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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di lunedì 8 giugno 2026

di Simone Di Matteo

affaritaliani.it, 8 giugno 2026 La Legge Cartabia punta sul recupero e sul reinserimento sociale, ma per molti ex detenuti trovare lavoro e ricostruirsi una vita resta ancora una sfida. L’analisi di Filippo Marra tra riforme, criticità e sicurezza collettiva. Mentre il sistema carcerario italiano continua a fare i conti con il sovraffollamento, la carenza di personale e le crescenti tensioni all’interno degli istituti penitenziari, da anni politica, magistratura e opinione pubblica dibattono su una semplice quanto spinosa questione: cosa accade davvero a una persona quando termina di scontare la propria pena? Ciò non riguarda soltanto i detenuti, ma il modello stesso di giustizia che un Paese sceglie di adottare.

 

di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi

La Repubblica, 8 giugno 2026 Tupac morì nel 1996 in un ospedale di Las Vegas, all’età di 25 anni, dopo sei giorni trascorsi in coma a seguito di un’aggressione armata. Anche Abrar Jarrar è morta a 21 anni in ospedale, ma dopo aver tentato il suicidio nel carcere di Trento il 24 maggio scorso. Tupac Shakur aveva la stessa età di Abrar Jarrar quando scrisse Trapped, singolo considerato tra i più politicamente espliciti del rapper di East Harlem. Il testo racconta la brutalità degli abusi di polizia nei confronti della comunità afroamericana, dell’impossibilità di uscire fuori dal ghetto per chi ci è nato e, soprattutto, della crudeltà di un carcere da cui, quando esci, vieni risputato fuori più distrutto di come eri entrato. Il verso finale del ritornello recita: Dimmi cosa faccio, vivo in una cella di prigione? / Preferisco morire piuttosto che restare intrappolato in un inferno vivente.

 

di Gerardo Villanacci

Corriere della Sera, 8 giugno 2026 La giustizia vive di equilibrio, ma soprattutto di credibilità. È una fiducia costruita nel tempo attraverso il rigore delle regole, la serietà delle decisioni e la convinzione, da parte dei cittadini, che l’accertamento della verità avvenga lontano da condizionamenti esterni e da pressioni estranee al processo. Nessun sistema giudiziario può dirsi infallibile e sarebbe illusorio sostenere il contrario. La possibilità che emergano nuovi elementi investigativi, anche a distanza di anni, appartiene alla fisiologia di ogni ordinamento moderno e rappresenta una garanzia di civiltà giuridica.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 8 giugno 2026 Archiviata la sesta indagine, ma sta per ripartire la settima grazie al meccanismo delle indagini eterne: tra omissis e paradossi logici, l’inchiesta sulle bombe del ‘93 si trasforma in un processo infinito che elude i limiti del codice. Il codice di procedura penale stabilisce una durata massima per le indagini preliminari, un limite temporale pensato per non tenere un cittadino sotto la scure dell’accusa a vita. A Firenze, ma non solo, questo principio si arena da decenni sulle stragi continentali, bloccato da un ingranaggio burocratico che azzera il cronometro. Si chiude formalmente un’inchiesta per assenza di prove e se ne apre immediatamente un’altra grazie a pagine coperte da omissis.

 

di Giulia Merlo

Il Domani, 8 giugno 2026 Accesa la competizione per i candidati di legittimità: ci sono Pilla, Ceniccola e Casciaro. Per sperare nell’elezione, ogni gruppo punterà su un solo nome per ognuno dei collegi. Lo sparo del Quirinale ha fatto partire i corridori. Con l’indizione delle elezioni per i togati del prossimo Consiglio superiore della magistratura, fissate per il 25 e 26 ottobre, Sergio Mattarella ha infatti dato il via alla corsa contro il tempo delle correnti per individuare i candidati nei vari collegi, e alcuni nomi sono già definiti. La bocciatura della riforma del consiglio con referendum costituzionale, infatti, ha mantenuto tutto com’è: ovvero, i prossimi 20 consiglieri togati verranno eletti con il sistema elettorale congegnato dalla riforma Cartabia del 2022, di cui è stato necessario fare anzitutto un ripasso.

 

di Brando Benifei*

La Repubblica, 8 giugno 2026 A un anno dalla rivolta nel carcere di Marassi del 4 giugno 2025, abbiamo il dovere politico e istituzionale di guardare in faccia la realtà: quella giornata di violenze terribili non è stata un episodio isolato, ma il segnale di un sistema penitenziario arrivato a un livello di sofferenza e tensione non più sostenibile. È stato un drammatico grido d’allarme collettivo - dei detenuti, della polizia penitenziaria e di tutto il personale - rimasto in larga parte inascoltato. La relazione del Garante ligure delle persone private della libertà, Doriano Saracino, e i dati del rapporto Space I 2025 del Consiglio d’Europa restituiscono un quadro preoccupante. In Italia i detenuti sono oltre 61 mila, con una crescita del 21% nell’ultimo decennio. Nello stesso periodo altri Paesi europei, investendo su misure alternative e depenalizzazione di reati minori, hanno ridotto la popolazione carceraria: in Germania, ad esempio, è diminuita dell’11,7%.

 

rainews.it, 8 giugno 2026 Per offrire a 12 detenute una professione per il futuro reinserimento sociale. Il 10 giugno la Casa Circondariale Femminile G. Stefanini ospita il pranzo finale con la consegna dei diplomi professionali dopo 5 mesi di formazione. Tirare la sfoglia con la precisione di chi custodisce un segreto antico, calibrare il ripieno dei tortellini con gesti millimetrici, stendere i veli delle lasagne, strato dopo strato. Non siamo nella cucina di un ristorante stellato o in un’osteria storica, bensì nel cuore pulsante di Roma, all’interno della Casa Circondariale Femminile “Germana Stefanini” di Rebibbia. 

 

quilicata.it, 8 giugno 2026

“Imparare un mestiere, costruire un futuro, trasformare il tempo della detenzione in un’occasione reale di riscatto. È questo il significato profondo del passo avanti compiuto con la firma del protocollo d’intesa tra Giuseppe Pullara, vice presidente nazionale vicario e segretario regionale di Conflavoro Sicilia, e Anna Puci, direttore della Casa Circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento”. “Tra gli obiettivi anche educare al rispetto delle regole sulla sicurezza e delle norme in generale per sostenere un vero cambiamento di vita. L’accordo non resta sul piano delle intenzioni ma avvia un percorso concreto di formazione e sicurezza sul lavoro, offrendo ai detenuti la possibilità di acquisire competenze realmente spendibili nel mondo produttivo.

 

corriereirpinia.it, 8 giugno 2026 L’arte diventa occasione di crescita, espressione e reinserimento sociale grazie a “Le ali della libertà”, il nuovo progetto artistico coordinato e diretto dall’artista Luca Pugliese che si sta realizzando insieme ai giovani ospiti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Airola, in provincia di Benevento. L’iniziativa, finanziata dal Ministero della Giustizia e fortemente sostenuta dalla direttrice dell’istituto, la dottoressa Giulia Magliulo e dal reparto educativo diretto dalla dottoressa Rosa Vieni, con il coordinamento del capo della Polizia Penitenziaria dott. Sgambati, si inserisce nel filone del così detto “trattamento avanzato” avviato con l’avvento della nuova direttrice, consapevole dell’importanza dell’arte nel percorso di attività finalizzate alla rieducazione e al reinserimento dei minori accolti nella struttura.

 

di Andrea Lobera

unionemonregalese.it, 8 giugno 2026 Al Teatro “Marenco” di Ceva i detenuti di Alta Sicurezza di Saluzzo portano in scena “Ma l’Amore no”, un racconto intenso su affetti, solitudine e diritti troppo spesso dimenticati. Lunedì 15 giugno 2026 alle ore 20, presso il Teatro Marenco di Ceva (Piazzetta Cardinale Francesco Adriano, 1), la Fondazione Azzoaglio presenta lo spettacolo teatrale “Ma l’Amore no” realizzato con i detenuti di Alta Sicurezza della Casa di Reclusione di Saluzzo e prodotto dall’Associazione “Voci Erranti” nell’ambito del progetto teatrale “Per Aspera ad Astra” finanziato dall’Acri. “Ma l’Amore no” è stato scritto da Grazia Isoardi e Marco Mucaria, le coreografie sono di Marco Mucaria e le luci di Christian Perria. Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 19 da un aperitivo.

di Agnese Siliato

webmarte.tv, 8 giugno 2026 Gli studenti detenuti dell’Ipsia del “Gagini” protagonisti di “Shining Shadows”, una commedia ispirata al mito della caverna di Platone. Un progetto che unisce scuola, formazione e reinserimento sociale. L’ultimo spettacolo seguito da Antonio Gelardi prima della sua scomparsa, nella casa di reclusione di Augusta. Per qualche ora il carcere di Augusta ha smesso di essere soltanto un luogo di detenzione per trasformarsi in uno spazio di incontro, riflessione e condivisione. A rendere possibile questa esperienza è stata la rappresentazione di “Shining Shadows”, commedia inedita interpretata dagli studenti detenuti della classe V A Alta Sicurezza Ipsia dell’Istituto superiore “Antonello Gagini” di Siracusa, andata in scena all’interno della casa di reclusione augustana.

 

newitalianbooks.it, 8 giugno 2026 Quando si è ragazzi sbagliare è facile, soprattutto se la punizione arriva prima dell’opportunità e il proprio destino sembra già scritto, senza una seconda chance. In questa raccolta di storie vere, Maria Grazia Calandrone ci conduce in un viaggio attuale e struggente attraverso i confini della legalità. Incontriamo Vanila, rinchiusa a Roma dopo un furto in un appartamento dell’alta borghesia; Khaled, che ha cercato la libertà sfidando le mura del Beccaria; Carmine, che a Nisida deve fare i conti con un colpo di pistola sparato per dimostrare di non avere paura. E poi Luisa e Roberta, fermate in stazione con i sogni spezzati, e Matteo, che sconta la condanna silenziosa di un padre arrestato. Dalle celle dei grandi istituti penali fino ai tribunali di provincia, il carcere entra nelle loro vite come un luogo di attese infinite, ingiustizie e domande difficili.

 

di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 8 giugno 2026 Intervista con il vicedirettore di Repubblica e autore del libro “Contro la paura”, insieme a Franco Gabrielli: “Il modello securitario targato Meloni non funziona, perché la sicurezza si costruisce. Servono prevenzione e partecipazione. Dalle piazze ai migranti, fino alle carceri, ecco un’alternativa possibile”. “Il diritto alla sicurezza non è prerogativa della destra securitaria, ma può, anzi deve essere, prerogativa di una cultura democratica”, Carlo Bonini, vicedirettore di Repubblica, da più di trent’anni giornalista investigativo, racchiude in questa frase il senso del libro Contro la paura - Manifesto per una sicurezza democratica (Feltrinelli editore) scritto con Franco Gabrielli. Con il prefetto ed ex capo della Polizia, Bonini analizza in tutti gli aspetti le politiche securitarie del governo Meloni.

 

di Giusi Fasano

Corriere della Sera, 8 giugno 2026 Aveva 49 anni e morì nei campi. Da allora si disse basta sfruttamento e caporalato. Ma la storia (purtroppo) si ripete. Paola Clemente aveva 49 anni. Il 13 luglio del 2015, mentre lavorava all’acinellatura dell’uva in un vigneto di Andria, nella sua Puglia, morì d’infarto. Il suo cuore non resse a un’altra giornata di troppa fatica nei campi. E la sua morte divenne un caso perché si scoprì che, alla fine, tutta quella fatica valeva 27 euro al giorno netti. Che diviso per 8-9 ore di lavoro più un paio del tragitto all’andata e altrettante al ritorno, facevano più o meno 2 euro l’ora. Scandalo. Indignazione. Promesse. Intervenne la magistratura; indagò la Commissione parlamentare d’inchiesta; alla fine del 2016 la sua storia ispirò l’approvazione della legge “per il contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura”; in sua memoria nacquero premi, canzoni, poesie, un cortometraggio. Intitolarono a lei la strada di Crispiano, il paesino in cui aveva abitato da ragazzina; si parò di lei a lungo nelle scuole, nei luoghi delle istituzioni e del lavoro.

 

di Luciana Cimino

Il Manifesto, 8 giugno 2026 Migliaia di persone rispondono all’orrore dei braccianti arsi vivi. Ci sono il sindacato e i leader del centrosinistra, assente la Regione. Il comizio davanti alla stazione di Amendolara è finito. Alla spicciolata i manifestanti tornano verso le macchine o i bus che li hanno portati in Calabria dal resto d’Italia. Le ferrovie alle spalle sono giusto un’intuizione, passano due treni al giorno. Il trasporto è affidato ai bus dei privati che percorrono i paesi calabresi per portare gli studenti nelle scuole delle città. Come Castrovillari o Sibari, a malapena collegate tra loro. Il capoluogo da qui dista solo 180 chilometri ma per arrivare da Catanzaro ad Amendolara con i mezzi servono 9 ore e tre cambi.

 

di Paolo Frosina

Il Fatto Quotidiano, 8 giugno 2026 la Procura di Torino chiede di portare alla Consulta il nuovo reato di blocco stradale. La pm Elisa Pazè ha chiesto al gip di sollevare questione di costituzionalità della norma, contenuta nel decreto Sicurezza del 2025: “Colpisce chi manifesta per pace e ambiente”. Il reato di blocco stradale voluto dal governo Meloni è contrario alla Costituzione perché ha “trasformato un diritto in delitto”. Lo sostiene il pubblico ministero di Torino Elisa Pazè, che ha chiesto al gip di sollevare la questione alla Corte costituzionale nell’ambito di un procedimento contro 18 indagati per aver bloccato la tangenziale della città - per un totale di una decina di minuti - durante una manifestazione pro-Gaza il 17 maggio 2025.

 

di Giulia Ricci

La Stampa, 8 giugno 2026 Il caso di una donna con un figlio di 4 anni. “Ho una malattia genetica rara che mi fa sentire, ogni giorno, un dolore viscerale. Con la terapia a base di cannabinoidi ho ritrovato almeno un pezzo di me stessa: surreale dover spiegare una cura prescritta legalmente, mentre sono costretta a rivolgermi alla sanità privata”. Chiara (nome di fantasia, ndr) è appena uscita da una caserma nel Torinese, dove ha passato un pomeriggio di una domenica qualunque come “persona informata sui fatti”, chiamata ieri dai carabinieri “per una questione medica”. Soffre di una patologia molto rara che coinvolge diversi organi e che non risponde alle terapie tradizionali: “Oltre all’endometriosi e ad un cancro aggressivo, che mi lascia incerta sul futuro: avrei preferito passare questa giornata con mio figlio di 4 anni”.

 

di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 8 giugno 2026 L’appello dei genitori di Domenico Centrone, attivista della Flotilla fermato a Bengasi con Dina Alberizia e altri attivisti della Flotilla: “Ingiustamente rinchiuso”. Il pressing della diplomazia italiana per una nuova visita in carcere Le difficoltà nell’assistenza legale. Sono passate due settimane dall’inizio della loro detenzione in Libia e c’è ancora incertezza su quando potranno tornare a casa. È la storia di Domenico Centrone e Dina Alberizia, attivisti del convoglio della Flotilla che puntava a portare aiuti umanitari a Gaza via terra. Partendo dalla Libia e attraversando il valico di Rafah. In Libia però il gruppo è stato fermato e 10 persone, tra cui i due italiani, sono in stato di detenzione. L’accusa, per quanto è stato possibile ricostruire in un contesto complicato da un punto di vista diplomatico e geopolitico, è di essere entrati illegalmente nel Paese.

 

DOCUMENTI

"L'Eccezione" La giustizia che non vi raccontano. Numero 6 giugno 2026. "Avvocati intercettati: il divieto ignorato"

Dossier della OMCeO Milano. "Il diritto negato: viaggio nella salute (impossibile) dietro le sbarre"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 3 giugno 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 6 giugno 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Registrazione audio-video della giornata nazionale di studi "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026) prima parte - seconda parte

Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, fino al 2 luglio 2026) - ISCRIZIONI CHIUSE

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dall'8 al 14 giugno 2026

Incontro di formazione. "La detenzione inumana e degradante al vaglio della Consulta" (Firenze, 8 giugno 2026)

Teatrocarcere Due Palazzi: presentazione del docufilm "Babele. Sentiero di speranza" (Padova, 8 giugno 2026)

Tavola rotonda. "Padova prossima. La responsabilità di non lasciare indietro nessuno" (Padova, 9 giugno 2026)

Convegno. "La medicina delle fragilità: l’importanza delle contaminazioni nell’era della medicina interdisciplinare" (Viterbo, 10 e 11 giugno 2026)

Convegno. "Carcere, recidiva e lavoro: un dialogo tra economisti e giuristi" (Milano, 23 giugno 2026)

Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)

"Porte aperte alla salute". Corso formazione sulla sanità in ambito penitenziario e nelle misure alternative (Online, fino al 10 luglio 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso per il Premio Nazionale Claudio Puoti. "Parole e immagini che narrano la solidarietà" (Scadenza 15 giugno 2026)

Premio letterario "Meco". Intitolato alla memoria di don Domenico Ricca, cappellano dell'Ipm di Torino (Scadenza 31 luglio 2026)

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 luglio 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)