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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 26 maggio 2026
CARCERI
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 26 maggio 2026 Educatori, magistrati, detenuti e volontari a confronto nel carcere di Padova: “La sola repressione non salva gli adolescenti”. Dentro il carcere Due Palazzi di Padova, venerdì 22 maggio, non si è discusso soltanto di devianza minorile o di sicurezza. Si è parlato soprattutto di futuro. E della domanda più scomoda che oggi attraversa la politica, i tribunali, le scuole e le famiglie italiane: che cosa significa davvero punire un ragazzo? La Giornata nazionale di studi organizzata dalla redazione di Ristretti Orizzonti ha scelto un titolo volutamente provocatorio - “Punire i giovani?” - per mettere al centro il rischio di una società sempre più tentata dalla risposta punitiva, anche verso gli adolescenti.
di Flavio Centamore
Il Mattino di Padova, 26 maggio 2026 “Non si può identificare una persona solo con il reato che ha commesso”. Dal carcere Due Palazzi, le parole di Francesco, detenuto coinvolto nel progetto scuola-carcere di Ristretti Orizzonti, hanno segnato uno dei momenti più intensi della giornata nazionale di studi “Punire i giovani”, svoltasi ieri davanti a studenti, operatori, educatori e detenuti. Un intervento diretto, nato dall’esperienza personale: “Ero legato al denaro e quella strada mi ha portato in un’unica direzione, l’ufficio matricola del carcere” racconta. Ma soprattutto dalla convinzione che dietro ogni errore esistano storie, ferite e contesti difficili che non possono essere cancellati da un’etichetta.
di Barbara Poggio*
Corriere del Trentino, 26 maggio 2026 Ventisei bambini in carcere insieme alle loro madri. Un anno prima erano undici. Nel mezzo, un decreto sicurezza che ha trasformato da obbligatorio a facoltativo il rinvio della pena per le donne incinte o con figli sotto l’anno di età. Ventisei bambini che non hanno alcuna colpa, ma iniziano la loro vita dentro un carcere. Il titolo scelto da Antigone per il suo XXII Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia è “Tutto chiuso”. Chiuso alle persone, al mondo esterno, alle domande scomode. Secondo il rapporto, nelle carceri italiane sono oggi detenute 64.436 persone, a fronte di 46.318 posti realmente disponibili: un tasso di sovraffollamento del 139,1%. Settantatré istituti superano il 150%, otto arrivano oltre il 200%.
di Errico Novi
Il Dubbio, 26 maggio 2026 Tensione fra il partito della premier e gli azzurri, che lamentano la chiusura non solo sulla responsabilità civile delle toghe, ma anche su prescrizione, sequestro degli smartphone e gip collegiale. Possiamo parlare di muro contro muro? Sì, ne possiamo parlare. Nel centrodestra la giustizia è diventata materia divisiva, indi impraticabile. Almeno in questo scorcio finale di legislatura. I poli contrapposti sono Forza Italia e Fratelli d’Italia, con la Lega in una posizione intermedia che però, un po’ a sorpresa, inizia a tendere più verso la sponda azzurra.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 26 maggio 2026 Forza Italia rilancia la responsabilità civile dei magistrati Costa: “Basta zone franche. Ora una riforma, senza indugi”. “Le toghe non pagano mai”. A dirlo è Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che l’altro giorno ha annunciato una proposta di legge sulla responsabilità civile dei magistrati.
Il Dubbio, 26 maggio 2026 L’ex presidente della Consulta invita a evitare riforme reattive: “Sì a colpire errori macroscopici, no a incidere sul giudizio”. La responsabilità civile dei magistrati può essere oggetto di un nuovo intervento normativo, ma solo a una condizione: non trasformarsi in uno strumento capace di condizionare l’indipendenza del giudice. È questo il punto centrale indicato da Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale e già vicepresidente del Csm, commentando con Adnkronos l’annuncio di Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, su una proposta di legge destinata a essere discussa con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e con le forze di maggioranza.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 maggio 2026 “Stiamo assistendo a un attacco ai diritti di difesa, contro il quale reagiremo con tutta la nostra forza. Il diritto di difesa è centrale in uno stato di diritto, perché funge da garanzia di tutti gli altri diritti di cui godono i cittadini. Per cui se cade il diritto di difesa si aprono degli spazi di mancata tutela, la cui gravità in ordine alla tenuta di una democrazia liberale è evidente”. Così, intervistato dal Foglio, Francesco Petrelli, presidente dell’unione camere penali italiane (Ucpi), commenta le vicende degli ultimi giorni in cui è emerso che diversi avvocati sono stati intercettati mentre parlavano con i loro assistiti, pratica vietata dal codice di procedura penale, dalla Costituzione e anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
di Giacomo Amadori
La Verità, 26 maggio 2026 Per l’avvocato che ha sollevato il caso: “Le captazioni irregolari sono molte più di quelle denunciate all’inizio”. La Procura generale di Perugia prova a metterci una pezza. Il pg ha fatto sapere, attraverso un comunicato, che dopo aver letto la denuncia dell’avvocato Alessandro Cannevale (suo ex collega, essendo stato anche procuratore di Spoleto) sul nostro giornale, ha chiesto spiegazioni alla Procura. Secondo il legale, lo ricordiamo, la polizia giudiziaria avrebbe registrato i colloqui in carcere di un avvocato sotto inchiesta con il proprio cliente e, come riassume Sottani, “secondo quanto rappresentato dal difensore”, tali intercettazioni, “si sarebbero estese anche ad altri colloqui difensivi nonché a soggetti estranei al procedimento”.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 26 maggio 2026 È innocente Antonio Caridi, accusato di essere mafioso e costretto a scontare un anno e mezzo di prigione. La dichiarazione di Spigarelli e Morace. Il Presidente del Senato, che era Pietro Grasso, ottenne dalla conferenza dei capigruppo che fosse invertito l’ordine dei lavori e che l’autorizzazione all’arresto di Caridi fosse anticipata, in modo da rendere possibile la votazione prima della chiusura estiva del Parlamento. I senatori in 24 ore lessero le 6.000 pagine fornitegli dalla magistratura e votarono con 154 voti contro 110 l’arresto. Il senatore Caridi era in aula. Prese la parola. Si Difese. Protestò la sua innocenza e giurò che l’avrebbe dimostrata, e spiegò come contro di lei non c’era alcun indizio serio. Fra l’altro fu accusato di avere fatto accordi elettorali con la mafia in zone della Calabria dove aveva raccolto poche decine di voti.
di Annalisa Costanzo
Il Dubbio, 26 maggio 2026 “Il ricorrente non ha ricevuto cure mediche adeguate durante la detenzione”. E ancora: la sua condizione ha “superato il livello inevitabile di sofferenza insito nella detenzione”, integrando così un “trattamento inumano e degradante”. Sono parole durissime quelle con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia nel caso di Francesco Pelle, detenuto al 41 bis, ergastolano, affetto da paraplegia agli arti inferiori. Parole che riportano al centro una questione: anche chi è stato condannato per reati gravissimi conserva diritti inviolabili, come il diritto alla salute e quello alla dignità. La sentenza, depositata il 21 maggio, nasce dal ricorso presentato dall’avvocato Francesco Giampaolo, uno dei legali di Pelle, che negli anni ha più volte sollecitato la magistratura di sorveglianza affinché al proprio assistito venissero garantite cure adeguate e continuative.
TERRITORIO
di Anna Vitaliani
rainews.it, 26 maggio 2026 Per il Garante regionale “difficile pretendere che i detenuti imparino a rispettare le regole in luoghi in cui le regole non vengono rispettate”. “Non c’è un solo istituto carcerario in Italia che possa definirsi a norma. Difficile pretendere che i detenuti imparino a rispettare le regole in luoghi in cui le regole non vengono rispettate”. Così Enrico Sbriglia, garante regionale dei diritti alla persona, apre nell’aula del Consiglio regionale l’incontro “Cambiare si può. Per un’architettura rispettosa della costituzione”. Architettura perché è il luogo in primis che deve migliorare. E se a san vito è in costruzione un nuovo carcere, a Udine - dove la presenza di detenuti è quasi il doppio della capienza - è in corso un’importante operazione di ammodernamento. Nuova Biblioteca, aule studio, sale per il lavoro e teatro con accesso anche dall’esterno. Non ci saranno celle in più ma più spazio, spiega l’architetto Giovanni La Varra.
Corriere Salentino, 26 maggio 2026 Due decessi per sospetta overdose o per abuso di farmaci nel carcere di Lecce. Un altro, per impiccagione. Un quarto, ancora, tutto da decifrare. Tra aprile e maggio. In appena due mesi. Nel penitenziario di borgo San Nicola, si continua a morire. Gli ultimi decessi, a stretto giro. A distanza di 24 ore. Il 20 maggio, nel reparto di Infermeria, è morto Andrea Zamboni, un 39enne di Galatone. Dietro le sbarre si trovava per una rapina messa a segno il 5 febbraio ai danni di una farmacia, a Seclì. Soffriva di attacchi epilettici che curava con farmaci antispastici. Il malore, i soccorsi, la morte. Su cui è stata aperta un’indagine dal sostituto procuratore Alessandro Prontera. Primo passo: l’autopsia che verrà eseguita dal medico legale Ermenegildo Colosimo nelle prossime ore.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 maggio 2026 Nuove ombre e sospetti di ritorsione nel penitenziario milanese. Un detenuto trentanovenne resta recluso a Opera nonostante il magistrato di sorveglianza di Milano abbia autorizzato il suo trasferimento lo scorso 12 maggio. Un provvedimento d’urgenza che, a oggi, è rimasto lettera morta. La sua avvocata, Guendalina Chiesi, ha già inviato un sollecito urgente al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e alla direzione dell’istituto. L’uomo, condannato all’ergastolo, resta dov’è: in isolamento, sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, con una nuova proroga di tre mesi notificata il 6 maggio.
dire.it, 26 maggio 2026 Una visita istituzionale per prendere atto delle criticità e offrire supporto. L’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri ha inoltrato una richiesta alla Direzione della casa circondariale di Rebibbia, e per conoscenza al direttore sanitario della Uoc Salute Penitenziaria di Rebibbia, Antonio Chiacchio, di poter effettuare una visita istituzionale alla struttura, al fine di valutare le condizioni dei detenuti esclusivamente sotto il profilo dell’assistenza sanitaria e della tutela del diritto alla salute, in ottemperanza ai principi etici e deontologici che guidano la professione medica.
di Michela e Piero Acler
cittanuova.it, 26 maggio 2026 Attraverso scuole, incontri pubblici e progetti di reinserimento, l’associazione “Dalla Viva Voce” prova a scardinare il pregiudizio sul carcere, restituendo umanità e ascolto a chi vive la detenzione. “Volontariato in carcere? Non sai proprio come ammazzare il tempo. Se vuoi fare del bene ricordati che ci sono anche gli ospedali pediatrici, i ricoveri per anziani, la mensa dei poveri e gli istituti per disabili.” Lo si sente dire spesso, lo si legge talvolta semplicemente negli occhi di chi ti ascolta mentre parli di un mondo per lo più sconosciuto, il mondo dei cattivi, quelli che hanno sbagliato e che ora scontano la meritata pena. Investire del tempo per mitigare la sofferenza di chi è andato contro la legge non sembra una priorità, pensiamo prima ai buoni, agli innocenti, alle persone per bene.
garantedetenutilazio.it, 26 maggio 2026 Insigni studiosi si sono incontrarti e confrontati nel corso del convegno “Pena e opinione pubblica, gli attori del populismo penale” promosso dall’Università Roma Tre, su iniziativa del Garante del Lazio. Il convegno dedicato al tema del populismo penale e al ruolo degli attori che influenzano l’opinione pubblica in materia di giustizia penale, promosso lo scorso 21 maggio dal Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Roma Tre su iniziativa del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, ha rappresentato un significativo momento di confronto soprattutto con l’esperienza francese, grazie alla lectio magistralis di Didier Fassin (Collège de France) sulla passione di punire, oggetto di un suo libro tradotto in tutto il mondo, che ha aperto al sessione mattutina e di Denis Salas, presidente dell’Association française pour l’histoire de la justice, che ha affrontato il tema della volontà di punire.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 26 maggio 2026 Dentro faldoni impolverati, il tempo custodisce documenti e oggetti preziosi. Anche in un carcere. A Pistoia, Capitale italiana del Libro 2026, il penitenziario cittadino e i tesori del suo archivio sono stati protagonisti di due incontri. L’iniziativa è dell’associazione Storie, trame e narrazioni Odv. Lo scorso 16 maggio, la vicepresidente Rosa Cirone, funzionaria del Dap in pensione, ha portato i molti cittadini curiosi alla scoperta dei faldoni custoditi nel penitenziario, durante una conferenza presso la Biblioteca San Giorgio del comune toscano. Il 21 maggio, i pistoiesi hanno potuto visitare l’archivio del carcere.
telenuovo.it, 26 maggio 2026 Non soltanto una partita di calcio, ma un messaggio sociale forte, portato dentro le mura del carcere Due Palazzi di Padova. Nei giorni scorsi la squadra di Gentiliamoci, composta da amministratori locali, giornalisti e rappresentanti del Centro Tara Cittamani ha sfidato i detenuti della formazione Pallalpiede, la squadra di calcio nata all’interno del carcere di Padova che milita nel campionato di Terza Categoria. L’iniziativa è stata organizzata per promuovere il “Manifesto della Gentilezza nello Sport”, un progetto sostenuto anche dal Comune di Padova con l’obiettivo di diffondere inclusione, rispetto e socializzazione attraverso il linguaggio universale dello sport.
di Piero Ghetti
Corriere di Romagna, 26 maggio 2026 “In accordo con la direttrice Carmela De Lorenzo e il cappellano don Enzo Zannoni, anche quest’anno, nell’imminenza dell’estate, abbiamo donato indumenti agli ospiti del carcere di Forlì”. A comunicare l’ennesimo gesto caritativo a beneficio della popolazione maschile della Casa circondariale di via Della Rocca, è il presidente della moschea di via Masetti, Mohamed Ballouk. Nell’elenco del vestiario, rigorosamente nuovo, consegnato sabato scorso a don Zannoni, compaiono 180 canotte, 200 magliette mezza manica collo tondo, 200 pantaloncini e 200 slip. “È un dono della comunità islamica forlivese - precisa Ballouk - che viene elargito a tutti i carcerati, nessuno escluso”.
di Stefano Anastasìa*
garantedetenutilazio.it, 26 maggio 2026 Ogni istituzione sociale produce il suo vocabolario, e il carcere è una istituzione sociale, con il suo vocabolario. In quel vocabolario, nelle parole prigioniere che Maria Brucale, complice Francesca de Carolis, ci ha voluto donare, c’è la storia del carcere e il suo presente: la sua realtà, al di là delle forme, o attraverso di esse (“Trattamento”, “traduzione”, “ordine e sicurezza”, per esempio, sono lì, proprio nell’ordinamento penitenziario, e dicono ancora il contrario di quello che la sua legge costitutiva voleva dire).
AFFARI SOCIALI
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 26 maggio 2026 Referendum, disobbedienza civile, nonviolenza: Marco non ha incarnato una ideologia, ma una prassi. E il modo meno infedele per ricordarlo, a dieci anni dalla sua morte, è quello di riattivarlo Ricordare Marco Pannella, a dieci anni dal suo congedo dalla vita, è un esercizio rischioso. Perché la commemorazione è sempre in agguato: addomestica, trasfigura, sigilla. Pannella, invece, è tutto fuorché archiviabile. Non si lascia chiudere in una formula, né confinare in una stagione della Repubblica. Non si lascia normalizzare. È - ancora oggi - una figura eccedente, come è sempre stata: nel corpo e nella parola, nel cibo e nel fumo, fin’anche - alla fine - nelle cravatte e nella chioma. Il modo meno infedele per ricordarlo è quello di riattivarlo.
di Andrea Riccardi
Corriere della Sera, 26 maggio 2026 Nel solco della “dottrina sociale” della Chiesa, il Papa condanna la “cultura della potenza”, non le nuove tecnologie. Elaborare una visione del mondo può apparire molto arduo, forse superato, a causa della sua complessità, tanto che si coltivano i più diversi specialismi. Tuttavia, Leone XIV, con l’enciclica Magnifica Humanitas, indaga l’orizzonte globale, leggendo criticamente il presente e mettendo insieme i tanti aspetti diversi e contraddittori della realtà. La Chiesa vive nella storia e ne scruta i cambiamenti alla luce di una preoccupazione, che è il cuore dell’enciclica: “Non c’è il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto?”.
di Davide Ferrario
Corriere di Torino, 26 maggio 2026 Dietro il linguaggio aziendale, la disumanizzazione dei trattenuti. Cosa rivela la sentenza sui gestori di corso BrunelleschiCome tanti, ho seguito le cronache del processo per il suicidio di Moussa Balde nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr, le strutture detentive istituite per trattenere gli stranieri privi di un regolare titolo di soggiorno, in attesa dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione o respingimento) di corso Brunelleschi, conclusosi con la condanna della direttrice e della società che lo gestisce, sentenza di cui sono state pubblicate da poco le motivazioni.
di Innocenzo Cipolletta
Il Domani, 26 maggio 2026 Dicevano che la pace e la diplomazia come risoluzione dei contrasti internazionale fosse un’illusione, che il conflitto armato è uno degli strumenti della politica internazionale, per quanto da usare con cautela. In realtà accade il contrario: i risultati ottenuti da Trump, Netanyahu e Putin sono disastrosi. Con lo scoppio della guerra in Ucraina e poi in Medio Oriente, molti hanno affermato che finiva un’illusione che aveva colpito in particolare noi europei: che la guerra fosse uno strumento ormai obsoleto per risolvere i problemi tra i paesi e che bastasse il diritto internazionale e le organizzazioni preposte a esso per evitare il deflagrare di conflitti tra i grandi paesi.
di Sergio Labate*
Il Domani, 26 maggio 2026 Il ministro israeliano non è diverso da Trump, da Netanyahu, da tutti coloro che hanno trasformato la democrazia nel suo rovescio: l’autoritarismo. Che a questo punto non sembra essere ciò che mette in discussione la credibilità delle democrazie da fuori, ma ciò che rischia di dissolverle da dentro. Il problema di Ben-Gvir è molto più profondo di Ben-Gvir. Non solo per una considerazione scontata, quella per cui la sua responsabilità è semplicemente estetica: egli ha trasformato in spettacolo ciò che è ormai per lo Stato d’Israele prassi giuridica e comportamento consolidato di fronte a tutti coloro che semplicemente criticano le politiche del suo attuale governo.
di Estefano Tamburrini
Avvenire, 26 maggio 2026 Il fumo nero si vede dall’esterno. E si sentono le urla dei prigionieri: denunciano “torture”, “perquisizioni violente” e “spedizioni punitive”. Alcuni lamentano “decine di giorni” di isolamento “senza cibo”. Dagli striscioni appesi sul muro esterno si legge: “S.O.S” e “Ci stanno torturando”. È rivolta al carcere di Barinas, dove 1.320 detenuti (1.200 uomini, 120 donne) hanno preso il controllo della struttura penitenziaria per chiedere a Caracas la destituzione del direttore, Elvis Macuare Guerrero, già segnalato per “eccessi” e “abusi di potere” sulle persone recluse. “Ci ha tolto lo sport e lo studio e ci fa dormire per terra”, denunciano.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 25 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
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Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI