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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 24 giugno 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 giugno 2026 I dati del ministero della Giustizia, al 15 giugno, contano 64.850 detenuti per 46.337 posti davvero disponibili. Fuori arrivano bollettini e raccomandazioni per proteggere anziani e malati dalle ondate di calore. Dentro le carceri sovraffollate quelle misure non esistono, e i ventilatori spesso li portano gli avvocati. Ogni estate il ministero della Salute manda i suoi bollettini sul caldo. Codici colorati, città a rischio, l’invito a non uscire nelle ore centrali, a bere spesso, a tenere d’occhio gli anziani e chi soffre di patologie. Raccomandazioni sensate, che ogni anno servono di più, perché ogni anno fa più caldo. Chi vive libero ha almeno la possibilità di seguirle. Per le oltre 64mila persone chiuse nelle carceri italiane quelle parole non hanno quasi alcun senso pratico.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 24 giugno 2026 I bambini dai 0 ai 3 anni reclusi in carcere con le madri sono passati dai 17 del 2023 agli attuali 30. Su questo incremento pesa la discrezionalità del differimento della pena per le donne in gravidanza voluta dal Decreto Sicurezza. Non sarà tutta colpa di Giorgia Meloni, eppure… c’è un numero che si tende a rimuovere, ed è un numero infame: è quello dei bambini dai 0 ai 3 anni reclusi in una cella unitamente alle proprie madri, passato dai 17 del 2023 agli attuali 30. Su questo incremento pesa indubitabilmente la discrezionalità del differimento della pena - prima automatico - per le donne in gravidanza, voluta dal Decreto Sicurezza approvato nel giugno 2025. In altre parole, la donna non ha più il diritto di portare a termine la gestazione in condizioni di libertà, ma tale possibilità viene accordata o rifiutata dal magistrato dell’esecuzione della pena.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 giugno 2026 Simone Silvestri, segretario di Magistratura Democratica, coordinatore della sezione Gip/Gup al tribunale di Lucca, è arrivata l’estate rovente. Proprio nel carcere della sua città il sovraffollamento è al 278 per cento. Questa fotografia cosa ci restituisce in termine di legalità nelle carceri italiane? “Un Paese che non riesce a garantire che l’esecuzione della pena detentiva avvenga nel rispetto dei diritti fondamentali della persona umana non può definirsi un Paese civile. Un sovraffollamento medio superiore al 140%, superiore al 200% in otto istituti non solo non consente di realizzare i percorsi rieducativi, ma diventa trattamento contrario al senso di umanità, ossia viola entrambi i precetti dell’art. 27 della Costituzione”.
di Vincenzo Caccioppoli
affaritaliani.it, 24 giugno 2026 Il sottosegretario alla Giustizia parla di Piano carceri, nuove assunzioni e recupero dei detenuti tossicodipendenti. Alberto Balboni, avvocato ferrarese nato nel 1959, è senatore di Fratelli d’Italia e sottosegretario di Stato alla Giustizia dal 22 aprile 2026. In Parlamento ha maturato una lunga esperienza sui temi istituzionali, ricoprendo anche l’incarico di presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato. Storico esponente della destra italiana, è considerato una figura di solida competenza giuridica e parlamentare. Dal 22 aprile è sottosegretario alla giustizia, al posto del dimissionario Andrea Delmastro delle Vedove.
di Gianni Alemanno
Il Dubbio, 24 giugno 2026 E così ci siamo, mercoledì 24 giugno alle ore 10 uscirò dal portone di Via R. Majetti, ponendo fine ad un’esperienza di carcere durata 1 anno, 5 mesi e 24 giorni. Un’esperienza che non doveva mai cominciare, perché sono innocente, perché il reato per cui sono stato condannato (traffico d’influenze per abuso d’ufficio) è stato abolito e perché ci sarebbe molto da dire anche sulle circostanze che hanno portato alla completa revoca del mio affidamento in prova. Ma così è la giustizia italiana, soprattutto per chi prova a navigare controcorrente. Che mi ha portato a incontrare di nuovo (ero già stato in carcere a vent’anni per un episodio di militanza politica) un universo carcerario, che ho trovato molto più degradato e abbandonato a se stesso di quanto me lo ricordavo.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 24 giugno 2026 Il diritto agli incontri riservati non può essere negato per i gravi reati precedenti e per l’assenza di una precedente convivenza. L’assenza di una precedente convivenza non basta per negare gli incontri intimi con la donna che il detenuto ha sposato in carcere. La Cassazione accoglie così il ricorso contro il no a un colloquio riservato chiesto dall’uomo. Con un verdetto che valorizza le indicazioni della Consulta come della Cedu, la Suprema corte ricorda che “una pena che impedisce al condannato di esprimere una normale affettività con il partner si traduce in un pregiudizio nelle relazioni nelle quali si svolge la sua personalità, che va incontro a un progressivo impoverimento fino alla disgregazione che rischia di rivelarsi inidonea alla finalità rieducativa cui deve necessariamente tendere il trattamento penitenziario”.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 24 giugno 2026 Con la sentenza n. 108 del 2026 (relatore Francesco Viganò) la Corte costituzionale ha cancellato l’articolo 322-quater del codice penale - la “riparazione pecuniaria” - perché, sommandosi a confisca, risarcimento, danno erariale e danno all’immagine, portava il prevenuto a versare alle casse dello Stato fino al quadruplo della tangente. Ma il numero è solo il sintomo, non la malattia. La lezione offerta dall’arresto costituzionale è più radicale: mentre puniva chi lucra sul fatto-reato, lo Stato aveva costruito un meccanismo per lucrare sulla pena. Alla logica del reo secondo cui “il crimine non paga”, il legislatore aveva silenziosamente affiancato la propria: “La repressione conviene”. La Consulta ha detto no.
inconsiglio.it, 24 giugno 2026 L’Aula del Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di risoluzione sull’attività per il 2025 del Garante dei diritti dei Detenuti. Hanno votato a favore Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle; si sono astenuti Fratelli d’Italia e Forza Italia. Respinto, invece, l’Ordine del Giorno presentato da FdI, primo firmatario Diego Petrucci, che chiedeva alla Giunta regionale di valutare l’aumento della capienza dei posti letto nelle Rems di Volterra e Empoli perché “spesso ci sono malati psichiatrici in carcere e quindi è un problema aperto e che in parte si potrebbe risolvere. Forse il voto contrario della maggioranza nasce perché la proposta parte dall’opposizione”.
di Veronica Marcattili
Il Centro, 24 giugno 2026 La ragazza si è impiccata con il laccio di una tuta, inutili i soccorsi. A maggio è stato trovato morto un egiziano di 25 anni. Si è tolta la vita nella cella del carcere di Castrogno dove stava scontando una condanna per rapina. Condanna che sarebbe terminata nel 2029. Ma per lei quel “fine pena” non arriverà mai. La 32enne L.M., originaria della Repubblica Ceca, si è impiccata con un laccio di una tuta ieri mattina poco dopo mezzogiorno. Le richieste di aiuto e i soccorsi dei poliziotti dele 118, seppur tempestivi, sono stati vani. Per la ragazza non c’è stato nulla da fare. Gli agenti della penitenziaria hanno informato la magistratura ed il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia.
di Nicole Orlando
Corriere della Sera, 24 giugno 2026 Era stato arrestato domenica scorsa per il presunto palpeggiamento di quattro minorenni in un parco acquatico. Non ha retto il carcere, forse anche travolto dal senso di colpa per il gesto per cui è stato arrestato. E il 23enne di origini indiane, richiedente asilo, in Italia da tre mesi e arrestato domenica a Concesio per aver palpeggiato quattro ragazzine di tredici anni al parco acquatico Tibidabo, si è tolto la vita nel carcere bresciano di Canton Mombello. Il giovane, incensurato, è stato trovato ieri sera dagli agenti di Polizia penitenziaria.
di Angela Stella
L’Unità, 24 giugno 2026 Nel 2024 Don Mozzi, cappellano di S. Vittore, raccontò pubblicamente le storie degli 11 detenuti che si erano tolti la vita in carcere. Ma via Arenula lo accusò di “rivelazione di segreti d’ufficio”. Per il Guardasigilli, interrogato dalla dem Serracchiani. È normale che il Dap abbia denunciato nel 2024 l’allora cappellano del carcere di San Vittore, Roberto Mozzi, per “rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio” avendo lui fatto un discorso pubblico sui suicidi in cella? Per il Ministro della Giustizia Nordio sì, è normale. Lo si evince da una risposta data qualche giorno fa a una interrogazione parlamentare del Partito democratico.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 24 giugno 2026 A Sollicciano un giudice mette i sigilli a sette sezioni del carcere. Il Guardasigilli promette di ridurne i numeri. Ma il vero rimedio è curare la pena. È successo il 16 giugno: per la prima volta in Italia, un giudice - il Gip di Firenze - ha messo i sigilli a sette sezioni di un carcere, Sollicciano, dichiarandole inservibili. Non un capannone abusivo: una struttura dello Stato, sequestrata allo Stato, sulla scorta di oltre trecento ricorsi di detenuti che denunciavano condizioni indegne. Il ministro Nordio ha annunciato che il carcere “sarà ridotto o svuotato entro fine anno, appena avremo i posti”: un impegno di cui va dato atto. Resta però un nodo che nessun trasloco può sciogliere: i detenuti si sposterebbero altrove, dove il sovraffollamento viaggia già al 139%.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 giugno 2026 Cominciati i trasferimenti. Ma dal carcere di Prato prime richieste al tribunale. “Non ci sono spazi”. Altri 45 detenuti, oltre ai 66 in corso di trasferimento, saranno trasferiti dal carcere di Sollicciano ad altri penitenziari toscani. Raggiungono dunque quota 111 i reclusi che dall’istituto fiorentino, all’indomani del sequestro di sette sezioni da parte del gip, andranno ad affollare le carceri della Toscana, che già versano in condizioni critiche dato l’alto numero di persone all’interno delle celle. Si dicono preoccupati gli agenti penitenziari.
Avvenire, 24 giugno 2026 Luisa Amenta (Università di Palermo) racconta l’esperienza con gli studenti detenuti. Uno degli aspetti più innovativi della rete Edunext riguarda la possibilità di coinvolgere un pubblico di studenti quanto mai ampio, tra cui i cosiddetti “studenti ristretti, ovvero persone detenute che proseguono - o intraprendono - gli studi universitari durante il periodo di detenzione. Ne parliamo con Luisa Amenta, protettrice alla Didattica innovativa e al Diritto allo studio all’Università di Palermo, dove insegna Linguistica italiana. “È un aspetto al quale teniamo molto - racconta - perché rappresenta concretamente il significato che attribuiamo alla parola inclusione”.
Libertà, 24 giugno 2026 Piacenza è tra le prime città in Italia ad organizzare il progetto: “Accorciare le distanze tra la realtà carceraria e l’esterno”. Per i detenuti della casa circondariale Le Novate il riscontro è stato ottimo, tanto che tra loro c’è già chi chiede una seconda edizione. Il corso di formazione per Assistente alla persona in ambito carcerario ha visto protagonisti proprio loro, le persone detenute che hanno partecipato al percorso formativo con grande disponibilità. Piacenza è tra le prime città in Italia ad organizzare questo tipo di progetto realizzato all’interno della Casa Circondariale grazie alla collaborazione tra istituto penitenziario, Ausl e Garante dei diritti delle persone detenute del Comune di Piacenza.
adnkronos.com, 24 giugno 2026 Nel carcere minorile “Ferrante Aporti” di Torino si è concluso il programma educativo: lezioni teoriche e attività pratiche per aiutare i ragazzi a sviluppare competenze sportive e trasversali. Enel Cuore e Juventus insieme per il reinserimento sociale dei giovani detenuti con il progetto formativo Twinning Project. Il calcio come strumento di inclusione, formazione e reinserimento sociale ancora una volta al centro dell’esperienza del Twinning Project, programma internazionale che in Italia continua a svilupparsi grazie al sostegno determinante di Enel Cuore, ente filantropico del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo.
di Katia Poneti
Il Manifesto, 24 giugno 2026 “Caro Parlamento”, scritto da Mauro Palma, Daniela De Robert, Emilia Rossi, con l’introduzione di Marco Ruotolo, è un libro che ci conduce lungo gli otto anni di mandato del primo collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, e ce ne fa apprezzare la ricchezza interpretativa del ruolo. Il testo, appena uscito per l’Editoriale Scientifica di Napoli, è stato presentato nei giorni scorsi su iniziativa de La Società della Ragione, a Firenze, dove è intervenuto anche il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze Fabio Gianfilippi, e a Pistoia, con la partecipazione di Samuele Bertinelli già sindaco di Pistoia, Anna Chiara Corsi dell’associazione Il Delfino, e Marco Leporatti, presidente sezione soci coop di Pistoia.
di Biagio Marzo
Il Riformista, 24 giugno 2026 “Trovate la speranza o voi che entrate. Il carcere tra pena e possibilità” di Fabrizio Pomes è uno di quei libri che costringono il lettore a uscire dalla propria zona di conforto. Non perché indulgano nel sensazionalismo o nella denuncia fine a sé stessa, ma perché affrontano una delle questioni più controverse e rimosse della società contemporanea: il senso della pena e il significato umano del carcere. Già il titolo richiama volutamente il celebre monito dantesco posto sulla porta dell’Inferno, ma lo capovolge. Dove Dante leggeva la fine di ogni speranza, Pomes cerca invece le tracce di una speranza possibile. L’autore scrive da una posizione particolare: quella di chi il carcere lo ha conosciuto dall’interno.
di Laura Badaracchi
Famiglia Cristiana, 24 giugno 2026 Il libro-denuncia di Roberto Mozzi, ex cappellano di San Vittore: “Nelle carceri ho visto venir meno i valori costituzionali. Lì ho imparato a non giudicare: quasi sempre i reclusi, prima di diventarlo, hanno subito una forma di male. Ho scritto per dare loro voce”. Un pugno nello stomaco, o meglio nella coscienza. Il volume di Roberto Mozzi, “Fuori legge. Quando la pena tradisce la giustizia” (In Dialogo) mette chi legge di fronte a una realtà che spesso si finge di non vedere o verso cui si prova paura, se non indifferenza: quella della violazione sistematica della dignità e dei diritti umani di detenuti e detenute reclusi nei penitenziari italiani.
Avvenire, 24 giugno 2026 Una storia che interpella il disagio di oggi. Fino all’8 luglio esposto nell’ateneo romano lo storico lavoro realizzato con Franco Basaglia che denunciò la situazione che si viveva nei manicomi. Le foto in dialogo con quelle di D’Alessandro, Mattioli, Butturini, Lucas e Depardon. Una riflessione sulla legge 180, una riforma ancora incompleta. Una pagina fondamentale della psichiatria e della storia sociale d’Italia. Una stagione passata che continua a interpellarci. La chiusura dei manicomi nel 1978, decisa con la legge 180 grazie alle intuizioni e alle battaglie di Franco Basaglia, non è ancora una riforma completamente attuata.
di Emanuela Del Frate
Il Domani, 24 giugno 2026 “Un abbraccio collettivo a una realtà straordinaria che vive solo di volontariato”. Elio Germano definisce così il concerto solidale, nato con la sua spinta determinante, che giovedì 25 giugno animerà per una sera l’Auditorium di Roma. È “Pane ar pane” ed è nato per rendere visibile il lavoro e sostenere la Comunità di Sant’Egidio. Una realtà, che nel corso dei decenni, ha dimostrato di poter prendersi cura delle persone più fragili e di proporre percorsi di dialogo nelle aree di conflitto. Solo in Italia, dall’inizio del 2006, ha distribuito 250 mila pacchi alimentari, 320 mila pasti, 70 mila capi di abbigliamento. E, nella sola capitale è in grado di ospitare 1.200 persone. Strappare la morte dall’anonimato, le voci di chi restituisce dignità ai senza dimora Saliranno sul palco tantissimi artisti a partire dallo stesso Germano, insieme agli Ardecore.
di Angela Stella
L’Unità, 24 giugno 2026 I giudici, chiamati a decidere sul suicidio assistito di una 89enne contestato dal gip di Bologna, hanno convocato undici pazienti a scopo consultivo. Udienza pubblica storica ieri in Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi ancora una volta sul tema dell’accesso al “suicidio medicalmente assistito”, legalizzato dalla Consulta stessa oltre 7 anni fa, con la nota sentenza Cappato/Dj Fabo. Sotto la lente di ingrandimento (Relatori: Antonini e Viganò) l’articolo 580 del codice penale e la sua legittimità costituzionale rispetto agli articoli 2, 3, 13, 32, e 117. La questione al centro del giudizio riguarda il requisito dei trattamenti di sostegno vitale, previsto appunto dalla sentenza 242/2019.
di Giorgio Altieri
Il Riformista, 24 giugno 2026 La sorveglianza che spaventa. Lo schema di decreto legislativo uscito dal Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026, se verrà approvato in via definitiva, introdurrà il riconoscimento biometrico in tempo reale nelle indagini penali. Si spalancano le porte a un controllo sistematico della popolazione. Un provvedimento presentato come necessaria attuazione dell’AI Act europeo (Reg. UE 2024/1689) e della legge delega 132/2025, rivela al suo interno, quasi in sordina, una norma altamente critica nel rapporto tra Stato e cittadini: il nuovo articolo 359-ter del codice di procedura penale. Nell’ambito delle indagini penali, introduce la facoltà per il pubblico ministero di richiedere al giudice per le indagini preliminari l’autorizzazione all’identificazione e localizzazione di persone tramite sistemi di IA per il riconoscimento biometrico remoto in tempo reale.
ESTERI
di Giuliana Sgrena
Il Manifesto, 24 giugno 2026 L’ipocrisia dell’Occidente nei confronti dei paesi dilaniati da guerre e da regimi e teocrazie dittatoriali non ha fine. Del resto, non erano stati proprio gli Stati Uniti a riportare al potere i taleban a Kabul dopo averli cacciati vent’anni prima? Sebbene l’emirato non sia stato riconosciuto a livello internazionale - salvo dalla Russia di Putin - il nuovo regolamento dell’Unione europea sui rimpatri offre l’escamotage per l’incontro in corso a Bruxelles. Una delegazione di cinque taleban - non si conoscono i nomi ma due sarebbero stati condannati per crimini dalla Corte penale internazionale - si trova a Bruxelles per incontri “tecnici” con la Commissione europea. Si tratta il rimpatrio di cittadini afghani ma il portavoce della Commissione europea per affari interni, Markus Lammert, si affretta a precisare che l’incontro ...
di Marco Bascetta
Il Manifesto, 24 giugno 2026 Nessuna realtà più chiaramente dell’Afghanistan è testimone dell’ipocrisia e del cinismo dell’Occidente tutto, in questo caso senza eccezioni e senza divisioni. Di fronte a una guerra disastrosamente persa e al vergognoso abbandono di numerosi afghani da parte di quegli Stati uniti nei quali avevano sprovvedutamente creduto, Washington accreditò le promesse di democrazia e rispetto dei diritti umani che i vittoriosi Talebani gli avevano servito. A questa comoda mistificazione si accodò senza battere ciglio l’Unione europea. Non ci volle però molto tempo perché il regime di Kabul si mostrasse identico se non peggiore di quello che aveva preceduto l’intervento americano, ma a quel punto faceva comodo a tutti e sulla sua natura spietata calò un generale silenzio.
di Sergio D’Elia, Roberto Rampi, Elisabetta Zamparutti*
L’Unità, 24 giugno 2026 La decisione del prefetto nelle stesse ore della telefonata tra il ministro degli Esteri francese e quello iraniano. Circostanza solleva interrogativi sulle ragioni politiche del divieto. Non è mai accaduto, per quanto ci risulta, che nell’Europa occidentale una manifestazione di massa contro la pena di morte in Iran sia stata vietata dalle autorità. Avvertivamo l’urgenza di una grande mobilitazione, transnazionale e transpartitica, di fronte all’indecenza di un regime che, secondo i dati di Nessuno tocchi Caino, ha giustiziato oltre 2000 persone nel 2025, superando le 850 quest’anno. Un orrore che non abbiamo visto riflesso in mobilitazioni di piazza, né di palazzo.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 24 giugno 2026 Le accuse della Procura: cooperazione solo apparente. La scoperta del cadavere e il tentativo del Cairo di incolpare una banda di rapinatori. Le sedie riservate ai quattro ufficiali egiziani imputati per il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni sono rimaste vuote anche nel giorno delle richieste di condanna, e tali rimarranno. Ma il processo non si esaurisce nei destini personali dei militari sotto accusa; va oltre le loro responsabilità e lascerà aperto il giudizio sugli apparati nazionali che le hanno coperte. Come ha spiegato con toni accorati e severi il procuratore aggiunto di Roma Sergio Colaiocco, che ha seguito il caso dall’inizio, passo dopo passo, quello che si sta chiudendo è anche “un processo contro il silenzio di chi non voleva parlare né collaborare, di chi confidava che il tempo cancellasse ...
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 giugno 2026 Un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione per i quattro 007 egiziani: il processo in contumacia è stato reso possibile dalla sentenza della Consulta. Un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione: è la richiesta fatta al termine della requisitoria nell’aula bunker di Rebibbia dalla Procura di Roma nei confronti di quattro agenti della National Security Agency egiziani accusati del sequestro, della tortura e dell’omicidio di Giulio Regeni, trovato morto al Cairo nel 2016. I banchi degli imputati sono vuoti ovviamente, ci sono solo i loro legali, perché l’Egitto non ha mai voluto collaborare e farli rintracciare.
di Alessandro Mantovani
Il Fatto Quotidiano, 24 giugno 2026 Si conclude la vicenda dei due volontari. Il post del ministro degli Esteri su X: “Insieme a loro è stato affidato al nostro Console a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez”. Le autorità della Libia Orientale hanno rilasciato i 10 attivisti del Convoglio di terra della Flotilla per Gaza. Erano stati catturati il 24 maggio a Sirte, in Libia, e la loro detenzione è durata un mese. Gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia sono stati consegnati nella serata di martedì 23 al console italiano a Bengasi, Filippo Colombo, insieme all’uruguaiano Matias Alvarez Rodriguez che ha anche il passaporto italiano. Dovrebbero partire da Bengasi per Tunisi e da lì, nella giornata di mercoledì 23, raggiungere l’Italia. Sullo stesso volo per Tunisi viaggerebbe anche Ashraf Khoja, tunisino.
DOCUMENTI
"Giustizia riparativa: le parole dell'incontro", a cura della redazione di "Ne vale la pena"
Articolo. "Riflettendo su Se fioriscono le spine, di G. Giostra", di Nunziella Di Fazio
Articolo. "Tre note di oboe nella notte. Ricordando Elvio Fassone", di Fabio Gianfilippi
Articolo. "Taser, almeno otti morti: parla la sorella di Francesco Pelle", di Lorenza Pleuteri
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 24 giugno 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
Incontro-dibattito. "Riflettere sulle pratiche dell’esclusione ieri e oggi" (Roma, 25 giugno 2026)
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 28 giugno 2026
Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)
CONCORSI E PREMI