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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 7 maggio 2026
CARCERI
di Franco Corleone
L’Unità, 7 maggio 2026 Dopo la vicenda Minetti c’è il rischio che si riduca ancora il numero delle grazie per paura delle aggressioni dei forcaioli. In tempi di odio e sete di vendetta e di fronte alla strage di vite e di legalità nelle carceri, occorre un movimento per dare forza al Presidente Mattarella nel promuovere clemenza e senso di umanità. Un bel modo di festeggiare gli 80 anni della Repubblica, il 2 giugno. La grazia concessa a Nicole Minetti nel febbraio scorso dal Presidente Mattarella ha sollevato un vespaio, alimentato da ricostruzioni giornalistiche sui fatti alla base della decisione del Quirinale. Indagini e approfondimenti sono in corso da parte della magistratura e in tempi brevi saranno presentati elementi per ogni decisione che potrà essere assunta.
di Giulia Merlo
Il Domani, 7 maggio 2026 Intorno alla grazia a Nicole Minetti è stato tutto un rincorrersi di morale e di numeri. Quanto alla prima, ognuno ha la propria, nella certezza che non sia per fortuna ancora diventata parametro oggettivo di giustizia. Quanto ai secondi, la rutilante informazione sulla vicenda ha oscurato un aspetto tutt’altro che secondario per rispondere alla domanda che, in fondo, continua a essere il tarlo dei malpensanti: perché, su tante domande ricevute, il Quirinale ha voluto concedere la grazia proprio a Minetti, tanto più visto che su di lei grava più il fardello dell’impresentabilità sociale rispetto a quello di una pena pesante? Come talvolta accade, la risposta vera è quella più semplice, che si ricava proprio dai numeri.
Il Dubbio, 7 maggio 2026 “Come si riesce a impostare ed effettuare un programma di investimento che, come vedremo, è di oltre 450 milioni di euro con un numero limitato di risorse umane? Qui c’è una prima novità. L’elemento peculiare del programma è stato di aver coinvolto tre soggetti istituzionali: Invitalia, Anac, Cassa depositi e prestiti. Tutto questo con la collaborazione continua e costante con il ministero della Giustizia, in particolare con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e il dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità”.
GIUSTIZIA
di Claudio Velardi
Il Riformista, 7 maggio 2026 È passato poco più di un mese dal referendum sulla separazione delle carriere e il vasto fronte garantista che si è speso per il “Sì” non ha ancora smaltito il trauma. Giace paralizzato, prigioniero di un silenzio assordante. Sull’altro fronte, invece, il dinamismo è incessante, implacabile e per molti versi inquietante. Ma sgombriamo subito il campo dalle illusioni. A esultare ancora per la vittoria del “No” c’è una parte della politica che si illude di aver trionfato, senza capire di essersi scavata la fossa con le proprie mani. I leader che oggi festeggiano non sono i veri vincitori: prima o poi finiranno inesorabilmente schiacciati dall’unico, vero dominatore uscito rafforzato dalle urne, che è il PDP, ovvero il Partito Delle Procure.
di Mario Griffo*
L’Unità, 7 maggio 2026 Abbattere i limiti che regolano gli ascolti violerebbe i principi costituzionali: non si possono spiare le conversazioni altrui a caccia di reati annessi e connessi: la Consulta lo ha chiarito nel 1991. L’autorizzazione giudiziale circoscrive l’utilizzazione dei risultati ai fatti-reato che risultino riconducibili all’autorizzazione stessa, non potendo l’intervento giudiziale abilitativo trasformarsi in uno strumento di controllo generalizzato sulla vita privata dei cittadini. Il legislatore ha pertanto stabilito una regola di chiusura: i risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino rilevanti e indispensabili per l’accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l’arresto in flagranza. La giurisprudenza di legittimità ha ulteriormente precisato i confini di questa disciplina.
di Anna Laura Bussa
Il Manifesto, 7 maggio 2026 È ancora stallo in commissione Giustizia del Senato sul ddl Bongiorno. Uno stallo che ha sempre più il sapore del muro contro muro. Con le opposizioni che insistono nel voler votare il provvedimento contro lo stupro approvato all’unanimità alla Camera a novembre e la maggioranza che ribadisce la sua contrarietà invitando a trovare formule alternative. “Le nostre posizioni erano già distanti, ma dopo le piazze che ci sono state e restando sempre in ascolto delle istanze che arrivano dal territorio, queste distanze sono ormai diventate incolmabili”, spiega la senatrice Pd, Valeria Valente, che fa parte del comitato ristretto della Commissione convocato per esaminare il ddl e chiuso con un nulla di fatto.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 maggio 2026 Da tempo la procura di Milano ha deciso di incentrare le sue indagini sul sequestro di smartphone e dispositivi informatici con conseguente estrazione di migliaia di chat ed email. Questo avviene spesso anche nei confronti di persone non indagate, seguendo una sorta di metodo della pesca a strascico. La procura diretta da Marcello Viola, però, sembra aver perso di vista i limiti previsti dalla legge, come dimostrano due vicende. La prima: con un’iniziativa davvero singolare, la procura milanese, che indaga sulla scalata a Mediobanca, ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato, chiedendo una sorta di pre-autorizzazione a visionare le chat tra l’ex direttore generale del ministero dell’Economia, Marcello Sala, non indagato, e nove parlamentari, fra cui due ministri (Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini) ...
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 maggio 2026 Il capo della feroce banda Roberto Savi rievoca i servizi deviati per ottenere una via di uscita dall’inferno penitenziario. Ma 277 faldoni smentiscono ogni teoria di una regia occulta. Roberto Savi ha 71 anni, è in carcere dal novembre 1994 e sta scontando l’ergastolo nel penitenziario di Bollate. È in carcere senza aver mai ottenuto un solo giorno di permesso premio, a differenza di suo fratello minore Alberto che dal 2017 usufruisce regolarmente dei benefici di legge. In questo stato di isolamento giuridico e decadimento fisico, l’ex poliziotto che ha guidato la banda più sanguinaria del dopoguerra ha deciso di parlare davanti alle telecamere di Francesca Fagnani, il programma “Belve”, riproponendo il vecchio schema della regia occulta e dei servizi segreti deviati per giustificare crimini che le sentenze hanno già cristallizzato come frutto di una ferocia autonoma e strutturata.
TERRITORIO
ansa.it, 7 maggio 2026 “Il Garante dei detenuti della Regione del Veneto ha presentato oggi la sua relazione annuale in Commissione: anche quest’anno, abbiamo sentito direttamente da lui la realtà delle carceri venete e delle condizioni drammatiche in cui versano. Un dato su tutti è quello del sovraffollamento, che tocca quest’anno il 149%, segnando un aumento del 9% rispetto al 2024 e addirittura del 15% rispetto al 2023. Sono numeri che lasciano senza parole, ma che allo stesso tempo chiedono alle istituzioni di agire immediatamente sulle condizioni carcerarie”.
ansa.it, 7 maggio 2026 La relazione del garante Ciambriello sul 2025: “Servono strutture nuove”. Una fotografia con poco bianco e molto nero: questa la sintesi sulla condizione delle carceri in Campania fatta dal Garante regionale delle persone detenute, Samuele Ciambriello, che ad Avellino ha presentato la relazione annuale del 2025. Il sovraffollamento resta tra le principali criticità: 7.807 detenuti per 5.500 posti disponibili negli istituti della regione. 830 i posti disponibili nelle tre case circondariali della provincia di Avellino per 1.100 detenuti reclusi. Carenze di organico anche per la Polizia penitenziaria: 3.706 gli agenti in servizio quando ne servirebbero almeno 200 in più. Altro spinoso capitolo, quello dei detenuti tossicodipendenti: 239 nelle carceri di Avellino ed Ariano Irpino per i quali da tempo si chiede il trasferimento in strutture sanitarie protette.
Il Resto del Carlino, 7 maggio 2026 Proseguono gli accertamenti della procura sul decesso di un detenuto 45enne, stroncato da un malore mentre dormiva nella propria cella. Nei giorni scorsi, la procura ha disposto l’autopsia sul corpo dell’uomo. Dai primi accertamenti, sembrano non esserci dubbi sulle cause naturali del decesso. Parrebbero infatti esclusi sin da subito sia il gesto autolesionistico che il coinvolgimento di terzi. Le attività medico legali serviranno quindi cristallizzare la causa esatta di quella morte improvvisa. Al contempo, gli inquirenti eseguiranno alcuni controlli anche all’interno della cella, allo scopo di non trascurare nulla.
Brescia Oggi, 7 maggio 2026 “Il carcere di Brescia Nerio Fischione è al collasso. Il sovraffollamento è al 215%”: il sindacato Uspp è tornato a denunciare la situazione della Casa circondariale di Brescia che al suo interno ha quasi 400 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti, confermandosi il carcere più sovraffollato della regione Lombardia e il secondo in Italia dopo il San Giorgio di Lucca che ha un sovraffollamento che supera il 240% su una media nazionale che si attesta al 135%. “Una situazione, ormai, al limite della sostenibilità - afferma il segretario regionale aggiunto dell’Uspp Calogero Lo Presti - il quale sostiene che una situazione del genere pregiudica fortemente la dignità di chi si trova ad espiare la pena inficiando anche i percorsi trattamentali e di rieducazione, ma si tramuta ...
di Giada Lo Porto La Repubblica, 7 maggio 2026 Le motivazioni della condanna a sette agenti del carcere di Torino spiegano perché abbia retto il reato così difficile da provare. “In un contesto di custodia, un singolo schiaffo a una persona detenuta da parte di un rappresentante delle forze dell’ordine, integra il reato di tortura”. È uno dei passaggi incisivi contenuto nelle motivazioni della sentenza con cui il 6 febbraio, i giudici hanno condannato a pene che vanno da 2 anni e 8 mesi a 3 anni e 4 mesi di reclusione, sette agenti della polizia penitenziaria per il reato di tortura, in relazione alle violenze avvenute nel carcere di Torino tra il 2017 e il 2019.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 7 maggio 2026 Per i giudici i 7 poliziotti condannati per tortura nel carcere Lorusso e Cutugno agivano con “totale senso di impunità”. “È stato costretto a subire vessazioni verbali, umiliazioni morali e percosse fisiche. La sua dignità è stata gravemente lesa: l’uomo, oltre che il detenuto, si è visto “spogliato” non solo materialmente, ma anche metaforicamente, rimanendo nudo di fronte a una inaccettabile, violenta e gratuita ostentazione di potere”. L’uomo di cui parlano i giudici del Tribunale di Torino è stato rinchiuso nel padiglione C del Lorusso e Cutugno tra il 2017 e il 2019 e le violenze che ha subito al suo arrivo in carcere sono descritte dai giudici che lo scorso 6 febbraio hanno condannato sette agenti della polizia penitenziaria - a pena dai 3 anni e 4 mesi ai 2 anni e 8 mesi di reclusione - per tortura.
Il Resto del Carlino, 7 maggio 2026 “Il percorso che ha portato a progettare e poi a richiedere la possibilità di tenere un Consiglio Comunale presso la Casa Circondariale è iniziato con lettera protocollata ed inviata via il 16 ottobre 2025 con la precisa richiesta alla direzione del Sant’Anna in cui veniva chiarito tutto. Nel pieno rispetto del Ministero della Giustizia, del suo sottosegretario Alberto Balboni e del Dap, non posso non evidenziare e ribadire la correttezza e la logica istituzionale sottesa al percorso compiuto”. Così il presidente del Consiglio Comunale Antonio Carpentieri sulla vicenda del no all’iniziativa. Sul tema intervengono anche i capigruppo della maggioranza in Consiglio comunale con una nota congiunta.
di Federico Di Bisceglie
Il Resto del Carlino, 7 maggio 2026 “Come primo atto da sottosegretario alla Giustizia ho voluto accertarmi sull’organico nella struttura di via Arginone. Previste integrazioni di personale della polizia penitenziaria”. Il primo dossier è quello più caldo. E la risposta arriva subito, numeri alla mano. Alberto Balboni debutta da sottosegretario alla Giustizia partendo dal carcere dell’Arginone e dalla questione, annosa, degli organici. “Come primo atto - scandisce - ho voluto accertarmi della situazione del personale in servizio a Ferrara”. L’esito dell’approfondimento è un intervento immediato: “Ho appurato che è stata disposta l’assegnazione di 19 nuovi agenti del 186° corso, con un aumento netto pari a 14 unità per la casa circondariale estense”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 7 maggio 2026 Dal 14 al 17 maggio torna l’atteso appuntamento, alla settima edizione, con grandi ospiti. Guido Sola: “Quest’anno il tema centrale ci consente di dialogare anche con scrittori, filosofi e scienziati”. In un momento in cui l’opinione pubblica è scossa ma soprattutto divisa da casi giudiziari complessi, che hanno travolto le vite di tante persone, non ultimo il ‘caso Garlasco’ è più che mai opportuno confrontarsi, dibattere sul complesso tema della giustizia e, soprattutto, della difesa. ‘Difendere. L’innocente, il colpevole, i diritti’: è attorno a questi concetti, infatti, che ruota la settima edizione - la settima - del Festival della Giustizia Penale, in programma a Modena, Carpi, Sassuolo, Formigine, Mirandola e Pavullo dal 14 al 17 maggio.
di Giulia Carbone
Quindici, 7 maggio 2026 Il reinserimento sociale dei detenuti passa da attività formative e culturali. Le risse tra detenuti, l’autolesionismo, le molestie al personale carcerario, il senso di abbandono, le precarie condizioni igieniche e le “visite vuote” di politici e dirigenti ministeriali. Ma anche l’importanza della scuola, del lavoro, seppur dietro le sbarre, e della formazione: una nuova biblioteca, un progetto teatrale e una scuola di barberia. È lo spaccato dell’istituto minorile “Pietro Siciliani” di Bologna (conosciuto dai più come carcere del Pratello) e, in un certo senso, di tutti gli istituti penali minorili italiani. Perché sono simili le storie e le condizioni in cui vivono i giovani detenuti: minori italiani, italiani di seconda generazione e minori stranieri non accompagnati, accomunati tra loro da vicende di violenza domestiche, di abbandoni ...
calabrianews24.com, 7 maggio 2026 Presentato il volume nato dal laboratorio creativo del progetto “Libri che camminano” promosso dal Comune di Cosenza. Nella casa circondariale di Cosenza è stato presentato il libro “Controluce, racconti dal carcere”, volume nato dai laboratori di scrittura creativa e autobiografica realizzati all’interno dell’istituto penitenziario nell’ambito del progetto “Libri che camminano”. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Cosenza grazie al finanziamento del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura, dopo il riconoscimento della città come Città che legge. Il progetto è stato sviluppato dall’associazione LiberaMente su impulso dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso e della consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza.
cronachetarantine.it, 7 maggio 2026 Nasce dalla convinzione che la musica possa diventare “strumento di espressione, ascolto e trasformazione” il laboratorio di scrittura rap promosso dall’APS Rublanum a Taranto, in collaborazione con Noi e Voi Onlus, all’interno del progetto “Oltre l’Ombra” sostenuto da Impresa Sociale Con i Bambini. Un percorso creativo che ha coinvolto persone in detenzione sostitutiva al carcere e che ha trovato il suo esito nel brano “099”, una canzone costruita a partire dalle loro parole, dalle loro fragilità e dal desiderio di riscatto. A guidare il laboratorio è stato Kiave, nome d’arte di Mirko Filice, artista cosentino tra le voci riconosciute dell’hip hop italiano. Da anni porta avanti un lavoro che unisce scrittura, performance e attività laboratoriali, con un’idea precisa: il rap come linguaggio capace di generare ...
di Rosario Tronnolone
vaticannews.va, 7 maggio 2026 Presentato ieri al Nuovo Cinema Aquila di Roma il documentario di Rosa Galantino e Luigi Ceccarelli realizzato col patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, del Ministero della Giustizia italiano, del Patriarcato e del Comune di Venezia e di diverse fondazioni e associazioni tra cui “Antigone”. Racconta l’eccezionale, ma non lo cerca. Scorre invece con la semplicità della quotidianità il documentario di Rosa Galantino e Luigi Ceccarelli “Le farfalle della Giudecca”, presentato ieri, 5 maggio, al Nuovo Cinema Aquila di Roma e introdotto con la stessa semplicità dallo sguardo diretto di Ottavia Piccolo.
di Andrea Venanzoni
Il Foglio, 7 maggio 2026 “A via de la Lungara ce sta ‘n gradino chi nun salisce quello nun è romano, e né trasteverino”. Lo scalino del famoso detto romanesco da tempo ormai è molto meno utilizzato. Una volta, infatti, si accedeva al complesso penitenziario di Regina Coeli da via della Lungara, dove sono ubicati i famosi tre scalini ridotti a uno solo nel detto, ma ormai l’ingresso più frequentato è quello di via San Francesco di Sales. Ma l’aura di purissima romanità del luogo rimane integra, a partire da antiche tradizioni che forse diradatesi nell’epoca dell’alta tecnologia rimangono spettrali a tramandarsi nella memoria di un certo romanticismo criminale: il colle del Gianicolo, sovrastante il carcere, per decenni è stato parlatorio informale, con famiglie che urlavano i loro incoraggiamenti e le notizie più importanti ai loro parenti ristretti tra le mura screpolate del carcere.
di Lisa Ginzburg
Avvenire, 7 maggio 2026 Dominik Moll - Il caso 137 Francia 2025. 115 minuti. Ordine e giustizia possono sovvertirsi in disordine e ingiustizia: se questo in astratto certo si sa, molto meno lo si sa quando il sovvertimento risulta interno all’ordine e alle “forze” che quell’ordine dovrebbero mantenere e tutelare. Nel film di Dominik Moll, il caso rubricato come “137” viene affidato a IGPN, una commissione di vigilanza istituita per controllare sui comportamenti della polizia francese. Lo stesso caso diviene così oggetto di un’indagine flagrante, che da subito e man mano di più trova ostacoli per ragioni che sono di ordine sociale tanto quanto politico. Nell’ottavo arrondissement di Parigi, nel corso di una manifestazione di “gilets jaunes” un ragazzo arrivato in città dalla banlieue per manifestare viene ferito alla testa da colpi a salve e avrà danni cerebrali permanenti.
AFFARI SOCIALI
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 maggio 2026 Il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha adottato le sue osservazioni conclusive sull’Italia, dopo aver esaminato il settimo rapporto periodico del governo nelle sedute del 15 e 16 aprile a Ginevra. Il documento - quarantasette paragrafi di rilievi, raccomandazioni e preoccupazioni - fotografa un paese che fatica a rispettare gli obblighi internazionali che ha liberamente sottoscritto. Carceri sovraffollate, centri di detenzione per migranti in condizioni degradanti, respingimenti verso la Libia, tentativi parlamentari di abolire il reato di tortura e criticità sul Garante nazionale delle persone private della libertà. Sono i nodi principali attorno a cui ruota la valutazione del Comitato, conosciuto con la sigla CAT.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 7 maggio 2026 Stato delle carceri, centri di detenzione per migranti, uso della violenza, accordi con la Libia e con l’Albania all’attenzione del Comitato contro la tortura. Il Comitato contro la tortura (Cat) delle Nazioni Unite contesta al governo italiano, mostrando forte preoccupazione, le politiche in materia di immigrazione, uso della forza da parte delle forze dell’ordine e stato delle carceri. Per capire la valenza del rapporto dell’organismo dell’Onu è necessario sapere che viene stilato da un gruppo di esperti indipendenti che hanno il compito di vigilare sull’applicazione della Convenzione contro la tortura sulla base di visite sul territorio degli Stati aderenti e l’analisi dei loro rapporti in materia inviati al Comitato.
ansa.it, 7 maggio 2026 Il Ddl S.1635 amplia i percorsi terapeutici in carcere includendo anche il gioco patologico. Prosegue al Senato l’esame del disegno di legge S.1635 sulle misure alternative alla detenzione per persone affette da dipendenze. Nelle ultime settimane sono stati depositati emendamenti che ampliano il testo includendo anche il contrasto al gioco patologico nei percorsi di recupero destinati ai detenuti. Il provvedimento, attualmente all’esame della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, è intitolato “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti” e punta a favorire programmi terapeutici e di reinserimento sociale attraverso misure alternative al carcere.
ESTERI
di Luciano Violante
Corriere della Sera, 7 maggio 2026 Quando il potere si fa narrazione. Gli atteggiamenti del presidente Usa sono il frutto di una nuova filosofia autoritaria. Le fluviali dichiarazioni del presidente Trump hanno uno scopo che travalica i contenuti. Servono a comunicare l’immagine del leader forte, che decide e fa la storia. Trump impone e revoca dazi, bombarda Caracas e rapisce il presidente del Venezuela, redige un piano per Gaza, tanto ridicolo quanto tragico, ma che trasmette comunque l’idea dell’esistenza di un progetto, bombarda l’Iran in due tempi successivi, dichiarando in entrambi i casi di avere vinto, chiude lo stretto di Hormuz, ma annuncia che intende soccorrere le petroliere rimaste bloccate, dopo l’Iran sbarcherà a Cuba, impone dazi sulle auto europee, ordina il ritiro di 5 mila uomini dalla Germania.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 5 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
Convegno. "Reati ostativi e diritti dei detenuti" (Urbino, 7 maggio 2026)
Incontro-dibattito. "Leggi speciali e decreti sicurezza nell'età repubblicana" (Pisa, 7 maggio 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 10 maggio 2026
Convegno. "Vite sospese: la condizione femminile in carcere" (Verona, 12 maggio 2026)
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI