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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 2 maggio 2026
di Paola Balducci
L’Espresso, 2 maggio 2026 La qualità democratica si misura nell’architettura dei poteri e nella concreta tutela dei diritti. Archiviato il capitolo del voto referendario sulla giustizia, resta aperto - e tutt’altro che risolto - quello delle riforme necessarie: una consultazione può chiudersi in una data sul calendario, ma le criticità strutturali del sistema non si esauriscono con un risultato elettorale. Il rischio che non viene proclamato apertamente, ma che merita di essere considerato con lucidità, è che la scelta referendaria diventi un punto di arrivo, anziché un punto di partenza. Che la scelta degli italiani venga letta - da una parte o dall’altra - come una legittimazione sufficiente a chiudere il capitolo delle riforme, o al contrario come la prova che nulla debba essere toccato.
di Biagino Costanzo
formiche.net, 2 maggio 2026 Nel dibattito pubblico italiano resta aperta una domanda cruciale: chi risponde quando la giustizia sbaglia. Gli errori giudiziari vengono risarciti dallo Stato, ma senza reali responsabilità individuali. L’autore denuncia il rischio di normalizzare l’ingiustizia e indebolire la fiducia democratica. Nel dibattito pubblico italiano, anche dopo il recente referendum, esiste una domanda che continua a rimanere senza una risposta chiara e condivisa, chi paga quando la giustizia sbaglia? Non è una domanda ideologica, ma istituzionale ed è una domanda ancora senza risposta.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 2 maggio 2026 Dopo l’incontro a Via Arenula le Camere penali denunciano: sparite le questioni centrali, dalle garanzie cautelari alla qualità del contraddittorio, dagli incarichi direttivi alla “voracità correntizia”. L’Unione delle Camere Penali critica la linea emersa dall’Associazione nazionale magistrati dopo l’incontro con il Guardasigilli e avverte: il confronto sulla giustizia rischia di essere ridotto ai soli temi dell’efficienza, con l’accantonamento delle riforme più incisive sul piano delle garanzie.
di Valerio Spigarelli
Il Dubbio, 2 maggio 2026 La vittoria referendaria, assieme alla rinnovata saldatura con il circuito mediatico giudiziario, permetterà alle toghe di passare a riscuotere il credito. E bisognerà vedere a chi faranno la sponda tra dem e Cinque Stelle. Uno degli effetti del referendum è quello di aver rimescolato le carte della politica giudiziaria, sia rispetto ai temi che ai protagonisti del dibattito. A sinistra, meglio ancora nel campo largo, che poi tanto di sinistra non è vista la presenza dei Cinque Stelle, la parola d’ordine vincente, di fronte alla fallimentare stagione del governo di centrodestra, è che occorre passare alla risoluzione dei “veri” problemi della Giustizia.
gazzettadalba.it, 2 maggio 2026 Il progetto cresce tra Cuneo, Torino e nuove aperture: il 18 maggio arriva a Padova. Nel giorno in cui si celebra il lavoro, Panaté porta l’attenzione su un luogo dove il lavoro spesso manca, ma può cambiare tutto: il carcere. Dal carcere, infatti, possono uscire cose buone. E soprattutto persone che non tornano indietro. È da questa convinzione che nasce un modello concreto di economia carceraria capace di trasformare il tempo della detenzione in formazione, responsabilità e produzione reale. Pane e lievitati artigianali di alta qualità, destinati al mercato HoReCa, vengono realizzati ogni giorno da persone formate che lavorano secondo standard professionali. Non è un progetto teorico, ma lavoro vero.
di Anna Foti
ilreggino.it, 2 maggio 2026 “Ci rendiamo conto che dare una seconda chance, attraverso un lavoro, equivale per le persone detenute a ricevere una nuova possibilità di vita. Una possibilità che riguarda anche le loro famiglie, che fuori aspettano e anche loro spesso vittime di pregiudizi e in una condizione di fragilità ignorata. Dare fiducia e dare un lavoro ai loro congiunti detenuti è una speranza anche per loro”. Valeria Votano, rappresentante dell’associazione Seconda Chance in Calabria, ospite della nuova puntata di A tu per tu negli studi del Reggino.it, racconta la sua esperienza di volontariato e di impegno che creare ponti tra il carcere e la società civile, intercettando opportunità di lavoro per persone detenute che possano lavorare fuori, per persone che stiano eseguendo fuori la loro pena e per persone che abbiano scontato la loro pena.
di Marco Bardesono
cronacaqui.it, 2 maggio 2026 Suicidio di un agente a Torino mette a nudo il collasso del sistema penitenziario: sovraffollamento, organici ridotti ed emergenza psicologica. Una nuova tragedia scuote il sistema penitenziario italiano e riporta al centro dell’attenzione una crisi che da anni si consuma lontano dai riflettori. Un assistente capo della polizia penitenziaria, 42 anni, originario della provincia di Palermo, si è tolto la vita nella sua abitazione a Torino. Lascia una moglie e una bambina di sei anni. È il secondo caso in pochi giorni tra gli operatori del settore. Dall’inizio del 2026, secondo i dati sindacali, sono già 17 i detenuti suicidi nelle carceri italiane.
di Rory Cappelli
La Repubblica, 2 maggio 2026 È stato condannato a 7 anni e 7 mesi, di cui quasi 4 anni già scontati, per un reato risalente al 2016. Nonostante le condizioni di salute gli è stato negato il differimento della pena. Roberto Canulli ha 78 anni. È detenuto nel carcere di Rebibbia, a Roma. Fatica a respirare, vede poco, sente meno, si muove con difficoltà. Stefano Massini lo ha raccontato a “Piazza Pulita” nella puntata andata in onda il 30 aprile su La7: e lo ha raccontato non per quello che ha fatto, ma per quello che resta di lui, oggi. Un uomo anziano che sembra consumarsi dentro un sistema che, però, per lui non riesce a fermarsi.
quotidianosanita.it, 2 maggio 2026 I detenuti con disturbo da uso di oppiacei sono circa il 30% di tutta la popolazione carceraria. La Asl punta su un modello territoriale fondato su equità, generalità e universalità delle cure e su una nuova formulazione iniettabile a rilascio prolungato che offre benefici in termini di continuità terapeutica e sicurezza. La tutela della salute non conosce condizioni personali, sociali o giuridiche. È da questo principio che prende forma l’iniziativa avviata dalla ASL Roma 2 all’interno del carcere di Rebibbia, tra i principali poli detentivi per dimensioni a livello europeo, finalizzata all’introduzione di una modalità innovativa di somministrazione della terapia per i pazienti con disturbo da uso di oppiacei attraverso formulazioni iniettabili a rilascio prolungato.
di Francesca Cipolloni
agensir.it, 2 maggio 2026 “Prima o poi, chi è recluso fa i conti con la libertà, e la libertà va incanalata nel processo produttivo del lavoro”, afferma il fondatore della start up che dal 2021 ha visto ogni anno raddoppiato il fatturato. Presto si passerà da 4 dipendenti a 8. Quella di Palingen è una storia non comune che nasce “da un’idea semplice ma potente: restituire dignità attraverso il lavoro. Ispirata al concetto di “palingenesi” - rinascita - la nostra realtà opera all’interno della Casa circondariale di Napoli Secondigliano “Pasquale Mandato”, dove ogni giorno accompagniamo le detenute e, da metà 2026 anche i detenuti, in un percorso di formazione, crescita e trasformazione”.
di Elena Mittino
novaratoday.it, 2 maggio 2026 Cambio di destinazione d’uso: chiude la sezione del 41 bis del carcere di massima sicurezza di Novara. La notizia è proprio di questi giorni e arriva dopo una visita da parte del segretario generale nazionale Gennarino De Fazio, Uil Fp polizia penitenziaria, avvenuta proprio nel carcere cittadino lo scorso 30 aprile. I 70 detenuti nel carcere di massima sicurezza (sono in tutto 174 quelli presenti a Novara, un centinaio sono quelli detenuti a regime ordinario), secondo le informazioni riferite da De Fazio, dovrebbero trasferiti probabilmente inizialmente a Vigevano e poi dislocati nelle altre varie sedi, fra cui la Sardegna.
di Mara Rodella
Corriere della Sera, 2 maggio 2026 La presidente della Corte di Appello: norma di apertura, ma che va adottata con prudenza. Per non perderlo di vista, anche Brescia - inteso come distretto giudiziario - avrà il suo centro di giustizia riparativa, come previsto dalla riforma Cartabia, che sotto questo profilo ha introdotto una disciplina organica nel sistema penale. Sorgerà in città, a Mompiano, al civico 16 di via S. Antonio. Ma ce ne sarà uno anche a Bergamo. Alla base, un’intesa con i Comuni di riferimento, nel nostro caso, la Loggia, che ha messo a disposizione gli spazi. Obiettivo: “riparare” al danno emotivo relazionale e materiale causato dal reato, favorendo il dialogo e la responsabilizzazione di chi l’ha commesso. Mettendo al centro la vittima.
ilvibonese.it, 2 maggio 2026 In questo spazio, i bambini che attendono l’incontro con il genitore o parente detenuto, possono elaborare le proprie emozioni attraverso il disegno o il gioco. Una iniziativa resa possibile grazie alla piena collaborazione della direzione della Casa circondariale. In un contesto delicato come quello della detenzione, mantenere vivo il legame tra genitori e figli non è solo un diritto, ma una necessità per il benessere dei minori. Ne è convinto il Coordinamento provinciale di Libera che alla Casa circondariale di Vibo Valentia, da ben tre anni, porta avanti il progetto “Spazio giallo”.
livornotoday.it, 2 maggio 2026 Le Sughere hanno ospitato una giornata speciale tra detenuti e azzurri: allenamenti, confronto e valori per favorire reinserimento sociale attraverso lo sport. Il carcere di Livorno ha aperto le proprie porte ad una nuova tappa del tour “Rugby oltre le sbarre”, il progetto della Federazione italiana rugby e Macron attivo in un crescente numero di istituiti di pena del Paese con l’obiettivo di contribuire concretamente, attraverso la pratica del rugby, al processo di reinserimento dei detenuti nel tessuto sociale. L’iniziativa ha consentito alla squadra delle Pecore Nere, il team di detenuti dell’istituto livornese, di vivere una giornata di allenamenti e scambi con una delegazione della Federazione.
AFFARI SOCIALI
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 2 maggio 2026 Incontro alla Camera tra i parlamentari azzurri per riaprire il dossier. E in Lombardia gli azzurri appoggiano l’Associazione Coscioni. Forza Italia fa sul serio: vuole una legge sul fine vita entro la fine della legislatura. E la vuole al punto da mettere il tema al centro della prima riunione dei parlamentari azzurri dopo la svolta liberale impressa da Arcore. L’incontro si è tenuto mercoledì sera alla Camera, con il neo capogruppo Enrico Costa. Ma c’erano anche Stefania Craxi, che ha appena assunto la guida dei senatori, e Pierantonio Zanettin, relatore del testo base a Palazzo Madama insieme al collega di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo.
di Milena Gabanelli
Corriere della Sera, 2 maggio 2026 Le tabelle del Viminale sono perfette: quanti sbarcano, dove si accampano, quanti smistati per regione, da quali Paesi arrivano. Segue il ciclico appello: “Ogni sindaco faccia la sua parte”. Ma “quale” parte, e fino a quando? Ogni paese europeo si gestisce i migranti che ha in casa, e chiuse le rotte, di ricollocamenti non se ne parla più. Per Bruxelles il problema è uno solo: il ricatto della Turchia. Se Erdogan spingerà i 3 milioni di siriani in Grecia, si sposterà il finanziamento da Ankara ad Atene. Ipotesi improbabile perché i 6 miliardi dell’accordo fanno comodo al premier turco, e perché i siriani non hanno nessuna voglia di rimettersi per strada verso le tende di Idomeni, Salonicco o il Pireo; da marzo hanno ottenuto il permesso di lavoro, e l’integrazione in Turchia è meno complessa.
di Andrea Riccardi
Corriere della Sera, 2 maggio 2026 I conflitti sono utilizzati come strumento di politica internazionale eppure è dimostrato che tendono ad eternizzarsi. Siamo in una stagione in cui la guerra, da “flagello” come recitava lo Statuto delle Nazioni Unite, è divenuta “strumento” principe di politica internazionale. Si va facilmente al conflitto ma poi non si riesce ad uscirne né in modo negoziale né con la vittoria. Lo si vede con i negoziati a Islamabad, tra Stati Uniti e Iran mediati dal Pakistan, che si trascinano senza punto d’incontro. Il regime iraniano, decapitato della guida suprema dall’uccisione di Khamenei, alla testa dal 1989, fatica ad essere un interlocutore unitario e articolato degli Stati Uniti, i quali intenderebbero tirarsi fuori dignitosamente dalla vicenda.
di Luisa Foti
La Stampa, 2 maggio 2026 Il Parlamento salvadoregno ha approvato la “cadena perpetua” per i minori dai dodici anni in su, nei casi di omicidio o appartenenza alle bande criminali. Voluta dal governo Bukele. Il Parlamento salvadoregno ha approvato la “cadena perpetua” per i minori dai dodici anni in su, nei casi di omicidio o appartenenza alle bande criminali. Voluta dal governo Bukele, la misura è stata oggetto di numerose critiche per la violazione dei diritti dei bambini. Non è solo un’idea strampalata ed estremista, ma l’ennesimo provvedimento del presidente salvadoregno Nayib Bukele per smantellare l’ordinamento giuridico del Paese con la scusa dello stato di eccezione costituzionale: entrata in vigore lo scorso 26 aprile, la nuova riforma penale prevede l’ergastolo per i minori - dai dodici anni in su - in caso di reati gravi come ...
ilpost.it, 2 maggio 2026 Narges Mohammadi, l’attivista iraniana per i diritti umani che nel 2023 vinse il Premio Nobel per la Pace, è stata portata in un ospedale di Zanjan, dove si trovava in carcere, dopo aver perso coscienza. Al momento è ricoverata in terapia intensiva. La notizia è stata data dalla sua famiglia. Il suo avvocato, Mostafa Nili, ha detto che nelle ultime settimane le condizioni di salute di Mohammadi erano peggiorate rapidamente, e che venerdì aveva avuto dei dolori al petto prima di svenire. Le autorità iraniane hanno rifiutato la richiesta della sua famiglia di trasferirla in un ospedale a Teheran, dove si trova il cardiologo che la segue da anni. A marzo era già stata male e aveva perso coscienza in prigione, ma le erano state negate cure mediche in ospedale.
di Yuri Guaiana
huffingtonpost.it, 2 maggio 2026 La Russia ha classificato il movimento Lgbti come “organizzazione terroristica”, arresta editori per la pubblicazione di libri queer e nelle carceri si consumano le morti sospette di chi organizza viaggi per la comunità gay. Nata nel 1977 per dare voce agli artisti perseguitati dal blocco sovietico - piattaforma che il Fuori! utilizzò per denunciare l’oppressione degli omosessuali in Urss - la Biennale del Dissenso torna oggi a essere un atto di resistenza necessario. Quarantanove anni dopo, quella memoria storica viene paradossalmente evocata dal presidente della Fondazione Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, per giustificare l’apertura di un padiglione gestito direttamente dalla Federazione Russa.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 30 aprile 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 4 al 10 maggio 2026
Convegno. "Reati ostativi e diritti dei detenuti" (Urbino, 7 maggio 2026)
Festival di Teatro nelle Carceri - Comunità di Monza "Secondo Atto" (Monza, fino al 12 maggio 2026)
CONCORSI E PREMI