalicano i confini degli istituti e investono l’intera società. Secondo Franco Prina, Professore ordinario di Sociologia giuridica, della Devianza e del Mutamento presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino, “Il carcere oggi spesso funziona come una discarica sociale dove accresce la marginalità sociale, la fragilità psichiche e la povertà educativa”.
di Romano Pitaro
Corriere della Calabria, 16 marzo 2025 Sembra che la questione carceri, con il portato di emergenze irrisolte (una per tutte: oggi nelle carceri sono reclusi un numero doppio di persone rispetto agli anni 90), non interessi alla Repubblica italiana; e che la pena sia intesa come mera afflizione, nonostante l’illuminista milanese Beccaria e l’articolo 27 della Costituzione, secondo cui le pene non possono essere disumane. Altrettanto preoccupante è la condizione delle carceri minorili (Ipm) che riflette una distorta concezione criminogena del disagio giovanile, come spiega l’VIII Rapporto sulla giustizia minorile elaborato da Antigone e intitolato “Io non ti credo più”.
di Alessio Gallicola
Il Tempo, 16 marzo 2025 La relazione tra minori detenuti radicalizzati e il fenomeno sociale dei “maranza” è un fenomeno da tempo allo studio di criminologi e analisti della radicalizzazione. Il teatro dove avviene la saldatura tra i due territori comuni è il carcere minorile. In alcuni istituti la quota di giovani musulmani o di origine nordafricana è molto alta. Al Beccaria di Milano, ad esempio, la maggioranza dei detenuti è musulmana. Non è una novità e non è nemmeno di per sé un problema ideologico: la maggior parte dei giovani detenuti entra per reati comuni, dalle rapine allo spaccio, passando per aggressioni o baby gang. Sono percorsi di devianza urbana piuttosto classici. Il carcere arriva alla fine di una catena che parte quasi sempre dalla periferia sociale.
di Luigi Ferrarella e Milena Gabanelli
Corriere della Sera, 16 marzo 2025 Il 22 e 23 marzo si tiene il referendum per confermare o non confermare la legge costituzionale. E quale sarà il quesito che troveremo sulla scheda? “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025?”. Un atto di fede insomma. Proviamo a spiegare qual è la proposta della riforma, con le ragioni degli uni e quelle degli altri. Innanzitutto chiariamo un fatto: la riforma non riguarda questioni concrete come la durata dei processi, la mancanza cronica di magistrati, cancellieri, amministrativi, oltre all’ inadeguatezza di apparati informatici.
di Mattia Feltri
huffingtonpost.it, 16 marzo 2025 Posizione personale: andrò a votare Sì senza entusiasmo. Perché è vero che bisogna guardare il testo e non il contesto. Ma è il contesto a spiegare che Paese siamo e che uso facciamo delle leggi. Separazione delle carriere o no. La campagna referendaria, nella sua essenza teoretica, s’è aperta coi manifesti del fronte del No per denunciare il progetto di sottomettere i giudici al governo - deduzione molto arbitraria, e pedestre semplificazione, poiché semmai si sottometterebbero i pubblici ministeri, non i giudici: le carriere andrebbero separate almeno nella propaganda - e s’è chiusa col comizio dell’altro giorno di Giorgia Meloni, per pronosticare, perdesse il Sì, la messa in libertà di “immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori”.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 16 marzo 2025 C’è da temere cada la lingua a parlare delle nostre riformette e manie referendarie di fronte alle tragedie geopolitiche che attraversiamo. Tuttavia, è proprio di ogni analisi seria cercare nel particolare, anche più apparentemente insignificante, i tratti dell’universale. Il buon Dio, come il Demonio, stanno in agguato dietro l’angolo. Di ogni riforma, grande o piccola, è lo spirito ciò che conta, non la lettera. Che direzione di marcia indica quella sottoposta al referendum del 22 marzo? È una direzione forte, che trova fondamenti obbiettivi nella situazione storico-politica delle nostre democrazie, anche se i suoi proponenti non sembrano esserne del tutto consapevoli. Il quadro in cui collocare il problema è il rapido e strutturale indebolimento del potere politico indotto dai processi di globalizzazione che sono guidati dai grandi oligopoli economico-finanziari.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 16 marzo 2025 Per quindici minuti è rimasta ostaggio di Antonio Meglio, che l’ha colpita più volte. Arrestato, si è suicidato. Una storia solo tragica se Alessia Viola non avesse avuto un pensiero compassionevole per i familiari di chi ha attentato alla sua vita. Alessia Viola ha 32 anni ed è avvocato al Foro di Napoli. È una penalista. Ha messo in conto di lavorare su casi difficili, ha già molta esperienza nel campo della violenza di genere e dello stalking. Conosciamo la sua storia perché il 5 marzo è stata aggredita a coltellate nel cuore del Vomero mentre era seduta sull’autobus che la stava riportando a casa, alle nove di sera. Per quindici minuti è rimasta ostaggio di Antonio Meglio, 39enne di Pianura, che l’ha colpita più volte, rischiando di raggiungere la carotide e la giugulare.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 16 marzo 2025 La Corte già nel 2013 pronta a pronunciarsi per evitare pene in condizioni inumane. La condizione di degrado e sovraffollamento strutturale delle carceri italiane è tale da violare sistematicamente l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu), che impone agli Stati membri di assicurare condizioni detentive conformi alla dignità delle persone e all’umanità che deve sempre caratterizzare l’esecuzione della pena. Lo ha rilevato il Tribunale di sorveglianza di Firenze che, con un’ordinanza del 4 marzo, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale degli articoli 147 del Codice penale e 47-ter, comma 1-ter, dell’Ordinamento penitenziario (legge 354/1975), per violazione degli articoli 2, 25, 27 e 117 della Costituzione, quest’ultimo in collegamento all’articolo 3 Cedu, nella parte in cui non prevedono l’ipotesi di rinvio facoltativo dell’esecuzione quando “la pena debba svolgersi in condizioni contrarie al senso di umanità”.
di Cappellani delle carceri lombarde
chiesadimilano.it, 16 marzo 2025 Nella quinta e ultima riflessione i Cappellani lombardi auspicano la diffusione di una mentalità più evangelica, che favorisca atteggiamenti e comportamenti reciprocamente benefici. Questi sono pensieri forse non più giubilari. Vorrebbero indicare, anche se in modo semplice e incompleto, quali passi può compiere il singolo cristiano, e una comunità, che desideri mantenere viva l’attenzione verso i fratelli e le sorelle che si trovano in carcere. Anche se sono una minoranza rispetto alla popolazione, ma una minoranza cara al cuore di Dio. Uomini e donne sul cui volto vediamo i tratti di Gesù, e incontrandoli, è lo stesso Gesù che incontriamo (Mt 25, 31-46).
di Massimo Pisa
Il Giorno, 16 marzo 2025 Oggi la casa circondariale ha più detenuti di Opera e San Vittore, ma anche rapporti con 92 aziende che assorbono trecento persone. La “Nave” è ancorata da tre mesi al carcere di Bollate. Che, a differenza di San Vittore e di quella specifica struttura, non è attrezzato per terapie a detenuti con dipendenze. “Ne accogliemmo 143 il 13 dicembre - racconta il direttore di Bollate, Giorgio Leggieri - in una notte. Sono ancora con noi. Poteva essere un fattore destabilizzante, non accadde nulla perché ne parlammo prima ai nostri detenuti: io, il comandante della Penitenziaria, gli educatori. A gennaio abbiamo assorbito altri sfollamenti da San Vittore e da Brescia, e prossimamente ne accoglieremo altri: al momento la nostra popolazione ha superato la casa circondariale e Opera”.
primopianomolise.it, 16 marzo 2025 Il corpo di Joshua Di Carlo, il 23enne trovato morto nella cella del carcere di Marino del Tronto ad Ascoli Piceno lo scorso 24 febbraio, non è stato ancora restituito alla famiglia. L’autopsia, durata diverse ore, si è svolta lunedì 2 marzo presso l’ospedale Mazzoni. Presenti all’esame autoptico, oltre al medico legale Froldi, anche i dottori Scarano e Gagliardo, i consulenti indicati dai legali della famiglia, gli avvocati Silvio Tolesino e Valentina Puca. Nelle ore successive alla morte del ragazzo, il medico legale Massimo Seminati, dopo la ricognizione cadaverica effettuata sul corpo, aveva chiesto l’intervento dell’Autorità Giudiziaria. Il pm Mara Flaiani aveva così deciso di disporre l’autopsia per chiarire le cause del decesso del ragazzo.
quotidianocanavese.it, 16 marzo 2025 Merito del progetto promosso dall’associazione nazionale “Seconda Chance” che cerca anche in Canavese imprenditori disposti a dare fiducia a persone che hanno sbagliato ma che stanno cercando di ripartire. “Seconda Chance” è un’associazione di volontariato attiva a livello nazionale che opera per creare opportunità di lavoro per le persone detenute. L’idea è semplice quanto potente: offrire una possibilità concreta a chi ha commesso un errore e vuole ricostruire la propria vita. L’associazione, nata nel 2022 grazie all’iniziativa della giornalista del TgLa7 Flavia Filippi, da alcuni mesi ha avviato un progetto anche nel carcere di Ivrea. I primi risultati non si sono fatti attendere: alcuni detenuti hanno già trovato lavoro al McDonald’s di Pavone Canavese, segnando l’inizio di un percorso di reinserimento reale.
di Michele Tossani
Il Foglio, 16 marzo 2025 La società fiorentina vuole aiutare i detenuti attraverso lo sport, dando concretezza all’articolo 27 della Costituzione italiana quando afferma che le pene carceraria “non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Il grado di civiltà di un paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”. Che la frase l’abbia pronunciata Voltaire o Dostoevskij (l’attribuzione è incerta) non importa. Quel che importa invece è che troppo spesso la cronaca italiana ci racconta delle condizioni drammatiche che si vivono all’interno degli istituti penitenziari nostrani dove, in base al Report sui decessi in carcere del 2025, si sono registrati lo scorso anno ben settantasei casi di suicidio.
CULTURA
di Francesco Kento Carlo
treccani.it, 16 marzo 2025 Alfabeto Hip-Hop. Linguaggi, esperienze e pratiche educative dalla strada all’accademia. Carcere è una parola che pesa. Porta con sé immagini semplificate, giudizi rapidi, distanze comode. Spesso viene pronunciata come se fosse un luogo separato dal resto della società, un altrove in cui confinare ciò che non vogliamo vedere. Eppure, da anni, lavoro dentro le carceri minorili italiane e so che il carcere non è un mondo a parte. È uno specchio deformante, ma fedele, delle fratture che attraversano il nostro presente. Questo lavoro lo porto avanti insieme a Benedetta Genisio e all’associazione Crisi Come Opportunità, con cui collaboro da molti anni in diversi istituti penali per minorenni. Attraversare le carceri con continuità cambia lo sguardo. Costringe a rallentare, ad ascoltare, a sospendere il giudizio.
AFFARI SOCIALI
di Domenico Quirico
La Stampa, 16 marzo 2025 Hanno prevalso falsità, egoismo e inerzia. Trenta ore... che volete che siano trenta ore? Niente. Poco più di un giorno. Quindici anni fa sono salito su un “barcone’’ (li chiamavano così) con 112 migranti. Era notte a Zarzis, in Tunisia, quando la barca è partita. Era notte a Lampedusa quando la barca è affondata e ci hanno salvati. Lampedusa: era allora l’ultima speranza e l’ultimo destino di tutti. Che ci facevo su un barcone, semplicemente uno che aveva un passaporto in regola? Che puoi dire di più per svelare tutto di un uomo in alcuni, vasti luoghi del mondo? Lì nomi storie vite tutto si riduce all’essenza cartacea: una copertina rigida con simboli arcani, una foto e un blocchetto di fogli di carta. Trenta ore, 22 di navigazione: eppure mi sono bastate per sapere tutto quello che si può sapere sugli uomini...
di Marika Ikonomu
Il Domani, 16 marzo 2025 Molti bambini e ragazzi, nati o cresciuti in Italia, devono rinunciare a gite scolastiche, stage, viaggi con le famiglie affidatarie, per un problema amministrativo. Le testimonianze dei genitori: “Una discriminazione”. Non hanno la cittadinanza italiana, non sono registrati alla nascita nel paese di origine dei genitori, non sono apolidi. È un limbo amministrativo in cui si trovano molti minori, nati o cresciuti in Italia, in affido in diverse famiglie. Una condizione di invisibilità che spesso porta i bambini e le bambine a non sentirsi pienamente parte della comunità in cui vivono e sono cresciuti, ad avere meno possibilità e sentirsi discriminati, nonostante l’affido sia una presa in carico da parte delle istituzioni. Non possono uscire dal territorio italiano, andare in gita all’estero, viaggiare con le famiglie affidatarie e devono rinunciare alle opportunità per un problema amministrativo.
di Sebastiano Maffettone
Corriere della Sera, 16 marzo 2025 Il tribalismo politico mette in crisi le liberal-democrazie e il diritto internazionale. Ci sono due temi diffusi nel discorso pubblico: la mancanza di senso della politica e la crisi delle istituzioni liberal-democratiche. La mancanza di senso della politica riguarda il fatto che sempre più gli elettori votano seguendo i suggerimenti della pancia e non della testa, così che i politici elaborano programmi poco razionali e molto partigiani. La crisi delle istituzioni riguarda il fatto che la liberal-democrazia perde prestigio in politica interna e il diritto credibilità a livello internazionale. Curiosamente, le due cose non vengono messe in rapporto.
di Giovanni Maria Del Re
Avvenire, 16 marzo 2025 Le guerre e il “disimpegno” dell’antico alleato americano spingono l’Unione a investire in difesa e sicurezza: il piano da 800 miliardi e i nodi da sciogliere. L’Europa corre al riarmo, mai come negli ultimi anni si è sentito parlare dell’urgenza di una difesa dell’Ue. “Il tempo delle illusioni è finito - dichiara la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen al Parlamento Europeo l’11 marzo 2025 - pensavamo di godere di un dividendo di pace ma in realtà, stavamo solo gestendo un deficit di sicurezza”. Una svolta epocale che ha anzitutto una causa primaria: il concretizzarsi della minaccia costituita dalla Russia. Se già nel 2014 Mosca aveva annesso la Crimea e occupato il Donbas, l’attacco globale all’Ucraina nel febbraio 2022 ha dato la sveglia finale all’Europa.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 16 marzo 2025 Le attuali guerre che si avvalgono della intelligenza artificiale (IA) sono portate avanti da droni lanciati a sciami, killer volanti che inseguono il singolo bersaglio, cannoni-robot che piovono dal cielo, droni subacquei che affondano navi. Tutto ciò è relativamente facile e poco costoso per gli Stati, come gli Usa, che sanno usare con perizia l’intelligenza artificiale. Era nel 1983 che ci veniva raccontato dal regista John Badham il pericolo di una intelligenza artificiale in grado di controllare e gestire l’arsenale nucleare americano. Si sarebbe potuto pensare a un mondo fantascientifico, ma oggi l’ingresso della IA nelle gerarchie decisionali militari e sui campi di battaglia è una realtà concreta, documentata e, per molti versi, preoccupante.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Articolo. "La posta in gioco più alta nel referendum costituzionale", di Michele Panzavolta
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 15 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 16 al 22 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Lavoro e teatro per rieducare il detenuto" (Sottomarina-VE, 20 marzo 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI