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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 30 aprile 2026
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 30 aprile 2026 Intervista tramite mail all’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e allo “scrivano di Rebibbia” Fabio Falbo, che dal carcere si battono per i diritti dei detenuti. Sulle restrizioni alle attività culturali dicono: “Il teatro in carcere è ossigeno. Una società che recide ogni ponte con i reclusi non costruisce sicurezza, ma rancore e marginalità. Azzerare queste esperienze significa colpire ciò che la Repubblica dovrebbe proteggere”. Cosa succede quando si chiude il sipario in carcere? Abbiamo chiesto a due detenuti, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e al suo compagno di cella Fabio Falbo, cosa significa privare i reclusi in alta sicurezza della possibilità di accedere alle attività culturali e di formazione.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 30 aprile 2026 Il 31 marzo una circolare a firma Ernesto Napolillo, direttore generale dei Detenuti e del Trattamento del Dap, invitava a dotare i reparti delle carceri di frigoriferi in vista della stagione estiva. Passano venti giorni e una nota del capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, vieta la presenza di frigo nelle stanze di pernottamento. Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza nazionale dei garanti e garante campano: “Una decisione incomprensibile e pericolosa. Con il caldo e le carceri sovraffollate, si privano i detenuti di uno strumento essenziale per conservare cibo e acqua in condizioni minime di igiene”.
di Salvatore Toscano
L’Indipendente, 30 aprile 2026 “Frigoriferi barricaderi: l’ultima tappa dell’ossessione securitaria in carcere”. Si intitola così l’ultimo intervento di Stefano Anastasìa, garante dei detenuti e membro fondatore dell’associazione Antigone, relativo alla nuova circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap). Anastasìa critica duramente la misura che, per “prevenire eventi critici che possano turbare l’ordine e la sicurezza interna”, ha disposto la rimozione di frigoriferi e congelatori da celle e corridoi, per essere posizionati invece in stanze il cui accesso è gestito da detenuti autorizzati e solo “in orari definiti”. “Di stanze da dedicare all’uopo - commenta il garante - non ce ne sono tante con 17mila detenuti più della capienza regolamentare effettivamente disponibile”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 aprile 2026 Quattro libri e un cd. Roba da scaffale di libreria: un romanzo horror della Jackson, un saggio divulgativo sulla fisica quantistica, un libro di storia sull’antichità tardoromana, qualche storia di fantasmi. Non esattamente materiale eversivo. Eppure per Alfredo Cospito, anarchico detenuto nel carcere di Sassari in regime di 41 bis dal maggio 2022, anche questi oggetti sono diventati il centro di una battaglia legale che finirà davanti alla Corte di Cassazione. Il Tribunale di Sorveglianza di Sassari aveva detto sì.
di Davide Dionisi
L’Osservatore Romano, 30 aprile 2026 Riuniti ad Assisi cappellani e operatori della pastorale penitenziaria. “Perché lo coltivasse e lo custodisse. Lavoro, accoglienza e servizio”. E questo il tema del VI Convegno nazionale dei cappellani e degli operatori della pastorale penitenziaria che si è aperto oggi ad Assisi. “La scelta di questa espressione biblica nasce dalla convinzione che anche il detenuto sia chiamato, anzitutto, a coltivare la speranza e a custodire la propria vita orientandola al bene”, spiega don Raffele Grimaldi, Ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane.
di Andrea Orlando* e Debora Serracchiani**
Il Sole 24 Ore, 30 aprile 2026 È urgente e necessario riprendere una discussione seria sul suo funzionamento, per esempio per ridurre i costi e i tempi dei processi e affrontare l’emergenza nelle carceri. I sostenitori della separazione delle carriere hanno aperto la campagna referendaria come se fossero in gioco le garanzie e il processo accusatorio, virando su una crociata contro la magistratura. Sono scesi in campo la premier, il ministro Nordio con la sua capo di Gabinetto, tutto il Governo e la maggioranza, ed uno schieramento imponente degli organi d’informazione di destra, ma non solo. Nei talk in tv si scavava sugli errori giudiziari, con il messaggio che della magistratura non ci si può fidare. Si è partiti prendendo di mira le patologie del processo e dell’esercizio dell’azione penale, per arrivare a mettere sotto accusa tutto l’ordine giudiziario. Un’escalation coerente perché, colpendo la magistratura, si coglieva l’obiettivo, tutto politico, di rivedere gli equilibri tra i poteri costituzionali.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 30 aprile 2026 Confronto su Ufficio per il processo, gip collegiale, carceri, risorse e impugnazioni. Dal Cnf pacchetto di proposte per processo civile e penale. Nordio: clima costruttivo. Clima “disteso” e “costruttivo”, con “aperture” da parte del ministro. A un anno dall’ultimo incontro al ministero, la giunta dell’Anm torna a confrontarsi con Carlo Nordio nella sede di via Arenula. A un mese dalla vittoria del No al referendum, secondo i partecipanti il clima è radicalmente diverso rispetto a dodici mesi fa: “È andata bene - è soddisfatto il presidente dell’Associazione, Giuseppe Tango - in un dialogo assai costruttivo e in una cornice assai cordiale, si è tornati finalmente a trattare dei temi della giustizia e dei problemi reali che affliggono il sistema”. Sul futuro “sono fiducioso - aggiunge il magistrato -. Dopo la bufera referendaria è anche ora di voltare pagina e riannodare i fili del dialogo”.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 30 aprile 2026 Il dossier giustizia, dopo il referendum, prova faticosamente a ripartire. In commissione al Senato torna infatti sul tavolo il ddl Pittalis sulla prescrizione, già approvato dalla Camera nel gennaio 2024 e rimasto da allora congelato a Palazzo Madama. A riattivare l’iter è stato l’ufficio di presidenza, che ha dato il via libera alla ripresa dei lavori accogliendo la richiesta di Forza Italia, da settimane in pressing sugli alleati per riaprire il fascicolo. Si ripartirà dalle audizioni, con la consapevolezza - messa nero su bianco anche dalla presidente Giulia Bongiorno - che i vincoli del Pnrr non consentiranno una chiusura rapida del provvedimento.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 30 aprile 2026 Negli Stati Uniti due decisioni opposte riaprono il nodo della riservatezza: affidare un caso a un chatbot può esporre dati sensibili e indebolire la difesa. La tentazione è forte: aprire una chat, digitare una domanda, raccontare il proprio caso. L’intelligenza artificiale risponde in pochi secondi, con apparente competenza e tono rassicurante. Ma quella conversazione, così spontanea, potrebbe non restare privata e, anzi, finire in un’aula di tribunale. È quanto emerge da una recente vicenda riportata da Reuters, che sta già producendo effetti concreti nella pratica forense statunitense.
di Andrea Viola*
Il Fatto Quotidiano, 30 aprile 2026 Sono assunti per concorso e svolgono un ruolo fondamentale per il sistema Giustizia. Per effetto della recente contrattazione, sono stati inquadrati in un’area inferiore. Sono circa 1.600 dipendenti, assunti per concorso, laureati e muniti di elementi di specializzazione che svolgono un ruolo fondamentale per il sistema Giustizia. Essi, infatti, dirigono il personale amministrativo degli uffici giudiziari e svolgono funzioni del “direttore” attività di “elevato contenuto specialistico”, tra le quali rientrano le funzioni vicarie del dirigente, l’attività ispettiva, l’appartenenza ad organi collegiali, la rappresentanza e la cura degli interessi dell’Amministrazione, la direzione di uffici e di personale.
TERRITORIO
regione.veneto.it, 30 aprile 2026 Regione Veneto e Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria del (Prap) Triveneto insieme per sostenere interventi di inclusione socio-lavorativa delle persone detenute. La Giunta regionale, con delibera, su proposta del vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, Lucas Pavanetto, ha approvato l’accordo tra Regione e Prap per la realizzazione del progetto AMA DE - Veneto, finanziato nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027 (FSE+) - Azione 2 del Piano “Una giustizia più inclusiva” promosso dal Ministero della Giustizia.
di Enzo Serra
giornalelavoce.it, 30 aprile 2026 Bernardo Pace si tolse la vita in cella: nessun segno di violenza, ma la Procura non esclude nulla. La morte di Bernardo Pace, il detenuto di 62 anni trovato senza vita nel carcere delle Vallette di Torino lo scorso 16 marzo, resta al centro di un’indagine ancora aperta. La Procura ha deciso di mantenere il fascicolo per istigazione al suicidio, una scelta che conferma come, nonostante i primi riscontri, nessuna ipotesi venga esclusa. L’uomo, condannato a 14 anni nel processo Hydra su presunti intrecci tra camorra, mafia e ‘ndrangheta, aveva recentemente iniziato a collaborare con la giustizia. Un elemento che aggiunge peso e delicatezza alla vicenda, già complessa per il contesto in cui è maturata.
di Dario Sautto
Corriere del Mezzogiorno, 30 aprile 2026 Procura Generale, Asl Napoli 1 Centro e associazione Afmal collaboreranno per consentire ai medici specialisti volontari di operare gratuitamente negli istituti di Poggioreale, Secondigliano e Nisida. “La sicurezza nelle carceri non significa solo maggiore presenza della polizia penitenziaria e avere celle accettabili, ma anche tutela della salute all’interno delle strutture. Negli anni abbiamo riscontrato enormi criticità legate alla vetustà degli strumenti e al sovraffollamento. Ma bisogna garantire un diritto costituzionale: un detenuto curato è meno aggressivo, più disponibile al colloquio e più tutelato”.
varesenews.it, 30 aprile 2026 L’europarlamentare interviene a Strasburgo durante il dibattito sullo stato di diritto e richiama le condizioni degli istituti lombardi. “Ancora un suicidio, diritti violati e reinserimento impossibile: è un problema che riguarda tutti”. Sono 437 le persone recluse, dovrebbero essere 240. Le stanze di detenzione, come vengono chiamate nel linguaggio formale, sarebbero 177, ma 18 non sono disponibili. La polizia penitenziaria dovrebbe prevedere 190 agenti, all’attivo ne mancano 21. Sono i dati ufficiali del carcere di Busto Arsizio aggiornati ieri sul sito ufficiale. Una situazione non nuova, ma che sta diventando ogni giorno più pesante.
di Donatella Signetti
La Stampa, 30 aprile 2026 Il laboratorio “Liberamente”, tenuto in sei incontri nel carcere di Cuneo da due docenti e una psicologa, ha coinvolto una ventina di detenuti con risultati sorprendenti e momenti di forte commozione condivisa. Cosa significa sentirsi liberi in carcere? Per una ventina di persone detenute, la risposta è passata dalla scrittura: sei incontri, parole condivise, silenzi attraversati insieme. Un tempo sospeso in cui la voce, ritrovata, ha aperto uno spazio inatteso di libertà. Non era scontato. In carcere le emozioni spesso si contraggono, si riducono al minimo indispensabile: è una forma di difesa, una strategia di sopravvivenza.
askanews.it, 30 aprile 2026 Cosa succede davvero dentro un carcere minorile? Chi sono i ragazzi che ci finiscono? E cosa resta loro una volta usciti? “La cella di fronte” è uno spettacolo teatrale prodotto da Produzioni Timide in collaborazione con The Best Blend che nasce per affrontare queste domande - e molte altre - senza retorica né sconti, ma con la forza delle storie vere. A guidare il racconto è Kento, rapper, scrittore e formatore, che da anni porta scrittura e musica dentro scuole, carceri e comunità. Attraverso parole, suoni e immagini, la narrazione si sviluppa tra aneddoti ed esperienze vissute, restituendo un ritratto concreto della realtà del carcere minorile: non solo luogo di punizione, ma microcosmo fatto di sogni, errori, speranze e ingiustizie.
di Jule Busch
ilgiunco.net, 30 aprile 2026 Si è svolta ieri mattina, all’interno della Casa circondariale di Massa Marittima, l’inaugurazione del murale realizzato nell’ambito del progetto “Arte senza confini 2026”, promosso dall’associazione Operazione Cuore Ets in collaborazione con la direzione del carcere. Un momento significativo che ha unito arte, scuola e impegno sociale, con la partecipazione degli studenti della Scuola Pontificia Pio IX di Roma e del liceo Carducci Volta Pacinotti di Piombino. Dodici i ragazzi che sono stati protagonisti attivi nella realizzazione dell’opera, trasformando un luogo chiuso come il carcere in uno spazio di espressione e condivisione.
L’Unione Sarda, 30 aprile 2026 L’iniziativa dal 1° al 3 maggio con tappe a Bitti, Lula e Nuoro e momenti di accoglienza nelle comunità locali. Un cammino di speranza, fede e condivisione. Tutti insieme, passo dopo passo, per non lasciare indietro nessuno. È lo spirito che guida anche quest’anno i volontari dl Cammino di Bonaria, che da alcuni anni hanno deciso di mettersi in dialogo con i detenuti delle strutture carcerarie attraversate dal percorso, con momenti di confronto, ascolto e sostegno reciproco. Non solo i detenuti sono chiamati a riflettere su sé stessi, ma anche chi partecipa dall’esterno è invitato a interrogarsi e a mettersi in discussione. L’obiettivo è quello di condividere un’esperienza che diventa occasione di confronto e di crescita personale.
di Christian Raimo
La Stampa, 30 aprile 2026 È importante leggere scrittori che indagano i colpevoli e che talvolta confessano di esserlo. Ma ci sono anche dei rischi. Una delle novità più importanti del sistema editoriale degli ultimi anni è la presa di parola di chi ha subito violenza: la cortina di silenzio millenario che circondava l’abuso è oggi è lacerata da un’esplosione di narrazioni di sopravvissute. È stato un caso in Francia “La notte nel cuore” (Einaudi) di Natacha Appanah, lo sarà in Italia. È stato un caso mondiale quello di Gisèle Pelicot proprio perché lei ha deciso anche di raccontarlo ovunque, compreso il suo libro “Un inno alla vita” (Rizzoli). Fiction o nonfiction, le voci di donne e persone trans che hanno trasformato il trauma privato in testimonianza letteraria è un catalogo che sta diventando canone.
AFFARI SOCIALI
di Caterina Soffici
La Stampa, 30 aprile 2026 Grande attesa per le manifestazioni del 1° Maggio: la Festa dei lavoratori potrebbe diventare un calderone pieno di tante altre cose. Ognuno a modo suo e tutti in ordine sparso. Tutti in piazza, ma ognuno con la propria agenda. A Roma il 25 aprile abbiamo assistito a un fenomeno nuovo: il giovane ebreo di fede sionista che spara a due manifestanti dell’Anpi perché portano al collo il fazzoletto dei partigiani. Ma abbiamo visto anche chi sfila con la bandiera di Israele quando si commemora il 25 Aprile, festa della Liberazione italiana e viene attaccato dai manifestanti pro Palestina che gridano slogan nazisti e inneggiano alla Shoah. E chi, sempre il 25 Aprile, sfila con bandiere dell’Ucraina e viene aggredito da manifestanti filorussi.
di Gad Lerner
Il Manifesto, 30 aprile 2026 Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che nelle scuole e per strada minacciano e aggrediscono chi individuano come nemico di Israele. L’ebreo fascista che il 25 aprile 2026 va a sparare sul raduno antifascista dell’Anpi, sentendosi con ciò guerriero d’Israele… non avrei mai immaginato che si arrivasse fino a dover provare questa vergogna, fino a un tale capovolgimento della storia. Ne proviamo una tristezza infinita. Nel nostro immaginario ci sta che a Milano dei caporioni della destra al potere giustifichino un pestaggio squadristico perché strappare un manifesto commemorativo dell’orribile uccisione di Sergio Ramelli, proprio il giorno dell’anniversario, vorrebbe dire andarsela a cercare. Ma non ci sta l’ebreo che prende la mira e spara sugli antifascisti.
di Giorgia Serughetti*
Il Domani, 30 aprile 2026 L’aspetto più peculiare di questo tempo in cui gli avversari politici sono trasformati in nemici esistenziali è l’uso della figura della vittima come leva per l’esercizio della violenza. Spari alla manifestazione del 25 aprile a Roma; spari nello stesso giorno a Washington, alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca all’hotel Hilton. Del secondo episodio sappiamo che il responsabile è un trentunenne incensurato, Cole Tomas Allen, presumibilmente intenzionato a colpire il presidente Trump che in vari post sui social paragonava a Hitler. Per il primo, che ha visto il ferimento di due militanti dell’Anpi, è stato arrestato ieri il ventunenne Eitan Bondi, che alla polizia ha detto di far parte della Brigata ebraica, l’associazione che è stata negli ultimi giorni al centro di furiose polemiche dopo il suo allontanamento dal corteo di Milano.
di Mario Della Cioppa
Il Fatto Quotidiano, 30 aprile 2026 Il fatto che, puntualmente, si guardi ai successivi appuntamenti pubblici con la previsione di nuove tensioni è la conferma più chiara di una politica che alimenta il conflitto. Nei giorni scorsi, all’interno del Parlamento, è andata in scena una nuova amara conferma di una deriva ormai evidente: il 24 aprile, durante il voto sul decreto Sicurezza. Cori contrapposti, simboli esibiti come bandiere, appartenenze gridate più che argomentate. “Bella ciao” da una parte, l’Inno di Mameli dall’altra. Nel mezzo, chi resta seduto e in silenzio, come se fosse estraneo a quanto accade. Il punto non è cosa si canta ma dove e come: il Parlamento. Quello che è accaduto in Aula richiama ciò che, da anni, si vede anche il 25 aprile, sempre più caratterizzato da tensioni, contestazioni, appartenenze contrapposte.
di Francesco Rosati
Il Riformista, 30 aprile 2026 La domanda di supporto psicologico e psichiatrico cresce ancora L’iniziativa di “Diritto a Stare Bene” ha già raccolto oltre 70mila firme per costruire una rete pubblica di assistenza gratuita e integrata. Nel 2024 quasi 850mila persone in Italia hanno chiesto aiuto per la propria salute mentale. Non sono solo freddi numeri o dati sanitari, ma la triste storia di un sistema che non regge più. Secondo l’ultimo report del Ministero della Salute, la domanda di supporto psicologico e psichiatrico continua a crescere, colpendo in modo diseguale la popolazione. Le più esposte sono le donne: i casi di depressione sono quasi il doppio rispetto agli uomini. Anche tra i giovani i dati sono allarmanti.
di Nello Scavo
Avvenire, 30 aprile 2026 “Da oggi in poi, ogni 3 maggio, l’Italia renderà omaggio a tutti quei giornalisti che hanno perso la propria vita per garantire il diritto dei cittadini ad essere informati, in Italia come all’estero”. Con queste parole il Governo ha salutato il voto unanime del Senato per istituire una Giornata nazionale dedicata. Non è sottile il filo che tiene insieme i nomi dei giornalisti minacciati, uccisi, perseguitati da querele e intercettazioni indebite, e la qualità della libertà di stampa in Italia. Non è una questione di distanza o di brutalità della violenza. Quando raccontare diventa scomodo, il giornalista smette di essere un osservatore e diventa un problema.
di Matteo Cavezzali
Il Fatto Quotidiano, 30 aprile 2026 Palantir è il sistema che permise di catturare Bin Laden, e che oggi guida i rastrellamenti dell’Ice, la polizia anti-immigrazione di Trump, e detta le linee operative per la guerra in Iran. Ci spaventiamo sempre delle cose sbagliate. Abbiamo paura della AI pensando che sia quella cosa chiamata ChatGpt o Gemini, che scrive temi ai ragazzi pigri o che genera immagini con gattini con gli occhi troppo grandi. L’AI deve fare paura, ma non per questo motivo. Non ci porterà via il lavoro, ma ci toglierà qualcosa di molto più importante. Ogni giorno la nostra esistenza lascia tracce. La mappa che puntiamo per raggiungere un luogo, i commenti che scriviamo nei social network, le mail che inviamo, le telefonate che facciamo, e anche le cose che diciamo in confidenza mentre abbiamo un telefono appoggiato sul tavolo o in tasca. Ognuna di queste azioni viene registrata.
di Sara Gentile*
Il Domani, 30 aprile 2026 La presidenza Trump corre sul binario di una violenza inaudita: una violenza del linguaggio e degli atti, normalizzata e presentata come l’unico mezzo per garantire ordine e sicurezza quando invece è proprio essa a produrre caos ed insicurezza. Oggi l’America è una democrazia in pericolo: deve usare tutti gli anticorpi di cui dispone per proteggersi. Gli spari di un individuo durante il pranzo di gala della stampa americana il 25 aprile scorso, al Washington Hilton, a Washington, cui per la prima volta partecipava Donald Trump, ha sollevato tensione e preoccupazione nel mondo politico ben al di là del fatto specifico, oltre che l’inizio di un dibattito sull’esplodere di questa violenza.
DOCUMENTI
Articolo. "Diritto penale e principi costituzionali", di Francesco Viganò
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 26 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 3 maggio 2026
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI