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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 16 maggio 2026
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 maggio 2026 Secondo la cabina di regia di Palazzo Chigi, sarebbero 800 i posti letto in più dall’inizio dell’anno. Ma i dati di via Arenula li smentiscono. Rispetto al luglio 2025, quando il progetto venne approvato dal governo, i letti disponibili sono addirittura diminuiti. Dall’inizio dell’anno sono stati recuperati 280 posti. Il sovraffollamento, come scriveva il coordinatore nazionale dell’osservatorio Antigone Alessio Scandurra in uno degli ultimi rapporti, non crea solo un problema di restrizione degli spazi vitali per i detenuti ma incide sulla sempre più ridotta disponibilità di tutte le altre risorse di cui è fatto il carcere. Eppure il governo Meloni non demorde nell’obiettivo di costruire nuove strutture detentive - un affare nel settore delle opere pubbliche ma un vicolo cieco nella soluzione dei problemi penitenziari - anche se i risultati scarseggiano.
di Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
camerepenali.it, 16 maggio 2026 Il Coordinamento dei Dirigenti penitenziari denuncia, con toni sarcastici ma drammaticamente eloquenti, una realtà che da tempo il Paese finge di non vedere: un sistema penitenziario al collasso, nel quale il sovraffollamento, la privazione della dignità umana e l’assenza di qualsiasi seria prospettiva trattamentale sono ormai divenuti normalità.
di Nicola Boscoletto
vaticannews.va, 16 maggio 2026 Dal 29 aprile al 2 maggio 2026 si è svolto ad Assisi il Convegno Nazionale dei Cappellani e degli Operatori della Pastorale Penitenziaria sul tema: “…perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gn 2,15) - Lavoro, accoglienza e servizio”. Pubblichiamo una riflessione di Nicola Boscoletto, socio fondatore della Cooperativa sociale Giotto. Ho avuto l’onore di essere invitato a portare il nostro punto di vista sul tema del lavoro a partire dai 36 anni di esperienza in trincea come Giotto cooperativa sociale. Ancora una volta è stato più quello che ho avuto modo di imparare rispetto a quello che potevo offrire. Tralascio i molteplici qualificati interventi e relativi contributi che verranno presto offerti a tutti e mi soffermo su due aspetti che ritengo un’emergenza su cui non si può più tergiversare: il primo aspetto riguarda l’emergenza educativa ed il secondo la necessità di una condivisione reale.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 16 maggio 2026 Sono 24 in Italia i bambini che si trovano con le mamme negli istituti penitenziari, negli istituti a custodia attenuata per madri o nelle case famiglia protette. Sandro Libianchi, medico, presidente dell’associazione Conosci: “Particolarmente vivaci e aggressivi o molto inibiti, sono questi i profili che descrivono la maggior parte dei bambini che vivono in carcere con le madri”. Daniele Novara, pedagogista: “Se ci fosse la tentazione di pensare che il carcere sia una condizione adatta ai bambini, sarebbe un grandissimo equivoco”.
di Michele Gravino
La Repubblica, 16 maggio 2026 Compie 40 anni il regime carcerario speciale. Che prevede un rigido controllo anche su libri e cd che possono arrivare ai detenuti. Da fuori, o dalla Street View di Google, tutte le carceri sembrano più o meno uguali, almeno a noi che abbiamo la fortuna di non conoscerle anche da dentro. Questa qui sopra è la Casa circondariale di Bancali, a Sassari. È una di quelle che ospitano (che verbo incongruo) i detenuti al 41 bis. In un articolo sul Venerdì di questa settimana Alessandra Ziniti fa il punto su questo regime carcerario introdotto nel 1986, quarant’anni fa, che prevede “detenzione in celle singole separate a massima sorveglianza, luci quasi sempre accese, niente spazi comuni, un’ora di colloquio al mese con i familiari senza alcuna possibilità di contatto fisico, una telefonata registrata di dieci minuti al mese” eccetera.
di Federico Capurso
La Stampa, 16 maggio 2026 Riunione di maggioranza dopo le amministrative. Tra gli obiettivi anche la prescrizione. La fase due di Forza Italia, imposta da Marina Berlusconi, inizia a mostrare i primi segni di vitalità. Non c’è solo la battaglia sulla riforma dei taxi. Da alcuni giorni gli azzurri si muovono sottotraccia per ridare impulso alla legge sul fine vita. Allo stesso modo vogliono convincere gli alleati che la sconfitta al referendum non significa la morte di tutti i loro progetti in materia di giustizia: ci sono proposte ferme in Parlamento, che “devono essere approvate”, sostengono i vertici di Forza Italia. E altre vanno messe in cantiere, come una legge sulla responsabilità civile dei magistrati.
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 maggio 2026 Le nuove linee guida sulla comunicazione dei magistrati puntano a tutelare non solo la presunzione d’innocenza ma anche la reputazione delle persone coinvolte nelle inchieste. Stretta su conferenze stampa, fughe di notizie e narrazioni colpevoliste. Il caso Garlasco ha mostrato plasticamente ciò che al Csm ormai considerano un problema strutturale: nell’ecosistema digitale l’indagine preliminare rischia di trasformarsi in una condanna reputazionale permanente. Perché ormai la cronaca giudiziaria non è più soltanto informazione: è un consumo continuo di accuse, anticipazioni e atti segreti offerti al pubblico in tempo reale.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Riformista, 16 maggio 2026 La fuga di notizie non è più una patologia del sistema giudiziario italiano ma la prassi. Ogni volta che un’inchiesta assume rilievo mediatico, il copione si ripete: atti coperti dal segreto finiscono sui giornali, informative investigative circolano integralmente online, intercettazioni e verbali diventano materiale da talk show e social network. Rimase celebre la fuga di atti relativa alla maxi inchiesta Consip della Procura di Napoli: un’intera informativa, completa di allegati, finì nelle redazioni dei principali quotidiani del Paese. Una fuga “di proporzioni mai viste”, disse Giovanni Legnini, allora vicepresidente del Csm.
di Ginevra Leganza
Il Foglio, 16 maggio 2026 “Se affermiamo il principio generale, per il quale le conversazioni tra avvocato e cliente non debbano essere trasmesse, giacché privatissime, la protesta è giusta. Dopodiché la domanda da porsi è come sia possibile che conversazioni tecnicamente inutilizzabili vengano fatte circolare a distanza di anni”. Intervistato dal Foglio, Gian Domenico Caiazza, avvocato penalista e già presidente dell’Unione camere penali, individua nella divulgazione dello scambio tra Alberto Stasi e il suo avvocato Andrea Giarda l’intersezione tra due piani. Così come il problema che, dice, “è essenzialmente mediatico”.
di Stefano Giordano
Il Riformista, 16 maggio 2026 Il Panel della Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha rigettato l’istanza di rinvio presentata dal governo italiano nel caso Isaia e altri c. Italia. La sentenza della Prima Sezione del 25 settembre 2025 è definitiva. L’Italia ha perso. E ha fatto bene a perdere. Le misure di prevenzione patrimoniale permettono allo Stato di sequestrare e confiscare beni sospettati di provenienza illecita anche in assenza di condanna penale. In linea di principio, uno strumento legittimo contro la criminalità organizzata. Nella pratica, uno strumento che negli anni si è trasformato in qualcosa di inquietante: una giustizia predittiva, fondata non su ciò che si è fatto ma su ciò che si potrebbe fare, su presunzioni di pericolosità che ricordano più il Minority Report di Philip K. Dick che i princìpi di un ordinamento liberale.
di Noemi Di Leonardo
bolognatoday.it, 16 maggio 2026 Per la prima volta una delegazione di consigliere regionali PD ha effettuato visite ispettive nelle sezioni femminili: “La marginalità numerica delle detenute non può trasformarsi in marginalità nei diritti”. Spazi e diritti che sembrano declinati esclusivamente al maschile, anche dietro le sbarre. È quanto emerge dalla prima visita ispettiva condotta da una delegazione di consigliere regionali del Partito Democratico, accompagnate dall’assessora Gessica Allegni e dalle Donne Democratiche, nelle sezioni femminili degli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna, nelle carceri di Bologna, Modena e Reggio Emilia, per verificare le condizioni di vita delle donne detenute.
novaradio.info, 16 maggio 2026 “Chi deve organizzare il delicato passaggio dell’uscita dal carcere soprattutto in casi di malattia psichiatrica? Quale percorso di reinserimento sociale è stato pensato per queste persone? Non è possibile continuare a gestire l’ordinario come se fosse sempre un’emergenza”. Se lo domanda l’associazione Pantagruel, rendendo noto quel che è accaduto nelle scorse ore a Omar, nome di fantasia di un ragazzo di 26 anni con patologie psichiatriche certificate, arrestato per un tentativo di rapina e fino a pochi giorni fa, inviato prima al carcere della Dogaia dove è stato vittima di abusi sessuali, e poi trasferito nel reparto clinico carcere di Sollicciano.
di Michela Nicolussi Moro
Corriere del Veneto, 16 maggio 2026 L’ex militante di Avanguardia Nazionale dal carcere Due Palazzi: “Chiedo che la direzione sanitaria provveda rispettando le leggi in materia di silenzio-assenso”. Nel dibattito sulla necessità di arrivare anche in Italia a una legge sul fine vita (l’unica proposta firmata Forza Italia e Fratelli d’Italia dovrebbe approdare in Senato il 3 giugno) si inserisce la prima richiesta di suicidio medicalmente assistito avanzata da un detenuto. Si tratta di Paolo Bellini, condannato in via definitiva all’ergastolo perché ritenuto l’esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in cui morirono 85 persone e altre 200 rimasero ferite a causa di una bomba.
di Samuele Ciambriello*
agenzianova.com, 16 maggio 2026 Aiutare i detenuti a comprendere quali siano i loro diritti e a chi rivolgersi nel caso in cui questi non vengano rispettati: è l’obiettivo della “Guida ai diritti e ai doveri dei detenuti”, presentata questa mattina nella casa circondariale di Poggioreale di Napoli. Il volume, tradotto in tre lingue, è arrivato alla terza edizione ed è stato stampato nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi. A realizzare il testo è stata la Commissione studi sull’esecuzione della pena del Carcere Possibile Onlus, presieduta dall’avvocato Mara Esposito Gonella, con il contributo tecnico del magistrato di Sorveglianza di Napoli Maria Picardi.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 16 maggio 2026 Un’utopia che diventa realtà. Siamo all’interno della casa circondariale di Genova Marassi e loro sono Mirella Cannata e Carlo Imparato, presidente e vicepresidente dell’associazione culturale Teatro necessario. Compagni di vita e pionieri dell’unico teatro in Europa costruito all’interno di un istituto di pena ma aperto alla comunità cittadina. Lei, critica teatrale, insegnante di Storia dell’arte presso la scuola di Grafica pubblicitaria, attiva all’interno del carcere. Lui, da sempre impegnato in attività di volontariato, soprattutto in campo educativo, insegnante presso un istituto tecnico professionale genovese. Il loro sogno? La realizzazione di una struttura in legno di 360 mq, in grado di ospitare gli spettacoli della loro compagnia teatrale, per donare uno spazio alle persone ristrette e alla città di Genova.
di Jacopo Gozzi
Il Resto del Carlino, 16 maggio 2026 Nella parrocchia è stato aperto un nuovo spazio contro l’emarginazione e la fragilità “Qui si possono trovare prodotti cucinati in carcere, avviati percorsi di recupero sociale”. Nella parrocchia di Santa Rita la tavola si trasforma in uno spazio di condivisione per promuovere il reinserimento sociale delle persone detenute e di coloro che vivono in situazioni di restrizione della libertà. Nasce con questa idea lo spazio cucina di Santa Rita, che è stato inaugurato giovedì nell’ambito del progetto ‘Fuori dalle Mura’, realizzato dal Servizio Caritas con il sostegno della Fondazione di Modena e la collaborazione della parrocchia ospitante.
milanotoday.it, 16 maggio 2026 La struttura, progettata dagli studenti di architettura del Politecnico, servirà come spazio di incontro tra i reclusi e i loro figli. Una casetta in legno tutta rossa, come quelle delle fiabe, nel bel mezzo di un giardino. Sarà questo l’aspetto di Traccia di Libertà, lo spazio destinato ad accogliere gli incontri dei detenuti del carcere di Bollate con i loro familiari - e in particolare con i figli piccoli. Il progetto, nato nell’ambito del laboratorio di progettazione architettonica del Politecnico di Milano, ha visto coinvolti diversi studenti della facoltà di architettura dell’ateneo, ma anche professori, polizia penitenziaria, operatori e gli stessi detenuti.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 16 maggio 2026 Hanno vinto i Geniattori. O meglio, la compagnia di detenuti della casa circondariale di Monza guidata dalla direzione artistica dei Geniattori, con lo spettacolo Momentum. E così è accaduto che Monza ha premiato Monza, al termine di una rassegna teatrale gestita proprio dai Geniattori e da Le Crisalidi (sotto la guida di Mauro Sironi e Serena Andreani), le due realtà che si occupano di fare teatro alla casa circondariale monzese. Si è celebrata al Teatro Binario 7 la serata conclusiva di “Secondo Atto-Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze teatrali nate negli istituti penitenziari.
di Giulia Ribaudo
Il Domani, 16 maggio 2026 Il film “Nella colonia penale” mostra la vita in carcere ma rifiutando la logica di trasformarlo in spettacolo permanente, scegliendo di non mostrare quasi mai i volti dei detenuti, costringendo a vedere gli edifici come strutture impersonali che superano gli individui. “Nella colonia penale” è un film che sceglie di mostrare la vita in carcere senza mostrarci le persone che vi sono ristrette. Non ci sono quasi mai volti, confessioni, primi piani consumati dalla pena. I registi rinunciano consapevolmente a quell’estetica della reclusione che il cinema e la televisione hanno trasformato in abitudine visiva. Al posto dei corpi restano gli spazi, i rumori metallici, il lavoro ripetuto, gli animali, il paesaggio dell’Asinara battuto dal vento. Restano cancelli, muri, telecamere, attese. Restano soprattutto le architetture del controllo.
di Giuseppe Muolo
Avvenire, 16 maggio 2026 Per la prima volta dopo molti anni in Italia, uno spettacolo di una compagnia di carcerati è stato portato fuori da un istituto penitenziario, alla Lumsa. Il racconto della rappresentazione. abriè sei libero!”. Ma Gabriele non ci crede. È chino su una scrivania. In mano ha una penna. Sta scrivendo una lettera. È il suo modo per sognare. “Non mi prendere in giro”, risponde scocciato. Non si sforza nemmeno di guardarlo negli occhi, il suo compagno di cella. Sarà per forza uno scherzo. Dietro, si intravedono i loro letti, ricoperti da vecchi plaid che sembrano stracci. I materassi hanno la stessa consistenza di una sottiletta. “Gabriè sei libero!”, ripete R. con la voce squillante, di chi non riesce a contenere l’emozione.
di Gabriele Vecchione*
Il Domani, 16 maggio 2026 Tutti erano contenti della visita di Leone XIV alla Sapienza. Tutti tranne il detenuto iscritto all’università che sarebbe dovuto essere presente ma al quale non è arrivata l’autorizzazione per l’uscita. Non è chiaro esattamente cosa sia successo, però è evidente una cosa: oggi il carcere funziona come un enorme meccanismo di rimozione collettiva. Tutti contenti per la visita pastorale del papa alla Sapienza. Tranne uno. Contenti gli studenti che in aula magna hanno sentito dirsi da Leone XIV parole che profumano di paternità: “Il malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di quel che abbiamo, né una materia casualmente assemblata di un cosmo muto. Noi siamo un desiderio, non un algoritmo!”.
AFFARI SOCIALI
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 16 maggio 2026 Pubblico delle grandi occasioni nello spazio del Dubbio, del Consiglio nazionale forense e della Fondazione dell’avvocatura italiana al Salone del libro di Torino, nel centralissimo padiglione Oval. Centinaia di persone hanno partecipato ieri agli incontri che hanno come filo conduttore il titolo della kermesse torinese “Il mondo salvato dai ragazzini”, mutuato dall’omonimo libro di Elsa Morante. Infanzia e gioventù richiedono massima considerazione nell’attuale contesto, caratterizzato da una miriade di stimoli offerti soprattutto dalle piattaforme social.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 16 maggio 2026 Il Tribunale di Trento ha emesso il 6 maggio 2026 una pronuncia destinata a fare rumore ben oltre i confini del Trentino. Quattro fratelli siriani (nati a Damasco, cresciuti a Trento dal 2018) si sono visti riconoscere la cittadinanza italiana che il Comune aveva negato loro in base a una circolare ministeriale. Il padre, rifugiato naturalizzato, era morto prima della sentenza. Il giudice Benedetto Sieff ha riconosciuto ugualmente la cittadinanza ai figli.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 16 maggio 2026 I 46 Stati membri del Consiglio d’Europa - organizzazione con sede a Strasburgo, distinta dall’Ue, da cui dipende la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) - hanno approvato a Chisinau, in Moldavia, una dichiarazione politica sulla migrazione. Il documento è stato adottato dal comitato dei ministri del CdE con l’intento esplicito di abbassare le tutele nei confronti dei migranti, di cui gli stati nazionali, si legge, “hanno l’innegabile diritto sovrano di controllare l’ingresso e il soggiorno”.
di Paolo Lepri
Corriere della Sera, 16 maggio 2026 Almeno 82,2 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e vivere in condizioni precarie a causa di conflitti e catastrofi naturali. “Gli sfollati interni rappresentano il “punto cieco” delle crisi umanitarie perché sono ancora più dei rifugiati”, dice Xiao-Fen Hernan, canadese, dirigente dell’Internal Displacement Monitoring Centre (Idmc), l’istituto di ricerca creato dall’organizzazione non governativa indipendente Norwegian Refugee Council che si occupa di fornire protezione e assistenza ai profughi nel mondo. “Il loro numero - aggiunge - è raddoppiato nell’ultimo decennio”.
di Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 16 maggio 2026 Il centro di detenzione per migranti, voluto da Trump e tristemente noto per le sue condizioni degradanti potrebbe cessare di funzionare il mese prossimo, secondo quanto riportano i media Usa. Il centro di detenzione per migranti sinistramente noto come “Alligator Alcatraz”, aperto da Donald Trump in Florida, potrebbe chiudere il mese prossimo. La notizia, benché non abbia ancora avuto conferme ufficiali, è stata riportata da numerosi media americani tra cui il New York Times e la Cnn. Il dietrofront sarebbe stato causato non dalle proteste e dai ricorsi delle associazioni per i diritti - che da tempo denunciano le disumane condizioni in cui vivono i detenuti - ma dagli esorbitanti costi di gestione della struttura.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 14 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 18 al 24 maggio 2026
Convegno. "Pena e opinione pubblica: gli attori del populismo penale" (Roma, 21 maggio 2026)
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI