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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 25 gennaio 2026
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 25 gennaio 2026 Strutture esclusivamente destinate ai detenuti più pericolosi, riducendo quelle che attualmente li ospitano da 12 a 7. Saranno concentrate in alcuni regioni, tra cui la Sardegna che ha già protestato. Riorganizzare e “razionalizzare” il 41 bis. È questo uno degli obiettivi del Governo Meloni, che da diversi mesi ormai, sta mettendo in piedi un piano per ridisegnare la geografia del carcere “duro” nell’ottica di concentrare i detenuti sottoposti al particolare regime in istituti a loro riservati e dove la sicurezza venga garantita esclusivamente dal Gom, il Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, specializzato proprio nella gestione e nella sorveglianza di questa particolare categoria di reclusi, ritenuti altamente pericolosi.
GIUSTIZIA
di Roberto Gressi
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026 I toni feroci sono solo l’antipasto in vista delle Politiche. Cassese per il “Sì” e Violante per il “No”, sono tra i pochi che non alzano i toni. Il caso della censura a Barbero di Meta. Un antipasto di ferocia. Che poi uno dice: se si azzannano così all’arma bianca per il referendum sulla Giustizia, che succederà mai domani, in vista della primavera del 2027, quando con tutta probabilità si andrà alle elezioni politiche? Ma intanto eccole, le categorie ritornano tutte: i traditori, i lestofanti, quelli che devono stare al posto loro, quelli che hanno un rapporto di intelligenza con il nemico, i ripescati dalla pattumiera della storia, i falsi, i bugiardi, i demagoghi, gli imbonitori, i prezzolati, gli infami, i servili, tanto che “prepotente” e “arrogante” diventano quasi un complimento.
di Valerio Spigarelli
Il Dubbio, 25 gennaio 2026 Nel corso degli anni a nessun magistrato dotato di un minimo di onestà intellettuale era venuto in mente di dare del criptofascista ad un sostenitore della separazione delle carriere. L’avevo saputo in anteprima perché me lo aveva preannunciato un ex presidente dell’ANM. Era almeno un anno fa, quando si era capito che il testo della riforma costituzionale sarebbe passato in Parlamento. “D’ora in avanti noi faremo solo propaganda”, mi disse. Chiaro, semplice, diretto. Propaganda, con quel carico di verità relativa che il concetto esprime, ma anche con quel malcelato sentimento di susseguo intellettuale che comprende.
di Giulia Merlo
Il Domani, 25 gennaio 2026 L’ex magistrato, oggi scrittore, si è schierato per il No al referendum. L’estrazione per sorteggio è uno sberleffo nei confronti dei magistrati, invece i politici vengono sorteggiati attraverso una selezione qualificata. É chiaro che questo produrrà un soggetto più forte e un soggetto più debole”. Giancarlo de Cataldo, ex magistrato, oggi scrittore, si è schierato per il No al referendum, con la consapevolezza che il tema è complicato, ma la posta in palio sono “i rapporti tra magistratura e potere politico”.
di Carmine Paul Alexander Tedesco
lexced.com, 25 gennaio 2026 La sentenza 41407/2025, riafferma un principio fondamentale nel rapporto tra detenzione e salute mentale: la valutazione sull’adeguatezza delle cure in carcere non può essere superficiale, ma deve basarsi su una verifica concreta ed effettiva. Questo caso ha visto l’annullamento di un’ordinanza che negava a un detenuto con gravi patologie psichiche la possibilità di scontare la pena in una modalità alternativa, ritenendo sufficiente la terapia farmacologica intramuraria. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la valutazione sulla detenzione e salute mentale non può essere formale. È necessaria una verifica concreta ed effettiva della qualità delle cure fornite, non bastando la mera somministrazione di farmaci.
studiogambalonga.it, 25 gennaio 2026 La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 10 novembre 2025 n. 29697, ha ritenuto che il rapporto di lavoro del detenuto deve considerarsi unitario e continuativo, senza interruzioni intermedie volontarie nei periodi di attesa della “chiamata al lavoro”, rispetto alla quale il detenuto non ha alcun potere di controllo o scelta. La cessazione del rapporto coincide con la fine dello svolgimento dell’attività lavorativa. La decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi inizia dal termine del rapporto unico e l’onere di dimostrare eventuali interruzioni grava sull’Amministrazione penitenziaria.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 25 gennaio 2026 Non può eludere l’esame del diritto all’unità familiare solo perché non è stato contratto matrimonio o perché lo straniero non ha chiesto autorizzazione ad hoc per permanere sul territorio nazionale in presenza di figli minori. La presenza di un figlio minore in Italia rileva come elemento ostativo all’espulsione dello straniero anche quando quest’ultimo non abbia richiesto al tribunale dei minorenni la formale autorizzazione alla permanenza nel territorio nazionale in ragione del rapporto di filiazione. Lo stesso vale - in termini ostativi all’esecuzione dell’ordine amministrativo espulsivo - per la sussistenza di un legame affettivo di carattere “familiare” quale è una relazione sentimentale con persona regolarmente soggiornante in Italia.
TERRITORIO
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026 La carenza di personale costringe a ridurre le iniziative a favore dei detenuti. Limitazioni anche per le telefonate. A Canton Mombello sovraffollamento e carenza d’organico continuano a ripercuotersi sulle condizioni dei detenuti. Nella casa circondariale “Nerio Fischione” dovrebbero essere 182 i posti regolamentari, ma all’interno si trovano oltre il doppio delle persone: 386 alla fine dello scorso anno, con un tasso di sovraffollamento (212%), tra i più alti d’Italia. Più detenuti significa anche maggior lavoro per chi deve curarsi di loro: dalla polizia penitenziaria agli educatori, passando per medici, psicologi e volontari vari, il carico di lavoro è diventato insostenibile.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 25 gennaio 2026 Per il ministro il sovraffollamento sta migliorando ma garante e sindacati restano critici. In poco più di un mese e mezzo, “tra l’1 ottobre e il 19 novembre 2025”, al carcere della Dozza si sono contati “18 aggressioni tra ristretti, 33 fatti di danneggiamento, 7 incendi, 5 proteste collettive, 19 proteste individuali, un tentativo di evasione e 6 episodi di introduzione di oggetti non consentiti”. A fornire i numeri e a promettere “interventi, alcuni già concretizzati e altri in attuazione, a sostegno della struttura bolognese” è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo a un’interrogazione dei senatori del M5s su quali iniziative abbia intenzione di “attivare per ristabilire condizioni minime di sicurezza”, hanno scritto nell’atto ispettivo i pentastellati, ricordando anche di un sovraffollamento cronico e di un organico sottodimensionato.
di Roberto Lazzari
triesteprima.it, 25 gennaio 2026 A dirlo è il Garante regionale dei detenuti Enrico Sbriglia, dopo la visita di ieri, 23 gennaio. Le condizioni di sovraffollamento e i numerosi problemi, anche sistemici, sembrano essere all’estremo. Il garante spinge anche per lo studio della possibilità di amnistia (“non di indulto”), purché con rigorosi criteri di reinserimento in società. Scrive di “condizioni non poche volte mortificanti” all’interno del Coroneo il Garante regionale dei detenuti Enrico Sbriglia, dopo la visita in delegazione di ieri, 23 gennaio, per fare il punto della situazione. La serie di problematiche riscontrate non lascia uscita: “A Trieste si impone la realizzazione di un nuovo e funzionale istituto penitenziario”, per restituire dignità a detenuti e operatori.
di Martina Capovin
Il Dolomiti, 25 gennaio 2026 Bozen Solidale: “Kompatscher vuole creare un lager di Stato”. Previsti cento posti nella Casa circondariale e cinquanta nel Centro di permanenza per i rimpatri. Il progetto per il nuovo carcere e per il Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) di Bolzano esce finalmente dalle secche della burocrazia. È questo l’esito del vertice istituzionale svoltosi al Palazzo del Viminale tra il presidente della Provincia altoatesina, Arno Kompatscher, l’assessora alla sicurezza Ulli Mair e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Un incontro che ha sancito l’accelerazione decisiva per un’opera che il territorio attende, tra promesse e rinvii, dai tempi della giunta Durnwalder.
di Mario Bovenzi
Il Resto del Carlino, 25 gennaio 2026 Dai negozi del centro ai lidi, associazione crea contatti tra carcere e ditte Azienda non riusciva a trovare personale. “È molto bravo, già promosso” Si chiama Marco, ha 40 anni. Da pochi mesi per lui è iniziata una nuova vita, una Seconda Chance. Dopo aver lavorato per un periodo, negli orari in cui poteva uscire dal carcere, all’Inci di Renazzo impresa nel settore della carpenteria, è stato assunto a tempo indeterminato. Alessio Toselli, il titolare, spiega: “È molto bravo, l’abbiamo promosso come responsabile di un settore. Queste persone, pur avendo commesso errori, meritano una seconda opportunità”.
di Mario Bovenzi
Il Resto del Carlino, 25 gennaio 2026 Bedin: “Da noi chi ha misure alternative al carcere”. “Da vent’anni ormai accogliamo detenuti che vengono condannati agli arresti domiciliari e quelli che usufruiscono delle misure alternative al carcere, come l’affidamento in prova”. Domenico Bedin, presidente dell’associazione Viale K, si trova nell’azienda agricola Parco Contadino Pratolungo. È mezzogiorno, ora di pranzo. Pratolungo è un’azienda agricola sociale, è una delle strutture che fanno parte di Viale K. Le misure alternative al carcere nel nostro paese includono principalmente l’affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare, la semilibertà, la liberazione anticipata, e le pene sostitutive come i lavori di pubblica utilità, che permettono di scontare la pena fuori e oltre le sbarre, spesso in cambio di attività lavorative, terapeutiche o sociali.
di Mario Bovenzi
Il Resto del Carlino, 25 gennaio 2026 Progetti e speranza: da Ferrara il racconto di un 31enne, condannato a 10 anni, di cui 6 già scontati. “Sono pentito, voglio costruirmi un futuro migliore”. Le lancette dell’orologio si sono fermate alle 12, i volontari e gli ospiti si mettono a tavola insieme. È tutto pronto, il profumo del cibo si respira nella sala, insieme alla voglia di ritrovarsi. Piatti, bicchieri e tovaglioli. I volontari hanno servito minestra di verdura, lenticchie con pezzetti di mortadella. Poi arriverà anche la frutta e alla fine il caffè. È mezzogiorno nell’azienda agricola sociale Parco Contadino Pratolungo, la sede si trova nella zona dei Prati di Palmirano.
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 25 gennaio 2026 Ok all’indennizzo del Ministero. Gli episodi nel carcere di Marino del Tronto. Una rissa sedata, con tanto di lesioni subite, e due soccorsi in extremis per salvare i detenuti dal suicidio. Un fardello emotivo troppo pesante da sopportare per un agente della Polizia penitenziaria che, all’epoca dei fatti, operava nel carcere di Marino del Tronto. Episodi gravi che gli hanno causato un “pregresso stato ansioso” tale da chiedere al Ministero il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio. Tradotto: un equo indennizzo a causa della patologia sviluppata per motivi di lavoro.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026 L’architetto Stefano Boeri firma il progetto che farà dialogare il carcere con la movida. Nei giorni scorsi un sopralluogo nell’istituto penitenziario. Lontano dai riflettori ed in gran segreto questa settimana il carcere di Canton Mombello ha ospitato il gruppo di progettisti che saranno impegnati ad installare la “porta della speranza” all’interno della casa circondariale. Anzi, le “porte della speranza”, perché a Brescia queste opere d’arte saranno due e renderanno il progetto promosso dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis dello Stato Vaticano in collaborazione con il DAP e realizzato dal Comitato Giubileo Cultura Educazione con la fondamentale direzione artistica di Rampello & Partners, decisamente inedito rispetto quelli che si possono o potranno vedere fuori dagli istituti penitenziari di Milano, Venezia, Lecce, Palermo, Roma, Reggio Calabria e Napoli.
di Angela Gorelllini
La Nazione, 25 gennaio 2026 Alla casa circondariale di Siena sono arrivati gli attori di “Malinconico. Moderatamente felice”. Un momento di svago tra aneddoti, curiosità e l’esibizione dei “Cellamusica” con brani del loro cd. Al teatro della casa circondariale di Santo Spirito, sono arrivati gli attori di ‘Malinconico. Moderatamente felice’: Massimiliano Gallo, Greta Esposito, Eleonora Rella, Biagio Musella, Diego d’Elia e Manuel Mazia. Artisti in tournée, con sveglia all’alba e valigie sempre pronte, che hanno scelto di regalare una mattina di svago ai detenuti. Un gesto concreto: nessuna posa, solo presenza e tempo da dedicare ad altri. Il progetto “Artisti dietro le sbarre” del Cpia1 di Siena va avanti da più di dieci anni. Ha portato a Santo Spirito decine di nomi prestigiosi e, ogni volta, è successo qualcosa di indimenticabile. Anche stavolta.
tg24.sky.it, 25 gennaio 2026 Lunedì 26 gennaio alle 17 va in scena lo spettacolo di Marco Floris e Alessandro Corsi, nell’ambito dell’iniziativa di Mediobanca toDEI, dedicata alla diversità e all’inclusione. Sul palco, racconti in prosa alternati a poesie, portano lo spettatore nel mondo delle dipendenze e del carcere, in un percorso di dolore e rinascita. Un racconto di vita che intreccia poesia e prosa per affrontare il tema delle dipendenze, del carcere, della rinascita. Arriva lunedì 26 gennaio alle 17 al teatro dei Filodrammatici di Milano lo spettacolo “Oltre. Io prima, me dopo” tratto dall’omonimo libro (Mark Sirolf, BookaBook edizioni). Sul palco Marco Floris e Alessandro Corsi, che ha curato anche la regia.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 25 gennaio 2026 Una società giusta non è quella in cui tutti hanno la stessa dotazione di beni, bensì quella in cui nessuno è costretto a stare in una posizione di inferiorità civile, di dipendenza umiliante o di obbedienza forzata. Siamo portati a pensare alla giustizia sociale come ad una faccenda principalmente distributiva. Chi ha quanto, chi guadagna di più e chi di meno e come trasferire ricchezza, servizi, opportunità, in modo da rendere la distribuzione più egualitaria. Ma questa prospettiva quantitativa rischia di oscurare un punto decisivo. Le disuguaglianze economiche possono non essere ingiuste di per sé. Ma lo diventano quando strutturano rapporti di subordinazione tra le persone.
AFFARI SOCIALI
di Pierangelo Sequeri
Avvenire, 25 gennaio 2026 Gli manca “soltanto la parola”, si dice di una postura particolarmente intelligente o espressiva dei nostri amici a quattro zampe. In compenso, aumentano gli umani che, pur avendo l’uso della parola, imparano ad abbaiare. L’uso aggressivo della parola, grazie alla pervasività della competizione mediatica, che cerca la battuta a effetto a tutti i costi, è filtrato anche nella normalità dei rapporti sociali. Non importa il significato, importa l’abbaio. È una deriva che porta assuefazione. Il suo rapporto con l’ormai vistoso fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, che insidia proprio i Paesi della fioritura dell’umanesimo nelle lettere e nelle arti, che hanno dato entusiasmo e anima anche alle invenzioni e alle scienze (è una favola per giovani marmotte secolarizzate, quella che racconta di un privilegio della ...
di Simonetta Sciandivasci
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026 L’ex leader Pd torna in libreria con “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi”: “La politica si occupi della disperata vitalità delle nuove generazioni”. Gli piace l’algoritmo, quello di Spotify. “Mi ha fatto scoprire gli Zen Circus”, dice, circondato da cd, dvd, ciak, premi, libri, qualche taccuino. Il salotto di Walter Veltroni, a Roma, quadrante posh, movimentato e apolitico del Salario, è uno studio diffuso. Al centro della libreria, un acquerello che lo ritrae salta agli occhi. Gli assomiglia ma non lo coglie. Accanto, il cofanetto dei film di Ettore Scola, “la persona a cui ho più voluto bene nella mia vita”, ha detto una volta, dieci anni fa. Difronte, il bozzetto del salone de La Famiglia di Scola, firmato da Scola medesimo.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 25 gennaio 2026 Un ulteriore spreco di risorse pubbliche tolte a sanità, lavoro e istruzione, per le opposizioni. Ma il ministro difende la scelta di continuare a tenere in piedi il Cpr di Gjadër semi vuoto: “Devono stare nelle nelle stamberghe?”. A vincere il contratto, senza gara, il Rafaelo Resort, già al centro di polemiche. Nuova spesa, nuovo appalto, vecchio servizio per i centri per migranti costruiti dall’Italia in Albania e rimasti semi vuoti. Il “Rafaelo Resort” si è confermata essere la struttura in cui far alloggiare le forze dell’ordine impegnate nel Cpr di Gjadër, voluto dal protocollo in materia migratoria siglato nel 2023 dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dall’omologo Edi Rama.
di Leonardo Clausi
Il Manifesto, 25 gennaio 2026 L’aveva annunciato venerdì che ieri avrebbe iniziato lo sciopero della sete. E ieri ha puntualmente messo il suo proposito in atto. Potrebbe avere davanti solo altre poche ore di vita, Muhammad Umer Khalid - il ventiduenne di Manchester in custodia cautelare nel carcere di Wormwood Scrubs - anche per via della rara forma di distrofia muscolare di cui soffre. Proprio per questa sua condizione, aveva ricominciato lo sciopero della fame due settimane fa. Vuole un incontro con rappresentanti del governo che lo tengono da oltre un anno senza processo per far parte di un’organizzazione terroristica - tale è considerata Palestine Action, il gruppo nonviolento di attivisti che ha imbrattato un paio di aerei da guerra nella Base Raf di Brize Norton e fatto irruzione nella sede della Elbit Systems Uk, industria militare israeliana che rifornisce l’esercito britannico.
di Raffaella Chiodo Karpinsky
Avvenire, 25 gennaio 2026 Il dissidente che aveva chiesto la fine della guerra in Ucraina è morto in cella: a scoprirlo, solo un anno dopo, una sua follower che gli aveva scritto una lettera di solidarietà. Tornata indietro. Roman Tjurin aveva 55 anni e viveva a Omsk, in Siberia. Faceva post come tanti di noi contro la guerra. Il suo ultimo post nel 2023 riportava che in tutto il paese si svolgevano picchetti solitari con un unico comune appello: la fine della guerra tra Russia e Ucraina. Accompagnava il post una fotografia che ritrae in ginocchio Dmitrij Skurikhin con un cartello con scritto: “Chiedo perdono Ucraina”. Per questo Dmitrij è stato prima multato e poi arrestato e condannato a 1 anno e mezzo di carcere.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 18 gennaio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 26 gennaio all'1 febbraio 2026
Convegno. "Il ventunante: la cella si pare, lo stigma resta" (Milano, 30 gennaio 2026)
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