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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 14 marzo 2026
CARCERI
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 14 marzo 2026 La violenza di dieci agenti nei confronti di tredici ragazzini, tutti stranieri, nel carcere minorile di Casal del Marmo ha un rancido sapore razzista. L’esposto presentato da Antigone ha dato avvio alle indagini. La tortura nelle carceri esiste. Ferrara, San Gimignano, Torino sono i luoghi delle prime condanne. A Santa Maria Capua Vetere è in corso il più grande processo per tortura in Europa. Si è vicini alla sentenza per le violenze di polizia nel carcere di Monza. Ci sono voluti ben sette anni. Una fatica enorme. La tortura non risparmia neanche le carceri minorili. Dopo quanto visto al Beccaria di Milano, anche Roma è teatro di presunte torture e violenze brutali. La tortura è una questione di sistema, si annida dove alberga e fiorisce lo spirito di corpo.
agensir.it, 14 marzo 2026 “Sono più di 20.000 i detenuti con problemi di tossicodipendenza o di dipendenza generale, secondo l’ultima rilevazione statistica del dicembre 2025, Il 32% del totale, un dato in crescita progressiva”. Lo ha detto Ernesto Napolillo, direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria), partecipando al convegno “Oltre la pena: sicurezza, salute e valore Sociale. Un nuovo protocollo per il detenuto con Oud (Opioid Use Disorder)” organizzato dal centro di ricerca interdipartimentale sui sistemi sociali e penali dell’Università Lumsa, Das - Diritto alla speranza. A fronte di questi numeri, “il primo dato sconfortante è che su 190 istituti”, ha spiegato, “in Italia ci sono 152 SerD (Servizio per le dipendenze)”.
di Cesare Burdese
L’Unità, 14 marzo 2026 Avvolta dalla nebbia, lo scorso 21 febbraio, una delegazione di Nessuno tocchi Caino ha visitato la Casa di Reclusione “San Michele” di Alessandria, un istituto interamente destinato al regime del 41-bis, nel quadro della riorganizzazione complessiva del circuito nazionale in atto. L’ispezione non ha fornito nuovi elementi rispetto a quanto già noto: non è stato consentito l’accesso alle sezioni speciali, ufficialmente a causa dei lavori in corso e, verosimilmente, anche per motivi di “sicurezza nazionale”. È stato tuttavia possibile cogliere un segno tangibile della disumanità che anche in quel carcere caratterizzerà i nuovi spazi detentivi: le schermature inclinate, installate alle finestre dei padiglioni detentivi, per evitare qualsiasi comunicazione o contatto, tanto all’interno quanto con l’esterno, di quanti vi saranno ristretti. Quelle lastre appaiono come lapidi di un colombario cimiteriale ed evocano il carcere “cimitero dei vivi” denunciato alla Camera dei Deputati nel 1904 da Filippo Turati.
di Giovanni Innamorati
Il Manifesto, 14 marzo 2026 Manca il “requisito d’urgenza”. Il decreto viene respinto all’unanimità dal comitato per la legislazione. Il parere è arrivato sotto la presidenza della leghista Daisy Pirovano. Il decreto sicurezza, all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato, manca dei requisiti di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione. Ad affermarlo non sono le opposizioni ma l’intero arco parlamentare, centrodestra compreso. L’impegnativa affermazione è infatti contenuta nel parere del Comitato per la legislazione del Senato approvato all’unanimità. Si tratta di un organo paritetico, composto da quattro senatori della maggioranza e altrettanti delle minoranze, che “si esprime sulla valutazione d’impatto e sulla qualità dei testi”, e in particolare dei decreti del governo. Questa volta, nel suo parere, oltre a stroncare il decreto sul piano della chiarezza delle norme contenute, ha anche espresso un giudizio sull’assenza dei requisiti costituzionali.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 marzo 2026 Magistratura democratica si è riunita a Roma per il XXV Congresso “Proteggere la Costituzione per proteggere il futuro”. Dopo una campagna referendaria affrontata dall’Anm come opposizione politica al governo, il gruppo associativo sceglie di tenere i toni bassi per rispettare l’invito del Presidente Mattarella, non scatenare polemiche, non esasperare la divisione nel Paese, lacerato dalla battaglia sul voto, lasciare ai partiti lo scontro nel rush finale, pensare al 24 marzo quando bisognerà ricomporre quella divisione. Una scelta tattica ma anche istituzionale. Ad aprire i lavori il Segretario Stefano Musolino.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 marzo 2026 È morto a 94 anni l’ex 007. Arrestato nel 1992, la sua vicenda rimane il simbolo del concorso esterno retroattivo e di un’epoca di veleni palermitani mai del tutto chiariti. Bruno Contrada è morto a 94 anni. Gli ultimi anni erano stati pesanti: quasi cieco, la respirazione ridotta a un filo, il corpo che cedeva giorno dopo giorno. Eppure, finché le forze glielo avevano permesso, aveva continuato a raccontare. A chiunque volesse ascoltarlo. La sua storia, quella che lui riteneva vera, l’unica che gli sembrava doveroso lasciare agli altri prima di andarsene. Adesso che non c’è più, il destino del suo nome è già scritto: verrà ricordato come un uomo oscuro, uno dei volti della zona grigia in cui Stato e mafia si sarebbero intrecciati.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 marzo 2026 Nessun uomo è le sentenze che lo riguardano. Vale per tutti. Anche per Bruno Contrada, morto giovedì sera a Palermo all’età di 94 anni. “Super poliziotto” dall’enorme carriera, quando venne arrestato, alle 7 del mattino della vigilia di Natale del 1992, era terzo dirigente del Sisde. L’ordine di cattura, firmato dal capo della procura palermitana Gian Carlo Caselli, parlava di un reato che (forse) allora ancora non esisteva: concorso esterno in associazione mafiosa. Un dettaglio - l’estensione dell’articolo 416 del codice penale - che poi sarà decisivo nella sua lunga e contraddittoria vicenda giudiziaria, finita con una differenza enorme tra i giudizi di merito e quelli di legittimità, anche in virtù delle due posizioni opposte assunte nel tempo dai giudici italiani e da quelli europei.
di Piero Gaeta
Gazzetta del Sud, 14 marzo 2026 La nuova provveditrice regionale incontrerà presto il procuratore Curcio per affrontare il problema della massima sicurezza dopo l’ultima inchiesta della Dda. È necessaria un’alleanza tra le Istituzioni. Dallo scorso novembre Lucia Castellano è la provveditrice regionale dell’amministrazione penitenziaria della Calabria. Un’esperienza di lungo corso maturata in giro per l’Italia, la pone nelle condizioni di affrontare al meglio i problemi delle carceri calabresi anche alla luce dell’ultima inchiesta della Dda di Catanzaro. “Quello dell’alta sicurezza è un problema con cui dobbiamo confrontarci - afferma la provveditrice.
di Francesco Esposito
fanpage.it, 14 marzo 2026 Le violenze nei confronti dei minori del carcere di Casal del Marmo sono avvenute in un clima di tensione segnalato già mesi prima dalla garante Valentina Calderone. La vicenda riporta l’attenzione sulle difficoltà del sistema penitenziario romano, tra sovraffollamento, carenza di personale e servizi insufficienti. “Ragazzi che subivano violenze reiterate. Il clima era quello da molto tempo”. Così la garante dei detenuti di Roma Capitale, Valentina Calderone, descrive a Fanpage.it ciò che aveva raccolto la scorsa estate durante le visite all’istituto penale minorile di Casal del Marmo.
sassaritoday.it, 14 marzo 2026 I numeri ufficiale del ministero della Giustizia dicono che a Bancali ci sono 114 detenuti in più della capienza massima. 92 sono in regime 41bis. La Casa circondariale “Giovanni Bacchiddu”, nella borgata di Bancali, a Sassari, è stata aperta nel 2013, mandano in pensione il carcere ottocentesco di San Sebastiano, situato in via Roma, al centro della città. La nuova struttura, annunciata come un modello di carcere moderno, è stata costruita in un punto volutamente isolato, nelle campagne della Nurra, raggiungibile in auto o in bus. Da sempre soffre di carenza di agenti in servizio e di sovraffollamento.
di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 14 marzo 2026 Una seconda vita possibile. Una chance dopo la cella, non solo teoria ma sbocco credibile, concreto. Chi vuole, chi lo desidera davvero, ha la possibilità di costruirsi un futuro con le proprie mani. Lo hanno ribadito ieri mattina i vertici degli uffici giudiziari napoletani, ma anche i leader del mondo produttivo. Aula Arengario del Palazzo di giustizia di Napoli, c’è un piano fortemente voluto dal presidente di Corte di appello di Napoli Maria Rosaria Covelli, dal prefetto di Napoli e dal presidente uscente dell’Unione industriali Costanzo Jannotti Pecci: un piano che punta a garantire la formazione e la specializzazione dei detenuti che stanno scontando una pena, ma che accettano di interagire con programmi formativi.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 14 marzo 2026 Con “Secondo Atto” per la prima volta gli istituti penitenziari si sfideranno. Gli spettacoli ospitati in città per assottigliare la distanza fra dentro e fuori. La presentazione in municipio a Monza della speciale rassegna teatrale “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze sul palco nate negli istituti penitenziari. A Monza il sipario si alza su un palcoscenico insolito, dove la distanza tra dentro e fuori si assottiglia fino quasi a scomparire. È “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze teatrali nate negli istituti penitenziari.
filleaumbria.it, 14 marzo 2026 Prosegue il percorso di formazione e inclusione sociale promosso da Formedil Perugia all’interno del Complesso penitenziario Capanne di Perugia, nell’ambito del Protocollo di intesa sottoscritto nel maggio 2024 tra l’Istituto Penitenziario, l’Udepe e le Parti sociali del settore delle costruzioni, Ance Umbria, Cna Umbria, Confartigianato imprese Umbria, Lega Coop Produzione e Servizi, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria. Dopo i primi progetti formativi realizzati nelle sezioni maschile e femminile dell’istituto, oggi prenderà il via il progetto “Ricomporre il domani. Laboratorio permanente di arte musiva e integrazione sociale”, realizzato da Formedil Perugia con il sostegno della Fondazione Perugia.
cagliaritoday.it, 14 marzo 2026 A Uta parte un innovativo percorso formativo per oltre 30 professionisti: agenti penitenziari, équipe Asl e funzionari pedagogici imparano a collaborare meglio attraverso il linguaggio teatrale. Anche il teatro diventa strumento di formazione all’interno della casa circondariale di Uta. Da lunedì prossimo prende il via il percorso “Costruire Relazioni e Comunicazioni efficaci”, rivolto a più di 30 operatori che ogni giorno lavorano nel contesto penitenziario: agenti di Polizia Penitenziaria, componenti dell’équipe multidisciplinare, funzionari giuridico-pedagogici e operatori sanitari Asl.
di Rita Delle Noci*
Gazzetta di Modena, 14 marzo 2026 Salvatore Sofia: “Così i detenuti diventano attori, la recitazione rompe il “corto circuito” e la routine che vivono”. Con questa parola, “utopia”, Salvatore Sofia, responsabile della comunicazione e curatore della scrittura dei progetti del Teatro dei Venti, racconta un’esperienza che da vent’anni intreccia creazione artistica e carcere e che oggi rappresenta un vero presidio in cui la parola “professionismo” non è una concessione retorica ma un obiettivo quotidiano nel quale i detenuti diventano attori. “Questo non è un laboratorio sociale”, afferma, “è teatro a 360 gradi. Non esiste un teatro, e poi, un teatro in carcere. Gli spettacoli con i detenuti sono diventati centrali nella nostra produzione”.
sienanews.it, 14 marzo 2026 Una sala gremita, tante autorità ma anche moltissimi cittadini. L’Enoteca Italiana di Siena, nella serata di ieri - 12 marzo 2026 - ha ospitato la prima uscita pubblica dei CellaMusica, la band nata all’interno della casa circondariale di Santo Spirito, che ha presentato il suo primo album “InnocentEvasione”. Un progetto che unisce detenuti, agenti della polizia penitenziaria e volontari, dimostrando come la musica possa diventare uno strumento concreto di relazione, crescita e reinserimento sociale. Il percorso è nato all’interno del carcere grazie al lavoro della Libera Università del Teatro (Lut) e al coinvolgimento di numerosi soggetti del territorio.
di Lisa Ginzburg
Avvenire, 14 marzo 2026 Il caso di Alaa Faraj, arrivato in Italia nel 2015 e condannato come scafista: nel libro “Perché ero un ragazzo” il racconto di viaggio, processo e carcere. Un “mostruoso ingranaggio”, ovvero una sequenza giudiziaria in modo pazzesco ingiusta e approssimativa, ha condotto alla condanna definitiva per Alaa Faraj e due suoi compagni. All’arrivo in Italia dalla Libia, nel 2015, i tre vennero condannati come scafisti, per favoreggiamento di immigrazione clandestina e omicidio plurimo (nella stiva del barcone, al momento dello sbarco a Catania, erano state trovate quarantanove persone morte per asfissia). Trent’anni di prigione, questa la sentenza definitiva convalidata nel 2021.
AFFARI SOCIALI
di Matteo Lancini
La Stampa, 14 marzo 2026 La relazione tra minori e giustizia è in questo periodo al centro del dibattito italiano. Numerosi fatti di cronaca richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica. Dall’ormai stracitata e strattonata vicenda dei genitori del bosco, alle iniziative volte a prevenire la violenza armata giovanile, all’indagine sui pestaggi e le aggressioni che sarebbero avvenute all’interno del carcere minorile di Casal Del Marmo. In tutto questo, molti politici che hanno voluto e sostenuto il decreto Caivano, ovvero il decreto legge del novembre 2023 che ha previsto un inasprimento delle sanzioni per i genitori inadempienti anche rispetto alla mancata frequentazione della scuola da parte dei loro figli, si dichiarano sconvolti dagli interventi della magistratura minorile nei riguardi dei genitori che vivono nel bosco.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 14 marzo 2026 Il Sì della commissione Libe al nuovo regolamento rimpatri e il voto dell’Europarlamento sulla nozione di “paese sicuro”, non sono incidenti di percorso. Dimostrano che sulle politiche sull’immigrazione la maggioranza Ursula non c’è più. Ne è nata una nuova attorno ai movimenti dell’estrema destra. Il 9 marzo 2026 la Commissione LIBE del Parlamento Europeo ha adottato a maggioranza la sua posizione sul testo di nuovo regolamento sui rimpatri di cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione Europea. L’iter legislativo era iniziato esattamente un anno fa con la proposta di regolamento presentata dalla Commissione (Com(2025) 101 final).
di Cesare Ferrari
Corriere di Torino, 14 marzo 2026 Claudio Cerrato, capogruppo Pd: “Non stiamo proponendo l’uso di sostanze. Gli sgomberi non servono se non si entra in contatto con chi è colpito dalla droga. In Francia e Svizzera l’unica misura che ha funzionato”. Pipette sterili dal comune per mettere sotto controllo l’invasione del crack nelle strade di Torino. Parte da qui Claudio Cerrato, capogruppo Pd in Consiglio comunale, alla conferenza stampa convocata che illustra la proposta di mozione “L’insicurezza: due fattori chiave, dipendenza da crack e reiterazione dei reati. Un approccio integrato di salute pubblica e inclusione sociale”.
di Paolo M. Alfieri
Avvenire, 14 marzo 2026 I rischi dell’intelligenza artificiale militare. La guerra in Iran è già un conflitto in cui siamo chiamati a decidere quanto potere siamo davvero disposti a delegare alle macchine. E, soprattutto, chi ha il diritto di porre a quel potere dei limiti. Nell’anno 2026 la guerra, da confronto di eserciti e strategie, è diventata un laboratorio tecnologico in cui l’intelligenza artificiale ridisegna tempi, responsabilità e rischi del conflitto. Dall’Ucraina all’Iran, passando per Gaza, l’IA è ormai parte integrante delle operazioni militari: analizza flussi di dati, individua bersagli, anticipa movimenti nemici e suggerisce scenari operativi. Orienta chi spara e quanto sparare, diventando un fattore strategico. E questo basta a cambiare tutto.
di Francesco Vignarca*
Avvenire, 14 marzo 2026 I sistemi bellici governati dall’intelligenza artificiale, all’opera nel teatro di guerra iraniano, pongono enormi interrogativi sulla loro incontrollabilità e sulla responsabilità di decisioni ed effetti letali. Il futuro è già scritto? Tutt’altro. E dipende anche da noi. Nel 2013, tredici anni fa, veniva lanciata la campagna internazionale “Stop Killer Robots”, coalizione globale di oltre 270 organizzazioni della società civile di cui Rete Pace Disarmo è partner attivo in Italia. L’obiettivo era, ed è, ottenere uno strumento giuridico internazionale vincolante che proibisca i sistemi d’arma letali autonomi: quelle macchine capaci di selezionare e colpire obiettivi senza un controllo umano effettivo.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 14 marzo 2026 Il presidente della Cei nella Giornata di preghiera e digiuno per la pace pronuncia un “j’accuse” durissimo. “Uccidere quelli che sono gli interlocutori con cui si deve o si dovrà negoziare” è “tradimento infame di qualsiasi regola del dialogo e del rispetto! Come si può credere dopo alla volontà di confronto?”. Il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi, nella Giornata di preghiera e digiuno per la pace voluta dai vescovi italiani, pronuncia un durissimo atto di accusa contro Usa e Israele - anche se mai citati direttamente - responsabili di aver attaccato l’Iran e ucciso la guida suprema ayatollah Ali Khamenei nel primo giorno dei bombardamenti su Teheran, lo scorso 28 febbraio.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 14 marzo 2026 Trump e Putin vittime del loro narcisismo, di chi per servilismo glielo alimenta e dell’avversione al dissenso. La guerra americana va complicandosi. Le non rare distonie tra il comandante in capo e il capo del Pentagono denunciano improvvisazione. “Abbiamo quasi finito, non ci sono più obiettivi da colpire”, ha sostenuto di recente Donald Trump, forse tentando di placare le Borse, mentre il pur fedele Pete Hegseth annunciava “gli attacchi più pesanti” sull’Iran. Gli Stati Uniti starebbero “combattendo per la libertà del popolo iraniano” aveva affermato in precedenza il presidente, mentre il suo ministro chiariva che la guerra non ha nulla a che fare con il nation building o la democrazia iraniana.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 14 marzo 2026 Se vuoi dare una veste architettonica a tutto ciò che è vietato dalle Regole di Mandela non andare nel Sudafrica dell’era coloniale e della segregazione razziale, non visitare il carcere dove il fautore di una nuova era e della riconciliazione nazionale ha passato trent’anni della sua vita. Vai in America, quella della nuova frontiera e del sogno di una vita migliore, vai in Colorado, nella contea di Fremont, e visita il carcere di Florence. Lì, in un paesaggio deserto e aspro, il “genio civile” della certezza della pena ha architettato, fondato, attrezzato e allestito la struttura perfetta per isolare, deprivare dei sensi fondamentali, annichilire l’essere umano.
di Eliana Riva
Il Manifesto, 14 marzo 2026 Stuprarono un prigioniero palestinese riducendolo in fin di vita. Il video fece il giro del mondo, l’unica a pagare fu la “gola profonda”. Li ha definiti “eroici combattenti” i cinque militari ripresi mentre abusavano di un prigioniero palestinese bendato e ammanettato. Benyamin Netanyahu ha interpretato la notizia dell’archiviazione del caso come una vittoria dell’intero Paese, del bene che trionfa sul male. Eppure, quel filmato lo abbiamo visto tutti e abbiamo letto l’esito raccapricciante del referto medico della vittima. Non conosciamo neanche il suo nome: dieci giorni dopo il ricovero e l’operazione chirurgica l’esercito lo aveva già rispedito nella grotta degli orrori di Sde Teiman. Poco dopo lo ha deportato a Gaza, disfacendosene arbitrariamente, proprio come quando lo hanno sequestrato, insieme a migliaia di altri, senza accusa.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
Articolo. "Giustizia riparativa… anche senza vittima", di Mario Pavone
Articolo. "Separazione delle carriere e indipendenza cognitiva del giudice", di Glauco Giostra
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 16 al 22 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Lavoro e teatro per rieducare il detenuto" (Sottomarina-VE, 20 marzo 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CONCORSI E PREMI