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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di giovedì 5 marzo 2026

di Federica Angeli

La Repubblica, 5 marzo 2026 La metà circa dei decessi è avvenuta per cause naturali, tre sono stati accidentali, mentre per cinquanta reclusi, circa il 20% del totale, le cause non sono ancora state accertate. Nel 2025 le carceri italiane continuano a fare i conti con un aumento della popolazione detenuta e con un numero crescente di decessi. A fotografare la situazione è il nuovo report sui morti in carcere pubblicato dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Il documento evidenzia come negli ultimi anni il sistema penitenziario sia stato sottoposto a una pressione sempre maggiore, con più persone recluse e, di conseguenza, più morti registrate all’interno degli istituti.

 

di Eleonora Martini

Il Manifesto, 5 marzo 2026 Nel 2025 sono morti, per cause varie, 254 detenuti nelle carceri italiane, in aumento rispetto all’anno precedente (246). È un dato, questo, pubblicato ieri in un report dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl), su cui sono tutti d’accordo. Ciò che distingue invece le statistiche ufficiali da quelle elaborate da associazioni indipendenti come Ristretti Orizzonti, è il computo dei suicidi e delle morti catalogate come per “altre cause”. Secondo l’ufficio del Gnpl - di cui si attende la Relazione al Parlamento, “pronta”, stando alle dichiarazioni dello stesso presidente Turrini Vita, ma ancora non inviata alle Camere dove l’ultima depositata rimane quella redatta da Palma nel 2023 - “nel 2025, il Dap ha registrato un totale di 254 decessi, tra cui 76 suicidi (29,92% sul totale); 125 decessi per cause naturali (49,21%); 50 decessi per cause da accertare (19,69%); 3 decessi accidentali (1,18%)”.

 

di Ilaria Dioguardi

vita.it, 5 marzo 2026 È stato pubblicato il “Report sui decessi in carcere” a cura del Garante nazionale delle persone private della libertà personale, sui dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Nel 2025 sono state 254 le morti negli istituti di pena, tra queste 76 sono stati suicidi, il 29,92% del totale. Secondo il dossier “Morire di carcere” di Ristretti Orizzonti i suicidi sono stati 80. I dati tra le due fonti spesso non combaciano. Francesco Morelli, curatore del dossier di Ristretti Orizzonti, spiega perché. La presenza media di persone detenute è passata da 53.758 unità nel 2021 a 62.841 nel 2025, registrando un incremento del 16,9%. Nel 2025 sono stati 254 i decessi in carcere, tra questi 76 sono stati suicidi, il 29,92% del totale.

 

di Carlo Ciavoni

La Repubblica, 5 marzo 2026 Firmato un Protocollo dal linguaggio “solenne” per “rafforzare la tutela dei diritti e l’inclusione dei ragazzini coinvolti in procedimenti di giustizia. Chissà se le firme alla fine di un Protocollo che contiene intenzioni di cambiamento nel sistema giudiziario e detentivo dei minorenni potranno davvero migliorare, non solo le condizioni di vita negli istituti di pena, ma anche creare vere occasioni di reinserimento? Purtroppo, esperienze simili del passato hanno regalato solo delusioni. Tuttavia - come si dice - la speranza deve per forza essere l’ultima a morire.

 

di Nando Pagnoncelli

Corriere della Sera, 5 marzo 2026 Il Sì può vincere se vota il 49%. Gli anti riforma salgono al 52,4%. Favorevoli al 22% nel M5S e al 7 nel Pd. La data del referendum si avvicina e il dibattito assume sempre più toni forti e spesso sopra le righe, da una parte e dall’altra. Gli oggetti della riforma sembrano d’altronde tutto sommato interessare poco, e le forze politiche certo non stanno assecondando lo sforzo di chiarire i contenuti effettivi del referendum. Che appassioni poco è evidenziato dal fatto che l’informazione sui contenuti cresce di soli quattro punti rispetto all’ultima rilevazione nonostante il dibattito fino a pochi giorni fa fosse dominato proprio da questo tema e addirittura tende a decrescere, di due punti percentuali, la quota di chi attribuisce almeno una certa importanza a questa consultazione.

 

di Gianluca Carini

Avvenire, 5 marzo 2026 A favore centrodestra, Iv, Azione. Il Pd si astiene ma si divide: sei riformisti votano sì. Ora il testo passa alla Camera per il nulla osta definitivo Via libera del Senato al ddl per il contrasto all’antisemitismo. Il testo viene approvato con 105 sì, 24 no e 21 astenuti e passa alla Camera per il nulla osta definitivo. Fallisce però il tentativo di arrivare a una convergenza ampia sul testo base del leghista Massimiliano Romeo: a votare per il ddl sono il centrodestra, Azione, Italia Viva e solo parte del Pd, oltre a 5 senatori delle Autonomie (tra cui la senatrice a vita Cattaneo).

 

di Daniela Preziosi

Il Domani, 5 marzo 2026 Sei dem votano sì, M5s e Avs no. Al Senato polemiche dell’opposizione sulle dure parole di Esther Mieli: “La legge fa cadere le maschere a chi non ha coraggio di fare le cose giuste. Siete indifferenti”. Boccia (Pd): “Abbiamo fatto tre proposte, se una sola fosse stata accolta avreste avuto l’unanimità del parlamento”. Sei dem votano a favore: Delrio, Sensi, Zampa, Verini, Bazoli e Casini. Simona Malpezzi, in missione, si unisce a loro. “Alcuni senatori del Pd votano si, non in dissenso o in dissociazione dal nostro partito, ma perché crediamo che questo provvedimento rompa un silenzio della cultura democratica del nostro Paese che non ha discusso abbastanza di questo problema”.

 

di Francesca Spasiano

Il Dubbio, 5 marzo 2026 Quasi mille persone l’anno, in media, finiscono in carcere da innocenti. Per l’esattezza, dal 1991 al 31 ottobre 2025 le vittime di ingiusta detenzione o errori giudiziari sono state 32.484 (dati errorigiudiziari.com). E prima di quella data non abbiamo statistiche. Che poi sono numeri, dietro le quali ci sono le storie. Prendiamone una: Lelio Luttazzi - musicista, direttore d’orchestra, attore, scrittore, volto noto della tv - sbattuto in galera per 27 giorni a causa di un clamoroso abbaglio. Una telefonata “stronzissima” (il copyright è suo) che gli ha cambiato la vita, in una giornata del maggio 1970 che è rimasta impressa anche nella mente di chi non l’ha vissuta, come sua moglie Rossana Luttazzi. “Gli agenti - racconta - sono arrivati a casa sua di prima mattina e hanno guardato dappertutto, persino nella cassetta ...

 

torinoggi.it, 5 marzo 2026 La Regione si allea con il Garante dei detenuti. Torino, insieme a quello di Vercelli, è l’unico penitenziario in cui si trovano sezioni femminili. Formaiano: “Sono luoghi in cui alla violenza, non solo psicologica, si crea un maggiore rischio di marginalità sociale”. Una vita che riparte, nonostante le sbarre e gli errori del passato. L’inclusione per le donne e le madri recluse passa da cammini costruiti appositamente come quello tratteggiato dal protocollo d’intesa tra la Garante delle persone sottoposte a a misure restrittive della libertà personale, Monica Formaiano e la presidente della commissione regionale per le pari opportunità, Maria Rosa Porta.

 

di Eleonora Martini

Il Manifesto, 5 marzo 2026 Il Tribunale di sorveglianza di Firenze accoglie il ricorso di un detenuto. Il quesito sollevato sulle norme che limitano il differimento pena e i domiciliari. Il carcere di Sollicciano, a Firenze, versa in condizioni di degrado strutturale e contingente tale da non poter essere considerato luogo adatto ad un trattamento conforme ai principi fissati dagli articoli 2, 27, 117 e 25 della Carta e dalla Cedu. Motivo per il quale il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha rinviato alla Consulta la questione di legittimità costituzionale degli articoli 147 del codice penale (rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena) e 47-ter dell’ordinamento penitenziario (che norma la detenzione domiciliare), sollevate dai difensori di un detenuto costretto a vivere dal 2023 (fine pena 2042) in celle e ambienti che proprio ieri la commissione Politiche sociali di Palazzo Vecchio ha visitato e ha definito inaccettabili.

di Angela Stella

L’Unità, 5 marzo 2026 Il Tribunale di sorveglianza accoglie la richiesta dei legali di un detenuto e solleva il dubbio di legittimità costituzionale. Intanto nelle prigioni italiane aumentano i reclusi e anche i decessi. Carcere di Sollicciano, Anno Domini 2026: “locali di pernottamento afflitti da copiose e frequenti infiltrazioni d’acqua ed infestate da insetti e, in alcuni casi, da roditori”, “condizioni igieniche gravemente compromettenti”, “formazione di raccolte d’acqua a terra anche nelle celle detentive”, “distacchi di intonaco da pareti e soffitti”, allagamenti, mancanza di acqua calda nelle celle, muffa alle pareti, “materassi logori”, riscaldamento spesso guasto d’inverno, acqua piovana che passa dalle finestre, impossibilità di farsi la doccia ogni giorno per carenza di acqua ...

 

di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 5 marzo 2026 Amato (Pd): 583 reclusi ma i posti sono 361, in sei dentro celle che sarebbero per quattro. Muffa, umidità, infiltrazioni, sovraffollamento, celle da 4 persone che ne ospitano 6, reparti inagibili. Sono sempre più che critiche le condizioni del carcere di Sollicciano in base a quanto raccontato dalla commissione politiche sociali del Comune di Firenze, che ieri mattina ha fatto un sopralluogo. “A causa dei lavori in corso in alcune sezioni, oggi sono disponibili 361 posti a fronte di 583 detenuti” ha spiegato il presidente della commissione Edoardo Amato (Pd). Inoltre, “a Sollicciano arrivano persone detenute non solo dall’area fiorentina ma da tutta la Toscana e, in alcuni casi, anche da altre parti d’Italia. Oggi non ha più la capacità strutturale per ospitare l’attuale numero di detenuti”.

 

di Massimiliano Nerozzi

Corriere di Torino, 5 marzo 2026 Il ministero: “Intaccate stima e fiducia”. Condannati in primo grado per tortura, lavoravano al Lorusso e Cutugno. Il provvedimento del governo reso necessario perché i fatti attribuiti dai giudici ai poliziotti evidenziano “mancanza del senso dell’onore e del senso morale”. La condanna per tortura - seppure solo in primo grado - ha “intaccato il rapporto di stima e fiducia” con l’amministrazione, oltre a potenzialmente “minare l’incolumità dei detenuti”: per questo, con un provvedimento di tre pagine, il ministero della Giustizia (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) ha sospeso in via cautelare dal servizio, a metà dello stipendio, sette agenti della polizia penitenziaria che lavoravano al Lorusso e Cutugno.

 

di Giada Lo Porto

La Repubblica, 5 marzo 2026 Doveva essere la rivoluzione gentile dietro le sbarre, la conquista dei sentimenti in un luogo dove di solito ogni respiro sembra sorvegliato. E invece, a tre mesi dall’inaugurazione del 7 dicembre, la “stanza dell’amore” del carcere di Torino è rimasta quasi immacolata: bianca, ordinata, sanificata e vuota. Dovevano esserci tre turni al giorno da un’ora, diciannove coppie a settimana, un via vai discreto nel padiglione “Arcobaleno” del Lorusso e Cutugno. Ma secondo quanto filtra da fonti carcerarie ci sono stati solo nove incontri in totale. Sei detenuti coinvolti (tre, parrebbe, hanno fatto il bis). A marzo, per ora, zero assoluto. Più che un calendario fitto, un’agendina tascabile. Overbooking? Nemmeno a parlarne.

 

zic.it, 5 marzo 2026 Alla Dozza detenute/i a quota 890, si avvicina il raddoppio delle presenze rispetto alla capienza regolamentare. Centri per il rimpatrio e sistema penitenziario due facce della stessa medaglia: su entrambe è necessario tenere alta l’attenzione. Nelle ultime settimane sulla scena politica di Bologna e dell’Emilia-Romagna è esploso il caso Cpr: ne abbiamo parlato in questo speciale, che racconta cos’è successo a partire dalle dichiarazioni del presidente della Regione, Michele de Pascale, ma soprattutto prova a spiegare cosa sono queste strutture per ribadire - una volta di più - che i Cpr sono luoghi nefasti e ingiusti, da respingere a Bologna e in qualunque altro posto. Come già accaduto in più occasioni nel corso degli anni, un pezzo significativo di questo territorio ha mostrato un moto di indignazione verso l’apertura di un nuovo Cpr.

 

trmtv.it, 5 marzo 2026 Formazione al primo soccorso per i detenuti della Casa Circondariale. Quattro giornate di lezioni teoriche e pratiche nella Casa Circondariale di Potenza. I detenuti coinvolti hanno ottenuto attestati ufficiali di primo soccorso e uso del defibrillatore. Si è concluso nella Casa Circondariale di Potenza il progetto “RiCRIamo”, promosso dal Comitato locale della Croce Rossa Italiana. L’iniziativa ha puntato a trasformare il tempo della detenzione in un’occasione di formazione civica e sanitaria. Il percorso si è articolato in quattro giornate intensive. Un gruppo di detenuti ha partecipato a lezioni teoriche e prove pratiche dedicate al primo soccorso.

 

consiglio.puglia.it, 5 marzo 2026 Il 10 marzo, dalle 17.00, nella Sala dell’Arte del Palazzo del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile, 52, si svolgerà l’evento conclusivo di “Senza Barriere - festival dei diritti e delle pene”, promosso dal Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Puglia, a cura della società cooperativa Radici Future Produzioni. Sarà presentato il libro Diciotto anni e un giorno, della garante della città di Torino Monica Cristina Gallo. Il testo analizza il travaglio dei giovani detenuti in cella, messi al cospetto di detenuti adulti e provenienti da percorsi spesso senza uscita.

 

di Roberto Brumat

Corriere dell’Alto Adige, 5 marzo 2026 Per la rassegna “Corpi Eretici” organizzata dal Teatro La Ribalta di Bolzano, il 13 marzo alle 20.30 va in scena al Teatro Cristallo di Bolzano Edipo Re. La regia è di Stefano Tè, con gli attori della Casa di reclusione di Castelfranco Emilia. È una produzione del gruppo di ricerca teatrale Teatro dei Venti, realizzata con Ert Emilia Romagna Teatro & Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, che dal 2011 mette in rete compagnie teatrali attive nelle carceri. La tragedia di Sofocle racconta un mito ambientato nell’antico Egitto dove Edipo, amato re di Tebe, nella capitale aggredita dalla peste fa un disperato tentativo per salvare il suo popolo.

 

di Isabella De Silvestro

Il Domani, 5 marzo 2026 In questa seconda stagione ci siamo concentrati su una vicenda precisa, sul suo evolvere, sul suo incancrenirsi: una storia che comincia in Egitto e finisce in un carcere del nord Italia. E che ci mostra che l’ingiustizia non è una categoria astratta: non esiste al di là delle persone che la subiscono. Sono loro il vero soggetto del racconto. Nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2024 un ragazzo di diciotto anni muore in un incendio divampato nella sua cella nel carcere milanese di San Vittore, il più sovraffollato d’Italia. La notizia rimbalza su giornali e telegiornali e per qualche giorno si torna a parlare di carcere. Anche l’indignazione divampa, ma si spegne presto: un’indagine archivia la vicenda come suicidio. Quel ragazzo era Youssef Barsom e la sua storia non può essere compresa raccontandone soltanto l’epilogo.

 

di Raffaella Tallarico

gnewsonline.it, 5 marzo 2026 Come una mamma che va a trovare i suoi figli. Così suor Emma Zordan, 84 anni, definisce la sensazione che la accompagna ogni venerdì, quando entra a Rebibbia per incontrare i detenuti. Ultimamente in quel giorno della settimana le capitano dei funerali a cui non può mancare: “impegni che mi impediscono di andare in carcere. Sacrifico il mio piacere. Mi aspettano, si preoccupano se non vado. Si è creato un feeling, un’empatia che descriverla non è possibile”, dice a gNews. Suor Emma ha insegnato lettere nelle scuole ed è volontaria da 12 anni nel penitenziario romano. È conosciuta dentro le mura per i suoi corsi di scrittura creativa, oltre che per essere una ‘corriera’ di tutte le cose che è possibile portare in un carcere. È sorpresa per aver ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’onorificenza dell’Ordine al merito. “Sono emozionata perché lavoro nella semplicità, come tanti”, prosegue.

di Roberta Barbi

vaticannews.va, 5 marzo 2026 Tra le 31 persone insignite nei giorni scorsi al Quirinale dal presidente italiano, a ricevere l’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica c’era anche Esther Sibylle von der Schulenburg, presidente e fondatrice della onlus che attraverso l’arte abbatte la recidiva tra i detenuti. “Con gli studi in psicologia e giurisprudenza che ho fatto non potevo che finire in galera!”: scherzava così Esther Sibylle von der Schulenburg, in una nostra intervista di qualche anno fa, quando “Artisti Dentro” era una bella realtà nata a Milano e che si stava facendo conoscere in tutta Italia. Il 3 marzo scorso la fondatrice della onlus, assieme ad altre 31 persone, è stata insignita dal presidente Mattarella del titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

 

di Sergio Buttiglieri

Il Fatto Quotidiano, 5 marzo 2026 Ascanio Celestini, “folletto” antropologo prestato al teatro, va in scena al teatro Jenco di Viareggio dopo più di vent’anni con un suo vecchio monologo sempre attuale: Radio Clandestina. La stagione di questo teatro viareggino ha fatto proprio l’assunto di Marco Martinelli, anima fondante del Teatro delle Albe di Ravenna, che con i suoi Refrattari afferma: “una cultura teatrale è possibile se non si ha l’animo da mercanti, e se si accetta la sfida di far vivere un teatro dentro la città”. Ascanio Celestini lo avevo incontrato tanto tempo fa al Teatro Verdi di Fiorenzuola quando la stagione era ancora egregiamente diretta da Paola Pedrazzini.

 

di Pietro Barabino

Il Fatto Quotidiano, 5 marzo 2026 Intervista al sociologo Marco Romito. Il professore dell’Università Milano-Bicocca spiega perché le misure securitarie non risolvono il problema della violenza nelle scuole. “Le cause dell’aggressività a scuola sono le stesse dell’isolamento e riguardano le disuguaglianze. Per questo provvedimenti repressivi o l’idea di utilizzare metal detector sono provvedimenti per lo meno miopi, perché ignorano la radice del problema”. Marco Romito, sociologo dell’educazione all’università di Milano-Bicocca, vive a Livorno e da anni studia il modo in cui la scuola contribuisce a riprodurre le gerarchie sociali. A Genova, invitato dal gruppo di autoformazione “Più che insegnare”, che riunisce docenti di scuole di diverso ordine e grado, allarga subito lo sguardo dalla narrazione emergenziale al modo stesso in cui è concepita l’istruzione in Italia.

 

di Paolo Limonta*

Il Fatto Quotidiano, 5 marzo 2026 Vogliamo davvero credere che la soluzione per la sicurezza nelle scuole siano misure autoritarie? Se pensiamo di risolvere il disagio e il malessere di ragazze e ragazzi con i sensori all’ingresso, significa che abbiamo smesso di guardarli negli occhi e capirli nel profondo. Significa che abbiamo perso e fallito, da adulti credibili, davanti alle generazioni più giovani. Il dibattito polarizzante sull’introduzione dei metal detector nelle scuole, che secondo recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sarebbero già in fase di sperimentazione, è solo uno spunto, un dettaglio di un discorso molto più ampio su cui vorrei porre l’attenzione e la riflessione a beneficio di tutte e tutti noi.

 

di Mai più Lager - No ai Cpr

L’Unità, 5 marzo 2026 I recenti sviluppi giudiziari riguardanti i medici di Ravenna, e in particolare la richiesta di loro sospensione cautelare dall’attività per un anno (ad aggiungersi alle indagini, perquisizioni e persino intercettazioni ambientali delle ultime settimane), impongono una riflessione urgente sulla tutela dell’atto medico in quanto tale, e in particolare di quelli svolti in contesti “di frontiera”. Se la libera valutazione clinica della compatibilità con la detenzione amministrativa diventa oggetto non solo di indagini, ma anche di pesanti provvedimenti cautelari interdittivi della stessa attività dalla quale si ricava il sostentamento per sé e la propria famiglia, ciò determina inevitabilmente un fortissimo condizionamento che rischia di compromettere l’indipendenza di chi opera in quei contesti.

 

di Cristina Porta

La Stampa, 5 marzo 2026 La disavventura kafkiana di Giampiero Semeraro: coltivava cannabis light ed è finito sotto processo. È passato da essere un regolare produttore di cannabis legale a essere considerato uno spacciatore in una frazione di secondo. Giampiero Semeraro, 39 anni di Gignod, è a processo per spaccio di sostanze stupefacenti. Il 3 giugno dello scorso anno, la Finanza gli ha sequestrato 200 chilogrammi di cannabis light, tutta già essiccata. Il processo ora è stato rinviato al 26 giugno, in attesa che la Corte costituzionale si pronunci sulla legittimità dell’articolo 18 del decreto sicurezza, approvato dal governo Meloni il 4 aprile 2025, che vieta commercio e lavorazione della cannabis anche quella senza principio attivo.

 

di Goffredo Buccini

Corriere della Sera, 5 marzo 2026 Il doppiopesismo dell’Occidente: le illusioni sull’Iran delle nostre opinioni pubbliche. Ruhollah Khomeini ebbe di certo un’illuminazione ascendendo al potere: usare i mostazafin, i “senza scarpe” della terra, a maggior gloria di Allah e della sua rivoluzione. “È nostro dovere salvare gli affamati e i bisognosi”, dichiarò a un mondo smarrito nel quale il comunismo, alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, già mostrava la corda. Farian Sabahi spiega, nella sua bella Storia dell’Iran, che l’ayatollah trasformò così lo sciismo, da corrente quietista dell’Islam, “in ideologia politica e teoria terzomondista che sfidava l’imperialismo”, ovvero le potenze straniere e l’alta borghesia iraniana protetta dallo Shah. Un’ibridazione che oggi diremmo “populista”, dal potente impatto scenico, versare un po’ di Marx nel Corano.

 

DOCUMENTI

Tribunale di Sorveglianza di Firenze. Alla Consulta la questione sulla costituzionalità della detenzione in condizioni inumane

"Un'analisi dei decessi in carcere. Anno 2025". Raccolta e analisi dati a cura di Giovanni Suriano (Gnpl)

Ricerca statistica: detenuti presenti, posti effettivamente disponibili e tassi di affollamento negli istituti penitenziari in Italia, al 28 febbraio 2026

Radio Carcere, di Riccardo Arena. "Decreto Sicurezza. Le norme che prevedono l’agente sotto copertura nelle carceri, la modifica (poco chiara) dei termini per impugnare un permesso premio..."

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 4 marzo 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 4 marzo 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

Raccolta di tesi di laurea sul carcere (concesse dagli autori per la libera consultazione: n. 228 elaborati, al 4 marzo 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Save the date. Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)

 

APPUNTAMENTI

Giornata di studio. "Università e carcere. Prima giornata nazionale della ricerca scientifica in favore dell'art. 27 della Costituzione" (Roma, 5 marzo 2026)

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Seminario. "Progettare spazi e relazioni per un carcere possibile. Craft competence center anti-fragile territories" (Milano, 6 marzo 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'8 marzo 2026

Proiezione docufilm e Tavola rotonda e: "Teatri di giustizia. Pena, rieducazione e religione" (Pisa, 9 marzo 2026)

Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)

"Visioni riparative tra dentro e fuori". Incontri tematici per promuovere una visione di Comunità Riparativa (Bologna, 11 marzo e 27 maggio 2026)

Incontro-dibattito: "Separare sì, separare no. Idee a confronto sulla riforma costituzionale della magistratura" (Pisa, 12 marzo 2026)

Incontro-dibattito di Fuori Binario. "L'ora di scrivere: la scrittura in carcere" (Firenze, 16 marzo 2026)

Convegno. "Oltre le sbarre: prevenire il suicidio e custodire la memoria, perché nessuno si dimenticato. La storia di Flavio" (Roma, 16 marzo 2026)

Seminario. "Giustizia e Letteratura. Vite che tornano a scorrere: rispondere alla domanda di giustizia" (Milano, 19 marzo 2026)

Incontro-dibattito. "Male, bene, giustizia: la parola che ripara", con i giuristi Antoine Garapon e Claudia Mazzucato (Milano, 19 marzo 2026)

San Vincenzo De Paoli ODV. "Scegliamo bene. Giornate per la Legalità e per una Comunità Responsabile" (Comacchio, fino al 19 marzo 2026)

Seminario CRIVOP Italia ODV: "Volontariato penitenziario: umanizzazione o risocializzazione?" (Palermo, 20 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

Convegno. "Il fenomeno dei suicidi in carcere: analisi e prospettive. Profili giuridici, psicologici, psichiatrici e medico-legali" (Messina e online, 27 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)

Progetti di Servizio civile universale negli Istituti penitenziari. La domanda di partecipazione al bando scade l'8 aprile 2026

Premio Teatro Carcere "Sandro Baldacci", istituito dall’Associazione Teatro Necessario Aps (Candidature entro il 30 aprile 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 luglio 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)