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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 2 giugno 2026
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 giugno 2026 Più di 6.500 persone nel 2025 sono state sottoposte a trattamenti inumani e degradanti mentre erano detenute nelle carceri italiane. Tra i pilastri fondamentali della Repubblica italiana, c’è il principio - fissato nella Costituzione all’art. 27 - per cui “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, ossia al suo reinserimento sociale. Eppure, mentre si celebra l’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946 che sancì la nascita dello Stato democratico, si registrano ancora violazioni sistematiche dei diritti umani all’interno dei penitenziari del paese. L’associazione Antigone ha raccolto i dati: “6.539 persone hanno visto il loro ricorso per trattamenti inumani o degradanti accolto nel corso del 2025 da parte di un Tribunale di Sorveglianza italiano”.
di Francesco Viviani
triesteallnews.it, 2 giugno 2026 Il Coordinamento Nazionale Direttori e Dirigenti Penitenziari (CNDP) della FSI USAE lancia l’allarme sul piano straordinario di “detenzione differenziata” previsto per i mesi estivi e rilanciato dal Ministero della Giustizia attraverso l’Avviso Pubblico del 30 marzo scorso per il reperimento di strutture del Terzo Settore destinate ad accogliere detenuti in fase finale di pena. Il Coordinatore nazionale Enrico Sbriglia parla del rischio di un possibile fallimento della misura a causa del mancato coinvolgimento delle direzioni penitenziarie e degli uffici dell’esecuzione penale esterna nella fase di pianificazione.
di Dino Frambati
Famiglia Cristiana, 2 giugno 2026 L’architetto Cesare Burdese, esperto di edilizia penitenziaria: “Le carceri italiane violano spesso lo spirito della Costituzione. Le donne detenute sono le più penalizzate”. Carceri italiane inadeguate e poco attente alla Costituzione per entrambi i sessi ma afflittive soprattutto per le donne, per le quali “rappresenta spesso un aggravio di pena”. Lo sostiene l’architetto Cesare Burdese, tra i più quotati progettisti italiani di luoghi di detenzione. “Sulla carta - afferma - la pena detentiva consiste esclusivamente nella privazione della libertà personale e deve essere eseguita in luoghi che la Costituzione vuole umani, dignitosi e orientati alla rieducazione.
di Livio Pepino
Il Manifesto, 2 giugno 2026 Immigrazione, appello delle assoluzioni, amnistia e indulto, basta con i pacchetti sicurezza: alcuni spunti per recuperare un approccio critico al penale. Dopo il referendum i problemi della giustizia penale, delle garanzie nel processo, del carcere, della repressione abnorme di migranti, marginali e dissenzienti restano inalterati. Un dato per tutti: il 31 dicembre 1970, i detenuti erano 23.190, oggi siamo a 64.436. Dunque il carcere e il penale sono raddoppiati, pur in presenza di una flessione dei reati, che hanno visto il loro tetto massimo nel 1991-92. E ciò sebbene in questi 55 anni il quadro di riferimento legislativo del processo penale sia profondamente mutato. Si può dire che è cambiato tutto. Eppure la situazione è questa.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 giugno 2026 Firme contro la nomina di aggiunto a Bologna e scontro sulla formazione. Ma Magistratura indipendente avverte: così si delegittima il Consiglio “salvato” dalla separazione. Raccolte firme, repliche al vetriolo, plenum infuocati. La campagna per il rinnovo del Csm è appena agli inizi, ma la sintonia ritrovata tra le correnti durante la battaglia referendaria è già un lontano ricordo. Il correntismo - che aveva giurato di agire solo come nobile espressione del pluralismo culturale - getta la maschera e torna a mostrarsi per quello che è: una lotta senza quartiere. E l’ironia della sorte vuole che lo scontro si consumi proprio su quelle regole che tutti, fino a ieri, giuravano essere l’unico faro.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 2 giugno 2026 La Corte d’appello di Milano solleva dubbi sulla norma che vieta al pubblico ministero di impugnare le sentenze di proscioglimento. La disciplina delle impugnazioni penali è nuovamente destinata a confrontarsi con il vaglio della Corte costituzionale. Con ordinanza dell’8 aprile scorso, la Corte d’appello di Milano ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 593, comma 2, del codice di procedura penale, come modificato dalla legge 114 del 9 agosto 2024, la cosiddetta riforma penale di Carlo Nordio, nella parte in cui esclude la possibilità per il pubblico ministero di proporre appello contro le sentenze di proscioglimento.
di Antonio Mastrapasqua
Il Riformista, 2 giugno 2026 Sono mille errori all’anno. Quindi mille italiani ogni anno pagano le conseguenze di sentenze che si rivelano ingiuste, senza che nessun giudice paghi - nemmeno con freni alla carriera - per gli sbagli commessi. C’è chi ha preso l’esito del referendum dello scorso mese di marzo come una pietra tombale sul tema della riforma della Giustizia. Non tutti per fortuna. Ma anche nella maggioranza, che era parsa tetragona nel difendere il quesito sulla separazione delle carriere dei magistrati, riemergono tentazioni giustizialiste, mai sopite, che si traducono in una difesa sostanziale dei giudici che sbagliano.
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 2 giugno 2026 Ha trascorso dieci anni all’Ucciardone di Palermo, condannato a trent’anni sulla base di testimonianze rese subito dopo lo sbarco da persone sotto shock. Ora la Corte d’appello di Messina ha ordinato di rifare il processo ad Alaa Faraj. Nel mezzo, la grazia parziale di Sergio Mattarella e un libro premiato da Sellerio. Aveva vent’anni, sognava di diventare calciatore professionista e di laurearsi in ingegneria. Lasciò Bengasi nell’estate del 2015, in fuga da una guerra civile che aveva fatto del suo paese un cumulo di macerie. I canali umanitari - ancora oggi molto pochi e difficoltosi - non esistevano, ottenere un visto era impossibile: l’unica strada era salire a bordo di un barcone insieme a tre amici, anche loro calciatori.
di Vincenzo Scalia
L’Unità, 2 giugno 2026 La Corte d’assise di Palermo infligge 4 anni al Vigile del fuoco anarchico che ha manifestato contro Leonardo. Il filosofo scozzese David Hume affermava che la ragione è la prostituta delle passioni. Ragionamenti lineari, rigorosi, serrati, sono dettati il più delle volte dall’abitudine, ovvero filtrati da rappresentazioni, pregiudizi e categorizzazioni inerenti alla considerazione dei fatti e delle persone che si analizzano e giudicano. Nel caso degli anarchici italiani, da sei decenni, l’asserzione di Hume trova più di un triste inveramento. Essere anarchici equivale ad essere di per sé pericolosi per l’ordine pubblico. Le azioni dimostrative finiscono per essere un corollario della pericolosità, giustificando l’applicazione di misure repressive eccessive.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 2 giugno 2026 La notizia è semplice, anche se arriva dopo trent’anni di processi. Vincenzo Scarantino era il falso pentito le cui dichiarazioni avevano fatto condannare all’ergastolo sette innocenti per la strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992, quella in cui furono uccisi il dottor Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Quando il castello di bugie crollò - grazie alle rivelazioni del vero collaboratore Gaspare Spatuzza - quei sette furono assolti in revisione nel 2017. La giustizia, in quel caso, arrivò. In ritardo, ma arrivò. Scarantino, però, aveva anche detto un’altra cosa: che non aveva mentito di sua iniziativa. Che era stato indotto, pressato, costruito a tavolino dagli stessi apparati investigativi che gestivano la sua collaborazione.
GIURISPRUDENZA
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 2 giugno 2026 Le Sezioni Unite (informazione provvisoria) escludono che la violazione dei limiti previsti dall’articolo 11 del decreto legislativo n. 116/2017 incida sulla capacità del giudice: si tratta di una mera irregolarità nell’assegnazione degli affari. Se al giudice onorario viene assegnato un procedimento non a citazione diretta ex articolo 550 c.p.p., in violazione dei limiti di competenza attribuiti ai giudici onorari dalla riforma della magistratura onoraria del 2017”, il processo non è nullo. Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Cassazione con una decisione nota soltanto in forma provvisoria. La Suprema corte ha dunque escluso che si tratti di un vizio attinente alla capacità del giudice, qualificandolo invece come una mera irregolarità nell’assegnazione degli affari.
La Repubblica, 2 giugno 2026 Il garante regionale, Samuele Ciambriello: “Una delle emergenze più grandi del sistema penitenziario italiano, con un tasso di mortalità che supera di gran lunga la media europea”. La scorsa notte un detenuto di origini marocchine di 27 anni è morto suicida nel carcere di Poggioreale. Si tratta del quarto caso registrato in Campania nel 2026. Lo rende noto il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che elenca i fattori di rischio suicidio per la popolazione carceraria: “Il sovraffollamento, fattori emotivi, fattori giudiziari, la solitudine, la vulnerabilità giovanile, soprattutto per queste persone la detenzione diventa un dolore insopportabile. Abbiamo bisogno di psicologi, di psichiatri”.
ilcapoluogo.it, 2 giugno 2026 Sono in corso le indagini della Procura di Teramo per accertare con esattezza le cause del decesso del giovane 25enne trovato morto nella sua cella a Castrogno. Tensione tra i detenuti. Disposta l’autopsia. Un detenuto è stato trovato morto domenica 31 maggio nella sua cella del carcere di Castrogno, a Teramo. Sono in corso le indagini della Procura di Teramo per accertare con esattezza le cause del decesso. Disposta l’autopsia che verrà eseguita mercoledì 3 giugno. Il giovane, di nazionalità egiziana, è stato trovato senza vita da altri detenuti che hanno subito dato l’allarme, ma i soccorritori non hanno potuto far nulla, se non constatarne il decesso.
Corriere Salentino, 2 giugno 2026 Quattro detenuto morti in appena due mesi. La situazione nel carcere di Lecce è simile a una polveriera. Troppi detenuti se confrontati con capienza prevista. Come confermato dalla Garante dei detenuti, Maria Mancarella, una grave carenza di organico della polizia penitenziaria, che conta appena 578 operatori rispetto a un fabbisogno di 742, una disparità che costringe spesso solo due agenti a sorvegliare contemporaneamente 270 ristretti divisi in quattro sezioni su piani differenti con pesanti ripercussioni sulla sicurezza e sui carichi di lavoro.
di Andrea Saule
rainews.it, 2 giugno 2026 Tra gli ospiti si sarebbe sparsa la voce che chi sopravvive viene liberato. La garante: nessun accompagnamento psicologico. Il sindaco: va chiuso. Cinque tentativi di suicidio in una sola settimana hanno riportato l’attenzione sulle condizioni all’interno del Cpr di Gradisca d’Isonzo. Gli episodi, avvenuti tra il 4 e l’11 maggio, riguardano persone trattenute nel centro in attesa di rimpatrio. Le segnalazioni, arrivate da parte della nuova garante comunale dei detenuti, descrivono un contesto segnato da forte disagio psicologico, episodi di autolesionismo e crescente tensione tra i trattenuti. Tra gli ospiti sono numerose le persone con fragilità psichiche, dipendenze e precedenti tentativi di suicidio. Con il rischio di emulazione, visto che si era sparsa la voce che tutti coloro che sopravvivono a un tentativo di gesto estremo venissero rimessi in libertà non risultando idonei alla vita nella struttura.
elbapress.it, 2 giugno 2026 Lettera inviata alle istituzioni: servono interventi senza ridurre il ruolo del volontariato. L’Associazione “Dialogo” Volontariato Carcere ODV, attiva da oltre trent’anni nella Casa di Reclusione di Porto Azzurro, ha inviato una lettera alle più alte istituzioni nazionali e regionali per richiamare l’attenzione sulla situazione dell’istituto penitenziario elbano. Il documento è stato trasmesso al direttore del carcere, al Presidente della Repubblica, al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e ad altri soggetti istituzionali competenti.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 2 giugno 2026 In sette puntate, la prima in uscita oggi e l’ultima nei giorni del venticinquesimo anniversario del G8 di Genova, prendono la parola persone alle quali la parola è stata spesso tolta (quelle sopravvissute alla “violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste”), persone che hanno assunto la loro tutela legale, pubblici ministeri, giornalisti e tanti altri. Nel luglio 2002, durante un’intervista a un quotidiano italiano, l’allora responsabile delle ricerche sull’Europa occidentale di Amnesty International descrisse quanto accaduto un anno prima durante il G8 di Genova come “una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente”.
AFFARI SOCIALI
di Agostino Giovagnoli
Avvenire, 2 giugno 2026 Ottant’anni dopo il voto che segnò una svolta collettiva, l’Italia si trova a fare i conti col fenomeno dell’astensione, fragili equilibri interni e riforme controverse. Come riconquistare la partecipazione dei cittadini. Due giugno 1946: dopo tanti anni di un regime imposto dall’alto, che azzera il pluralismo e semina divisione, una ricostruzione dal basso che dà spazio alle diversità e promuove il bene comune. Le due icone bibliche che aprono l’enciclica Magnifica Humanitas - la rovina di Babele e la ricostruzione di Gerusalemme - illuminano anche il passaggio, ottanta anni fa, dal fascismo alla Repubblica.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 2 giugno 2026 Dopo il caso dei due docenti aggrediti a Parma e del professore accoltellato a San Vito Lo Capo, il tema del disagio giovanile è tornato al centro del dibattito. Per chi vive la scuola tutti i giorni la sicurezza si costruisce rafforzando la comunità educante, non alimentando paure. Quattro episodi di violenza contro il personale scolastico tra settembre e dicembre 2025, secondo i dati del ministero. A cui si aggiungono le aggressioni avvenute da inizio 2026, per arrivare a contare almeno una decina di casi nell’anno scolastico, stando a quelli che hanno avuto più risonanza sui media.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 giugno 2026 Quasi duemila fascicoli aperti a fine 2025. Minori portati dall’altra parte del mondo senza il consenso dell’altro genitore. Padri italiani che non pagano gli alimenti ai figli rimasti in Germania, in Polonia, in Svezia. Quattordici casi congelati con la Russia senza risposta. Un canale con il Marocco che funziona a senso unico: Rabat chiede e ottiene dall’Italia pieno supporto per gestire la responsabilità genitoriale dei suoi cittadini, ma quando è Roma a chiedere indietro i bambini sottratti e portati nel Paese nordafricano, le richieste cadono nel vuoto. Questo è ciò che emerge analizzando i numeri dell’Ufficio delle Autorità Centrali relativi all’anno appena trascorso pubblicato dal Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità.
di Luca Casarini
L’Unità, 2 giugno 2026 Il nuovo “migration pact” dell’Unione Europea, quello fortemente voluto da Meloni perché oltre a limitare pesantemente il diritto di asilo, sdogana le pratiche di deportazione di esseri umani in campi di internamento appositamente costruiti in paesi extra UE sul modello albanese, entrerà in vigore tra pochi giorni. Ma non è che “i signori dei cancelli”, cancelli come quelli delle prigioni, delle celle, dei contemporanei campi di concentramento su base etnica - abbiano proprio la strada spianata, nemmeno sul piano istituzionale.
pressenza.com, 2 giugno 2026 A Newark, nel New Jersey, oggi ricorre l’undicesimo giorno da quando centinaia di immigrati incarcerati nel centro di detenzione dell’ICE di Delaney Hall hanno dato il via a uno sciopero della fame e a un boicottaggio del lavoro per chiedere il proprio immediato rilascio. Attivisti hanno continuato a radunarsi nei pressi della struttura domenica, dopo che la Polizia di Stato del New Jersey ha eretto una barricata lunga circa mezzo miglio attorno al perimetro di Delaney Hall.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 2 giugno 2026)
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Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
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