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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 29 maggio 2026
CARCERI
di Grazia De Sensi
ascolta.news, 29 maggio 2026 Venerdì 22 maggio 2026, la mia sveglia suona presto. Alle 6:45 sono già sul primo treno in partenza da Milano, diretta a Padova. Nello zainetto ho libri, foulard, caricatori, cellulare, riviste, caramelle, beauty, agenda e penne, di tutto questo, solo agenda e penna entreranno con me nella Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova. Il treno arriva puntuale nel caldo della stazione veneta, fermo al volo la navetta. Da lontano riconosco e Martina e Anna Claudia, compagne di viaggio dello scorso anno, anime affini che dedicano i loro studi alla giustizia riparativa.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 29 maggio 2026 Non ho mai cambiato la mia convinzione sulla galera e i suicidi: che non bisogna chiedersi perché i detenuti decidano di ammazzarsi molto più dei liberi, ma come mai tanti detenuti decidano di non ammazzarsi. Un caldo da morire. Ieri “Tutta la città ne parla” di Radio3 si occupava del caldo che fa: l’estate, ha spiegato un esperto, si mangia ogni anno un pezzo in più della primavera, una volta cominciava a metà giugno, ora va risalendo alla metà maggio. Un ascoltatore aveva obiettato alle pittoresche descrizioni giornalistiche o televisive della calura, rappresentate da turisti cui si scioglie il gelato in mano, o che cercano ristoro nelle fontane pubbliche, e mai da muratori madidi di sudore e altre figure di fatica. Nell’esemplificazione mancava, ma se ne è parlato tante volte che forse ci si vergogna a ripeterlo, il caldo delle galere. Le celle sono caloriferi, d’estate - dei frigoriferi, d’inverno.
di Luigi Longo
approdocalabria.it, 29 maggio 2026 Ci sono parole che pesano più delle sentenze. Più dei decreti. Più dei timbri della burocrazia giudiziaria. Una di queste è “mai”. Fine pena mai. Non uscirà mai. Non glielo concederanno mai. È dentro questa parola che si consuma oggi la vicenda di Domenico Papalia, ottantunenne detenuto dal 1977, tra i più longevi del sistema carcerario italiano. Una storia che non riguarda soltanto un uomo, ma il significato stesso della pena in uno Stato democratico. Nessuno può cancellare il passato criminale di Papalia. Nessuno può ignorare il peso delle condanne, il dolore delle vittime, la gravità delle responsabilità attribuitegli. Sarebbe moralmente scorretto e storicamente falso. Ma il punto non è questo. Il punto è un altro, ed è molto più scomodo: uno Stato che chiede al detenuto di cambiare è poi disposto a riconoscere quel cambiamento?
di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 29 maggio 2026 Il Dgmc chiarisce la disciplina degli accessi agli Istituti penali minorili dopo il caso Casal del Marmo. Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (Dgmc) ha chiarito la disciplina degli accessi agli Istituti penali minorili dopo le contestazioni sollevate nei giorni scorsi in merito alle visite ispettive negli Ipm. Le indicazioni, come reso noto sul quotidiano del ministero della Giustizia, GNewsonline.it, si rifanno all’art. 67 dell’Ordinamento penitenziario che regola l’accesso alle sezioni detentive e che, fuori dai casi previsti dalla legge, prevede una specifica autorizzazione, soprattutto quando sono coinvolti minori detenuti.
di Paolo Ferrario
Avvenire, 29 maggio 2026 Lo studio come percorso di riscatto e di reinserimento sociale. È questo l’obiettivo dell’accordo che sarà firmato questa mattina a Sassari, nella sede dell’Ente regionale per il diritto allo studio universitario (Ersu), dalla Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i poli universitari penitenziari (Cnupp) e dall’Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario (Andisu). “L’accordo - si legge in una nota - mira a rafforzare e promuovere, su scala nazionale, forme di collaborazione e scambio di esperienze tra i Poli universitari penitenziari e gli organismi regionali per il diritto allo studio universitario”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 maggio 2026 Approvato il provvedimento che obbliga la stampa a dare conto delle sentenze di assoluzione, comprese quelle di primo grado. Il giorno dopo l’approvazione della norma che introduce in Costituzione le vittime di reato, oggi la Camera ha approvato il provvedimento che obbliga la stampa a dare conto delle sentenze di assoluzione. Due facce della stessa medaglia - quella delle garanzie degli attori del processo - che passano a Montecitorio a due mesi dalla sconfitta referendaria. La proposta di legge recante modifiche al codice in materia di protezione dei dati personali ha ottenuto 127 sì, tra cui quelli di Azione e “Futuro Nazionale Vannacci”, 82 gli astenuti, nessun contrario.
di Francesca Barra
L’Espresso, 29 maggio 2026 Ci sono storie che restano sospese nell’aria come polvere, entrano nelle case, crescono insieme ai figli degli altri, si siedono a tavola, ci tradiscono. La storia di Maria Chindamo è una di queste. Una vicenda giudiziaria e una ferita civile. Un buco nero che da dieci anni inghiotte domande senza restituire pace, una cicatrice che viene medicata solo dai famigliari sopravvissuti. “Maria aveva quarantaquattro anni quando scomparve, io tre in meno. I suoi figli dopo la sua morte sono cresciuti con me. Lei proteggeva le persone che amava. Chi ha conosciuto Maria non la dimentica”. A parlare è il fratello Vincenzo Chindamo che si batte per la ricerca di verità.
di Carla Ialenti e Angiola Petronio
Corriere del Trentino, 29 maggio 2026 Don Zambello: “Un sistema che va rivisto”. Aveva trasformato un sentimento in un’opera: un volto di un bambino che si nasconde gli occhi dalla vergogna. Jarrar, la detenuta di 21 anni, morta martedì all’ospedale Santa Chiara di Trento, aveva raccontato, modellando la terracotta, di un bambino che anni prima aveva rubato l’orologio a don Vincenzo Zambello. Quella scultura era un regalo per il prete, volontariato nel carcere di Verona Montorio, dove Jarrar scontava una pena per furti e rapine. E forse anche lei, come quel bambino, provava la stessa vergogna. La droga l’aveva portata da Cremona, dove era nata da genitori stranieri, sulla strada a Verona. Qui era stata rinchiusa per quasi due anni, poi a febbraio era stata trasferita a Trento, nella casa circondariale di Spini.
parmatoday.it, 29 maggio 2026 La Corte Europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia per un detenuto del carcere di Parma. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per il caso di Francesco Pelle, detenuto al 41 bis che attualmente si trova nel carcere di via Burla di Parma, ergastolano e paraplegico. “Il ricorrente non ha ricevuto cure mediche adeguate durante la detenzione. La sua condizione ha superato il livello inevitabile di sofferenza insito nella detenzione, integrando così un trattamento inumano e degradante”. Sono queste alcune delle parole durissime contenute nella sentenza, depositata il 21 maggio 2026. Il ricorso era stato presentato da Francesco Giampaolo, uno dei legali di Francesco Pelle, che da anni sollecita la magistratura per far sì che il suo assistito riceva cure adeguate.
di Elisa Sola
La Stampa, 29 maggio 2026 La Procura: “Sesso con trans in cambio di favori”. Il gip: “L’ispettore agevolava alcune sue persone ristrette”. Ci sarebbero stati tutti gli elementi per fare partire una grande inchiesta. La segnalazione da “personale interno”. La descrizione di un fatto preciso: un rapporto sessuale tra una detenuta e un poliziotto confermato da due testimoni. Una “nota riservata” con il riassunto di cosa sarebbe accaduto nella cella 6 del carcere di Ivrea alle ore 14 del 30 aprile 2025. La nota era arrivata sulla scrivania del comandante dell’operativo. Eppure, il funzionario non ha mai avvisato l’autorità giudiziaria. Anzi, con modalità - secondo i pm anomale e dannose - avrebbe fatto un’indagine interna, mandando in giro i suoi agenti a raccogliere “spontanee informazioni” da detenute intimorite.
lecceprima.it, 29 maggio 2026 È terminato ieri il processo finalizzato ad accertare eventuali negligenze nella morte di un detenuto, un 59enne di Bari, avvenuta il 2 marzo del 2021. La sentenza: “Il fatto non sussiste”. Si è chiuso ieri con un’assoluzione “perché il fatto non sussiste”, a fronte di una richiesta di condanna a un anno e mezzo, il processo a carico di Alessandra Moscatello, 62enne di Tuglie, imputata per la morte di un 59enne di Bari, detenuto del carcere di Borgo San Nicola, al tempo in cui era la direttrice sanitaria. A dare il via all’inchiesta fu la denuncia sporta dai familiari che lamentavano come pur avendo l’esame radiologico del torace, eseguito il 29 gennaio del 2020, sollevato la necessità di svolgere approfondimenti tramite la tac, quest’ultima fosse stata eseguita poco più di tre mesi dopo.
di Alessandra Corica
La Repubblica, 29 maggio 2026 Il progetto si chiama “Cura oltre le mura”: promosso dalla Fondazione Libellule Insieme, ha l’obiettivo di garantire la tutela della salute anche in contesti fragili. In un anno, le visite e gli esami sono stati più di 500. Eseguiti sulle detenute ma anche sugli agenti donna della Polizia penitenziaria, con l’obiettivo di fare prevenzione e diffondere consapevolezza dell’utilità degli screening e della diagnosi precoce. È ‘Cura oltre le mura’, il progetto patrocinato dalla Fondazione Libellule Insieme, dentro il carcere di Bollate. Il programma di screening ha coinvolto sia le donne che si trovano in stato di detenzione, sia il personale femminile impiegato nella struttura, che svolgono appunto un lavoro complesso, che rende difficile riuscire a ritagliarsi il tempo da dedicare alle cure e alle visite sanitarie.
Il Riformista, 29 maggio 2026 Sky Italia e Officina dell’Abitare hanno annunciato nel corso degli Sky Inclusion Days un Open Day dedicato alle imprese interessate a sviluppare in carcere progetti sociali integrati al proprio business. L’iniziativa fa seguito alla creazione dell’Hub “Trasformazione in Opera”, nato nei mesi scorsi per promuovere percorsi di riabilitazione presso la casa di reclusione di Milano-Opera e per facilitare le aziende nell’avvio dei propri progetti sociali. Grazie all’Hub, le aziende potranno quindi contare sul know-how, le risorse e gli spazi gestiti dal team di Sky e di Officina dell’Abitare che, in collaborazione con Opera in Fiore, lavorano insieme da anni creando nuove competenze e percorsi virtuosi per persone detenute.
di Stefania Totaro
Il Giorno, 29 maggio 2026 Il garante Rampi: “Servono imprenditori illuminati”. Assolombarda e Confartigianato in prima linea. “Una falegnameria di qualità in carcere in quale terra può nascere se non in Brianza che è la terra del mobile in tutto il mondo”. A dirlo è Roberto Rampi, garante dei diritti delle persone private della libertà personale per Monza, figura voluta dal Comune e dalla Provincia monzesi. “Oggi la falegnameria nel carcere di Monza è una realtà che esiste dal punto di vista strutturale, ma non è operativa - spiega Rampi -. Sarebbe fantastico produrre cose particolari, che magari le persone acquistano proprio perché contengono come oggetti anche una dimensione sociale, la scelta di avere fatto lavorare persone che sono detenute.
di Stefania Totaro
Il Giorno, 29 maggio 2026 Il reinserimento sociale al centro del convegno organizzato dal Lions Club. La presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia: sgravi alle imprese. Fare rete per investire nel lavoro fuori e dentro le mura del carcere perché il reinserimento sociale dei detenuti apre una porta concreta verso un futuro migliore per queste persone private della libertà personale ma anche per l’intera comunità. Questo il tema del convegno dal titolo “Il valore del riscatto” che il Lions Club Desio, con il supporto del Distretto, ha organizzato mercoledì sera nella sala congressi del Banco di Desio e della Brianza. “Dobbiamo cambiare la mentalità di quelli che pensano che le persone che hanno sbagliato debbano pagare tutta la vita - ha detto il governatore del Distretto Lions, Lorenzo Paolo Terlera.
di Mattia Bufi
Il Mattino, 29 maggio 2026 Quando si vive reclusi all’interno di un carcere anche le cose più semplici sembrano irraggiungibili. Ma anche un luogo di detenzione può offrire grandi opportunità per riavvicinarsi a quel concetto di normalità, spesso dato per scontato da parte di chi può godersi la libertà. È quello che è successo a sei dei ristretti della casa di reclusione Filippo Saporito di Aversa che hanno avuto l’occasione di partecipare a un progetto di formazione finalizzato ad apprendere il lavoro di pizzaiolo e che ieri hanno ricevuto l’attestato di fine corso. Ad organizzare l’iniziativa, la Eli Academy Iannucci Pizzaioli in Luce del pizzaiolo Vincenzo Iannucci che, con il suo centro di formazione professionale per pizzaioli, panificatori e operatori del settore food opera nel terzo settore e unisce lo studio dell’arte bianca con l’impegno sociale.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 29 maggio 2026 Spacciava, ha visto compagni di cella uccidersi. Ora torna al Gozzini solo di notte. Sul braccio sinistro porta i segni della disperazione. Una cicatrice di dieci centimetri, bianca e netta, è il confine della vita di prima: la strada, il carcere. “Mi son tagliato con un coltello, in cella. Per vivere nella giungla dovevo tirar fuori gli artigli. E fare cazzate”. Kamal, 36 anni, marocchino, oggi sorride col cappellino e la maglietta con la “M” gialla. Assunto a tempo indeterminato al fast food di via Cavour, nonostante sia detenuto al Gozzini. Una storia più unica che rara che racconta come a volte, nel sistema fragile della giustizia e della rieducazione, ci siano delle eccezioni, spesso dovute però alla buona volontà del Terzo Settore e all’interesse dei privati, che suppliscono alle carenze istituzionali.
Corriere del Mezzogiorno, 29 maggio 2026 Con il regista napoletano anche Paul Cocian, vera colonna della Compagnia della Fortezza. C’è un cortocircuito potente nel fatto che lo spettacolo Fame tratto dal romanzo di Knut Hamsun abbia preso vita dentro un carcere. Non solo perché il lavoro del premio Nobel norvegese racconta una prigionia interiore fatta di miseria e smarrimento. Ma anche perché Armando Punzo, leone d’oro alla carriera nel 2023 alla Biennale teatro di Venezia, ha scelto di portare questa storia proprio là dove il confine tra reclusione e libertà si fa più drammaticamente visibile.
di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 29 maggio 2026 È stato il Gs Excelsior ad aggiudicarsi la seconda edizione di “In&out. Un calcio al passato”, il torneo di calcio a sette che si è svolto ieri al centro sportivo di San Giacomo. Sei le squadre in campo: oltre all’Excelsior, quella dei detenuti, degli operatori penitenziari, degli avvocati (che si sono giocati la finale), dei dipendenti comunali e, per la prima volta, dei magistrati (tra i penalisti bolzanini erano presenti Giulia Rossi e Walter Pelino). Un torneo all’insegna dei valori del fairplay e dello sport, “la leva migliore - sottolinea Giovangiuseppe Monti, direttore della casa circondariale di Bolzano - dal punto di vista della rieducazione. Un modo per sensibilizzare al rispetto delle regole e a valori come quelli della condivisione e del rispetto per l’altro, ma anche uno stimolo, per chi non è potuto essere presente oggi, per orientare il proprio comportamento nella giusta direzione, per partecipare alla prossima edizione”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 29 maggio 2026 Dario Doshin Girolami, “Buddha dentro. Insegnamenti per chi si sente prigioniero”, edito da Ubiliber. La lunga esperienza con i detenuti nei penitenziari di San Quentin, California, e Rebibbia, a Roma. Lo zen e l’arte di sopravvivere al carcere. Si potrebbe sintetizzare così, concettualmente, la ventennale esperienza di Dario Doshin Girolami come insegnante di meditazione buddista all’interno dei penitenziari di San Quentin, in California, e di Rebibbia a Roma. Ma l’abate del tempio romano Zen L’arco - Zenmon Ji ci avverte fin dalle prime pagine del suo ultimo libro Buddha dentro. Insegnamenti per chi si sente prigioniero, appena pubblicato da Ubiliber, la casa editrice dell’Unione Buddhista Italiana (pp. 219, euro 12), che il percorso nato all’interno delle alte mura di cinta può essere fecondamente esportato all’esterno, tra gli individui cosiddetti liberi.
di Franco Corleone
L’Espresso, 29 maggio 2026 Contro la retorica della sicurezza ci sono i numeri. Che non dicono però di cosa ha bisogno il Paese. L’uccisione a Taranto di Bakari Sako, giovane del Mali lavoratore regolare, bracciante, aggredito con coltellate e calci e pugni, da una banda di minorenni ha turbato le coscienze per la concretizzazione fisica del razzismo. Questo e altri fatti accaduti in luoghi d’Italia diversi, al Nord, al Centro e al Sud, rafforzano la convinzione che la violenza sia fuori controllo e che la sicurezza vada esaltata con la repressione. Ma la realtà è davvero questa?
di Angelo Palmieri
Il Domani, 29 maggio 2026 Nel 2024 gli accessi in pronto soccorso per ragioni psichiatriche sono stati oltre 636 mila, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente; i TSO sono stati 4.586. Sono numeri che raccontano un sistema costretto a inseguire il dopo perché non riesce a presidiare il prima. Il disagio psichico cresce mentre il sistema pubblico continua a intervenire quasi soltanto nell’emergenza. I numeri del 2024 mostrano una distanza drammatica tra bisogno reale e accesso alla cura. Secondo i dati 2024 del Ministero della Salute, gli utenti psichiatrici seguiti dai servizi pubblici specialistici sono circa 845 mila, pari appena all’1,7% della popolazione adulta. Il bisogno stimato, però, riguarda una platea molto più ampia: circa il 15,7%. In questo scarto non c’è soltanto una carenza sanitaria. C’è una frattura sociale: una domanda di cura che resta in larga parte senza accesso, senza continuità, senza riconoscimento.
di Pino Pisicchio
Il Domani, 29 maggio 2026 Piaccia o non piaccia agli aedi del sovranismo, l’identità italiana, paradossalmente, si salverebbe solo con i nuovi italiani di origine transnazionale. Una questione che va ben oltre il problema della cittadinanza e che necessiterebbe di un intervento organico per promuovere processi d’integrazione. Provate a pensare se quella tragica storia della tentata - e in parte, purtroppo, anche riuscita - strage di pacifici cittadini a passeggio sul corso di Modena fosse accaduta, invece che un sabato pomeriggio qualunque, il sabato di una vigilia elettorale, una manciata d’ore prima dell’apertura delle urne.
ESTERI
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 29 maggio 2026 La proposta passa alla camera, dove si vota la relazione sulle politiche Ue. Se n’è accorta Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi Sinistra: la maggioranza vuole disinnescare le sanzioni dell’Unione europea per chi non rispetta lo stato di diritto, considerandole “discrezionali”. Ieri la camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla relazione della commissione politiche Ue sul programma di lavoro della Commissione europea e sulla relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Ue per il 2026. Scorrendo il testo, si scopre che alle premesse, al punto 13 che parla dell’erogazione delle risorse finanziarie Ue, la destra sostiene che “è necessario vigilare affinché i meccanismi di condizionalità siano ancorate a criteri oggettivi e misurabili e non a criteri politicamente sensibili e discrezionali”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 29 maggio 2026 Pubblichiamo di seguito un estratto del “Rapporto Italia 2026” diffuso ieri dall’Eurispes. Al capitolo: “Il diritto internazionale sotto stress: selettività, impunità e crisi della legalità globale”.. In materia di violazioni del diritto internazionale, ciò che distingue la fase attuale dalle epoche precedenti non è solo la violazione delle norme in sé ma la frequenza, l’intensità e la simultaneità delle crisi, e soprattutto il fatto che siano le potenze che ne erano state le principali garanti a minarne le fondamenta. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022 ha rappresentato il momento di frattura più netto: per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, un membro permanente del Consiglio di Sicurezza ha violato apertamente il divieto di uso della forza contro l’integrità territoriale di un altro Stato.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, dal 29 maggio al 2 luglio 2026) - ISCRIZIONI CHIUSE
APPUNTAMENTI
Convegno. "Femminicidio: criminalizzazione o prevenzione?" (Udine, 29 maggio 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 31 maggio 2026
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI