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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 30 maggio 2026
fuoriluogo.it, 30 maggio 2026 Il 3 giugno webinar per lanciare la mobilitazione contro gli agenti infiltrati nelle carceri previsti dal governo. Il carcere non può diventare il luogo del sospetto permanente. Per questo mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 18.30, si terrà il webinar “Contro il carcere del sospetto. No alle operazioni sotto copertura”, promosso per lanciare la mobilitazione contro il provvedimento del governo che introduce la possibilità di agenti infiltrati negli istituti penitenziari. Al centro dell’incontro c’è l’appello “Difendiamo l’articolo 27. No agli agenti infiltrati nelle carceri”, sottoscritto da associazioni, operatori e operatrici, volontariə, insegnanti e cittadinə attivə nella tutela dei diritti delle persone recluse.
arci.it, 30 maggio 2026 Arci aderisce all’appello “Contro il carcere del sospetto. Difendiamo l’articolo 27. No agli agenti infiltrati nelle carceri”, promosso da associazioni, operatori, volontari e realtà impegnate nel lavoro dentro e fuori gli istituti penitenziari. L’introduzione di operazioni sotto copertura da parte della polizia penitenziaria all’interno degli istituti penitenziari rappresenta, per Arci, un elemento di forte criticità nel già fragile equilibrio del sistema carcerario. Una misura che rischia di modificare profondamente il contesto relazionale interno, introducendo dinamiche di sospetto incompatibili con i percorsi trattamentali, educativi e di tutela delle persone detenute. Arci esprime preoccupazione per l’ulteriore estensione di logiche securitarie all’interno delle carceri, in un contesto già segnato da sovraffollamento, condizioni strutturali inadeguate e difficoltà nell’effettiva garanzia dei diritti fondamentali.
Il Sole 24 Ore, 30 maggio 2026 I risultati sono sorprendenti: chi studia non torna a delinquere, le recidive calano del 70%. A studiare sono soprattutto le detenute, mentre tra le materie favorite spunta Sociologia. Il diritto allo studio entra nelle carceri italiane. Tornare con la testa tra i libri, infatti, può essere per molti detenuti una grande occasione di riscatto. Proprio per questo a Sassari è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Cnupp e Andisu. L’accordo prevede di diventare un ponte tra università ed enti per il diritto all’istruzione con lo scopo di sostenere i quasi 2.000 carcerati che hanno scelto di intraprendere un percorso universitario.
di Giuseppe Culicchia
L’Unità, 30 maggio 2026 Ho raccontato in un libro la storia di mio cugino Walter Alasia, militante Br. Ho incontrato Giorgio Bazzaga, figlio del maresciallo dell’Arma che lui aveva ucciso. Ho capito che si può riconoscere il dolore di chi ha subito una ferita e l’umanità di chi l’ha provocata. Io lavoro con le parole: il mio bizzarro mestiere è scrivere. Ho cominciato a scrivere perché dovevo raccontare una storia in particolare, quella di Walter Alasia, mio cugino, ucciso il 15 dicembre 1976, mezzo secolo fa, a Sesto San Giovanni, dopo che aveva ucciso due persone: il maresciallo dei carabinieri Sergio Bazzega e il vicequestore Vittorio Padovani. Walter apparteneva alle Brigate Rosse ed è stata la persona più cara durante l’infanzia: era più di un cugino, più di un fratello, era la persona che ho amato di più da bambino.
di Patrizia Patrizi
L’Unità, 30 maggio 2026 Il danno è un costrutto fondamentale nella giustizia riparativa, che non coincide con il reato, non coincide con l’etichetta giuridica di un comportamento. Il danno corrisponde alle conseguenze: a ciò che noi viviamo rispetto a quello che ci è stato fatto o a ciò che abbiamo fatto. È qui il cuore della giustizia riparativa: ascoltare e comprendere le ragioni del vissuto. La giustizia riparativa compie un passaggio fondamentale che è poi ciò che tutti noi cerchiamo ogni giorno della nostra vita: avere voce rispetto a ciò che ci riguarda.
di Angela Stella
L’Unità, 30 maggio 2026 Su richiesta dell’interessato, il direttore della testata che ha dato notizia del procedimento penale è tenuto a pubblicità dei provvedimenti favorevoli alla persona imputata o indagata. L’Aula della Camera ha approvato ieri la proposta di legge recante modifiche al codice in materia di protezione dei dati personali con 127 sì e 82 astenuti. Dunque nessun contrario, Azione e Futuro Nazionale Vannacci hanno votato sì con il centrodestra.
di Errico Novi
Il Dubbio, 30 maggio 2026 Parlare di immobilismo sulla giustizia è esagerato. Fratelli d’Italia un po’ si stupisce, per il pessimismo con cui FI valuta le intenzioni degli alleati. E a questo punto per il partito di Meloni è più che mai opportuno il chiarimento calendarizzato per il 3 giugno a via Arenula proprio con i responsabili Giustizia dell’intero centrodestra, oltre che col guardasigilli, il suo vice Francesco Paolo Sisto e i due sottosegretari, Alberto Balboni e Andrea Ostellari. La versione di FdI sul programma di fine legislatura in materia penale è articolata, non tranchant: ci si deve rendere conto, spiega una fonte meloniana che ha seguito non solo il referendum ma anche gli altri dossier “giudiziari”, che innanzitutto “di tempo ce n’è poco, pochissimo: calcoliamo la pausa ad agosto, la sessione di bilancio e il tempo che andrà riservato ...
di Irene Famà
La Stampa, 30 maggio 2026 Parla Simone Silvestri, al vertice di Magistratura Democratica: “La priorità? La situazione carceri”. Dopo la vittoria del Sì al referendum costituzionale sulla Giustizia “la magistratura deve responsabilizzarsi e attivarsi per un’autoriforma seria”. Simone Silvestri, neo segretario generale di Magistratura Democratica, storica corrente di sinistra delle toghe, non si abbandona a facili entusiasmi. E invita comunque i colleghi ad un’analisi.
di Giulia Merlo
Il Domani, 30 maggio 2026 La procura ha chiesto e ottenuto di poter disporre video e intercettazioni davanti a un’aula del tribunale, in cui sono stati ripresi anche avvocati. Questo ha provocato la protesta dei penalisti: si viola il “divieto assoluto di intercettazione delle conversazioni o comunicazioni dei difensori e di quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite”. Come ciclicamente avviene, torna a far discutere il fatto che i difensori vengano intercettati durante i colloqui con i loro assistiti. La vicenda è avvenuta a Napoli e ha sollevato enorme indignazione nel foro, tanto da dare vita a una protesta davanti all’ingresso del palazzo di giustizia.
di Salvatore Merlo
Il Foglio, 30 maggio 2026 L’avvocato dell’ex ministro: “È un dispetto”. Il Provveditorato penitenziario ha impugnato l’ordinanza che anticipava la scarcerazione per condizioni detentive inumane. Il Tribunale dovrà decidere di nuovo. Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria ha impugnato l’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza di Roma aveva disposto la scarcerazione anticipata di Gianni Alemanno. La decisione impugnata, emessa ad aprile, concedeva all’ex sindaco di Roma, ed ex ministro, una riduzione di trentanove giorni sulla pena residua - ai sensi dell’art. 35-ter dell’ordinamento penitenziario, per condizioni di detenzione ritenute inumane e degradanti - fissando al 24 giugno la data di uscita dal carcere di Rebibbia.
di Francesca Moriero
fanpage.it, 30 maggio 2026 Proposta l’archiviazione per Andrea Delmastro nel procedimento disciplinare dell’Ordine degli avvocati sulle frasi shock pronunciate nel 2024: per i giudici fu una dura espressione politica contro la mafia e non un attacco ai detenuti. Il procedimento disciplinare avviato a Torino a carico di Andrea Delmastro Delle Vedove potrebbe presto chiudersi. Il consigliere istruttore incaricato dal Consiglio territoriale di disciplina dell’Ordine degli avvocati ha infatti formulato una formale proposta di archiviazione per l’esponente politico, chiamato in causa in qualità di iscritto al Foro di Biella. Al centro del fascicolo c’era la bufera mediatica e politica scatenata da una dichiarazione pronunciata nel novembre del 2024 dall’allora sottosegretario alla Giustizia, che era stata duramente contestata dalle opposizioni e da una parte del mondo dell’avvocatura.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 maggio 2026 Tre suicidi a Uta, due decessi per cause ancora da accertare a Bancali, 178 atti di autolesionismo nel solo istituto sassarese e 68 tentativi di suicidio nel carcere cagliaritano. Il tasso di occupazione dei penitenziari sardi è quasi raddoppiato in tre anni, passando dall’82% del 2023 al 98% del 2025, con sei istituti ora oltre la capienza regolamentare. La sanità è al centro di tutto: quasi la metà delle 149 istanze formalmente ricevute dalla garante Irene Testa riguarda problemi di salute o disagio psichiatrico. È il quadro che emerge dalla relazione annuale 2025, trasmessa al Consiglio regionale della Sardegna, che fotografa un sistema in peggioramento.
ravennawebtv.it, 30 maggio 2026 Svolta storica a Forlì: per la prima volta tutti gli istituti penitenziari della Romagna lavoreranno insieme all’interno di un unico protocollo per la formazione e il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. L’accordo è stato sottoscritto nella sede di Techne alla presenza del Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna, Silvio Di Gregorio, e del Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, durante un momento conviviale preparato dai ragazzi del laboratorio “Ristorando”. Il protocollo, valido per il triennio 2026-2028, coinvolge le Case circondariali di Forlì, Ravenna e Rimini insieme a Techne e a Cia Conad, con l’obiettivo di creare un progetto sperimentale capace di favorire concretamente l’inserimento lavorativo delle persone detenute al termine del percorso detentivo.
di Enrico Carta
La Nuova Sardegna, 30 maggio 2026 Il recluso è spirato la notte scorsa. Improbabile l’ipotesi del suicidio e la procura affida l’incarico a un medico legale. Un alone di mistero avvolge la morte di un detenuto, avvenuta all’interno del carcere di Uta. Mirco Fiori, 45 anni di Bosa con numerosi precedenti penali e condanne passate in giudicato da scontare, è spirato nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio, ma qualche circostanza ha destato dei sospetti, tanto che la procura di Cagliari ha disposto l’autopsia. Nei giorni scorsi non c’erano stati segnali che potessero far pensare a un suicidio e le condizioni della cella, oltre che quelle in cui è stato ritrovato il corpo senza vita questa mattina, non sembrano lasciar spazio a questa ipotesi.
Corriere Salentino, 30 maggio 2026 “Sovraffollamento e poco personale”. La Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, professoressa Maria Mancarella, lancia l’allarme dopo i tragici suicidi dei due giovani detenuti stranieri nel carcere di Lecce: “Sono una drammatica conferma della grave situazione che, ormai da mesi, vive la Casa Circondariale di Borgo San Nicola, una struttura tra le più sovraffollate d’Italia. 1.419 detenuti a fronte di 787 posti regolamentari, con un tasso di sovraffollamento del 180%; 578 operatori di polizia penitenziaria su un fabbisogno di 742.
di Fabiana Marcolini
L’Arena, 30 maggio 2026 Giovanissima, si era allontanata dalla famiglia. Arrestata durante il blitz in stazione, nel 2025 la prima condanna a 4 anni. Era giovanissima quando la sua vita ha preso una piega sbagliata, quella che l’ha allontanata dalla famiglia, l’ha avvicinata al ragazzo che non era un punto di riferimento o forse lo era. Ma anche quello era sbagliato. Abrar era nata a Cremona nel settembre 2004, aveva 19 anni quando in stazione si verificò il blitz che smantellò la gang responsabile di furti, rapine, aggressioni. E il suo nome figurava tra quelli per i quali il gip dispose la custodia cautelare in carcere. Giovanissima anche quando, un anno dopo, arrivò la prima condanna a 4 anni e due mesi per i fatti della stazione e non solo (un’aggressione, una rapina all’Adigeo, resistenza e ricettazione).
La Nazione, 30 maggio 2026 Quattro detenuti rinviati a giudizio dal Gip per violenza sessuale e tortura. I fatti sono avvenuti tutti nel carcere “La Dogaia” negli ultimi anni e testimoniano il clima di violenza che caratterizza l’istituto. Il procuratore capo Luca Tescaroli ha reso note le decisioni del Gip. Il primo caso riguarda un cittadino marocchino di 39 anni che ha torturato un detenuto italiano nativo di Pagani (in provincia di Salerno) di 47 anni, provocandogli acute sofferenze fisiche e un trauma psichico: l’uomo veniva svegliato di notte con il pretesto che russava, percosso abitualmente, bruciandogli le foto dei familiari, minacciandolo e offendendolo, rovesciandogli addosso il bidone della spazzatura, costringendolo a subire violenza sessuale e umiliazioni.
freepressonline.it, 30 maggio 2026 Nel corso degli ultimi mesi sono stati annunciati grandi cambiamenti per le carceri di Catania, tenendo conto anche di quello che sta succedendo sul piano nazionale. Sempre più frequentemente, infatti, si parla di sovraffollamento e soprattutto di poco personale impiegato nel sostegno e nella gestione quotidiana dei detenuti. Tempo fa, ad esempio, il Comune di Catania ha deliberato la nomina del nuovo Garante dei detenuti. Il suo sarà un compito molto importante: aiutare i detenuti all’interno delle carceri nel tentativo di fornire tutto il supporto di cui hanno bisogno, ascolto e soprattutto accompagnare la persona in questione verso un reinserimento in società, liberandosi del marchio di “ex detenuto”.
di Barbara Calderola
Il Giorno, 30 maggio 2026 Unire la cura del territorio al riscatto sociale, trasformando la pena in un’opportunità concreta sia per chi ha sbagliato sia per la comunità. Concorezzo ha ufficializzato l’adesione al progetto europeo “Reti di inclusione sostenibile-Green jobs e cittadinanza attiva”, un’iniziativa ad ampio raggio che mira ad ammettere nel tessuto lavorativo persone condannate per reati minori o ammesse a misure alternative alla detenzione. I primi inserimenti operativi scatteranno il prossimo autunno e vedranno i partecipanti impegnati in prima linea in attività essenziali per la cittadinanza: dalla manutenzione ordinaria del verde pubblico alla pulizia di strade, parchi e giardini, fino a interventi più ampi a tutela del decoro urbano.
di Camilla De Mori
Il Gazzettino, 30 maggio 2026 Cisint (Lega): “Non si deve fomentare il fanatismo”. Il presidente di Islam è luce: “Un progetto che vorremmo realizzare, non siamo radicali”. Stiamo cercando il modo per entrare anche dentro il carcere a dare assistenza spirituale ai detenuti di fede islamica”. Baba Crachi, presidente dell’associazione Islam è luce, un piccolo centro che ha sede nell’area di viale Ungheria a Udine, enuncia così uno dei progetti del sodalizio, che attualmente conta ufficialmente “cinque soci, ma siamo internazionali. Siamo aperti a tutti: fra di noi ci sono anche italiani oltre ad africani, afghani, pakistani e algerini”.
La Sesia, 30 maggio 2026 Promosso un corso di formazione di base culinaria per favorire il reinserimento sociale. Prosegue con nuove proposte il progetto nazionale “Si sostiene…In carcere”, nato nell’ ottobre 2017 per sostenere donne fragili come le detenute in percorsi di formazione professionale e lavorativa all’interno delle carceri italiane, in collaborazione con le Direzioni degli Istituti Penitenziari e grazie al protocollo sottoscritto con il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero Giustizia. In coerenza con le finalità del Soroptimist, il progetto intende offrire alle detenute l’opportunità di imparare un lavoro che possa favorire il raggiungimento di un’autonomia economica, in vista del reinserimento sociale una volta terminato il periodo di detenzione.
di Maura Sesia
La Repubblica, 30 maggio 2026 La compagnia Teatro e società diretta da Claudio Montagna porta in scena uno spettacolo dentro il carcere Lorusso e Cutugno. Emozione. Tanta. In platea e sul palco, in questa bella sala nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, il carcere della periferia di Torino dove da 33 anni la compagnia Teatro e Società diretta da Claudio Montagna conduce laboratori teatrali che sfociano in spettacoli aperti al pubblico, con le dovute cautele. Non si decide all’ultimo di vedere uno spettacolo in carcere. Ci si accredita con settimane di anticipo.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 30 maggio 2026 Più di mille realtà, oltre 70 mila lavoratori, quasi due miliardi e mezzo di fatturato: sono i numeri di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia. E la presidente Maria Grazia Campese commenta: “Non siamo una nicchia profetica. Siamo il modello imprenditoriale per costruire una economia non solo diversa ma migliore per tutti”. Alcuni numeri: 1.092 cooperative sociali, 58.164 soci, 72.658 lavoratori, quasi due miliardi e mezzo di fatturato con una crescita del 33% in sei anni. Altri numeri: 12 mila educatori nelle scuole, più di 6.500 persone svantaggiate inserite al lavoro (sempre negli ultimi sei anni +24%). Il commento: “Non siamo una nicchia profetica. Siamo un modello imprenditoriale che contribuisce a costruire una economia non solo diversa ma migliore per tutti”.
di Cristina Zibellinic
Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2026 A Roma, la cura del paziente psichiatrico è un percorso a ostacoli praticamente insormontabile, anche per i parenti diversamente sani del soggetto. Non esiste una segreteria psichiatrica: se si chiama il centralino risponde, quando risponde, il custode del complesso di edifici in cui è collocato anche il servizio psichiatrico. Non c’è alcuna trasparenza sull’organizzazione del servizio, i suoi responsabili. Non esiste un servizio di accoglienza e i casi di urgenza sono considerati quelli pericolosi per il paziente o per l’incolumità altrui e rinviati al 118, che conduce il paziente al pronto soccorso di un ospedale qualsiasi. Se il disagio non è, al momento, da trattamento sanitario obbligatorio, ma è solitudine psichica, angoscia per un senso di totale vuoto, l’incapacità a modificare la condizione esistente ...
di Giulia Merlo
Il Domani, 30 maggio 2026 Il testo era stato approvato con la fiducia e in sede di conversione è stata modificata la previsione di dubbia costituzionalità: il compenso rimane, ma non sarà solo per gli avvocati ed è svincolato dal buon esito della pratica. Dopo le moltissime polemiche e lo scontro con l’avvocatura istituzionale, il governo ha corretto la norma contenuta nel decreto Sicurezza che prevedeva di legare un compenso di 615 euro agli avvocati al fatto che coadiuvassero la procedura di rimpatrio volontario per i loro assistiti migranti. L’articolo aveva sollevato profonda indignazione da parte di tutta la categoria forense e anche del Consiglio nazionale forense, che era indicato come l’ente che avrebbe dovuto erogare i pagamenti.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 30 maggio 2026 Gli attivisti: “La sicurezza si costruisce garantendo lavoro, casa e salute”. A Pescopagano, una località a pochi chilometri dal centro di Castel Volturno, c’è la chiesa affidata a Daniele Moschetti, missionario comboniano di origini lombarde, che è approdato in Campania dopo aver vissuto in Sudan e nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya. È una delle roccaforti del no al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) che il ministro Piantedosi vuol realizzare a Castel Volturno. Una struttura da 120 posti che è figlia di un progetto di 43 milioni messo a bando da Invitalia e che, sulla base del decreto Cutro, è considerata strategica per la difesa nazionale. Significa deroghe a pioggia relativamente alle norme urbanistiche e paesaggistiche.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 30 maggio 2026 Le risposte entro il 18 settembre: tra le presunte violazioni anche l’immunità dei ministri. Il caso è nato da istanze presentate da vittime del boia libico. “Il governo italiano aveva l’obbligo di cooperare con la Corte penale internazionale nell’esecuzione del mandato di arresto emesso contro Osama Almasri? E se sì, questo obbligo è stato violato?”. A chiederselo, tra i tanti, è anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, che ieri ha notificato al governo due ricorsi contro l’Italia presentati da due presunte vittime del boia libico, e ha chiesto conto all’esecutivo di quanto accadde a gennaio 2025, quando Almasri fu rimpatriato a Tripoli su un volo di stato nonostante il mandato spiccato nei suoi confronti.
di Rosario Aitala
Avvenire, 30 maggio 2026 Fra guerre, impunità e algoritmi che decidono sulla vita, oggi il vero pericolo nasce dalla rinuncia collettiva a difendere giustizia, memoria e dignità umana. Diritto internazionale: tramonto o eclissi? All’interrogativo proposto dal Centro Studi Rosario Livatino in un recente convegno in Senato è corretto rispondere sfuggendo alla logica binaria. L’alternativa è apparente, riposa su equivoci semantici e fallacie logiche. Dal dibattito sono emerse tre proposizioni. Il diritto internazionale, debole per genetica, attraversa una crisi esistenziale. Non è vero diritto perché non è dato un giudice sovranazionale che ne possa imporre l’osservanza. I conflitti armati del Dopoguerra e la condotta apertamente illegale di certi Stati espongono o comunque anticipano il fallimento dell’ordine internazionale sorto nel 1945.
L’Unità, 30 maggio 2026 Milad Armoun, Navid Najaran, Seyed Mohammad Mehdi Hosseini e Mehdi Imani, quattro manifestanti del movimento “Donna, Vita, Libertà”, sono stati condannati a morte dal “giudice della morte” Salavati dopo un processo gravemente iniquo. I difensori che rappresentavano gli imputati in quello che è diventato noto come il “caso Ekbatan” hanno illustrato nei dettagli le gravi carenze procedurali e sostanziali che hanno violato i diritti fondamentali a un giusto processo e minato la legittimità delle sentenze emesse dalla Sezione 15 del Tribunale Rivoluzionario. La notizia della sentenza arriva pochi giorni dopo che il Tribunale Penale aveva assolto gli imputati dalle accuse di omicidio.
DOCUMENTI
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 maggio 2026)
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