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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 28 maggio 2026
di Maria Piera Ceci
Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2026 “A 11 anni mi facevo le canne. Da lì a cominciare a spacciare il passo è stato breve” racconta Ibra, 23 anni, detenuto del carcere Due Palazzi di Padova e redattore della rivista Ristretti Orizzonti. Così come Mirko che confessa: “Avevo tanta paura e solo ora riesco a dirlo. Bisogna insegnare ai ragazzi a dire che hanno paura”. Sono due delle testimonianze emerse nel corso della giornata nazionale di studi dal titolo “Punire i giovani”, che si è tenuta il 22 maggio alla casa di reclusione di Padova. Una giornata per chiedersi chi sono i giovani che finiscono in uno dei 17 istituti penali per i minorenni (Ipm) o in carcere, ma soprattutto quali sono i percorsi che li portano a commettere reati e come agire per evitarlo, andando oltre gli strumenti repressivi.
di Angela Stella
L’Unità, 28 maggio 2026 Giachetti (IV): “Numeri che fanno paura”. Via Arenula: “Nelle carceri 793 nuovi posti nel primo trimestre del 2026”, ma dall’insediamento del governo i reclusi sono aumentati di oltre 8.000 unità. In tre anni sono state accolte oltre 17mila istanze presentate ex articolo 35-ter dell’ordinamento penitenziario a favore di detenuti che hanno subìto trattamenti inumani e degradanti in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (“nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”). Il quadro è emerso nella risposta ad un’interrogazione presentata dal deputato di Italia Viva Roberto Giachetti in commissione Giustizia della Camera.
di Luigi Mastrodonato
lucysullacultura.com, 28 maggio 2026 Parlare di carceri, in Italia, significa raccontare una tragedia che si consuma da decenni, indipendentemente dal colore politico dell’esecutivo del momento. Tutta la storia penitenziaria dal dopoguerra a oggi è stata infatti segnata da condizioni di detenzione deprecabili e da tragedie di ogni tipo e questo è avvenuto in modo identico nel tempo. Quando il 9 maggio 1974 c’è stata la strage nel carcere di Alessandria, causata da un blitz scellerato guidato dal generale dell’Arma dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Palazzo Chigi era insediato l’esecutivo di centrosinistra di Mariano Rumor V. Quando nel 2010 il tasso di sovraffollamento delle carceri italiane faceva segnare il suo record assoluto, addirittura il 151 per cento, c’era il governo Berlusconi IV.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2026 Si tratta di strutture esterne al carcere finalizzate al reinserimento sociale e lavorativo, un’alternativa anche agli istituti di custodia attenuata. Case famiglia protette, esterne al carcere, per le detenute madri in esecuzione penale, con figli in tenera età. Il Cnel ha approvato, all’unanimità, il disegno di legge che punta a creare un’alternativa alle soluzioni detentive di madri e bambini, compresa la via degli Istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam), istituiti dalla legge 62/2011. Nella consapevolezza che la tutela dei diritti fondamentali dei minori passa per il sostegno alle madri vulnerabili il Ddl, composto da un solo articolo e più commi, valorizza il ruolo dei servizi territoriali e delle reti sociali.
di Anna Maria Rengo
agi.it, 28 maggio 2026 “È dipendenza specifica”. Finisce la corsa in commissione Giustizia in Senato dei due emendamenti sulla ludopatia presentati al disegno di legge recante “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti” (presentato dal ministro della Giustizia Nordio e da quello della Salute Schillaci). Nella seduta di ieri è stato infatti respinto l’emendamento dei senatori del Movimento 5 Stelle Lopreiato e Scarpinato che chiedeva di sostituire il comma 1 dell’articolo 1 inserendo un riferimento anche alla ludopatia.
di Simona Bonfante
Il Riformista, 28 maggio 2026 Dopo 43 anni di carcere, all’ex terrorista nero ne sono stati inflitti altri 3 di reclusione solitaria Pierluigi Scarano richiama l’attenzione sulle sue condizioni. Un centinaio di persone in digiuno. Uno sciopero della fame di tre giorni per Gilberto Cavallini: è l’iniziativa nonviolenta promossa dal 25 al 27 maggio da Pierluigi Scarano, attraverso il gruppo Whatsapp “Solidarietà con Gilberto” che in pochi giorni ha superato 600 aderenti, anche tra persone di sinistra. Scarano, negli anni 70 giovanissimo militante di destra, è stato vicino a Cavallini nella sua nuova vita, prima che questi venisse strappato alla semilibertà e chiuso in isolamento a 73 anni per una sanzione accessoria comminata 45 anni dopo il fatto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 maggio 2026 Ieri l’Aula della Camera ha approvato all’unanimità con 216 voti a favore la proposta di legge costituzionale per cui “All’articolo 24 della Costituzione, dopo il secondo comma è inserito il seguente: “La Repubblica tutela le vittime di reato”. Era stata già approvata, in un testo unificato, in prima deliberazione, dal Senato a gennaio 2025. Essendo una modifica della Costituzione, per il via libera definitivo occorrerà un’altra deliberazione tra Palazzo Madama e Montecitorio. Inizialmente, il primo testo approvato nella commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama prevedeva modifiche all’articolo 111 della Carta Costituzionale.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2026 Uffici giudiziari. Il ministro Nordio ha fornito i dati nel question time “L’Ufficio del processo era stato istituito per vincoli molto rigidi con l’Unione europea, in una assunzione a tempo determinato di queste persone. Abbiamo cercato di rendere più flessibile questo vincolo, ma ci è stato opposto un rifiuto. E allora con le nostre forze finanziarie abbiamo stabilizzato quasi tutti gli appartenenti all’Ufficio per il processo”. Risponde in questi termini il ministro della Giustizia Carlo Nordio al question time alla Camera.
di Alessandro Graziani*
Il Dubbio, 28 maggio 2026 Ci sono momenti in cui tacere significherebbe abdicare alla propria funzione. Questo è uno di quei momenti. Le cronache di questi giorni ci consegnano due notizie che indignano, preoccupano e che, soprattutto, impongono una presa di posizione netta e inequivocabile a tutela del diritto di difesa, del segreto professionale e della dignità della funzione difensiva. Abbiamo appreso che, per sei mesi, all’interno delle sale colloqui della casa circondariale di Perugia “Capanne”, sono stati sistematicamente captati e registrati i colloqui riservati tra detenuti e i loro difensori. Le registrazioni, anziché essere immediatamente distrutte come impone la legge, sono state inserite nel fascicolo investigativo e rese disponibili alle parti processuali. Gli avvocati e gli assistiti illegittimamente intercettati non ne sono stati informati. Il danno è stato così moltiplicato e reso, in molti casi, irrimediabile.
di Marzia Zamattio
Corriere del Trentino, 28 maggio 2026 La ventenne suicida in carcere aveva partecipato a un corso per diventare gelataia. Aveva 21 anni da compiere la giovane detenuta che martedì mattina è morta all’ospedale di Santa Chiara di Trento, dove era arrivata in condizioni gravissime. Domenica alla casa circondariale di Spini di Gardolo aveva tentato il suicidio. Cinque anni ancora da scontare per furti e rapine, ma la voglia di riscatto non era venuta meno. A marzo, infatti, si era diplomata come maestra gelatiera. “Aveva scelto liberamente di partecipare a un corso di formazione di tre giorni per crearsi un futuro”, ha detto Paola Mancani, presidente di Soroptimist di Trento, associazione che dal 2017 organizza corsi destinati ai detenuti. Dopo il carcere, la ragazza avrebbe potuto essere assunta in una gelateria e cominciare una nuova vita.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 28 maggio 2026 Jarrar, 21 anni, era stata trasferita a Trento da Montorio. Tre giorni di astensione degli avvocati dalle udienze. Il viso di un bambino che si nasconde gli occhi. Aveva usato la terracotta, Jarrar, per la scultura che aveva regalato a don Vincenzo Zambello. Raccontava, quell’opera, la vergogna di un bambino di strada che in Brasile aveva rubato l’orologio del prete. Ma forse, con quella terracotta, Jarrar raccontava di sè. Si è impiccata, Jarrar. Aveva 21 anni. Ed era detenuta al carcere di Trento, dove era stata trasferita da Montorio. Furti, rapine e quella droga che l’aveva portata sulla strada a Verona, Jarrar. Fino a domenica. Fino a quando ha chiesto di poter tornare in cella e si è stratta un asciugamano attorno al collo.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 28 maggio 2026 Il Garante: “Fenomeno in netta crescita”. Il carcere dei ragazzini. A Sollicciano 45 detenuti su circa 600 hanno un’età compresa tra i 18 e i 22 anni. Diventano circa 60 se si considerano i reclusi under 25. Una cifra record che nel penitenziario fiorentino non si era mai vista. Alcuni di loro, una minoranza, arriva da percorsi di accoglienza nel circuito dei minori non accompagnati, percorsi che evidentemente sono finiti male con l’ingresso degli ospiti nel circuito della microcriminalità. Altri sono invece giovani di seconda generazione, nati o cresciuti qui da famiglie straniere. Altri ancora sono adottati. Tutti giovanissimi che hanno avuto difficoltà nel corso dell’adolescenza.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 28 maggio 2026 Un quindicenne è stato legato a una sedia minacciato e ustionato con le sigarette: la procura indaga anche su eventuali falle nella sorveglianza. Un ragazzino di 15 anni è stato torturato, per diversi giorni, in carcere da due coetanei. È accaduto tra le mura dell’istituto penale per i minorenni “Ferrante Aporti” di Torino, un luogo che dovrebbe essere presidiato, protetto e sicuro. Il quindicenne, entrato nella struttura il 2 aprile scorso per una vicenda legata alla droga, ha vissuto giorni di inferno. Ne è uscito l’8 aprile, traumatizzato. Poco più di una settimana di detenzione scandita da percosse, minacce di violenza sessuale e atti di crudeltà gratuita.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 28 maggio 2026 Caldo, infiltrazioni e guasti. Eleonora Cinque dirige l’istituto penale minorile con 63 detenuti. Il tetto in una zona andrebbe rifatto, le ventole a soffitto non funzionano nelle celle, nelle aule scolastiche e nei laboratori. Palestre inutilizzabili per le muffe, chiusi anche un campo da calcio e la piscina. Ci sono dirigenti che coprono i problemi. Eleonora Cinque, nuova direttrice del minorile, il Beccaria, sceglie invece la strada più difficile: mostrarli, perché solo così si possono trovare alleati. Il punto, oggi, è che dentro l’istituto ci sono impianti e ambienti ormai compromessi. Lei non li usa come alibi. Li trasforma in appello.
di Rebecca Riitano
leggo.it, 28 maggio 2026 “In carcere puoi avere solo un pacco di assorbenti al mese, la qualità è scadente e non bastano mai. Passano ore prima che arrivi un antidolorifico”. Le storie raccolte raccolte nell’ambito del progetto “Assorbire il Cambiamento”, promosso dalla Cooperativa PID e mirato a sottolineare come, la gestione del ciclo mestruale, resti una delle necessità più invisibili e meno raccontate degli istituti penitenziari. “Quando entri in carcere ti viene assegnata una cella, un letto e una “dotazione”: le lenzuola, un asciugamano, bicchieri, posate di plastica e una saponetta. Poi puoi chiedere un pacco di assorbenti al mese. Ovviamente sono indecenti, come qualità e soprattutto sono pochi”.
gnewsonline.it, 28 maggio 2026 Sotto il nome Fiore di loto, a Terni il centro per la giustizia riparativa diventa realtà. Si è tenuta ieri la cerimonia di inaugurazione nella struttura di borgo Rivo, in via dell’Aquila, alla presenza, tra gli altri, dei rappresentanti delle istituzioni, del sistema giudiziario, dell’Istituto di mediazione sistemica (Ismes), dell’Uepe, sia di Terni che di Perugia, e dell’USSM. “Il servizio, che vede la collaborazione tra la Regione, il ministero di Giustizia, gli istituti di pena, i tribunali del territorio e l’università degli studi di Perugia - si legge in una nota del Comune umbro - rappresenta il centro di riferimento per l’intero distretto della Corte d’appello di Perugia”.
AFFARI SOCIALI
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 28 maggio 2026 È fermo in Parlamento il testo bipartisan che vieta fino a 15 anni l’accesso alle piattaforme. Aveva cominciato bene, Giorgia Meloni, con una frase onesta e schietta: “Non siamo attrezzati per affrontare le sfide digitali dei nostri figli”. Verissimo, anche perché noi adulti siamo parte del problema, dipendenti dallo smartphone ma guai a dircelo, sappiamo noi come gestirci. Il problema è che, come gestirsi, certamente non lo sanno i figli, gli studenti, i variamente minorenni. La premier sembrava farsi carico di questa emergenza, perché lo è, una vera e sottovalutata emergenza. Poi questa priorità ha smesso di essere tale: una proposta di legge, nata per tutelare proprio quei figli dalle infinite trappole concentrate nell’arto artificiale quale è diventato ogni cellulare, è arrivata il 13 maggio 2024 sia alla Camera che al Senato, dove però ancora riposa in attesa di un via libera.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 maggio 2026 Sono oltre 110. Il diritto d’asilo in Europa è a rischio. Eurostat ha pubblicato la tabella con le nazionalità a cui gli Stati membri dovranno applicare obbligatoriamente le procedure accelerate di frontiera dopo l’entrata in vigore del Patto migrazione e asilo (il 12 giugno). Si tratta di un iter speciale sulla domanda d’asilo: va concluso in 12 settimane e prevede la finzione di non ingresso nel territorio nazionale. Il migrante, in pratica, è considerato ancora sul confine anche se si trova in Italia e deve rimanere a disposizione dell’autorità, con misure restrittive che vanno dall’obbligo di dimora al trattenimento.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 28 maggio 2026 L’annuncio di Piantedosi in aula. Le nuove strutture sorgeranno in Campania, Toscana, Emilia-Romagna, Calabria, Sicilia e Trentino Alto-Adige. Il governo si sta preparando a riempire l’Italia di nuovi Cpr. Lo ha confermato ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, parlando alla Camera durante il question time. “Stiamo lavorando all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, in Sardegna e in Lazio. Abbiamo avviato, inoltre, le procedure per realizzare nuove strutture: una in Campania, due in Trentino Alto Adige, una in Calabria, una in Toscana e una in Emilia Romagna”, ha detto il ministro rispondendo a un’interrogazione della Lega.
di Luca Casarini
L’Unità, 28 maggio 2026 Nel processare l’aguzzino di migranti, sodale di quell’Almasri che il governo ha riaccompagnato a Tripoli sebbene fosse uno stupratore, il tribunale internazionale svela al mondo la prassi dell’orrore. Ma la stampa fa finta di non sentire e di non vedere. Le udienze per la parte istruttoria del processo al torturatore libico El-Hisri, sodale e pari grado del più noto Almasri fatto fuggire alla cattura dal governo italiano, si sono concluse. Entro sessanta giorni la Corte del Tribunale dell’Aja, quello che giudica crimini contro l’umanità, si dovrà esprimere con la decisione sul rinvio a giudizio o meno dell’imputato, che nel frattempo è rinchiuso nel carcere della città olandese.
DOCUMENTI
Articolo. "I limiti del punire come fondamento", di Massimo Donini
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
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