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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 27 maggio 2026
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 27 maggio 2026 Educatori, magistrati, detenuti e volontari a confronto nel carcere di Padova: “La sola repressione non salva gli adolescenti”. Dentro il carcere Due Palazzi di Padova, venerdì 22 maggio, non si è discusso soltanto di devianza minorile o di sicurezza. Si è parlato soprattutto di futuro. E della domanda più scomoda che oggi attraversa la politica, i tribunali, le scuole e le famiglie italiane: che cosa significa davvero punire un ragazzo? La Giornata nazionale di studi organizzata dalla redazione di Ristretti Orizzonti ha scelto un titolo volutamente provocatorio - “Punire i giovani?” - per mettere al centro il rischio di una società sempre più tentata dalla risposta punitiva, anche verso gli adolescenti. Una riflessione maturata mentre il dibattito pubblico si irrigidisce attorno ai fenomeni delle baby gang, dei cosiddetti “maranza”, della violenza giovanile e della dispersione scolastica.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 27 maggio 2026 Non c’è tregua nel processo di militarizzazione delle prigioni. L’articolo 15 del Decreto legge ‘Sicurezza’ n. 23 del 2026 (convertito nella legge n. 54/26), autorizza i nuclei investigativi della polizia penitenziaria a compiere operazioni sotto copertura all’interno delle carceri. Gli agenti potranno infiltrarsi tra i detenuti sotto le sembianze di un altro detenuto/a, di un educatore, di un volontario/a, di un operatore sanitario. Saranno coperti da eventuali reati compiuti per facilitare l’azione di spionaggio, e potranno ripetersi anche dietro le sbarre opacità, provocazioni e impunità già verificate nelle infiltrazioni di altri corpi di polizia.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2026 Il Ministro ha detto che gli uffici sono già al lavoro per riformare la responsabilità amministrativa. Sisto: valorizzare i giuristi di impresa. “Per quanto riguarda la nostra competenza di Ministero della giustizia, abbiamo accolto l’invito a modificare la legge 231, sulla quale già stiamo lavorando da tempo”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lasciando l’assemblea di Confindustria, il cui presidente Emanuele Orsini ha esortato a una riforma della legge sulla responsabilità amministrativa. “Non significa affatto, come ha scritto qualcuno, limitare o rendere impuniti gli imprenditori che violano le leggi. Al contrario - ha aggiunto Nordio - significa dare maggiore sicurezza sia ai lavoratori sia agli stessi imprenditori, che oggi sono gravati di compiti e costi che si riverberano sull’impresa e poi alla fine non garantiscono agli stessi imprenditori una sorta di garanzia contro azioni penali ingiustificate.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 27 maggio 2026 Il referendum fu approvato dall’80% degli italiani. Ora Forza Italia torna alla carica per quella volontà popolare. La giustizia torna al centro del dibattito politico e uno dei temi più “divisivi” è ancora una volta quello della responsabilità civile dei magistrati. A rilanciarlo è stato Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che ha annunciato nuove iniziative parlamentari dopo il flop del referendum sulla giustizia. Una battaglia storica degli azzurri che torna attuale anche come segnale del nuovo corso voluto da Marina Berlusconi. Il tema affonda le radici negli anni Ottanta e nel caso di Enzo Tortora, diventato simbolo della malagiustizia italiana. L’arresto del popolare presentatore, accusato ingiustamente di legami con la Camorra e poi assolto, scosse profondamente l’opinione pubblica e aprì una discussione nazionale sugli errori giudiziari e sull’assenza di responsabilità concrete per chi li commetteva.
TERRITORIO
ansa.it, 27 maggio 2026 Le carceri sarde stanno scoppiando. E non più soltanto quelle storicamente sotto pressione: il sovraffollamento si è allargato a macchia d’olio in tutta l’isola, triplicando il numero di istituti penitenziari che nel 2025 hanno superato il 100% della capienza regolamentare. È questo il dato più immediato che emerge dalla relazione annuale presentata al Consiglio regionale dalla Garante delle persone private della libertà personale, Irene Testa. Il quadro complessivo che emerge dalla relazione è quello di un sistema penitenziario sotto pressione su tutti i fronti contemporaneamente: spazi insufficienti, condizioni sanitarie critiche, infrastrutture di sicurezza inadeguate e una governance dei dati ancora frammentata. Una emergenza strutturale che attende risposte strutturali, e che fino ad oggi non le ha ricevute.
ansa.it, 27 maggio 2026 Il Consiglio Veneto ha approvato ieri, all’unanimità, la relazione 2025 sull’attività del Garante regionale dei diritti della persona, l’avvocato Mario Caramel, illustrata in aula dal presidente della Prima commissione consiliare, Andrea Tomaello (Stefani Presidente). La figura del Garante, disciplinata dalla legge regionale n. 37/2013, riunisce le funzioni di difensore civico, di garante per l’infanzia e di garante dei diritti dei detenuti. Il provvedimento, ovvero la rendicontazione n. 7, riporta la corposa e complessa mole di dati relativi all’attività di difesa civica, di tutela dei minori, nonché di garanzia per le persone private della libertà personale.
friulisera.it, 27 maggio 2026 “Mentre in Friuli Venezia Giulia il sovraffollamento e l’assenza di adeguata assistenza sanitaria rende il carcere una pentola a pressione pronta a esplodere, come ho più volte constatato con le visite alla casa circondariale di Trieste, la Regione rifiuta da ormai due anni un semplice confronto nella Commissione consiliare competente”. Così Giulia Massolino, consigliera regionale del gruppo Patto per l’Autonomia - Civica FVG, si esprime in seguito all’incontro organizzato dal Garante regionale tenutosi lunedì 25 maggio “Cambiare si può. Per un’architettura rispettosa della Costituzione e dell’Ordinamento penitenziario”.
perugiatoday.it, 27 maggio 2026 Dare ai detenuti una possibilità concreta di reinserimento per evitare che, una volta usciti dal carcere, trovino “solo il deserto” e tornino nel circuito della criminalità. È questo il messaggio al centro del primo incontro umbro di Seconda Chance, il progetto nazionale dedicato al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti ed ex detenuti, che si è svolto questa mattina nella Casa di reclusione di Spoleto. L’iniziativa, promossa da Valentina Sabatini, responsabile per l’Umbria dell’associazione, ha coinvolto oltre 30 rappresentanti del mondo imprenditoriale della Valle Umbra e di Spoleto insieme alla direttrice dell’istituto Bernardina Di Mario, alla presidente di Seconda Chance, la giornalista Flavia Filippi, e al vicepresidente professor Pietro Francia. Presente anche il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei.
di Marzia Zamattio
Corriere del Trentino, 27 maggio 2026 Aveva solo 21 anni la giovane detenuta che domenica mattina ha tentato il suicidio nel carcere di Spini di Gardolo e che per due giorni ha lottato tra la vita e la morte. Le sue condizioni erano disperate ed era stata ricoverata nel reparto di rianimazione del Santa Chiara dove purtroppo ieri è morta. Si tratta del primo suicidio in carcere dopo tre anni. La ragazza era arrivata a Trento dall’istituto penitenziario di Verona, stava scontando un cumulo di pene per furti e rapine fino al 2031. Era seguita dagli psicologi e non c’erano stati segnali.
trnews.it, 27 maggio 2026 Un 35enne senza dimora, accusato di tentato furto, si è tolto la vita nel carcere di Borgo San Nicola. È il quarto deceso in un mese avvenuto nell’Istituto penitenziario di Lecce. L’uomo era stato arrestato la notte tra l’8 e il 9 maggio, in flagranza mentre frugava in un’abitazione, peraltro sfitta, in via San Cesario, a Lecce. Sorpreso e ammanettato, non ha opposto nessuna resistenza. Processato per direttissima, era stato condotto in carcere. Quattro giorni dopo, il 13 maggio, il suo corpo è stato ritrovato senza vita. La notizia è stata diffusa solo poche ore fa.
di Paola Martinoni*
Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2026 Il progetto è l’inizio di un percorso più ampio: l’obiettivo è ampliare l’offerta sanitaria con nuove collaborazioni come quella con l’Intergruppo Melanoma Italiano. Prendersi cura delle donne che vivono condizioni di fragilità sociale è parte integrante della missione della Fondazione Libellule Insieme. Con questo obiettivo è nato “Cura oltre le Mura”, un progetto di prevenzione senologica e ginecologica all’interno della Casa di Reclusione di Bollate con un percorso completo rivolto alle donne in carcere: in un anno oltre 500 visite specialistiche, ecografie senologiche bilaterali, mammografie, visite ginecologiche, ecografie transvaginali e pap test, svolte in giornate dedicate, organizzate all’interno del carcere per garantire accessibilità e continuità.
gnewsonline.it, 27 maggio 2026 La Fondazione OneSight EssilorLuxottica e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, alla presenza del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, del Sottosegretario Andrea Ostellari, del Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità Antonio Sangermano e del Segretario generale della Fondazione Andrea Rendina, hanno presentato, presso l’Istituto penale minorile di Nisida, il programma previsto dal Protocollo d’intesa sottoscritto dal Dipartimento e dalla Fondazione con interventi concreti per garantire il diritto alla salute visiva dei giovani detenuti. “Il protocollo che abbiamo sottoscritto con la Fondazione OneSight EssilorLuxottica è di straordinaria e innovativa valenza - ha commentato il Presidente Sangermano in apertura del suo intervento.
Il Giorno, 27 maggio 2026 All’incontro in programma alle 20.30 parteciperà anche Cosima Buccoliero direttrice della casa circondariale di Monza. È in programma questa sera a Desio il convegno dal titolo “Il valore del riscatto. Come fare rete e investire nel lavoro dentro e fuori le mura”. All’evento, organizzato dai Lions, parteciperanno tra gli altri Monica Cali (presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia), Cosima Buccoliero (direttrice della Casa circondariale di Monza), Matteo Parravicini (presidente della sede di Monza e Brianza di Assolombarda), Giovanni Mantegazza (presidente di Apa Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza), Lorenzo Lento (presidente cooperativa sociale Universo Onlus e docente Cisco Networking Academy), Alessia Villa (presidente della commissione Carceri di Regione Lombardia) e Roberto Rampi (garante dei diritti delle persone private della libertà personale per Monza).
Il Resto del Carlino, 27 maggio 2026 Il progetto ha coinvolto attivamente anche l’Ordine degli avvocati e l’ufficio scolastico provinciale. Il presidente Rizzo: “Vivere l’esperienza dell’udienza penale va oltre lo studio: è un viaggio nei valori”. Interpretare per capire, capire per cambiare, attraverso l’esperienza di un processo penale così da comprendere a fondo i meccanismi della giustizia e il funzionamento dei procedimenti di giustizia, acquisendo consapevolezza sui rischi e le responsabilità connesse alle condotte illecite. È l’obiettivo del progetto ‘Dai banchi all’aula: interpretare per capire, capire per cambiare’ che ha coinvolto il Tribunale di Modena, l’Ordine degli Avvocati e l’Ufficio scolastico provinciale, con l’obiettivo di portare gli studenti degli Istituti Secondari di II grado a diretto contatto con il mondo della giustizia, offrendo loro la possibilità di vivere una ricostruzione realistica di un processo penale all’interno di un’aula del Tribunale, dopo un percorso di preparazione teorica e laboratoriale.
sassaritoday.it, 27 maggio 2026 L’accordo mira a rafforzare e promuovere, su scala nazionale, forme di collaborazione e scambio di esperienze tra i Poli universitari penitenziari e gli organismi regionali per il diritto allo studio universitario. Si terrà a Sassari, nell’ambito dell’assemblea nazionale della Cnupp, venerdì 29 maggio alle ore 9.30, presso la Sala Conferenze dell’Ersu Sassari in via Coppino 32, piano 3, la tavola rotonda dal titolo “Inclusione sociale e diritto allo studio: il ruolo dei Poli universitari penitenziari e le sinergie con gli enti regionali per il diritto allo studio”, promossa da Ersu, Cnupp, Andisu e Università degli Studi di Sassari.
di Lorenzo Sorrentino
lapresse.it, 27 maggio 2026 A Napoli il convegno sulla zooarteterapia in carcere: il progetto che punta a diventare un modello replicabile altrove. Il carcere non deve essere un percorso esclusivamente punitivo, ma uno spazio dove attivare percorsi di cura e trasformazione. Proprio la funzione rieducativa della pena e il reinserimento sociale del detenuto saranno al centro del convegno ‘Muso a muso con il futuro: l’integrazione sociosanitaria in carcere’, in programma il 28 maggio a Napoli, al Dipartimento di Medicina veterinaria della Federico II. Un evento in cui l’approccio al reinserimento è mediato dagli animali e dall’arte. Saranno i laboratori di zooarteterapia, in particolare, al centro dell’iniziativa.
di Emanuele Faraone
Il Messaggero, 27 maggio 2026 L’arte e la poesia del teatro Rigodon entra con forza e poesia nel carcere di Rieti. Critica, pedagogica e riscatto sociale domani 27 maggio alle ore 16.30 con la rappresentazione teatrale “La fattoria degli animali - Vol 2”, nata come esito di laboratori di formazione nelle arti sceniche condotti dal Teatro Rigodon. Un’iniziativa che nasce dal progetto “Corpi Sociali” - Officina di teatro sociale della Regione Lazio, promosso e cofinanziato dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Rieti. Tra i principali obiettivi elevare e riscattare le funzioni rieducative della pena per dare una possibilità ai detenuti di mettersi in gioco.
ottopagine.it, 27 maggio 2026 Benevento Social Film Festival ArTelesia con la Camera Penale per la quinta edizione. Domani, giovedì 28 maggio, alle 10,30, presso la Casa Circondariale di Benevento, sarà presentata la quinta edizione del progetto “Cortincarcere”, un’iniziativa che porta il cinema in carcere, come percorso di formazione e di riabilitazione socio-educativa. Attraverso il linguaggio cinematografico, inteso quale strumento di reinserimento sociale di persone sottoposte a limitazione della libertà personale, Cortincarcere, insieme ai film, porta oltre le sbarre anche autori, attori ed esperti del settore. È un progetto ambizioso, realizzato con l’apporto e la collaborazione di tutto il personale della Casa Circondariale.
di Luca Romano
Il Giornale, 27 maggio 2026 Lo spettacolo è andato in scena mercoledì al teatro Parioli Costanzo di Roma. Riabilitazione e reinserimento, queste due parole che devono essere il mantra di quello che dovrebbe essere la pena per i detenuti che hanno commesso uno sbaglio, sono andate in scena al teatro Parioli Costanzo di Roma. Mercoledì 20 maggio al Teatro Parioli Costanzo è infatti andata in scena la pièce teatrale “Un bar di paese”, vincitrice della seconda edizione del “Premio Maurizio Costanzo nelle carceri”. Il testo è stato scritto proprio da alcuni detenuti del carcere Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut ed Egum Teatro. L’opera si svolge in un bar situato vicino a un carcere, gestito da un ex detenuto e sua moglie, frequentato da una clientela abituale e pittoresca.
di Eleonora Dragotto
La Repubblica, 27 maggio 2026 Un documentario racconta la storia dei tre pionieri del progetto per la produzione delle particole nel carcere di Opera. Ciro: “Ora cerco la semplicità, fatta di lavoro e famiglia”. “Un giorno ho iniziato a pregare Dio come se parlassi con un amico e gli ho chiesto di poter fare qualcosa per lui. Da quel momento ho dedicato ogni mio gesto alla persona a cui ho tolto la vita”. Cristiano ricorda così l’inizio di un percorso di cambiamento personale avvenuto all’interno del carcere di Milano-Opera, dove insieme ad altri due detenuti, Ciro e Giuseppe, condannati anche loro per omicidio, ha partecipato a un progetto di produzione artigianale di ostie destinate alle parrocchie.
AFFARI SOCIALI
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 27 maggio 2026 Parla il professore aggredito dagli studenti a Parma. Il professore di Sistemi e Reti dell’Itis di Parma (63 anni, insegna dal 1985) è irremovibile. Non firmerà carte che facciano partire un procedimento giudiziario. Niente nome e “parlo con lei solo se mi garantisce che riporterà le mie parole esatte”. L’insegnante dopo il video virale: “In questura mi hanno quasi implorato di procedere, ma io non lo faccio per principio”. Tre studenti sospesi per 30 giorni. “Ho passato due ore in questura dove hanno cercato di convincermi a denunciare quei ragazzi. Mi hanno quasi implorato di farlo e li comprendo, perché loro hanno comunque lavorato al caso e quindi buttano via un paio di giorni di lavoro. Fanno il loro dovere ma io l’ho detto e lo ripeto: nessuna denuncia”.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 27 maggio 2026 Riaperto al 9 giugno il termine degli emendamenti. Pd: “Così si affossa la legge”. Le divisioni e l’attendismo della maggioranza rischiano di affossare il ddl sul fine vita. Ieri le commissioni Giustizia e Affari sociali di palazzo Madama, dove si sta svolgendo la discussione, hanno deciso di riaprire il termine per gli emendamenti al testo presentato dal centrodestra. Una richiesta che era venuta da Forza Italia, impegnata nella propria svolta “liberal” e in pressing sugli alleati. Ora ci sarà tempo fino al 9 giugno per proporre modifiche al testo della maggioranza. Un ulteriore rinvio dei tempi, dopo che due settimane fa la capigruppo del Senato aveva votato all’unanimità per portare la proposta di legge in aula il 3 giugno, martedì prossimo.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 27 maggio 2026 Doveva essere il giorno dell’intesa, il patto possibile tra maggioranza e opposizioni sul dossier fine vita. E invece riecco le nubi, al Senato, che spingono la legge sul suicidio assistito verso la prossima legislatura. Ovvero verso l’ennesimo nulla di fatto, come sperano o temono i due fronti impegnati sul tema. Da una parte chi non ha mai avuto intenzione di portare al traguardo la norma, nel governo e nel centrodestra; dall’altra i partiti di minoranza, che ora liquidano le promesse della maggioranza come “giochetti” e parlano di “messinscena”. Chi resta nel mezzo è Forza Italia, che dopo la “svolta liberal” impressa da Arcore ha rimesso il dossier al centro del tavolo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 maggio 2026 Ventisei secondi. È il tempo teorico che un grande hotspot da 600 posti mette a disposizione, al giorno, per ciascuna persona ospitata, calcolato sulle ore settimanali dell’operatore sociale previste dallo Schema di capitolato del ministero dell’Interno. Non è il tempo per un colloquio o per una valutazione psicologica. È il tempo totale, comprensivo di burocrazia, emergenze, coordinamento. In questo numero c’è, condensata, la risposta alla domanda se l’Italia riesca davvero a intercettare i sopravvissuti alla tortura che arrivano nel suo sistema di accoglienza. Il rapporto “L’Italia e la riabilitazione delle vittime di tortura”, redatto dalla ReSst- Rete italiana per il supporto alle persone sopravvissute a tortura - in collaborazione con ActionAid, non lascia molto spazio all’ottimismo.
di Alessandro Leone
Il Domani, 27 maggio 2026 Sunjay Gookooluk è riuscito a nascondere una penna per scrivere sugli imballaggi alimentari mentre era recluso nel centro di Ponte Galeria. Il suo diario è diventato un libro: “Sarà uno schiaffo a molti”. “Oggi sono a metà strada per esaudire i miei sogni: una possibilità di reinserimento e un lavoro socialmente utile”. Sunjay Gookooluk è seduto a un tavolino del bar dei Giardini di Viale Carlo Felice, a Roma, mentre prepara l’ennesima di una serie infinita di sigarette. È originario delle Mauritius, ha 57 anni ma si trova in Italia da quando ne aveva 20: “Ho vissuto qui gran parte della mia vita. Scrivo soprattutto in italiano”, dice. È stata proprio la scrittura a salvarlo dalla disperazione quando tra il 2014 e il 2015 è finito per due volte nell’allora Cie (Centro di identificazione ed espulsione), oggi Cpr, di Ponte Galeria.
di Andrew Francisco*
Il Manifesto, 27 maggio 2026 “Ogni fase ha le sue procedure e il suo personale: la macchina non è un singolo ministro. Gli uomini e le donne palestinesi i cui messaggi in arabo erano graffiati sulle pareti sono i bersagli, le persone per cui sono state costruite le gabbie e le catene”. Erano passate circa quarantasei ore dal nostro sequestro quando la donna mascherata con il megafono è comparsa sopra di noi, sulla passerella della nostra nave-prigione israeliana. A quel punto, più di qualche compagno era riuscito a sbirciare sotto uno dei nostri dormitori improvvisati e a intravedere una lunga striscia verde di terra. Per due giorni avevamo letto il sole come un presagio, cercando di capire se ci stessero portando verso l’Egitto, Cipro, la Grecia o Israele.
di Rita Rapisardi
Il Dubbio, 27 maggio 2026 Il convoglio di terra della missione bloccato a Sirte dagli uomini del generale Haftar. La Farnesina non dà notizie alle famiglie e si “affida” ai giudici libici. Come fu un anno fa, con la marcia su Gaza in Egitto e il convoglio via terra di giugno, la missione via terra della Global Sumud si ferma di nuovo in Libia, sempre a Sirte. Due giorni fa, dopo dieci dall’avvio della missione, il gruppo composto da 200 persone e tonnellate di aiuti umanitari è stato attaccato con forza e sgomberato. Militari riconducibili alle forze di sicurezza della Libia occidentale, hanno attaccato le tende: le persone sono state picchiate e trascinate di peso sugli autobus, alcune percosse fino a perdere i sensi. Gli attivisti sono stati scortati fino a Misurata, poi in viaggio tutta la notte fino a Tripoli.
DOCUMENTI
Articolo. "I limiti del punire come fondamento", di Massimo Donini
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 27 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, dal 29 maggio al 2 luglio 2026) - ISCRIZIONI CHIUSE
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La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 31 maggio 2026
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
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