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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 8 maggio 2026
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 8 maggio 2026 In molti istituti penitenziari non è più possibile fare le rappresentazioni teatrali di fronte a un pubblico. A seguito di una Circolare Dap dello scorso ottobre, che centralizza le decisioni sulle attività educative e ricreative dei detenuti delle carceri, tante attività non ricevono il nulla osta dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. La normativa si applica se nell’istituto sono presenti sezioni di alta sicurezza, collaboratori di giustizia o detenuti al 41-bis e coinvolge anche attività destinate ai ristretti di media sicurezza. “Questa “chiusura” del carcere è contraria ai principi europei sull’esecuzione penale”. La denuncia di Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino e componente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa in rappresentanza dell’Italia.
gnewsonline.it, 8 maggio 2026 Dopo gli esiti del monitoraggio nazionale condotto sulla fase sperimentale degli ultimi mesi, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha emanato una nuova circolare sulle attività trattamentali negli istituti di media sicurezza. Il provvedimento restituisce ai Provveditori regionali un ruolo centrale nella programmazione e nel coordinamento delle attività da realizzare negli istituti di competenza, nell’ottica di garantire maggiore uniformità ed efficacia sul territorio nazionale. Tra le principali novità introdotte, è previsto un sistema di report periodici ogni quattro mesi, finalizzato a verificare l’andamento delle attività trattamentali e a rafforzarne la qualità e l’impatto.
di Enrico Mingori
The Post Internazionale, 8 maggio 2026 Nelle carceri italiane quasi un detenuto su tre è tossicodipendente: parliamo di circa 20mila carcerati su 62mila. La maggioranza di loro è assuefatta alla cocaina o al crack, mentre un quarto è schiavo di oppioidi come l’eroina. Contrariamente a quel che si sente ripetere spesso con una buona dose di superficialità, la tossicodipendenza non è un “tunnel da cui uscire”, ma una patologia cronica e recidivante che richiede precisi trattamenti sanitari. Eppure, dietro le sbarre, proprio quando sono nelle mani dello Stato per 24 ore al giorno, queste persone ricevono in molti casi un’assistenza non all’altezza.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 8 maggio 2026 Il nuovo sottosegretario Balboni è ancora senza deleghe: il partito di Meloni rivuole la guida dell’amministrazione penitenziaria, affidata a Ostellari dopo le dimissioni di Delmastro, ma la Lega si oppone. Non c’è pace al ministero della Giustizia, anche dopo l’uscita di scena del sottosegretario Delmastro e del capo di gabinetto Bartolozzi. Anzi, proprio attorno alla figura del successore di Delmastro, Alberto Balboni, si registrano forti tensioni tra Fratelli d’Italia e Lega. Il 22 aprile Balboni (FdI) ha assunto la carica di sottosegretario, ma da allora non gli sono ancora state conferite deleghe specifiche.
di Francesco Carotenuto
L’Unità, 8 maggio 2026 Occorre innanzitutto chiarire ai non addetti ai lavori che l’attuale questione, sollevata dal Procuratore Antimafia Dott. Giovanni Melillo, di modificare - o meglio, allargare - i confini delle intercettazioni, attraverso la modifica o la pura e semplice abrogazione dell’art. 270 c.p.p., non ha nulla a che vedere con la Politica né con l’amministrazione della giustizia né tantomeno con l’amministrazione degli affari interni. È pertanto singolare e fonte di incertezza che la lettera “aperta” del Procuratore abbia come principali destinatari i ministri della Giustizia e dell’Interno, in quanto ai sensi dell’art. 71 Cost. è il Governo quale organo unitario, e non i singoli Ministri, ad avere il potere di iniziativa legislativa.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 maggio 2026 Alla Camera l’incontro per una “una giustizia giusta”. Obiettivo: capitalizzare il consenso espresso dai 12 milioni e mezzo di italiani. Archiviata la sconfitta referendaria, Forza Italia e i comitati per il Sì si riuniscono nuovamente “verso una giustizia giusta”, come recita il titolo dell’incontro tenutosi alla Camera. L’obiettivo è trasformare il consenso espresso dai 12 milioni e mezzo di Sì in una mobilitazione continua ed efficace, capace di incidere sul percorso delle riforme nella fase finale della legislatura. Ma anche marcare il territorio della giustizia rispetto agli alleati di Governo.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 8 maggio 2026 Le indagini e le controindagini dimostrano tutti i difetti del nostro sistema giudiziario. Il futuro di Alberto Stasi e Andrea Sempio è incerto. Lo stato di diritto in Italia lo è ancora di più. Se è vera l’ipotesi che sia stato Andrea Sempio a uccidere Chiara Poggi, significa che Alberto Stasi ha passato anni in carcere da innocente. Se non è vera l’ipotesi che Andrea Sempio abbia ucciso Chiara Poggi, la forza del processo mediatico che in queste ore ha trasformato Sempio in un assassino fino a prova contraria renderà ingiusta qualunque decisione verrà presa dalla giustizia nei suoi confronti. Se è vero che Alberto Stasi resterà invece l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, non si potrà non notare che un paese in cui un cittadino viene condannato dopo essere stato assolto per due volte è un paese in cui l’incertezza del diritto governa le nostre esistenze più di quanto non lo faccia la certezza del diritto.
GIURISPRUDENZA
di Laura Mendola
La Sicilia, 8 maggio 2026 La Corte di Cassazione torna ad affrontare il nodo sempre più delicato del regime 41‑bis: quanto peso devono assumere il diritto del detenuto all’affettività e ai rapporti familiari di fronte a una pericolosità mafiosa considerata persistente? Nel caso dei fratelli Alessandro e Nunzio Emmanuello, entrambi ristretti al carcere duro e ritenuti esponenti apicali di un sodalizio mafioso ancora operativo a Gela, gli ermellini hanno dato una risposta chiara: prevale la sicurezza. La sentenza della prima sezione evidenzia l’annullamento con rinvio dell’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Torino, che aveva autorizzato un colloquio mediante videochiamata tra i due fratelli. Una decisione che, nel contesto degli Emmanuello, si inserisce in un filone più ampio di pronunce sugli equilibri tra carcerazione speciale, diritti umani e prevenzione della criminalità organizzata.
ilcittadinomb.it, 8 maggio 2026 I Comuni dovrebbero prendere in carico i loro cittadini detenuti in modo da non farsi cogliere impreparati al momento della scarcerazione: sulla questione si sono confrontati la scorsa settimana Roberto Rampi, il garante delle persone recluse in via Sanquirico, e l’Assemblea dei sindaci. “Il carcere è un coacervo di marginalità - commenta Rampi - l’80% dei detenuti ha commesso reati non per un piano criminale ma perché è dipendente da sostanze stupefacenti o dall’alcol, ha relazioni complicate o ha malattie psichiatriche. Per ridurre il tasso di recidiva, che arriva all’80%, è necessario aumentare le opportunità di lavoro per chi esce, non interrompere le terapie farmacologiche, dare una casa: è fondamentale che i servizi sociali conoscano la situazione di chi si trova dietro le sbarre”.
di Simona Bonfante
Il Riformista, 8 maggio 2026 L’ex Nar, con condotta esemplare, si laurea e ottiene la semilibertà Poi lo Stato si accorge di una sanzione penale vecchia di 35 anni. La vicenda di cui parliamo riguarda un detenuto, esemplare incarnazione della mitologica funzione rieducativa della pena sancita in Costituzione. Un detenuto che non ha mai chiesto sconti, che ha reciso ogni legame con la vita criminale di un tempo, che ha seguito un suo percorso di riscatto e rinascita. Quel detenuto, che ha trascorso ormai più tempo da recluso che da uomo libero, che da solo pochi anni beneficiava della semilibertà che lo ha portato a dedicarsi agli altri: questo detenuto esemplare un giorno di pochi mesi fa riceve una notifica da parte dello Stato. Caro, ci siamo accorti di una sanzione penale vecchia di 35 anni, che, ohibò, pare tu non abbia espiato. Dunque, la espii ora.
di Alfredo Marchetti
La Nazione, 8 maggio 2026 L’ex membro dei Pac scrive alla Nazione: “Qui senza diritti, è giunta l’ora di aprire ai benefici. Da ergastolano mi spetterebbe una cella singola, anche per poter fare lo scrittore”. Chiede di poter riabbracciare suo figlio Cesare Battisti, ex terrorista appartenente ai Proletari armati per il comunismo, condannato all’ergastolo per quattro omicidi i negli anni 70. Il suo appello parte dal carcere di Massa Carrara, dove è detenuto dal 2023, attraverso una lettera inviata a La Nazione. In cui denuncia disparità di trattamento e la violazione dei principi di premialità previsti dall’Ordinamento Penitenziario sull’accesso ai benefici che i detenuti possono ottenere, come i permessi e la semilibertà, una volta scontata una parte della pena.
di Nicole Orlando
Corriere della Sera, 8 maggio 2026 Ci sono colloqui tra i ragazzi bullizzati e i loro aggressori, tra le donne vittime di violenza e gli uomini che le hanno assalite, oppure tra persone accusate di spaccio, reati ambientali o illeciti fiscali e le comunità danneggiate. Incontri protetti, su base volontaria e alla presenza di mediatori, per provare a ricomporre la frattura provocata dal reato. È lo strumento della giustizia riparativa, che corre lungo un binario parallelo - non alternativo - rispetto al procedimento penale e all’esecuzione di una pena. E a Brescia la giustizia riparativa ha ora una sede stabile: è stato inaugurato a Mompiano, in via Sant’Antonio 16, il primo Centro dedicato, all’interno dei locali della Provincia che già ospitavano il Centro di mediazione penale minorile.
Corriere di Verona, 8 maggio 2026 Ci saranno cento ospiti seduti ai tavoli, una brigata composta da trenta detenuti, due cucine da coordinare e una sala allestita nel carcere di Montorio. “Sapori di Libertà - Il cambiamento, servito a tavola”, ideato dal ristorante Yard in collaborazione con la direzione della casa circondariale di Verona, porterà venerdì 22 maggio alle 18.30 una cena benefica dentro il penitenziario veronese, aprendo per una sera le porte della struttura alla città. L’intero ricavato sarà devoluto ad Azione Contro la Fame attraverso “Ristoranti contro la Fame”.
agensir.it, 8 maggio 2026
Per la prima volta dopo anni un’esperienza teatrale nata in carcere viene presentata fuori dalle mura detentive. Accadrà il 15 maggio a Roma, al Teatro della Lumsa, dove alle ore 12 andrà in scena “Il Tunnel dei Sogni”, mise-en-scène realizzata dal gruppo Libere Bolle all’interno della Casa Circondariale di Rebibbia. È prevista una replica su invito alle ore 17. Lo spettacolo nasce da un percorso sviluppato nel contesto detentivo e si ispira al volume I volti della povertà in carcere, costruito attraverso incontri e raccolta di testimonianze nelle carceri italiane.
CULTURA
di Paolo Siani
volerelaluna.it, 8 maggio 2026 Lorenzo Marone in “Le madri non dormono mai” descrive molto bene la vita di bambini in carcere con le loro madri, “vite fragili tra altre vite fragili: donne e uomini che passano sulla terra troppo leggeri per lasciare traccia. Intorno, a loro a contenerle, un luogo che non dovrebbe esistere, eppure per qualcuno è perfino meglio di casa”. Sono 25 le vite fragili che oggi vivono in carcere da innocenti. Venticinque bambini innocenti vivono oggi in carcere insieme alle loro madri, è quanto emerge dal recente Report del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Salvino Leone
ilregno.it, 8 maggio 2026 Se è difficile il perdono individuale, non lo è meno il perdono sociale. Suddividendo in paragrafi alcuni passaggi del discorso del papa alla prigione di Bata, nella Guinea Equatoriale, il portale d’informazione della Santa Sede, Vatican News, titolava: “Non solo reclusione ma anche inclusione”. Mi sembra una felice sintesi di quanto detto dal pontefice, che dà lo spunto a ulteriori riflessioni. Non è questa la sede per trattare il senso della reclusione. È oggetto di pertinenza della Filosofia del diritto, che tuttavia presuppone e comporta interessanti considerazioni etiche.
di Claudia De Martino
Il Fatto Quotidiano, 8 maggio 2026 In un bellissimo libro intitolato “Migrazioni. La verità oltre le ideologie, dati alla mano” (Einaudi, 2024), il sociologo e geografo olandese Hein de Haas spiega chiaramente a un pubblico generalista i risultati del suo lavoro di ricerca Demig (Componenti della migrazione internazionale), condotto all’Università di Oxford. Lo fa attraverso un linguaggio semplice e pulito che arriva anche al lettore meno esperto, attraverso lo smascheramento di 22 “miti” sull’immigrazione che potenzialmente sorprenderanno i lettori di entrambe le sponde politiche.
di Marco Girardo
Avvenire, 8 maggio 2026 Serve anche una risposta culturale. Serve una bonifica paziente del linguaggio pubblico. Serve educare alla complessità, alla verifica, alla distinzione tra critica e disprezzo. Vorrei partire da una constatazione semplice: i discorsi d’odio non nascono nel vuoto di parole, nascono nel vuoto di senso. Non compaiono all’improvviso, come un incidente isolato dentro uno spazio pubblico altrimenti sano. Sono piuttosto il sintomo, spesso estremo, di un ambiente comunicativo che si è progressivamente deteriorato. Prima dell’odio dichiarato, c’è quasi sempre una lunga preparazione: mutano lentamente le parole, si modifica il tono, cambia anzitutto lo sguardo sull’altro (…). Per questo interrogarsi sull’impatto del linguaggio pubblico significa andare alla radice: non solo misurare quante parole d’odio circolano, ma domandarsi quale spazio pubblico le rende possibili, le premia, le accelera e infine le normalizza.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 8 maggio 2026 I partigiani, alla fine della guerra, non volevano un piano di vendetta nazionale, ma un progetto di civiltà: comportarsi per sempre in modo opposto al fascismo, costruire qualcosa che avrebbe reso impossibili quelle violenze, le ingiustizie, tutte le violazioni della democrazia. Ogni anno, quando il 25 aprile si allontana portandosi dietro la polvere delle contestazioni di piazza e delle polemiche di palazzo, resta una domanda sospesa tra le schegge della memoria collettiva. Non perché sia scomoda - le domande scomode vengono raccolte volentieri se servono a colpire qualcuno “dall’altra parte” - ma perché questa in particolare ci dovrebbe interrogare tutti, in Italia, spingendoci a condividere una risposta.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 8 maggio 2026 In anteprima il documento del Viminale sulla distribuzione delle “procedure accelerate” da Patto Ue. Porti, scali, hotel. Riavvio dei centri di trattenimento per richiedenti asilo a Porto Empedocle e Modica, nuove zone di frontiera nei porti dove approdano le ong, possibile accoglienza in hotel. È il piano del governo in vista del nuovo Patto Ue su immigrazione e asilo, che entrerà in vigore tra un mese. In un documento del Viminale datato 12 marzo ma non ancora pubblicato, documento che il manifesto ha visionato in anteprima, compare la distribuzione territoriale dei posti destinati alle “procedure accelerate di frontiera” (Paf) richiesti dall’Europa.
di Giulia Torbidoni
eunews.it, 8 maggio 2026 I dati di Eurostat mostrano una crescita del 2 per cento tra il 2023 e il 2024. Una tendenza opposta a quella registrata tra il 2012 e il 2020 di calo progressivo. In soli quattro anni le persone detenute nelle carceri dell’Unione europea sono cresciute di quasi il 10 per cento e hanno oltrepassato la quota del mezzo milione. I dati li offre Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’UE, e si riferiscono al 2024, quando nelle prigioni dei Ventisette si contavano 508.746 ristretti, con un aumento del 2 per cento rispetto al 2023. La percentuale di incremento sale addirittura al +9,8 per cento se si prende come riferimento il 2020, anno in cui si è registrato il minimo delle presenze negli istituti di pena UE (463.376 persone) dopo un calo progressivo iniziato dal 2012, quando si contavano 552.954 ristretti.
greenreport.it, 8 maggio 2026 Il messaggio sulla Global flotilla inviato a Israele dall’Ufficio Onu per i diritti umani. Il portavoce dell’organizzazione ha rilasciato a Ginevra una dichiarazione riguardante i due attivisti arrestati in acque internazionali e condotti in Israele dove “continuano a essere detenuti senza alcuna accusa”: “Le inquietanti testimonianze di gravi maltrattamenti devono essere oggetto di indagini. Si proceda alla liberazione, non è un crimine mostrare solidarietà”. “La consegna di aiuti non è un reato”. Il messaggio è sintetico, semplice da comprendere, impossibile da contestare. Lo ha mandato all’indirizzo di Israele l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (UN Human Rights) facendo esplicito riferimento alla Global Sumud Flotilla.
di Sabato Angieri
Il Manifesto, 8 maggio 2026 La repressione al tempo di Putin Vladimir Fedorovich Yarotsky si trovava nella colonia penale di IK-9 di Khadyzhensk per aver pubblicato, nel 2022, una vignetta sul social russo VKontakte raffigurante un pittore che stava dipingendo un ritratto di Vladimir Putin in posa e con il nastro di San Giorgio (tra i simboli storici dell’esercito di Mosca e oggi accomunato all’invasione dell’Ucraina), ma sulla tela dell’artista si vedeva un pene infiocchettato con lo stesso nastro. Mentre a Venezia continua la polemica sul padiglione russo, nelle carceri che di quel Paese sono il buco nero è morto il settimo prigioniero politico dall’inizio dell’anno. Stavolta si tratta di un artista 41enne della provincia di Kuban, Vladimir Fedorovich Yarotsky.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 5 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 10 maggio 2026
Convegno. "Vite sospese: la condizione femminile in carcere" (Verona, 12 maggio 2026)
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI