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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 1 marzo 2026
di Coordinamento Carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 1 marzo 2026 Da alcuni giorni abbiamo deciso di pubblicare le schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferite da Padova dopo anni di attività rieducative. Abbiamo notizie di numerosi trasferimenti di persone detenute AS3 da Parma e ci interroghiamo su questo ‘piano di riorganizzazione’ delle sezioni di Alta Sicurezza, su motivazioni e finalità. E sulle conseguenze per la vita delle persone.
di Francesco Esposito*
instagram.com, 1 marzo 2026 Se sei ristretto e hai problemi di salute oltre alla condanna da espiare avrai la tortura di soffrire mentre sei malato e, spesso, morire d’incuria. Ma si può fare qualcosa? Secondo me sì e vediamolo in qualche punto: partire dal concetto che anche la salute del detenuto degrada e che non sono tutti malati immaginari, questa è la base; più libertà e autonomia al medico penitenziario che dovrebbe avere anche più potere per invii a strutture ospedaliere per esami primari di routine; i farmaci devono essere prescritti con visita e dialogo confidenziale medico-paziente proprio come si fa fuori; ci vuole un’assistenza di notte per le emergenze e un’apertura celere dei blindati in caso di malessere.
GIUSTIZIA
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 1 marzo 2026 Il tema della sicurezza resta uno dei cardini del dibattito pubblico e politico italiano. I numeri lo dimostrano con chiarezza: il 46,4% dei cittadini intervistati da Only Numbers per la trasmissione Realpolitik si dice favorevole allo scudo penale per le forze dell’ordine. Un dato significativo, che racconta di un Paese che, pur tra paure e tensioni, riconosce la delicatezza e la complessità del lavoro svolto quotidianamente da donne e uomini in divisa. Emerge una condivisione quasi totale tra gli elettori dei partiti di governo (84,5%), mentre tra le opposizioni solo uno su tre sostiene questa posizione (28,5%). Eppure, i numeri raccontano anche altro.
di Giovanni Maria Flick
Avvenire, 1 marzo 2026 Le modifiche proposte dalla riforma affrontano criticità note dell’ordinamento giudiziario e richiamano precedenti della giurisprudenza di legittimità, ma lasciano aperti interrogativi sul metodo seguito e sulla qualità del confronto istituzionale. La revisione costituzionale può condurre legittimamente a sostenere dal punto di vista tecnico sia argomentazioni a sostegno del Sì quanto del No. Sembrerebbe più di buon senso una posizione “impossibile” a sostegno del “Ni”; occorre comunque intendersi sulla effettiva portata delle modifiche costituzionali proposte e sul loro contesto istituzionale. Il principio della separazione delle carriere non sconcerta e la sua compatibilità con i princìpi costituzionali attuali, anche solo con legge ordinaria, è stata riconosciuta esplicitamente anche dalla Corte costituzionale ...
di Marika Ikonomu
Il Domani, 1 marzo 2026 Secondo Tatiana Montella, è un’operazione specifica che rientra nelle più ampie politiche repressive di questo governo, espressione di una certa ideologia. I concetti di consenso e dissenso hanno alla base un diverso tipo di relazione: nel primo caso c’è un rapporto di parità; il secondo presuppone uno sbilanciamento di potere: “Deresponsabilizza completamente l’abusante rispetto all’atto sessuale”. Il disegno di legge Bongiorno che vuole introdurre il concetto di dissenso nel reato di violenza sessuale non è un intervento isolato.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 1 marzo 2026 La manifestazione nella Capitale aperta dai centri antiviolenza: “Senza consenso è stupro, la destra deve ritirare la norma”. “Senza consenso è stupro”. I tempi in cui si deve scendere in piazza per ribadire l’ovvio sono quelli più insidiosi. Eppure, ancora una volta, le donne ieri hanno manifestato per bloccare la deriva retriva del paese. La destra al governo ha ideato una legge che peggiora la tutela legale delle vittime in caso di stupro e violenza. La premier Giorgia Meloni e la senatrice leghista Giulia Bongiorno hanno trasformato la proposta di legge bipartisan sul consenso, che doveva accogliere la Convenzione di Istanbul, nel suo esatto contrario: una norma il cui perno è la volontà contraria della vittima all’atto sessuale.
di Frank Cimini
L’Unità, 1 marzo 2026 Si indaga per quattro anni su una persona, alla spasmodica ricerca di un reato che non c’è “e forse ci sarà mai” (avvertimento del gip al pm alquanto inconsueto). Siamo nell’ambito della caccia ai misteri inesistenti del caso Moro. A partire dalla perquisizione dell’8 giugno 2021, con sequestro di un ponderoso archivio strumento indispensabile di lavoro, hanno rovinato la vita di Paolo Persichetti, ricercatore storico, un passato lontano in un gruppo della lotta armata che secondo chi indaga dovrebbe impedirgli studio e approfondimento della storia.
di Costantino Cossu
Il Manifesto, 1 marzo 2026 In base al piano del governo, la regione dovrebbe ospitare 240 detenuti al 41bis su 749. Sono quasi 10mila in Italia, su una popolazione di circa 54mila detenuti, i reclusi appartenenti al circuito dell’alta sicurezza. Di questi, 749 sono sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41 bis e sono ospitati attualmente in 12 penitenziari. Il governo ha predisposto un piano, elaborato dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che prevede la loro concentrazione in soli sette istituti penitenziari: Alessandria, L’Aquila, Parma, Vigevano, Nuoro, Sassari e Cagliari.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 1 marzo 2026 In piazza per dire no ai detenuti in regime di 41bis nelle carceri della Sardegna. Doveva essere mobilitazione generale, e così è stato. Alla manifestazione promossa dalla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, contro il trasferimento dei detenuti “ad alta pericolosità” nelle strutture detentive dell’isola hanno partecipato più di 1.500 persone: amministratori regionali, sindaci, sindacati associazioni e cittadini. Tutti sotto il palazzo della Prefettura simbolo del Governo in città.
laprovinciadibiella.it, 1 marzo 2026 Dopo le polemiche sulla scelta fatta dal consiglio comunale di Biella, l’intervista a Bruno Mellano, storico attivista del Partito Radicale, nonché primo garante dei detenuti della Regione Piemonte. “La scelta migliore, viste anche le difficoltà degli ultimi due anni, sarebbe stata quella di individuare una persona esperta e competente per aiutarla in quello che è, a tutti gli effetti, un ruolo delicato e complicato. Certo, se partiva da qualcuno che avesse già conoscenza diretta della realtà del carcere, sarebbe stato molto più facile. Anche per il prescelto! Comunque, per il ruolo, serve in primis assicurare autonomia, indipendenza e capacità di costruire reti”.
tarantotoday.it, 1 marzo 2026 La visita dell’associazione Antigone nell’istituto penitenziario del capoluogo ionico ha fatto emergere condizioni igienico sanitarie “drammatiche”, “sotto organico tutto il personale”. Un detenuto con problemi psichici in cella con solo un materasso per terra, circondato da rifiuti di ogni genere. Le osservatrici dell’associazione Antigone entrano nel carcere di Taranto e quello che emerge dalla visita nella struttura è una situazione assai critica, sia per le persone recluse sia per il personale. Nel carcere Carmelo Magli di Taranto, al momento, si contano 809 persone detenute: 765 sono uomini - di cui 747 italiani - e 62 stranieri. Le donne sono 44, di cui 5 straniere. L’istituto, a fronte di questi numeri, ha una capienza regolamentare di 500 unità.
di Sara Costanzi
umbria.tag24.it, 1 marzo 2026 Visita al carcere ternano di Sabbione per il senatore Pd Walter Verini e il Capogruppo Pd a Terni Pierluigi Spinelli. Dopo i lunghi disordini di domenica scorsa che hanno portato alla devastazione di un’intera sezione, l’allarme rimane alto. La situazione, hanno detto i due esponenti dem all’uscita, “è drammatica” e “richiede interventi immediati”. “Abbiamo toccato con mano una realtà pesantissima e pericolosa - ha affermato Verini. Abbiamo anche ascoltato dal Direttore e dalla Comandante l’esposizione di una situazione che richiede interventi immediati”.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 1 marzo 2026 Il Csv: “Disponibili una quarantina di persone per progetti di aiuto e recupero a favore dei giovani detenuti”. Almeno una quarantina le persone, volontari e non, che si sono messi a disposizione per dare vita a progetti di aiuto e recupero degli ospiti, attuali e futuri, dell’istituto penitenziario per minori (Ipm) in via Verdi. Struttura che, da una settimana, ha iniziato a ospitare i primi cinque detenuti. Come spiega Niccolò Gennaro, direttore del Centro servizi volontariato (Csv) di Padova e Rovigo, “al momento abbiamo ricevuto una quarantina di segnalazioni di persone, non solo volontari di associazioni, disponibili per aiutare a dar vita ai progetti per i detenuti del carcere minorile”.
ferraratoday.it, 1 marzo 2026 Si va verso un Albo delle imprese solidali: riunito il tavolo tra enti, realtà sociali e imprenditoriali. Ferrara si candida a diventare una città laboratorio per la sperimentazione di un progetto pilota finalizzato al reinserimento sociale delle persone detenute e, più in generale, delle persone in condizioni di fragilità attraverso il lavoro. Un’iniziativa ambiziosa che, non a caso, prende il nome di ‘Fenice’, simbolo di rinascita e richiamo alla possibilità di riprendere il proprio percorso di vita al termine di un periodo difficile.
agensir.it, 1 marzo 2026 Fischio d’inizio, squadre in campo e voglia di mettersi in gioco: è questo lo spirito che ha animato la III edizione dei Giochi della Speranza alla Casa di reclusione di Milano Bollate, la “piccola olimpiade in carcere” che ha trasformato per un giorno l’istituto penitenziario in uno spazio di competizione leale, incontro e condivisione autentica. Dopo la precedente esperienza nella Casa circondariale di Rebibbia a Roma, l’iniziativa ha fatto tappa per la prima volta a Milano, respirando idealmente l’atmosfera dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 1 marzo 2026 Non una semplice giornata sportiva, ma un laboratorio di umanità: calcio, pallavolo e atletica diventano strumenti di relazione, responsabilità e rieducazione in un carcere che fa della permeabilità con la società civile la sua cifra distintiva. Il cemento della Casa di Reclusione di Milano Bollate non riflette la luce. La inghiotte. Milano il 28 febbraio è una città piegata sotto un cielo basso, color piombo. L’aria sa di pioggia trattenuta. Qui molti là fuori il grigio è struttura, grammatica, destino apparente: muri, corridoi, cancelli che si chiudono con un tonfo metallico che non ammette repliche. Eppure, dentro questa architettura severa, irrompe il colore.
ansa.it, 1 marzo 2026 Trentaquattro tele raffiguranti autoritratti di detenuti del carcere napoletano di Poggioreale saranno esposte per una settimana nel Gran Salone dei Busti di Castel Capuano. Dell’iniziativa ha parlato, a margine della cerimonia di scoprimento del busto per l’avvocato Vincenzo Maria Sinsicalchi, Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello. “Stiamo lavorando alla pubblicazione di un libro che si intitola ‘Evasioni Creative’ - ha detto Covelli - e partendo dal lavoro fatto dal maestro Lello Esposito nel carcere di Poggioreale con un laboratorio artistico per i detenuti abbiamo realizzato un progetto affinché qui, sotto i grandi busti dei giureconsulti eccellenti, ci siano per una settimana i quadri realizzati dai detenuti con la direzione e l’insegnamento dell’artista”.
AFFARI SOCIALI
di Franco Vaccari
Avvenire, 1 marzo 2026 La difesa è necessaria alla vita e alle istituzioni, ma quando perde misura supera una soglia e diventa forza che distrugge l’altro. Una forza che si può ridurre, limitare, educare, recuperando il patrimonio della nonviolenza come responsabilità quotidiana. Non si fa più la guerra solo con eserciti e confini. Oggi si combatte economicamente, con sanzioni e dazi; sulle risorse e sul clima; con la disinformazione e la manipolazione delle elezioni; con attacchi a distanza, satelliti e droni, algoritmi e guerre per procura, con un semplice cellulare. Se la violenza organizzata, nelle diverse forme di guerra, ha cambiato pelle, non ha però cambiato natura.
di Stefania Garassini
Avvenire, 1 marzo 2026 Il processo contro Meta e YouTube a Los Angeles segna un punto di rottura nella fiducia tra famiglie e piattaforme. Le accuse di responsabilità nell’indurre dipendenza chiamano in causa un modello ed evidenziano l’inadeguatezza dei sistemi di protezione. Ne emerge una sconfitta collettiva. “Questi sono casinò per l’attenzione. E il banco vince sempre”. È una delle frasi nei documenti al centro del processo in corso in questi giorni a Los Angeles contro Meta e YouTube. L’allusione è alla natura dei servizi online sotto accusa, che sarebbero responsabili di aver creato meccanismi per attrarre e gestire l’attenzione degli utenti più giovani fino a indurre alla dipendenza e a forme di disagio mentale anche grave.
di Italo Di Sabato
osservatoriorepressione.info, 1 marzo 2026 Il ddl Meloni non “gestisce” l’immigrazione: fabbrica paura, criminalizza il soccorso e usa i migranti come prototipo per comprimere diritti e democrazia. C’è una verità che andrebbe stampata a caratteri cubitali sopra ogni dibattito sull’immigrazione, sopra ogni decreto, sopra ogni ddl, sopra ogni talk show e sopra ogni post indignato: la destra odierna senza i migranti non sarebbe niente. Niente identità, niente collante, niente racconto. Una macchina politica vuota. I migranti sono il nemico perfetto. Non perché lo siano davvero, ma perché sono costruiti come tali.
di Flavia Amabile
La Stampa, 1 marzo 2026 Gli spostamenti dall’Italia al Cpr avvengono in aereo e per alcuni dei 90 reclusi è già la seconda volta. Gli avvocati: “Mistero sui criteri con cui vengono scelti”. È deserto l’hotspot al porto di Shengjin. È dolce la vita nel centro di Shengjn inaugurato un anno e mezzo fa dal governo Meloni con l’obiettivo di trasferire lontano dall’Italia fino a 3 mila stranieri irregolari. In questa mattina quasi primaverile, con il mare albanese che brilla davanti e i galli che cantano in lontananza, una donna con un giubbotto arancione passa straccio e scopa sul cortile deserto.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 1 marzo 2026 Ogni generazione di inviati di guerra e di popoli mediorientali ha la sua devastante guerra del Golfo: ieri ne è arrivata un’altra, ampiamente prevista dopo il viaggio di Netanyahu a Washington e il fallimento annunciato della diplomazia. La mia generazione ne ha già viste sul campo tre lunghe (1980-88, 1990-91, 2003-2010) e un paio più brevi in poco più di 45 anni. Ogni volta si pensava fosse quella definitiva: per raggiungere quale scopo, oggi come ieri, non è dato sapere. Se non uno: quello di fare di Israele la potenza dominante della regione con la distruzione di interi popoli, gli stessi che insieme ai palestinesi già si trovano sul menù del Board of Peace di Trump, dove i miserabili accoliti di Trump una decina di giorni fa a Washington canticchiavano nel microfono come dei Fantozzi in gita aziendale.
di Davide Illarietti
Corriere del Ticino, 1 marzo 2026 Lo chalet riservato agli incontri intimi dei detenuti va in pensione, dopo quarant’anni - Che cosa prenderà il suo posto? Entrare nella casetta ai margini del bosco della Stampa è un’emozione forte, anche se non sei un carcerato che aspetta di rivedere la propria dolce metà dopo tanto tempo. Lo chalet dell’amore, o per meglio dire la cella - per entrare bisogna attraversare un’infinità di cancelli sorvegliati, uno dopo l’altro, all’interno del carcere - accoglie gli ospiti con l’odore delle case vecchie. Gli infissi anni 60 e il mobilio ricordano certi rustici della vicina Val Colla. Non fosse per le inferriate e il filo spinato tutto intorno, potresti pensare di trovarti in un bed-and-breakfast di terz’ordine.
DOCUMENTI
Articolo. "Giuliano Vassalli e la riforma costituzionale della magistratura", di Mitja Gialuz
Tesi di laurea: "Corpi ristretti. Il fenomeno dell'autolesionismo in carcere", di Chiara Gelatti
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 2 all'8 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI