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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 31 ottobre 2026
a cura di Ornella Favero e della redazione di Ristretti Orizzonti
L’Eccezione, 31 ottobre 2026 L’ergastolo ostativo non neutralizza solo il detenuto, ma condanna anche i suoi famigliari a vivere la tortura della consapevolezza che quel padre, marito o figlio, è da considerare morto, anche se ancora in vita. Quando si parla di ergastolo ostativo, il dibattito si concentra spesso sulla gravità dei reati, sulla pericolosità dei condannati e sulla necessità di impedire che continuino a mantenere rapporti con le organizzazioni criminali. Molto meno spazio viene dedicato a quello che succede alle persone che li aspettano fuori dal carcere. Abbiamo ascoltato le testimonianze di tanti ergastolani ostativi, cercando di capire come una condanna senza una prospettiva concreta di uscita possa modificare i rapporti con i propri cari.
di Elton Kalica*
L’Eccezione, 31 ottobre 2026 Quando sono entrato in carcere avevo poco più di vent’anni. Per oltre quattordici anni, però, la mia condanna non è stata soltanto quella stabilita dalla sentenza perché si è aggiunta anche l’ostatività. A metà pena ho chiesto un permesso premio per fare un incontro in una scuola, in compagnia di volontari, e mi è stato risposto che non potevo accedere ai benefici penitenziari in quanto il mio reato rientrava nella prima fascia dell’articolo 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario. Niente permessi premio, niente possibilità di sperimentare gradualmente il ritorno alla libertà attraverso una misura alternativa. All’inizio non riuscivo ad accettarlo. Ho cercato argomenti giuridici, studiato le disposizioni che avrebbero potuto permettermi di superare l’ostacolo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 ottobre 2026 Il sistema della giustizia minorile, storicamente considerata un modello virtuoso a livello internazionale, è oramai un lontano ricordo. Negli istituti penali per i minorenni entrano tanti ragazzi quanti ne entravano prima della pandemia. Ne restano dentro molti di più, e molto più a lungo. Al 30 settembre 2026 gli Ipm ospitavano 557 detenuti, e 376 di loro non avevano una condanna definitiva. Lo certificano le tabelle della Sezione statistica del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, elaborate questo mese.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 31 ottobre 2026 “Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta”. Queste sono le parole che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha pronunciato lo scorso 22 ottobre a seguito degli episodi avvenuti in alcune città italiane nel corso delle manifestazioni studentesche per il diritto allo studio e all’abitare. Il ministro ha anche ipotizzato, di fronte alla crescita della popolazione detenuta, di aprire nuovi Istituti penali per minorenni (Ipm) e di spostare i ragazzi in alcuni settori delle carceri per adulti. Si tratta di dichiarazioni e intenzioni che fotografano il fallimento di una strategia politica che questo governo, fin dal giorno del suo insediamento, ha portato avanti contro i giovani.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 31 ottobre 2026 Toccante l’abbraccio, davanti all’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, tra l’unico familiare in vita del magistrato ucciso nel 1990, con mandanti e componenti del commando che fece fuoco. Come può una morte generare nuova vita? Da dove viene la possibilità di perdonare chi ci ha fatto del male? Cosa permette di non ridurre una persona detenuta al reato che ha commesso? Domande radicali, di fronte alle quali - più che risposte teoriche - servono testimoni capaci di incarnarle. Come le tre persone che ieri si sono riunite nell’aula “Falcone e Borsellino” del tribunale di Busto Arsizio (Varese), non per la celebrazione di un processo ma nel ricordo del giudice Rosario Livatino, assassinato il 21 settembre 1990, dichiarato beato nel 2021, e proclamato patrono dei magistrati il 7 ottobre scorso.
di Michele Passione
Il Dubbio, 31 ottobre 2026 Una riflessione sull’indipendenza dei magistrati, sugli attacchi della politica e sul dovere degli avvocati di difendere i diritti fondamentali. Sono passati due giorni da quando la giudice per le indagini preliminari di Milano ha ordinato l’immediata liberazione di Youssef Siher, ritenendo insussistente il quadro indiziario per i gravissimi reati contestatigli, per non parlare del pericolo di fuga. L’ordinanza è nota, e non si intende qui analizzarla nel suo contenuto giuridico, ovviamente per qualcuno opinabile; se la Procura riterrà opportuno impugnarla avrà modo di farlo, e si vedrà se l’eventuale gravame troverà accoglimento.
di Ennio Amodio
Il Dubbio, 31 ottobre 2026 Alla Gip del Tribunale di Milano la politica chiede ora di alzarsi in piedi e di ascoltare bene le parole della Presidente del Consiglio. L’addebito - elevato platealmente in contrasto con la indipendenza della magistratura - è di avere offeso il sano sentimento popolare dei milanesi e degli italiani tutti, avendo omesso di convalidare il fermo di Youssef Siher, fondatore del Movimento 17 ottobre oggetto delle indagini sulle vicende eversive di Milano. Il rimprovero che si muove al giudice milanese si articola su due piani e sfocia in una invettiva che esprime con forte carica emotiva la disapprovazione morale e politica nei confronti di una decisione liberatoria che tradisce il bisogno di misure di esemplare rigore per placare l’allarme ormai penetrato nelle case degli italiani.
di Simona Musco
Il Dubbio, 31 ottobre 2026 La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per la violazione del principio di legalità penale, stabilendo che la condanna inflitta a un imprenditore edile palermitano per concorso esterno in associazione mafiosa era “imprevedibile” a causa dei profondi contrasti giurisprudenziali interni antecedenti alla storica sentenza Demitry del 1994. Una pronuncia destinata a riaprire il dibattito sui confini tra interpretazione giurisprudenziale e garanzie convenzionali, che ricalca i contorni del famigerato caso Contrada, spaccando tuttavia il collegio europeo.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Foglio, 31 ottobre 2026 Le Camere penali non intendono archiviare la sconfitta né rinunciare al proprio ruolo politico nell’avvocatura. Al congresso di Brescia l’appello a rilanciare le battaglie storiche, dai rapporti tra pm e giudici ai tribunali mediatici, e ad aprire una nuova stagione di rinnovamento generazionale. Le Camere penali italiane (Ucpi) celebrano a Brescia, da venerdì a domenica, un importante congresso, occasione fin troppo attesa di una indispensabile riflessione sulle ragioni della sconfitta referendaria, e soprattutto sulle conseguenze che occorre trarne. La bocciatura popolare della battaglia identitaria dei penalisti italiani pesa e brucia: solo un irresponsabile sentimento di illusoria autoconservazione potrebbe volerla minimizzare, o silenziosamente digerire.
di Giulia Merlo
Il Domani, 31 ottobre 2026 Il testo ha ottenuto la bollinatura del Mef e ora è all’esame delle commissioni Giustizia di Camera e Senato. Se l’iter procederà spedito, l’approvazione arriverà entro novembre. La riforma dell’ordinamento forense ha ottenuto la bollinatura necessaria del ministero dell’Economia ed è stata trasmessa contemporaneamente a entrambe le commissioni Giustizia, le quali hanno tempo fino al 26 novembre per esprimere il parere e la prossima settimana sono in calendario le audizioni. All’esito delle eventuali modifiche, il provvedimento passerà poi al consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.
di Francesco Gravetti
Il Mattino, 31 ottobre 2026 L’indagine, condotta su 124 orfani di 78 famiglie seguiti in Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia, dice che più della metà aveva meno di nove anni al momento del delitto, quasi uno su tre non ne aveva compiuti sei. Nell’87,7% dei casi l’autore è un genitore. Oltre la metà dei bambini era in casa, uno su quattro ha visto uccidere la madre. E per l’83,1% la pena era cominciata prima, tra violenza assistita, maltrattamenti e trascuratezza già documentati. Dopo, quasi otto orfani su dieci vengono accolti da parenti, due su tre dal ramo materno.
TERRITORIO
di Francesca Lagatta
lacnews24.it, 31 ottobre 2026 La vittima è un detenuto di circa sessant’anni, originario di Praia a Mare. Nonostante i soccorsi immediati e i numerosi tentativi di rianimazione, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Ennesimo suicidio in carcere in Italia. Almeno, è questa l’ipotesi relativa al grave fatto di cronaca verificatosi ieri, intorno all’ora di pranzo, tra le mura della Casa circondariale di Paola, attualmente diretto da Giuseppe Carrà. A perdere la vita è stato un detenuto italiano di circa 60 anni. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe morto all’interno della struttura penitenziaria. Immediato l’intervento dei soccorsi, che si sono attivati tempestivamente, ma ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato purtroppo inutile.
di Rino Giacalone
La Sicilia, 31 ottobre 2026 Momenti di forte tensione ieri all’interno del carcere “Pietro Cerulli” per una rivolta organizzata dai detenuti. La situazione è degenerata nel primo pomeriggio, con alcuni reclusi che sono riusciti ad uscire dal reparto di detenzione, qualcuno anche a scavalcare mura di cinta interne alla struttura. È stata una protesta parecchio violenta durante la quale sono state danneggiate alcune celle del reparto “Mediterraneo”. Le ragioni della rivolta sono finite sul social Tiktok, qualche detenuto è riuscito con un cellulare a fare un video e pubblicarlo. Una parte del muro di cinta interno sarebbe stata anche sfondata, e i detenuti, come si vede nel video, si sono radunati nella zona destinata ai passeggi.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 31 ottobre 2026 Responsabile dei montaggi è Michele, un giovane ergastolano. Il podcast “Un universo oltre i confini” realizzato con la cooperativa Universo di Cisco per andare oltre il pregiudizio è una iniziativa dell’associazione “Zero Confini Ets” fondata da Antonetta Carrabs 10 anni fa all’interno della Casa Circondariale di Monza. L’appuntamento è ogni lunedì pomeriggio all’interno della biblioteca della Casa Circondariale di Monza. Michele, Alessandro, Luca, Giuseppe, Sami, Sergio, Gian Luca prendono posto davanti ai computer. Sono parte della redazione voluta nel 2016 da Antonetta Carrabs, giornalista, poetessa, presidente dell’associazione Zero Confini Ets.
di Nicoletta Marenghi
Libertà, 31 ottobre 2026 Il progetto coinvolge 14 detenuti delle Novate che daranno vita a una redazione digitale. Previsto anche un podcast con Libertà. Detenuti che si raccontano, riconoscono i propri errori e immaginano un futuro diverso, trasformando la propria esperienza in una testimonianza capace di aiutare gli altri a non commettere gli stessi sbagli. È questo il cuore del laboratorio “Raccontami che ti ascolto” dell’Azienda Usl di Piacenza che ha ottenuto un riconoscimento nazionale nell’ambito del premio Contronarrazione, promosso da Federsanità, durante la quarta edizione degli stati generali della comunicazione per la salute, il cui tema era “Ogni voce conta”.
di Lorenzo Crespi
Il Giorno, 31 ottobre 2026 Nella casa circondariale di Busto Arsizio si sta sviluppando il progetto pilota. Dagli scarti si passa al riciclo dei tessuti: i detenuti partecipano alle varie operazioni. Una filiera tessile circolare e inclusiva: è l’obiettivo del progetto ReWeave, nato nell’ambito del protocollo territoriale siglato da Camera di Commercio di Varese, Casa Circondariale di Busto Arsizio, Confindustria Varese, Confartigianato Varese e Centrocot, il Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento. Il modello è stato presentato al Salone della Csr che si è tenuto all’Università Bocconi di Milano.
brundisium.ne, 31 ottobre 2026 Si è svolto nei giorni scorsi l’evento finale del progetto “Il Carcere degli innocenti 2026”. Denominato quest’anno “Il miracolo sei tu: alla scoperta del Talento” (15esima edizione) è organizzato e promosso dalla delegazione di Brindisi del CSV Brindisi Lecce “Volontariato nel Salento” presso la Casa Circondariale del capoluogo adriatico nei mesi estivi. Sono intervenuti Valentina Meo Evoli (direttore Casa Circondariale Brindisi), Raffaella Argentieri (Csv Brindisi Lecce), Isabella Lettori (Consigliera Regione Puglia), Pietro Rossi (Garante Regionale dei detenuti), Valentina Farina (Garante Provinciale dei detenuti), Danila Baldacci e Marzia Spagnuolo (referenti del progetto per il CSV Brindisi Lecce).
di Pietro Càccavo
La Voce e il Tempo, 31 ottobre 2026 Al Campus Luigi Einaudi (lungo Dora Siena 100) proseguono gli appuntamenti di “eVisioni 2026”, la rassegna di cinema civile, indipendente e spettacoli teatrali sul mondo carcerario, curata da Claudio Sarzotti, docente di Filosofia nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo torinese e direttore della rivista Antigone sui temi della detenzione. “Mala tempora currunt, dicevano agli antichi latini. Il rapporto di Antigone sul carcere nell’Italia del 2026, calcolando i posti effettivamente disponibili negli istituti penitenziari, stima il sovraffollamento reale al 139 per cento della capienza regolamentare scrive Sarzotti, nella nota introduttiva del programma della rassegna. Suicidi di reclusi e aggressioni alla polizia penitenziaria accadono con costante e allarmante regolarità.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 31 ottobre 2026 “Dietro le sbarre prigioni visibili e invisibili” è il titolo suggestivo del convegno che si è tenuto lunedì 26 ottobre a Palazzo Barolo, nell’ambito del “Festival dell’accoglienza”, promosso dal Forum del Terzo settore del Piemonte in collaborazione con l’Opera Barolo. Tante le suggestioni che si sono incrociate in un pomeriggio dedicato alla riflessione sulle difficili condizioni delle carceri della Penisola afflitte - come ha ricordato introducendo i lavori Arturo Soprano, presidente dell’Opera Barolo e presidente emerito della Corte d’Appello di Torino richiamando il recente rapporto sulle carceri italiane della Associazione Antigone - da sovraffollamento, tasso di recidiva che sfiora il 70%.
AFFARI SOCIALI
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 31 ottobre 2026 C’è chi manifesta perché sono saltati il patto generazionale e il patto sociale. E c’è chi sporca la protesta legittima con la guerriglia. Anche oggi piazze piene, ben oltre la capacità di mobilitazione delle sigle - i sindacati di base - che l’hanno promossa, neanche fossero la Cgil dei tempi d’oro. È il segno di quanto profondo sia lo scontento in questo autunno con casse vuote, inflazione galoppante che divora i salari e shock energetico che diventa crisi industriale. Piazze piene di giovani, la vera novità di questa fase non solo italiana ma europea, alcune più allegre e colorate, altre più rabbiose, un melting pot senza una vera piattaforma, se non un bisogno di futuro di cui qualcuno dovrebbe farsi carico. Segno che un patto generazionale si sta sgretolando.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 31 ottobre 2026 A metà pomeriggio dal furgoncino dell’Usb urlano un liberatorio “siamo in 100 mila”. Così si conclude una lunga giornata in cammino iniziata attorno alle 10 de mattino dal piazzale della Stazione Centrale di Milano per i lavoratori del sindacato di base e di fronte al Politecnico per gli studenti dal piazzale. C’è un popolo che è sceso in piazza anche a Milano contro Giorgia Meloni, un popolo che fa fatica ad arrivare alla fine del mese nella città degli iper ricchi, o che studia in scuole fatiscenti. Arrivato dagli istituti di Milano, ma anche da quelli dell’hinterland. Con una presenza dei professionali e dei tecnici che segna una differenza sostanziale rispetto alle mobilitazioni degli anni scorsi dominate dai licei. Un popolo arrivato anche dai magazzini della logistica che costellano la cintura esterna di Milano ...
di Antonio Sofia*
Il Domani, 31 ottobre 2026 Un padre scende in piazza con la figlia quindicenne. E scopre una generazione che, prima ancora di chiedere risposte alle istituzioni, vuole ritrovarsi, unirsi e farsi ascoltare. Mia figlia, quindicenne al secondo anno del Liceo classico di Pistoia, ha deciso di partecipare alla protesta degli studenti. Pistoia è un piccolo capoluogo toscano a 40 km da Firenze, famoso per la tassa dei rifiuti più alta della Regione e per una proverbiale indulgenza alla noia - sia come tendenza all’accidia sia come persistente fastidio. Se a Firenze la mobilitazione ha trovato culmine nella manifestazione pacifica del 24 ottobre in occasione della presenza di Valditara (no, ministro, nessuno ha bruciato un pupazzo con le sue fattezze, in compenso qualcuno a un certo punto ha messo in cassa Liars tale dei Kneecap), a Pistoia gli studenti sono all’alba della loro presa di parola dopo diversi anni di silenzio.
di Samuele Lucia
Il Fatto Quotidiano, 31 ottobre 2026 C’è qualcosa di profondamente sbagliato in un Paese nel quale, ogni volta che un cittadino scende in piazza per contestare il governo, il dibattito pubblico finisce per trasformarsi in una gara a chi invoca più manganelli. Sia chiaro: chi aggredisce un agente, lancia bottiglie, incendia cassonetti o devasta una città non è un manifestante da giustificare. È responsabile delle proprie azioni e deve risponderne. Le forze dell’ordine meritano rispetto, tutela e solidarietà quando vengono aggredite. Ma il rispetto per una divisa non può trasformarsi nella rinuncia a giudicare ciò che avviene sotto quella divisa.
di Martino Mazzonis
Il Domani, 31 ottobre 2026 Davanti al centro di detenzione in New Jersey: i racconti di mogli, amici e parenti. “Quando hanno fermato mio marito l’hanno tenuto ore sotto il sole e senz’acqua”. È una mattina come un’altra a Jersey City e volontari distribuiscono dei pieghevoli in quattro lingue dove si spiega cosa fare se si viene fermati da una pattuglia dell’Ice e quali sono i tuoi diritti. Un numero impressionante di rider in bici si ferma e lo prende. Sono persone di origine mediorientale e africana, se fossimo a New York City, che in linea d’aria è a un chilometro di distanza, sarebbero latinoamericani. “Sono tutti molto preoccupati”, spiega Lucy, una studentessa che con Rachel sta distribuendo i volantini a un banchetto dove si offre anche caffè e biscotti.
DOCUMENTI
Articolo. "I minori detenuti e le ragioni delle proteste", di Mario Pavone
Articolo. "La criminalità minorile non è l’emergenza che ci raccontiamo", di Claudia Torrisi
Articolo. "Giustizia e minori: più carceri non può essere la soluzione", di Vitalba Azzolini
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 31 ottobre 2026)
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