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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 6 maggio 2026
CARCERI
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 6 maggio 2026 Ho insegnato per anni alle persone detenute il valore della testimonianza, le ho accompagnate a scavarsi dentro e a non risparmiarsi nel racconto di sé, oggi raccolgo doppi frutti, i frutti del fatto che in tanti hanno regalato ai ragazzi delle scuole le loro preziose storie, e ribadisco, “preziose”, perché capire il male, scoprirne i meccanismi, imparare a difendersene è un grande privilegio. Ma il doppio frutto che raccolgo è che anch’io ho imparato a raccontarmi, a spiegare il mio star male, a non parlare solo degli altri ma anche di me, perché la vicinanza tra chi ha fatto il bene e chi il male (equiprossimità la chiamano saggiamente quelli che si occupano di Giustizia Riparativa) insegna molto più della saggia e misurata giusta distanza.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 maggio 2026 Trenta giorni. Tanto ci è voluto per aggiungere altri 500 detenuti a un sistema già al limite. Ogni mese aumentano. Al 30 aprile le persone rinchiuse nelle carceri italiane sono 64.436, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti. Significa 13.171 persone in più di quanto il sistema potrebbe tecnicamente ospitare, con un tasso di sovraffollamento che supera il 125 per cento. In realtà il numero del sovraffollamento è anche maggiore, perché alla capienza regolamentare andrebbero sottratte migliaia di celle inagibili. Al 31 marzo erano 63.997, con un eccesso di 12.738 rispetto alla capienza. Un mese, 439 detenuti in più: la tendenza è esattamente questa, ed è la direzione in cui si muove il sistema da anni. I dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) sono pubblici, aggiornati, disponibili per chiunque voglia leggerli, e non lasciano spazio a interpretazioni rassicuranti. I numeri parlano da soli.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 maggio 2026 Sovraffollamento record con 64.436 reclusi. Oggi il commissario Doglio in audizione. Aveva 42 anni e una figlia di sei, l’assistente capo palermitano in servizio nella casa circondariale di Torino che il 30 aprile scorso ha deciso di togliersi la vita nella propria abitazione. Tre giorni dopo, il 4 maggio, dietro le sbarre di quello stesso carcere in cui lavorava l’agente di polizia penitenziaria, si è suicidato Francesco Curcio, detenuto di 54 anni. Nel penitenziario torinese Lorusso e Cutugno la comunità di agenti e detenuti ha pianto così il terzo morto nel giro di due mesi.
di Angela Stella
L’Unità, 6 maggio 2026 A togliersi la vita due detenuti e un agente, intanto la popolazione reclusa ha superato quota 64mila. Gonnella: “Il Dap ritiri le circolari che hanno reso il carcere un luogo senza speranza”. Ciambriello: “Stretta in nome della sicurezza”. Tre suicidi in pochi giorni nelle carceri italiane: due detenuti e un agente. La denuncia è arrivata ieri dall’associazione Antigone: “il 30 aprile si è suicidato un agente penitenziario di 42 anni, ieri (due giorni fa, ndr) è morto, dopo tre giorni di agonia, un uomo di 27 anni che si trovava in custodia cautelare nel carcere di Parma e si è tolto la vita un altro uomo, di 54 anni, recluso nel carcere di Torino. Sono già 19 le persone detenute che si sono tolte la vita da inizio anno”.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 6 maggio 2026 Occupandomi di carcere e del mondo penitenziario da tanti, forse fin troppi, anni, spesso rivedendo le stesse devastanti storie di inefficienza del sistema, pensavo di aver letto tutto, ma alcune note recenti, a firma del capo del dipartimento che non allego per pudore, mi hanno proiettato, insieme a tanti giovani colleghi, direttori d’istituto penitenziario, spesso provenienti dalle professioni di avvocato o di altre afferenti il mondo giuridico, oppure da altre importanti amministrazioni dello Stato, in una dimensione surreale. Siamo passati dalla gestione dell’emergenza calura all’interno delle carceri a una sessione imprevista di analisi grammaticale e semantica, dove ci viene spiegato - con un tono che percepiamo tra il paternalistico e il professorale - che “frigo” è l’abbreviazione di “frigorifero” e che non bisogna confondere un elettrodomestico da cucina con un minibar, lì dove un direttore ritenesse doveroso, perché rispettoso della dignità umana, consentirne l’impiego in quei indecenti loculi tropicali in cui si trasformano le celle d’estate.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 6 maggio 2026 Una presenza, quella dei cappellani, che attraverso il sostegno spirituale ma anche opere concrete dà prospettive ai ristretti per un futuro migliore. Lavoro, accoglienza e servizio: sono stati i temi al centro del VI convegno nazionale dei cappellani e degli operatori della pastorale penitenziaria “…perché lo coltivasse e lo custodisse (Gn 2,125). Lavoro, accoglienza e servizio” che si è svolto ad Assisi dal 29 aprile al 2 maggio. A don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, abbiamo chiesto un bilancio dell’incontro.
di Fabio Falbo*
Il Dubbio, 6 maggio 2026 “Non scriverò i nomi di chi firma le ordinanze e decide, lo ha chiesto la Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma, scriverò però i fatti, perché i fatti non diffamano viceversa interrogano”. Tempo addietro la Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma ha chiesto alla vostra redazione la pubblicazione di una rettifica, spiegando che non è corretto indicare nomi e cognomi dei magistrati quando si raccontano decisioni dolorose assunte in carcere. Forse la critica deve restare astratta, impersonale, “continente”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 maggio 2026 Ministero della Giustizia e Csm lanciano un piano d’emergenza: stop a corsi e udienze per la Cassazione per centrare l’obiettivo Ue del -40% entro giugno. Il cronometro corre veloce e il traguardo di Bruxelles sembra ancora un miraggio. Ministero della Giustizia e Csm hanno dato il via a una mobilitazione d’emergenza nel tentativo di evitare il fallimento degli obiettivi Pnrr. La scadenza è fissata al 30 giugno 2026, ma i dati raccontano una realtà complessa: secondo l’ultimo bilancio di Assonime, i progressi sono “importanti”, ma non bastano per chiudere la partita.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 6 maggio 2026 Il dibattito sulla magistratura riapre il nodo del Csm: per il magistrato in pensione le correnti hanno reagito, ma resta il problema strutturale. La giustizia è materia incandescente. Se una mancata riforma costituzionale, in ogni altro contesto, si limita a confermare lo status quo, al contrario, dopo lo scampato pericolo, il potere giudiziario rivendica a sé tutto lo spazio disponibile. Si riappropria degli spazi che erano stati strategicamente abbandonati. La materia surriscaldata dal conflitto, anziché raffreddarsi, esonda e preme da ogni lato, in una sorta di incontenibile reazione a catena. Anche l’insostenibile sistema correntizio del quale ogni componente della magistratura riconosceva l’urgente necessità di riforma, dopo un attimo di smarrimento, sembra riacquistare decisamente quota.
di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 6 maggio 2026 Siglata la convenzione tra Ministero della giustizia e Croce Rossa Italiana per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità: contenuti, attività e durata. È stata sottoscritta il 28 aprile scorso, la Convenzione nazionale tra il Ministero della giustizia e la Croce Rossa Italiana per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, quale pena sostitutiva ai sensi dell’art. 56-bis della legge n. 689/1981 e del D.M. 27 luglio 2023. L’accordo è stato firmato dal capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, e dal presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Maria Gianluca Valastro, ed è stato trasmesso al Consiglio nazionale forense per la diffusione presso i Consigli dell’Ordine degli avvocati.
TERRITORIO
di Christian Donelli
parmatoday.it, 6 maggio 2026 Il Gip aveva disposto la custodia cautelare in carcere perché il giovane non aveva rispettato l’ordine di allontanamento da Parma. Era arrivato da Cuba in Italia alcuni anni fa e si era stabilito nella zona di Milano. Una vita caratterizzata da incertezze e dalla commissione di piccoli reati. Dopo una prima detenzione e dopo aver scontato la pena era uscito ma, in seguito ad un altro reato, il Gip del Tribunale di Parma, aveva disposto per lui la custodia cautelare in carcere. In particolare il giovane non aveva ottemperato all’ordine di allontanamento da Parma. Da qui la decisione della custodia in carcere, in attesa di giudizio. Secondo quanto emerso il giovane aveva anche problemi di tossicodipendenza.
Il Resto del Carlino, 6 maggio 2026 Il sottosegretario Balboni spiega le motivazioni del divieto alla seduta già organizzata a gennaio. I dem: “Era tutto chiarissimo, finalità e scaletta dei lavori. Era un’iniziativa pienamente coerente”. Il ‘no’ del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria al Consiglio comunale di Modena che voleva visitare il carcere Sant’Anna? La richiesta dei consiglieri risulta troppo ‘vaga’ e quindi non c’erano le condizioni per il sopralluogo al penitenziario, da anni affollato e segnato da diversi suicidi. È il senso della risposta del Governo, tramite il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, all’interrogazione a tema dei parlamentari Pd modenesi.
di Giulio De Santis
Corriere della Sera, 6 maggio 2026 L’inchiesta ipotizza i reati di tortura e lesioni: salgono a 11 gli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti nell’inchiesta. Un’altra vittima. E un nuovo indagato. Si allarga l’inchiesta sulle vessazioni subite dai detenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo per mano (come sospetta la Procura) degli agenti della polizia Penitenziaria. Sale a undici il numero di indagati tra gli appartenenti alle forze dell’ordine. All’undicesimo agente è contestato il reato di lesioni. A patirle il quattordicesimo detenuto che per la Procura sarebbe stato umiliato e picchiato. Intanto prosegue l’incidente probatorio disposto dal gip su richiesta del pm Rosaria Affinito per cristallizzare le testimonianze di chi sarebbe stato schiaffeggiato e preso a calci dagli agenti indagati, difesi dagli avvocati Marco De Carolis e Domenico Naccari.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 6 maggio 2026 La denuncia dell’associazione Antigone dopo un recente sopralluogo al Sant’Anna: “Nel vecchio padiglione le sezioni appaiono particolarmente buie e con luci non funzionanti”. Un’invasione da cimici da letto che ha portato a sfollare temporaneamente una cinquantina di detenuti ma anche un tasso di sovraffollamento superiore al 150 per cento. È quanto denuncia l’associazione Antigone dopo una recente visita nel carcere Sant’Anna. In sostanza, secondo l’associazione, impegnata nella tutela dei diritti umani e nella promozione delle garanzie fondamentali all’interno del sistema penitenziario italiano, la situazione del carcere modenese è sempre al limite.
casertanews.it, 6 maggio 2026 Il report del Garante regionale Ciambriello disegna un quadro estremamente negativo relativamente alla situazione dei penitenziari ma che interessa anche Rems, Spdc e Ulepe. La provincia di Caserta si conferma uno dei punti più critici dell’intero sistema penitenziario campano. È quanto emerge dalla Relazione annuale 2025 sulle carceri della regione, presentata proprio a Caserta, presso la Biblioteca del Palazzo Vescovile, dal Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il vescovo Pietro Lagnese, il magistrato di sorveglianza Marco Puglia, il questore Andrea Grassi, la dirigente dell’Area penale esterna Maria Laura Forte e il Garante provinciale don Salvatore Saggiomo.
caritasroma.it, 6 maggio 2026 Entrare in contatto con la realtà del carcere minorile per superare stereotipi e pregiudizi, riflettere sulle conseguenze delle proprie scelte e scoprire come il riscatto possa diventare concreto attraverso il lavoro, la relazione e la comunità. È il cuore del progetto Jobel, iniziativa promossa per accompagnare i giovani del circuito penale minorile e costruire una rete territoriale capace di trasformare la fragilità in opportunità di cambiamento. Da ottobre 2025 il progetto ha coinvolto oltre 160 studenti degli istituti Einaudi, Giulio Cesare, Francesco d’Assisi, Catullo e Ambrosoli in un percorso educativo dedicato ai temi della legalità, della solidarietà e della giustizia riparativa. Un itinerario costruito attraverso incontri, testimonianze e visite sul campo, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi a una realtà spesso conosciuta soltanto attraverso stereotipi.
di Luigi Nicolosi
Il Mattino, 6 maggio 2026 La sfida dell’attore Massimiliano Gallo: “Ecco i valori che hanno ispirato il film La Sanita”. L’arte come via maestra per una vita nuova, lontana dalla devianza, ma anche come linguaggio capace di interrogare la giustizia sul suo senso più profondo. È questo il filo conduttore dell’incontro ospitato ieri mattina nella sala dell’Arengario del tribunale di Napoli, promosso dall’Ordine degli avvocati nell’ambito delle attività della Commissione di Diritto penitenziario. Un confronto che ha messo al centro la funzione rieducativa della pena e il ruolo che teatro, cinema e musica possono assumere nei percorsi di recupero dei detenuti. Soprattutto di quelli più giovani.
cronacacomune.it, 6 maggio 2026 Un coinvolgimento di 25 detenuti, per uno spettacolo che mette in scena il valore più profondo del concetto di reinserimento sociale. Giovedì 7 maggio alle ore 20, il sipario del Teatro Comunale di Ferrara si aprirà su “Where the flowers have gone?”, lo spettacolo esito del Laboratorio Permanente di Creazione Teatrale in Carcere condotto dall’associazione Carpa aps, in collaborazione con la Direzione e l’Area Pedagogica del carcere e del Coordinamento Regionale Teatro Carcere Emilia-Romagna, oltre che della Fondazione Teatro Comunale. La progettualità complessiva beneficia di un contributo di 15mila euro dell’Assessorato alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Ferrara.
comune.rho.mi.it, 6 maggio 2026 La Trasgressione Band torna sul palco del Teatro Civico di Rho con il suo front man, lo psicoterapeuta Juri Aparo, per proporre “Canzoni di De André e trame di libertà”. Il 17 maggio alle ore 21, nell’ambito della rassegna T-Off, il concerto permetterà di raccontare 28 anni di esperienza carceraria del Gruppo della Trasgressione che accompagna con diversi progetti detenuti delle carceri di San Vittore, Bollate, Opera. Nel foyer del Teatro a partire dalle ore 18.30 verranno esposte alcune opere di pittori, scultori, fotografi sul tema della serata a cura della Associazione Trasgressione.net, nell’ambito del progetto “Percorsi della devianza e Trame di libertà”, sono realizzate da Paolo Colombo, Federica Bentivegna, Peter Bescapé, Margherita Lazzati, Giancarlo Scialanga, Carmelo Carrubba, Adriano Avanzini, Franco Scoccimarro, Daniela Ferrante, Pierluigi Bernasconi, Antony Carrisi, Alberto Lastrico, Alessio Ferraro.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 6 maggio 2026 Dal 6 al 9 maggio Pontremoli diventa un laboratorio a cielo aperto dove teatro, giustizia e comunità si incontrano. Nasce nella città toscana la prima edizione di “LUNAE - Scuola di primavera di teatro e mediazione”, un progetto che unisce formazione, spettacolo e impegno sociale, portando nel cuore della Lunigiana giovani, operatori della giustizia, studiosi e artisti da tutta Italia. Ad aprire la manifestazione, mercoledì 6 maggio presso il Teatro della Rosa, è la prima nazionale di Angeli Funamboli, spettacolo teatrale nato da un percorso condiviso tra le ragazze dell’Istituto penale per i minorenni di Pontremoli e gli studenti del Liceo Malaspina. In scena prende forma una narrazione corale: una giovane funambola e le sue allieve si muovono in equilibrio tra parola e corpo, intrecciando testi originali e richiami a grandi autori del Novecento come Nietzsche, Rilke, Genet e Yourcenar.
immediato.net, 6 maggio 2026 Il messaggio di incoraggiamento di Papa Leone XIV. Il progetto vede il coinvolgimento diretto di persone detenute. Presentazione in programma giovedì 7 maggio. Un messaggio di incoraggiamento, inviato a nome del Santo Padre Leone XIV dalla Segreteria di Stato, accompagnerà la presentazione di “Ci credo ancora”, il podcast nato all’interno della Casa Circondariale di Foggia, con il coinvolgimento diretto di persone detenute. Il testo sarà letto nel corso dell’evento in programma giovedì 7 maggio 2026, alle ore 10.30, presso l’Istituto Penitenziario: un riconoscimento significativo per un’esperienza che unisce cultura e inclusione.
di Marco Benedettelli
Avvenire, 6 maggio 2026 A Fermo, un progetto di Clementoni e Università di Macerata trasforma il gioco da tavolo in uno spazio di relazione e crescita tra i detenuti, tra ricerca accademica e inclusione. “Nomi, Cose, Città” è un gioco da tavola dalle regole semplici, eppure capace di sprigionare la voglia di aprirsi, condividere aneddoti e ricordi fino ad alleggerirsi del peso della detenzione. “Durante le partite c’è confronto e desiderio di migliorare le proprie capacità linguistiche. Le sue partite sono tra le favorite”, spiega Tamara Lapucci, Consumer Insights Manager e responsabile per le attività sociali di Clementoni Spa, azienda italiana produttrice di giochi che nella casa di reclusione di Fermo si è attivata con “Gioco in carcere” insieme all’Università di Macerata.
CULTURA
fuoriluogo.it, 6 maggio 2026 Cinque libri e un seminario a Roma per ripensare carcere femminile, maternità detenuta, diritti e alternative alla reclusione. Venerdì 8 maggio, a Roma, il carcere delle donne sarà al centro di un seminario pubblico che mette in dialogo ricerche, pratiche, esperienze e saperi diversi. L’appuntamento, promosso dal Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche di UnitelmaSapienza, si terrà dalle 10 alle 13.30 nella Sala Seminari di Piazza Sassari 4, con possibilità di seguire i lavori anche in diretta streaming.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 6 maggio 2026 Non può reggersi solo sulle istituzioni, richiede una cultura costituzionale diffusa, condivisa, interiorizzata. A settant’anni dalla prima sentenza della Corte costituzionale (la n. 1/1956), celebrati il 23 aprile scorso al Quirinale con una cerimonia solenne, si aprono due strade complementari per comprendere il ruolo della giustizia costituzionale nelle democrazie contemporanee. La prima - per addetti ai lavori - è attingere all’imponente lavoro offerto dai quindici giudici costituzionali: altrettanti volumi, tematizzati, di analisi sistematica delle oltre quattromila decisioni d’incostituzionalità pronunciate dalla Consulta, dal 1956 al 2025. L’altra strada - accessibile a tutti - passa per un piccolo grande libro: “Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” (Egea 2026).
AFFARI SOCIALI
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 6 maggio 2026 Si è celebrata lo scorso 3 maggio la giornata per la libertà di informazione, ben illustrata dal segretario generale della federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) Anthony Bellanger, che ha messo al centro delle sue dichiarazioni gli attacchi volti a mettere a tacere chi cerca di divulgare la verità. Si tratta, però, di una celebrazione ingannevole, perché il diritto dei diritti -per evocare la definizione di Stefano Rodotà- oggi è più che mai nel mirino. Anzi. Insieme alla magistratura è considerato un lusso per le attuali democrature tetragone verso la bilancia dei poteri. Guai a verificare la legittimità delle decisioni; guai a far crescere la consapevolezza critica di massa.
di Martina Turola
Il Manifesto, 6 maggio 2026 Un sistema di Intelligenza Artificiale (IA) oggi può determinare se una persona ottiene un mutuo, se il suo curriculum viene selezionato per un colloquio, se una richiesta di asilo viene considerata prioritaria; nel prossimo futuro deciderà se un detenuto potrà accedere a un beneficio penitenziario. È invece un algoritmo che non impara dai propri risultati, e che quindi non sfrutta ancora l’IA, ma che potrebbe farlo presto, quello che in Italia assegna le cattedre ai docenti utilizzato dal Ministero dell’Istruzione. Un sistema andato in tilt sia nel 2016 che nel 2022-23, dando un posto a chi aveva meno titoli di altri, piazzando a un ruolo di sostegno chi si candidava per coprire una materia. Migliaia di persone si sono viste sballottate, sradicate, oppure senza lavoro, a causa di un errore algoritmico.
di Vittorio Pelligra
Avvenire, 6 maggio 2026 La costruzione di un ordine mondiale fondato sul continuo bisogno di protezione genera immense opportunità di guadagno. E così l’instabilità si trasforma in capitale. L’insicurezza diventa capitale quando non indica più una condizione da superare, ma l’aspettativa di un rendimento economico. Finché la paura resta una ferita collettiva, la politica può provare a curarla. Quando invece diventa mercato, cambia natura. Non chiede più protezione, ma investimenti e contratti. È questo il secondo volto della monarchia della paura. Il primo, come abbiamo visto nella prima puntata della serie, riguardava la costruzione di un ordine mondiale incapace ormai di pensarsi in pace. Il secondo riguarda il modo in cui quell’ordine diventa economicamente produttivo e per questo non può più essere messo in discussione. La paura non resta ai margini dell’economia, ma diventa una delle sue risorse principali.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 5 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
Convegno. "Reati ostativi e diritti dei detenuti" (Urbino, 7 maggio 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 10 maggio 2026
Convegno. "Vite sospese: la condizione femminile in carcere" (Verona, 12 maggio 2026)
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI