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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 14 maggio 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 maggio 2026 Sessantaduemila detenuti in carceri che ne potrebbero contenere quarantottomila. Il conto è questo, non è nuovo, e il governo lo sa da quando si è insediato. In tutta questa legislatura non è stata approvata nessuna misura strutturale per ridurre i flussi in entrata, non è stato ampliato l’accesso alle misure alternative, non si è intervenuti sulla custodia cautelare che continua a riempire le celle di persone non ancora condannate. Quello che rimane, l’unica risposta concreta messa sul tavolo, è il programma del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio, che sei giorni fa ha portato il suo piano davanti alla Commissione Giustizia della Camera. Quattrocento cinquantadue milioni di euro, oltre 6.000 nuovi posti detentivi da realizzare entro il 2027. Una risposta parziale a un’emergenza che il governo stesso ha contribuito ad aggravare, creando nuovi reati a ogni fatto di cronaca e ignorando sistematicamente le soluzioni che non richiedono mattoni.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 maggio 2026 Il Governo corregge il provvedimento: sì alla semi residenzialità. In caso di mancato compimento il percorso potrà essere ripetuto. Si allarga il perimetro dei reati interessati, si apre alla semiresidenzialità, si ammette la fruizione reiterata. Il Governo modifica il disegno di legge sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti, in discussione al Senato in commissione Giustizia, e incontra un sostanziale favore dalle opposizioni. Che si tratti di misure che non devono essere ascritte a uno schieramento politico, peraltro, è lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, titolare della delega in materia di politiche antidroga, nei suoi interventi in commissione.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 14 maggio 2026 Il ministro della Giustizia convocherà la settimana prossima una conferenza stampa per annunciare il piano: pronta una lista di detenuti senza fissa dimora e in condizioni di fragilità, potranno fare richiesta di essere collocati in strutture di accoglienza. “Con il sovraffollamento a questi livelli qualcosa va fatta subito”. È partita da questo ragionamento l’accelerazione che dovrebbe portare a far uscire dal carcere qualche migliaio di detenuti, per destinarli agli arresti domiciliari in comunità, parrocchie o strutture dedicate. L’obiettivo, spiegano fonti del ministero a HuffPost, è far uscire 5mila persone “entro l’estate”. Quindi nel giro di poche settimane. Come anticipato da Repubblica, la svolta sarà annunciata a breve.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 maggio 2026 Modifiche al nuovo ddl che cambia la legge sulle droghe e il regime domiciliare. Saranno comunità “accreditate” al Ssn, e non solo “autorizzate”, le strutture residenziali e semi residenziali nelle quali detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti “accertati” potranno scontare - a specifiche condizioni - la detenzione domiciliare. È solo una delle correzioni contenute nell’emendamento governativo depositato lunedì sera in commissione Giustizia del Senato, dove dal dicembre scorso è in esame il nuovo ddl Nordio che nelle intenzioni del ministro servirà a decongestionare il sovraffollamento carcerario e a dare un’occasione di “recupero” alle persone con dipendenza. Il provvedimento sulla “detenzione differenziata” è “in fase molto avanzata”, ha assicurato il guardasigilli ieri nel corso di un convegno dedicato al supporto psicologico per la Polizia penitenziaria. E in effetti il termine per la presentazione degli emendamenti al testo riscritto dallo stesso governo è fissato per lunedì.
di Errico Novi
Il Dubbio, 14 maggio 2026 Della legge sui detenuti con tossicodipendenze si sapeva poco. Era stata incardinata a Palazzo Madama lo scorso settembre. Ed è un ddl governativo, firmato da Carlo Nordio e dal titolare della Salute, Orazio Schillaci. Sarebbe un provvedimento di un certo peso, considerato che, se effettivamente attuato, consentirebbe di portar fuori dagli istituti di pena oltre 10mila reclusi, il che farebbe tornare le cifre folli della popolazione detenuta ben sotto l’attuale quota di 64.400, record mostruoso che prefigura nuove censure europee. Eppure solo ora l’Esecutivo inizia a parlarne in modo convinto. Lo ha fatto ieri il guardasigilli, che a un convegno sul personale penitenziario ha confermato l’indiscrezione riferita da Repubblica, secondo cui il governo avrebbe messo il turbo sul dossier: “Riguardo al sovraffollamento, siamo già in fase molto avanzata per alcuni provvedimenti, che potremmo chiamare di detenzione differenziata”.
di Angela Stella
L’Unità, 14 maggio 2026 Con 64.400 presenze a fronte di 51mila posti, a via Arenula iniziano a capire che qualcosa va fatto anche per scongiurare il rischio di una nuova condanna Cedu. Il ministro: “Non clemenza indiscriminata, ma detenzione differenziata”. Il Governo tenta di ricorrere ai ripari contro l’overcrowding carcerario. La situazione è ormai insostenibile e con l’avvicinarsi dell’estate si farà sempre più critica. La popolazione detenuta ha superato infatti le 64400 presenze a fronte di 51 mila posti regolamentari. I suicidi dall’inizio dell’anno sono già 21. Proprio due giorni fa a Modena, nel carcere di Sant’Anna, un detenuto di 44 anni, in attesa del processo d’appello, si è tolto la vita e i capigruppo di maggioranza del consiglio comunale a Modena hanno parlato di “sistema ormai al collasso”. Sono intervenuti anche i parlamentari modenesi del Pd, sottolineando a loro volta il caso del consiglio comunale mai svoltosi al Sant’Anna, a causa della richiesta rigettata da parte del Dap.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 maggio 2026 Garanti, magistrati e avvocati penalisti contro la bozza Nordio che svuota il ruolo dei direttori e attua la militarizzazione. C’è una bozza di decreto ministeriale che circola nei corridoi del Ministero della Giustizia e che, se approvata così com’è, cambierebbe in profondità l’architettura del sistema penitenziario italiano. Non è ancora legge, ma è già abbastanza concreta da aver scatenato una levata di scudi trasversale: dirigenti penitenziari, magistratura ordinaria, Unione delle Camere Penali e, ora, l’intera Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale. Il portavoce della Conferenza, Samuele Ciambriello, anche Garante della Regione Campania, non usa giri di parole: “La bozza di decreto ministeriale che sta circolando non è un semplice aggiustamento di uffici, ma è il tentativo maldestro di realizzare un disegno contrario alla nostra Carta Costituzionale”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 14 maggio 2026 A sei mesi dalla circolare che ha centralizzato le autorizzazioni per tutte le attività di carattere educativo, culturale e ricreativo, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dà nuove disposizioni. Si presentano gli esiti del monitoraggio, si lancia un percorso per valorizzare le iniziative virtuose e si restituisce ai provveditori regionali un ruolo centrale nel coordinamento delle attività. Giulia Casarin, vicepresidente Legacoopsociali con delega al carcere: “Monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche sono fondamentali, ma se non si coinvolgono gli attori che realizzano queste attività si rischia una narrazione unilaterale”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 maggio 2026 Assistere al processo accanto al proprio difensore senza indossare le manette: è questo l’obiettivo prefissato dal disegno di legge a prima firma del senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, incardinato due giorni fa nella commissione Giustizia di Palazzo Madama. Con l’articolo 1 si andrebbe a modificare dunque l’articolo 474 cpp prevedendo l’assenza di ceppi ai polsi, “salvo che sussista un concreto pericolo di fuga o di violenza che ne motivi l’applicazione”. Con l’articolo 2 invece si metterebbe mano all’articolo 146 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale per specificare che “qualora si ravvisi un pericolo di fuga o di atti di violenza, il giudice può con ordinanza motivata disporre l’adozione di specifiche misure per prevenirli, in ogni caso diverse dall’uso delle manette ai polsi o di altri strumenti coercitivi quali celle o perimetrazioni coercitive diverse da quelle derivanti dagli ordinari presidi di sicurezza approntati per garantire l’incolumità e il normale svolgimento del processo”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 14 maggio 2026 “Non capisco come sia stato possibile condannare Stasi. Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come può esserlo dopo due assoluzioni, in Assise e in Appello? La legge va cambiata”. Carlo Nordio rilancia così una riforma più volte fallita: l’inappellabilità delle assoluzioni. Il ministro parla di una “situazione paradossale” in cui “una persona assolta in primo e secondo grado può, senza nuove prove, essere infine condannata”. Nel caso Stasi, va detto, l’appello bis si basò su un’istruttoria rinnovata che cambiò le sorti del processo, “con tre perizie e decine di nuove audizioni, non una semplice rilettura degli atti”, ha sottolineato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 14 maggio 2026 Il redde rationem delle misure di prevenzione si avvicina. E, per una volta, la scelta di affidare la questione al massimo organo di giustizia europeo ha trovato concordi tutte le parti. Il 6 maggio 2026 si è appreso che il ricorso presentato dalla famiglia Cavallotti contro l’Italia è stato ufficialmente assegnato alla Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell’uomo. La decisione segna un passaggio storico per l’intero sistema delle misure di prevenzione patrimoniali e personali anche perché la sezione della Corte ha deciso di rimettere alla Grande Camera anche i ricorsi Macagnino e Marzo c/Italia, che riguardano la pericolosità generica. La conseguenza è che la decisione che verrà presa a Strasburgo riguarderà parametri convenzionali molto diversi, e soprattutto il thema decidendum riguarderà sia la pericolosità generica che quella qualificata.
di Fabio Toni
umbriaon.it, 14 maggio 2026 Il Garante Giuseppe Caforio: “Era in attesa di giudizio, con problemi di droga. Non aveva mai dato segnali di problemi psichiatrici”. Ancora una tragedia nelle carceri dell’Umbria. Un detenuto di 45 anni - originario della Tunisia - si è infatti tolto la vita nella mattina di mercoledì all’interno della casa di reclusione di Spoleto. A renderlo noto “con tristezza e rammarico”, è il garante dei detenuti per l’Umbria, Giuseppe Caforio.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 14 maggio 2026 Parlamentari, maggioranza di centrosinistra e Pd deprecano l’ennesimo tragico episodio dietro le sbarre “Il governo invece di introdurre nuovi reati affronti seriamente il degrado in cui versano le strutture”. “Un sistema al collasso, il Governo prenda provvedimenti”. Dopo l’ennesimo suicidio all’interno del carcere Sant’Anna esplode la polemica politica. È di martedì la notizia di un detenuto di 44 anni, originario di Pavullo e in attesa del processo d’appello che ha messo in atto il gesto estremo utilizzando il fornellino a gas. Ora sono in corso indagini per far luce sul dramma; contestualmente i parlamentari modenesi dem Stefano Vaccari, Enza Rando e Maria Cecilia Guerra fanno presente come il Sant’Anna detenga il drammatico primato del più alto tasso di suicidi degli ultimi tre anni”.
di Alberto Tranfa
ntr24.tv, 14 maggio 2026 Tante criticità, ma anche qualche peculiarità. È quello che emerge dalla relazione annuale sul sistema carcerario sannita illustrata dal garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nell’aula consiliare di Palazzo Mosti. Al centro della relazione i dati riguardanti la Casa Circondariale Michele Gaglione, l’Istituto Penale per i Minorenni di Airola, il lavoro svolto dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Benevento, la REMS di San Nicola Baronia e il ruolo degli Spdc, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura. Il sovraffollamento è uno dei problemi più urgenti da affrontare sia a livello locale che nazionale. Al 31 dicembre 2025 il carcere beneventano ospitava 397 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 259.
unipr.it, 14 maggio 2026 Dalle 14.30 nell’Aula Magna “Scivoletto” del Plesso Carissimi, nell’ambito di “Liberamente teatro. Un’evasione creativa”. Patrocinio e co-organizzazione dell’Ateneo. Si rifletterà sui percorsi teatrali e universitari in carcere giovedì 14 maggio a partire dalle 14.30 nell’Aula Magna “Scivoletto” del Plesso Carissimi dell’Università di Parma (borgo Carissimi 10). La cura che cura. Percorsi universitari in carcere il titolo dell’appuntamento, che ha patrocinio e co-organizzazione dell’Ateneo, nell’ambito del più ampio progetto Liberamente teatro. Un’evasione creativa. L’iniziativa è organizzata da Progetti & Teatro Aps, Istituti penitenziari di Parma e Comune di Parma, con il contributo della Fondazione Cariparma, il sostegno del Gruppo Chiesi, il patrocinio e la co-organizzazione dell’Università di Parma, il patrocinio del Coordinamento nazionale teatro in carcere e dell’Associazione nazionale dei critici di teatro, in collaborazione con la Biblioteca civica del Comune di Parma.
di Emiliano Pinnizzotto
adnkronos.com, 14 maggio 2026 Venerdì 15 maggio la mise-en-scène firmata dal gruppo Libere Bolle, liberamente ispirato al volume “I volti della povertà in carcere” di Rossana Ruggiero. Ci sono esperienze che prendono forma all’interno del carcere e che raramente riescono a uscire all’esterno. Venerdì 15 maggio alle 12 al Teatro della Lumsa una di queste esperienze incontra il pubblico. È “Il Tunnel dei Sogni”, la mise-en-scène firmata dal gruppo Libere Bolle, frutto di un percorso etico sviluppato all’interno della Casa Circondariale di Rebibbia NC - Roma e che verrà presentato al di fuori delle mura penitenziarie. Non è soltanto uno spettacolo: è il segno concreto di un passaggio dal dentro al fuori, dall’invisibilità all’ascolto. Un momento che restituisce senso al principio rieducativo della pena, mostrando come l’esperienza del carcere possa trasformarsi in linguaggio autentico, possibilità di relazione, responsabilità.
vipiu.it, 14 maggio 2026 Gli studenti detenuti in alta sicurezza del carcere “Del Papa” di Vicenza hanno ottenuto una menzione speciale da parte della giuria del concorso-festival “Teatro della Scuola 2026” di Valeggio sul Mincio. In scena gli studenti ristretti iscritti all’Istituto tecnico commerciale Guido Piovene di Vicenza raccolti nella compagnia teatrale “Liberi dentro”, guidata dai docenti dell’istituto Piovene, Chiara Gianesin e Massimo Achilli. “Hanno interpretato molto bene - spiegano - il tema della rassegna, ‘Il senso della meraviglia’, mettendo in scena uno spettacolo in sette scene tratte dai Canti della Divina Commedia, tra riflessione e ironia.
laquilablog.it, 14 maggio 2026 Un bar fuori dal tempo, popolato da storie sospese, identità smarrite e domande che restano aperte. È questo il cuore de “Il bar delle storie non dette”, saggio teatrale andato in scena nella Casa di reclusione di Sulmona e realizzato dagli allievi del laboratorio curato da Pietro Becattini. Lo spettacolo, scritto e diretto da Becattini con la partecipazione dell’attrice Maria Francesca Galasso, è stato presentato mercoledì 13 maggio all’interno dell’istituto penitenziario. Il progetto è stato promosso con il Cpia L’Aquila e con il sostegno della Fondazione Carispaq.
kalaritanamedia.it, 14 maggio 2026 Alla Mediateca del Mediterraneo (Mem) l’esposizione promossa dalla Società di San Vincenzo de’ Paoli: fotografie, testimonianze e percorsi di inclusione per riflettere su carcere, dignità e reinserimento sociale. Sarà inaugurata il 21 maggio alla Mediateca del Mediterraneo (Mem) la mostra fotografica “I volti della povertà in carcere”, un’esposizione che intende raccontare la realtà della detenzione attraverso immagini e testimonianze dirette, organizzata nel territorio dalla Società di San Vincenzo de’ Paoli di Cagliari. “Vogliamo dare voce a chi non ha voce - spiega Alessandro Floris, presidente della Società San Vincenzo de’ Paoli di Cagliari - La mostra racconta non solo i detenuti, ma anche operatori e luoghi della vita carceraria, mettendo al centro le persone e le loro storie”.
di Massimiliano Castellani
Avvenire, 14 maggio 2026 L’artista Alessandro Bergonzoni e il trombettista Paolo Fresu dalla Casa Circondariale lanciano “Viaggio nello spazio (in presenza di gravità)”: un progetto che vuole avvicinare il sistema penitenziario alla città. La libertà sogna al tramonto, dentro a una notte di note suonate dal trombettista magico. Alle 19.15, le celle della Dozza, la Casa Circondariale di Bologna che ospita 845 detenuti, come ad ogni tramonto si richiudono. Il suono familiare per loro è quello del cancello sprangato e la “chiave gettata” fino al mattino dopo. Ognuno torna in compagnia della sua silente solitudine dietro alle sbarre, in attesa di un domani che verrà, si spera, da uomini liberi.
di Matteo Maria Zuppi
Avvenire, 14 maggio 2026 Il cardinale riflette sulla condizione dei giovani al di qua e al di là delle mura della prigione. Capire cosa c’è nel loro cuore per far sì che riescano a costruire relazioni di senso. La prefazione che il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha scritto per il volume di Antonella Inverno con le fotografie di Alessio Romenzi “Dentro le mura. Viaggio nel mondo degli adolescenti di oggi tra disagio, carcere e dissenso”, da domani in libreria per Treccani (pagine 148, euro 15,00).
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 14 maggio 2026 Con Alessandro Bergonzoni, la logica cede il passo alla fantasia. Da anni impegnato in spettacoli e iniziative per i detenuti, il comico e drammaturgo non ha filtri. A tratti sembra che parli del carcere non per come è, ma per come dovrebbe essere, e lì vi rivolge le sue energie. Ha il coinvolgimento emotivo del non-coinvolto, un ossimoro solo apparente. “Voglio costituire l’’Associazione dei familiari non coinvolti’”, dice con ironia. Ed ecco il paradosso: se una cosa non ti tocca da vicino, puoi immedesimarti in modo autentico, senza sovrastrutture, pregiudizi o bagagli emotivi. Una consapevolezza che è essenziale per approcciarsi all’universo-carcere e a chi lo vive ogni giorno.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 14 maggio 2026 Grande soddisfazione per gli ospiti della Casa di reclusione di Arienzo. Il docufilm Macbeth cuore nero, realizzato con gli attori reclusi dell’istituto, è stato selezionato tra i film vincitori della XIII edizione dell’International Film Festival di Olsztyn. Già riconosciuto come miglior documentario italiano al Festival internazionale di Salerno, a ottobre sarà premiato al Prison Movie. Diretto dalla filmmaker Paola Ortolani di Sevenhalf Lab, il documentario è riuscito a condurre gli spettatori all’interno del carcere per far conoscere la vita oltre le sbarre. I detenuti si sono raccontati davanti una telecamera.
AFFARI SOCIALI
di Lina Lucci
Corriere del Mezzogiorno, 14 maggio 2026 Omicidi, regolamenti di conti, stese, violenza giovanile e criminalità organizzata: limitarsi a chiedere “più pattuglie” o “più carcere” produce spesso consenso immediato ma risultati limitati. Per una città come Napoli chi governa dovrebbe cambiare approccio: serve una proposta che tratti la violenza come un fenomeno urbano complesso, criminale, economico, educativo, psicologico e territoriale insieme. Le proposte viste finora, a mio modesto avviso, contengono due errori: un eccesso di retorica astratta e di approccio repressivo. Il limite non è nei dispositivi di sicurezza. È politico. C’è un’amministrazione comunale percepita come autoreferenziale, chiusa nel palazzo, incapace di costruire una vera alleanza con la città reale.
di Marilicia Salvia
Corriere del Mezzogiorno, 14 maggio 2026 I ragazzi hanno bisogno di educatori, ma prima, fuori dal carcere, non quando è già troppo tardi. Di fronte ad escalation come questa che stiamo vivendo un crescendo quotidiano di omicidi, tentati omicidi, risse sanguinose che si consumano in pieno centro come in periferia, ad ogni ora del giorno e della notte, con vittime e carnefici di ogni età e ogni etnia - la sensazione è che sia anche, anzi soprattutto altrove che bisogna volgere lo sguardo e mettersi finalmente a lavorare, si fa più netta, più convinta. Perché poi anche qui, anche sul tema delle cose da fare per togliere i coltelli a quei ragazzini ancora senza un filo di barba e i pensieri confusi per i quali si sta riorganizzando la Procura dei minori, dell’impegno da mettere perché nessun quartiere venga mai più svegliato di soprassalto da una stesa o dalle urla di chi si prende a botte o a bottigliate, sul tema della prevenzione insomma di una violenza sempre più precoce e pervasiva e spavalda, non è che il discorso parte da zero.
di Luigi Ballerini*
Avvenire, 14 maggio 2026 Ciò che accade in aula e fuori, negli spazi comuni non è riducibile né riconducibile al solo evento verifica-interrogazione-voto. È molto di più. Quando i ragazzi parlano di scuola stanno raccontando un’esperienza a tutto tondo. Nella loro definizione non è solo il luogo dove si apprendono contenuti, è il posto in cui si cresce, si sta insieme, si fa amicizia, si conosce il mondo. Questo documenta in modo molto preciso quanto l’apprendimento sia affettivo. Non avviene mai in astratto, non si riduce a un mero passaggio di informazioni. Accade dentro le relazioni, dentro un clima, dentro un legame con chi insegna così come con i compagni di banco. Definiscono gli insegnanti delle “guide” e riconoscono in questo modo che si impara attraverso qualcuno, che non si può fare tutto da soli, che c’è bisogno di essere accompagnati. Tra l’altro dicono che la scuola è “principalmente” fatta dagli insegnanti.
di Alberto Infelise
La Stampa, 14 maggio 2026 Gianrico Carofiglio di fatto inaugura questa edizione del Salone del libro stamattina, alle 10.30, incontrando all’Arena Bookstock i ragazzi delle scuole medie per discutere di potere, libertà e cittadinanza partendo dal suo nuovo libro Accendere i fuochi. Il tema del Salone è “Il mondo salvato dai ragazzini” e il suo libro è perfetto per l’occasione. Un proverbio yiddish dice: “Quando l’uomo fa progetti, Dio ride”.
DOCUMENTI
Articolo. "Sicurezza: da un decreto all'altro contro la Costituzione", di Voci di Dentro
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 13 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 17 maggio 2026
Convegno. "Pena e opinione pubblica: gli attori del populismo penale" (Roma, 21 maggio 2026)
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI