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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 15 marzo 2026
CARCERI
di Carla Chiappini
Ristretti Orizzonti, 15 marzo 2026 E quindi l’ulteriore isolamento delle persone detenute in Alta Sicurezza, quelle con la pena più lunga e giustamente severa, quelle con un passato più pesante e - in larga maggioranza per esperienza diretta ormai consolidata nei tanti luoghi e nei tanti anni - quelle che aderiscono in modo particolarmente serio a tutte le offerte formative, se ben strutturate e competenti. Difficile comprendere. No al teatro a Roma, no agli incontri con gli studenti (dovunque e quindi anche a Parma dove collaboravamo da cinque anni e con reciproco impegno e interesse con il Liceo Romagnosi), no ai progetti legati alla Fiera del Libro a Saluzzo.
di Tito Boeri
rivistaeco.com, 15 marzo 2026 La stragrande maggioranza dei detenuti nel nostro paese sconta la pena in prigioni fortemente sovraffollate. È un problema cronico che richiede di essere affrontato anche attraverso la costruzione di nuove strutture carcerarie. Ma il solo parlarne scatena reazioni indignate, a sinistra e a destra dello schieramento politico. Non si tratta solo di rispettare il dettato costituzionale nel trattamento di chi ha commesso un reato, ma di garantire più sicurezza alla società nel suo insieme. Perché sovraffollamento e recidiva sono due facce della stessa medaglia e l’approccio solo repressivo finisce per rendere il carcere una università del crimine. Invece dove le condizioni di detenzione sono migliori, come per esempio a Bollate o negli istituti esclusivamente femminili, i reclusi possono partecipare a programmi di rieducazione e lavoro che favoriscono il reinserimento, una volta rimessi in libertà. E la probabilità di tornare dietro le sbarre cala nettamente.
di Maria Brucale*
Ristretti Orizzonti, 15 marzo 2026 L’indagine a carico di circa dieci agenti della Polizia penitenziaria per gravi fatti di reato a danno di alcuni ospiti dell’Istituto minorile di Casal del Marmo scuote la coscienza collettiva. Le accuse di tortura, lesioni e ipotesi di falso vengono corredate dalle agenzie di stampa dalle frasi con cui i denuncianti hanno raccontato gli orrori subiti: “Vi porto sopra e vi faccio come carne macinata”;” mi ha lanciato addosso dei libri e mi ha fatto sdraiare sul lettino, togliere i pantaloni e gli slip. Poi mi ha minacciato di tagliarmi le palle, ha preso una forbice e l’ha avvicinata al mio testicolo destro facendomi uscire del sangue. Io piangevo, pregavo di smettere. E poi mi hanno riportato in cella e hanno continuato a picchiarmi con calci e pugni”. Naturalmente le notizie saranno oggetto di accertamento processuale e solo all’esito di una pronuncia definitiva sarà possibile esprimere un giudizio conclusivo e tracciare responsabilità individuali. Tuttavia, in un sistema, quello detentivo, che appare sempre più oscuro e impermeabile, la vicenda agli onori delle cronache desta seria preoccupazione.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 15 marzo 2026 Da 16 anni ospite della casa di reclusione di Milano Opera, si laurea in Editoria e poi fonda un giornale: “Mobul”, in cui i detenuti possono offrire il loro punto di vista sul carcere. L’Ordine dei giornalisti della Lombardia gli conferisce il tesserino da pubblicista. “Giornalista è una parola grossa, ho ancora molto lavoro da fare”. È umile, Claudio Lamponi, quando ti apre il suo cuore, eppure in pochi, anche all’esterno del carcere, possono vantare in curriculum di aver fondato, edito e diretto un giornale in un colpo solo. Lui sì, così l’Ordine dei giornalisti della Lombardia lo premia con il tesserino da pubblicista e lui ne va fiero, si vede. Gli chiediamo quali sono le difficoltà che incontra un giornalista detenuto: “Un detenuto che vuole lavorare, non solo nel giornalismo, incontra sempre difficoltà, perché il reato spesso limita l’accesso al lavoro - racconta ai media vaticani - da giornalista in particolare, temo che essendo io stesso detenuto, il mio punto di vista sul carcere a volte non venga preso sul serio”.
GIUSTIZIA
di Gerardo Villanacci
Corriere della Sera, 15 marzo 2026 La contrapposizione politica troppo accentuata fa perdere di vista il significato della consultazione. Per quanto possa apparire contraddittorio le vere insidie del prossimo referendum costituzionale, più che il merito della riforma riguardano la qualità del nostro spazio pubblico e la maturità con la quale osservare le regole fondamentali del nostro Paese. È sotto gli occhi di tutti che la consultazione sulla modifica di alcuni articoli della Costituzione, stia avvenendo in un clima di contrapposizione accentuata nel quale le posizioni tendono a irrigidirsi prima ancora di essere chiarite, con il rischio che ciò che dovrebbe rappresentare un momento alto di partecipazione consapevole si riduca all’ennesimo terreno di scontro identitario.
di Francesco Riccardi
Avvenire, 15 marzo 2026 Il referendum sulla riforma della giustizia avrebbe richiesto spiegazioni chiare e un confronto nel merito. Lo scontro politico si è invece ridotto a slogan e accuse reciproche, togliendo agli elettori lo spazio per una scelta davvero consapevole. Resta un retrogusto amaro pensando al referendum di settimana prossima. Un sentimento di profonda insoddisfazione a prescindere. Assai prima di conoscere il risultato delle urne - quale esso sia - prima ancora di tracciare la croce sul “sì” o sul “no”. Come se in questo periodo mancasse qualcosa di importante, come se qualcuno ci avesse sottratto un bene prezioso. Ecco, sì: è l’impressione di aver subito un furto. Un “furto di democrazia”.
di Giulio Prosperetti*
Il Riformista, 15 marzo 2026 La divisione delle carriere dei magistrati sta infiammando il dibattito politico in vista del prossimo referendum confermativo. La propaganda è ricca di argomenti suggestivi, tra questi quello per cui sarebbe assolutamente improponibile una modificazione della “Costituzione più bella del mondo”. In realtà il testo costituzionale è un cantiere aperto giacché si affacciano nella società sempre nuove istanze e si arricchisce il novero dei diritti per i quali si richiede una tutela costituzionale. L’esigenza di introdurre nella Costituzione nuovi principi regolatori è quella di impegnare il Parlamento a legiferare con provvedimenti attuativi capaci di garantire in concreto l’effettività delle nuove norme introdotte nella Costituzione.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 15 marzo 2026 Venti dei 260 detenuti del penitenziario di massima sicurezza avevano preparato una rivisitazione de Il treno ha fischiato di Pirandello. Erano previste 3 repliche, con il tutto esaurito. A 20 giorni dalla prima il Dap ha fermato tutto. Il Garante: “Nessuno ci ha detto il perché”. La presidente del teatro: “Sconforto tra i detenuti, ora reciteranno davanti ai familiari. Ma il dialogo tra reclusi e studenti è il vero modo per prevenire la microcriminalità”. Si erano identificati nel signor Belluca i venti attori di Teatro Oltre, progetto che va avanti da tre anni nel carcere di massima sicurezza di Asti. I detenuti avevano visto un pezzetto della loro esistenza nel personaggio di Pirandello che a un certo punto, dopo anni di umiliazioni, decide di prendere in mano la propria vita.
di Eugenio Tangerini
Il Resto del Carlino, 15 marzo 2026 Il magistrato di sorveglianza Francesca Ranfagni: “Le celle sono piene di piccoli spacciatori”. Il dossier carceri scotta, è possibile un cambiamento? A fine mattinata ne parlano in una tavola rotonda alcune figure-chiave del mondo della giustizia e del sociale. Massimiliano Ferrarini, operatore della Caritas diocesana e responsabile del tavolo del terzo settore nella casa circondariale di Sant’Anna, parte dai numeri: “Oggi il carcere modenese ha 588 detenuti, a fronte di 371 posti regolamentari. Un sovraffollamento del 160 per cento, che dimostra quanto la questione sia strutturale e non temporanea”.
di Eugenio Tangerini
Il Resto del Carlino, 15 marzo 2026 Chiesa di San Carlo gremita per il convegno su carcere e giustizia. Il cardinale Zuppi: “Il volontariato è una delle risorse principali del Paese”. Come educare al bene all’ombra del male? Per rispondere l’arcivescovo Erio Castellucci evoca due icone della tradizione cristiana. “Caino, il primo fratricida, avrebbe dovuto essere eliminato, applicando la giustizia retributiva. Invece Dio lo preserva dalla vendetta: gli mette una mano sulla spalla e gli impone di andarsene”. Poi c’è Francesco, con la storia leggendaria del lupo di Gubbio che abbassa le orecchie dopo la predica del santo e diventa un beniamino della comunità. “Tanto amato che quando muore tutti lo piangono: ecco un esempio di mediazione riuscita e di giustizia riparativa”.
merateonline.it, 15 marzo 2026 Mercoledì 11 marzo, nell’Auditorium di Lomagna (Lc), si è tenuto un incontro promosso dalla Consulta Politiche Sociali del Comune dedicato alla realtà del carcere, un tema tanto delicato quanto centrale per la vita del Paese. L’iniziativa ha offerto ai cittadini un’occasione preziosa per informarsi e ascoltare esperienze, portando alla luce storie, dati ed esperienze che restituiscono uno sguardo più consapevole su una dimensione spesso stigmatizzata e ancora poco conosciuta. Tra i presenti la sindaca Cristina Maria Citterio, il vicesindaco Lino Lalli e l’assessore Alessandra Gulino. “Quale pace senza inclusione?” è il titolo scelto per l’iniziativa, una domanda che invita a interrogarsi sul rapporto tra sicurezza, giustizia e responsabilità collettiva.
di Martina Ciai
La Repubblica, 15 marzo 2026 Lo spettacolo teatrale costruito anche con immagini video e animazioni nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è andato in scena “Rebibbia: la Città invisibile”, lo spettacolo di docu-teatro diretto da Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe, prodotto dall’Associazione Ottava Arte e ispirato alle suggestioni di Italo Calvino. Non soltanto un progetto artistico ma uno sguardo dentro un mondo che resta quasi sempre oltre il muro, oltre il cancello, oltre il linguaggio burocratico della giustizia penale. Per una sera, il pubblico romano ha varcato simbolicamente quelle soglie.
di Cristina Bertolini
Il Giorno, 15 marzo 2026 Già sold out le cinque date con gli ospiti della struttura in sala e cucina. Ieri il debutto come in un ristorante di lusso, la raccolta fondi a fin di bene. Sono tutti sold out i 5 pranzi solidali organizzati alla Casa circondariale Sanquirico di Monza a cura dell’Associazione Geniattori e Le Crisalidi, le stesse realtà che hanno promosso “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità di Monza”, insieme alla direttrice dell’istituto di pena Cosima Buccoliero e al Comune di Monza. Fondazione della comunità Monza e Brianza offre il suo contributo, poi gli enti beneficiari si impegnano a trovare il restante ammontare. Quindi Geniattori e Le Crisalidi hanno proposto alla direzione di trasformare la sala polivalente di via Sanquirico in una grande sala da pranzo per completare la raccolta fondi.
ilreventino.it, 15 marzo 2026 Il libro presentato a Santo Stefano di Rogliano (Cs): un’opera rara nel panorama editoriale italiano per autenticità e profondità. Una sala gremita e attenta, degna delle grandi occasioni culturali e sociali, predisposta all’ascolto e alla conoscenza, ha accolto con grande partecipazione la presentazione del volume “Anime sospese nell’ombra”. Il libro raccoglie racconti dall’interno del carcere, analizzati sotto il profilo sociologico dall’autore Francesco Garofalo, con rigore scientifico e nel rispetto della realtà vissuta nelle strutture detentive. Le vicende narrate prendono forma anche attraverso lo sguardo diretto e privo di retorica di Roberto Falvo, assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria, che ha raccontato l’esperienza carceraria così come viene vissuta quotidianamente, senza filtri.
AFFARI SOCIALI
di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 15 marzo 2026 La vita pubblica italiana è degenerata in una commedia degli orrori alimentata dall’incontinenza verbale e dall’isteria collettiva. Non è più politica, è uno spettacolo atroce sceneggiato da un Joker scatenato. I segnali del baratro sono ovunque: Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, ha “promesso di fare i conti” con il giornale Il Foglio. Giusy Bartolozzi, capo gabinetto del ministro della Giustizia, brandisce metafore belliche invocando di “togliere di mezzo” una magistratura ridotta nel suo racconto a un “plotone di esecuzione”. E sono solo due esempi. L’insulto e il trivio non sono più incidenti di percorso ma il lessico quotidiano di politici e alti funzionari.
di Luciano Moia
Avvenire, 15 marzo 2026 Il lungo viaggio nell’universo del diritto minorile, finito ciclicamente nel mirino della polemica politica. Tra dati incompleti, riforme parziali e servizi sociali chiamati a decisioni delicatissime, il dibattito sui casi simbolo rischia di oscurare la realtà di centinaia di migliaia di bambini ogni anno entrano nella rete della protezione. Tutti contro i Tribunali per i minori. Tutti a puntare il dito contro gli assistenti sociali. Tutti a demonizzare l’operato degli educatori e delle strutture d’accoglienza per i minori. Ancora una volta la politica - una parte, almeno - si coalizza contro il sistema di tutela dei minori.
ravennatoday.it, 15 marzo 2026 Per altri cinque colleghi scatta il divieto di occuparsi delle idoneità per i Cpr. La Procura: “Documenti falsati per impedire i trasferimenti dei migranti irregolari”. Arriva la decisione del Gip del Tribunale di Ravenna, Federica Lipovscek, in merito all’inchiesta che vede coinvolto il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna. Per tre dei medici indagati è stata disposta l’interdizione totale dalla professione medica per 10 mesi. Per gli altri cinque colleghi coinvolti (tra cui una dottoressa recentemente trasferitasi a Forlì), la misura cautelare è invece più mirata: per lo stesso periodo di tempo non potranno occuparsi di alcuna pratica o certificazione relativa all’idoneità per i Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri).
di Franco Vaccari
Avvenire, 15 marzo 2026 Una difesa vera, efficace, non è quella che promette punizioni più dure. È quella che da una parte toglie la paura e il potere che questa possiede, dall’altra rende inutile l’aggressione. Abbiamo detto che la difesa è legittima, necessaria, connaturata alla vita. Ma esiste un punto preciso in cui la difesa degenera: quando smette di proteggere e pretende di governare l’altro attraverso la paura. Qui nasce la deterrenza, che non è un semplice “non attaccarmi”. Non è una forma più dura di difesa. È un’altra cosa. È una strategia fondata non sulla protezione della vita, ma sulla credibilità della distruzione. Funziona solo se l’altro crede che tu sia davvero disposto a colpire.
di Massimo Basile
La Repubblica, 15 marzo 2026 Dal ritorno alla Casa Bianca, Trump ha spinto per l’aumento delle esecuzioni, scelta che ha generato entusiasmo nella base Maga. In Florida, il governatore ha firmato una legge che porta il nome del presidente americano e che impone la condanna per gli immigrati illegali che commettono omicidi. La pena di morte è considerata generalmente la punizione estrema per i peggiori criminali. Ma negli Stati Uniti le cose stanno andando in modo diverso. Le persone che vengono giustiziate risultano in maggioranza povere o con problemi mentali, oppure non si sono potute permettere buoni avvocati. E molte hanno un reato in comune: sono accusate di aver ucciso un bianco.
di Domenico Quirico
La Stampa, 15 marzo 2026 Così la guerra contro l’Iran rischia di diventare l’ennesimo conflitto che gli Usa non riescono a vincere. Sono passate soltanto due settimane, le missioni sui cieli dell’Iran proseguono “vittoriosamente” eppure... Dapprima è soltanto una parolina sussurrata all’orecchio da pochi analisti preoccupati di apparire dei menagramo. Poi, se la guerra continua, inizierà a farsi strada negli articoli, nei talk show, nei saggi degli analisti, fino ad approdare nelle cene e nei bar: per caso gli Stati Uniti non stanno forse perdendo l’ennesima guerra?
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DOCUMENTI
Articolo. "La posta in gioco più alta nel referendum costituzionale", di Michele Panzavolta
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 marzo 2026)
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Incontro-dibattito. "Lavoro e teatro per rieducare il detenuto" (Sottomarina-VE, 20 marzo 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
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