|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di mercoledì 11 marzo 2026
di Davide Ferrario
Corriere della Sera, 11 marzo 2026 Fanno discutere alcuni provvedimenti presi dal Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria, l’organo incaricato della gestione delle carceri italiane, riguardanti le attività culturali dietro le sbarre. A Rebibbia si è arrivati al paradosso di consentire ad alcuni detenuti che fanno teatro (un’attività che va avanti con successo da decenni) di poter salire in palcoscenico solo se non c’è il pubblico. Ma anche dalle nostre parti non si scherza. A Saluzzo è stata annullato lo storico programma di incontri tra detenuti e studenti delle superiori che si teneva nell’ambito delle attività del Salone del Libro, considerato “inopportuno”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 11 marzo 2026 C’è una lettera che arriva dalla Casa circondariale di Bergamo. La firma Ivan Szydlik, che nel mondo reale si chiama Ivan Errichiello. Per anni uno dei reseller più seguiti d’Italia, capace di costruire un seguito di milioni di persone attraverso i social media, oggi detenuto che scrive alle redazioni per raccontare quello che vede ogni giorno dall’interno di una cella. La lettera non è uno sfogo. Non è nemmeno una richiesta di comprensione. È qualcosa di più preciso: una descrizione del sistema penitenziario italiano fatta da qualcuno che, fino a qualche mese fa, quel sistema non lo aveva mai nemmeno sfiorato nella propria esperienza di vita. “Prima di viverlo sulla mia pelle, non avrei mai immaginato quanto il tema carcerario fosse complesso, umano e urgente”, scrive Szydlik. Ed è proprio questa distanza di prima che rende il testo interessante: non parla un attivista, non parla un esperto di diritto penitenziario, parla qualcuno che è arrivato lì senza aspettarselo.
agensir.it, 11 marzo 2026 “La pena, come prevede la Costituzione, deve mantenere una finalità rieducativa e garantire condizioni di umanità. Chi vive il carisma vincenziano è facilitato nel servizio alla fragilità e quindi anche alla persona detenuta. Federico Ozanam ci richiama a lavorare sulla dignità, ridando speranza e prendendoci cura anche delle famiglie”. Lo dice la responsabile del Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli, Antonella Caldart, commentando le parole di Franco Prina all’Assemblea nazionale della Conferenza nazionale Volontariato Giustizia, per il quale il volontariato è un ponte tra carcere e comunità.
di Desi Bruno*
civicrazia.org, 11 marzo 2026 Decreto Sicurezza n. 23/2026. Cosa cambia per il carcere? È entrato in vigore da pochi giorni il cd. decreto sicurezza, un corposo provvedimento che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dal Parlamento. Molte gli interventi: dall’innalzamento delle pene per reati in materia di porto di armi quali coltelli e simili, una nuova figura di rapina aggravata, nuove ipotesi di divieto di accesso a luoghi pubblici e a manifestazioni, nuovi poteri del prefetto, individuazione di zone rosse, introduzione di un fermo di polizia preventivo per 12 ore ed altro. L’occasione è stata fornita da una serie di episodi che ha turbato l’opinione pubblica e ha incrementato la percezione di insicurezza soprattutto in aree urbane degradate. Solo nei primi giorni di marzo molteplici sono stati gli accoltellamenti tra minorenni.
di Marco Calvarese
romasette.it, 11 marzo 2026 L’ispettore generale dei cappellani don Grimaldi esorta tutti gli operatori pastorali del mondo del penale a partecipare alla Giornata promossa dalla presidenza Cei per il 13 marzo. “Il grido e la preghiera per la pace possano essere innalzati a Dio anche dalle nostre carceri italiane, dove ci sono tante sofferenze nascoste, dignità ferite, voci soppresse; possano anche i nostri fratelli e sorelle ristretti, unirsi alla supplica del mondo intero affinché tacciano le armi”. Sono le parole di don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiani, in un messaggio rivolto a tutti i cappellani delle carceri, ai diaconi, alle consacrate e ai religiosi, agli operatori pastorali del mondo del penale, in occasione della Giornata di preghiera e digiuno, promossa dalla presidenza della Cei per venerdì 13 marzo, per invocare il dono della pace in Medio Oriente e in tutto il mondo.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 11 marzo 2026 Il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele e il Presidente della Federazione Italiana Rugby Andrea Duodo. È stato sottoscritto il 7 marzo scorso, nella Sala Stampa dello Stadio Olimpico di Roma - poco prima dello storico successo della nostra Nazionale sull’Inghilterra nel torneo Sei Nazioni - il Protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e la Federazione Italiana Rugby (Fir), volto a rafforzare e ampliare il progetto “Rugby Oltre le Sbarre” negli istituti penitenziari italiani. A firmare l’accordo sono stati il Capo del Dap Stefano Carmine De Michele e il Presidente della Fir Andrea Duodo.
GIUSTIZIA
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 11 marzo 2026 Per governo e magistrati la campagna per il voto si è trasformata in un festival degli scivoloni. Da Licio Gelli a Minneapolis, dall’impunità della politica a mafiosi e massoni: l’elenco è lungo. In principio fu Carlo Nordio, voce dal sen fuggita un anno fa: “Questa riforma non influisce sull’efficienza della giustizia e sui tempi dei processi”, sfavillante esempio di spot al contrario. E davvero, sfogliando il taccuino delle gaffes di questa campagna elettorale, qui si rischia che il guardasigilli occupi d’imperio la metà di questo articolo. Prima di proseguire, però, il cronista è assalito da un dubbio, proprio sul concetto di gaffe, sinonimo di scivolone rispetto a un codice. È gaffe la frase di Giorgia Meloni sui giudici che “bloccano i rimpatri degli stupratori” o è trumpismo applicato che si nutre di deformazione della realtà?
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 marzo 2026 Si fa difficile, molto. Anche se Giorgia Meloni ci aveva provato. Aveva vinto la ritrosia a giocarsi tutto sul referendum. Dopo una lunga attesa, lunedì mattina aveva finalmente pubblicato sui social il video con il messaggio fatidico: “È importante che si vada a votare, e che si voti Sì”. Ma è chiaro che le parole di Giusi Bartolozzi, la clip video in cui la capo Gabinetto di Carlo Nordio - il ministro che ha scritto la riforma sottoposta a voto popolare - dichiara “votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è un plotone di esecuzione”, continuano a suonare sinistre per le prospettive di vittoria del governo. Mai la partita sulla separazione delle carriere, per l’Esecutivo e la sua maggioranza, era stata così in salita.
di Davide Paris
Il Giorno, 11 marzo 2026 Il voto sulla riforma della giustizia spiegato dal costituzionalista. La riforma incide essenzialmente in tre direzioni: i due Csm, l’estrazione a sorte dei componenti e l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare. Se il referendum dovesse passare molti aspetti dovranno comunque essere sviluppati dalla legge ordinaria. Nel referendum del 22 e 23 marzo i cittadini italiani sono chiamati a confermare o respingere la cosiddetta “riforma costituzionale della giustizia” (tecnicamente: la legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”). La riforma modifica in maniera significativa la composizione e le funzioni dell’organo di governo autonomo della magistratura, il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm).
di Roberto Voza
Il Dubbio, 11 marzo 2026 A proposito del metodo di questa riforma, basterebbe evidenziare che la blindatura del testo governativo non ha consentito di emendare neppure quelle criticità riconosciute dai suoi stessi sostenitori. Nel merito, la legge appare in parte inutile, in (buona) parte dannosa. È inutile nella misura in cui intende realizzare la separazione delle carriere, per la quale sarebbe bastata una legge ordinaria, come riconosciuto dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 37/2000 (Presidente Vassalli). È dannosa nella misura in cui introduce una scissione ordinamentale della magistratura, come se fosse una necessità indotta dalla costituzionalizzazione del principio del giusto processo (con cui - secondo questa tesi - l’attuale assetto del nostro ordinamento giudiziario sarebbe in contrasto).
di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 11 marzo 2026 Pubblicato il report del Ministero della giustizia sulle prassi organizzative di 140 procure italiane nel contrasto alla violenza di genere e domestica. Il Ministero della giustizia ha pubblicato sul portale Gnewsonline.it il report di analisi “Contrasto alla violenza di genere e domestica nelle prassi organizzative delle procure ordinarie. Analisi e prospettive di sviluppo”, realizzato dall’Osservatorio sulla violenza di genere e domestica in collaborazione con il gruppo di lavoro dedicato. L’indagine rappresenta una prima analisi esplorativa sulle modalità operative adottate da 140 procure della Repubblica, con l’obiettivo di monitorare il grado di efficacia dell’attuale impianto normativo nel contrasto alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 marzo 2026 A volte la giustizia sembra muoversi seguendo una sceneggiatura già scritta, dove i ruoli sono assegnati prima ancora che inizino le riprese. In questa storia, il copione prevedeva un nuovo capitolo del “depistaggio infinito” sulla strage di via D’Amelio, con protagonisti inaspettati: un avvocato storico, un giornalista di fama e un ex killer che ha deciso di parlare dopo trent’anni. Ma le carte depositate dalla Procura di Caltanissetta, che ora chiede l’archiviazione per l’avvocato Ugo Colonna e per Michele Santoro, raccontano una realtà molto diversa, fatta di sospetti pesanti che si sono sciolti come neve al sole davanti alla mancanza di prove concrete.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 11 marzo 2026 Negli istituti penitenziari della Toscana vivono oltre 3.400 detenuti. La ricerca dell’Osservatorio regionale della cultura, con il supporto di Irpet, mostra come i laboratori culturali possano rafforzare autostima, relazioni e prospettive di reinserimento. La cultura entra in carcere e diventa uno strumento di reinserimento sociale. In Toscana i laboratori culturali, dalla scrittura alla musica fino al teatro, stanno dimostrando di avere effetti concreti sul benessere psicologico dei detenuti e sulla loro capacità di relazionarsi con gli altri. È quanto emerge da una prima indagine valutativa dell’Osservatorio regionale della cultura, realizzata con il supporto scientifico di Irpet e promossa dalla Direzione Cultura e Sport della Regione Toscana.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 11 marzo 2026 L’ex primo cittadino è tuttora detenuto nel carcere in via Tiburtina. Le vittime sono un agente della Penitenziaria e due reclusi. Uno dei quali si è suicidato. Le notizie rivelate nel corso della stesura del “Diario di cella”. Basilischi, di 41 anni, per non meglio precisati problemi di salute, un infarto o una bronchite non curata, molto probabilmente connessi allo stress di un carico di lavoro portato fino all’estremo degli straordinari necessari, per compensare una carenza di organico che arriva fino al 42% del personale”. Così l’ex sindaco Gianni Alemanno, tuttora detenuto nel complesso in via Tiburtina.
napolitoday.it, 11 marzo 2026 Associazioni manifestano davanti al penitenziario napoletano: “Condizioni disumane”. “Costituzione e religione parlano entrambe della dignità dell’uomo e queste carceri non garantiscono nessuna dignità”. Parole di don Tonino Palmese, responsabile di Libera Campania e garante napoletano dei diritti dei detenuti. L’occasione è la manifestazione indetta oggi, 10 marzo, dalle associazioni contro le condizioni di chi è in carcere, in particolare nei penitenziari di Napoli. Decine di persone si sono riunite davanti al carcere di Poggioreale.
ansa.it, 11 marzo 2026 Il Garante: “Brandine a due metri da terra, serve il casco”. Con i caschetti gialli in testa hanno urlato “dignità e libertà” rivolgendosi verso il carcere di Poggioreale i manifestanti - una cinquantina di persone in tutto - che si sono ritrovati nel pomeriggio davanti al Palazzo di Giustizia di Napoli per richiamare l’attenzione sulle condizioni dei detenuti nelle carceri italiane. Alla manifestazione - promossa da varie associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei detenuti, tra cui Libera, Liberi di Volare e Antigone - ha presenziato anche il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello. “Le carceri italiane producono disperazione e recidiva e negano dignità, salute e diritti fondamentali” e “Si esce dal carcere, ma non dalla condanna”, queste alcune delle frasi esposte su striscioni e cartelli ...
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 11 marzo 2026 Una bomba pronta ad esplodere. Nel carcere di Montacuto le prime micce di una situazione ormai emergenziale si sono già accese. Il primo problema: il sovraffollamento cronico. Stando ai dati del Ministero della giustizia (aggiornati al 9 marzo) la casa circondariale ospita attualmente 361 detenuti a fronte di una pianta organica di 256. Ci sono, dunque, 105 reclusi in più. Cosa vuol dire? Anzitutto le celle sono state riempite in ogni loro spazio vitale, tanto che non bastano neanche più i letti. Almeno dieci detenuti sono costretti a dormire sui materassi buttati a terra. Nessuna rete, nessuna branda. Un clima di disagio che, inevitabilmente, si ripercuote sugli agenti della Polizia penitenziaria, costretti con ogni sforzo possibile, e sempre con grande professionalità, a tenere a bada quasi quotidianamente allarmi e inottemperanze.
di Valentina Moro
La Stampa, 11 marzo 2026 Negata agli studenti l’autorizzazione ad assistere allo spettacolo preparato con i reclusi di Asti. Il garante Domenico Massano chiede ai vertici dell’amministrazione penitenziaria di rivedere la decisione. “Il treno non ha fischiato”. Gli studenti delle scuole superiori e dell’Università non potranno assistere in carcere allo spettacolo che hanno preparato con i detenuti. Un percorso iniziato da da Agar teatro che con il progetto “Teatro Oltre” aveva dato ottimi risultati. Il divieto arriva dal Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) che ha negato l’autorizzazione. Allo spettacolo potranno assistere i familiari e il pubblico ma non gli studenti. Ad ottobre il Dap ha emesso una circolare che limita molto le attività che prevedono la presenza di esterni. Il diniego per gli studenti è arrivato 20 giorni dalla prima della rappresentazione di Teatro Oltre, un progetto che prosegue da tre anni e che non ha mai comportato problemi di sicurezza.
sardegnalive.net, 11 marzo 2026 Consentirà ai partecipanti di ottenere certificazioni utili per il reinserimento lavorativo e competenze per intervenire nelle emergenze sanitarie. Prendere il via quest’oggi il nuovo progetto formativo promosso dal Cpia n.4 di Oristano e rivolto a cinquanta detenuti della Casa di reclusione di Massama. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di ampliare le opportunità di formazione per gli studenti detenuti, offrendo loro la possibilità di conseguire brevetti e certificazioni spendibili nel mondo del lavoro. Il progetto è stato ideato dal professor Gian Mario Dettori, docente del Cpia e referente dell’istituto presso la struttura penitenziaria. La sua realizzazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione con l’associazione ed ente di formazione Re-Heart, di cui lo stesso docente fa parte come istruttore.
di Federica Pacella
Il Giorno, 11 marzo 2026 Dalla casa di reclusione di Verziano, le voci delle detenute arrivano nel cuore del Tribunale di Brescia, per raccontare la reclusione da un punto di vista per certi versi inedito. Le donne recluse sono stabilmente il 4-5% dei detenuti, ma molto spesso sono corree dei propri partner. Nell’ambito degli spazi di ascolto e del laboratorio di teatro sociale, tenuti a Verziano da Fraternità Sistemi con l’équipe educativa dell’istituto e il supporto di Comune di Brescia, Rete Antiviolenza territoriale, Comunità Fraternità, sono emerse fragilità accomunate da relazioni violente, a cui si è iniziato a dare una risposta che, per molte detenute, si sta trasformando in una ritrovata libertà dalla violenza.
di Edoardo Iacolucci
La Capitale, 11 marzo 2026 Rebibbia, “la città invisibile” prende voce all’Auditorium: il docu-teatro ispirato a Calvino debutta davanti al pubblico. Le luci della sala si abbassano mentre sullo schermo scorrono i primi volti. All’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” sta debuttando “Rebibbia: la Città invisibile”, esperimento di docu-teatro nato dai Laboratori d’Arte in carcere e ispirato all’opera di Italo Calvino, nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Lo spettacolo, prodotto dall’Associazione Ottava Arte in collaborazione con La Ribalta Centro Studi “Enrico Maria Salerno”, porta sul palco detenuti, ex detenuti e personale della Polizia penitenziaria del carcere romano di Rebibbia. La regia è firmata da Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 11 marzo 2026 “Dei delitti e delle pene”: nel primo numero dell’anno, MicroMega fa il punto sulla giustizia del XXI secolo. Tassatività, determinatezza, materialità, offensività. Alzi la mano chi sa di cosa stiamo parlando. Sono i principi costituzionali ai quali dovrebbe sottostare qualsiasi norma incriminatrice affinché si possa ridurre la “divergenza tra ius quia iustum (diritto che è tale perché giusto) e ius quia iussum (diritto tale per il solo fatto di essere sancito)”. Di questi tempi di grande abbuffata simbolica del diritto penale il pericolo di rimanere disorientati è alto ma l’ultimo numero di MicroMega, il primo del 2026 - Dei delitti e delle pene. Carcere e penalità nel XXI secolo (pp. 272, euro 18) - è un’ottima bussola e un valido strumento per riconoscere le trappole della giungla panpenalista.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 11 marzo 2026 Intervista con in regista cofondatore del Teatro libero di Rebibbia dopo le notizie su limitazioni alla recita per reclusi in alta sicurezza. “Ho conosciuto 2 mila detenuti, la loro recidiva è passata dal 65 al 15%. Alcuni ora sono attori professionisti. Il teatro fa bene a loro e alla società. La pena non è vendetta”. Stasera la compagnia è all’Auditorium di Roma. “A Rebibbia è attivo da dieci anni un Laboratorio teatrale durante il quale gli studenti universitari assistono alle prove in palcoscenico dei detenuti del Reparto alta sicurezza. Per quest’anno, al momento, non è stato autorizzato dal Dipartimento penitenziario”.
AFFARI SOCIALI
di Vittorio Pelligra
Avvenire, 11 marzo 2026 Guerra poco spiegata, referendum opaco e informazione nelle mani di pochi: quando il potere discrezionale cresce, la libertà dei cittadini diventa sorvegliata. Non troppo distante da noi divampa una guerra che non riusciamo a capire fino in fondo e di cui sappiamo pochissimo. Le informazioni sono frammentarie e filtrate e il governo incredibilmente non sente il dovere urgente di spiegare ai cittadini quali scelte stiamo compiendo, con quali rischi e con quali implicazioni. Nello stesso tempo siamo chiamati a pronunciarci su un referendum che sancirebbe una modifica alla Costituzione. Ma lo si fa nell’ambito di un dibattito falsato. Terribilmente tecnico o del tutto ideologico e quindi vuoto.
di Federica Rossi*
Il Manifesto, 11 marzo 2026 Sempre di più le richieste respinte in nome di un’imprecisata “sicurezza dello Stato”. “Quando mi hanno rigettato la cittadinanza ho camminato per ore, piangendo per tutta la città. Era notte. Qui ho lavorato una vita, tutti mi rispettano. Non riuscivo a crederci”, racconta Amal Al-Ali (nome di fantasia). La sua è una delle centinaia di storie di dinieghi al riconoscimento della cittadinanza italiana per motivazioni inerenti alla “sicurezza dello Stato”. Secondo una richiesta di accesso agli atti che abbiamo presentato, in questo gruppo ricadono 132 persone solo nel 2024. Negli ultimi 5 anni sono 975. Il rigetto avviene quando, per l’amministrazione, l’acquisizione potrebbe comportare una minaccia.
meltingpot.org, 11 marzo 2026 “Siamo 20 persone e siamo nella peggiore condizione perché il trattamento qui è pessimo. Per favore, aiutateci. Non possiamo sopportare qui: ogni giorno la gente vuole suicidarsi”. Così inizia la denuncia contenuta in un comunicato stampa firmato da Assemblea No Cpr Macomer e LasciateCIEntrare, che riporta le testimonianze di 16 internati del Cpr di Macomer. Le parole raccontano una realtà di sofferenza estrema e rappresentano un grido d’aiuto rivolto alla società tutta: “Oggi sembra un anno [i giorni scorrono tanto lenti da sembrare lunghi come un anno]. Anche il nostro stato psicologico è pessimo. Anche il cibo non è buono e qui non tutto è buono, ci sono otto persone gravemente malate e non c’è personale medico. Hanno bisogno di cure il prima possibile.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 11 marzo 2026 Le opposizioni rilanciano: il governo sapeva che quei migranti sarebbero tornati indietro. “Deportati solo per fare campagna sul referendum”. E torna lo spettro del danno erariale. Un’informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi su quanto sta accadendo nel Cpr di Gjader. È la richiesta avanzata ieri in Aula dalla deputata Sara Kelany, responsabile immigrazione di FdI. “Apprendiamo, preoccupati ma purtroppo non stupiti, di un ulteriore provvedimento della Corte d’Appello di Roma che non convalida il trattenimento nel Cpr di Gjader (di un cittadino straniero) che riporta nel suo curriculum condanne per furto, spaccio e sequestro di persona, violenza sessuale e di gruppo”, ha dichiarato la parlamentare.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 11 marzo 2026 Durante la 69ª sessione della Commission on Narcotic Drugs dell’Onu, che si svolge questa settimana a Vienna, Forum Droghe è coinvolta in una serie di side event che, messi in fila, svelano come le politiche repressive sulle droghe producano sempre più spesso abusi, discriminazioni, violenza e impunità. Quattro finestre su come la war on drugs alimenti assetti di potere che è urgente rimettere in discussione: la corruzione che si insinua nelle pratiche quotidiane di polizia e giustizia; le uccisioni extragiudiziali presentate come strumenti di governo del fenomeno; la profilazione etnica come dispositivo di razzismo istituzionale e selezione sociale nei contesti urbani; la genesi neocoloniale delle convenzioni sulle droghe.
di Antonella Soldo
Il Domani, 11 marzo 2026 Alla conferenza della Commission on Narcotic Drugs (Cnd) delle Nazioni Unite molti Paesi chiedono un approccio basato sulle evidenze scientifiche. Un approccio che guarda al consumo di droghe prima di tutto come a una questione di salute pubblica. L’Italia va nella direzione opposta, con politiche repressive e illiberali, al fianco di Russia, Cina e di buona parte dei paesi arabi e africani. “L’Italia rimane fermamente contraria all’uso di sostanze stupefacenti per scopi non medici e non scientifici. Non crediamo che alcun sistema giuridico debba riconoscere il diritto all’uso di droghe. Il nostro impegno è quello di agire prima che la diffusione di queste sostanze causi danni irreversibili”.
ESTERI
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 11 marzo 2026 Se saltano le regole vince la forza. E se le democrazie arretrano avanzano le autocrazie. Bisogna decidere da che parte stare. Una battaglia dopo l’altra il mondo sta precipitando in una spirale molto pericolosa: la prevalenza assoluta della forza sulla politica, della guerra sul dialogo, del delirio sulla ragione. E, ciò che più atterrisce, delle autocrazie sulle democrazie. Circa il 72% della popolazione mondiale, tre persone su quattro, vive oggi sotto un regime autocratico. È il valore più alto registrato dal 1978. Il “Rapporto sullo stato della democrazia” pubblicato dall’Istituto di studi V-Dem, rende chiaro che esistono ora 88 democrazie e 91 autocrazie e che le democrazie liberali sono diventate il tipo di regime meno conosciuto al mondo, con un totale di 29 nel 2024, solo l’otto per cento della popolazione.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 11 marzo 2026 Quella in Iran è la prima guerra con l’intelligenza artificiale. E probabilmente quel tragico errore, lo scambio di una scuola per un complesso militare, è il frutto di un calcolo, velocissimo, sorprendente, ma non perfetto, di un sistema di Intelligenza artificiale. C’è un barlume di speranza se in una democrazia malata, come quella americana, gli anticorpi agiscono. Sono vivi, nonostante tutto. Lo si è visto con la pronuncia della Corte suprema che ha smentito Trump sui dazi. L’inchiesta di un grande giornale come il New York Times sulle presunte responsabilità americane nella strage in una scuola nel primo giorno di bombardamenti in Iran, ne è un’ulteriore prova. Questo è il ruolo di un grande organo di informazione che fa grande una democrazia.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 11 marzo 2026 All’attacco dell’Iran che nessuno vuole vedere perché per noi conta solo il petrolio, non i popoli e la loro fonte di vita. Siamo come il colonialista britannico Lord Curzon: ogni goccia di petrolio, diceva, vale una goccia di sangue. Poi fingiamo che questa non è la nostra guerra e che non ci schieriamo. Siamo già schierati. È una guerra sempre più sporca perché gli obiettivi di Trump e Netanyahu - al di là delle dichiarazioni talora non verificabili del presidente americano - diventano sempre più opachi ogni giorno che passa. Tra i due l’unico con le idee chiare è Netanyahu che lo ha trascinato in guerra: per lui più i conflitti durano più si sente saldo al potere.
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 9 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 15 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Lavoro e teatro per rieducare il detenuto" (Sottomarina-VE, 20 marzo 2026)
Incontro-dibattito. "Coltivare la fiducia per una giustizia con la comunità" (Lodi, 22 aprile 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI